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Elisa Renaldin | Vita Fuori Copione 🎭

Elisa Renaldin | Vita Fuori Copione 🎭

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Appunti random su libertà, relazioni, presenza e creatività. Aiuto umani stanchi del solito copione, a riprendersi il ruolo di protagonisti.

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A volte capita di comportarsi in un modo che non è il nostro... Vorresti dire una cosa e non la dici, vorresti fare una cosa e non la fai... oppure non vorresti dire o fare una cosa e ti ritrovi a dire o a fare esattamente quello. Quello/a non sei tu. Sono le tue programmazioni. Sono comportamenti acquisiti, sono credenze installate, sono adattamenti che arrivano da un passato in cui ci si è dovuti proteggere da qualcosa o da qualcuno. Spesso sono le voci di qualcuno per noi importante, che con le sue "sentenze" ancora riecheggia da un tempo remotissimo. Finché non ce ne accorgiamo, continuiamo a procedere in modo automatico. Salvo poi rammaricarci per aver o non aver detto, fatto. Ma, se arriva, questa consapevolezza sopraggiunge sempre DOPO. Per questo parlo di atto liberativo e non evolutivo. Non c'è niente da evolvere, c'è da ripulire, togliere, alleggerire, liberare. E là sotto, magicamente, emerge un Sé Autentico che fa e dice la cosa giusta. Per arrivarci, bisogna partire da qualcosa: dal rapporto con se stessi. Guardare dentro, osservare, e con ostinata gentilezza (o con gentile ostinazione), iniziare a sciogliere un nodo dopo l'altro. Per questo ho creato il percorso "Tutto è Relazione: quando tu cambi, cambia tutto", il cui primo step si intitola "Ritorno alle Origini". Prossime date: 31.01, 01.02 a VARESE 28, 29.03 a PADOVA Non rimandare. Il momento è adesso. https://elisarenaldin.it/ritorno-alle-origini/

"Vedere per credere" è un assunto vecchio quanto il mondo, ma non sempre risponde a verità. Quando gli occhi sono "chiusi", o "ciechi", vedere non basta. Tante volte nemmeno di fronte all'evidenza più spudorata, si vuole ammettere che sia "proprio così". Perché? Per difesa, per paura, per rabbia (notoriamente "cieca"). E allora entra in campo l'altro assunto, quello che richiede di mettersi in gioco per avere le cosiddette "prove", e cioè: "credere per vedere". Che differenza c'è? Qui i fattori sono invertiti: non si tratta di mettersi a caccia di indizi che, comunque, una mente chiusa o un animo irrigidito non potranno mai vedere. Si tratta di mollare le certezze, buttare via tutto quello che si è creduto vero, inscalfibile e assoluto fino ad ora, e mettersi nell'attitudine di osservare e "ricevere". Senza fretta, senza aspettative, senza parametri, senza riferimenti o modelli preincartati da altri, ma coscientemente scelti. "Semplicemente", si inserisce un nuovo codice, che suona più o meno così: "vediamo un po' che succede", o "...e se...?" (che lascia la porta aperta alla fantasia e alla possibilità). Ebbene, orientare il pensiero e lo sguardo, letteralmente ci inonda di "prove", sia in positivo che in negativo. È LA CREDENZA, che mette davanti ai nostri occhi le conferme, non il contrario. So che è dura da accettare, per i puristi della "verità nuda e cruda ad ogni costo". Ma quella "verità" ha un costo elevatissimo: l'eliminazione di tutte le altre possibilità. È qui che sorge la domanda: vuoi avere regione o vuoi essere felice?", perché da questo si delineerà tutto ciò che vedremo, nel bene o nel male. Nei Recinti Percettivi, cercano di metterci. Ma dai Recinti Percettivi, dobbiamo scegliere di uscire. O sarà l'ennesima conferma dello stesso film..... E tu, cos'hai scelto di vedere? O meglio: cos'hai scelto di credere?

...e già che siete in vena di letture (vero??) date un'occhiata al nuovo percorso che si sta delineando. Iniziate il 2026 così, mi pare una bella idea. P.S.: pregasi spargere il verbo 😎

Con tutta probabilità, il nuovo nome del canale sarà: Umanità all'Unisono come la pagina del sito che descrive: - il progetto - la tribù che ne fa parte 👇👇👇👇👇

Buona Vigilia e Buon Natale, indipendentemente da come decidete di viverlo. Il mondo è innegabilmente pervaso da un'energia particolare, in questi giorni, e al di là di ciò che gli altri fanno, dicono o pensano, ognuno di noi ha la facoltà e la libertà di scegliere su che frequenze stare, da solo o in compagnia, in famiglia o con amici, con regali o senza regali. Sfruttare l'onda energetica dominante a nostro vantaggio, anziché subirla, è pur sempre esercitare il libero arbitrio. Perciò, che sia una festa arbitrariamente scelta nella libertà di sentirsi nel miglior modo possibile. 🌟✨💖✨🌟 Un abbraccio a tutti voi (o almeno a chi legge...) 😜 Elisa💫

Si replica a Varese! E si inizia l'anno alla grande 😊🌟 https://elisarenaldin.it/ritorno-alle-origini/
Si replica a Varese! E si inizia l'anno alla grande 😊🌟 https://elisarenaldin.it/ritorno-alle-origini/

Creare sicurezza Rendere possibile l’amore Questo non è un esercizio. È un rito biologico. Mi sdraio oppure mi siedo con i piedi ben a terra. Una mano sullo sterno. Una mano sull’addome basso. Cuore. Diaframma. Intestino. Nervo vago. Qui l’amore diventa anatomia. Inspiro dal naso contando fino a quattro porto l’aria nella pancia Espiro dalla bocca contando fino a sei l’espirazione lunga è il linguaggio della sicurezza. Non massaggio. Non correggo. Ascolto. Sento il calore il battito il movimento lento degli organi. Dentro di me ripeto Posso restare Resto così alcuni minuti. Quando mi rialzo lo faccio lentamente come se il corpo stesse ancora decidendo di fidarsi della vita. Una domenica vera L’amore non è un lusso emotivo. È un bisogno primario. Senza amore il corpo sopravvive. Con l’amore il corpo fiorisce. Oggi che è domenica non aggiustiamo nulla. Non guarigiamo nulla. Creiamo spazio. E lasciamo che l’essenziale faccia il suo mestiere in silenzio come ha sempre fatto". Buon Soltizio d'Amore 💖

Dalla pagina FB di Giuseppe Totaro Osteopata: "21 dicembre IL CATALIZZATORE DELL’AMORE Anatomia dell’essenziale Una domenica senza patologie Oggi è domenica. E la domenica il corpo chiede tregua. Non vuole essere corretto. Non vuole essere aggiustato. Non vuole essere sezionato in diagnosi. Oggi il corpo vuole essere riconosciuto. Per questo oggi non parlerò di patologie. Non parlerò di dolore. Non parlerò di ciò che non funziona. Oggi parlerò di ciò che tiene insieme tutto. Della parte più essenziale del nostro corpo. Quella che, se crolla, fa ammalare tutto. E che, se è integra, permette anche alla ferita di respirare. Oggi parlo di amore. Non come sentimento. Non come idea. Non come promessa. Ma come struttura biologica della sicurezza. DOVE NASCE DAVVERO L’AMORE L’amore non nasce nel cuore. Il cuore è un esecutore meraviglioso ma non è un decisore. L’amore nasce nel cervello arcaico. Nel sistema limbico. Nelle zone che non parlano ma registrano. Amigdala. Ippocampo. Ipotalamo. Qui non esistono parole. Esistono solo due domande: Sono al sicuro o devo difendermi Quando la risposta è difendermi il corpo chiude contrae trattiene vigila. Quando la risposta è sono al sicuro accade qualcosa di rarissimo e potentissimo. Il corpo si apre. È in quel momento che viene rilasciata la molecola più sottovalutata e più rivoluzionaria della nostra biologia. L’ossitocina. L’OSSITOCINA La molecola che non fa rumore L’ossitocina non eccita. Non dà euforia. Non promette eternità. L’ossitocina permette. Permette al cuore di rallentare. Permette al respiro di scendere. Permette all’intestino di mollare la presa. Permette alla fascia di diventare più elastica. Permette al sistema immunitario di smettere di combattere fantasmi. È la molecola che dice al corpo non devi reagire puoi restare. Viene rilasciata nel contatto sicuro. Nel tocco senza scopo. Nell’abbraccio non strategico. Nello sguardo che non invade. Nella voce che non pretende. L’ossitocina è amore che non chiede. LA DOPAMINA La scintilla che da sola non basta Poi arriva lei. La dopamina. Circuiti precisi. Area tegmentale ventrale. Nucleo accumbens. È la molecola del desiderio. Della spinta. Della direzione. È quella che ti fa dire lo voglio lo cerco ci penso. Ma la scienza qui è chiara e non fa sconti. La dopamina ama la novità non la presenza. Se resta sola diventa dipendenza. Diventa ossessione. Diventa fame. La dopamina accende. L’ossitocina stabilizza. Solo insieme diventano amore. Altrimenti diventano inseguimento. IL GRANDE REGISTA Il nervo vago Sopra tutto questo come un filo invisibile scorre lui. Il nervo vago. Il nervo che dice al corpo se il mondo è abitabile o pericoloso. Quando il nervo vago è libero la voce si abbassa il volto si ammorbidisce il diaframma scende il battito si armonizza. Quando il nervo vago è in allarme l’amore diventa controllo ansia gelosia paura di perdere bisogno costante di conferme. Il corpo ama come è stato regolato. Ama come ha imparato a respirare. Ama come è stato toccato quando non poteva scappare. Questa non è psicologia romantica. È neurofisiologia. LA VERITÀ CHE FA MALE MA CURA Non scegliamo chi amare. Il corpo sceglie chi lo fa sentire familiare. A volte familiare significa sicuro. A volte significa conosciuto anche se doloroso. L’amore non è morale. È coerente con la nostra storia biologica. E maturare non significa trovare la persona giusta. Significa regolare il sistema nervoso per poter riconoscere ciò che è sano. MANTRA DELL’AMORE BIOLOGICO Questo mantra non serve alla mente. Serve al corpo. Va detto lentamente. Con voce bassa. Meglio se a occhi chiusi. Inspirando dal naso Io sono al sicuro nel mio corpo Espirando lentamente dalla bocca Posso lasciarmi andare Inspirando Il mio cuore riconosce ciò che è vero Espirando Il mio sistema nervoso si fida Inspirando Non devo rincorrere l’amore Espirando L’amore arriva quando sono presente Ripeti senza aspettarti emozioni. Se arriva silenzio è il segno che stai parlando alla parte giusta di te. AUTO TRATTAMENTO

Ci vediamo mercoledì 10 in diretta per parlare di RELAZIONI

Fermati un momento. Quasi tutto quello che pensi e a cui credi, ti è stato detto da qualcuno. Le teorie e i concetti a cui dai credito, sono l'elaborato di qualcun altro. E puoi dirmi quanto vuoi che "na-ma-lo-penso-davvero- anch'io-blablabla". No. Nella quasi totalità dei casi, ti è stato passato da altri. È un problema? Non necessariamente, ma quasi inevitabilmente lo diventa, se consideriamo che le idee entrano nell'asse identitario, vale a dire che si fonda la propria identità sulla base delle idee (proprie o indotte). È lì il guaio. Uno dei torti più grandi fatti al genere umano, è stato privarlo della sua autonomia, di pensare e di sentire. Di distinguere il vero dal falso, di imparare a discernere. È invece stato indotto a credere e a giudicare ciò che non è in linea col suo pensiero. Una guerra tra ideologie, che diventa una guerra tra esseri umani. Ed ecco sfornati una serie di Recinti Percettivi, che privano della Visione Autentica per imporre una versione dei fatti "certificata", comunemente accettata, considerata valida. Il punto è che ci sono varie "versioni valide", ma sono pur sempre soggettive. Esistono svariati filoni di pensiero e filosofie d'ogni sorta, che derivano da elaborati soggettivi, spacciati per oggettivi. E guai a metterli in discussione! Significa contemporaneamente: - mettere in crisi la propria identità - mettersi contro il pensare comune ...e chi lo fa?? ...solo chi è sempre alla ricerca del "Vero". Vero per se stesso/a, anzi la parola giusta è "Autentico". Per questo insisto tanto sul concetto di Autenticità. Nei miei corsi non impongo una dottrina, indico solo una strada, un varco che ho aperto per me stessa. Mi sono ispirata a idee di altri? Certo. Ho imparato da altri? Certamente. Ma poi ho anche testato, provato, selezionato, e spesso scartato. Mi ci sono voluti anni, tanto tempo, e un sacco di soldi. Questo condensato di strumenti pratici, lo condivido con chi è stufo di girare a vuoto e vuole arrivare al dunque, mettendo ordine alla sua vita, trovando una direzione, ritrovando Armonia, rimettendo Equilibrio, riscoprendo Pienezza. È sempre il Soggetto, al centro. Anche contro il pensare comune e "certificato". Anche e soprattutto contro le filosofie "spirituali", che il più delle volte..... No dai, fermo qui. Per oggi. 😎 Prossimo workshop "Ritorno alle Origini": a Febbraio, a Varese. 😉

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Non c'è niente di meglio per la Nuova Umanità che essere autenticamente se stessi.
Con Elisa Renaldin: Ideatrice del Teatro Trasformativo, attrice, regista, autrice di manuali di autoaiuto e conduttrice di workshop di Riscoperta dell’Autenticità Emotiva. Intervista in occasione di NUmanity Days del 12 Ottobre a Piacenza. #numanity #numanitydays 🔸🔸🔸🔸 Segui il movimento della #NuovaUmanitá sui social ⤵️ 📱 FACEBOOK 📱 TIKTOK 📱 INSTAGRAM 📱 WHATSAPP ⚡️Unisciti alla Community⤵️ https://t.me/Nuovaumanita8

Vorrei cambiare (di nuovo) il nome del canale. Quale ti sembra più azzeccato?
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Trovo molta retorica, quando si parla di relazioni. C'è chi promuove una solipsistica esistenza perché i rapporti, specie di coppia, vengono visti solo ed esclusivamente come un riempitivo per bulimici sentimentali. C'è una distruzione concettuale delle Relazioni, in favore di una spasmodica ricerca del "bastare a se stessi", senza la quale non sarebbe possibile raggiungere alcunché. Ma tra l'essere emotivamente dipendenti, in cerca di un riempitivo, ed essere ricolmi col desiderio di condividere, ce ne passa. A me, questi assolutismi, hanno ampiamente stancato, perché vedo che manca una Visione reale, che non può non includere i salti di ottava. Cosa sono? Movimenti ascendenti a spirale attraverso i quali si passa e si ripassa dalle stesse tematiche, ampliando di volta in volta la propria percezione. È come scavalcare più Recinti Percettivi collegati tra loro, andando ogni volta un po' di più verso l'uscita. E allora lasciatemi dire che l'essere umano è un animale sociale, ed è solo attraverso le relazioni che conosce se stesso. Non siamo qui a fare un monologo esistenziale, ma a cantare in coro, ognuno coi suoi momenti di assolo. Ma chi se la canta e se la suona sempre per i fatti suoi, forse si è perso qualche pezzo di spartito qua e là, diciamolo. Quindi, molto ragionevolmente, né coppia ad oltranza, ma nemmeno il suo rifiuto a oltranza "finché non sarai totalmente risolto". Questa è un'illusione. Tutti siamo interdipendenti e necessitiamo di relazione, scambio, intimità e condivisione. Questo non vuol dire essere nel bisogno, ma crescere ogni volta un po', (grazie alle relazioni!!) per diventare dei mecenati dell'amore, anziché dei mendicanti. Il punto non è essere o non essere in un rapporto di coppia, il punto è COME si sta in Relazione, a prescindere dalla loro natura e tipologia. Prima viene la relazione con se stessi. Poi viene la relazione con'Esistenza. Dopo, o di pari passo, viene la relazione con gli altri, siano essi amici, colleghi o partner. Non c'è in atto alcuna magnificazione dei rapporti, tutt'altro!! C'è in atto una disintegratione delle relazioni per ridurre l'umanità ad uno stato isolato e deperito emotivamente. Non facciamoci ingannare dagli slogan "anti relazione", perché se c'è qualcosa che ci può salvare sono proprio le Relazioni Autentiche. Costano tanto lavoro su se stessi, sì. Ma allora lo slogan non dovrebbe essere: "stattene da solo perché devi imparare a smazzartela", ma piuttosto: "cresci emotivamente, per poter interagire in maniera più sana, ma nel frattempo alterna la solitudine all'interazione". Non so, mi sembra così semplice, il concetto. Ma qua si smercia per saggezza qualsiasi ferita non sanata che "l'esperto" di turno si mette a divulgare 🤷‍♀ Con Amore e con Ardore Elisa 🔥

Le vere "mamme". Quelle che sono felici se la propria figlia è felice. Quelle che, pur stando vicine, non sono invadenti e ingerenti. Quelle che danno sostegno e incoraggiamento, a prescindere. Io non ho avuto una mamma così, ma sapere che esistono, è un grande sollievo. Sapere che esistono Relazioni autentiche in seno alla famiglia, dà fiducia e speranza. Non mi fermo più al: "io non ho avuto questo", ma vado dritta al: "facciamo in modo che altri abbiano ciò che non ho avuto io", e mi riferisco anche ad altri tipi di relazione, in svariati contesti. Tutti sentiamo il profondo bisogno di Relazioni Autentiche, ma perché le incontriamo così raramente? Le ragioni sono tante, primo fra tutti una difficoltà a mostrarsi per ciò che si è veramente, proprio perché già in seno alla famiglia non ci è stato permesso. Ecco, non ho la pretesa di venirvi a dire come fare, posso solo parlarvi di cosa ho compreso nel mio cammino, e di quanto le Relazioni possano incidere nelle nostre vite. A breve parlerò di Relazioni in una diretta sul canale "Il punto di svolta". Stay tuned! 😎 E buona giornata 💞

"La qualità della vita dipende dalla qualità dei pensieri e degli stati emotivi" e su questo non ci piove. Ne abbiamo parlato a lungo e spiegato il perché. Subito a seguire viene: "la qualità della vita dipende dalla qualità delle relazioni". Vero anche questo, ma è sempre una conseguenza del principio precedente. Cosa intendiamo per "relazioni"? L'enciclopedia filosofica Treccani ne fa un ampio approfondimento, esordendo così: "Il concetto specifico di relazione si può dire sorga con Aristotele; la locuz. πρός τι (letteralmente «rispetto a qualcosa»), che già era venuta assumendo un valore tecnico nella terminologia platonico-accademica, viene da lui intesa come ciò «il cui essere consiste nel comportarsi in un certo modo verso qualcosa» Comportarsi "in un certo modo verso qualcosa" è già essere in relazione. Da qui si aprono mondi davvero vasti sul significato di "relazione". Possiamo dire che TUTTO è Relazione. Il rapporto col mio corpo è relazione. Il rapporto con la natura è relazione. Il rapporto col denaro è relazione. Il rapporto con gli altri individui è, ovviamente, relazione. Ma la qualità della vita che dipende dalla qualità delle relazioni (assunto per me verissimo) dipende dalla relazione che abbiamo con noi stessi, in primis, perché è da quello che si generano effetti a cascata. A volte crediamo di agire con un certo intento, ma sotto si nasconde un'emanazione dissonante: agiamo in un modo ma vibriamo in un altro, per farla semplice. La mente processa informazioni separate e limitate (e se la racconta), ma l'Essere è in coerenza con l'intero, ed esprime la totalità: pensiero, emozione, gesto (o azione). Se quindi non c'è coerenza tra pensiero, emozione e gesto, ciò che esprimo viene come minimo frainteso. È il caso di quando si dice: "ma io ho fatto quella cosa per quella persona con quell'intento e invece ha reagito male" ecc... Premesso che ognuno ha i suoi filtri percettivi e a volte capisce roma per toma, non possiamo escluderci dalla dinamica e spostare sempre la questione sugli altri. La relazione che hai con gli altri è il diretto risultato della relazione che hai con te stesso/a. E la relazione che hai con te è la diretta conseguenza di pensieri, parole ed emozioni che sviluppi e mantieni ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. L'altra faccia della medaglia - immediatamente consequenziale - è la relazione che hai con la vita, da lì non si scappa. Si creano una serie di assunti personali che deteminano, a cascata, l'andamento di tutte le altre relazioni. Da qui ne consegue che, se non si ripristina una buonissima relazione con se stessi e con l'esistenza, non può funzionare NIENTE. Per questo il titolo che ho dato al mio percorso Trasformativo è "Ritorno alle Origini": per fare proprio i primi passi verso un riallineamento con se stessi e con tutto ciò che ci circonda. Basta un weekend? Certo che no. Lì si fa un piccolo reset e si impostano le basi. Poi segue un affiancamento di 4 settimane. Poi si può proseguire coi weekend successivi, dove si mette il turbo. Il prossimo weekend Trasformativo è l'1 e 2 Novembre a Varese. Le prossime date prevedono Piemonte, Veneto, Emilia. Per informazioni e domande, scrivimi qui (rispondo io personalmente): info@elisarenaldin.it Stay tuned! 😎