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Guerra Iran giorno 5: l’aggiornamento delle 18 La giornata del quinto giorno di guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele è stata segnata da una nuova intensificazione degli attacchi aerei e navali, mentre la crisi si allarga sempre più alla regione del Golfo e al Libano. Ore 12:00–13:00 Dal Pentagono il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha confermato che un sottomarino americano ha silurato e affondato una nave da guerra iraniana nell’Oceano Indiano, probabilmente la fregata IRIS Dena. L’operazione è avvenuta in acque internazionali. Circa 30–32 marinai iraniani sono stati recuperati dalle forze dello Sri Lanka, mentre molti altri risultano dispersi. Hegseth ha affermato che la marina iraniana è stata pesantemente colpita e che diverse unità navali sono state distrutte nelle ultime operazioni. Ore 13:00–15:00 Il Pentagono ha dichiarato che la campagna militare sta accelerando. Nuovi aerei da guerra statunitensi sono stati dispiegati nella regione e i raid congiunti USA-Israele stanno colpendo obiettivi sempre più in profondità nel territorio iraniano. Il capo degli Stati Maggiori riuniti, generale Dan Caine, ha dichiarato che oltre venti navi iraniane sono state distrutte e che la superiorità aerea di Stati Uniti e Israele sopra gran parte dell’Iran è ormai quasi totale. Secondo i vertici militari americani, l’obiettivo resta colpire infrastrutture missilistiche, basi militari e centri di comando. Ore 14:00–16:00 Durante il pomeriggio sono state segnalate nuove esplosioni a Teheran, in particolare nei distretti occidentali della città. Israele ha lanciato una nuova ondata di attacchi su centri di comando, sistemi missilistici e complessi legati alla leadership iraniana nella capitale e nelle aree circostanti. L’Iran ha risposto con missili balistici e droni contro Israele e contro obiettivi statunitensi nella regione. Uno dei missili è stato intercettato da sistemi NATO dopo aver attraversato Iraq e Siria in direzione dello spazio aereo turco, episodio che ha fatto salire il livello di allerta perché la Turchia è membro dell’Alleanza Atlantica. Altri attacchi iraniani hanno preso di mira basi americane nel Golfo, tra cui la grande base aerea Al Udeid in Qatar, senza vittime confermate. Ore 15:00–17:00 Nel pomeriggio il segretario alla Difesa Hegseth ha avvertito che la guerra potrebbe durare tra tre e otto settimane. Anche Donald Trump ha dichiarato che l’Iran avrebbe ormai perso gran parte delle sue capacità militari aeree e navali, aggiungendo che eventuali negoziati arriverebbero “troppo tardi”. Crisi energetica e tensioni regionali Nel frattempo il Qatar ha confermato la sospensione della produzione di gas naturale liquefatto dopo gli attacchi con droni agli impianti di Ras Laffan e Mesaieed. Poiché il Qatar è uno dei maggiori esportatori mondiali, lo stop ha fatto salire rapidamente i prezzi del gas in Europa e in Asia. Anche lo Stretto di Hormuz, attraverso cui passa gran parte del traffico energetico globale, resta in forte difficoltà. Libano e Golfo Parallelamente Hezbollah ha intensificato gli attacchi dal Libano, mentre Israele ha risposto con nuovi raid su Beirut e sul sud del Paese. In diverse capitali della regione, tra cui Riyadh e Dubai, sono stati segnalati attacchi con droni contro obiettivi diplomatici e militari occidentali. La successione a Teheran Sul piano politico interno iraniano si discute della successione alla guida della Repubblica islamica dopo la morte dell’ayatollah Ali Khamenei. Tra le ipotesi emerse nelle ultime ore c’è quella che vede il figlio Mojtaba Khamenei come possibile successore alla carica di Guida Suprema. Il conflitto entra così nel quinto giorno, con un chiaro predominio militare di Stati Uniti e Israele nei cieli e sul mare. L’Iran continua a reagire con missili e droni contro Israele e contro obiettivi occidentali nel Golfo, mentre non risultano ancora operazioni terrestri su larga scala dentro il territorio iraniano. La situazione resta estremamente fluida e l’escalation regionale continua a crescere.

⭕️Tra nove minuti siamo in diretta! Vi aspettiamo

é aperta la diretta su Israele senza Filtri

Senza gas per almeno un mese Il Qatar ha sospeso la produzione di gas naturale liquefatto (GNL) dopo attacchi con droni contr
Senza gas per almeno un mese Il Qatar ha sospeso la produzione di gas naturale liquefatto (GNL) dopo attacchi con droni contro alcune delle principali infrastrutture energetiche del Paese. La decisione è stata annunciata dalla compagnia statale QatarEnergy, che ha fermato gli impianti di Ras Laffan Industrial City e Mesaieed Industrial City e dichiarato "forza maggiore" sui contratti di esportazione. Secondo le autorità qatariote, diversi droni iraniani hanno preso di mira siti energetici strategici. Alcuni sono stati intercettati, ma altri avrebbero colpito infrastrutture causando danni che hanno reso necessario lo stop della produzione. Non risultano vittime, ma i danni agli impianti hanno imposto lo shutdown. Il problema è che riavviare un impianto di GNL non è immediato. Dopo un arresto improvviso servono ispezioni di sicurezza, raffreddamento e riavvio graduale delle linee di liquefazione. Le stime parlano di almeno 2–4 settimane prima di tornare operativi. L’impatto è globale. Il Qatar è tra i principali esportatori di GNL al mondo e circa il 20% del gas liquefatto trasportato via nave proviene dai suoi impianti. Con la produzione ferma, una quota enorme dell’offerta internazionale sparisce dal mercato. A complicare tutto c’è la situazione nello Stretto di Hormuz, da cui passa l’intero export qatariota e dove il traffico marittimo è ormai quasi paralizzato dalla guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele. I mercati hanno reagito immediatamente: i prezzi del gas in Europa e in Asia sono balzati tra il 30% e il 50%.

Sudan: non gli basta la guerra che hanno in casa Un generale delle Sudanese Armed Forces (SAF) ha dichiarato che il Sudan è pronto a sostenere militarmente l’Iran nel caso di un intervento terrestre da parte di Stati Uniti o Israele. La dichiarazione è comparsa in un video diffuso nelle ultime ore su X e su diversi canali Telegram, dove l’ufficiale parla direttamente alla telecamera con toni molto netti. «Se America e Israele invieranno truppe di terra in Iran, giuro su Dio che sosterremo i nostri fratelli in Iran. Invieremo brigate in Iran e andremo volontariamente a combattere», afferma il generale nel filmato. Il video non risulta accompagnato da alcuna comunicazione ufficiale del governo sudanese e non è chiaro se si tratti di una posizione personale o di una linea condivisa dai vertici militari di Khartoum. Tuttavia il messaggio si inserisce nel clima di crescente polarizzazione che accompagna l’escalation tra Iran, Stati Uniti e Israele. La dichiarazione appare particolarmente significativa anche alla luce della situazione interna del Sudan. Il Paese è infatti nel pieno di una guerra civile iniziata nell’aprile 2023 tra l’esercito regolare (SAF) e le Rapid Support Forces (RSF), un conflitto che ha provocato migliaia di vittime, milioni di sfollati e una crisi umanitaria tra le più gravi al mondo.

Vi chiediamo la massima condivisione di questa locandina. Ci vediamo in piazza della scala domenica!

L’8 marzo ha senso solo se ricordiamo le donne che non possono ancora parlare. Insieme. al fianco delle donne iraniane, israe
L’8 marzo ha senso solo se ricordiamo le donne che non possono ancora parlare. Insieme. al fianco delle donne iraniane, israeliane e ucraine che combattono per la loro libertà. Non mancate. #8Marzo #Milano Piazza della Scala, alle 10.30 FREE4FUTURE ASSOCIAZIONE ITALIA-ISRAELE SAVONA COMUNITÀ IRANIANA DI PARMA ITALOPERSIANA ASSOCIAZIONE MAANÀ ISRAELE SENZA FILTRI COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI INME. INSTITUTE FOR A NEW MIDDLE EAST VENEZUELA IN PIEMONTE GRUPPO SIONISTICO PIEMONTESE UNIONE BENÉ BERITH ITALIA BENÉ BERITH MILANO NATHAN E ANNA CASSUTO INSIEME PER IL VENEZUELA UAMI ASSOCIAZIONE DEI GIOVANI UCRAINI IN ITALIA EUROPA RADICALE ENZO TORTORA RADICALI MILANO CERTI DIRITTI ASSOCIAZIONE RADICALE COMUNITÀ EBRAICA DI MILANO ASSOCIAZIONE DONNE GIURISTE ITALIANE SEZIONE MILANO WOMEN CARE ASSOCIATION PONTE ATLANTICO DIFESA LIBERTÀ DEMOCRAZIA ASSOCIAZIONE DONNE GIURISTE DI MILANO FEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI ITALIA-ISRAELE UNIONE ASSOCIAZIONI ITALIA-ISRAELE

Fregata iraniana affondata al largo dello Sri Lanka: sospetto attacco da sottomarino Un grave incidente navale ha colpito la
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Fregata iraniana affondata al largo dello Sri Lanka: sospetto attacco da sottomarino Un grave incidente navale ha colpito la marina iraniana questa mattina nell’Oceano Indiano. La fregata IRIS Dena, unità della classe Moudge, è affondata a circa 40 miglia nautiche a sud di Galle, al largo della costa meridionale dello Sri Lanka, dopo un’esplosione segnalata dall’equipaggio all’alba. Secondo le prime ricostruzioni, la nave ha lanciato una chiamata di emergenza tra le 5 e le 6 del mattino (ora locale). La Sri Lanka Navy e la Air Force hanno immediatamente avviato operazioni di soccorso nell’area. Almeno 32 marinai iraniani feriti sono stati recuperati e trasferiti negli ospedali di Galle e Karapitiya, alcuni in condizioni critiche. Diverse fonti parlano anche del recupero di alcuni corpi in mare. Il numero dei dispersi resta incerto: alcune stime parlano di circa 101 marinai, mentre altre indicano oltre 140 persone, su un equipaggio totale che potrebbe superare i 180 membri. Le ricerche sono ancora in corso e nelle acque dell’area sono state avvistate zattere di salvataggio e chiazze di carburante. Le autorità dello Sri Lanka riferiscono che l’equipaggio avrebbe segnalato un’esplosione provocata da un possibile attacco di sottomarino prima dell’affondamento. La IRIS Dena stava rientrando dall’India dopo aver partecipato agli esercizi navali multinazionali MILAN 2026 a Visakhapatnam. L’affondamento della fregata - se confermato - rappresenterebbe una possibile estensione del conflitto nell’Oceano Indiano, molto al di fuori dei teatri principali di scontro finora concentrati tra Medio Oriente e Golfo Persico. Le operazioni di ricerca e soccorso continuano.

Israele oggi ha inviato un avvertimento particolarmente chiaro al regime iraniano in merito alla sua successione politica. Il
Israele oggi ha inviato un avvertimento particolarmente chiaro al regime iraniano in merito alla sua successione politica. Il Ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che chiunque venga nominato alla guida dell'Iran e continui le sue politiche ostili sarà considerato un obiettivo da eliminare da parte di Israele nell'ambito dell'Operazione "Ruggito del Leone". "Non importa chi siano o dove si nascondano", ha affermato il ministro, sottolineando che la direttiva si applica a qualsiasi leader chiamato a proseguire la strategia del regime. Queste dichiarazioni giungono mentre Mojtaba Khamenei, figlio dell'ex Guida Suprema Ali Khamenei, sarebbe già stato designato come suo successore alla guida del regime iraniano.

Il Mossad ha hackerato le telecamere di sorveglianza dell'istituto per l'applicazione dell'hijab a Teheran per seguire da anni la sicurezza di Khamenei. Il vero colpo di scena: dopo aver eliminato Khamenei, hanno cancellato i database della polizia morale, pieni di dati su donne e ragazze iraniane.

Guerra Iran giorno 5 – aggiornamento alle 11am ora italiana 3 marzo – 11:00–14:00 Israele ha continuato raid aerei su larga s
Guerra Iran giorno 5 – aggiornamento alle 11am ora italiana 3 marzo – 11:00–14:00 Israele ha continuato raid aerei su larga scala nel Libano meridionale e nella Bekaa Valley, colpendo oltre 160 obiettivi Hezbollah tra centri di comando, depositi di armi e infrastrutture di comunicazione. Hezbollah ha risposto con razzi e droni verso Galilea e area di Haifa, facendo scattare le sirene nel nord di Israele. In Iran, attacchi statunitensi e israeliani hanno colpito siti missilistici e centri di comando a Teheran e Isfahan, mentre esplosioni sono state segnalate nella capitale. Nel Golfo, droni e missili iraniani hanno preso di mira basi USA e installazioni diplomatiche; l’Arabia Saudita ha intercettato diversi vettori. 3 marzo – 14:00–18:00 Israele ha avviato manovre terrestri limitate nel sud del Libano, con unità IDF entrate in aree vicine al confine per fermare i lanci Hezbollah. Il gruppo sciita ha risposto con nuovi barrage contro basi israeliane nel nord. In Iran sono stati colpiti edifici legati all’Assemblea degli Esperti a Qom, ed è uscita la notizia della successione di Mojtaba Khamenei. Raid israeliani su Beirut sud (Dahiyeh) hanno preso di mira infrastrutture mediatiche e centri di comando Hezbollah. 3 marzo – 18:00–23:00 L’Iran ha lanciato ulteriori ondate di missili verso Israele, con sirene attive e alcuni impatti nell’area Tel Aviv–Petah Tikva. Raid USA-Israele hanno colpito infrastrutture missilistiche e siti legati al programma nucleare, inclusa l’area di Natanz. Nel Golfo, droni iraniani hanno colpito il consolato USA a Dubai e obiettivi diplomatici a Riad; danni sono stati segnalati anche nel porto di Fujairah. Il governo libanese ha chiesto a Hezbollah di consegnare le armi allo Stato, richiesta respinta dal gruppo. 4 marzo – 00:00–09:00 Nella notte Israele ha lanciato una nuova ondata di raid su Teheran, colpendo uffici governativi, sedi Basij e IRGC e siti di lancio missilistico. Esplosioni sono state segnalate all’alba nella capitale. L’Iran ha risposto con missili verso Gerusalemme e Tel Aviv. Sono proseguiti anche i bombardamenti israeliani su Beirut sud, mentre Hezbollah ha tentato attacchi contro infrastrutture energetiche israeliane. Gli Stati Uniti hanno chiuso diverse ambasciate nella regione e hanno invitato i cittadini a lasciare il Medio Oriente. La guerra è così entrata nel quinto giorno, con fronti attivi in Iran, Israele, Libano e nel Golfo e tensioni crescenti sul traffico energetico nello Stretto di Hormuz.

Dal suo canto, la Germania nazista produsse materiale propagandistico da distribuire in Medio Oriente, insieme a pellicole che attaccavano gli ebrei, presentati come parassiti, cospiratori e nemici dell'umanità. Uno di questi fu Der Ewige Jude (L'Ebreo Errante) del 1940, tradotto in lingua araba e proiettato nei cinema di Baghdad, del Cairo e di Damasco, contribuendo ad alimentare quell'antisemitismo che sarebbe sopravvissuto alla guerra. Al-Husseini operò, dunque, come l'ideologo e l'architetto culturale che plasmò un corpus di idee, testi e immagini destinato a superare l'esito della Seconda Guerra Mondiale e la sconfitta delle potenze dell'Asse. Radio Zeesen cessò di esistere nell'aprile del 1945, ma la sua eredità è rimasta viva più che mai. Da Sawt al-Arab (La Voce degli Arabi), voluta da Nasser, fino ad Al-Jazeera, ancora oggi molte emittenti islamiste utilizzano il linguaggio della propaganda plasmato da al-Husseini, nonché i suoi temi principali: la teoria del complotto ebraico mondiale, la presentazione degli ebrei come nemici ontologici dell'Islam, l'uso di versetti coranici decontestualizzati per giustificare l'odio, nonché la fusione tra politica e religione e tra nazionalismo e fondamentalismo.

Hajj Amin al-Husseini, rifugiato a Berlino dal 1941, divenne il protagonista principale della guerra della propaganda in arab
Hajj Amin al-Husseini, rifugiato a Berlino dal 1941, divenne il protagonista principale della guerra della propaganda in arabo, costruendo un apparato di comunicazione che avrebbe lasciato conseguenze durature ben oltre la fine del conflitto mondiale. Radio Zeesen si trovava vicino a Berlino, costruita negli anni Trenta come centro di propaganda internazionale del Reich e da cui partivano trasmissioni in decine di lingue. In quegli anni, al-Husseini assunse la direzione dei contenuti in lingua araba, sia scrivendo personalmente i discorsi che poi trasmetteva, sia supervisionando gli altri speaker arabi. Le trasmissioni cominciavano nel tardo pomeriggio, quando in Medio Oriente era sera, duravano un'ora o due ed erano introdotte da una musica araba tradizionale, per creare un'atmosfera familiare prima di passare alle notizie manipolate e agli attacchi sistematici contro gli ebrei. Il  linguaggio era esplicito e diretto, con punti fermi ripetuti continuamente: gli ebrei erano il nemico dell'umanità, gli ebrei controllavano banche, governi e media e gli ebrei avevano scatenato la guerra mondiale per distruggere la Germania e soggiogare i popoli. Al-Husseini citava i Protocolli dei Savi di Sion come confessione firmata dagli ebrei stessi delle proprie mire e islamizzò il messaggio antisemita europeo per renderlo comprensibile al pubblico musulmano. Per farlo, si servì dei versetti del Corano e degli Hadith che parlavano delle tribù ebraiche di Medina che avevano conbattuto contro il Profeta Maometto, di episodi della storia islamica in cui gli ebrei erano stati puniti per la loro perfidia e presentò la lotta contro gli ebrei più come un dovere religioso musulmano risalente ai tempi del Profeta, che come una questione politica europea. Radio Zeesen raggiungeva milioni di ascoltatori in tutto il Medio Oriente, dall’ Egitto all’Iraq, compresi i territori dei Mandati britannico e francese. Le  persone si riunivano per ascoltare la voce del Muftì che parlava da Berlino, riconoscendo in lui un simbolo di resistenza e dignità: l'uomo che aveva sfidato gli inglesi, viveva nella capitale del Reich, parlava con Hitler e prometteva la liberazione del mondo arabo dal colonialismo e dagli ebrei. Insieme a Radio Zeesen, un altro megafono della propaganda antisemita in arabo fu l'italiania Radio Bari, in quanto la città pugliese era il punto più vicino al Medio Oriente. Gestita dal Ministero della Cultura Popolare, dal Ministero degli Esteri e dai servizi di intelligence, nei primi anni Radio Bari seguì un approccio più cauto e diplomatico rispetto a Radio Zeesen, limitandosi ad attaccare il sionismo e denunciando il complotto ebraico. Il registro cambiò quando al-Husseini arrivò in Europa nel '41 e l'alleanza tra l'Asse e il Muftì divenne ufficiale: Radio Bari diventò più aggressiva ed esplicita, coordinandosi con Radio Zeesen in un martellamento propagandistico costante. I contenuti erano sempre prodotti da al-Hussein che,  pur vivendo a Berlino, mandava alla stazione italiana i materiali e suggeriva i temi da trattare. Un doppio megafono radiofonico di propaganda che martellò per mesi, con slogan ben precisi: gli ebrei erano il nemico, le potenze l'Asse i veri alleati e la liberazione del mondo arabo poteva avvenire solo attraverso la distruzione del sionismo. In questo modo, si diffuse capillarmente l'idea che gli ebrei fossero un problema globale e che la lotta antigiudaica fosse una causa sacra da portare a termine con qualsiasi mezzo. La propaganda dell'Asse includeva anche pubblicazioni stampate, opuscoli e libri, prodotti a Berlino e inviati in Medio Oriente attraverso reti clandestine sottoposte alla supervisione di al-Husseini. Il Gran Muftì, per altro, fu anche redattore di articoli per i giornali arabi finanziati dalla Germania o dall'Italia, patrocinò la pubblicazione delle edizioni in arabo dei Protocolli dei Savi di Sion e fece da traduttore per i discorsi di Hitler, di Goebbels e degli altri gerarchi nazisti. 👇🏻👇🏻

AGGIORNAMENTO. Israele colpisce il cuore della successione iraniana: bombardato l’edificio del Consiglio degli EspertiTeheran, 3 marzo 2026 – In piena escalation del conflitto un attacco aereo israeliano ha distrutto l’edificio del Majlis-e Khobregan, il Consiglio degli Esperti, l’organismo religioso composto da 88 alti chierici incaricato di eleggere il Leader Supremo della Repubblica Islamica. Il raid è avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 marzo, mentre – secondo le informazioni diffuse – i membri del Consiglio erano riuniti per contare le schede e procedere alla scelta del successore dell’ayatollah Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio. Fonti vicine al regime iraniano riferiscono che la maggioranza dei 88 religiosi si trovava all’interno dell’edificio al momento dell’impatto. L’attacco avrebbe quindi colpito nel pieno del processo di voto, interrompendo il meccanismo costituzionale di transizione al vertice del potere teocratico. Le immagini che circolano mostrano un palazzo ridotto a un cumulo di macerie. Il Consiglio degli Esperti era l’ultimo baluardo istituzionale per garantire continuità al regime dopo la morte di Khamenei. Il suo bombardamento è percepito come un tentativo diretto di decapitare politicamente la leadership clericale iraniana nel momento più delicato della transizione.

E dopo il papa, hanno bombardato il conclave :-D

Cosa è confermato Strike su edificio legato all'Assembly of Experts (مجلس خبراء القيادة / Majlis-e Khobregan, il corpo di 88 clerici che sceglie il Leader Supremo): I media iraniani statali (IRIB/TV ufficiale, Fars News IRGC-affiliated, Mehr News, Tasnim) e agenzie come Asharq Al-Awsat, Nile News, Iran International riportano che un attacco aereo USA-Israele ha colpito la sede meeting point per l'Assembly of Experts), in via Khomeini (centro città). Lo strike è avvenuto mentre il processo di successione è in corso Il timing è visto da fonti iraniane come tentativo di colpire il "meccanismo di successione" del regime. Non tutti presenti: Report iraniani sottolineano che non è chiaro se membri fossero dentro o se ci fosse una riunione formale in corso

❌💀Palandrane islamiche di merda: come ha detto il Mossad, sarà il popolo persiano a scegliersi il suo leader! Via dal cazzo!

Israele senza filtri riporta che Israele ha attaccato e eliminato in gran parte Iran gli 88 membri del consiglio degli esperti mentre sceglievano un nuovo leader supremo in sostituzione a Khamenei

🔺💀Il Qatar è entrato ufficialmente in guerra: nelle ultime 24 ore ha bombardato più obbiettivi in territorio iraniano con i suoi Jet.

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