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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets
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Rheinmetall: guidance 2026 delude le attese
• Outlook 2026 sotto le stime
Rheinmetall prevede ricavi tra €14 e €14,5 miliardi nel 2026, sotto il consensus Bloomberg di circa €14,96 miliardi. Anche il margine operativo atteso ~19% è leggermente sotto le attese degli analisti (19,1%).
• 2025 forte ma non abbastanza per il mercato
Nel 2025 la società ha registrato ricavi €9,9 miliardi e margine operativo 18,5% (in crescita dal 15,2% dell’anno precedente). I segmenti difesa continuano a crescere: veicoli militari +32% e soluzioni elettroniche +45% su base annua.
• Domanda militare enorme ma ancora in arrivo
Il portafoglio ordini ha raggiunto il record di €63,8 miliardi, segno che l’aumento della spesa militare europea sta arrivando, ma più lentamente del previsto. Gli investitori si aspettavano quindi una guidance più aggressiva.
👉🏼 la domanda strutturale per la difesa europea resta fortissima, ma il mercato si aspettava numeri ancora più ambiziosi nel breve periodo.
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
11 marzo 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 −0,21% (6.781), Nasdaq 100 −0,04% (24.956), Dow Jones −0,07% (47.707), Russell 2000 −0,22% (2.548)
Europa: EuroStoxx 50 +2,73% (5.841), DAX +2,25% (23.935), CAC 40 +1,79% (8.057), FTSE MIB +2,67% (45.202)
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Communication Services +0,26%, Technology +0,08%, Consumer Discretionary −0,01%
Bottom 3: Energy −1,32%, Health Care −0,73%, Utilities −0,65%
–– Takeaway veloci ––
• Il mercato resta ostaggio delle headline su Hormuz: basta un titolo per far girare contemporaneamente petrolio, equity, Treasury e dollaro.
• Il forte calo del greggio non segnala fine del rischio geopolitico, ma solo un repricing violentissimo dopo le parole di Trump e i rumor sull’AIE.
• La seduta USA ha mostrato ancora una volta intraday estremi: apertura risk-on, inversione nel pomeriggio, chiusura debole.
• Il CPI USA di oggi rischia di passare in secondo piano solo in teoria: se sorprende, può riaccendere subito tassi e dollaro.
–– Driver principali & Reazioni dei mercati ––
La sessione di ieri è stata dominata da una narrativa che si è capovolta più volte. All’inizio ha prevalso l’idea che il conflitto con l’Iran potesse raffreddarsi rapidamente, dopo i commenti di Trump sulla possibilità che la guerra finisca presto. Questo ha favorito il classico schema risk-on: petrolio in discesa, azioni in recupero, Treasury sostenuti.
Poi però il mercato ha dovuto fare i conti con due elementi destabilizzanti
1. il post poi cancellato del Segretario all’Energia USA su una presunta scorta navale americana nello Stretto di Hormuz, smentita poco dopo dalla Casa Bianca.
2. le segnalazioni secondo cui l’Iran starebbe valutando o iniziando a posizionare mine nella rotta marittima. A quel punto il mercato ha ricominciato a prezzare escalation, non de-escalation.
Il risultato è stato: petrolio molto volatile, dollaro in recupero, oro forte, azionario USA incapace di tenere i rimbalzi. In parallelo, l’Europa ha chiuso molto bene perché aveva scontato prima il sollievo sulla discesa del greggio, mentre Wall Street ha assorbito soprattutto la parte finale della giornata, cioè il ritorno del rischio.
–– Specifiche azioni ––
• Amazon: domanda enorme per l’emissione obbligazionaria USA, con circa 126 miliardi di dollari di ordini.
• Salesforce: prepara una maxi emissione fino a 25 miliardi di dollari per finanziare buyback.
• Apple: accelera il decoupling produttivo dalla Cina, con circa 55 milioni di iPhone prodotti in India nel 2025, pari a circa il 25% del totale.
• Qualcomm: downgrade di BofA a Underperform.
–– Prossimi eventi da monitorare ––
• USA: CPI di febbraio, asta Treasury a 10 anni
–– Focus del giorno ––
Hormuz: il mercato sta confondendo stock e flusso
• L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha proposto il più grande rilascio di riserve petrolifere della storia, potenzialmente oltre i 182 milioni di barili del 2022, secondo il Wall Street Journal.
• La proposta è stata discussa in una riunione d’urgenza e i paesi membri dovrebbero votare mercoledì. Il piano verrebbe approvato automaticamente se nessun paese si oppone, ma anche un singolo veto potrebbe ritardarlo.
• I membri dell’AIE possiedono circa 1,2 miliardi di barili di riserve strategiche, che potrebbero essere utilizzate per stabilizzare il mercato dopo il blocco parziale dello Stretto di Hormuz.
• Il problema però è la velocità di rilascio: anche un intervento coordinato potrebbe immettere sul mercato circa 1-1,2 milioni di barili al giorno, molto meno del deficit potenziale se Hormuz restasse compromesso.
• Per questo il petrolio resta estremamente volatile: nonostante il calo intraday degli ultimi giorni, i prezzi sono ancora circa +60% sopra i livelli di dicembre.
• un annuncio AIE può far scendere il petrolio nel brevissimo e spingere il risk-on per qualche ora, ma non basta da solo a cambiare il quadro se la navigazione nello Stretto resta compromessa.
~ About Markets
2 562
AeroVironment ($AVAV)
EPS: $0.64 vs $0.61 stima
Ricavi: $408M vs $480M stima (forte miss)
Guidance FY2026: ricavi $1.85–1.95B; EBITDA adj $265–285M; EPS non-GAAP $2.75–3.10; perdita netta GAAP prevista $(218)–$(201)M
Market Reaction: titolo circa -8% post earnings
Esito: 🔴
Il trimestre è un classico mixed print ma con un problema chiave: i ricavi. Nonostante la crescita impressionante su base annua (+140% circa), il mercato guardava molto più in alto e il miss sul fatturato è significativo. Anche l’EBITDA e il gross profit risultano sotto le attese, segnalando che la crescita del business difesa/spazio sta arrivando con tempistiche irregolari dei contratti.
Il management prova a rassicurare parlando di domanda ancora molto forte e backlog solido, ma il fatto che l’azienda preveda comunque una perdita netta significativa nel FY2026 rende il quadro più complesso per gli investitori. In altre parole: il mercato della difesa resta favorevole, ma AeroVironment sta attraversando una fase di forti investimenti e margini sotto pressione, ed è questo che spiega la reazione negativa del titolo.
2 562
Earnings | Oracle (ORCL)
Esito: 🟢
Market reaction: +6% (prima reazione)
EPS adj.: $1.79 vs $1.70 stima
Ricavi: $17.19B vs $16.89B stima
Cloud (IaaS + SaaS): $8.9B (+44% a/a)
Margine operativo: 43% vs 42.7% stima
RPO (ordini futuri): ~$553B
Trimestre sopra le attese, trainato soprattutto dal cloud e dalla domanda AI. Il mercato guarda però soprattutto alla sostenibilità del ciclo di investimenti nei data center, motivo per cui la reazione resta positiva ma ancora volatile.
Vi aggiorniamo se ci sono sviluppi.
2 562
Oracle prima degli utili: crescita fortissima… ma il mercato teme il debito
1️⃣ Il titolo è crollato nonostante la crescita
Oracle arriva alla trimestrale in un momento delicato. Il titolo ha perso circa -53% dal massimo di settembre ed è tra i peggiori dello S&P 500. È un calo paragonabile solo allo scoppio della bolla dot-com, e riflette il cambio di sentiment: il mercato ora teme il costo della corsa all’AI più che celebrare la crescita.
2️⃣ I numeri attesi sono molto forti
Le stime degli analisti prevedono:
• EPS +30% circa
• Ricavi +20%
• Cloud infrastructure (OCI) +80% circa
Normalmente dati del genere sarebbero estremamente bullish. Ma oggi gli investitori guardano soprattutto quanto Oracle sta spendendo per sostenere questa crescita.
3️⃣ Il vero problema: capex giganteschi per l’AI
Oracle sta entrando nel ciclo di investimenti più aggressivo della sua storia:
• oltre 50 miliardi di capex nel FY2026
• potenzialmente 85 miliardi entro il 2029
Questi soldi servono per costruire data center e infrastruttura AI per competere con hyperscaler come Microsoft, Amazon e Google.
4️⃣ Il prezzo di questa strategia: flussi di cassa negativi
L’investimento massiccio sta distruggendo il cash flow nel breve periodo:
• FCF –10 miliardi nell’ultimo trimestre (record negativo)
• atteso –7,3 miliardi nel prossimo report
• flusso di cassa negativo previsto fino almeno al 2028
Per questo il mercato teme debito, leva finanziaria e sostenibilità del modello.
5️⃣ Il dilemma degli investitori: qualsiasi scelta è rischiosa
Oracle è in una situazione paradossale:
• se continua a spendere → paura per il debito e il cash burn
• se riduce gli investimenti → paura di perdere la corsa all’AI
In pratica è quello che molti investitori definiscono “damned if you do, damned if you don’t”.
la trimestrale di oggi non sarà giudicata tanto sugli utili, ma su tre cose chiave: crescita sopra il 20%, aggiornamenti sul progetto Stargate con OpenAI, e soprattutto quanto Oracle continuerà a spendere per l’AI.
È questo che deciderà se il mercato vedrà Oracle come un futuro hyperscaler AI… oppure come una società troppo indebitata per inseguire quella corsa.
2 562
⚠️ BREAKING | Tencent +7%
Tencent starebbe sviluppando un AI agent integrato in WeChat, capace di svolgere attività per gli utenti collegandosi ai milioni di mini-program della super-app (taxi, acquisti, servizi).
Test previsti entro metà anno, con rollout potenziale nel Q3 2026.
La mossa punta a recuperare terreno su Alibaba e ByteDance nella corsa agli AI agent.
la Cina, a differenza degli USA, punta sulla diffusione di massa dentro piattaforme già utilizzate da centinaia di milioni di persone, rendendo l’AI immediatamente utilizzabile su larga scala.
Il titolo fa parte della nostra strategia Best Brands e Robotics & AI al 2%.
2 562
📊 Software torna difensivo nei mercati turbolenti
• Dopo il forte sell-off tra gennaio e febbraio, quasi il 48% dei titoli software globali risultava ipervenduto secondo l’RSI a 14 giorni. Questo ha creato le condizioni per un rimbalzo tecnico e una rotazione degli investitori verso il settore.
• Con l’escalation della guerra in Medio Oriente e i timori di stagflazione legati all’energia, molti investitori stanno tornando su software e SaaS, considerati business più resilienti e meno esposti al ciclo delle commodity. Titoli come Salesforce e SAP stanno già sovraperformando i benchmark regionali.
• Il grafico mostra bene il cambio di narrativa: mentre il MSCI World (viola) resta stabile, il paniere software (bianco e blu) ha subito un forte storno ma sta iniziando a recuperare proprio dopo l’inizio della guerra con l’Iran.
• Non a caso anche diversi desk istituzionali stanno ricomprando software dopo la correzione. Il trading desk di Pictet parla di condizioni di ipervenduto estremo che possono portare a un relief rally.
• Attenzione a Oracle, che pubblicherà i risultati domani dopo la chiusura: potrebbero offrire indicazioni importanti sul sentiment del settore.
—
💡 Nota operativa:
Qualche giorno fa, IN TEMPI NON SOSPETTI E MENTRE TUTTI CONTINUAVANO A VENDERE, abbiamo acquistato titoli software proprio durante il forte storno.
Se oggi dobbiamo guardare a un segmento specifico del mercato, continuiamo a guardare qui.
È lo stesso concetto di cui avevamo parlato in un nostro post: la rotazione dall’HALO (AI hype puro) verso quello che abbiamo definito AURA, cioè aziende software con ricavi ricorrenti, margini solidi e maggiore resilienza nei momenti di stress macro.
Leggi il post qui:
https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_from-halo-to-aura-lo-sappiamo-gli-investitori-activity-7436336605251932161-A5Jz?utm_source=social_share_send&utm_medium=member_desktop_web&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM
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Il 12 marzo, Carlo De Luca e Alessio Garzone, saranno presenti all’ANCP Financial Forum di Bologna a partire dalle 09:00 per una giornata di confronto dedicata a consulenti finanziari e private banker.
Parleremo del grande riassetto dell’ordine economico mondiale e di come i cambiamenti in atto tra geopolitica, politiche monetarie e flussi di capitale stanno trasformando i mercati finanziari e le scelte di allocazione degli investimenti.
Se ti trovi da quelle parti, passa a trovarci.
👉 Iscriviti qui: https://www.eventbrite.it/e/ancp-financial-forum-2026-tickets-1982517442037
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⚠️ BREAKING | Il Segretario alla Difesa USA Pete Hegseth afferma che martedì sarà “il giorno più intenso di attacchi” nella guerra contro l’Iran.
La dichiarazione segnala una possibile escalation militare nelle prossime ore, con l’intensificazione delle operazioni statunitensi nella regione.
2 562
ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
10 marzo 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +0,84%, Nasdaq 100 +1,32%
Europa: EuroStoxx 50 −0,54%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Technology +1,80%, Communication Services +1,13%, Health Care +0,95%
Bottom 3: Financials −0,52%, Energy −0,43%, Consumer Discretionary +0,11%
–– Best/Worst settori Europa ––
Top 3: Energy, Utilities, Consumer Staples
Bottom 3: Real Estate, Banks, Travel & Leisure
⸻
–– Market Snapshot – aggiornamento in tempo reale ––
USA: S&P 500 −0,17% (6.789), Nasdaq 100 −0,14% (24.955)
Europa: EuroStoxx 50 −0,55% (5.755)
Asia: Hang Seng +1,96% (25.907), Nikkei 225 +2,80% (54.204)
Commodity: Oro 5.175 $/oz (+0,76%), Silver +2,33%, Brent 92,7 $ (+4,81%)
Valute: EUR/USD 1,162 (+0,39%)
Bitcoin 69.922 $ (+2,15%)
–– Driver principali & Reazioni dei mercati ––
Dopo l’escalation del weekend in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz, il greggio era arrivato a guadagnare quasi il 30% intraday, spingendo i mercati a prezzare uno scenario di shock energetico e inflazione più alta.
Nel pomeriggio però il mercato ha completamente cambiato narrativa quando Trump, in un’intervista alla CBS, ha dichiarato che la guerra con l’Iran sarebbe “molto avanti rispetto al previsto” e potrebbe finire presto.
La reazione è stata immediata:
• crollo del petrolio
• rimbalzo dell’azionario
• calo del dollaro
• recupero dei Treasury
Un classico cambio di regime intraday: da stagflation panic a risk-on geopolitico.
–– Specifiche azioni ––
• Vertiv, Lumentum ed EchoStar entreranno nello S&P 500 il 23 marzo.
–– Prossimi eventi da monitorare ––
• G7 oggi: discussione su possibile rilascio coordinato delle riserve strategiche di petrolio
–– Focus del giorno ––
i mercati sono ostaggio del petrolio
Ieri il mercato ha dato una dimostrazione quasi didattica di come funziona il pricing del rischio.
Quando il petrolio è salito sopra 115-119 dollari, il mercato ha immediatamente iniziato a prezzare:
• inflazione più alta
• banche centrali più aggressive
• crescita globale più debole
Il risultato è stato il classico shock stagflazionistico: azioni giù, bond giù, dollaro su.
Poi è bastata una frase di Trump per ribaltare completamente la narrativa.
Quando il mercato ha iniziato a intravedere la possibilità di una fine rapida del conflitto, il premio di rischio energetico è crollato e con lui tutta la costruzione macro che si era formata durante la giornata.
Tecnicamente il segnale è importante:
• S&P 500 ha difeso il supporto del range
• si è formata una grande candela martello
• anche il Nasdaq è tornato sopra la media a 200 giorni
Questo non significa che il rischio geopolitico sia finito.
Significa però che il mercato non è ancora pronto a rompere al ribasso, finché esiste anche solo una possibilità di de-escalation.
La variabile chiave resta una sola:
il petrolio.
Se il greggio torna a salire violentemente, lo scenario stagflazione tornerà immediatamente nei prezzi.
Se invece il premio geopolitico continuerà a sgonfiarsi, il mercato potrebbe entrare di nuovo nella logica del range eterno che stiamo vedendo da settimane.
Dietro l'euforia momentanea, rimangono pressioni reali che non svaniscono con una dichiarazione in TV:
• L'incognita Iran: Non sappiamo ancora come risponderà concretamente la controparte.
• Le rotte e i rifornimenti: Le previsioni sulle forniture di petrolio e sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz dipenderanno dai fatti sul campo, non dai discorsi.
• L'ombra della Stagflazione: È questo il vero rischio da monitorare. Si ha "stagflazione" quando l'energia costa troppo (facendo salire drasticamente l'inflazione e i prezzi di tutti i giorni) mentre, contemporaneamente, l'economia rallenta o smette di crescere.
Finché queste incognite non verranno chiarite, sia le azioni che le obbligazioni resteranno sotto pressione. Un rimbalzo di un giorno non significa che la crisi sia finita: la volatilità attuale richiede prudenza, non reazioni impulsive
~ About Markets
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⚠️ FOLLIA TOTALE SUI MERCATI
I mercati virano bruscamente risk-on dopo che Trump ha dichiarato che la guerra con l’Iran è “very complete, pretty much”.
• Petrolio: movimento storico. Il WTI è salito fino a $119,5 per poi crollare a $82 (−$37 intraday). Ora −10% nella giornata dopo essere stato +30% ai massimi.
• Azioni: forte rimbalzo. S&P 500 +1,0%, Nasdaq +1,48%, Russell 2000 +1,60%, EuroStoxx 50 +1,59%.
• Volatilità e safe haven: VIX −11,6%, oro −0,85%, mentre Bitcoin +4,7%.
Trump ha detto a CBS che gli USA sono “molto avanti” rispetto al piano iniziale di 4-5 settimane, ha ipotizzato il controllo dello Stretto di Hormuz e ha accennato di avere un possibile successore per Khamenei.
Il mercato sta passando in poche ore da uno scenario di guerra prolungata a uno di de-escalation, cancellando il “war premium” che aveva portato il petrolio da $65 a quasi $120 in 10 giorni e bruciato circa $6 trilioni di capitalizzazione globale.
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⚠️ BREAKING | L’S&P 500 cancella le perdite e sale +0,7% dopo che Trump afferma che la guerra con l’Iran è “very complete”.
Il presidente ha detto a un reporter di CBS News che la guerra contro l’Iran potrebbe finire presto.
I prezzi del petrolio sono scesi del 30% in 16 ore.
Questa è una notizia in aggiornamento.
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Petrolio, guerra e inflazione: i tre scenari di Bloomberg Economics
• Il punto di partenza: lo Stretto di Hormuz
Gli economisti di Bloomberg Economics partono da un fatto chiave: nello Stretto di Hormuz passa circa il 20% del petrolio mondiale. Se il conflitto con l’Iran blocca davvero questo passaggio, l’offerta globale di petrolio si riduce e i prezzi possono salire molto rapidamente.
• Scenario Bloomberg 1 – Guerra ma senza blocco prolungato (petrolio ~110$)
Il conflitto continua ma lo stretto resta sostanzialmente operativo. In questo caso il petrolio rimane intorno ai 110$ nel breve periodo e poi scende verso 80$ entro fine anno.
Effetti stimati:
- inflazione +0,7% negli USA
- quasi +1% in Europa e UK
- crescita economica leggermente più debole soprattutto in Europa.
• Scenario Bloomberg 2 – Stretto chiuso per mesi (petrolio fino a ~170$)
È lo scenario di rischio. Se Hormuz resta chiuso per diversi mesi, il petrolio potrebbe salire fino a circa 170$ prima di scendere gradualmente verso 100$.
Effetti economici più pesanti:
- inflazione +1,6% negli USA
- circa +2% in Europa e UK
- PIL più debole soprattutto nelle economie importatrici di energia.
• Scenario Bloomberg 3 – De-escalation della guerra (petrolio ~65$)
Se il conflitto si riduce rapidamente e si arriva a un cessate il fuoco, il petrolio potrebbe tornare verso 65$, cioè i livelli precedenti all’escalation.
In questo caso l’impatto su inflazione e crescita sarebbe limitato e temporaneo.
• La vera variabile che guardano le banche centrali
Secondo Bloomberg, la questione decisiva è se le aspettative di inflazione restano “ancorate”.
Se il petrolio resta alto troppo a lungo, le banche centrali potrebbero rinviare i tagli dei tassi o persino tornare più restrittive, con effetti negativi sulla crescita globale.
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⚠️ BREAKING | Donald Trump terrà oggi un annuncio straordinario alle 16:35 ET (21:35 in Italia). Secondo indiscrezioni circolate tra insider politici e finanziari, potrebbe annunciare una possibile data per un cessate il fuoco con l’Iran, dopo oltre una settimana di guerra tra USA-Israele e Teheran che ha già destabilizzato i mercati energetici e fatto salire il petrolio oltre $100.
Se confermato, il mercato potrebbe leggerlo come forte segnale “risk-on” per tre motivi:
- Riduzione del rischio geopolitico: un percorso verso la tregua diminuirebbe il premio di rischio su petrolio e rotte energetiche.
- Possibile calo del petrolio dopo l’impennata causata dalla guerra.
- Rimbalzo degli asset rischiosi (equity globali, ciclici, tech) se la narrativa passa da escalation → de-escalation.
Dispiace inviare troppi messaggi, ma in giornate come questa, preferiamo mantenere un canale informativo e comunicativo frequente e di qualità.
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⚠️ BREAKING | Macron: istituita una missione di scorta navale per riaprire lo Stretto di Hormuz; possibile avvio delle operazioni una volta terminata la fase più intensa del conflitto.
WTI sotto i $100 adesso.
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⚠️ BREAKING | Funzionario israeliano: l’Iran non si arrenderà, ma potrebbe inviare segnali per accettare un cessate il fuoco alle condizioni degli Stati Uniti. UE: al G7 in corso discussione su un possibile rilascio delle riserve strategiche di petrolio.
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ATTENZIONE 🕚
Negli Stati Uniti è già entrata in vigore l’ora legale: nella notte tra il 7 e l’8 marzo le lancette sono state spostate avanti di un’ora.
L’Europa farà il cambio più tardi (a fine marzo), quindi per alcune settimane cambia il fuso con i mercati USA.
Di conseguenza Wall Street apre alle 14:30 ora italiana, invece delle consuete 15:30.
