Matteo Montevecchi
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"Nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario". George Orwell
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Non penso proprio che si possa costruire un progetto identitario e un’alternativa seria ripartendo da Laura Ravetto, il nuovo e quarto deputato del partito del Generale Vannacci. Non si può proporre un rinnovamento della politica accogliendo a braccia aperte (con tanto di endorsement) un’opportunista della politica, tra i volti più liberal che ricordi in Lega su aborto e non solo. Non si può indicare una direzione netta su vita e famiglia e poi riempirsi di personaggi come lei. Con rispetto per gli amici che sono dentro Futuro Nazionale, così si fa presto a diventare Passato Nazionale.
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Donald Trump “minaccia” di ridurre le truppe americane presenti in Italia? Ma MAGARI togliessimo pure le basi NATO dal nostro paese. Se solo non fosse una mera provocazione come immagino si tratti, saremmo davanti ad un più che auspicabile processo di decolonizzazione da sfruttare al volo, tematica che ogni autentico patriota e sovranista dovrebbe avere a cuore. A quel punto ci mancherebbe soltanto salutare quell’obbrobrio opprimente chiamato Unione Europea e potremmo davvero istituire una vera, utile e indimenticabile “Festa della liberazione” 🇮🇹
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Dedicato ai superficiali che in queste ore fischiettano “ha vinto comunque la destra in Ungheria, pappappero”. Signori miei, ha vinto l’omino sostenuto da Von der Leyen, Soros, Tusk, Starmer. Chiedetevi magari perché questa gente esulta in modo così sguaiato. Sveglia ⏰
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La gara in corso tra il centrosinistra e il centrodestra per appropriarsi della figura di Magyar é patetica e mostra quanto questi schieramenti siano due facce della stessa medaglia. Tutti a far la gara per rivendicare in qualche modo la sua vittoria. Qui in foto Giovanni Donzelli (responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia) che va in brodo di giuggiole per un complimento che Magyar ha riservato nei confronti di Giorgia. Per chi non lo sapesse, Magyar fa parte del PPE, l’accozzaglia politica globalista di Ursula Von der Leyen. E guarda caso, Ursula, é sostenuta sia dal Partito Democtatico che da Fratelli d’Italia. Tutto può chiaro ora, vero? Una gara per stare comunque dalla stessa parte. Contenti voi.
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Amici, appuntatelo sul calendario: venerdì 24 aprile alle ore 21 verrà a trovarci a Rimini l’amico Francesco Borgonovo che terrà l’incontro “Siamo fuori dalla storia. L’Europa tra censura ed autocensura”, organizzato dalla nostra associazione culturale La Contea degli Insorgenti. Come sempre, ingresso libero e senza alcuna prenotazione. Ci trovate alla Cripta di San Giuseppe al Porto in via Gulli (Rimini). Spargiamo la voce! 💪🏻
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«Un'intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà». Questa è la minaccia allucinante pronunciata nei confronti del popolo iraniano da Donald Trump, colui che doveva rappresentare un'alternativa ai deliri «democratici» e combattere il globalismo, ma che finì per diventare un pupazzo nelle mani dei sionisti e delle loro folli guerre. Preghiamo per la pace e per un mondo libero da quelle lobby a cui un giorno sarà tolto il vizietto di controllare le sorti del mondo.
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Giuseppi Conte alla convention degli “Stati Uniti d’Europa” promossa da +Europa (e già abbiamo detto tutto), difende le sanzioni nei confronti di Mosca e dichiara che “di fronte all’allettante e conveniente prezzo del gas russo, noi non lo dobbiamo acquistare fino a quando non ci sarà un trattato di pace”. Mainstream puro. Insomma, si avvicinano le elezioni e dopo aver recitato la parte di quello critico nei confronti delle assurde politiche governative, si riallinea in men che non si dica. Nulla di inaspettato. Non mi capacito di come qualcuno, evidentemente con gravi crisi di memoria, possa ancora non averlo compreso: Conte non é altro che la stampella della vecchiaia del Piddi.
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Donald Trump ha rimosso ufficialmente la coraggiosa cattolica Carrie Prejean Boller dalla Commissione per la Libertà Religiosa della Casa Bianca. Poche settimane fa Carrie era stata espulsa dalla Commissione dal presidente Dan Patrick (vice governatore del Texas) a causa delle sue critiche nei confronti della deriva ultra sionista del governo israeliano, sottolineando che tale ideologia é incompatibile con la sua fede cattolica.
Donald Trump, che aveva nominato Carrie nel maggio 2025, ora prende le distanze da lei, dimostrando di essere diventato un burattino nelle mani del premier israeliano Benjamin Nethanyau.
Carrie Prejean Boller ha commentato tutto ciò dichiarando: “Sono stata rimossa dalla Commissione per la Libertà Religiosa perché mi sono rifiutata di smettere di parlare delle vite innocenti uccise dal governo israeliano (…) Gesù Cristo non giustificherebbe mai l'uccisione di esseri umani innocenti. Il Vangelo ci comanda di difendere gli innocenti e di stare al fianco di chi soffre. Non potevo rimanere in silenzio mentre uomini, donne e bambini innocenti venivano uccisi. Avevo il dovere di parlare a nome di coloro che non potevano farlo da soli”.
Evidentemente, essere cattolici e criticare il governo israeliano sta diventando un grande problema negli Stati Uniti d’America.
Viva Carrie Prejean Boller.
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Donald Trump ha scaricato in malomodo il coraggioso Tucker Carlson, uno dei più influenti giornalisti cristiani del mondo MAGA che sta criticando la guerra all’Iran voluta dal governo israeliano. Il presidente USA ha dichiarato: "Tucker ha perso la strada. Lo sapevo da tempo, e lui non è MAGA. MAGA sta salvando il nostro Paese. MAGA sta rendendo il nostro Paese di nuovo grande. MAGA è America First e Tucker non è niente di tutto questo. E Tucker non è abbastanza intelligente da capirlo”. La bussola non la sta smarrendo Tucker, ma Donald Trump, ormai circondato dai neocon che teoricamente avrebbe dovuto combattere. Dieci, cento, mille Tucker Carlson. Ce ne fossero.
Ps: Lo dico a coloro non capiranno il post: Sì, Donald Trump sarà sicuramente meglio, sotto molteplici punti di vista, dei folli deliri “democratici”, ma gli americani avevano sognato e votato una speranza contro il globalismo e non un nuovo George Bush.
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Qualche tifoso ogni tanto mi dice "eh ma Matteo critichi sempre il centrodestra". Signori, credo di essere la persona più lontana che esista da tutto il piddume vario, wokismo, pseudo progressismo di questo paese, ma se il centrodestra (sempre se si possa chiamare così) si è ridotto ad essere il triste spettacolo che ci si pone davanti agli occhi, è difficile far finta di niente. Perlomeno, non sarò io a restarmene in silenzio. Perciò oggi stiliamo la classifica del meglio del peggio di questa settimana. Al terzo posto Matteo Salvini che per non smarcarsi di un millimetro dalla dottrina filo neocon e succube di Netanyahu, dichiara "chi è intervenuto in Iran ha fatto bene". Non è bastato l'Iraq, la Libia, la Siria. Ci mancava giusto un'ulteriore guerra, morti, destabilizzazione con tutte le conseguenze migratorie, economiche, energetiche che ci toccheranno. Altro che "prima l'Italia", prima vengono le guerre di Israele. Al secondo posto si classifica Guido Crosetto che dopo il fatto tragicomico della sua presenza a Dubai durante l'attacco all'Iran, dichiara sfogandosi: "Non meritano la fatica che ho dedicato al servizio della nazione in questi anni. Lo dico con sofferenza, ma è così”. Crosetto, lascia stare la patetica opposizione che vi ritrovate. Se lasci il tuo ruolo fai un piacere a tutti gli italiani. Al primo posto si classifica Giorgia Meloni che riesce a dire che se siamo arrivati alla guerra contro l'Iran la colpa sarebbe di Putin: "Una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina (...) Era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos". C'è altro da aggiungere? Meglio di no.
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Amici, vi propongo questa mia intervista uscita questa mattina sul Corriere di Romagna. Costruiamo una comunità politica territoriale identitaria, libera e indipendente per provare a proporre qualcosa di diverso in questo avvilente appiattimento generale. Per non essere costretti ad accontentarci della triste scelta tra peggio e meno peggio, tra grigio chiaro e grigio scuro. Una realtà per approfondire, formarsi, lottare. Ripartire dalle fondamenta per cambiare la società in cui viviamo e di conseguenza anche la politica. RivoltaTi.
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Dinnanzi a coloro che in Italia, abbindolati dalla propaganda neocon, esultano per le bombe americane-israeliane di ieri sull’Iran, ricordo le parole di Charlie Kirk: “È una follia. Un cambio di regime porterebbe a una sanguinosa guerra civile, uccidendo centinaia di migliaia di persone e creando un'altra massiccia crisi dei rifugiati musulmani. Abbattere un leader NON è MAI facile come si pensa. Quasi sempre risulta in un coinvolgimento maggiore, una guerra civile e caos. Resisti a questa idea”. Per poi aggiungere: “Un cambio di regime in Iran sarebbe una catastrofe”. Lo avete ricordato quando è stato assassinato. Lo avete puntualmente dimenticato un attimo dopo.
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Carrie Prejean Boller è stata rimossa dalla Commissione per la Libertà Religiosa della Casa Bianca. La sua colpa? Durante un’udienza sul tema dell’antisemitismo ha criticato il governo israeliano e la deriva ultra sionista.
In risposta al rabbino Ari Berman che equiparava anti-sionismo ad antisemitismo, Carrie ha affermato: “Sono cattolica e i cattolici non abbracciano il sionismo, solo per informarvi, quindi tutti i cattolici sono antisemiti?”
Apriti cielo. Il presidente della Commissione, Dan Patrick, l’ha espulsa poiché avrebbe “dirottato un'udienza per i propri interessi personali e politici su qualsiasi questione”. Carrie, dopo aver giudicato un abuso quello che le è successo, ha affermato: “Rifiuto di piegarmi davanti a Israele. Non sono serva di una nazione straniera, ma di Cristo nostro Re”.
Carrie, ex cristiana evangelica, si è recentemente convertita al cattolicesimo. Ha ricevuto il battesimo a Pasqua 2025.
Avercene di persone così coraggiose.
Segnali di speranza per il futuro.
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Vannacci ha lasciato la Lega e fondato il suo partito. Credo abbia fatto bene ad uscire. Forse scelta obbligata, in quanto era destinato ad arenarsi alla lunga. Qualcuno ricorderà che qualche mese fa ho avuto un acceso confronto con lui sui social: lo criticavo per essersi fin troppo adagiato e lo sollecitavo a lasciare quel "partito dell'ipocrisia", di cui era diventato il numero 2 a livello nazionale. Insomma, alla fine mi ha dato ragione. Penso pure che l'accusa nei suoi confronti di favorire la sinistra sia sterile e priva di contenuti (semmai è il centrodestra che è diventato un centrosinistra in ritardo di qualche anno, favorendo la continuità di una certa agenda).
Il punto è che Vannacci sbagliò radicalmente ad entrare in Lega. Ufficializzò la sua candidatura alle europee il 25 aprile 2024. Ricordo bene quei giorni: io lasciai la Lega il 29 aprile (ovviamente non per Vannacci), ma dopo averla contestata internamente e pubblicamente per tre anni riguardo la linea Draghi, l'infame green pass, i nefasti invii di armi a Kiev, il cedimento sui temi etici e non solo.
Vannacci disse che si sarebbe candidato rimanendo indipendente, invece prese la tessera della Lega e poi fu nominato vicesegretario federale. Già allora la Lega era nel pieno delle sue contraddizioni, mai abbandonate.
Lo stesso Vannacci ha passato una fase interna nel partito a giustificare certe scelte: si schierò a favore delle armi all'Ucraina, non a caso nel suo primo intervento al Parlamento europeo, disse che venivano inviate "giustamente" dall'Italia per la "legittima difesa di uno Stato aggredito", sposando quella narrativa. La Lega nel frattempo continuava con nonchalance a sostenere pacchetti su pacchetti di aiuti militari, senza che nessuno battesse ciglio.
Vannacci oggi si schiera (ecco, qui andrebbe usato l'avverbio giustamente) contro l'invio delle armi, però al tempo stesso sostiene fermamente che sul tema lui non avrebbe mai cambiato idea. Generale, ammettere di aver cambiato idea è un atto di forza, non di debolezza. L'atteggiamento di nascondere di averlo fatto o addirittura negarlo, invece, non mi convince affatto.
Salvini dal canto suo si dice deluso e amareggiato, si lamenta delle "continue polemiche" sollevate da Vannacci in questi mesi e sostiene di averlo accolto quando "aveva tutti contro ed era rimasto da solo". Non si capisce se stesse parlando di Vannacci o di se stesso, visto che il Generale all'epoca era all'apice della popolarità (buongiorno Salvini). Certo, Vannacci che dal palco di Pontida respingeva le accuse di usare la Lega come un taxi e giurava eterno amore, non ne esce benissimo, visto che da allora non ci sono stati particolari cambi di rotta del partito rispetto a quelli già avvenuti in precedenza. Tema già ampiamente trattato.
Dunque, Vannacci ha tradito la Lega. Ma la Lega ha tradito idee e principi da tempo. Non penso occorra stilare liste su cosa sia più grave. Vannacci tocca temi condivisibili e tante critiche al centrodestra sono sacrosante (anzi occorrerebbe proprio smarcarsi), ma non mi convince per vari motivi, inclusi quelli già citati. Detto ciò, caro Salvini, non è stata colpa di Vannacci se fornite il palcoscenico alla Pascale ai vostri eventi, non è colpa di Vannacci se dici ai quattro venti A e poi ti riduci a fare puntualmente Z, non è colpa di Vannacci se la Lega è sprofondata nei consensi negli ultimi anni a causa di giravolte politiche clamorose (anzi ti ha aiutato a galleggiare, altrimenti la barca sarebbe già affondata).
Ecco tutto ciò che penso al momento, lontano dalle solite tifoserie che trovano il tempo che trovano e che già spuntano come i funghi. Piuttosto continuiamo a costruire, ognuno sul proprio territorio, comunità identitarie, libere e indipendenti. Ce n’è bisogno.
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Tajani definisce i Pasdaran iraniani terroristi, ma al tempo stesso ci spiega che “dobbiamo avere fiducia nel presidente siriano Al Jolani”, l’ex numero uno di Al Qaeda in Siria, nonché ex membro Isis. Insomma, ci vuole proprio un bel “coraggio”. Sia a dirle certe cose, sia a sostenere la tragicommedia che è Forza Italia.
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Passa la risoluzione bellicista di maggioranza su sostegno e armi a Zelensky. Fratelli d’Ucraina e Forza Ursula granitici a favore. Alla Camera solo due deputati della Lega (Rossano Sasso ed Edoardo Ziello) votano contro la risoluzione in dissenso dal resto del gruppo leghista che, come sempre, rimane allineato e vota a favore. In Senato invece nessun voto contrario da parte dei leghisti. Chi ha votato, ha votato a favore. Fine delle chiacchiere di Salvini che come spesso accade fa un gran chiasso mediatico finendo puntualmente per smentirsi. Chi ci cascherà ancora?
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Messaggio per tutti coloro che delirando auspicano interventismo USA sull’Iran: ricordatevi che pure la base MAGA, come dichiarato a suo tempo da Charlie Kirk, non vuole nessuna guerra. Lo stesso Charlie provó a dissuadere Donald Trump da un conflitto con l’Iran (prima dei bombardamenti di giugno 2025). Tucker Carlson definì America First incompatibile con interventi militari in Medio Oriente e si schierò contro la decisione del governo USA. Lo stesso fece Candace Owens che criticò pubblicamente Trump per aver tradito promesse di pace, accusandolo di fomentare guerre non necessarie. Per non parlare di Steve Bannon che accusò Netanyahu di trascinare gli USA in un conflitto e dichiarò: “Questa non è una cosa con cui si può giocare (…) Non possiamo avere un altro Iraq”. Difficile bollare questi americani come “amici degli Ayatollah”. Semmai hanno dimostrato di essere amici del buon senso.
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Vorrei far notare che contro il governo di Al Qaeda in Siria nel nostro caro “occidente della libertà” non scende in piazza nessuno. Il padrone ha dato ordini diversi. E infatti vediamo Ursula Von der Leyen incontrare il terrorista Al Jolani e dichiarare: “I siriani hanno iniziato un lungo viaggio verso la speranza e il rinnovamento”. Evidentemente l’ex numero uno di Al Qaeda in Siria per Ursula rappresenta “speranza” e “rinnovamento”. La normalizzazione e l’istituzionalizzazione dei tagliagole di Al Qaeda nel giro di un anno é stata completata. Mai e poi mai dalla vostra parte.
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Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Fazzolari, di Fratelli d’Italia (ehm Ucraina) riabilita nonno Mario come inviato speciale dell’Ue in Ucraina: “Se fosse per noi sì”. Ecco l’ultima perla del Piddi blu. Ci vuole davvero una gran faccia tosta per sostenerli.
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Marcello Veneziani, in un editoriale su La Verità, scrive giustamente: "Da quando è al governo la destra non è cambiato nulla nella nostra vita di italiani, di cittadini, di contribuenti e anche in quella di 'intellettuali', di 'patrioti' e di uomini 'di destra'. Tutto è rimasto come prima, nel bene, nel male, nella mediocrità generale e particolare. E perdura anche il clima di intolleranza e censura verso le idee che non rientrano nel mainstream. Non saprei indicare qualcosa di rilevante che segni una svolta”.
Apriti cielo, interviene subito il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli (in quota Fratelli d’Italia, ehm Ucraina) per scagliarsi contro Veneziani. Le reazioni scomposte di questi personaggi al governo mostrano sempre più la distanza, l’abisso, che si è originato tra il sentimento popolare e chi, nelle stanze del potere, ha ben presto barattato e dimenticato certi ideali.
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