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Algoritmi e altre storie

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Canale dedicato alla ricerca della bellezza interiore e al benessere psico-fisico. Qui troverai nutrimento per l'anima, rispetto e accoglienza. Admin: @fornasieroluisa https://luisafornasiero.it/inizia-da-qui/

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Buongiorno a tutti. ❤️ Grazie di cuore per gli auguri e per tutto l'affetto che mi avete fatto sentire. Ogni messaggio, ogni pensiero e ogni parola mi hanno accompagnata in una giornata davvero speciale. 😘 È stato un compleanno diverso dal solito. Più silenzioso, più contemplativo. In questo periodo sto seguendo una dieta molto restrittiva, necessaria per mantenere il più possibile a riposo tutto l'apparato digestivo, in attesa dell'intervento chirurgico che, se sarà necessario, affronterò tra qualche mese. Naturalmente non sono rimasta a guardare. Ho già attivato un programma intensivo di algoritmi con l'obiettivo di favorire il miglior riequilibrio possibile e di evitare, se sarà possibile, l'intervento stesso. Se questo non dovesse accadere, lo affronterò comunque con serenità. Sono pronta, qualunque sia il percorso che mi aspetta. Grazie ancora per essermi vicini. Il vostro affetto è stato uno dei regali più belli che potessi ricevere. ❤️
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Questi giorni di ricovero in ospedale mi hanno dato il tempo di osservare con attenzione tutto ciò che è accaduto. Da quando mi sono svegliata nel cuore della notte con un dolore acuto allo stomaco, fino al momento del ricovero. Ho ripercorso mentalmente ogni fase, ogni reazione del mio corpo e della mia mente. Quasi come se stessi scrivendo un nuovo capitolo del libro Algoritmi della Parola. Del resto è così che lavoro: osservo, ascolto, mi faccio domande. Cerco di comprendere cosa accade davvero, prima ancora di chiedermi come intervenire. E credo che questo scritto sia importante anche per voi che mi seguite. Quando il dolore diventa improvvisamente intenso e non sai ancora cosa sta succedendo, il cervello cambia completamente priorità. Entra in modalità sopravvivenza. Tutto ciò che non è indispensabile viene momentaneamente messo da parte. In quei minuti io stavo cercando di capire quale pronto soccorso raggiungere. Chi avrebbe potuto accompagnarmi a quell’ora del mattino. Come mettere al sicuro il mio cane, che in quel momento era il pensiero più urgente dopo la mia salute. Chi gli avrebbe dato da mangiare? Chi lo avrebbe portato fuori in caso di ricovero? In quei momenti non ero nelle condizioni di fare altro. Neanche un algoritmo. E credo che nemmeno il miglior operatore esterno avrebbe potuto iniziare immediatamente un lavoro neuroverbale. Perché il cervello, in quel preciso istante, è completamente focalizzato sulla sopravvivenza. Ma quando il cervello riceve una rassicurazione, anche minima, una parte delle risorse attentive si libera. Non è che il dolore sparisca. Semplicemente il cervello non deve più occuparsi contemporaneamente di tutte le emergenze. Qualcuno ti dice: "Vai tranquilla, al cane penso io." Oppure arriva l'ambulanza e sai finalmente dove andrai. In quel momento tutto cambia. Infatti, è proprio durante l'attesa in pronto soccorso che ho iniziato a utilizzare la struttura più semplice degli algoritmi: il tre fasi. Perché? Perché il tre fasi dialoga direttamente con il sintomo. E una colica è un sintomo. Inoltre, considero questo algoritmo la struttura più semplice e immediata da utilizzare nelle situazioni acute. Probabilmente in quella fase sarebbe stato ancora più efficace un intervento esterno con i passi indietro fisici. Non immaginati. Fisici. Perché quando il cervello è in modalità sopravvivenza, credo che chiedergli di immaginare può essere molto difficile. Muovere il corpo, invece, richiede un'elaborazione diversa e molto più semplice. Naturalmente serviva una persona preparata che mi guidasse. E in quel momento io ero sola. Quando gli antidolorifici hanno ridotto il dolore e ho ritrovato un minimo di lucidità, ho iniziato il dialogo con il mio corpo. Mi sono rivolta prima all'intelligenza biologica ed emotiva connessa alla colecisti e al pancreas. Nessuna risposta. Ho provato più volte, attendendo il momento favorevole, ma nonostante l’insistenza le risposte non arrivavano. Così ho cambiato interlocutore: mi sono rivolta al cervello. E il cervello ha risposto immediatamente con il mio segnale tipico: lo sbadiglio. Immagino già di sentire le vostre domande: Luisa perché ti sei rivolta all’intelligenza biologica ed emotiva e non direttamente al cervello? Perché, come insegno, non si sceglie mai l'interlocutore a caso. Quando mi sono svegliata con quella colica violentissima, non sapevo ancora che si trattasse di una pancreatite. Pensavo che l'origine del problema fosse la colecisti. E la colecisti, per la metamedicina che descrivo anche in Algoritmi della Parola, è collegata a specifiche componenti emotive e psicologiche. Conoscendo il periodo che avevo attraversato negli ultimi due anni, mi è sembrato naturale rivolgermi prima proprio a lei. Successivamente, quando in pronto soccorso ho saputo che si trattava di una pancreatite acuta, ho esteso il dialogo anche al pancreas. Ma non ricevendo alcuna risposta, ho fatto ciò che insegno: ho cambiato interlocutore e ho utilizzato il cervello come intermediario. E la risposta è arrivata. Gli ho quindi chiesto di favorire il riequilibrio della colecisti, aiutandola a liberarsi dalle impurità e dai blocchi energetici, nel pieno rispetto dei tempi del mio corpo e senza aumentare il dolore. Poi gli ho chiesto di sostenere il pancreas nel suo processo di disinfiammazione. Nel giro di 24 ore i valori del sangue, che erano alle stelle, sono rientrati e 48 ore dopo l’esordio del dolore mi è stato tolto anche l’antidolorifico perché non ce n’era più bisogno. Ora che sto finalmente meglio mi viene naturale chiedermi: perché l’intelligenza biologica ed emotiva in quel momento non ha dato risposta, mentre il cervello sì? Forse, durante una fase infiammatoria acuta, l'intelligenza biologica dell'organo è completamente impegnata nella gestione dell'emergenza, mentre il cervello continua a mantenere disponibile quella funzione di coordinamento che mi ha consentito di instaurare il dialogo. Naturalmente è un'ipotesi nata dall'osservazione di quanto è accaduto. Ad ogni modo, come amo ripetere, quando con l’algoritmo non si ottiene risposta è sempre bene provare a cambiare interlocutore oppure cambiare domanda. E trovare modalità alternative se un modello o una tecnica non fornisce risposte: mai arrendersi al primo no. Il ricovero, come dicevo, mi ha dato tempo per osservare e farmi domande, anche su altri aspetti, che mi riservo di trattare in un post successivo perché ora ho bisogno di riposare. Ma se tra chi mi legge ci sono medici, ricercatori o studiosi che desiderano offrire una chiave di lettura diversa o contribuire a questa riflessione, ne sarei lieta, perché il confronto è sempre un'opportunità di crescita. Grazie di avermi letta fin qui e perdonate gli errori. Con il cellulare è un'impresa creare un post decente. 🙏😘
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Voglio ringraziare di cuore tutte le persone che mi hanno scritto, commentato o dedicato un pensiero in questi giorni. Sto leggendo ogni messaggio, anche se non riesco a rispondere a tutti. Purtroppo il ricovero si è prolungato. Alla pancreatite acuta, stanotte si è aggiunto un episodio di fibrillazione atriale parossistica che i medici stanno monitorando con grande attenzione. Per questo dovrò rimanere ancora in ospedale. Vi chiedo solo una cosa: continuate a mandarmi il vostro pensiero di luce e il vostro affetto. Li sento davvero e, in questo momento, mi fanno bene. Grazie di cuore. ❤️
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Un piccolo aggiornamento. In questi giorni il mio corpo mi ha chiesto di fermarmi. Sono ricoverata in ospedale e, di conseguenza, dovrò rinviare gli appuntamenti previsti nei prossimi giorni, compresa l'Attivazione REAL® del 23 luglio e l'ultima lezione del workshop "Visualizza, Immagina, Crea!". Appena sarò dimessa e avrò il via libera per riprendere l'attività, comunicherò a tutti le nuove date. Vi ringrazio fin d'ora per la pazienza, la comprensione e l'affetto che so mi farete sentire. A presto.
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Avete presente quando Facebook vi ripropone i ricordi di qualche anno fa? Oggi li scorrevo distrattamente, cercando di ricordare dov'ero nel 2023, in quale città stessi tenendo un workshop, se stessi seguendo un percorso di formazione oppure lavorando con altre persone. Poi, all'improvviso, è comparsa quell'immagine colorata con una frase semplicissima: Tutto ok. Linfonodi puliti. Notte a tutti, grazie. Mi sono fermata... Oggi è il 15 luglio. La mia mente è tornata a sette anni fa, quando, uscendo dalla sala operatoria del CRO di Aviano, il chirurgo venne da me e mi disse ridendo: Signora, è stata fortunata. Ha un culo grande come la provincia. I linfonodi sono puliti, non ho dovuto farle la mastectomia. Le ho lasciato il seno, anche se le manca un pezzo. Però è andata bene, dai. Ci rivediamo appena si riprende dall'anestesia. Dentro di me il sollievo è stato immediato. Ho chiuso gli occhi e ho continuato a dormire. Quando avevo deciso di rimuovere i due intrusi che stavano occupando il mio seno destro, di cui uno anche con cattive intenzioni, era ovvio che sperassi di liberarmene il più presto possibile e che non ci fossero altre pendenze in corso. Sentivo dentro di me che parlare alle mie cellule mi aveva sicuramente predisposta bene. L'avevo fatto con tutto l'amore possibile. Anche se, in cuor mio, c'erano la paura, l'ansia per il futuro, i progetti di vita che sembravano improvvisamente sospesi. Come accade a qualsiasi donna che riceve una tegolata in testa all'improvviso. Scoprire di essermi liberata da quei due intrusi mi ha fatto esultare di gioia. Poi la vita è strana. Negli anni successivi, attraverso gli algoritmi, ho iniziato a occuparmi proprio di donne che vivevano la stessa esperienza che avevo vissuto io. Molte intenzionate perfino a non sottoporsi all'intervento chirurgico. Tantissime con idee controcorrente, che non volevano seguire i protocolli classici e si orientavano verso terapie sostitutive o alternative. Il fatto che io stessa avessi scelto la multiterapia Di Bella sicuramente predisponeva a questo contatto, a questa condivisione di intenti. Io, però, mi sono sempre tenuta per me ciò che pensavo. Le mie opinioni sono sempre rimaste le mie. Ho sempre accolto con grande rispetto qualsiasi idea o intenzione la persona avesse. Non mi sono mai permessa di giudicare una scelta. Anzi. Ho sempre incoraggiato le persone a pensare con la propria testa. Perché credo sia giusto che chi si trova in una situazione di questo tipo si assuma la responsabilità delle proprie decisioni. Senza scegliere perché costretto dai familiari. O perché qualcuno gli sta facendo il lavaggio del cervello. O magari perché pensa che non si possa andare controcorrente, che non si possano fare scelte diverse, che sia necessario fare le "brave bambine". No. Credo sia importante usare il proprio libero arbitrio, valutare tutte le opportunità che ci vengono proposte e decidere, secondo il nostro sentire, quale sia il percorso più giusto per noi. Mi sono capitati casi di donne che si sono rifiutate di sottoporsi a un intervento chirurgico, nonostante le condizioni molto pesanti in cui si trovavano. Donne che avevano così tanta paura degli ospedali e dei medici da aver scelto la via più breve per terminare la propria vita. E io mi sono ritrovata, in quei momenti, ad accogliere. Ad ascoltare. A essere una compagna silenziosa. A offrire una spalla su cui sfogare tutta la rabbia, tutta la delusione. A far sentire meno sole queste donne. Forse questo è stato il compito più difficile. Sarebbe stato molto più facile dire: "Ascolta questo audio." Oppure: "Segui questa visualizzazione guidata e fai in modo che il tuo Sé Superiore inizi, se lo desidera, questo processo di autoguarigione." Invece no. Tante volte mi sono chiesta: Di che cosa ha davvero bisogno questa persona che sta soffrendo? Ha bisogno dei miei strumenti? Oppure cerca semplicemente qualcuno con cui confrontarsi, per trovare il coraggio di fare la scelta più importante della sua vita? Credo che proprio lì sia nato il momento più bello del mio lavoro. L'ascolto. L'osservazione. Il cercare di comprendere... Perché anch'io ho scelto liberamente. Nonostante provenga da una famiglia in cui il carcinoma al seno era già entrato. Mia madre da giovane ha seguito un percorso diverso, più classico. È stata operata, ha fatto tre cicli di chemioterapia e, fortunatamente, oggi è ancora qui, a 93 anni. Si vede che la sua tempra è davvero forte. Io, invece, sentivo che non avrei accettato quel percorso. Avevo un'altra consapevolezza. E volevo concedermi un'opportunità diversa. Fin da bambina, quando frequentavo le scuole medie, leggevo il settimanale Gente che mia madre portava in casa. Fu lì che conobbi il dottor Luigi Di Bella. Questo personaggio che, ai miei occhi, sembrava quasi un Einstein italiano, con quei capelli bianchi spettinati che sembravano sfidare il vento. Mi incuriosiva. Mi affascinava. Ricordo che portavo spesso quegli articoli in classe per discuterne con l'insegnante di italiano. Sì, probabilmente ero una bambina un po' atipica. Affrontavo argomenti molto più grandi di me. Ma forse, nel mio DNA, c'era già quella predisposizione che, tanti anni dopo, mi avrebbe portata fino a qui. Quando, nel 2019, ho capito che nel mio corpo qualcosa non andava e gli esami lo hanno confermato, il mio pensiero è andato immediatamente a quel protocollo che quell'omino aveva ideato tanti anni prima. Così, dopo l'intervento, ho rifiutato la radioterapia e ho deciso di affidarmi alle cure del dottor Giuseppe Di Bella, che porta avanti il lavoro iniziato dal padre. Perché, a volte, ho la sensazione che nulla accada davvero per caso. Se da bambina non avessi avuto quelle curiosità, chissà quali altre scelte avrei fatto nel 2019. Perché vi racconto tutto questo oggi? Perché il 5 luglio 2019 è il giorno della mia rinascita. Il giorno della mia vittoria sugli intrusi: la liberazione. Ma soprattutto è il giorno in cui, nonostante la paura, ho fatto una scelta libera e consapevole, accettandone fino in fondo tutte le conseguenze. Quella scelta mi ha resa più forte. E, senza che allora potessi immaginarlo, mi ha preparata a tutto ciò che sarebbe arrivato dopo. Al lavoro con gli algoritmi, alla nascita del metodo REAL®. Alle persone che ho incontrato lungo il cammino. E, in fondo, anche alla donna forte e determinata che sono diventata oggi.
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Questa sera alle 21:00 SPERIMENTIAMO Se sei dei nostri, cerca subito il link nella tua casella di posta. Non devi far altro c
Questa sera alle 21:00 SPERIMENTIAMO Se sei dei nostri, cerca subito il link nella tua casella di posta. Non devi far altro che esserci, il resto lo scopriamo insieme. Non sei ancora con noi? Scrivimi e ti spiego come partecipare.
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LA VECCHIA MATRICE (Per gentile concessione di un'anima in ascolto) 02.07.26 Corre... avanza imperterrito il vostro orologio, quello che dite che scandisce il tempo... ma quale tempo? Ma quale tempo? Un qualcosa che scandisce ciò che non esiste è una qualcosa di fallace e di non esistente. E' stato messo nella vostra ideologia quando non avevate ancora capito l'effetto che poteva fare un fantomatico scorrere del tempo... Ed invece... ora salta tutto... Verrà fatto saltare tutto ciò che riguarda il tempo fallace e la falsa misurazione di un qualcosa che non esiste e che non può esistere. Le curvature spaziali, le curvature di queste due variabili (che variano indipendentemente dall'una o dall'altra, ma viene tutto in funzione di ciò che pensate voi), verranno mostrate a tutti. Sarà un periodo di transizione, certamente, ma sarà un periodo di grande fermento, perchè andranno ad essere tolti i cardini su cui si fondava la vecchia matrice. E la vecchia matrice è destinata a trasmutare totalmente, è destinata a cambiare, ad evolvere ma soprattutto a mostrare il suo vero volto, volto che è stato nascosto da tutto il tempo in cui siete stati ingannati. E' ora di guadare negli occhi quell'orologio del tempo che non vi permette di viaggiare, quell'orologio che vi lega ad un passato che pensate sia passato ed un presente che pensate sia presente, destinato a non permettervi di passare in quello che pensate sia il futuro. E tutto quanto si conforma alla nuova forma del paradigma energetico in cui siete ormai immersi... Andiamo, andate e prendete per mano quella vecchia mente che vi portava a perlustrare solamente i confini dl cosiddetto tempo, senza mostrarvi che poteva e può venir schiacciato, allungato, sfilacciato o... fatto sparire... E' tutto nel vostro intento, è tutto nella vostra mente. Tagliate quei vecchi limiti che non vi permettono di essere Anime Multidimensionali, ma permettetevi di passare e di bypassare il concetto fallace che vi limita... Non è un passare nel presente, passato o futuro, ma è semplicemente una sovrapposizione delle linee temporali su un’unica linea in modo che possa venir attraversata o comunque visitata nella piena libertà di movimento. Tutto quanto crolla nel mondo che vi circondava e questo, come dicevamo è uno dei pilastri. Fate in modo di liberarvi dal mito fallace del tempo che passa, fate in modo di liberarvi di quegli strumenti che mantengono viva la matrice passata, cercate comunque di liberarvi da quello che vizia la vostra potenza e la vostra infinità di Essenze ed Esseri. Cosa che vuol essere ancora limitata per non permettervi di essere e di Esistere come dovrebbe essere. Potete essere nello stesso tempo in un luogo piuttosto che in un altro, in un tempo piuttosto che in un altro... ed ecco che appaiono le visioni, quelle visioni quantiche che vi permettono di alimentare la vostra multidimensionalità e di frapporre fra voi e quello che credete di essere il vuoto, che vi permetterà di vedervi in una e nell'altra forma, fino a conoscervi totalmente. E qui potrete incontrare nuove anime, e qui potrete essere nuova Anima, e qui potrete finalmente essere in congiunzione con quello che di più sacro avete, che alberga nel vostro cuore. E' quel concetto di Amore, infinito ed Universale che state iniziando a capire. E quel concetto non ha né spazio né tempo, ma semplicemente Esistenza e Gioia. Iris ❤️ #canalizzazione
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SCISSIONE (Per gentile concessione di un'anima in ascolto) 30.06.26 Le vostre regole... regole che vi hanno dato per eseguire dei comandi, ma non per essere esecutori di voi stessi... Regole che hanno messo affinchè la vostra libertà sia totalmente risicata, affinchè non vi accorgiate di ciò che in realtà siete... Regole... quando finisce una situazione se ne crea immediatamente un'altra... Regole... quando inizia una situazione per forza di cosa se ne deve chiudere un'altra... Mai più falsità, perchè non poter far convivere due situazioni anche se diametralmente opposte? Regole che dovrete lasciare andare, a breve... Perchè la vostra vibrazione ormai non collima più con tutto quello che finora era... Da ora si inizia a fare sul serio e tutto quello che era di fallace si arrenderà all'arrivo della griglia di Luce, di Amore e di Pace che si è formata e verrà estesa in questa porzione di Grande Mare. Tutto si risolverà a breve e tutto coesisterà come dovrà essere. La scissione che si vive e si vivrà sarà semplicemente una scissione di forma, non di contenuti, una scissione di non risonanza, non una scissione di distacco. Ma finirà li, perchè tutto quanto verrà a sistemare tutte le divergenze e tutto quello che era finora... Vibrazioni e dimensioni inizieranno a convivere ed a intrecciarsi, una sull'altra... Sarà un mix di energie ed un mix di elevazioni che porteranno a nuove gioie e nuovi inizi, non disdegnando anche i balzi nel passato per imparare le cose che sono rimaste nel passato. Nulla verrà gettato via, perchè tutto sarà solidale con il nuovo che si sta propagando su Gaia. E Gaia sarà nettamente di vibrazione superiore, il cuore si porterà a vibrazioni altissime ed alcuni non sosterranno tutta questa elevazione. E tutto sarà come un fulmine a ciel sereno, e tutto sarà portato qui ed ora nella dimensione di appartenenza di ciascuna anima... tutto verrà tranciato ma ricucito, tutto verrà distrutto ma ricreato. Non sarà quindi una regola che porterà ad una scissione, ma un insieme di eventi che coesisteranno nell'una e nell'altra situazione. Preparatevi ad intrecci animici, preparatevi ad intrecci vibrazionali, preparatevi a quello che sarete dopo quello “stacco” che sarà integrazione. Tutto arriverà e trarrà origine dal vostro Cuore, tutto sarà perfettamente allineato con quello che il vostro cuore sarà pronto a ricevere. Nel vecchio e nel nuovo momento sarà semplicemente una riappacificazione di sensi e di intenti, portando il tutto a quell'ottava superiore che sarà l'incipit della novità e del nuovo mondo... Nulla verrà abbandonato e nulla verrà spostato. Sarete voi e la vostra vibrazione a spostarvi di luogo e di Dimensione, andando a connettere le dimensioni che vorranno divergere. Ma lo scopo non è questo. Lo scopo sarà la riunione delle varie Dimensioni per mezzo di chi potrà e vorrà farlo. La scissione sarà semplicemente umana, la riunione totalmente Spirituale. Iris ❤️ #canalizzazione
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DA LEGGERE PRIMA DI PUBBLICARE NEL GRUPPO Questo gruppo nasce per condividere conoscenza, confrontarsi e crescere insieme. Pe
DA LEGGERE PRIMA DI PUBBLICARE NEL GRUPPO Questo gruppo nasce per condividere conoscenza, confrontarsi e crescere insieme. Per mantenere alta la qualità delle discussioni, ti chiedo di seguire alcune semplici regole. 1. Cerca prima di chiedere Negli anni sono stati pubblicati centinaia di post, spiegazioni ed esempi pratici. Prima di fare una domanda, utilizza la funzione Cerca del gruppo: molto spesso troverai già la risposta. Questo evita di ripetere continuamente gli stessi argomenti e permette di dedicare spazio a temi nuovi e approfondimenti. 2. Allena la tua autonomia Il percorso di crescita non consiste nel ricevere ogni risposta già pronta, ma nello sviluppare la capacità di osservare, ragionare e sperimentare. Concentrati sull'obiettivo, più che sui dettagli marginali. La chiarezza dell'intenzione vale molto più della ricerca della formula perfetta. 3. Rispetta il valore della conoscenza Nel gruppo vengono condivisi gratuitamente moltissimi contenuti, ma non è possibile trasformare ogni discussione in un corso completo. Per chi desidera approfondire in modo strutturato sono disponibili i libri, i seminari e i percorsi dedicati, nei quali ogni argomento viene affrontato con il tempo e l'attenzione che merita. 4. Contribuisci al valore del gruppo Le domande sono benvenute quando nascono da un reale percorso di studio e ricerca personale. Racconta cosa hai già letto, cosa hai provato e dove hai incontrato una difficoltà: questo rende il confronto utile per tutti. Grazie a chi partecipa con curiosità, rispetto e desiderio di imparare. La qualità del tuo percorso dipende anche dalla qualità delle domande che impari a porti. Buono studio. 😉
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Perché un algoritmo a volte sembra non funzionare? La tentazione è quella di cercare una risposta immediata. Forse significa
Perché un algoritmo a volte sembra non funzionare? La tentazione è quella di cercare una risposta immediata. Forse significa che... Magari ho sbagliato qualcosa... Ho letto che questo disturbo, secondo la Metamedicina, indica che... Ma siamo davvero sicuri che esista una risposta uguale per tutti? Io non lo credo. L'ho imparato sulla mia pelle e osservando migliaia di persone. Lo stesso sintomo può raccontare storie completamente diverse. Per una persona sarà importante osservare gli aspetti biologici. Per un'altra lo stile di vita. Per un'altra ancora il sonno, l'alimentazione, lo stress o le tensioni accumulate nel corpo. Per qualcun altro sarà utile interrogarsi anche sul proprio mondo emotivo. Ma c'è un'altra possibilità... A volte sembra che una parte profonda del nostro sistema non sia ancora pronta ad accogliere il cambiamento. Può sembrare paradossale e so bene che questa è un'ipotesi difficile da accettare. Eppure molte persone desiderano stare meglio, mentre allo stesso tempo qualcosa dentro continua ad aggrapparsi a ciò che già conosce. Anche quando ciò che conosce porta sofferenza. Non perché desideri stare male. Ma perché ciò che è familiare viene spesso percepito come più sicuro di ciò che è nuovo. In questi casi può accadere che un algoritmo non produca subito il risultato che la persona si aspetta. Questo non significa necessariamente che non stia accadendo nulla. Nella mia esperienza, a volte il sistema sembra scegliere un'altra strada. Prima migliora il sonno. Poi aumenta l'energia fisica. La mente diventa più lucida. L'umore si stabilizza. E solo successivamente arriva a ciò che la persona considerava il problema principale. Altre volte, invece, è il percorso stesso a richiedere una nuova osservazione. Forse l'algoritmo scelto non è quello più adatto. Forse il sintomo è soltanto l'ultimo anello di una catena molto più lunga. Forse è necessario cambiare prospettiva. È per questo che non credo nelle interpretazioni valide per tutti. Credo nell'osservazione. Nell'ascolto. Nella responsabilità personale di imparare a conoscere il proprio sistema. Perché una domanda ben posta apre nuove possibilità. Una risposta data troppo in fretta, invece, rischia di chiuderle. Se desideri approfondire questo argomento, ne parlo nel capitolo "Quando l'algoritmo tace", a pagina 135 del libro Algoritmi della Parola. https://amzn.eu/d/06VyzK9K
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Aggiungo un'altra riflessione. Quando uno strumento perde la propria identità, smette anche di poter essere studiato, insegnato e migliorato. Se tutto diventa algoritmo, allora niente è più algoritmo. Pensiamo a un chirurgo: nella sua sala operatoria ci sono bisturi, pinze, forbici, divaricatori. Sono tutti strumenti utili, ma nessuno si sognerebbe di chiamarli tutti "bisturi". Ognuno ha una funzione precisa e proprio questa distinzione permette al chirurgo di lavorare con metodo e precisione. Lo stesso vale per gli strumenti di crescita personale. Mantra, decreti, affermazioni, visualizzazioni, preghiere, algoritmi... possono anche convivere, ma non per questo sono la stessa cosa. Se li mettiamo tutti nello stesso contenitore, perdiamo i riferimenti e diventa impossibile capire cosa stiamo imparando e perché funziona in un determinato modo. Per questo ritengo importante preservare l'identità degli algoritmi. Non per chiudere la porta all'evoluzione, ma perché ogni evoluzione dovrebbe partire da basi chiare. Solo quando sappiamo con precisione che cos'è uno strumento possiamo svilupparlo, insegnarlo e, se lo desideriamo, creare qualcosa di nuovo senza generare confusione.
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