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Galipettes Milano

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Giovedì 15 ottobre alle ore 18.30 ci incontriamo al Cuore in Gola per un aperitivo e a seguire, alle 20.00, iniziamo una disc
Giovedì 15 ottobre alle ore 18.30 ci incontriamo al Cuore in Gola per un aperitivo e a seguire, alle 20.00, iniziamo una discussione a partire dalla vicenda di Autistici/Inventati; terzo incontro del percorso di iniziative in vista del corteo del 24 ottobre a Milano. Partiamo da un punto della situazione attuale legata alla chiusura di Autistici per poi andare oltre: 👾Bisogna essere dei tecnici per l’autogestione digitale? 👾Chiusa quest’esperienza, quali altre possibilità per sfuggire al controllo informatico ci sono o possono essere sviluppate? 👾Quali alternative per la comunicazione e la divulgazione? 🔧🔧🔧

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Seconda tappa del percorso di iniziative in vista del corteo del 24 ottobre a Milano. Proiezioni sulla Palestina come laborat
Seconda tappa del percorso di iniziative in vista del corteo del 24 ottobre a Milano. Proiezioni sulla Palestina come laboratorio di sorveglianza e tecnologie militari. A seguire dibattito e birrette! Ci vediamo Domenica 11 ottobre alle ore 20.30 al cuore in gola.

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A seguito dell' operazione anti-anarchica del 16 giugno 2026 ci sembra necessario parlare ancora del reato associativo ( 270b
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A seguito dell' operazione anti-anarchica del 16 giugno 2026 ci sembra necessario parlare ancora del reato associativo ( 270bis) e ancora di più del reato di detenzione di materiale con finalità di terrorismo ( 270 quinques ter), che va a criminalizzare ulteriormente la libertà di pensiero e parola. In vista del corteo del 24 ottobre a Milano proprio per solidarizzare con chi ha subito questa operazione repressiva, vi aspettiamo per confrontarci assieme Giovedì 8 ottobre alle 20.30 in Cox (via Conchetta 18, Milano)

A seguito dell' operazione anti-anarchica del 16 giugno 2026 ci sembra necessario parlare ancora del reato associativo ( 270b
A seguito dell' operazione anti-anarchica del 16 giugno 2026 ci sembra necessario parlare ancora del reato associativo ( 270bis) e ancora di più del reato di detenzione di materiale con finalità di terrorismo ( 270 quinques ter), che va a criminalizzare ulteriormente la libertà di pensiero e parola. In vista del corteo del 24 ottobre a Milano proprio per solidarizzare con chi ha subito questa operazione repressiva, vi aspettiamo per confrontarci assieme Giovedì 8 ottobre alle 20.30 in Cox (via Conchetta, Milano)

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LA LORO SICUREZZA E' IL CONTROLLO, LA NOSTRA SICUREZZA E' LA SOLIDARIETA' CORTEO, 24 OTTOBRE 2026 H. 14.30, MILANO
LA LORO SICUREZZA E' IL CONTROLLO, LA NOSTRA SICUREZZA E' LA SOLIDARIETA' CORTEO, 24 OTTOBRE 2026 H. 14.30, MILANO

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Questa mattina sono state effettuate due perquisizioni nel quartiere Ticinese a Milano nell'ambito di un'operazione della procura di Roma per associazione con finalità di terrorismo(270bis). Le due compagne perquisite si trovano al momento ancora in Questura. In contemporanea in diverse città d'Italia sono state effettuate altre perquisizioni e alcuni arresti. Seguiranno aggiornamenti LIBERTA' PER TUTTX FUOCO ALLE GALERE

RINVENUTO SPYWARE NEL TELEFONO DI UNX COMPAGNX DI MILANO Durante le vacanze di Natale, si sa, si recuperano un po’ di letture arretrate. Tra queste, fortunatamente, ci siamo imbattutx in https://arachidi.noblogs.org/, che nel testo “Occhi indiscreti” narra dei nuovi strumenti di controllo messi in campo dalla polizia nostrana. In particolare a qualcunx è risuonata nelle orecchie la vicenda dell’installazione di uno spyware su un telefono cellulare nell’ambito dell’operazione Sismi. Nello specifico si tratta di un attacco di phishing che avviene normalmente tramite l’installazione di un’applicazione attraverso un link: in seguito all’interruzione della connettività dati e telefonica, l’utente chiama l’assistenza e questa chiamata viene reindirizzata a un reparto tecnico che si occuperà di installare il malware inviando alla persona un link per l’installazione di un’applicazione. Ecco. Nel mese di maggio dell’anno scorso, qualcosa di analogo è successo a unx nostrx compagnx che, dopo aver riscontrato un blocco della funzionalità di internet del suo telefono, era statx contattatx da un “centro assistenza” per il ripristino della connettività dati. Questa assistenza spacciata per Fastweb ha fatto installare un’applicazione inviando un link tramite SMS che portava a una pagina internet invece che al playstore. Sul momento sembrava tutto legittimo, Internet è tornato a funzionare lasciando pensare che fosse stato il servizio clienti di Fastweb a contattare la persona e a risolvere il problema. E arriviamo a gennaio quando, come detto, la persona coinvolta si è insospettita. Facendo un controllo collettivamente sono stati identificati notevoli incongruenze nella storia: - quel giorno non ci sono stati down di rete (diversamente da quello che diceva l’operatore) - i numeri che avevano contattato lx compagnx non sono numeri riconducibili a un’assistenza di Fastweb - aprendo l’applicazione presente nella home non sembrava svolgere alcuna funzione: mostrava solo il logo di Fastweb e la versione - cercando sul playstore non si è trovata nessuna app analoga Tutte queste cose sommate ci hanno fatto allertare e analizzando in maniera più approfondita il telefono e l’applicazione abbiamo avuto la certezza che quel giorno di maggio lx nostrx compagnx è statx guidatx nell’istallazione di uno spyware che dalle prime analisi risulta essere in grado di: - accedere alla posizione in tempo reale tramite GPS (anche se disattivato) - accedere al registro chiamate - accedere alla rubrica - registrare audio, quindi rendendo il telefono un microfono ambientale - collegare un dispositivo a whatsapp bypassando l’autenticazione a due fattori - controllare quando il telefono è acceso o spento e quando viene bloccato o sbloccato - fare degli screenshot Non staremo qua a dilungarci in tecnicismi, che forse non maneggiamo neanche molto bene. Ciò che ci sembra importante è condividere questa informazione sia per avvisare altrx compagnx delle modalità di utilizzo di questi dispositivi sia perché magari a qualcun altro risuonerà, come è successo a noi. Agli spioni servi dello Stato, che siano essi esperti di scartoffie o di programmazione informatica, rinnoviamo il nostro più sincero odio e schifo anche per questo 2026. Per altre info sull'utilizzo di spyware: https://brughiere.noblogs.org/post/2025/11/12/potrebbe-essere-dannoso/

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MARTEDÌ 2 DICEMBRE PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO "TO KILL A WAR MACHINE" Uno spunto di riflessione su quello che dal 2020 a ogg
MARTEDÌ 2 DICEMBRE PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO "TO KILL A WAR MACHINE" Uno spunto di riflessione su quello che dal 2020 a oggi hanno messo in atto le attivist di Palestine Action, gruppo che ha agito nel Regno Unito contro alcune fabbriche Elbit, produttrice di armi per rifornire Israele, fino alla chiusura di alcune di esse. Dal 2 novembre alcun attivist di Palestine Action in custodia cautelare in carcere hanno iniziato uno sciopero della fame per proseguire in altro modo la loro lotta. Dall'8 novembre ha aderito allo sciopero anche il nostro compagno Stecco dal carcere di Sanremo per sostenerli. Ci vediamo martedì 2 dicembre alle 20 e 30 in SOCS 26 (Via Celoria 26) per provare a discuterne insieme. Solidali con i prigionier in Gran Bretagna e Stecco! Solidali con il popolo palestinese! Nessuna complicità con chi produce guerre!

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Un segno dei tempi che vale la pena raccontare Riceviamo e diffondiamo: Seppure la notizia che segue possa apparire di lieve
Un segno dei tempi che vale la pena raccontare Riceviamo e diffondiamo: Seppure la notizia che segue possa apparire di lieve entità, ci sembra importante riportarla, poiché potrebbe essere un sintomo non del tutto indifferente dell’aria che tira. Il 14 novembre alcuni compagni e alcune compagne (cinque per la precisione) hanno preso un aereo dall’Italia per recarsi ad Amburgo, in Germania, dove si è… https://ilrovescio.info/2025/11/18/un-segno-dei-tempi-che-vale-la-pena-raccontare/

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Le forze di occupazione israeliane, sostenute e alimentate dalle potenze occidentali, stanno tentando di realizzare l’infame obiettivo di eliminare da quella terra i suoi abitanti, i palestinesi. Nelle carceri sioniste le torture, le privazioni, le uccisioni sono da sempre una costante, che dal 7 ottobre ha visto un atroce crescendo. Non dimentichiamo che “Israele” è anche un laboratorio delle potenze occidentali su tanti e diversi fronti, quello della repressione in testa. Occorre prestare attenzione perché ciò che si sperimenta là prima o dopo arriva anche alle nostre latitudini. giugno 2024 Assemblea milanese contro 41 bis ed ergastolo ostativo

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Assemblea pubblica del 30 giugno Il 3 luglio 2024 ci sarà l’udienza di rinvio a giudizio per 13 compagni e compagne imputati a vario titolo di resistenza aggravata, travisamento e danneggiamento relativi al corteo dell’11 febbraio 2023. Quel corteo era stato chiamato in solidarietà ad Alfredo Cospito che stava rischiando la vita per lo sciopero della fame iniziato il 20 ottobre contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo. È stato un corteo molto partecipato come le tante iniziative che lo avevano preceduto. La coraggiosa scelta di Alfredo insieme a quello che si era riusciti a ricavare dalle sue parole gravemente silenziate dal regime di isolamento e di tortura del 41bis, avevano spinto a partecipare anche chi era lontano dalle sue posizioni anarchiche. Il fatto di non farne una battaglia personale ma anzi di estenderla a tutti i reclusi e le recluse soggetti al regime del 41bis ha fatto sì che la voglia di sostenerlo si allargasse, e tanto. Volantinaggi, presidi e cortei si sono succeduti sempre molto partecipati. Il 19 aprile 2023 Alfredo Cospito ha fatto una scelta di vita, interrompendo lo sciopero della fame dopo che la Corte Costituzionale aveva emesso una dichiarazione di incostituzionalità sui criteri del computo delle attenuanti per tutti i reati la cui pena contempli il solo ergastolo. Dichiarazione a seguito della quale Alfredo ha ottenuto una ridefinizione della pena dall’ergastolo a 23 anni. Alfredo ha interrotto lo sciopero della fame e in poco tempo è tornato il silenzio. Il 41 bis è stato, in quei mesi di mobilitazioni, messo in discussione come mai era accaduto, ma oggi esiste ancora come prima e Alfredo, insieme a più di 700 altri detenuti e detenute, vi è ancora rinchiuso. Ora, vogliamo rompere questo nuovo silenzio caduto sul 41 bis, sull’ergastolo -ostativo e non-, sulle gravissime condizioni nelle carceri per l’assenza di cure, per il cibo scadente, per la mancanza d’acqua calda d’inverno e fredda in estate, per il sovraffollamento, per l’assenza di quanto necessario alla sopravvivenza dignitosa. Le più recenti disposizioni vietano pure, in alcune carceri, come quello di Opera, l’invio di pacchi e denaro ai detenuti, se non si è autorizzati ai colloqui. Quindi, chi non ha nessuno in grado di assisterlo, resterà ancora più privato di tutto. Senza dimenticare i continui abusi, pestaggi e brutalità da parte degli agenti di custodia, servili secondini guardiani del potere. Quanto accaduto al carcere minorile del Beccaria insegna. Il carcere è la punta dell’iceberg della repressione sociale e politica che diventa sempre più acuta man mano che le nuvole della guerra si addensano sulle nostre teste. Polizia e magistratura sono strumenti istituiti allo scopo di contenere le contraddizioni sociali e di attaccare i movimenti di resistenza economica e sociale contro gli effetti della crisi, contro la devastazione ambientale, contro le politiche migratorie e le guerre del capitale. Nessuno deve essere lasciato solo. Dobbiamo tornare ad essere vicini, solidali e compartecipi con Alfredo, con tutte le detenute e i detenuti al 41Bis e all’ ergastolo, con Anan, Ali e Mansour, compagni palestinesi in carcere in Italia, con i migranti reclusi nei CPR, con le prigioniere e i prigionieri politici rinchiusi da più di 40 anni, con i proletari incarcerati perché esuberi di un sistema che non riesce più nemmeno a sfruttarli. E così non devono essere lasciati soli i proletari russi, ucraini, palestinesi e tutti gli altri prigionieri delle guerre del capitale. Il processo che inizierà il 3 luglio sarà l’ occasione per ritrovare la forza di portare di nuovo in strada il nostro grido contro il carcere e contro il 41 bis. In solidarietà a chi è inquisito per ciò che insieme abbiamo portato avanti in quei mesi. Chiamiamo un’assemblea pubblica per il 30 giugno al C.S.O.A Cox18 in via Conchetta, 18 dalle ore 17 per riaprire un confronto di idee e pratiche da riportare nelle strade, sempre più urgenti in questa fase di guerre e di massacri. La Palestina è sotto un furente attacco, un genocidio in corso d’opera.

Le forze di occupazione israeliane, sostenute e alimentate dalle potenze occidentali, stanno tentando di realizzare l’infame obiettivo di eliminare da quella terra i suoi abitanti, i palestinesi. Nelle carceri sioniste le torture, le privazioni, le uccisioni sono da sempre una costante, che dal 7 ottobre ha visto un atroce crescendo. Non dimentichiamo che “Israele” è anche un laboratorio delle potenze occidentali su tanti e diversi fronti, quello della repressione in testa. Occorre prestare attenzione perché ciò che si sperimenta là prima o dopo arriva anche alle nostre latitudini. giugno 2024 Assemblea milanese contro 41 bis ed ergastolo ostativo

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Giovedì 30 maggio siamo tornati al carcere minorile Beccaria all'indomani di una protesta collettiva durata ore e soffocata anche dall'intervento di alcuni reparti della celere intervenuti dall'esterno a dar man forte alla Penitenziaria. "Nessun ferito" riportano tutti i giornali, forse per far sembrare un caso isolato i maltrattamenti e le torture venuti a galla a seguito dell'indagine del mese scorso che ha coinvolto circa la metà dei secondini operanti al Beccaria, ma la verità è altra cosa dalla carta stampata e nelle carceri la violenza è strutturale e quotidiana. I ragazzi hanno detto infatti che molti di loro sono stati picchiati e che alcuni sono ora in isolamento; tenuti senza acqua e cibo e costretti a dormire sui pavimenti. "Qui non ci tolgono "solo" la libertà, ci tolgono la dignità e ogni cosa, non abbiamo nulla". Pensiamo sia importante far uscire le loro voci fuori da quelle mura per provare a rompere l'isolamento, per molti dei ragazzi probabilmente estremamente duro visto che si tratta di minori stranieri non accompagnati che non hanno dunque una famiglia o altre reti di supporto a sostenerli dentro la galera. Ci siamo salutatx con la promessa di rivederci presto fra fuochi d'artificio, urla di libertà e il sopraggiungere di alcune pattuglie di PS e Digos che hanno rincorso i salutanti riuscendo infine ad agguantare una bicicletta e fermare due compagnx rilasciatx poco dopo. La presenza di polizia intorno alla struttura è aumentata in questi giorni anche a seguito di due evasioni, una purtroppo interrotta dopo pochi passi, ma non spegnerà i cuori di chi lotta. Viva i ribelli del Beccaria! Libertà per tutti e tutte e sentieri sicuri per chi è in fuga! Fuoco alle galere!

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