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𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠

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La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.

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​​Nel 2002 la morte per overdose del leader carismatico Layne Staley pose fine alla carriera degli Alice In Chains, una delle band grunge più famose ed influenti. Sembrava, infatti, impossibile che un artista di tale calibro potesse essere sostituito: è un po’ come credere che si possa un giorno rimpiazzare Kurt Cobain nei Nirvana ed invece... ...il gruppo americano sorprende tutti e torna dopo ben quattordici anni con un nuovo album in studio intitolato Black Gives Way To Blue. La line up è stata completata con il cantante/chitarrista di colore William DuVall (già nei Comes With The Fall) dotato di un timbro vocale accostabile a quello del compianto Staley (a volte si fa fatica a credere che non sia lui!); La qualità del songwriting del nuovo disco è di uno spessore qualitativo davvero notevole. Black Gives Way To Blue presenta, infatti, le medesime suadenti atmosfere oscure che permeano e caratterizzano da sempre la musica degli Alice In Chains, considerati l’anima nera del movimento grunge; qui le ritroviamo coinvolgenti come un tempo in tutte e undici le tracks grazie soporattutto ad un Jerry Cantrell in autentico stato di grazia sia come chitarrista che come cantante. Numerosi, infatti, sono i suoi interventi nelle parti vocali. Certo Dirt è e rimarrà inarrivabile, però in Black Gives Way To Blue sono presenti composizioni di pregevole levatura artistica che certamente saranno eseguite durante i concerti dal vivo.

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06. Gallows Pole.mp311.38 MB

​​Il lato B dello stesso album si apre con uno dei pezzi che più adoro del Led Zeppelin III: Gallows Pole Pezzo lontano dalle sonorità di Immigrant Song... ma ha la stessa capacità di tenerti li ad aspettare la fine del brano... di divora dentro... aspetti con ansia qualcosa che ti sorprenda e rimani incantato ad ascoltarlo. Inizia con un semplice ritmo di chitarra acustica che viene raggiunta pian piano dal mandolino... dal basso elettrico... ed in seguito si uniscono simultaneamente banjo e la batteria. Il brano è studiato in modo da costruire un crescendo che aumenta la sua progressione sempre di più man mano che la canzone acquisisce intensità. Piccola curiosità: Page suona una chitarra acustica da dodici corde e successivamente una chitarra elettrica. Brano fantastico... buon ascolto

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1-08 Immigrant Song.mp33.37 MB

​​Nel 1970 i Led Zeppelin produssero il loro terzo brano... Led Zeppelin III. Dopo aver alzato gli standard dell’Heavy Blues Rock a livelli, per l’epoca, irraggiungibili, con i due lavori precedenti, Jimmy Page e gli altri Led Zeppelin...decisero di sorprendere il loro vasto pubblico attraverso questo disco con acustiche strabilianti e dall’armonia estrema. L'album si apre con una canzone hard rock che poi divenne famosissima: Immingrant Song . Sin dalle prime note, Immigrant Song divora ferocemente l'ascoltatore... travolgendolo tramite un tripudio di emozioni forti e tecnicismi estremi... principalmente dovuti al lavoro "da pazzoide" di Jimmy Page alla chitarra e di John Paul Jones al basso. Il riff è strabiliante.. ti entra dentro e basta.. devi star li ad aspettare che finisca la canzone.. Prima ancora di arrivare al ritornello, sembra già chiaro che, Immigrant Song, ricopra il ruolo importante dell’opera della band e del genere a cui hanno dato gli albori... ed infatti questa canzone fu il loro cavallo di battaglia per tantissimo tempo...cantata all'apertura di ogni concerto per scaldare folla entusiasta. Sino ad ora nel palcoscenico hard rock non si erano mai sentite delle liriche di quel genere e quelle poi influenzeranno quelle tipiche dell'heavy metal. Canzone formidabile che fa da apripista a diversi generi musicali successi, ma sopratutto indelebile nella storia del Rock. Buon ascolto e buona domenica 🙋🏻‍♂️

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Metallica - For Whom The Bell Tol.mp311.86 MB

2021-12-23_Le_Grandi_Glorie_del_Rock.pdf115.54 MB

​​Piuttosto che definirli, oggi è più facile dire ciò che i Metallica non sono. Di sicuro non sono (più) una band thrash metal e anche la più generica espressione “heavy metal” non li rappresenta del tutto. La faccenda mi tocca da vicino perché con i Metallica ci sono cresciuto, li ho amati visceralmente e il primo, agognato concerto cui assistei fu l'Heineken Jammin' Festival del 2003. D’accordo, oggi fanno cose che un tempo avrebbero scatenato rivolte armate (tipo collaborare con Miley Cyrus), ma complessivamente, nella testa della gente, sono rimasti un simbolo di quello che erano. Inoltre, il peggio l’hanno già espresso: qualsiasi disco possano dare alle stampe nel futuro, sarà tutta salute dopo la catastrofe di ST. ANGER (2003). I Metallica non hanno perso per strada il talento e, dal vivo, sono ancora una dannata macchina da guerra, tenendo conto dell’anagrafe (veleggiano verso la sessantina) e dei frequenti problemi di Hetfield con le dipendenze. La band californiana è un patrimonio della storia della musica, ha influenzato almeno due generazioni di rocker e ha scritto pagine indelebili. Sui libri di storia, ammesso che in futuro questi ultimi esisteranno ancora, alla voce “heavy metal” ci saranno perlomeno cinque capitoli scritti a caratteri d’oro: cinque, come KILL’EM ALL, RIDE THE LIGHTNING, MASTER OF PUPPETS, …AND JUSTICE FOR ALL e METALLICA. E scusate se è poco. Buona lettura con il numero delle "Grandi glorie del Rock" dedicato ai Four Horsemen, i METALLICA❤️ Entrate nel canale 🔽🔽 https://t.me/+zaDx68M3G1M5YzVk

Eccoci con la nostra consueta (più o meno) rubrica del sabato sui libri che narrano le gesta di personaggi che hanno fatto la storia del Rock. Stamane tocca ai Metallica e ad un libro della collana "Le Grandi Glorie del Rock" che ne ripercorre la pazzesca carriera che ha segnato le sorti del trash e del Metal contemporaneo Ecco a voi e buona lettura 🖤 Enjoy ❤️

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04 Boulevard Of Broken Dreams.mp39.95 MB

Questo video si collega al video di Holiday, quindi l’album rimane collegato anche nella realizzazione dei video ufficiali. L’aspetto interessante è che si possono notare scene che ritraggono persone poco abbienti della società americana. Ciò esprime tra le altre cose anche la forte critica che tutto American Idiot fa della politica e della situazione dell’America. Un fatto curioso sul video: alcuni effetti sono stati ottenuti con il danneggiamento fisico del negativo, infatti, è stato graffiato il filmato con lame di rasoio, con del caffè e con delle sigarette.

​​Eccoci ad American Idiot, un concept album, un’opera rock, che racconta la storia di Jimmy. Tra i brani più famosi il singolo Boulevard of broken dreamsBoulevard of Broken Dreams” è un brano fortemente introspettivo. Innanzitutto, si inserisce nel contesto del concept album presentando il protagonista. Per la prima volta sentiamo parlare di Jimmy, il ragazzo la cui avventura seguiremo per tutto l’album. Nella fattispecie, la canzone esprime la sua situazione psicologica: si trova da solo a camminare per una strada dei “sogni infranti“. In realtà, è questa strada la sua unica dimora, la sua sola via d’uscita. La ripetizione costante della frase “Io cammino da solo” ci mostra la sua reale condizione emotiva. Se vogliamo uscire dalla storia in sé, quindi dalla trama del concept, il brano diventa la colonna sonora perfetta per i nostri momenti di sconforto oppure di solitudine. Una ballata stile Green Day Millennium, quindi lontana dalla cattiveria punk di Dookie e Insomniac, ma se è vero che ogni band nel corso della storia ha avuto un percorso di maturazione, quello dei Gree Day è stato esemplare. Perché l'album American Idiot, con la sua Boulevard of broken dreams, è una concept capolavoro. Bisogna solo disancorarsi dalla nostalgia dell'adolescenza e di Dookie Buon ascolto con i Green Day❤️ Entra nel canale 🔻🔻 https://t.me/+zaDx68M3G1M5YzVk

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Jeff Buckley - Last Goodbye (320).mp310.74 MB