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Don Francesco d'Erasmo

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La fortezza è divenuta desolata, un luogo spopolato, abbandonato come un deserto; vi pascola il vitello, vi si sdraia e ne bruca gli arbusti. I suoi rami seccandosi si spezzeranno; le donne verranno ad accendervi il fuoco. Certo, si tratta di un popolo privo di intelligenza; per questo non ne avrà pietà chi lo ha creato, né compassione chi lo ha fatto. In quel giorno, dal corso dell’Eufrate al torrente d’Egitto, il Signore batterà le spighe e voi sarete raccolti uno a uno, Israeliti. In quel giorno suonerà la grande tromba, verranno gli sperduti in Assiria e i dispersi in Egitto. Essi si prostreranno al Signore sul monte santo, in Gerusalemme Parola di Dio Rendiamo grazie a Dio

contenuto dal mondo intero, come poteva venir percepito dall’angusto sguardo umano? Si deve rispondere che l’esigenza dell’amore non bada a quel che sarà, che cosa debba, che cosa gli sia possibile. L’amore non si arresta davanti all’impossibile, non si attenua di fronte alle difficoltà. L’amore, se non raggiunge quel che brama, uccide l’amante; e perciò va dove è attratto, non dove dovrebbe. L’amore genera il desiderio, aumenta d’ardore e l’ardore tende al vietato. E che più? L’amore non può trattenersi dal vedere ciò che ama; per questo tutti i santi stimarono ben poco ciò che avevano ottenuto, se non arrivavano a vedere Dio. Perciò l’amore che brama vedere Dio, benché non abbia discrezione, ha tuttavia ardore di pietà. Perciò Mosè arriva a dire: Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, fammi vedere il tuo volto (cfr. Es 33, 13). Per questo anche il salmista dice: Mostrami il tuo volto (cfr. Sal 79, 4). Gli stessi pagani infatti hanno plasmato gli idoli, per poter vedere con gli occhi, nelle loro stesse aberrazioni, quel che adoravano. Dai «Discorsi» di san Pietro Crisòlogo, vescovo

Dio promise la salvezza eterna e la vita beata senza fine con gli angeli e l’eredità incorruttibile, la gloria eterna, la dolcezza del suo volto, la dimora santa nei cieli e, dopo la risurrezione, la fine della paura della morte. Queste le promesse finali verso cui è volta tutta la nostra tensione spirituale: quando le avremo conseguite, niente più cercheremo, niente più domanderemo. Ma, nel promettere e nel preannunciare, Dio volle anche indicare per quale via si giungerà alle realtà ultime. Promise agli uomini la divinità, ai mortali l’immortalità, ai peccatori la giustificazione, ai disprezzati la glorificazione. Sembrava però incredibile agli uomini ciò che Dio prometteva: che essi dalla loro condizione di mortalità, di corruzione, di miseria, di debolezza, da polvere e cenere che erano, sarebbero diventati uguali agli angeli di Dio. E perché gli uomini credessero, oltre al patto scritto, Dio volle anche un mediatore della sua fedeltà. E volle che fosse non un principe qualunque o un qualunque angelo o arcangelo, ma il suo unico Figlio, per mostrare, per mezzo di lui, per quale strada ci avrebbe condotti a quel fine che aveva promesso. Ma era poco per Dio fare del suo Figlio colui che indica la strada: rese lui stesso via, perché tu camminassi guidato da lui sul suo stesso cammino. Si doveva dunque preannunciare con profezie che l’unico Figlio di Dio sarebbe venuto tra gli uomini, avrebbe assunto la natura umana e sarebbe così diventato uomo e sarebbe morto, risorto, asceso al cielo, si sarebbe assiso alla destra del Padre; egli avrebbe dato compimento tra i popoli alle promesse e, dopo questo, avrebbe anche compiuto la promessa di tornare a riscuotere i frutti di ciò che aveva dispensato, a distinguere i vasi dell’ira dai vasi della misericordia, rendendo agli empi ciò che aveva minacciato, ai giusti ciò che aveva promesso. Tutto ciò doveva essere preannunziato, perché altrimenti egli avrebbe destato spavento. E così fu atteso con speranza, perché già contemplato nella fede. Dal «Commento sui salmi» di sant’Agostino, vescovo Responsorio ℣. Ritornerà il nostro Dio e avrà ancora pietà di noi.Calpesterà le nostre colpe e getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati. ℟. Ritornerà il nostro Dio e avrà ancora pietà di noi.Calpesterà le nostre colpe e getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati. ℣. Di lui tutti i profeti danno testimonianza: chiunque crede in lui ottiene nel suo nome la remissione dei peccati. ℟. Calpesterà le nostre colpe e getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati. Orazione ℣. O Dio onnipotente, che ci chiami a preparare la via al Cristo Signore, fa’ che per la debolezza della nostra fede non ci stanchiamo di attendere la consolante presenza del medico celeste. Per il nostro Signore. ℟. Amen

Ordisci insidie ogni giorno; † la tua lingua è come lama affilata, * artefice di inganni. Tu preferisci il male al bene, † la menzogna al parlare sincero. * Ami ogni parola di rovina, o lingua di impostura. Perciò Dio ti demolirà per sempre, † ti spezzerà e ti strapperà dalla tenda * e ti sradicherà dalla terra dei viventi. Vedendo, i giusti saran presi da timore * e di lui rideranno: «Ecco l’uomo che non ha posto in Dio la sua difesa, † ma confidava nella sua grande ricchezza * e si faceva forte dei suoi crimini». Io invece come olivo verdeggiante nella casa di Dio. † Mi abbandono alla fedeltà di Dio * ora e per sempre. Voglio renderti grazie in eterno * per quanto hai operato; spero nel tuo nome, perché è buono, * davanti ai tuoi fedeli. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito santo. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. Fiorente come un olivo chi si abbandona in Dio. Versetto ℣. Fa’ che torniamo a te, Signore nostro Dio: ℟. mostraci il tuo volto, e saremo salvi. Prima lettura Ciclo annuale Ciclo biennale Dal libro del profeta Isaia Is 25, 6 – 26, 6 Il Signore preparerà un banchetto per tutti i popoli; i redenti canteranno vittoria In quel giorno, il Signore degli eserciti preparerà su questo monte un banchetto di grasse vivande, per tutti i popoli, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre che copriva tutte le genti. Eliminerà la morte per sempre; il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto; farà scomparire da tutto il paese la condizione disonorevole del suo popolo, poiché il Signore ha parlato. E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse; questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza. Poiché la mano del Signore si poserà su questo monte». Moab invece sarà calpestato al suolo, come si pesta la paglia nella concimaia. Là esso stenderà le mani, come le distende il nuotatore per nuotare; ma il Signore abbasserà la sua superbia, nonostante l’annaspare delle sue mani. L’eccelsa fortezza delle tue mura egli abbatterà e demolirà, la raderà al suolo. In quel giorno si canterà questo canto nel paese di Giuda: «Abbiamo una città forte; egli ha eretto a nostra salvezza mura e baluardo. Aprite le porte: entri il popolo giusto che si mantiene fedele. Il suo animo è saldo; tu gli assicurerai la pace, pace perché in te ha fiducia. Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna; perché egli ha abbattuto coloro che abitavano in alto; la città eccelsa l’ha rovesciata, rovesciata fino a terra, l’ha rasa al suolo. I piedi la calpestano, i piedi degli oppressi, i passi dei poveri». Responsorio ℣. Udii una voce potente: Ecco la dimora di Dio con gli uomini. Abiterà con loro, essi saranno suo popolo ed egli sarà Dio-con-loro. ℟. Udii una voce potente: Ecco la dimora di Dio con gli uomini. Abiterà con loro, essi saranno suo popolo ed egli sarà Dio-con-loro. ℣. Dio distruggerà la morte per sempre; asciugherà le lacrime su ogni volto; ℟. essi saranno suo popolo ed egli sarà Dio-con-loro. Seconda lettura Ciclo annuale Ciclo biennale Dal «Commento sui salmi» di sant’Agostino, vescovo (Sal 109, 1-3; CCL 40, 1601-1603) Le promesse di Dio sono compiute per mezzo del Cristo suo Figlio Dio stabilì un tempo per le sue promesse e un tempo per il compimento di esse. Dai profeti fino a Giovanni Battista fu il tempo delle promesse; da Giovanni Battista fino alla fine dei tempi è il tempo del loro compimento. Fedele è Dio, che si fece nostro debitore non perché abbia ricevuto qualcosa da noi, ma perché ci ha promesso cose davvero grandissime. Pareva poco la promessa: Egli volle vincolarsi anche con un patto scritto, come obbligandosi con noi con la cambiale delle sue promesse, perché, quando cominciasse a pagare ciò che aveva promesso, noi potessimo verificare l’ordine dei pagamenti. Dunque il tempo dei profeti era di predizione delle promesse.

II settimana di Avvento MERCOLEDÌ · Settimana II salterio · Feria Ufficio delle Leture Se è la prima preghiera del giorno, si omette la seguente Invocazione e si inizia con l’Invitatorio. Se non è la prima preghiera del giorno, si dice l’Invocazione e si prosegue con l’Inno. Invocazione iniziale † Si fa il segno della croce mentre si dice: ℣. O Dio, vieni a salvarmi. ℟. Signore, vieni presto in mio aiuto. ℣. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo ℟. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. Invitatorio † Si fa il segno della croce sulla bocca mentre si dice: ℣. O Dio, vieni a salvarmi. ℟. Signore, vieni presto in mio aiuto. Ant. Venite, adoriamo il Signore che viene per noi. Sal 94 Sal 99 Sal 66 Sal 23 Salmo 99: La gioia di coloro che entrano nel tempio Acclamate al Signore, voi tutti della terra, servite il Signore nella gioia, presentatevi a lui con esultanza. Si ripete l'antifona Riconoscete che il Signore è Dio; egli ci ha fatti e noi siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo. Si ripete l'antifona Varcate le sue porte con inni di grazie, i suoi atri con canti di lode, lodatelo, benedite il suo nome; Si ripete l'antifona poiché buono è il Signore, eterna la sua misericordia, la sua fedeltà per ogni generazione. Si ripete l'antifona Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. Ant. Venite, adoriamo il Signore che viene per noi. Inno Verbo, splendore del Padre, nella pienezza dei tempi tu sei disceso dal cielo, per redimere il mondo. Il tuo vangelo di pace ci liberi da ogni colpa, infonda luce alle menti, speranza ai nostri cuori. Quando verrai come giudice, fra gli splendori del cielo, accoglici alla tua destra nell’assemblea dei beati. Sia lode al Cristo Signore, al Padre e al Santo Spirito, com’era nel principio, ora e nei secoli eterni. Amen. Salmodia Ant. 1. Nell’intimo soffriamo, aspettando la redenzione del nostro corpo. Salmo 38 I (2-7): Preghiera nella malattia Ho detto: «Veglierò sulla mia condotta * per non peccare con la mia lingua; porrò un freno alla mia bocca * mentre l’empio mi sta dinanzi». Sono rimasto quieto in silenzio: tacevo privo di bene, * la sua fortuna ha esasperato il mio dolore. Ardeva il cuore nel mio petto, * al ripensarci è divampato il fuoco; allora ho parlato: * «Rivelami, Signore, la mia fine; quale sia la misura dei miei giorni * e saprò quanto è breve la mia vita». Vedi, in pochi palmi hai misurato i miei giorni, * la mia esistenza davanti a te è un nulla. Solo un soffio è ogni uomo che vive, * come ombra è l’uomo che passa; solo un soffio che si agita, * accumula ricchezze e non sa chi le raccolga. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito santo. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. Nell’intimo soffriamo, aspettando la redenzione del nostro corpo. Ant. 2. Ascolta la mia preghiera, Signore, non essere sordo al mio pianto. II (8-14) Ora, che attendo, Signore? * In te la mia speranza. Liberami da tutte le mie colpe, * non rendermi scherno dello stolto. Sto in silenzio, non apro bocca, * perché sei tu che agisci. Allontana da me i tuoi colpi: * sono distrutto sotto il peso della tua mano. Castigando il suo peccato tu correggi l’uomo, † corrodi come tarlo i suoi tesori. * Ogni uomo non è che un soffio. Ascolta la mia preghiera, Signore, * porgi l’orecchio al mio grido, non essere sordo alle mie lacrime, † poiché io sono un forestiero, * uno straniero come tutti i miei padri. Distogli il tuo sguardo, che io respiri, * prima che me ne vada e più non sia. Gloria al Padre e al Figlio * e allo Spirito santo. Come era nel principio e ora e sempre * nei secoli dei secoli. Amen. Ant. Ascolta la mia preghiera, Signore, non essere sordo al mio pianto. Ant. 3. Fiorente come un olivo chi si abbandona in Dio. Salmo 51: Contro un calunniatore Perché ti vanti del male, * o prepotente nella tua malizia?

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Crisòlogo, vescovo Responsorio ℣. Come una madre consola il figlio, così io vi consolerò, dice il Signore; da Gerusalemme, città che mi è cara, verrà a voi l’aiuto. Vedrete, e gioirà il vostro cuore. ℟. Come una madre consola il figlio, così io vi consolerò, dice il Signore; da Gerusalemme, città che mi è cara, verrà a voi l’aiuto. Vedrete, e gioirà il vostro cuore. ℣. In Sion darò la salvezza, in Gerusalemme la mia gloria. ℟. Vedrete, e gioirà il vostro cuore. Orazione ℣. Risveglia, o Dio, la fede del tuo popolo perché prepari le vie del tuo unico Figlio, e per il mistero della sua venuta possa servirti con la santità della vita. Per il nostro Signore. ℟. Amen

Vangelo Mt 11, 11-15 • Non ci fu uomo più grande di Giovanni Battista. Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, Gesù disse alle folle: «In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell'Elìa che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!». Parola del Signore Lode a te o Cristo

Prima lettura Is 41, 13-20 • Io sono il tuo redentore, il Santo d'Israele. Io sono il Signore, tuo Dio, che ti tengo per la destra e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto». Non temere, vermiciattolo di Giacobbe, larva d'Israele; io vengo in tuo aiuto - oràcolo del Signore -, tuo redentore è il Santo d'Israele. Ecco, ti rendo come una trebbia acuminata, nuova, munita di molte punte; tu trebbierai i monti e li stritolerai, ridurrai i colli in pula. Li vaglierai e il vento li porterà via, il turbine li disperderà. Tu, invece, gioirai nel Signore, ti vanterai del Santo d'Israele. I miseri e i poveri cercano acqua ma non c'è; la loro lingua è riarsa per la sete. Io, il Signore, risponderò loro, io, Dio d'Israele, non li abbandonerò. Farò scaturire fiumi su brulle colline, fontane in mezzo alle valli; cambierò il deserto in un lago d'acqua, la terra arida in zona di sorgenti. Nel deserto pianterò cedri, acacie, mirti e ulivi; nella steppa porrò cipressi, olmi e abeti; perché vedano e sappiano, considerino e comprendano a un tempo che questo ha fatto la mano del Signore, lo ha creato il Santo d'Israele. Parola di Dio Rendiamo grazie a Dio

Si sveglieranno ed esulteranno quelli che giacciono nella polvere, perché la tua rugiada è rugiada luminosa; la terra darà alla luce le ombre. Va’, popolo mio, entra nelle tue stanze e chiudi la porta dietro di te. Nasconditi per un istante, finché non sia passato lo sdegno. Perché, ecco, il Signore esce dalla sua dimora per punire le offese fatte a lui dagli abitanti della terra; la terra ributterà fuori il sangue assorbito e più non coprirà i suoi cadaveri. Parola di Dio Rendiamo grazie a Dio

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5.857 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 09/12/2025 https://www.apelosurgentes.com.br/it-it/mensagens/5857

5.857 – Mensagem de Nossa Senhora Rainha da Paz, transmitida em 09/12/2025 https://www.apelosurgentes.com.br/pt-br/mensagens/5857

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Deo gratias!

Leone XIV sulla Moschea Blu: «Il mio luogo di preghiera è davanti al Santissimo Sacramento» – INFOVATICANA https://infovaticana.com/it/2025/12/10/leone-xiv-sulla-moschea-blu-il-mio-luogo-di-preghiera-e-davanti-al-santissimo-sacramento/

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