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Più volte mi sono trovato a rileggere il #1 di Planetary nel corso degli anni e più volte mi sono chiesto come sia possibile creare un fumetto praticamente perfetto sotto ogni punto di vista: un thesis statement così elegante e universale, così meravigliosamente senza tempo nonostante sia un vero e proprio riflesso di due ere del fumetto a confronto - con tutti i crismi del caso.
Oggi mi annoiavo quindi rileggo il mio fumetto preferito per boh, la 160^ volta?
Serie che avrà bisogno di un po' di tempo, a mio avviso, per mostrare a pieno tutto il suo potenziale.
Queste prime quaranta pagine sono servite soprattutto a seminare qualche sottotrama, aggiornare sullo status dei personaggi e a sviscerare il radicale cambio di contesto. L'arrivo di Grootfall incombe sulla Galassia ma come siamo arrivati a questo punto? È giusto tenere il ritmo basso per far sì che tutti siano coinvolti in questo nuovo percorso.
Continuiamo le letture con il #2 di Guardians Of The Galaxy, la nuova serie space western di Jackson Lanzing, Colin Kelly e Kev Walker.
L'epilogo della storia e dell'albo fa inoltre leva sulle esperienze precedenti (e contemporanee!) di North in Marvel.
La ricostituzione dello SHIELD era ormai questione di tempo e sarà interessante vedere quale twist darà l'autore a questa versione.
Fantastic Four #7/#700 è un albo davvero ben riuscito e, come accennavo prima, un'ottima chiusura per il primo volume della nuova gestione.
Unico in grado di poter superare Richards, Destino si imbarca in una missione impossibile per i motivi che da sempre muovono Destino: orgoglio e ricerca della perfezione.
North & Coello si lasciano quindi trascinare dall'ego del Dottore in un viaggio a ritroso nel tempo, una forsennata ricerca di rivalsa (o redenzione?) che dona a lettori e lettrici l'immagine di un Destino archetipico, senza tempo e sempre maledettamente affascinante.
È nella seconda parte dell'albo che però North si trova di fronte alla sua sfida maggiore: scrivere il Dottor Destino è importante quanto scrivere i F4.
Il risultato?
Diciamo che The Enemy Of The Good chiude effettivamente il primo volume di storie per i nuovi Fantastic Four di Ryan North, Ivan Fiorelli e Iban Coello - che torna per questo settimo albo oversize.
Dopo gli eventi degli ultimi numeri, il Quartetto fa tappa a casa di zia Petunia solo per incappare nella più Whoviana delle trame, una bellissima trovata che ho apprezzato davvero tanto. North continua a costruire momenti di relazione interpersonale tra i protagonisti con tantissima cura e humor, sottolineando la tensione nei momenti più gusto. I momenti più lenti e rilassati sono impattanti quanto quelli più concitati.
Il #5 e il #6 vedono Ivan Fiorelli prendere il posto di Iban Coello per un mini-arco narrativo che vedono coinvolti i Sette di Salem più Nicolas Scratch (bel recupero!) e una trama super sci-fi che cattura davvero.
North spende molto tempo a spiegare la scienza, l'effettiva scienza che funge da base della storia e si concede il lusso di tratteggiare ancor meglio il suo Reed e la sua Susan, che ne escono ampiamente rinforzati.
Fiorelli non fa rimpiangere Coello presentando la sua prestazione migliore da quando è in Marvel concedendosi anche qualche lusso - come questa sequenza complicatissima da rendere su carta ma davvero ben riuscita.
... e ora si continua.
Questa una delle mie copertine preferite degli ultimi anni.
Coello è quella star che può caricarsi sulle spalle una testata del calibro di Fantastic Four: tanta cura per i dettagli, character design semplice ed essenziale, grandissimo senso della tavola e della sua ampiezza e il tocco giusto per l'azione supereroistica che esagera senza mai essere fine a se stessa.
Colori di Jesus Aburtov a completare, sempre stellare.
Il #4 di Fantastic Four firmato Ryan North & Iban Coello chiude idealmente il primo arco narrativo: quattro storie one-shot tenute in piedi dalla domanda Cosa hanno fatto i F4 per inimicarsi l'intera città di New York?, una premessa moooooolto simile a quella usata da Wells su ASM ma eseguita in maniera radicalmente opposta.
In quattro albi North costruisce i suoi Fantastici Quattro mantenendo centrale l'idea di famiglia disfunzionale ma affezionata e unita: ancora una volta è Reed a causare il guaio ma le implicazioni sono tali da mettere tutti con le spalle al muro e affrontarne le conseguenze.
Con il quarto numero North chiude parzialmente l'incipit della trama in maniera più che dignitosa, dando ampio spazio ai personaggi principali per confrontarsi e dare aria a tutte le frustrazioni accumulate negli ultimi mesi.
Il risultato è un albo di grande impatto e cuore, tanta azione e idee ben congegnate che lavorano all'unisono.
Comunque ormai è chiaro che il mio interesse si attiva principalmente per le trame ancora chiave nella vicenda Krakoana... e quando c'è ORCHIS ancora meglio.
Il ventiduesimo albo di X-Men è un vero spasso: concept forte ed esecuzione magistrale, Cassara in stato di grazia e fermamente tra i miei artisti in attività preferiti.
Primi semi piantati per il Galà Infernale...
Questo mi era stato spoilerato ma è comunque un'idea vincente secondo me.
Arco narrativo con la Covata molto carino: recuperare Broo e portare a compimento il suo percorso (più la chiusura di alcune sottotrame lasciate in sospeso) permette a Duggan di lavorare molto bene con Stefano Caselli.
Non il mio tipo di storia preferita ma comunque un buon arco narrativo senza grosso impegno e con alcuni ottimi spunti - il confronto tra Ciclope e Jean Grey sul destino della Covata forse la sua parte migliore.
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