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Don Francesco d'Erasmo

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Dalla lettera agli Ebrei 7, 11-28 Il sacerdozio eterno di Cristo Se la perfezione ci fosse stata per mezzo del sacerdozio levitico – sotto di esso infatti il popolo ha ricevuto la legge – che bisogno c’era che sorgesse un sacerdote differente alla maniera di Melchisedek, e che non venisse detto sacerdote alla maniera di Aronne? Infatti, se viene mutato il sacerdozio, avviene necessariamente anche un mutamento della legge. Ora l’individuo di cui si dicono tali cose è membro di un’altra tribù, della quale nessuno mai fu addetto all’altare. È noto infatti che il Signore nostro è germogliato da Giuda e che riferendosi a questa tribù Mosè non disse nulla riguardo al sacerdozio. Ciò risulta ancor più evidente dal momento che sorge, a somiglianza di Melchisedek, un sacerdote differente, che non è diventato tale per ragione di una prescrizione carnale, ma per la potenza di una vita indefettibile. Gli è resa infatti questa testimonianza: Tu sei sacerdote in eterno alla maniera di Melchisedek (Sal 109, 4). Si ha così l’abrogazione di un ordinamento precedente a causa della sua debolezza e inutilità – poiché la legge non ha portato nulla alla perfezione – e l’introduzione di una speranza migliore, grazie alla quale ci avviciniamo a Dio. Inoltre ciò non avvenne senza giuramento. Quelli infatti diventavano sacerdoti senza giuramento; costui al contrario con un giuramento di colui che gli ha detto: Il Signore ha giurato e non si pentirà: tu sei sacerdote per sempre (Sal 109, 4). Per questo, Gesù è diventato garante di un’alleanza migliore. Inoltre, quelli sono diventati sacerdoti in gran numero, perché la morte impediva loro di durare a lungo; egli invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore. Tale era infatti il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli; che non ha bisogno ogni giorno, come gli altri sommi sacerdoti, di offrire sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo, poiché egli ha fatto questo una volta per tutte, offrendo se stesso. La legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza, ma la parola del giuramento, posteriore alla legge, costituisce tale il Figlio reso perfetto in eterno. Parola di Dio Rendiamo grazie a Dio

Ma voi sapevate che la traduzione del Nuovo Testamento curata dalla Cei nel 2008 è fondata su uno studio protestante? | Aldo Maria Valli https://www.aldomariavalli.it/2026/03/26/ma-voi-sapevate-che-la-traduzione-del-nuovo-testamento-curata-dalla-cei-nel-2008-e-fondata-su-uno-studio-protestante/amp/

Che vergogna!

Messaggio del Santo Padre in occasione dell’Insediamento dell’Arcivescovo di Canterbury (20 marzo 2026) https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/messages/pont-messages/2026/documents/20260320-arcivescovo-canterbury.html

O "Fiat" de Maria | FSSP Portugal https://www.fssp.pt/itens/o-%22fiat%22-de-maria

Nuova attualizzazione dell'app del rito tridentino, permette di scaricare e usare offline un mese o un anno intero

Epistola Dal libro del profeta Daniele. Dan 3:25, 34-45 In quei giorni Azaria pregò il Signore: «Signore Dio nostro, deh! non ci abbandonare per sempre, te ne scongiuriamo per amor del tuo nome, non distruggere la tua Alleanza; non ritirare da noi la tua misericordia, per amore di Abramo tuo amico, di Isacco tuo servo, di Israele tuo santo, ai quali parlasti, promettendo di moltiplicare la loro stirpe come le stelle del cielo, come l'arena che è sulla spiaggia del mare. Ed ora invece, o Signore, noi siam divenuti più piccoli di qualunque altra nazione, ora siamo umiliati per tutta la terra a causa dei nostri peccati. Ora non abbiamo più né principe, né capo, né profeta, né olocausto, né sacrificio, né ablazione, né incenso, né luogo per presentarti le primizie e ottenere la tua misericordia. Ma accoglici ora con l'offerta di un cuore contrito e di uno spirito umiliato, come quando ci ricevevi con l'olocausto di arieti e di tori; come col sacrificio di mille pingui agnelli. Cosi sia il nostro sacrificio oggi al tuo cospetto, che ti sia accetto poiché non possono restar confusi quelli che in te confidano. Ora noi ti seguiamo con tutto il cuore, ti temiamo e cerchiamo il tuo favore. Fa' che non restiamo confusi; trattaci secondo la tua benignità, secondo la grandezza della tua misericordia; salvaci coi tuoi prodigi e da' gloria, o Signore, al tuo nome. Siano confusi tutti coloro che minacciano i tuoi servi, sian confusi da tutta la tua potenza; sia annientata la loro fortezza, e conoscano che tu sei il Signore, il solo Dio, il glorioso sopra tutta la terra, o Signore Dio nostro». ℟. Grazie a Dio.

La Giustizia approva l’eutanasia di Noelia ore prima della sua applicazione e la CEE esprime “profondo dolore” – INFOVATICANA https://infovaticana.com/it/2026/03/26/la-giustizia-convalida-leutanasia-di-noelia-ore-prima-della-sua-applicazione-e-la-cee-esprime-profondo-dolore/

5.856 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, nella Festa dell'Immacolata Concezione, trasmesso il 08/12/2025 https://www.apelosurgentes.com.br/it-it/mensagens/5856

5.856 – Mensagem de Nossa Senhora Rainha da Paz, na Festa da Imaculada Conceição, transmitida em 08/12/2025 https://www.apelosurgentes.com.br/pt-br/mensagens/5856

Geoingegneria Climatica: fra Dati, Dubbi, e Narrazioni. Maria Heibel a Cinzia Notaro. - STILUM CURIAE https://www.marcotosatti.com/2026/03/25/geoingegneria-climatica-fra-dati-dubbi-e-narrazioni-maria-heibel-a-cinzia-notaro/

Ep*ste*in Files, il Nome che Compare 12.000 Volte, e Nessuno Vuole Pronunciare o Scrivere. - STILUM CURIAE https://www.marcotosatti.com/2026/03/25/epstein-files-il-nome-che-compare-12-000-volte-e-nessuno-vuole-pronunciare-o-scrivere/

5.900 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 21/03/2026 https://www.apelosurgentes.com.br/it-it/mensagens/5900

Un vescovo sposato sulla polemica della foto di Prevost: «Possiamo parlare alla Pachamama come parliamo ai santi» – INFOVATICANA https://infovaticana.com/it/2026/03/24/un-vescovo-sposato-sulla-polemica-della-foto-di-prevost-possiamo-parlare-alla-pachamama-come-parliamo-ai-santi/

Seguito + del Santo Vangelo secondo Giovanni. ℟. Gloria a Te, o Signore! Joann 7:1-13 In quel tempo Gesù percorreva la Galilea, non volendo andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di farlo morire. Ed era imminente la festa dei Tabernacoli. Gli dissero pertanto i suoi fratelli: «Parti di qua e vattene in Giudea, affinché anche quei discepoli tuoi vedano le opere da te fatte; ché certo nessuno il quale cerchi di essere acclamato in pubblico fa di nascosto le opere sue; e se fai tanto, fatti conoscere al mondo». Or nemmeno i suoi fratelli credevano in lui. Ma Gesù disse loro: «Non è ancora venuto il mio tempo; ma per voi è sempre tempo. Il mondo non può odiarvi, ma odia me, perché faccio vedere che le opere sue sono malvage. Andate voi a questa festa, io non ci vengo, perché non è ancora il mio tempo». Ciò detto, si trattenne in Galilea. Ma partiti i suoi fratelli, andò alla festa anche lui, non pubblicamente, ma quasi di nascosto. Intanto i Giudei lo aspettavano alla festa e dicevano: «Lui dov'è?». E un gran sussurro si faceva sul conto di Lui tra la gente. Chi diceva: «È buono». Chi: «No, anzi, travia il popolo». Ma nessuno ne parlava pubblicamente per paura dei Giudei. ℟. Lode a Te, o Cristo. S. Per questi evangelici detti siano perdonati i nostri peccati.

Sequéntia + sancti Evangélii secúndum Ioánnem ℟. Glória tibi, Dómine. Ioann 7:1-13 In illo témpore: Ambulábat Iesus in Galilǽam, non enim volébat in Iudǽam ambuláre, quia quærébant eum Iudǽi interfícere. Erat autem in próximo dies festus Iudæórum, Scenopégia. Dixérunt autem ad eum fratres eius: Transi hinc, et vade in Iudǽam, ut et discípuli tui vídeant ópera tua, quæ facis. Nemo quippe in occúlto quid facit, et quærit ipse in palam esse: si hæc facis, manifésta teipsum mundo. Neque enim fratres eius credébant in eum. Dixit ergo eis Iesus: Tempus meum nondum advénit: tempus autem vestrum semper est parátum. Non potest mundus odísse vos: me autem odit: quia ego testimónium perhíbeo de illo, quod ópera eius mala sunt. Vos ascéndite ad diem festum hunc, ego autem non ascéndo ad diem festum istum: quia meum tempus nondum implétum est. Hæc cum dixísset, ipse mansit in Galilǽa. Ut autem ascendérunt fratres eius, tunc et ipse ascéndit ad diem festum non maniféste, sed quasi in occúlto. Iudǽi ergo quærébant eum in die festo, et dicébant: Ubi est ille? Et murmur multum erat in turba de eo. Quidam enim dicébant: Quia bonus est. Alii autem dicébant: Non, sed sedúcit turbas. Nemo tamen palam loquebátur de illo, propter metum Iudæórum. ℟. Laus tibi, Christe. S. Per Evangélica dicta, deleántur nostra delícta.