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COSA HA SIGNIFICATO DAVVERO IL 'GOL DEL SECOLO' DI DIEGO CONTRO L'INGHILTERRA. Oggi voglio postare su Maradona non perché siamo in clima Mondiali di calcio (che non seguo) ma per cercare di far comprendere la portata storica del gol di Diego e cosa lui ha rappresentato per il suo Paese e per l'intero continente sudamericano. Ovvero la rivincita e il riscatto degli 'sconfitti' non solo da un punto di vista sportivo ma anche politico. Alla vigilia della partita, la tensione era alle stelle, dato che Argentina e Inghilterra si erano confrontate nella guerra delle Falkland quattro anni prima, con l’Inghilterra vincitrice. Da parte argentina la partita era sentitissima. Il fatto che Diego abbia sconfitto l'Inghilterra praticamente da solo con questo “golazo” e con il gol della “Mano di Dio”, è stato fonte di ispirazione non solo per tutti gli argentini, ma per l’intera America Latina. Un amico argentino mi disse che pianse per una settimana intera. Un amico venezuelano fece altrettanto. Ancor oggi, girando per il Sud America, questa partita e i due gol di Diego, sono ogetto di conversazione. Il motivo? Ispirarono milioni di sudamericani che provenivano dal nulla e non avevano nulla, dimostrando loro che tutto è possibile e che è possibile sconfiggere i propri nemici e rivali più grandi. Riposa in pace, grande Diego. Sei stato il più grande su un campo di calcio ma (pur con i tuoi tanti difetti e debolezze umane) sei stato un grande uomo anche fuori. Tradotto con DeepL.com (versione gratuita)

Morales, a quasi 79 anni, per il suo tredicesimo Mondiale da inviato è tornato in Messico. Come nel 1986. "Stavolta però non c'è Diego. Insieme a lui, sia in Brasile che in Russia, abbiamo commentato le gare del torneo. Lavoro per una radio argentina, davanti all'Azteca ancora mi emoziono. Faccio il tifo per la squadra di Scaloni e per l'eterno Messi". Altra leggenda dell'Albiceleste. "Se Maradona è Dio, Messi è il suo profeta. Paragonarli è impossibile, hanno vissuto epoche diverse. Ovviamente, sono Maradonista, ma Leo è l'unico ad aver avvicinato il trono di Diego. L'Argentina è stata fortunata ad aver avuto due campioni eccezionali". Lei ha lasciato l'Uruguay ed è arrivato a Buenos Aires nel 1981. Quando è stata la prima volta che ha visto Maradona? "Nel mio Paese ho sempre fatto il giornalista, non avevo paura di esprimere la mia opinione. Durante la dittatura sono stato anche in carcere per 30 giorni. In quel periodo, Diego passò dall'Argentinos Juniors al Boca. Commentai il suo debutto in gialloblù contro il Talleres. Dal dischetto piazzò un rigore lento, io dissi: "Ha lasciato andare il pallone come una lacrima"". Nello stesso anno l'ha seguito anche in Italia. "Per l'amichevole tra Fiorentina e Argentina, l'Albiceleste era Campione del Mondo in carica e venne a Firenze per far ammirare le sue stelle. Maradona realizzò una doppietta, i suoi vinsero 5-3. In radiocronaca azzardai: "Se Michelangelo lo vedesse, lo dipingerebbe"". Quel 22 giugno 1986 l'opera d'arte è stata compiuta. "Nella mia vita c'è un prima e un dopo quella data. La mia carriera non sarebbe mai stata la stessa senza il raddoppio di Diego contro l'Inghilterra. Fu una rete storica per tanti motivi: l'Argentina in quel momento era fischiata dai tifosi messicani in tribuna, Bilardo e i giocatori erano criticatissimi. E poi la guerra delle Malvine. Maradona ha riscritto la storia". Prima la Mano di Dio, poi il gol del secolo: tutto in quattro minuti. "Sul primo gol ho detto subito che Diego l'aveva toccata con la mano, gli inglesi avevano ragione a protestare. Il secondo è magia pura". Le sue parole sono indimenticabili: "Ahí la tiene Maradona, lo marcan dos, pisa la pelota, arranca por la derecha el genio del futbol mundial. Genio, genio, genio, ta-ta-ta...". "Lui correva più veloce di ogni parola che potessi pronunciare. Alla fine piango e ringrazio Dio per il calcio, per Maradona e per le lacrime che mi ha fatto versare. L'emozione mi ha travolto. Per pochi istanti, Diego è stato invincibile". C'è qualcosa di quella radiocronaca che non ha mai raccontato? "Dopo la rete definisco Maradona barrilete cosmico. Aquilone era il soprannome con cui Menotti chiamava Diego. L'ho preso in prestito, perché mi piaceva l'idea dell'aquilone che non sa mai dove atterra e si fa guidare dal vento. Diego durante quella giocata non sapeva cosa avrebbe fatto, lo ha deciso mentre correva, inventava e dribblava. Spinto dal vento in un universo immaginario, ma pur sempre perfetto". Qual è il ricordo più bello che ha di Diego? "Il tempo che abbiamo trascorso insieme anni dopo, senza mai parlare delle sue prodezze in campo. Non ha mai potuto vivere una vita normale per la sua popolarità. Ha sofferto per questo". Morales, lei rimarrà sempre legato a Maradona per quella radiocronaca. "In centro a Buenos Aires, c'è un edificio enorme e un murales a lui dedicato. Si vede Diego con un piccolo aquilone che vola. Essere immaginato accanto a Maradona è la gioia più bella della mia vita. Due anni fa, a Napoli, ho anche ricevuto il premio "Poeta del calcio" in un bellissimo evento organizzato da Michelangelo Iossa. Sono grato a Diego per tutto questo". Se Maradona fosse ancora qui, cosa gli direbbe? "Lo ringrazierei per le emozioni che ci ha fatto vivere, per l'arte, per aver difeso sempre i più deboli. Per la felicità che ci ha donato. Chi ama il calcio, amerà per sempre Diego. Ha cambiato la vita a milioni di tifosi in tutto il mondo. Oggi, 40 anni fa, anche la mia".

INTERVISTA A VICTOR HUGO MORALES, il telecronista uruguaiano che rese immortale la sfida tra Argentina e Inghilterra all'Azteca di 40 anni fa: “Piangevo e tremavo, capii subito di aver raccontato la storia”. Lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano ha definito Maradona il più umano degli dei. Per Roberto Fontanarrosa, storico fumettista argentino, non importa cosa Diego abbia fatto della sua vita: ciò che conta è quanto sia riuscito a cambiare le nostre. Oggi, 40 anni fa, il destino del Dio del calcio si è intrecciato con quello di Victor Hugo Morales: il poeta che ha narrato in maniera sublime il gol più bello di sempre. "Di quel 22 giugno 1986 ricordo il genio di Diego e la mia follia. Mi resi subito conto di aver raccontato la rete del secolo. Piangevo e tremavo, non riuscivo a reggere il microfono. Se chiudo gli occhi, vedo Maradona e la sua aura dorata attraversare il campo palla al piede. Come se fosse solo, senza avversari, barrilete (aquilone) cosmico lanciato nell'universo di una giocata meravigliosa". Il giornalista uruguaiano in una radiocronaca diventata storica ha incastonato nella memoria di ogni appassionato del pallone quel magico gol di Diego contro l'Inghilterra all’Azteca, erano i quarti del Mondiale. "La Mano di Dio e quella rete, tutto nella stessa partita. Grazie a Maradona, la mia vita è cambiata per sempre".

22 giugno 2026. LA 'MANO DE DIOS'. Sono giorni che aspetto di scrivere questo post. Esattamente 40 anni fa, il 22 giugno 2026
22 giugno 2026. LA 'MANO DE DIOS'. Sono giorni che aspetto di scrivere questo post. Esattamente 40 anni fa, il 22 giugno 2026 l'immenso Diego Armando Maradona segnò il famoso gol con la mano che portò avanti l'albiceleste nella sfida dei quarti di finale contro l'Inghilterra al Mondiale del Messico. Occorre ricordare i rapporti tesissimi tra i due peasi per via della guerra delle Falkland (Malvinas) di 4 anni prima. Quattro minuti dopo il gol della 'Mano de Dios' Diego segnò il gol più bello della storia del calcio slalomeggiando tra 56 giocatori inglesi e depositando il pallone in porta. Immenso Diego!!!

Stamattina mi sono svegliata così...

Stamattina mi sono svegliata con...

Chi ha scelto l’Europa proprio perché è Europa, e non il caos che ha lasciato alle spalle, parla con una chiarezza che molti
Chi ha scelto l’Europa proprio perché è Europa, e non il caos che ha lasciato alle spalle, parla con una chiarezza che molti nativi per paura o ipocrisia non hanno.

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Buonanotte amici ❤️

👆👆👆Correva l'anno 2021... Però ragazzi, ricordiamoci quello che predichiamo sempre... astenersi dal giudizio 😅😅😅

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ACCORDO USA/IRAN E ORO + NOVITÀ PER PLACCHETTE CARLO MARMI. In seguito all'annuncio dell'accordo di pace tra Usa e Iran, l'oro è in netta risalita. Dal giorno dell'annuncio abbiamo assistito a quattro sedute positive che hanno spinto il prezzo spot a 4.500 dollari l'oncia. I prossimi giorni seguirà una analisi più completa. Ho anche il piacere di annunciarvi che chi è interessato ad acquistare placchette presso l'amico Carlo Marmi (che tutti voi conoscete bene), potrà farlo da oggi a condizioni ulteriormente agevolate. Colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente Carlo per essere venuto incontro alle esigenze di molti di noi 🙏 . Chi è seriamente interessato può contattarmi direttamente (@andrea-bizzocchi oppure via mail: bizzo14@libero.it) per maggiori informazioni ed eventualmente fissare un appuntamento telefonico con il Sig. Marmi. A parte questo, godiamoci l'estate.

ACCORDO USA/IRAN E ORO + NOVITÀ PER PLACCHETTE CARLO MARMI.
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