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𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠

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La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.

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Primal Fear - Where Angels Die.mp318.81 MB

​​I Primal Fear sono una power metal band tedesca fondata nel 1997 da Ralf Scheepers e Mat Sinner; entrambi decidono di fondare la band quando Scheepers non viene scelto per sostituire Rob Halford nei Judas Priest. I Primal Fear sfornano instancabilmente power metal veloce e grintoso dal 1997 e da allora si sono affermati tra i vertici del loro sottogenere. Nel 2012 che viene pubblicato il nono album dei Primal Fear: Unbreakable. Per la prima volta il chitarrista Alex Beyrondt (già all'attivo in molti tour della band) partecipa alle registrazioni del disco sostituendo Wolter che abbandona in modo definitivo il gruppo. Le chitarre gemelle di Magnus Karlsson e Alex Beyrodt sono ovunque in questo album e ci sono molti riff per gli amanti della chitarra. L'epica traccia "Where Angels Die" è semplicemente fantastica. Il lavoro chitarristico di Magnus Karlsson e Alex Beyrodt sanguina in puro dinamismo, intrecciando passaggi evocativi e delicati in ritornelli spessi e ripidi in cui il testo di Ralf; "Vivo nell'ombra perso nella paura/Fino a scomparire/Nel luogo dove muoiono gli angeli" aggiunge un'atmosfera piuttosto disperata a questo viaggio degno ed emozionante. Le tastiere sono ancora presenti gente, sono utilizzate magistralmente in "Marching Again" che suona come un residuo di "Invictus" di Virgin Steele e il cui assolo drammatico dovrebbe rapidamente essere classificato come uno dei migliori di Karlsson. Buon Ascolto! 🖤 👉🏻 Unisciti al canale https://t.me/+zaDx68M3G1M5YzVk

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U.D.O. - Sweet Little Child.mp311.22 MB

​​L'album "Mean Machine" , uscito nel 1989 dagli UDO, la band formata dall'ex solista degli Accept, Udo Dirkschneider, rientra esattamente nel panorama metal della fine degli anni '80, conservando ancora un po' dell'atmosfera power metal tedesca che il cantante ha portato dalla sua ex band, ma con alcuni aspetti commerciali aggiunti che costituivano una parte importante della scena statunitense. Gran parte di Mean Machine è un album metal anni '80 divertente e veloce, anche se nel complesso manca del mordente degli album che la band ha registrato dopo di esso, e non è così pesante. . Il materiale più dolce è la ballad "Sweet Little Child". Parla del desiderio di un amore perduto e del dolore di non riuscire a trattenere quell'amore. I testi trasmettono un senso di oscurità e solitudine, paragonando la vita a una stanza vuota. Il protagonista è alla ricerca di risposte, per capire dove il loro dolce amore è andato storto. Esprimono il desiderio di trattenere nuovamente il loro amore, anche se è solo nei loro sogni. Si riferiscono all'amore perduto come a un "dolce bambino", forse sottolineando l'innocenza e la purezza dell'amore che una volta era condiviso. I testi suggeriscono che alcuni cuori infranti farebbero qualsiasi cosa per avere le risposte e tornare al passato per liberarsi dal dolore. La canzone presenta un assolo di chitarra, che aggiunge emozione e intensità all'atmosfera generale della traccia. In definitiva, è una supplica per questo "dolce bambino" di dare al protagonista le risposte di cui ha bisogno per comprendere e superare la perdita. Buon Ascolto! 🖤 👉🏻 Unisciti al canale https://t.me/+zaDx68M3G1M5YzVk

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Testament - Trail of Tears (Live)

Testament - Trail of Tears.mp314.15 MB

​​"Trail of Tears" di Testament sembra rappresentare la tragedia storica conosciuta come Trail of Tears, che si riferisce alla rimozione forzata delle tribù dei nativi americani dalle loro terre ancestrali nel 19° secolo. I testi presentano una combinazione di immagini ed emozioni legate a questo evento. Nella prima strofa c'è un senso di resilienza e orgoglio all'interno della comunità dei nativi americani. Nonostante le difficoltà che affrontano, rimangono alti e forti. La riga "Riesci a sentirli chiamare?" suggerisce un invito all'azione o una richiesta di aiuto, forse facendo riferimento alla sofferenza dei nativi americani durante questo periodo. Il secondo verso descrive il dolore e l'angoscia vissuti dai nativi americani quando sono costretti a lasciare le loro case. Le lacrime che cadono da un guerriero simboleggiano il tumulto emotivo e il lutto associati al suo spostamento. La frase "Traccia una traccia verso la terra promessa" allude alle false promesse fatte ai nativi americani, mentre venivano trasferiti con la forza in terre sconosciute. Il ritornello fornisce un barlume di speranza menzionando la luna piena nascente e un guerriero che cavalca con il vento. Questa immagine rappresenta la forza e lo spirito del popolo nativo americano. Gli spiriti menzionati nei testi sono probabilmente riferimenti ai loro antenati, che li guidano attraverso questo difficile viaggio. Il ritornello enfatizza anche l’idea di trovare la libertà e lasciare andare il dolore, suggerendo che la resilienza e la perseveranza possono portare a un futuro migliore. Nel complesso, "Trail of Tears" esplora le ingiustizie storiche affrontate dai nativi americani, riconoscendo anche la loro forza e resilienza di fronte alle avversità. Serve come tributo a coloro che hanno sofferto durante questo periodo oscuro della storia. Buon Ascolto! 🖤 👉🏻 Unisciti al canale https://t.me/+zaDx68M3G1M5YzVk

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Don t Look Back - Boston.m4a5.53 MB

Agosto 1978... quanto tempo è passato... la musica era viva... la radio sempre in forma... non esisteva internet e la gente non guardava i concerti in streaming ma ci andava proprio... e quanto sarei voluto essere sotto quei palchi... Don't Look Back è un album fantastico dei Boston... per me migliore del precedente, ricordato per la indimenticabile More Than a Feeling. In Don't Look Back c'è un'omonima canzone che... boh ascoltatela... è davvero bella cavolo. Un'intro davvero fantastico... una melodia unica... la perfezione delle voci della band... il rock americano degli anni 70, puro e crudo. Questa canzone ha qualcosa di "maestoso"... di grande... parte non troppo forte per poi aumentare la sua intensità e anche l'adrenalina in chi la ascolta. Il momento strumentale dove si sentono solo la batteria e il riff in sottofondo... sino al gran finale dove non riesci a star fermo e sei immedesimato in quel che senti... che pezzo fantastico porca paletta. Non mi stancheró di dire che i Boston non hanno avuto l'importanza e il successo che meritavano. Buon ascolto e buona domenica 🙋🏻‍♂️

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Hervé_Muller_Jim_Morrison_Ultimi_giorni_a_Parigi_2023_Telegram_rosalia.epub1.02 MB

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​​​​Ed eccoci con la rubrica del sabato sui libri che hanno fatto la storia della musica Rock. Il 3 luglio del 1971, la misteriosa morte di Jim Morrison, avvenuta a Parigi, sconvolse il mondo del rock. Il cantante dei Doors era allora una delle rockstar più adorate, un sex symbol provocatorio e controverso. Ma è un Jim Morrison molto diverso quello di cui parla Hervé Muller, giornalista francese e grande amico del frontman dei Doors. È con Hervé che Jim si è confrontato negli ultimi mesi della sua vita, quando si trovava nella capitale francese per sfuggire alla scomoda leggenda del “Re Lucertola”, un’immagine che lui stesso aveva contribuito a creare ma di cui aveva perso il controllo. In questo libro, un documento davvero unico, Hervé analizza con dovizia di dettagli il “mondo Morrison”, le sue ispirazioni e aspirazioni, distinguendo tra il mito e la realtà di un’esistenza tanto breve quanto intensa. In particolare, l’autore si concentra sugli ultimi mesi di vita di Jim, un giovane uomo colto e complesso, che non era solo “la rockstar maledetta” finita sotto processo a Miami ma anche un poeta sensibile e ispirato in lotta con i propri demoni. Muller racconta anche la sua indagine sulle circostanze relative alla morte di Morrison e ricostruisce gran parte delle ultime ventiquattr’ore di Jim a Parigi, facendo luce su tanti punti mai chiariti, a partire dal luogo e dalle reali cause della sua scomparsa. Buona lettura 🥰 𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠

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Rammstein - Frühling in Paris.mp310.94 MB