uk
Feedback
𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠

𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠

Закритий канал

La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.

Показати більше
3 038
Підписники
Немає даних24 години
-37 днів
-1230 день
Архів дописів
08. Lateralus.mp321.51 MB

Tool - Lateralus Live 🖤

​​La title track Lateralus, lunga più di 9 minuti e caratterizzata da cambi ritmici improvvisi e fluidi, Keenan parla di infanzia artistica e memoria, e sillaba le parole in un modo per cui si intuisce un ordine, che se si analizza attentamente corrisponde alla sequenza numerica scoperta dal matematico pisano Fibonacci e descritta nella sua opera intitolata “Liber Abaci” del 1202. Da ciò emerge quindi la seguente progressione numerica delle coppie di conigli, in cui ogni numero relativo a un dato mese (numero di conigli in vita) corrisponde alla somma dei due numeri dei due mesi precedenti (conigli già in vita più nuovi nati da ogni coppia). È la celebre sequenza di Fibonacci, appunto: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21… Per arrivare a ciascun numero della serie, vanno dunque sommati i due numeri che vengono prima e così ogni numero della serie è la somma dei due numeri precedenti. In natura, ci sono molti schemi che mostrano questa sequenza (fiori, conchiglie, pigne, etc). Tale sequenza risulta calcolando le sillabe del testo di Lateralus, disposte nel brano in questa modalità da Keenan: 1 black [1] then [2] white are [3] all I see [5] in my infancy [8] red and yellow then came to be [5] reaching out to me [3] lets me see [2] there is [1] so [1] much [2] more and [3] beckons me [5] to look through to these [8] infinite possibilities [13] as below so above and beyond I imagine [8] drawn beyond the lines of reason [5] push the envelope [3] watch it bend La successione di Fibonacci è in relazione con la sezione aurea, che viene utilizzata per disegnare le spirali. Infatti, nell’ultima parte del brano vengono pronunciati versi contenenti la parola “spiral” (spirale), e il brano termina con la ripetizione del seguente verso: “Spiral out, keep going...” Lateralus è dunque la sezione aurea dell’intero album, il suo brano chiave, la track dell’equilibrio primordiale, in cui materia e spirito si ricongiungono, e in cui quest’ultimo si manifesta nell’opera d’arte attraverso la spirale. Le lyrics, strutturate secondo le regole matematiche del Fibonacci, conferiscono alla canzone un ordine strutturale derivato dalla presenza del divino nella materia. Infatti sin dalla sua scoperta, la sezione aurea, numero irrazionale da cui è possibile ricavare un ordine geometrico, è stata interpretata come l’intervento di Dio in natura. Buon ascolto con il capolavoro assoluto dei Tool che oggi festeggia 22 anni 🖤

Esattamente 22 anni fa, il 15 Maggio del 2001, vide la luce uno dei più grandi album mai registrati. Stiamo parlando di Later
Esattamente 22 anni fa, il 15 Maggio del 2001, vide la luce uno dei più grandi album mai registrati. Stiamo parlando di Lateralus, dei Tool. Oggi parleremo della totale track, appunto il brano Lateralus. Questo brano ha una particolarità nel cantato, che assume una forma assolutamente matematica seguendo le regole del Fibonacci. Di seguito la spiegazione Entra nel canale👇 https://t.me/+zaDx68M3G1M5YzVk

sticker.webp0.36 KB

Hurricane Bob Dylan.mp319.61 MB

​​Colpi di pistola risuonano nel bar notturno. Entra Patty Valentine dal ballatoio superiore vede il barista in una pozza di sangue. Grida: "Mio Dio, li hanno uccisi tutti! Qui inizia la storia di Hurricane. Inizia così una delle più famose canzoni scritte da Bob Dylan... una canzone che ha fatto storia sia per quello che raccontava che per la sua musicalità magnifica e unica... Hurricane. La prima versione della canzone è stata registrata il 30 luglio 1975, ma per evitare denunce da parte dei diretti interessati (citati per nome e cognome nel testo), gli avvocati della Columbia Records, convinsero Dylan a registrare una seconda versione (quella presente nell'album) con il testo modificato in modo da non citare direttamente i nomi delle persone coinvolte. Canzone di protesta che racconta la storia del pugile Rubin "Hurricane" Carter, ingiustamente carcerato per 19 anni con l'accusa di omicidio nel 1966. Dylan... poeta e cantautore da sempre accanto alle lotte politiche e sociali, non ha mai smesso di gridare contro le ingiustizie. Bob, leggendo la biografia del pugile ingiustamente incarcerato e sempre autoproclamatosi innocente, andó a fargli visita in carcere nel 1975: poco dopo inizia la stesura del testo della canzone che poi venne modificato come ho già detto prima. Eseguì il brano al concerto di beneficenza al Madison Square Garden di New York, dove raccoglie 100 mila dollari da devolvere agli avvocati difensori di Carter, ormai consacrato all'immortalità e alla storia. Hurricane fu scarcerato nell'85 e morì nel 2014 dopo aver speso la sua vita verso i carcerati ingiustamente. Canzone dalla lirica davvero strepitosa.. violini.. pianoforte.. chitarre.. la batteria... qualcosa di magnifico... un opera d'arte... una canzone unica nella sua complessità musicale. Considerata uno degli ultimi capolavori di Dylan.. il poeta inquieto, mai riuscì a trovar pace al suo animo... canzone scritta come tante altre con animo maturo e combattivo ma sicuramente Hurricane segnó l'animo di Dylan in maniera indelebile e profonda tanto che dopo la scarcerazione del pugile nell'85, Dylan non eseguì mai più il brano dal vivo. Un pezzo di storia. Buon ascolto e buona domenica 🙋🏻‍♂️

🧸LISTA IMAGE 2K 15K Insieme per crescere 🧸  

Back In Black.flac31.28 MB

Back in black - Brian Johnson.epub23.41 MB

​​Ne ha fatta di strada Brian Johnson, dal coro della chiesa di un villaggio di minatori ai palchi di tutto il mondo. Da ragazzino viene fulminato dalla visione di Little Richard in tv e prende subito una decisione: la musica sarà la sua vita. Cresciuto in una famiglia dai legami tanto forti quanto difficili, Brian divide la sua giovinezza tra il lavoro in fabbrica, una folle parentesi da paracadutista, e una lunga serie di band locali più o meno improvvisate, fino a quando nel 1980, per puro caso, si trova a essere l’uomo giusto nel posto giusto: il cantante degli AC/DC muore prematuramente e Brian prende il suo posto, sfornando Back in Black, un disco da 50 milioni di copie che conquista le classifiche di mezzo mondo. Questo memoir, però, non si apre con un successo, ma con un momento di paura in cui sembrava tutto perduto: è una sera di settembre del 2015 e Brian avverte un dolore all’orecchio. Quel fastidio apparentemente innocuo è solo il primo sintomo di un problema all’udito così grave da costringerlo a lasciare la band e dire addio alla musica. Un momento di buio che spinge Brian a rievocare le storie della sua infanzia, le prime esperienze su palchi scalcinati, un matrimonio affrettato, una vacanza italiana che per poco non finì in tragedia e molto altro. Grazie a delle cure sperimentali, Brian Johnson è tornato a cantare con gli AC/DC e nel 2020 ha registrato il diciassettesimo album della band, Power Up, un successo di pubblico e critica. Oggi, in questa spassosa, appassionata e incoraggiante confessione a cuore aperto, Johnson si racconta senza risparmio, in pagine piene di grinta. Come la sua voce.

​​Eccoci con la nostra rubrica del sabato sui libri che hanno fatto la storia del Rock. Oggi un libro che parla del terzo cantante degli AC/DC, il mitico _Brian Johnson,_ colui che ha dato il La al grande successo della band e che più di ogni altro ne ha segnato la storia. Ecco a voi la sua miglior autobiografia 🥰 Buona lettura, con "Brian Johnson - Back in Black."🖤 Entra nel canale per leggere 👇 https://t.me/+zaDx68M3G1M5YzVk

sticker.webp0.36 KB

1968. Soul e Rivoluzione - Riccardo Bertoncelli.epub10.14 MB

​​Eccoci con la nostra rubrica del sabato sui libri che narrano le gesta di personaggi che hanno fatto la storia del Rock. Questo libro parla della musica (delle musiche) del 1968 vero, cronologico, così diverso dal Sessantotto mitico che nel corso del tempo è stato riempito di storie, favole, luoghi comuni di ogni epoca. Un anno vero, di dodici mesi, che oggi ci appare come un groviglio complicato e anche discutibile. Se vogliamo dirla tutta e giocar di fino con il paradosso, è l'anno più fragile della seconda metà dei '60, là dove tra rock e nuovo jazz si inventa un altro modo di fare musica, di ascoltarla, di viverla. Un anno incerto, sospeso, un tempo di transizione tra la bellezza pura del '65-'67, il Big Bang, e le avvincenti dolorose contraddizioni che seguiranno. Ecco a voi e buona lettura 🖤 Entrate nel canale 🔽🔽 https://t.me/+zaDx68M3G1M5YzVk

sticker.webp0.41 KB

The Gallery CD 1 TRACK 11 (320).mp314.73 MB

The Gallery CD 1 TRACK 10 (320).mp35.97 MB

​​*The Gallery* è l'album preferito della mia band preferita Dark Tranquillity 🥰 Uno dei migliori album melodic death metal mai pubblicato. Semplicemente perché è il manifesto di una band che padroneggia perfettamente la propria musica, e soprattutto che ama ciò che fa. Ciò che rende unici i Dark Tranquility in mezzo a tutte le altre band metal è la loro capacità di rimanere melodici, ma con una melodia al limite del progressive metal, mentre stanno scatenando tutta la violenza che hanno in sé. Ho scelto la penultima e l'ultima canzone di questo album. Mine is the Grandeur... è un pezzo interamente strumentale di poco più di due minuti che, di fatto, costituisce il primo paragrafo di un unico capitolo che andrà letto insieme alla successiva traccia conclusiva. Tonalità folkloristiche, quasi evocanti un appassionato flamenco andaluso, sono dettate da una solitaria e discreta chitarra acustica che disegna pochi, semplici accordi non privi però di una grande forza d'impatto emozionale. La sezione centrale viene arricchita dall'inserimento di ulteriori due chitarre acustiche e dal rimbombo pesante e cupo dei timpani della batteria, grazie ai quali, la tensione riesce a raggiungere dei picchi notevoli pur essendo la traccia priva di qualsiasi riferimento vocale e presentando una componente strumentale ridotta all'osso, minimalista nella versione più pura e genuina del termine. La band omaggia il proprio portentoso vocalist concedendogli questi 150 secondi circa di riposo in cui presenta una sobria marcia che, al contempo, riesce ad apparire briosa anche se tragica, vivace ma corredata da sfumature di drammaticità ed ancora una volta certifica, nei fatti, l'enorme carattere della formazione nordica, la capacità innata di porsi contemporaneamente su più livelli di interpretazione, l'abilità intrinseca di offrire molteplici chiavi di lettura ai propri brani, spesso l'una di significato completamente opposta all'altra. ... Of Melancholy Burning conclude come meglio non potrebbe l'album: essa, con i suoi oltre sei minuti di sviluppo complessivo, è la traccia più lunga dell'intero lotto di canzoni presentate. L'incipit del pezzo nasce, sostanzialmente, laddove era sfumata Mine is The Grandeur, ma ben presto le chitarre si fanno più aggressive ed incalzanti. Siamo vicini alla conclusione e la band sa bene quanta importanza abbia concludere un album con un ultimo, indimenticabile pezzo: le atmosfere sono grandiose, imponenti e sofferte, Stanne, riposatosi nel precedente interludio strumentale, torna a ringhiare con veemenza e ci appare più incisivo che mai. Gli scenari dipinti dalla band sono anche in questo caso velati da profonde sofferenze e da intimi travagli dell'animo. Si narra della grandiosità della malinconia come rappresaglia verso il mondo esterno, le parole non pronunciate fanno soffrire l'uomo, paragonato ad uno sciacallo opportunista e iracondo. Sempre e mai tu sarai il mio chiodo, sempre e mai hai parlato del tuo dolore, tu maledetta essenza della notte che guidi i miei passi. La fragilità diviene debolezza, la vendetta si fa dolore, la tempesta galoppa veloce nella notte, i suoi occhi di brace oltre la ragione la condurranno. I giorni futuri saranno dominati dalla logica della vendetta, non potremo più sorseggiare tranquillamente il nostro the nel deserto, nella nostra terra natale regnerà un'incertezza carica di tensione latente, pronta ad esplodere in ogni momento. La mia anima è stata afferrata dalla tempesta perché nessun altro al mondo prova un simile dolore, non sento alcun beneficio in me ma solo una furia cieca che aspetta solo di essere scatenata. E' necessario che lo sciacallo che è in noi possa far uscire la propria ira, troppo a lungo soppressa nel lutto, la grandiosità della malinconia dominerà fino alla fine dei nostri giorni. ... Always be cherished The grandeur of melancholy Always and never You are the nail... Buon ascolto! 🖤 Entrate nel canale 🔽🔽 https://t.me/+zaDx68M3G1M5YzVk