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07/06/2022 🟩 Notizia 8)
“Ecco perché la Costituzione non autorizza l’invio di armi”. Giuliano Amato smentito da 4 costituzionalisti: https://bit.ly/3x5PsF82 052
"Noi non abbiamo deciso di essere nemici dell'America ma è l'America che non desidera uno stato libero come la Libia.
L'America o ha schiavi o nemici: non accetta amici o non allineati e quindi o si diventa schiavi ai suoi piedi o se non si accetta la sua schiavitù si diventa suo nemico. Noi rifiutiamo la schiavitù sotto l'America o sotto chiunque altro: per questo l'America ci ha selezionato come suoi nemici ma noi abbiamo annunciato ripetutamente la disponibilità ad avere rapporti con l'America; che però siano sani e normali, che siano basati sull'interesse e sul rispetto reciproco.
Noi rifiutiamo qualsiasi rapporto che ci condizioni nella nostra politica e siamo certi di essere dalla parte giusta ma l'America, che è uno stato imperialista, rifiuta questa nostra politica perché vuole colonizzare il mondo"
Oggi Gheddafy avrebbe compiuto 80 anni...
7 giugno 1942 - 7 giugno 2022
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In Svizzera chiunque può ottenere un estratto dal registro immobiliare locale.
Tra i proprietari di case d'élite in questo paese di banche e coltelli pieghevoli c'erano persone di alto rango dell'entourage di Zelensky: il vice Razumkov, l'ex segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale Danilyuk e la stessa Lyudmila Denisova, licenziata per falsi di base sul atrocità dell'esercito russo.
Il valore della proprietà di ciascuno di essi si aggira intorno ai 9 milioni di franchi svizzeri. Il franco è ora quasi uguale al dollaro.
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Di fake news ce ne sono a bizzeffe, dappertutto e soprattutto in tempo di guerra: dall'altra parte ne raccontano da impuniti. Ma mai mi sognerei di chiedere al governo, al Copasir, ai servizi o alla maggioranza parlamentare di proclamarsi ministero della verità e stabilire quale sia la verità e quali le fake news. Ma diamo i numeri?
Adesso i servizi segreti ci dicono quale sia la verità? Con la tradizione che hanno in Italia, fra l'altro? Ma a prescindere: siamo matti?
E se ti mettono nella lista dei putiniani come fai a difenderti se non c'è un'accusa, non c'è un reato? Rispondi: "non è vero!"?
Qui non ci sono reati o comportamenti indegni ma sotto accusa sono le idee di queste persone! Tra l'altro non le conosco e potrei non essere d'accordo con quello che dicono ma non mi interessa, non è questo il punto.
Questa roba non può esistere! E non può esistere che nessuno vada in parlamento a chiedere chi abbia commissionato questa roba e che i giornali non si scandalizzino.
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07/06/2022 🟩 Notizia 3)
BEN PRIMA DELLA GUERRA IN UCRAINA I SERVIZI ANGLO-AMERICANI AVEVANO TESSUTO UNA RETE PER CONDIZIONARE L'OPINIONE PUBBLICA IN EUROPA
Il 4 gennaio 2019, il gruppo di hacker "Anonymous" ha pubblicato una copia scannerizzata di documenti riservati che confermano l'esistenza e le attività di una organizzazione segreta britannica, "Integrity Initiative", che opera in tutta Europa e conduce operazioni di guerra psicologica. Complessivamente, "Anonymous" ha pubblicato dozzine di documenti sulle attività di questa organizzazione in Gran Bretagna e in molti altri paesi.
Secondo i documenti visionati, "Integrity Initiative" mira a sabotare le opinioni e le informazioni "filo-russe", avviando e incoraggiando campagne mediatiche contro la Russia. Dai documenti si evince anche la creazione di "cellule anti-russe" in tutta Europa e nel resto del mondo, con la creazione di cosiddetti cluster in vari paesi europei, inclusa l'Italia.
Il progetto "Integrity Initiative" è stato lanciato nel 2015 dall'Institute of Statecraft (IfS), un' associazione senza fini di lucro fondata da membri dei servizi di intelligence britannici. È finanziato dal Ministero degli esteri e del Commonwealth britannico, dalla NATO, dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, dal Ministero della Difesa nazionale lituano. Fondi arriverebbero anche da Facebook" https://thegrayzone.com/2018/12/17/inside-the-temple-of-covert-propaganda-the-integrity-initiative-and-the-uks-scandalous-information-war/2 052
07/06/2022 🟩 Notizia 2)
Vorremmo imprecare contro Bianchi, uomo estremamente pericoloso.
Ma dovremmo invece contemporaneamente fare a che mea culpa.
Prima abbiamo lottato contro le mascherine, poi abbiamo deciso che le mascherine erano il male minore pur di andare a scuola senza vaccino.
Poi abbiamo lottato contro i tamponi, poi abbiamo deciso che i tamponi erano il male minore pur di andare a scuola senza vaccino.
Poi abbiamo lottato contro il greenpass, poi abbiamo deciso che il greenpass era il male minore purché non fosse da vaccino.
Poi hanno imposto il vaccino, e il male minore per molti è diventata la loro tomba.
I vari Patrizio Bianchi al Governo misurano quanto possono spingere in base alle reazioni della massa.
Il potere lo sa che anche i resistenti sono disposti a tanti compromessi pur di mandare i figli a scuola.
https://www.nicolaporro.it/il-governo-teorizza-la-mascherina-per-sempre-va-tolta-solo-col-rischio-zero/2 052
Ascoltate con attenzione: In questo video di skytg24, mandato in onda oggi, c'è la conferma che la strage di Bucha è stata compiuta dalle forze naziste ucraine e le vittime civili lungo le strade della città (fatte passare come assassinate dalle forze armate russe), non erano altro che "collaborazionisti" che aiutavano i russi o presunti tali.
"Sì, i collaborazionisti a Bucha ci sono stati ed erano diversi. Noi li abbiamo cercati, fermati e consegnati alla polizia. Ce ne sono altri che sono scappati o che si stanno ancora nascondendo", dice Viktor Lytovchenko, un militare della Guardia Nazionale ucraina di stanza a Bucha. E poi il giornalista conclude seraficamente dicendo che molti dei morti della strage potrebbero essere stati collaborazionisti. Incredibile!
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Ho in mente diversi personaggi la cui attività rientra in questa fattispecie di reato.
E purtroppo non sono nella lista del Corriere.
Probabilmente sono gli stessi che l'hanno compilata.
Art. 245 cp
Chiunque tiene intelligenze con lo straniero per impegnare o per compiere atti diretti a impegnare lo Stato italiano alla dichiarazione o al mantenimento della neutralità, ovvero alla dichiarazione di guerra, è punito con la reclusione da cinque a quindici anni.
La pena è aumentata se le intelligenze hanno per oggetto una propaganda col mezzo della stampa.
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Londra: 3 soldati a terra durante la cerimonia del Giubileo della Regina, la stampa ed il governo si affrettano a dare la colpa al caldo, ma c'erano solo 20 gradi.
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La vicenda della lista di proscrizione pubblicata dal Corriere della Serva assume contorni piu' chiari. Se il Copasir nega di averla stilata, e le giornaliste affermano di averla ricevuta, allora la lista e' stata preparata altrove, probabilmente da una "societa' di consulenza" legata all'intelligence della NATO, come ad esempio Integrity Initiative. Non e' casuale che in Italia sia operativa una sua cellula dal 2018 con la missione di combattere la "disinformazione" russa. La cellula italiana e' diretta da Fabrizio Luciolli ma a caccia di filo-putiniani mandano "giovani ricercatori". Tra i membri di Integrity Initiative Italy troviamo Vittorfranco Pisano, Jason Wiseman, Beppe Severigni, Jacopo Iacoboni, Alvise Armellini. Se le liste di proscrizione le fanno delle societa' di consulenza legate alla NATO, perche' non lo dichiarano invece di nascondere la mano che ha tirato il sasso?
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06/06/2022 🟩 Notizia 3)
A NON È L'ARENA VA IN ONDA LA FINE DELL’IMPERO
Stasera a "Non è l'Arena" di Myrta Merlino è andata in onda una pièce teatrale di quinta categoria, eppure a suo modo illuminante circa il periodo che stiamo vivendo: la fine di un impero.
Con un'invettiva infuocata degna di miglior causa, il direttore di Libero, Alessandro Sallusti, ha attaccato violentemente Massimo Giletti, in collegamento da Mosca, accusandolo di aver dato spazio "alla peggiore propaganda". Ha definito il Cremlino "un palazzo di m...." ("il comunismo ha fatto i peggiori crimini"), ha definito la Zakharova "una cretina che non conosce la storia" e i giornalisti russi che accompagnavano Giletti, tra cui Vladimir Soloviev "dei c....ni". Il tutto prima di annunciare platealmente che avrebbe rinunciato al compenso e abbandonato la trasmissione.
No, non vi proporremo il video. Ne girano già centinaia di versioni in rete, gli amanti della TV spazzatura non faticheranno a trovarlo. Vi proporremo piuttosto una riflessione. Il sistema mediatico italiano è così alla frutta che ha bisogno di inscenare una litigata in diretta pur di guadagnare qualche punto di share e tamponare l'irreversibile emorragia di ascolti che ormai da tempo lo affligge. Non hanno altra scelta, ormai. Dopo aver escluso dal dibattito qualsiasi vera forma di dissenso in nome della verità ufficiale negli ultimi due anni, oggi si accorgono che il loro pubblico è sempre più esiguo, sempre più scettico, sempre più annoiato dalla propaganda di regime in onda 24 ore su 24 a TV unificate. E che nemmeno questa basta a frenare la caduta di consenso del migliore dei migliori e del suo governo. Sono disperati. Sentono che il terreno sta vacillando sotto i loro piedi e diventano nervosi, collerici, aggressivi. Immancabile, naturalmente, il ricorso al turpiloquio. Si inventano un contraddittorio fittizio che essi per primi hanno voluto eliminare. Mandano in scena un dibattito, tutto interno a quel ristretto novero di portavoce selezionati di regime, per convincere quella minoranza che ancora li segue che da questa parte c’è democrazia e libertà di pensiero e dall’altra no.
Segnali inequivocabili di fine impero. Le persone disperate fanno cose disperate, recita un celebre motto. E più disperate sono, più diventano pericolose. Fanno paura. Non per quello che dicono o per quello che rappresentano. Ma perché sono disposte a tutto e a passare sopra tutto e tutti pur di rimandare la loro fine.2 052
06/06/2022 🟩 Notizia 2)
MASSIMO GILETTI PRESO A SBERLE DALLA MAESTRA
Ieri sera ho assistito ad uno spettacolo indecoroso e potente insieme. Massimo Giletti è stato strapazzato come un bambino delle elementari dalla sua maestra, che gli ha impartito una poderosa lezione di storia in diretta televisiva.
Il grande scoop di Giletti doveva essere una intervista in diretta con Maria Zakharova, la portavoce del ministro degli esteri Lavrov.
Per fate questa intervista Giletti è andato addirittura personalmente a Mosca, nonostante l’ intervista si sia volta via skype, con la Zakharova comodamente seduta a casa sua (avrei potuto farla io, identica, seduto a casa mia). Ma a parte la messinscena inutile, è nei contenuti che Giletti ci ha fatto la figura del merlo.
Prima di intervistare la Zakharova, infatti, Giletti era in collegamento con Massimo Cacciari, e durante lo scambio Giletti ha accennato alle polemiche che hanno preceduto questa sua intervista, dicendo che però secondo lui “il giornalista ha tutto il diritto di intervistare chi vuole, purchè ponga all’intervistato delle domande scomode, e non gli offra una semplice passerella per fare propaganda.”
Ma dal dire al fare… Giletti non conosce il mare.
Non appena iniziata l’intervista, infatti, si è capito che tipo di interlocutrice avesse davanti. Una donna con le idee chiare, ferma e impassibile, che rimandava seccamente al mittente ogni singola accusa, con tanto di interessi.
All’accusa di “aver illegittimamente invaso un paese sovrano”, Zakharova ha risposto che “anche voi della Nato avete fatto la stessa cosa con l’Iraq”.
All’accusa di “essersi allargati troppo intervenendo in Siria”, Zakharova ha risposto che loro erano intervenuti su legittima richiesta del capo di stato, Assad. E ha inoltre aggiunto che “quando la Russia ha proposto alle Nazioni Unite di combattere tutti insieme le bande dell’ISIS, è stata l’Unione Europea a dire di no e mettersi di traverso”.
All’accusa di aver operato una sanguinosa repressione in Cecenia, Zakharova ha risposto che è stato l’occidente a sobillare quelle rivolte.
Insomma, non se ne usciva: ad ogni servizio tagliato del dilettante Giletti, il master Djokovic rispondeva con un dritto vincente.
A quel punto Giletti ha cambiato strategia. Ha fatto un passo indietro, e ha tentato la carta dell’emozione: “Va bene, ok, tutti abbiamo fatto errori nel passato – ha ammesso - però adesso mettiamoci una pietra sopra, trattiamo e poniamo fine a questa guerra, perchè la gente sta morendo”.
E qui è arrivata la valanga di sberle sulla testa del nostro importuno scolaretto: “Così parlano i bambini – ha detto la Zakharova – Nel mondo degli adulti, la prima cosa che bisogna fare per capire le cose è guardare alla storia. Dove eravate voi italiani, quando otto anni fa gli americani hanno messo in atto un colpo di stato a Kiev, installando al potere il governo fascista di Poroshenko? Dove eravate, quando per otto anni il governo di Kiev ha bombardato incessantemente i suoi concittadini del Donbass?”
“Ma soprattutto - ha ricordato la Zakharova – lei viene adesso a parlarmi di trattare e di metterci d’accordo. Ma sono otto anni che Putin chiede all’Occidente di mettersi d’accordo sulla questione della Nato e degli equilibri internazionali. Ma voi in Occidente avete fatto tutti finta di niente, e adesso cercate di dare la colpa a noi per quello che succede?”
“Infine - è stata la sberla finale della Zakharova – voi occidentali dovete smetterla una volta tutte con questa vostra aria di superiorità intellettuale, come se foste voi quelli che hanno il diritto di impartire lezioni morali a tutti gli altri.”
Ci mancava soltanto un “vergogna Giletti, fila dietro alla lavagna” e la lezione sarebbe stata completata.
Povera Italia, rappresentata all’estero personaggi inconsistenti e impreparati come Giletti. Povera Italia, incapace di crescere, incapace di diventare adulta, incapace di uscire dalla sua ottica provinciale, incapace di assumersi una volta per tutte le proprie responsabilità con il resto del mondo.2 052
"I mezzi di comunicazione di massa, la stampa, la radio hanno portato all’asservimento di corpi ed anime ad un’autorità strategica mondiale. E in ciò sta la principale fonte di pericolo per l’umanità. Le moderne democrazie mascherano regimi tirannici; utilizzano i mezzi di comunicazione di massa come strumenti di disinformazione e di stravolgimento delle coscienze degli uomini."
- Albert Einstein
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06/06/2022 🟩 Notizia 1)
A NON È L'ARENA VA IN ONDA LA FINE DELL’IMPERO
Stasera a "Non è l'Arena" di Myrta Merlino è andata in onda una pièce teatrale di quinta categoria, eppure a suo modo illuminante circa il periodo che stiamo vivendo: la fine di un impero.
Con un'invettiva infuocata degna di miglior causa, il direttore di Libero, Alessandro Sallusti, ha attaccato violentemente Massimo Giletti, in collegamento da Mosca, accusandolo di aver dato spazio "alla peggiore propaganda". Ha definito il Cremlino "un palazzo di m...." ("il comunismo ha fatto i peggiori crimini"), ha definito la Zakharova "una cretina che non conosce la storia" e i giornalisti russi che accompagnavano Giletti, tra cui Vladimir Soloviev "dei c....ni". Il tutto prima di annunciare platealmente che avrebbe rinunciato al compenso e abbandonato la trasmissione.
No, non vi proporremo il video. Ne girano già centinaia di versioni in rete, gli amanti della TV spazzatura non faticheranno a trovarlo. Vi proporremo piuttosto una riflessione. Il sistema mediatico italiano è così alla frutta che ha bisogno di inscenare una litigata in diretta pur di guadagnare qualche punto di share e tamponare l'irreversibile emorragia di ascolti che ormai da tempo lo affligge. Non hanno altra scelta, ormai. Dopo aver escluso dal dibattito qualsiasi vera forma di dissenso in nome della verità ufficiale negli ultimi due anni, oggi si accorgono che il loro pubblico è sempre più esiguo, sempre più scettico, sempre più annoiato dalla propaganda di regime in onda 24 ore su 24 a TV unificate. E che nemmeno questa basta a frenare la caduta di consenso del migliore dei migliori e del suo governo. Sono disperati. Sentono che il terreno sta vacillando sotto i loro piedi e diventano nervosi, collerici, aggressivi. Immancabile, naturalmente, il ricorso al turpiloquio. Si inventano un contraddittorio fittizio che essi per primi hanno voluto eliminare. Mandano in scena un dibattito, tutto interno a quel ristretto novero di portavoce selezionati di regime, per convincere quella minoranza che ancora li segue che da questa parte c’è democrazia e libertà di pensiero e dall’altra no.
Segnali inequivocabili di fine impero. Le persone disperate fanno cose disperate, recita un celebre motto. E più disperate sono, più diventano pericolose. Fanno paura. Non per quello che dicono o per quello che rappresentano. Ma perché sono disposte a tutto e a passare sopra tutto e tutti pur di rimandare la loro fine.