OMNIA
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“Ti perdoneranno tutto tranne la libertà. Essere emarginati è lo scotto da pagare per ogni animo ribelle" Per questo.... ci saremo NOI 💙💙💙 - raccolta alimentare - servizi alla persona - organizzazione eventi e informazione
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CI SONO MOMENTI
CHE DEFINISCONO IL TUO CAMMINO
"Non arrivano con rumore.
Non sono accompagnati da applausi.
Appariscono e basta...
come una decisione che nessun altro può prendere per te.
Continuare.
O arrenderti.
Andare avanti.
O restare dove sei.
Il guerriero prima o poi lo capisce:
non tutte le strade sono facili.
Ma rimanere nello stesso posto
ha anche un prezzo.
Ecco perché c'è gente
che un giorno semplicemente cambiano.
Si lasciano alle spalle delle scuse.
Si lasciano alle spalle la paura.
E iniziano a camminare
verso la vita che sanno di meritare.
Non perché sia facile...
ma perché rimanere uguali
non è più un'opzione."
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La bilancia della verità
C’era una volta un contadino che ogni settimana vendeva un chilo di burro a un fornaio.
Per settimane, il fornaio aveva acquistato quel burro con fiducia, ma un giorno decise di controllare se il peso fosse davvero quello concordato.
Quando posò il burro sulla bilancia, la sua espressione cambiò: non era un chilo.
Si sentì tradito, ingannato.
Senza esitare, trascinò il contadino in tribunale, deciso a ottenere giustizia.
Davanti al giudice, il contadino ascoltò le accuse con calma.
Poi, con voce ferma, rispose:
“Vostro Onore, sono un uomo semplice.
Non possiedo strumenti precisi per pesare il burro.
Ma ho il mio metodo.”
Il giudice, incuriosito, chiese quale fosse.
“Ogni settimana compro un chilo di pane dal fornaio, proprio prima che lui acquisti il burro da me.
Uso la bilancia a due piatti mettendo da una parte il suo chilo di pane e dall'altra l'equivalente in burro.
Se il suo burro pesa meno di un chilo, significa che il suo pane non corrisponde ad un chilo.
La morale?
Si riceve ciò che si dà.
L’onestà non è solo una virtù, è un riflesso.
Se inganni gli altri, prima o poi l’inganno tornerà a te.
Se costruisci la tua fiducia sulla verità, vivrai senza paura di essere smascherato.
L’onestà non è solo la strada migliore, è l’unica che non porta a rimpianti.
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Mi disse: Quando sei in cerca di risposte, guarda in alto.
Osserva il cielo, poi, in basso, i tuoi piedi.
«In che senso? Non capisco, ero perplessa.
«Cosa vedi sopra di te?
«Stelle.
«Tu arrivi da lì, sii felice.
Ora, guarda in basso, cosa vedi
sotto di te?
«Terra, sabbia.
«Tornerai lì, sii umile. Ricordalo, e non sarai sopraffatta,
né dalla troppa felicità, né dalla troppa sofferenza»
𝒹𝒶𝓁 𝓁𝒾𝒷𝓇ℴ:
ℐ𝓁 𝓂ℴ𝓃𝒶𝒸ℴ 𝒸𝒽ℯ 𝒶𝓂𝒶𝓋𝒶 𝒾 ℊ𝒶𝓉𝓉𝒾
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C’è chi pensa che delle persone gentili
sia facile approfittare.
Non lo sanno mica che la gentilezza
è quella forma astratta d'empatia
a metà strada tra pensiero ed eleganza
dove la bellezza abbraccia la rivoluzione
e conquista il coraggio.
Non lo sanno mica
che la gentilezza è un vanto.
Un guanto.
Un respiro.
Un modo, forse l’unico
per evadere dalla prigione
della rabbia.
Non lo sanno mica che la gentilezza
non chiede nulla in cambio.
Se non, di avere gentilezza.
Siate gentili e restatelo sempre.
Tutto il resto è tempo che non scorre.
Tutto il resto, credetemi
è soltanto tempo perso.
A. Faber
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«Sbocciate e fiorite,
rendete il mondo un meraviglioso giardino.
Fermatevi spesso
ad assaporare l’esistenza
e procedete fiduciosi
sul sentiero della saggezza.
Vivete la vita come fosse una canzone,
continuate a cantare
e ballare la vostra musica.
Non lasciate che nessuno la interrompa.
Se così fosse,
cantate e ballate ancora più forte.
Siate sempre cercatori di meraviglia»
D𝒶𝓁 𝓁𝒾𝒷𝓇ℴ:
ℐ𝓁 𝓋𝒾𝓁𝓁𝒶ℊℊ𝒾ℴ 𝒹ℯ𝒾 𝓂ℴ𝓃𝒶𝒸𝒾 𝓈ℯ𝓃𝓏𝒶 𝓉ℯ𝓂𝓅ℴ
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Lei ha detto:
"Non chiamare il dottore,
voglio dormire tranquilla,
con la tua mano nella mia.
"Lui le ha parlato del passato,
di come si sono conosciuti,
del loro primo bacio.
Non hanno pianto, hanno sorriso.
Non si sono pentiti di nulla,
sono stati riconoscenti.
Allora lei ripeté dolcemente:
"Ti amo per sempre"
e lui le restituì le sue parole,
le diede un bacio delicato sulla fronte.
Lei chiuse gli occhi e si addormentò
in pace con la mano nella sua.
L'amore è la cosa più importante
perché veniamo al mondo
con nient'altro che amore
e ce ne andiamo
senza nient'altro che amore.
Professione, carriera, conto in banca...
i nostri beni sono solo strumenti,
nient'altro.
Tutto rimane qui.
Ama, come se non ci fosse
niente di più importante nella tua vita.
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"Arriverà una sera, prima o poi, in cui ti guarderai indietro e ti chiederai – tra le cose che hai – quali sono quelle che hai voluto davvero e quali invece hai finto di amare perché era più semplice. Quella sera lì come ti difenderai?
Su chi scaricherai la colpa?
Perché lo sai che di certe nostre infelicità siamo gli unici responsabili.
Lo sai, e allora dimmi: come farai a perdonarti per tutto quello che avrai lasciato indietro, per tutto quello che avrai messo da parte, per tutto quello che avresti potuto fare e poi, però, non hai fatto?
Come farai a perdonarti quando qualcuno, una sera, ti mostrerà cosa ti sei persa, a cosa hai rinunciato tanto a lungo?
Cosa vuoi fare?
Continuare a fingere o iniziare a vivere?”
S. Casciani
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«Ci sono miliardi di persone
che vivono su questa terra,
ma ne incontriamo solo alcune:
quelle che faranno parte
del nostro destino.
Alcune per breve tempo,
altre per molto, altre per sempre.»
«Vi è un numero prestabilito
di persone che conosceremo?»
chiesi incuriosito.
«Quelle con cui hai creato
un legame indissolubile e che
si ripresentano vita dopo vita»
𝒹𝒶𝓁 𝓁𝒾𝒷𝓇ℴ:
ℐ𝓁 𝓂ℴ𝓃𝒶𝒸ℴ 𝒸𝒽ℯ 𝒶𝓂𝒶𝓋𝒶 𝒾 ℊ𝒶𝓉𝓉𝒾
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"Perdonati,
se hai creduto in chi ti ingannato...
Perdonati,
se hai amato chi ti ha illuso,
perdonati,
se hai dato a chi nulla
ti ha dato in cambio,
perdonati,
per esserti fidato
di chi poi ti ha tradito,
perdonati,
per aver visto il bello
anche dove non c'era,
perdonati,
per aver pianto
e sofferto per chi non lo meritava,
perdonati...
perché non sei tu
ad aver sbagliato."
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"Il punto non è iniziare.
Quello è facile.
Ci entusiasma,
ci accende,
ci fa sentire vivi.
Il punto è chiudere.
Senza lasciare porte socchiuse
'nel caso servisse'.
Perché la realtà è più semplice
(e meno comoda):
teniamo in vita ciò che è finito
solo per non affrontare il vuoto
che lascia.
Così restiamo a metà.
Tra ciò che non è più
e ciò che non nasce.
E nel frattempo ci raccontiamo
che 'non è ancora il momento'.
La realtà è che non ti serve più.
Ma ti rassicura.
E a volte scegliamo di restare
dove ci sentiamo rassicurati
piuttosto che capire
cosa succederebbe
se lasciassimo davvero andare."
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Non ti azzardare ad insegnare a mia figlia ad avere paura del bosco.
In questo modo è stato creato il timore della ricerca interiore.
Non voglio che mia figlia limiti il suo viaggio a luoghi aperti, luminosi, luoghi che sono facili da toccare e vedere.
Perché ho imparato che a volte la verità di ciò che siamo sta nelle ombre e in luoghi umidi in cui i funghi crescono e le piante crescono lateralmente e verso il basso e in nuovi modi, a casaccio alla ricerca di sole.
Il mio viaggio mi ha insegnato questo, che le donne entrano in questo mondo con una foresta – antica, frastagliata e saggia – una foresta annidata dentro la loro anima.
Così sì...puoi provare a spaventare mia figlia perchè rimanga fuori dalla foresta, ma ho l’intenzione di raccontarle la sua capacità di mettere radici e di rispettare le radici degli altri. Che queste sono le vene, il suo collegamento all’amore, al Divino, le radici dietro a se stessa.
Ho intenzione di insegnarle che le sue radici del cuore la ancorano, che il verde è il colore dell’amore.
Mia figlia saprà che le cose possono nascere e crescere selvagge dentro la sua anima-foresta: idee, pensieri, segreti, intuizioni, ma che esse possono morire in inverno, quando sono state rese libere e hanno avuto il loro tempo al sole.
Lei capirà che l’anima-foresta ha molti sentieri ombreggiati su cui la luce può scintillare e giocare brutti scherzi, ma che fare l’esperienza di andare nella direzione sbagliata una volta ogni tanto non è che un breve momento una volta che si è avviati sulla strada giusta.
Io insegnerò a mia figlia che la sua anima-foresta è lì per lei, per ritirarcisi, così che lei possa trovare la vera abbondanza, il vero nutrimento e la vera pace, che contiene il mistero per il senso della vita.
Le ombre sono lì per rendere ancora più emozionante il viaggio per scoprire il mistero.
Se mai arriverà un momento in cui mia figlia si sentirà abbattuta, io le farò vedere che nell’anima-foresta c’è sempre vita brulicante sotto la superficie. Come una civetta che insegue un topo al chiaro di luna, una parte di lei da qualche parte è sempre sveglia e vivace pacificamente nel silenzio; all’erta, che osserva, in attesa.
Quindi, non ti azzardare a insegnare a mia figlia a temere la foresta.
Sai quelle storie che parlano del lupo nel bosco? Io insegnerò a mia figlia che lei è il lupo – libera, primordiale e collegata alla luna.
Farò in modo che mia figlia sappia che lei è la donna saggia che vive nella sua stessa anima-foresta. Le dirò che la saggia è la vegliarda, la sua antenata, la sua saggezza, la luna nera in tutta la sua gloria.
Non vi è alcun mistero oscuro che può spaventare mia figlia perché ho intenzione di insegnarle che lei è al centro di quel mistero, che il suo potere divino femminile è il più grande mistero per tutti coloro che non lo comprendono.
Quindi non ti azzardare ad insegnare alle nostre figlie a temere il bosco.
Non piú.”
T. Chambers
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«Tempo fa, una sciamana
a cui volevo molto bene,
e che ora non c’è più, mi disse:
Se non trasformi
le tue cicatrici in saggezza,
hai sprecato la loro lezione.
Lascia che ogni ferita ti penetri,
ti purifichi, ti trasformi.
Accoglila e, quando sarà guarita,
onorala e ringrazia
per ciò che ti ha insegnato.»
«A te cosa ha insegnato?»
«Mi ha insegnato il suo valore.
Ogni cicatrice mi ha ricordato
che il dolore è scomparso
e che il mio spirito si è elevato.
Ogni cicatrice mi ha raccontato
dove sono stata ferita,
cosa mi ha ferito,
quanto ho sofferto
e come sono guarita»
dal libro:
ℐ𝓁 𝓋𝒾𝓁𝓁𝒶ℊℊ𝒾ℴ 𝒹ℯ𝒾 𝓂ℴ𝓃𝒶𝒸𝒾 𝓈ℯ𝓃𝓏𝒶 𝓉ℯ𝓂𝓅ℴ
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"Non ti volevano felice.
Ti volevano prevedibile.
Tranquillo.
Gestibile.
Facile da leggere.
Uno che non crea problemi.
Uno che non cambia troppo.
Uno che non esce dal copione.
E allora ti hanno insegnato:
A rispondere giusto
A comportarti bene
A non alzare troppo la voce
A non essere troppo...
Troppo intenso
Troppo vero
Troppo vivo
Perché chi è vivo davvero
non si controlla.
E questo li mette a disagio.
Così hai iniziato a limitarti.
A trattenerti.
A diventare più semplice da digerire.
Meno scomodo.
Meno tuo.
Ma dentro… qualcosa resisteva.
Un fastidio.
Una tensione.
Una parte che non voleva piegarsi.
E quella parte
non è il problema.
È la tua verità.
Non devi diventare più facile.
Non devi essere più comodo.
Devi smettere
di essere addomesticato.
Perché non sei difficile.
Sei libero."
M. Dalcesti
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“Lo scopo della vita
non è vincere.
Lo scopo della vita
è crescere e condividere.
Quando ti accadrà
di guardare indietro
a ciò che hai fatto nella vita,
troverai più soddisfazione
dai piaceri che hai portato
nella vita degli altri
che dai momenti in cui
li hai emarginati e sconfitti.”
H. Kushner
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Il maestro e il sassolino
Un discepolo arrivò dal maestro
con il volto pieno di inquietudine.
"Maestro, perché alcune persone
feriscono senza motivo?
Perché a volte il bene che doniamo
torna indietro come silenzio?"
Il maestro non rispose subito.
Si chinò,
raccolse un piccolo sassolino
e lo gettò nel lago.
I cerchi sull’acqua
si allargarono lentamente.
"Cosa vedi?" chiese.
"Onde che si allontanano."
Il maestro sorrise.
"Ogni gesto è così.
Anche una parola,
anche un pensiero.
Non sempre vedi subito dove arriva
ma nulla si perde."
Il discepolo rimase in silenzio.
Poi il maestro aggiunse:
"Quando qualcuno ti ferisce,
spesso sta solo mostrando
il peso che porta dentro.
Non lasciare che il suo buio
diventi il tuo."
Il ragazzo guardò ancora il lago:
le onde ormai erano sparite,
ma l’acqua era cambiata.
Concluse il maestro:
"Ricorda
Anche un piccolo atto di pace
continua il suo viaggio,
anche quando non lo vedi.
A volte ciò che semini oggi
fiorirà in un cuore lontano,
in un tempo che non immagini."
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"E mentre lotti
ti dimentichi di vivere
Perché ti opponi al vento
regali le tue energie a problemi inesistenti
ti accartocci fino a diventare piccolo
Un minuscolo granello di sabbia col peso di una montagna sulla testa
Macigni enormi
costruiti per farti male
Pesi invadenti che non riesci a vedere
Ma li senti
Ti schiacciano
Ti dimeni
Ma sei tu che gli dai nutrimento
Tu granello minuscolo
in balia del vento
Resta fermo
Riposati
Respira
Guarda verso il mare
Scoprirai che non esiste solo il deserto
Sei sabbia sottile
leggera
senza spavento
Ferma i tuoi pensieri
e guarda a com'eri ieri
prima di soccombere
forse sorridevi
forse tralasciavi
forse vivevi."
M. Buzzerra
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"Una volta Atticus mi aveva detto:
non riuscirai mai a capire una persona
se non cerchi di metterti nei suoi panni,
se non cerchi di vedere le cose
dal suo punto di vista;
ebbene, io quella notte
capii quello che voleva dire.
Adesso che il buio
non ci faceva più paura
avremmo potuto oltrepassare la siepe
che ci divideva dalla casa dei Radley
e guardare la città
e le cose dalla loro veranda.
Accadde tutto in una notte,
la più lunga,
più terribile
e insieme la più bella
di tutta la mia vita…”
H. Lee
Il buio oltre la siepe
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Antica benedizione
“Possa Dio
darti per ogni tempesta,
un arcobaleno.
Per ogni lacrima,
un sorriso.
Per ogni affanno
una promessa
e una benedizione in ogni prova.
Per ogni problema della vita,
un amico fedele
con cui condividerlo.
Per ogni sospiro,
una dolce canzone
e una risposta per ogni preghiera”
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“Ci sono veleni che assumi ogni giorno:
a volte si chiamano mamma, a volte papà, a volte nonno e nonna.
Ci sono veleni che, spesso, non sanno di essere veleni,
ma hanno un effetto tossico su di noi.
Il «non si può dire»
il «non sta bene»
il «non adesso»
il «non puoi capire».
Questi veleni ci vengono iniettati giorno dopo giorno con l'educazione,
con il ricatto,
con la paura.
Ci sono veleni che fanno così tanto parte di te che non li riconosci per quello che che sono.
Si chiamano inadeguatezza,
il non sentirsi mai abbastanza,
il senso di colpa,
la paura dell'abbandono,
l'amore da meritarsi,
il dover essere diversi perché quel che si è non va mai bene.
Ci sono veleni che non sappiamo di iniettare, perché non siamo consapevoli del loro potenziale tossico.
E ci sono veleni che pensiamo di dover passare per forza, perché li hanno passati a noi.
E poi ci sono persone che sono antidoto e, per fortuna, anche queste a volte si chiamano mamma, papà, nonno o nonna.
A volte si chiamano marito, moglie, fidanzato, amico, maestra, psicologo....
A volte non sappiamo neanche come chiamarli, ma sappiamo soltanto una cosa:
che ci fanno stare bene.
Sono queste le persone di cui dovremmo circondarci.
E sono sempre queste le persone che dovremmo diventare.”
C. G. Jung
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