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Pensiero Verticale

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Lealtà Azione è scesa in piazza con una manifestazione centrata sui temi della sicurezza e dell’identità. Il movimento ha ribadito la necessità di difendere confini, natalità e coesione sociale, indicando però anche l’esigenza di andare oltre una posizione puramente difensiva. Nel messaggio emerso dalla mobilitazione, accanto alla difesa, viene posta l’attenzione sulla ricostruzione di un immaginario collettivo fondato su comunità, famiglia e prospettive future. A fare da sfondo anche recenti fatti di cronaca, tra cui l’accoltellamento di uno studente in Corso Como, citato come esempio di un problema più ampio legato alla sicurezza urbana. Secondo il movimento, la sicurezza rappresenta una condizione essenziale per garantire libertà e fiducia nel futuro. La manifestazione è stata presentata non solo come momento di denuncia, ma come tentativo di indicare una direzione sociale, con l’obiettivo di tradurre il consenso delle piazze in iniziativa sul territorio.

Sette cani, destinati al mattatoio, trovano la forza di scappare. Ma la cosa più sorprendente non è la fuga: è che restano in
Sette cani, destinati al mattatoio, trovano la forza di scappare. Ma la cosa più sorprendente non è la fuga: è che restano insieme. Camminano per chilometri, come se sapessero che la salvezza non è solo una direzione, ma una compagnia. In quel viaggio c’è qualcosa di profondamente umano: la socialità che diventa sostegno, la comunità che dà coraggio, la resilienza che nasce dal non sentirsi soli. Eppure, proprio noi esseri umani, così spesso dimentichiamo tutto questo. Presi da una visione individualista, pensiamo di dovercela fare da soli, trasformando ogni difficoltà in una prova solitaria. Ma così perdiamo qualcosa di essenziale: la forza che nasce dal legame, dalla condivisione, dal camminare insieme. I cani non tornano a casa uno alla volta. Ci tornano insieme. Ed è questo, forse, il vero insegnamento. #notizie #cina #animalismo #cani #cronaca

Napoli. Magistrati che brindano, applaudono e cantano “Bella ciao” per la vittoria del “No” al referendum. Non in piazza, ma dentro una sede associativa. Poi qualcuno si stupisce se cresce il sospetto. Per anni si è detto che parlare di magistratura politicizzata fosse propaganda. Ma quando le toghe festeggiano apertamente un risultato politico, il confine salta. Non è il diritto di avere opinioni il problema ma il trasformarle in manifestazione pubblica, simbolica e schierata da parte di chi dovrebbe giudicare. Perché a quel punto la domanda diventa inevitabile: chi giudica lo fa davvero da arbitro o da parte in campo? E oggi, davanti a certe immagini, la risposta sembra sempre meno scontata.

L’immigrazione massiccia, indipendentemente dalle sue forme e dal suo controllo, finisce per pesare in modo sproporzionato sul sistema carcerario e sulla criminalità di strada. Il risultato lo vediamo ogni giorno: quartieri dove la sera si evita di passare, famiglie che vivono con un’ansia costante, spazi pubblici che hanno perso la serenità di una volta. L’immigrazione non porta solo numeri nei bilanci demografici: porta tensioni reali che cambiano in peggio la vita quotidiana degli italiani. Non serve indignazione o buonismo. Serve lucidità: Questa situazione per quanto sarà sostenibile? Faccelo sapere nei commenti! #italia #notizie #immigrazione #governo #politicaitaliana

Perché votare SÌ al referendum sulla giustizia del 22-23 marzo 2026? Per capirne di più, abbiamo chiesto un punto di vista diretto e argomentato a Giannino della Frattina, capocronista de Il Giornale, giornalista con decenni di esperienza sulla cronaca giudiziaria, politica e milanese. Cosa ne pensa un osservatore che da anni segue da vicino processi, inchieste e meccanismi della giustizia italiana? Quali ragioni concrete spingono verso il SÌ, basate su fatti osservati sul campo? E tu che ne pensi? Faccelo sapere nei commenti! #referendum #governo #politicaitaliana #notizie #italia

"Perché votare SÌ al referendum sulla giustizia del 22-23 marzo 2026?" Abbiamo voluto ascoltare una voce diretta e personale: quella di Pietro Tatarella, ex consigliere comunale di Forza Italia a Milano, arrestato ingiustamente e allontanato da famiglia e affetti, poi assolto con formula piena in due gradi di giudizio. Cosa pensa oggi di questa riforma chi ha conosciuto da vicino i meccanismi della giustizia italiana? Quali sono le motivazioni per dire SÌ, partendo dall’esperienza reale di un cittadino (e politico) coinvolto? E tu che ne pensi? Faccelo sapere nei commenti! #referendum #governo #politicaitaliana #notizie #italia

In vista del referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia (separazione delle carriere, CSM divisi, sorteggio per i componenti, Corte disciplinare unica), abbiamo chiesto un'opinione chiara e diretta a Giulio Gallera, consigliere regionale della Lombardia e presidente del Comitato Lombardo per il Sì al Referendum Costituzionale “Enzo Tortora”. Cosa ne pensa davvero un politico con esperienza sul campo? Quali sono le ragioni concrete per sostenere il SÌ, al di là degli slogan? E tu che ne pensi? Faccelo sapere nei commenti #referendum #governo #politicaitaliana #notizie #italia

Umberto Bossi (1941–2026) è stato il fondatore della Lega Nord e uno dei protagonisti più controversi della Seconda Repubblica. Con il suo linguaggio diretto e identitario trasformò il malcontento del Nord in forza politica, passando dal secessionismo al federalismo e segnando per decenni il dibattito pubblico italiano. oggi lo ricordiamo con questo discorso che sembra provenire direttamente dal 2026 dove avvertiva sui rischi di caste e alta finanza. #politicaitaliana #governo #notizie #bossi #cronaca

Non è solo una polemica mediatica. È qualcosa di più profondo. Da una parte Giorgia Meloni che sceglie il Pulp Podcast di Fed
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Non è solo una polemica mediatica. È qualcosa di più profondo. Da una parte Giorgia Meloni che sceglie il Pulp Podcast di Fedez per parlare di un referendum complesso, provando a uscire dai circuiti tradizionali. Dall’altra la reazione di un sistema che continua a stabilire dove un discorso è legittimo prima ancora di valutarne il contenuto. Il caso con Giovanni Floris lo mostra bene: selezione, montaggio, cornice. Non è censura, è un meccanismo più sottile: decidere come qualcosa viene presentato e quindi percepito. Questo carosello prova a raccontare proprio questo: non solo cosa è stato detto, ma come viene costruita (o smontata) la credibilità di ciò che ascoltiamo ogni giorno. #fedez #meloni #governo #referendum #notizie

San Patrizio non è solo trifogli, cappellini verdi e birra . È anche storia, rivolta, sangue versato per l’identità di un popolo. Oggi, giorno in cui l’Irlanda viene celebrata nel mondo, vi portiamo davanti alla tomba di Bobby Sands a Milltown Cemetery, Belfast. Un ragazzo di 27 anni che ha scelto di morire per difendere la libertà di un popolo intero. La lotta non è finita con lui nel 1981. Vive ancora in ogni pietra, in ogni ricordo. Buon Lá Fhéile Pádraig, ma ricordate: l’Irlanda vera porta anche cicatrici. 🇮🇪 #irlanda #accaddeoggi #storia #politica #notizie

“Occorrono nuove riforme nel campo della Giustizia. Riguardano un minimo di responsabilità della magistratura in particolare nella pubblica accusa, assicurando un suo più solido raccordo con gli organi in cui si esprime la sovranità popolare”. Così Bettino Craxi al congresso socialista di Palermo nel 1981 indicava le linee guida di una riforma del sistema giudiziario al fine di non contrapporlo alla sovranità nazionale e popolare. Fu proprio Craxi il protagonista (o meglio, la vittima) di quella che lui definì poi “l’eliminazione per via giudiziaria e mediatica dei non molti politici scomodi, non disponibili per il grande saccheggio” con il quale si attuò – sempre da parole sue scritte ad Hammamet nel 1999 – “la demolizione delle industrie più importanti e dei servizi pubblici”. #craxi #referendum #giustizia #votasì

Milano senza filtri torna qui, a Rogoredo, dove la periferia chiede di non essere dimenticata. Al disagio della paura si aggiunge quello quotidiano: degrado, rifiuti abbandonati, siringhe nei giardini, schiamazzi notturni. I residenti parlano di marciapiedi evitati, di percorsi cambiati per non attraversare certe zone, di nonni che rinunciano a portare i nipoti al parco. E quando cala il buio, il quartiere cambia volto. Servirebbero più sicurezza, controlli costanti e interventi strutturali. Non solo repressione, ma la presenza concreta dello Stato che, nonostante i recentissimi casi di connivenza e lassismo da parte di alcuni suoi "servitori" infedeli, dimostri davvero la volontà di intervenire. Accantoa questo è fondamentale anche il ruolo dei servizi sociali, chiamati a prevenire e contrastare la dipendenza. Perché Rogoredo non vuole essere ricordata solo per la droga, ma per le famiglie, le scuole, la comunità che ogni giorno resiste. E tu? Cosa ne pensi? Faccelo sapere nei commenti!

A Roma il paradosso della sinistra radicale esplode in piazza. Alcune donne iraniane portano la loro bandiera e ricordando tutte le vittime di Teheran. Ma durante la manifestazione dell’area transfemminista legata a Non Una Di Meno scoppiano tensioni e contestazioni e qui la frattura: quando le donne denunciano davvero l’oppressione islamica, per certa sinistra diventano improvvisamente un problema. Solidarietà selettiva, ideologia prima di tutto. #femminismo #cronaca #8marzo #notizie #politicaitaliana

Care donne, ogni 8 marzo vi parlano di emancipazione e libertà. Ma qualcosa non torna. Si chiama progresso la vendita dell’in
Care donne, ogni 8 marzo vi parlano di emancipazione e libertà. Ma qualcosa non torna. Si chiama progresso la vendita dell’intimità online, mentre il lavoro reale di milioni di donne resta fuori dal dibattito. Si parla di parità solo per le poltrone più alte, mentre nella famiglia spesso si perdono equilibri tra madri, padri e figli. Intanto la maternità viene trattata come un ostacolo e molte donne sentono di dover scegliere tra carriera e famiglia. Così ciò che viene chiamato libertà diventa spesso mercato. Per questo l’8 marzo resta una domanda: per cosa si lotta davvero?

La narrazione che molti influencer stanno diffondendo da Dubai sembra ignorare un punto fondamentale: quando l’informazione è controllata e la libertà di parola limitata, ciò che vediamo online può trasformarsi facilmente in propaganda. Dietro il lusso e la calma apparente del Golfo esistono dinamiche politiche e mediatiche molto più complesse di quanto venga mostrato sui social. #politica #politicaestera #politicaitaliana #dubai #governo

Un veterano dei Marines si alza durante un’audizione al Senato degli Stati Uniti e urla una frase semplice ma pesante come un macigno: «Nessuno vuole morire per Israele». Pochi secondi dopo viene trascinato fuori dalla sicurezza, mentre i politici continuano la seduta come se nulla fosse. La scena racconta molto più di una protesta isolata. Racconta il divario crescente tra l’élite politica, pronta a sostenere nuovi conflitti all’estero e il popolo, compresi molti veterani, che ha già pagato il prezzo delle guerre infinite. Quando un marine che ha servito il suo Paese arriva a gridare che l’America non deve combattere per interessi stranieri, non è soltanto dissenso: è il segnale di una frattura profonda tra chi decide le guerre e chi dovrebbe combatterle. #guerra #politica #politicaestera #israele #iran

Abbiamo parlato con @SilviaSardone e le abbiamo chiesto cosa sia necessario per una Milano più sicura. La sua risposta è chiara: ripartire dall'identità. Sentite cosa ci ha detto 🔥 #governo #italia #destra #politica #politicaitaliana

L'ennesima aggressione internazionale pilotata dall'Occidente ha raggiunto il suo principale obiettivo: l'eliminazione di Khamenei, guida suprema dell'Iran. È così che oggi funzionano le guerre: non si dichiarano, si fanno. Così diviene normale sentirsi liberi di assassinare un capo di stato, perché non ci piace. E in Italia? In Europa? Si festeggia, ignari delle conseguenze che l'ennesima guerra "dietro casa" porterà all'economia e agli stessi cittadini, vittime sacrificali di un teatrino gestito a miglia di distanza.

Secondo agenzie di stampa internazionali, la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, potrebbe essere stata uccisa nel corso de
Secondo agenzie di stampa internazionali, la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, potrebbe essere stata uccisa nel corso degli attacchi militari lanciati oggi dagli Stati Uniti e da Israele contro obiettivi in Iran, tra cui la sua residenza a Teheran. Fonti israeliane citate da alcuni media affermano che vi sarebbero “segnali” della sua morte dopo i bombardamenti e che immagini del corpo sarebbero state mostrate ai vertici israeliani. La situazione rimane in evoluzione, ma l’eventuale morte di una figura di rilievo mondiale come la Guida Suprema dell’Iran, a poche ore dall’inizio della guerra, potrebbe aprire molti scenari inaspettati. #cronaca #politica #notizie #notizia #iran

Oltre il punto di non ritorno. 📉 Dopo mesi di proteste interne e una diplomazia ormai al collasso, il conflitto in Medio Oriente ha subito un'accelerazione drammatica. Gli attacchi congiunti di USA e Israele segnano l'inizio di una nuova, pericolosissima fase. Mentre le basi americane nel Golfo sono sotto il fuoco dell'operazione iraniana "Truth Promise 4", il bilancio delle vittime civili inizia a farsi insopportabile. Il colpo subito da una scuola nel sud del Paese è il simbolo di una giornata nera per l'umanità. Cosa ne pensate? È l’inizio di un conflitto globale o un tentativo estremo di cambiare gli equilibri nella regione? 👇 #Geopolitica #Attualità #IranConflict #Peace #CronacaInternazionale