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Riceviamo e condividiamo:
Questa mattina abbiamo contestato la kermesse sionista di piazza Unità, dove, dopo 1000 giorni di genocidio, si è tenuto un convegno sulle relazioni italo-israeliane, spacciato come un'occasione di dialogo e scambio.
L'evento si è dovuto svolgere a porte chiuse per "questioni di sicurezza". È bastata infatti la presenza di alcune decine di manifestanti per allertare la questura, che ha militarizzato un'altra volta ancora una piazza pubblica, impedendone l'accesso.
Continuano a denunciare chi ha le mani sporche del sangue del popolo palestinese.
Roviniamo la festa ai sionisti in doppiopetto, che questa sera si ritroveranno per banchettare come sempre sul sangue dei Palestinesi.
Continuiamo a portare la nostra solidarietà al popolo palestinese e a fare presenza durante il concerto conclusivo della giornata di conferenza.
Ci vediamo in piazza Verdi alle 21!
Al fianco della resistenza palestinese, nessuna complicità con il genocidio!
-alcuni/e antisionisti/e
Hanno abbordato una missione civile.
Hanno rapito e deportato attivistə internazionali.
Hanno aperto il fuoco contro persone disarmate.
Nelle ultime ore stanno circolando video di pestaggi, violenze e maltrattamenti contro i/le compagnə della Global Freedom Flotilla. Persone partite per rompere il silenzio, portare solidarietà e denunciare il blocco e il massacro in corso a Gaza vengono trattate come criminali.
Non possiamo assistere in silenzio all’ennesima violazione del diritto internazionale, all’ennesimo attacco contro civili, all’ennesima repressione contro chi prova ad agire concretamente.
Denunciamo gli abusi e l'impunità dello stato sionista e la complicità dei nostri governi attraverso la denuncia delle detenzioni illegali, ora dei/delle nostri/e attivisti/e che oggi subiscono quello che i prigionieri palestinesi subiscono da anni tutti i giorni
Repost from Trieste accade ogni giorno
SCIOPERO GENERALE 18 MAGGIO
TRIESTE: DAL COLLE DI SAN GIUSTO AL MOLO AUDACE
NEMMENO UN CHIODO PER GUERRE E GENOCIDIO
Il 18 maggio USB ha proclamato lo Sciopero Generale contro guerra, genocidio in Palestina, riarmo, attacco al diritto internazionale e repressione.
Scioperiamo perché salari insufficienti, bollette, benzina e precarietà stanno colpendo duramente il mondo del lavoro, mentre il Governo destina miliardi ad armi, economia di guerra e militarizzazione, tagliando welfare, sanità, scuola e diritti sociali.
Scioperiamo raccogliendo l’appello della Global Sumud Flotilla, mentre una nuova missione è pronta a salpare dalla Turchia verso Gaza. Dopo l’assalto di poche settimane fa, il sequestro degli attivisti e la detenzione illegale di Thiago Ávila e Saif Abu Keshek, non è più possibile fingere neutralità.
A Trieste il corteo partirà dal Colle di San Giusto per arrivare al Molo Audace.
Portare il corteo fino al mare significa dare a quel luogo un altro significato: non una narrazione patriottica e identitaria, ma uno spazio di responsabilità, solidarietà e lotta.
Il 18 maggio Trieste guarda il Mediterraneo dalla parte di Gaza, della Flotilla, dei popoli aggrediti e di chi si oppone al genocidio.
Significa dire che questa città non vuole essere complice del silenzio. Significa spingere idealmente quella flottiglia che prova ad attraversare il mare contro blocchi, minacce e repressione.
Tra molti anni, quando tutto questo sarà giudicato dalla storia, resterà una domanda semplice: da che parte stavi?
Il 18 maggio saremo in piazza anche per questo. Perché ci sono momenti in cui il silenzio diventa complicità e bisogna scegliere da che parte stare.
Noi vogliamo che resti memoria del fatto che in questa città una parte di lavoratori, studenti, precari, pensionati e cittadini ha scelto di non abbassare lo sguardo.
Il 18 maggio fermiamo il Paese contro guerra, genocidio e repressione.
Il 23 maggio porteremo a Roma una manifestazione nazionale operaia di tutto il mondo del lavoro.
Per la guerra dalle aziende non deve uscire nemmeno un chiodo.
Stiamo ascoltando la testimonianza che due compagne portano dalla valle del Giordano.
Vi aspettiamo in Via Orlandini 38 per la cena condivisa, l'asta con le opere di Chiacchio, i concerti live e i dj set, banchetti, socialità, e presa bene dal basso contro la repressione!
Dai porti Europei agli avamposti della guerra coloniale sionista, continuiamo a resistere!
Stiamo iniziando il benefit contro la repressione delle mobilitazioni per la Palestina.
Vi aspettiamo in Via Orlandini 38 (Trieste)!
👆👆👆 OGGI 👆👆👆
MOLTIPLICHIAMO LA SOLIDARIETÀ!
PALESTINA LIBERA, RESISTENZA VINCERÀ!
Repost from N/a
MOBILITIAMOCI CONTRO LA TERZA GUERRA MONDIALE E IL CORRIDOIO IMEC
Il 9 maggio, in occasione dell’81° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, scenderemo in piazza per rivendicare con forza che non debba essercene una terza. Mentre i fronti di guerra divampano dall’Ucraina all’Iran, passando per la martoriata Palestina, il Libano e lo Yemen, gli interessi della macchina bellica occidentale e israeliana stanno trascinando il mondo sull'orlo di un nuovo conflitto globale.
È il momento di mobilitarci per respingere il tentativo di trasformare il nostro territorio in una base strategica al servizio dell'imperialismo USA, dei sionisti e delle potenze NATO, responsabili della deriva verso la catastrofe globale. Non vogliamo che Trieste venga utilizzata come struttura logistica per il genocidio in Palestina, per il conflitto con la Russia o per le aggressioni in Medio Oriente.
TUTTI IN PIAZZA A SAN GIACOMO IL 9 MAGGIO ALLE ORE 10!
Leggi l'appello completo
PER LA DIFFUSIONE IMMEDIATA
ULTIMA ORA: le forze israeliane stanno provando ad intercettare le imbarcazioni della Freedom Flotilla Coalition al largo della Grecia; aerei e droni statunitensi Lockheed Martin sorvolano le navi FFC.
La Global Sumud Flotilla segnala di essere sotto sorveglianza e l’avvicinamento di navi non identificate; crescono i timori di torture e rapimenti illegali dopo il trattamento riservato ai partecipanti GSF
4 maggio 2026, MAR MEDITERRANEO — La Global Sumud Flotilla (GSF) ha ricevuto preoccupanti messaggi dalla missione che confermano che la flotta della Freedom Flotilla Coalition (FFC), attualmente al largo della Grecia per unirsi alla GSF in una missione congiunta verso Gaza, è sottoposta a sorveglianza militare attiva e intimidazioni.
Cronologia dell’escalation:
* 19:27 (orario palestinese): quattro imbarcazioni FFC segnalano un elicottero militare che sorvola la loro posizione.
* 21:53 (orario palestinese): i partecipanti riferiscono la presenza di tre droni e di una nave non identificata in lontananza, con le luci di navigazione volutamente spente.
* Sorveglianza tattica: i dati di Marine Traffic confermano che un aereo statunitense Lockheed Martin ha sorvolato direttamente la flotta poco prima dell’ultima escalation.
* Stato attuale: i partecipanti segnalano ora imbarcazioni non identificate e luci bianche che si avvicinano alla flotta FFC da poppa.
Richieste urgenti di responsabilità
La Global Sumud Flotilla esprime grave preoccupazione per l’incolumità fisica di tutti i partecipanti. Alla luce delle prove di torture e abusi subiti da volontari GSF — inclusi maltrattamenti, minacce di morte e privazione sensoriale attualmente inflitti agli attivisti Saif Abukeshek e Thiago Ávila sotto custodia israeliana — cresce il timore che queste manovre tattiche rappresentino il preludio a ulteriori rapimenti illegali.
* Messaggio GSF al governo greco: il vostro mancato intervento per garantire la sicurezza di imbarcazioni civili umanitarie nelle vostre acque costituisce una violazione del diritto del mare e un atto di complicità. Chiediamo un intervento immediato per proteggerle da interferenze militari straniere.
* Alla comunità internazionale: chiediamo garanzie di sicurezza per tutto l’equipaccio. La presenza di aerei militari di produzione statunitense e di navi non identificate “sospetto” suggerisce uno sforzo coordinato per reprimere una missione umanitaria pacifica attraverso paura e forza.
* Prevenzione della tortura: ricordiamo a tutte le parti coinvolte che la detenzione arbitraria e i maltrattamenti di civili — inclusi pestaggi, bendature e isolamento — costituiscono crimini di guerra secondo il diritto internazionale.
* Responsabilità: il regime israeliano e le nazioni coinvolte devono essere ritenuti responsabili di questi recenti crimini di guerra, così come del genocidio in corso a Gaza e della pulizia etnica in Cisgiordania.
Questo attacco coordinato contro la Freedom Flotilla Coalition e la Global Sumud Flotilla rappresenta un tentativo disperato dell’occupazione israeliana di mantenere il proprio blocco illegale e genocida su Gaza. Il mondo non può restare a guardare mentre imbarcazioni civili vengono inseguite in acque internazionali e regionali da elicotteri e droni, in violazione continua del diritto internazionale e umanitario.
Invitiamo l’opinione pubblica a mobilitarsi e a chiedere ai propri governi di intervenire per fermare questa forma di pirateria e garantire il passaggio sicuro degli aiuti e dei difensori dei diritti umani.
Trieste lo sa ancora
da che parte stare,
PALESTINA LIBERA
DAL FIUME FINO AL MARE!
Repost from Trieste accade ogni giorno
MOBILITAZIONE DI URGENZA - LA FLOTILLA È STATA INTERCETTATA
La Marina israeliana, operante a centinaia di miglia al di fuori delle proprie acque territoriali, sta intercettando le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla.
Si tratta dell'ennesimo attacco di pirateria, dove civil3 provenienti da 55 paesi sono stat3 minacciati con armi e droni in acque greche mentre trasportavano aiuti umanitari diretti a Gaza, nella totale violazione del diritto internazionale.
Tutto questo con la complicità della Grecia e nel silenzio della comunità internazionale.
Il diritto Internazionale è inequivocabile. Le missioni umanitarie nelle acque internazionali sono protette dalla legge. Non esiste alcun fondamento giuridico per l’azione di “Israele”.
La richiesta è chiara: non vogliamo semplici dichiarazioni di solidarietà, vogliamo azioni concrete.
Chiediamo:
protezione diplomatica immediata per le attiviste
Condanna formale da parte dei governi ed interruzione di ogni rapporto con Israele
In questo il tempo è fondamentale. La Palestina e il Libano continuano a subire attacchi. La flottiglia è in movimento. La minaccia non è passata. Ogni ora di inazione da parte dei governi è un’ora in cui delle vite rimangono a rischio. L’urgenza non è retorica: è la realtà.
Ci troviamo alle 18:00 in Piazza Unita d'Italia davanti alla Prefettura
Perché l'inazione è complicità
Quindi noi insorgiamo, resistiamo, blocchiamo tutto!
Global Sumud FVG
https://www.facebook.com/fvgglobalsumud
https://www.instagram.com/fvg_globalsumud/
VAGLI A SPIEGARE CHE È (ANCORA) PRIMAVERA: BENEFIT CONTRO LA REPRESSIONE DELLE MOBILITAZIONI PER LA PALESTINA
9 MAGGIO 2026
TRIESTE, CASA DELLE CULTURE (VIA ORLANDINI 38)
DALLE 16 FINO A TARDI
La mattina del 15 gennaio agenti della Digos di Trieste hanno effettuato perquisizioni nelle case di 10 persone. Qualche settimana fa, alcunx compagnx hanno poi scoperto, tramite avviso scritto, di essere statx iscrittx al registro delle notizie di reato. L’accusa è di aver preso parte alle mobilitazioni del periodo “blocchiamo tutto”, che ha visto una partecipazione popolare massiccia, come non la si vedeva da decenni.
I fatti contestati riguardano la grande giornata di lotta del 22 settembre al porto di Trieste e il corteo spontaneo, uno dei tanti, che il 2 ottobre ha tentato il blocco della stazione ferroviaria.
Guerra e genocidio partono dai nostri territori. Come ha confermato il dossier "MADE IN ITALY PER L’INDUSTRIA DEL GENOCIDIO", a ottobre e novembre '25 spedizioni di etil centralite (utilizzato nei propellenti e negli esplosivi), sono infatti arrivate per ferrovia al porto di Trieste, dove sono state imbarcate sulle navi MSC MELANI III e MSC EAGLE III, con destinazione finale l'azienda bellica Elbit di Ramat HaSharon, in "Israele".
A distanza di mesi non possiamo che ribadire che bloccare la logistica della guerra è giusto, ed è il minimo che si possa fare contro la guerra globale.
Quello che vogliamo sottolineare, ribaltando il teorema dell'accusa, è che l' emersione del conflitto durante lo scorso autunno è stata un fenomeno diffuso e spontaneo. Per questo, cara PM, è inutile cercare una regia che non c'è, qualche capro espiatorio da intimidire e punire. Questo autunno in piazza c'eravamo tuttx!
L'evento del 9 maggio sarà un'occasione per mostrare solidarietà allx indagatx, ma anche per informarci sull'accelerazione senza precedenti della pulizia etnica che sta avendo luogo in Palestina negli ultimi mesi in un assordante silenzio mediatico. Parleremo delle ultime notizie dalla Valle del Giordano e di come supportare la campagna "Jordan Valley solidarity", che ha l'obiettivo di aiutare concretamente a difendere la terra e i villaggi palestinesi contro l'occupazione sionista nella West Bank.
MOLTIPLICHIAMO LA SOLIDARIETÀ!
PALESTINA LIBERA, RESISTENZA VINCERÀ!
Anche il 25 aprile Trieste sa da che parte stare.
Alla Risiera di San Sabba, luogo simbolo della violenza nazifascista e unico lager con forno crematorio in Italia, si terrà ancora una volta la cerimonia istituzionale alla presenza delle autorità. Proprio qui emerge con forza una contraddizione politica sempre più evidente.
I celebratori di quella cerimonia promuovono oggi, dal Comune alla Regione e fino al Governo del Paese, politiche securitarie, razziste e sessiste. Sostengono apertamente il sionismo e un modello fondato sulla guerra, sulla repressione e sulla compressione dei diritti sociali. In questo quadro, la celebrazione della Liberazione diventa una rappresentazione formale che scivola nell’insulto alla memoria e copre la distanza reale dai valori della Resistenza, una cerimonia in cui fra l’altro si respirerà un clima fatto di controlli, preavvisi e pressione crescente.
Il mondo che abbiamo davanti è segnato da una nuova fase di conflitto globale. La controffensiva imperialista, che reagisce all’emergere di nuove potenze a livello mondiale, mira a controllare le nuove modalità dell’accumulazione capitalistica e le catene del valore ricorrendo a guerre che si allargano, si intrecciano, si alimentano a vicenda dentro un sistema che usa la forza come strumento ordinario di governo.
Dal massacro del popolo palestinese all’estensione del conflitto in tutto il Medio Oriente, con l’aggressione nei confronti di Libano e Iran da parte di Stati Uniti e Israele, fino alle pressioni, alle sanzioni e alle ingerenze che colpiscono paesi come Venezuela e Cuba, prende forma un quadro unitario. Un sistema di potere che agisce su scala globale, che combina guerra, embargo, destabilizzazione e controllo economico per ridefinire gli equilibri internazionali.
Dentro questo scenario, i diritti dei popoli diventano variabili subordinate agli interessi geopolitici e finanziari, mentre intere popolazioni pagano il prezzo più alto in termini di vite, condizioni materiali e libertà.
Questa dinamica globale sta già producendo effetti diretti anche qui: aumento del costo della vita, precarietà, salari compressi, redistribuzione delle risorse verso la spesa militare.
In questo quadro il 25 aprile diventa terreno di lotta. I valori della Resistenza chiedono di essere praticati.
Le resistenze dei popoli che attraversano oggi il mondo parlano anche a noi. Dentro un contesto in cui, dal Comune al Governo, si afferma un blocco politico sempre più spostato a destra, che produce misure autoritarie e intensifica la repressione sociale, sono proprio quelle resistenze che tengono aperto uno spazio e ci permettono anche qui di non arretrare, di riconoscere le contraddizioni e di rimettere in discussione il modello che ci stanno imponendo.
È dentro questa contraddizione che si colloca anche il senso di questa giornata. Trasformare la memoria in rituale, affidarla a chi sostiene queste politiche, significa svuotarla e piegarla a una funzione opposta a quella per cui è nata.
È con queste motivazioni che Trieste Antifascista, assieme al Global Movement To Gaza, chiama alla partecipazione e alla presenza al corteo della mattina del 25 aprile.
Per questo chiamiamo al boicottaggio attivo della celebrazione istituzionale alla Risiera di San Sabba.
Per questo il 25 aprile saremo in corteo e nelle piazze, nei luoghi reali del conflitto sociale.
La Resistenza continua.
L’antifascismo vive nelle lotte.
