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La realtà e le sue prospettive analizzate dal giornalista Davide G. Porro
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👪 CASO CLANCY: QUANDO L'ASSASSINA DIVENTA IDEOLOGICAMENTE VITTIMA
Lindsay Clancy manda il marito a comprare medicine e cibo. Lui la chiama durante la commissione e lei risponde normalmente. Nel frattempo sta uccidendo i loro tre figli: Cora, 5 anni, Dawson, 3, e Callan, 8 mesi.
Li strangola con elastici da allenamento. Poi si procura ferite superficiali a polsi e collo e si getta da una finestra. Sopravvive.
Ed è qui che iniziano le domande legittime e scomode.
Clancy era un’infermiera. Conosceva il corpo umano. Se voleva realmente morire, perché quelle ferite superficiali? Perché non avrebbe raccontato ai medici i pensieri intrusivi (di fare del male ai figli)? Perché gestiva autonomamente i farmaci anziché attenersi alle prescrizioni? Perché consultare diversi professionisti senza fornire loro il quadro completo?
Attorno a questo caso si è sviluppata un’indulgenza ideologica che pretende quasi di rendere illegittimo persino porle.
E attenzione: questa indulgenza non è femminismo.
Il femminismo ha combattuto per riconoscere alle donne piena autonomia, piena capacità di scelta e pari dignità rispetto agli uomini. E la conseguenza inevitabile dell’essere considerate adulte pienamente capaci è anche essere chiamate a rispondere delle proprie azioni quando ne ricorrono le condizioni.
L’indulgenza ideologica fa l’esatto contrario.
Infantilizza la donna. La considera sempre determinata da qualcos’altro: gli ormoni, la maternità, il marito, la società, la depressione.
Anche quando tre bambini sono morti, sente il bisogno di spostare immediatamente il centro della compassione dalla vittima all’autrice.
Sui social alcune donne hanno scritto “avrei potuto essere Lindsay”.
Se un padre mandasse fuori la moglie, strangolasse metodicamente i suoi tre bambini e poi sopravvivesse a ferite autoinferte, quante persone scriverebbero “avrei potuto essere lui”?
Ve lo dico io: nessuna.
Ed è questo il doppio standard che va denunciato.
In questi giorni un altro bambino di due anni è stato trovato impiccato nel seminterrato di casa. La madre (una seguace del movimento pro-Lindsay) è stata trovata con ferite superficiali e avrebbe sostenuto che il figlio fosse un “demone”. Saranno medici e giudici a stabilire il suo stato mentale e la sua responsabilità.
"Ma anche lì esiste una certezza che nessuna diagnosi potrà cancellare: un bambino è morto.
La psicosi postpartum esiste ed è una condizione gravissima. Riconoscerla significa pretendere diagnosi, cure e prevenzione. Non significa trasformarla in un’assoluzione automatica ogni volta che una madre uccide.
Perché la parità senza responsabilità non è parità. È paternalismo travestito da emancipazione.
Una donna non è meno adulta perché è donna. E un bambino non è meno vittima perché a ucciderlo è sua madre.
Prima di scrivere “avrei potuto essere Lindsay”, ricordatevi tre nomi:
Cora. Dawson. Callan.
Loro non possono raccontare la propria versione.
E tu che ne pensi?
| 2 | BYOBLU, INIZIANO LE DIMISSIONI IN MASSA
A Media Pluralisti Europei S.p.A., editrice di Byoblu, sono ormai tre i mesi di stipendi non corrisposti: giugno, luglio e agosto. Una condizione che, secondo la consolidata giurisprudenza giuslavoristica, può integrare gli estremi delle dimissioni per giusta causa, consentendo ai lavoratori di accedere alla Naspi.
Alcuni dipendenti, compresa la direttrice responsabile Virginia Camerieri, avevano già lasciato volontariamente l’azienda nelle settimane passate; qualcuno ha già trovato un nuovo impiego. Per chi è rimasto, dopo le richieste di pagamento rimaste senza esito, le dimissioni per giusta causa sembrano ora diventare una possibilità sempre più concreta.
Nel frattempo si è insediato un nuovo Consiglio di amministrazione: Claudio Messora è tornato nei ruoli di presidente e amministratore delegato. Nel CdA siedono inoltre la moglie, l’ex moglie e un figlio ventenne.
In una lunga email inviata agli oltre 3000 azionisti lo scorso 24 agosto, Messora ha ricostruito le ultime fasi societarie e ricordato che il 21 settembre, davanti al Tribunale di Milano, è fissata l’udienza relativa alla richiesta di liquidazione presentata dal precedente CdA.
Nella stessa comunicazione viene prospettata un’alternativa: un piano di risanamento fondato su circa due milioni di euro di nuove donazioni da raccogliere fra soci e pubblico prima dell’udienza. La raccolta, secondo quanto illustrato, dovrebbe essere gestita da una piattaforma di crowdfunding indipendente, ancora da individuare. Se l’appello avesse successo, l’attività potrebbe riprendere, ma con un budget mensile di circa 120 mila euro: meno della metà di quello precedente.
Per tastare il terreno, il patron di Byoblu ha predisposto un’ulteriore consultazione pubblica: "“Vuoi che proviamo a riaccendere la TV dei cittadini a settembre?”" (https://www.byoblu.com/riaccenderelatv). Una possibilità descritta come nell’interesse dei soci e della loro facoltà di conservare diritti nella società, con l’obiettivo di "ripartire con un clima sereno, costruttivo e soprattutto sostenibile dal punto di vista finanziario".
C’è però un elemento che merita attenzione. Il sondaggio non è ospitato su un canale digitale riferibile a MPE, ma sul dominio byoblu.com, oggi dedicato a Byoblu 3.0: un progetto che il sito presenta come “a cura di Claudio Messora” e fondato su un uso estensivo delle nuove tecnologie. Secondo questa ricostruzione, il dominio è stato sottratto alla gestione della società editrice e reindirizzato alla nuova iniziativa personale di Messora. "La pagina di presentazione" (https://www.byoblu.com/chi-sono/) distingue infatti la precedente “Byoblu 2.0”, descritta come una società che ha utilizzato il marchio, dalla nuova fase avviata nel 2026.
Anche la questione dei dati merita chiarezza. Partecipare al sondaggio non significa iscriversi alla newsletter: l’"informativa privacy" (https://www.byoblu.com/privacy-policy/) indica che viene registrato un identificativo tecnico anonimo per evitare voti multipli. Ma chi si iscrive alla newsletter di Byoblu da quella pagina conferisce il proprio indirizzo email a un trattamento il cui titolare è indicato espressamente in Claudio Messora, non in MPE S.p.A.
Ne deriva che l’adesione alla newsletter resta collegata al nuovo sito e al suo titolare, anche nell’eventualità in cui Media Pluralisti Europei dovesse finire in liquidazione giudiziale. Un passaggio tutt’altro che marginale, per soci, sostenitori e lavoratori: mentre si chiede denaro per salvare la società, il rapporto con il pubblico e i suoi dati transita già su una piattaforma distinta dalla società stessa.
Intanto l’attività editoriale è ferma da settimane. La direttrice di produzione Barbara Quaini, entrata nel nuovo CdA a luglio, rischia di ritrovarsi senza le risorse umane da coordinare, proprio mentre le dimissioni si moltiplicano.
Dal Comitato di redazione, finora, nessun comunicato. Ma se i salari continueranno a non arrivare, è plausibile che anche i giornalisti scelgano la strada delle dimissioni per giusta causa. | 279 |
| 3 | MOSCA ACCUSA L’EUROPA: «VUOLE INTERFERIRE NELLE ELEZIONI RUSSE». ACCUSE GRAVISSIME
Il Servizio di Intelligence Estera russo (SVR) ha pubblicato il 31 agosto un comunicato che contiene accuse pesantissime contro l’Unione Europea e alcuni governi europei.
Secondo l’intelligence di Mosca, alla vigilia delle elezioni russe di settembre sarebbe in corso una strategia articolata per ostacolare il processo elettorale e delegittimarne preventivamente il risultato.
L’SVR arriva ad accusare ambienti europei di aver incoraggiato Kiev a intensificare sabotaggi e attacchi in territorio russo e sostiene che con servizi occidentali sarebbero stati discussi persino cyberattacchi contro le infrastrutture elettorali.
Sono accuse che, è indispensabile precisarlo, provengono dall’intelligence russa e non sono al momento accompagnate da prove pubbliche che consentano di verificarne le parti più gravi.
Ma liquidare tutto semplicemente come “propaganda russa” sarebbe altrettanto superficiale.
Perché alcuni elementi dello scenario descritto da Mosca sono reali e documentabili.
Il 13 luglio a Parigi si è effettivamente riunita la Coalizione dei Volenterosi, con Zelensky e i principali leader europei, mentre parallelamente veniva lanciata una cooperazione europea per la difesa contro i missili balistici.
Ed è soprattutto documentata l'esistenza di rapporti istituzionalizzati tra istituzioni europee ed esponenti dell’opposizione russa.
Il 23 giugno il Parlamento Europeo ha ospitato la seconda edizione del “Brussels Dialogue”, organizzata con il sostegno della Commissione Europea e del Servizio Europeo per l’Azione Esterna: rappresentanti delle “forze democratiche russe”, attivisti contro la guerra e società civile hanno incontrato esponenti delle istituzioni UE e dei Paesi membri. Gran parte dell’incontro si è svolta a porte chiuse.
Esiste inoltre una Piattaforma PACE per il dialogo con le forze democratiche russe, cioè un rapporto politico strutturato tra istituzioni europee ed esponenti dell’opposizione a Putin.
Questo non dimostra affatto che Bruxelles stia organizzando sabotaggi o manipolazioni elettorali.
Dimostra però qualcosa che merita una domanda molto più scomoda:
come definiremmo queste iniziative se le parti fossero invertite?
Se Mosca finanziasse e organizzasse piattaforme permanenti con oppositori dei governi europei; se li riunisse nelle proprie istituzioni; se discutesse con loro del futuro politico dell’Europa; se sostenesse apertamente l'obiettivo di una trasformazione del nostro sistema politico…
La chiameremmo semplicemente “promozione della democrazia”?
Oppure parleremmo immediatamente di "ingerenza russa nei processi democratici europei"?
Le accuse dell’SVR devono essere provate.
Ma proprio perché sono così gravi, forse meritano qualcosa di più serio del riflesso automatico con cui ormai archiviamo qualsiasi denuncia proveniente da Mosca.
Perché in geopolitica la domanda fondamentale non dovrebbe essere mai "chi lo dice".
Dovrebbe essere: "è vero?"
Note:
➡️https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/AFET-PR-753627_EN.pdf
➡️ | 181 |
| 4 | DATI ISTAT: ECCO L'IMPATTO DELLE POLITICHE UE SU DI NOI
Un centesimo alla volta ci stiamo impoverendo.
L’inflazione ufficiale (Istat) dice +3,3%. Il “carrello della spesa” +1%.
Tutto bene?
Poi però vai al supermercato e scopri che dietro le medie ci sono le nostre vite reali: pane, frutta, verdura, prodotti essenziali che negli ultimi anni hanno accumulato rincari ben più pesanti.
Un telefonino più caro lo compri una volta ogni uno, due, magari tre anni.
Il pane più caro lo paghi ogni giorno. Quel rincaro lo paghi 150, 200, 300 volte l’anno. Non pesa allo stesso modo, soprattutto per chi ha uno stipendio fermo, una pensione modesta o figli da mantenere.
Le politiche energetiche e bellicistiche dell’Unione europea hanno reso famiglie e imprese più esposte: costi dell’energia trasferiti lungo tutta la filiera, dall’agricoltura ai trasporti fino allo scaffale. E mentre Bruxelles investe nella logica del riarmo, delle tensioni e dello scontro permanente, la vita quotidiana presenta il conto.
Il Codacons stima per l’autunno un aggravio fino a 633 euro a famiglia: non è un dato Istat, ma una previsione che segnala un rischio concreto.
Perché un prezzo non è solo un numero.
È quante volte sei costretto a pagarlo. E il pane, a differenza di un telefonino, non puoi decidere di rimandarlo al prossimo anno.
E tu che ne pensi? | 199 |
| 5 | 🔴COLLEGATEVI PER LA LIVE!!!
https://www.youtube.com/live/1wrzG58_k9s?si=KOj6SBnzLpji9Lb0 | 216 |
| 6 | IL MESSAGGIO DEL ISLANDESI, CITTADINI SOVRANI.
L' #Islanda dice NO alla #ue non all' #Europa
https://youtube.com/shorts/QRowgG-QNZ4?si=wguy-crxaNsyqt1_ | 2 972 |
| 7 | 1 برنده قرعهکشی | 273 |
| 8 | 🇮🇸ISLANDA: AL VOTO REFERENDUM PER NEGOZIATI ADESIONE EU
Al momento la situazione è questa: le urne si sono chiuse alle 22 di sabato 29 agosto e lo scrutinio è ancora in corso. Non risultano ancora dati sufficientemente completi per attribuire la vittoria.
A causa della dispersione dei seggi sul territorio islandese e del trasporto delle schede anche via nave e aereo, un risultato attendibile è previsto entro la tarda mattinata di domenica 30 agosto.
È importante chiarire che gli islandesi non stanno votando direttamente per entrare nell’Unione europea. Il quesito è, in sostanza:
L’Islanda deve riprendere i negoziati di adesione all’Unione europea?
Se vince il Sì:
Reykjavík riaprirà il negoziato con Bruxelles, probabilmente entro la fine del 2026;
le trattative potrebbero durare indicativamente 18-24 mesi;
l’eventuale accordo finale dovrà essere sottoposto a un secondo referendum, quello decisivo sull’adesione.
Se vince il No, il dossier europeo verrà nuovamente accantonato, almeno per questa legislatura.
Un risultato apertissimo
Gli ultimi sondaggi hanno dato indicazioni contrastanti:
Maskína: leggerissimo vantaggio del Sì;
Gallup: No 51,6%, Sì 48,4%.
La differenza rientra sostanzialmente nel margine d’incertezza. Anche l’affluenza appare piuttosto sostenuta.
Anche in Italia si svolse un referendum consultivo ante UE il 18 giugno 1989, celebrato insieme alle elezioni europee. Agli italiani fu chiesto:
«Ritenete voi che si debba procedere alla trasformazione delle Comunità europee in una effettiva Unione, dotata di un Governo responsabile di fronte al Parlamento, affidando allo stesso Parlamento europeo il mandato di redigere un progetto di Costituzione europea da sottoporre direttamente alla ratifica degli organi competenti degli Stati membri della Comunità?»
Il risultato fu nettissimo:
Sì: 88,03%
No: 11,97%
Affluenza: 80,68%
Ma non si votò mai per l'adesione a quella che fu poi l'Unione Europea. | 319 |
| 9 | LA LINEA DI VANNACCI SUI VACCINI
📱 https://youtu.be/_wBS1vzf-_8?si=oupQosav36y123aI
Obbligo vaccinale, Green Pass e libertà di scelta: Lorenzo Gasperini chiarisce la posizione di Futuro Nazionale e di Roberto Vannacci sulla gestione di una futura emergenza sanitaria. Nessun farmaco imposto dallo Stato, sostiene, ma libertà individuale e principio di sussidiarietà.
Ultimo episodio di Galt Right con Francesco Borgonovo e Lorenzo Gasperini.
Che ne dici tu? | 1 874 |
| 10 | 🔴 PER DI BATTISTA MALORE IMPROVVISO A CUBA.
È ricoverato in gravi condizionata dall'ospedale Santa Clara di Cuba dopo aver accusato un forte mal di testa.
Era sull'isola per realizzare una serie di documentari per il Fatto Quotidiano e per la trasmissione Loft.
L'ex pentastellato ha 48 anni, una compagna e due figli. Durante l'emergenza COVID si era sottoposto a tre dosi di Johnson&Johnson e Pfizer per poi contrarre la malattia.
Ex parlamentare è sempre stato piuttosto critico sulla gestione del Movimento tanto da non ricandidarsi alle politiche.
Esprimo vicinanza alla famiglia in questo momento difficile con l'auspicio che Alessandro Di Battista possa superare questo momento e recuperare la salute. | 427 |
| 11 | FATTA LA NATO ISLAMICA? | PUNTATA 109 LUPO SOLITARIO
Dalle 21:30 collegati qui:
🎞 https://www.youtube.com/watch?v=e5W0N7IKF3A
Il 7 agosto 2026 Turchia, Pakistan e Arabia Saudita hanno firmato alla Mecca un accordo di mutua difesa: un attacco contro uno dei tre Paesi sarà considerato un attacco contro tutti. Una clausola che richiama direttamente l’articolo 5 della NATO.
Riad mette in campo potenza finanziaria e influenza nel mondo arabo; Ankara il secondo esercito della NATO e una crescente industria militare; Islamabad un grande apparato militare e l’unico arsenale nucleare del mondo islamico.
È l’embrione di una nuova alleanza strategica autonoma dagli Stati Uniti oppure uno strumento con cui Erdoğan e Mohammed bin Salman vogliono aumentare il proprio potere contrattuale verso Washington?
Ne parliamo con il Tenente Colonnello Luca Anedda, analizzando:
• il contenuto del nuovo patto di difesa;
• il possibile ombrello nucleare pakistano;
• la posizione della Turchia, contemporaneamente dentro la NATO occidentale e nel nuovo accordo della Mecca;
• i rapporti con gli Stati Uniti e le trattative sugli F-35;
• le conseguenze per Israele, Iran, India ed Europa;
• la dichiarazione comune sulla Palestina sottoscritta da otto Stati arabo-islamici;
• il possibile allargamento dell’alleanza a Egitto e altri Paesi.
Un nuovo blocco militare sta prendendo forma tra Mediterraneo, Medio Oriente e Oceano Indiano? E soprattutto: la cosiddetta “NATO islamica” sarà alleata, concorrente o avversaria dell’Occidente? | 392 |
| 12 | DIFTERITE IN ITALIA: QUALI RESPONSABILITÀ PER IL CASO DI PALERMO?
difterite La domanda che tutti dovrebbero porsi è come si riconoscono i sintomi di una malattia scoperta nel 1883 (primo nobel per la medicina nel 1901) e letale per il 5% degli ammalati? I medici italiani sono in grado di riconoscerla o non ne hanno mai visto un caso in vita loro e pertanto non la diagnosticano tempestivamente? Esiste il vaccino, è vero, ma il sapere medico non può essere abdicato ai farmaci.
Oggi vengono indagati i genitori di una bimba di 4 anni non vaccinata ma nessuno si domanda come mai la bambina fu portata il 13 agosto al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Cervello con febbre, vomito e difficoltà ad alimentarsi. Dopo la visita venne dimessa con diagnosi di tonsillite essudativa febbrile e una terapia farmacologica. Due giorni dopo i genitori la riportarono al PS in condizioni ben più gravi.
Nessuno comprende che dietro a questa storia non ci sono solo dei genitori che "non hanno vaccinato la figlia" (no vax) ma anche un ospedale che non è stato in grado di riconoscere e curare una malattia super documentata nella letteratura medica.
Questo va detto per onestà intellettuale.
E tu che ne pensi?
(nelle immagini screenshot dal sito dell'Istituto Veronesi) | 390 |
| 13 | 💥💥 LA TURCHIA EMETTE MANDATO DI ARRESTO PER BIBI NETANYAHU
Ankara ha emesso un mandato d'arresto internazionale per il premier israeliano Netanyahu, nell'ambito dell'intercettazione della Flotilla per Gaza.
A chiederlo, il ministro della Giustizia turco Gurlek.Accuse anche di genocidio. "Non accettiamo in alcun modo l'idea che l'amministrazione Netanyahu sia intoccabile e non possa essere chiamata a rispondere delle proprie azioni", afferma Gurlek, "e non permetteremo che i crimini commessi a Gaza vengano insabbiati, né che i responsabili siano protetti dallo scudo dell'impunità". | 369 |
| 14 | 🎞 ACCOGLIAMO MIGRANTI MA NON FACCIAMO PIÙ FIGLI
Forse l'episodio più interessante e brillante finora di quelli che vi stanno accompagnando questa estate.
Accoglienza e remigrazione sono davvero incompatibili? Lorenzo Gasperini contesta questa contrapposizione e sostiene che il dovere cristiano di aiutare chi ha bisogno debba convivere con la difesa dell'identità, della sicurezza e delle proporzioni.
E con Francesco Borgonovo affronto un problema ancora più profondo: un Occidente che accoglie sempre più persone mentre smette di fare figli.
Guarda l'episodio di Galt Right e dimmi se sei d'accordo.
QUI 👇
https://www.youtube.com/watch?v=PYhnUMTs6aI | 378 |
| 15 | جوایز قرعهکشی: 500 ستاره بین 1 برنده توزیع خواهد شد. | 360 |
| 16 | 🫣 “AVREI POTUTO ESSERE LINDSAY”: PSICOSI COLLETTIVA WOKE
C’è qualcosa di profondamente inquietante nel movimento social nato attorno al caso di Lindsay Clancy, la madre americana accusata di aver ucciso i suoi tre figli.
“It could have been me”, avrei potuto essere io, hanno dichiarato pubblicamente altre madri, alcune raccontando in video di aver provato a loro volta pensieri o impulsi violenti verso i propri figli.
Comprendere la malattia mentale è doveroso. Conoscere la depressione e la psicosi postpartum è fondamentale. Chiedere che una persona incapace di intendere le proprie azioni venga giudicata tenendo conto della sua condizione psichiatrica è civiltà giuridica.
Ma qui stiamo parlando di altro.
Lindsay Clancy non ha solo pensato di uccidere i suoi bambini: Cora, Dawson e Callan sono morti. Avevano cinque anni, tre anni e otto mesi.
Eppure una parte del racconto social sembra aver compiuto uno straordinario rovesciamento emotivo: l’identificazione non avviene più con i tre bambini uccisi, ma con la persona che li ha uccisi.
“Avrei potuto essere Lindsay.”
Davvero?
Un pensiero intrusivo non è un omicidio. Una depressione postpartum non rende una madre una potenziale assassina. E trasformare esperienze diversissime in una gigantesca autobiografia collettiva rischia persino di fare un torto alle migliaia di donne che hanno attraversato sofferenze psichiche dopo il parto senza mai fare del male ai propri figli.
C’è poi qualcosa che trovo moralmente deprecabile nel bisogno di esibire pubblicamente questa identificazione, quasi che un triplice infanticidio fosse diventato l’occasione per raccontare se stessi.
La malattia può spiegare un comportamento. In determinate condizioni può persino escluderne la responsabilità penale. Ma comprendere non significa normalizzare.
25.000 persone hanno donato quasi 1 mln di euro per la causa.
Forse prima di dire “avrei potuto essere Lindsay” dovremmo recuperare tre nomi che questa narrazione rischia di lasciare sullo sfondo:
Cora. Dawson. Callan.
Loro non “avrebbero potuto essere”.
Loro sono stati le vittime. | 414 |
| 17 | ⬇️BORGONOVO SHOCK: "GLI IMMIGRATI NON ESISTONO"
🎬 https://youtu.be/gmRDOW9mqds
Esiste davvero un’unica categoria di “immigrati”?
Andrea Ballarati, Francesco Borgonovo e Davide G. Porro discutono di compatibilità culturale, integrazione, assimilazione e seconde generazioni. Fino alla questione centrale della remigrazione: che cosa fare con chi è ormai cittadino?
E tu che ne pensi? | 279 |
| 18 | TAYBEH SOTTO PRESSIONE: COSA STA ACCADENDO NELL’ULTIMO VILLAGGIO INTERAMENTE CRISTIANO DELLA PALESTINA?
Taybeh si trova a circa trenta chilometri da Gerusalemme ed è considerato l’ultimo villaggio della Cisgiordania con una popolazione interamente cristiana. Un luogo che porta con sé anche un fortissimo significato religioso: secondo il Vangelo di Giovanni, sarebbe qui che Gesù si ritirò dopo che il Sinedrio aveva deciso di metterlo a morte (Gv 11, 53-54).
Oggi, però, Taybeh è tornata al centro delle cronache per le crescenti tensioni tra la popolazione palestinese, i coloni israeliani e l’esercito.
Il 10 agosto l’esercito israeliano ha circondato il villaggio, dichiarando che il dispiegamento avrebbe avuto lo scopo di proteggere gli abitanti dagli attacchi dei coloni israeliani.
Una presenza militare che, tuttavia, non ha cancellato le preoccupazioni della popolazione locale.
Quello stesso giorno, infatti, nella vicina Qusra, a pochi chilometri da Taybeh, alcuni soldati israeliani sono stati ripresi mentre pregavano insieme a dei coloni. E appena due giorni più tardi, il 12 agosto, Taybeh sarebbe stata nuovamente attaccata da coloni israeliani.
È proprio questa successione di avvenimenti ad alimentare i timori degli abitanti.
La paura è che la presenza dell’esercito, anziché rappresentare soltanto una protezione, possa tradursi in nuove restrizioni alla libertà di movimento, con ulteriori posti di blocco e controlli per chi deve entrare o uscire dal villaggio.
Il problema dei checkpoint riguarda del resto gran parte della Cisgiordania: per molti palestinesi spostarsi da un centro abitato all’altro, raggiungere il luogo di lavoro o persino accedere ai propri terreni agricoli può significare affrontare controlli, deviazioni e lunghe attese.
Una pressione quotidiana che, secondo chi denuncia questa situazione, rischia nel lungo periodo di favorire l’abbandono delle comunità locali e l’emigrazione, aprendo ulteriormente la strada all’espansione degli insediamenti israeliani.
La vicenda di Taybeh ha richiamato anche l’attenzione della Chiesa cattolica.
Il 15 agosto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme e massima autorità cattolica latina in Terra Santa, è entrato nel villaggio e ha celebrato la Messa insieme alla comunità locale.
Il giorno successivo, 16 agosto, Papa Leone XIV, al termine dell’Angelus, ha rivolto un nuovo appello alla comunità internazionale, richiamando l’attenzione sulla situazione in Terra Santa e, in particolare, sugli episodi che stanno interessando Taybeh e Qusra.
Sul fondo rimane poi una questione geopolitica molto più ampia: mentre cresce la pressione internazionale sul governo israeliano per quanto accade nei territori palestinesi, diversi Paesi occidentali continuano contemporaneamente ad acquistare sistemi d’arma e di difesa israeliani.
Tra i casi più recenti viene indicata la Grecia, impegnata nel progetto di difesa denominato “Scudo di Achille”, con investimenti nell’ordine di miliardi di euro e una significativa componente di tecnologia israeliana.
Nel dicembre 2025 anche la Germania ha approvato un ulteriore investimento miliardario nel sistema antimissile israeliano Arrow 3, inserito nella più ampia architettura dello European Sky Shield Initiative.
Ed è qui che Taybeh smette di essere soltanto la storia di un piccolo villaggio cristiano della Cisgiordania.
Diventa il punto d’incontro fra religione, sicurezza, colonizzazione, libertà di movimento e interessi geopolitici.
E soprattutto pone una domanda: chi proteggerà una comunità cristiana che teme di trovarsi progressivamente stretta tra l’espansione dei coloni e una presenza militare che dovrebbe garantirne la sicurezza? | 306 |
| 19 | VI ACCOMPAGNO ALLA SCOPERTA DI VILLA REZZOLA
A Pugliola, sulle alture di Lerici, esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato: Villa Rezzola.
Affacciata sullo straordinario scenario del Golfo dei Poeti, questa dimora storica custodisce secoli di storia, un magnifico giardino all’inglese, terrazze, pergolati di glicine e una vista che abbraccia il mare della Liguria.
Ma Villa Rezzola non è soltanto bellezza.
Dalle sue origini settecentesche alla trasformazione voluta dai proprietari inglesi William Percy e Helen Lavinia Cochrane, dalla famiglia Carnevale Miniati fino agli anni drammatici della Seconda guerra mondiale, queste stanze sono state testimoni di vicende sorprendenti.
Qui soggiornò anche Rudolf Jacobs, ufficiale della Marina tedesca che durante l’occupazione decise di disertare e unirsi alla Resistenza italiana.
Oggi Villa Rezzola è un Bene del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, conservato e aperto al pubblico grazie alla scelta di Maria Adele “Pupa” Carnevale Miniati di affidare questo patrimonio alle generazioni future.
Un viaggio tra storia, natura e memoria, in uno degli angoli più suggestivi del Golfo dei Poeti.
Ho girato con il mio smartphone, montato e scritto questo video durante una mia visita alla villa nell'agosto 2026.
Che ve ne pare?
(In altissima risoluzione sul mio canale YT)
#VillaRezzola #Lerici #GolfoDeiPoeti | 278 |
| 20 | MA QUESTI FASCISTI LI VEDETE SPESSO?
A Pisa scatta l’allarme: sui muri della scuola primaria Collodi compaiono misteriosi segni.
Il deputato PD Antonio Mazzeo non ha dubbi: uno «sfregio», simboli e ideologie che negano i valori della Repubblica. E chiude solennemente: «memoria, democrazia, antifascismo».
Poi arriva un dettaglio piuttosto imbarazzante.
A quanto riportato, non erano simboli fascisti. Erano semplici segni di cantiere tracciati dagli operai per indicare dove intervenire sul cappotto termico.
Insomma, più che la marcia su Roma, la marcia sul ponteggio.
Più che camicie nere, caschetti e spatole.
Più che il ritorno del Ventennio, il ritorno dell’intonachista dopo la pausa pranzo.
La vicenda sarebbe soltanto comica se non raccontasse qualcosa del nostro dibattito pubblico: ormai il fascismo viene individuato con una rapidità tale che rischia di comparire persino dove un muratore ha lasciato un'indicazione per il collega.
E allora una domanda, senza alcuna ironia — o forse con parecchia:
ma questi fascisti li vedete spesso?
Perché a forza di gridare «al fascista» davanti a ogni macchia sul muro, il rischio è che prima o poi qualcuno debba chiamare non la Digos…
ma l’impresa edile. | 349 |
