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Il 7 ottobre 2023 Hamas ha commesso stupri di massa, violenze sessuali sistematiche e torture sui civili israeliani al festival Nova e nei kibbutz del sud di Israele. "Silenced No More", il report della Civil Commission on October 7th Crimes by Hamas Against Women and Children lo ha documentato su oltre 283 pagine, con oltre 430 testimonianze verificate e con più di diecimila file multimediali analizzati da giuristi, medici legali e psichiatri forensi internazionali. "7 ottobre. Fine del silenzio" è il nuovo podcast di Free4future ed è fatto di quelle prove, di quelle voci e vi dirà cosa è accaduto quel giorno. Nel primo episodio, lo stupro sistematico al Nova Festival attraverso le voci di chi era nascosto e ascoltava, e di chi ha trovato i corpi. Ascoltalo qui 👉https://youtu.be/pQXIvR9a77s

Il 7 ottobre 2023 Hamas ha commesso stupri di massa, violenze sessuali sistematiche e torture sui civili israeliani al festival Nova e nei kibbutz del sud di Israele. "Silenced No More", il report della Civil Commission on October 7th Crimes by Hamas Against Women and Children lo ha documentato su oltre 283 pagine, con oltre 430 testimonianze verificate e con più di diecimila file multimediali analizzati da giuristi, medici legali e psichiatri forensi internazionali. "7 ottobre. Fine del silenzio" è il nuovo podcast di Free4future ed è fatto di quelle prove, di quelle voci e vi dirà cosa è accaduto quel giorno. Nel primo episodio, lo stupro sistematico al Nova Festival attraverso le voci di chi era nascosto e ascoltava, e di chi ha trovato i corpi. Ascoltalo qui 👉https://open.spotify.com/episode/5XLF6eGa2ZJtGVt7fARcpJ?si=SjC0jtEeSaWXqnDTJ5HsYA

⭕️Stasera alle 19:30 andiamo in onda con Eyal Mizrahi: si - “quello di ‘definisci’ bambino”.
⭕️Stasera alle 19:30 andiamo in onda con Eyal Mizrahi: si - “quello di ‘definisci’ bambino”.

La svolta del terrorismo Low Tech Nel 2016 il terrorismo jihadista in Europa ha cambiato volto. Le cellule strutturate, forma
La svolta del terrorismo Low Tech Nel 2016 il terrorismo jihadista in Europa ha cambiato volto. Le cellule strutturate, formate da uomini addestrati in Siria, armati e coordinati dall'ISIS, con attentati pianificati per mesi erano diventate sempre più difficili da mantenere operative, perché i servizi di sicurezza le identificavano e le smantellavano molto velocemente. Per contrastare tutto questo, fu necessario modellare una nuova minaccia: adesso, chi voleva colpire poteva farlo da solo, con quello che aveva a disposizione, senza bisogno di ricevere ordini, addestramento o finanziamenti da nessuno. L'ISIS aveva capito che per seminare terrore bastava un camion, una macchina o un coltello. Dopo l’attentato di Nizza del 14 luglio del 2016, che ha inaugurato questa stagione di morte e di cui abbiamo parlato la scorsa settimana, il 19 dicembre 2016, a Berlino Anis Amri, un criminale tunisino che si era radicalizzato nelle moschee salafite, scagliò un camion contro il mercatino di Natale di Breitscheidplatz causando 12 morti. Il 22 maggio 2017, a Manchester, Salman Abedi, figlio di rifugiati libici e cresciuto in quella stessa città, assemblò una bomba artigianale e si fece esplodere all'uscita di un concerto di Ariana Grande, causando 22 morti, la vittima più giovane una bambina di 8 anni. Il 17 agosto 2017, a Barcellona, una cellula aveva pianificato un attacco con centoventi chilogrammi di esplosivo artigianale, abbastanza da devastare mezza città ma la fabbrica di bombe saltò in aria tre giorni prima e iI terroristi ripiegarono su un furgone, con cui uccisero 13 persone. Il modello era stato immediatamente acquisito e messo in pratica in rapida successione. Questa settimana vedremo come. Seguici, e se ti piacciono i nostri contenuti, condividili sui tuoi social #AttaccoallEuropa è un progetto di #free4future

È online il terzo episodio del nuovo podcast di Free4future "Attacco all'Europa". Come si è evoluto il terrorismo jihadista in Europa quando l'intelligence ha cominciato a smantellare sistematicamente le sue cellule? Scoprilo qui 👉 https://open.spotify.com/episode/6KDQHLg2qs25QaUu8q7wYZ?si=tpfrrPnYToGMOKtuDHQ_QA Puoi ascoltare il podcast anche su YouTube qui 👉 https://youtu.be/wC4W1BCitLw

È online il terzo episodio del nuovo podcast di Free4future "Attacco all'Europa". Come si è evoluto il terrorismo jihadista in Europa quando l'intelligence ha cominciato a smantellare sistematicamente le sue cellule? Scoprilo qui 👉 https://open.spotify.com/episode/6KDQHLg2qs25QaUu8q7wYZ?si=jdzigPxwT5KtDP3M5eCiOg Puoi ascoltare il podcast anche su YouTube qui 👉

È online il terzo episodio del nuovo podcast di Free4future "Attacco all'Europa". Come si è evoluto il terrorismo jihadista in Europa quando l'intelligence ha cominciato a smantellare sistematicamente le sue cellule? Scoprilo qui 👉 https://open.spotify.com/episode/6KDQHLg2qs25QaUu8q7wYZ?si=jdzigPxwT5KtDP3M5eCiOg Puoi ascoltare il podcast anche su YouTube qui 👉 https://youtu.be/wC4W1BCitLw

7 OTTOBRE. FINE DEL SILENZIO Il nuovo podcast di Free4future. In 13 episodi, una storia di terrorismo spacciato per resistenz
7 OTTOBRE. FINE DEL SILENZIO Il nuovo podcast di Free4future. In 13 episodi, una storia di terrorismo spacciato per resistenza. On line dal 15 giugno, su Spotify e YouTube

Cellule, lupi solitari, esplosioni e camion Il 2016 fu l'anno in cui l'Europa scoprì che smantellare una rete jihadista non s
Cellule, lupi solitari, esplosioni e camion Il 2016 fu l'anno in cui l'Europa scoprì che smantellare una rete jihadista non significava neutralizzarla. Bruxelles e Nizza, due attentati a meno di quattro mesi di distanza, opposti per modalità e matrice, mostrarono i due volti del terrorismo dell’ISIS in Europa: la cellula organizzata che colpisce per vendetta e il lupo solitario che colpisce per ispirazione. Insieme ridefinirono la minaccia e costrinsero i governi europei a ripensare ogni assunzione sulla sicurezza. 1. La coda di Parigi: Bruxelles, 22 marzo 2016 Il 18 marzo 2016, quattro mesi dopo la strage del 13 novembre, la polizia belga arrestò Salah Abdeslam in un appartamento di Molenbeek, a pochi isolati dalla casa dove era cresciuto. Era il fuggitivo più ricercato d'Europa. Era rimasto nascosto per quattro mesi a poche centinaia di metri dal centro di Bruxelles, protetto dalla rete di complici e amici d'infanzia. La sua cattura accelerò gli eventi successivi. Il 22 marzo 2016, alle 7:58, Ibrahim el-Bakraoui e Najim Laachraoui fecero esplodere due bombe al check-in dell'aeroporto di Zaventem. Un'ora e tredici minuti dopo, Khalid el-Bakraoui si fece saltare in aria sulla metropolitana alla stazione di Maelbeek... Per leggere il resto dell'approfondimento clicca qui 👉 https://free4future.info/?p=4011 Seguici, e se ti piacciono i nostri contenuti, condividili sui tuoi social. #AttaccoallEuropa è un progetto di #free4future

2016, l’anno dell’ISIS Nel 2016 il terrorismo jihadista colpì ovunque. Non colpì solo Stati, eserciti, governi. Colpì la vita
2016, l’anno dell’ISIS Nel 2016 il terrorismo jihadista colpì ovunque. Non colpì solo Stati, eserciti, governi. Colpì la vita quotidiana. A marzo, Bruxelles: l’aeroporto di Zaventem e la metropolitana di Maelbeek. Trentadue morti, centinaia di feriti. Luoghi di transito, pendolari, famiglie, persone che stavano andando al lavoro o partendo per un viaggio. L’8 giugno, Tel Aviv: al Sarona Market due terroristi palestinesi aprirono il fuoco contro i clienti di un caffè. Quattro morti. Il 12 giugno, Orlando: un uomo armato entrò nel nightclub Pulse e uccise 49 persone. Un locale, una sera qualunque, persone che ballavano. Il 13 giugno, Magnanville: un jihadista assassinò un poliziotto francese e sua moglie nella loro casa, prendendo in ostaggio il figlio piccolo. Il 28 giugno, Istanbul: tre attentatori suicidi colpirono l’aeroporto Atatürk, uno degli snodi più importanti tra Europa e Medio Oriente. 45 morti, più di 230 feriti Il 1 luglio, Dhaka: un commando entrò in un caffè del quartiere diplomatico e uccise venti ostaggi, soprattutto stranieri. Il 3 luglio, Baghdad: un camion bomba esplose in un mercato affollato durante il Ramadan. Quasi trecento morti. Il 14 luglio, Nizza: durante la festa nazionale francese, un camion travolse la folla sulla Promenade des Anglais. Ottantasei morti, centinaia di feriti. Il 26 luglio, in Normandia, due jihadisti entrarono in una chiesa durante la messa e sgozzarono un sacerdote anziano. Caffè, aeroporti, metropolitane, mercati, locali, case, chiese, strade affollate. Il bersaglio non era casuale. Era tutto ciò che rappresentava una società aperta: muoversi, lavorare, pregare, ballare, viaggiare, incontrarsi, vivere senza paura. Il terrorismo jihadista non attaccava solo le persone. Attaccava lo stile di vita occidentale, la libertà individuale, la convivenza, la normalità. A dieci anni di distanza, la guerra è ancora quella.

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O NON SA FARE I CONTI O GLI SERVONO ANCHE GLI SPICCIOLI. Oggi Marco Travaglio scrive testualmente: «Altri propongono sottoscrizioni per le spese legali: chi vuole aiutarci faccia o regali un abbonamento; alle sottoscrizioni penseremmo se qualcosa andasse storto.» Perfetto. Quindi per fronteggiare la causa da 250 milioni di dollari il piano è… regalare abbonamenti da 190 euro. Facciamo i conti: per arrivare a 250 milioni servono 1.315.000 abbonati nuovi. Ne hanno circa 50-60 mila. Riassumendo: o Travaglio ha scoperto una nuova forma di matematica alternativa o gli servono davvero anche gli spiccioli. Ora tocca a voi: secondo voi qual è quella vera tra le due? Scrivetelo nei commenti! 👇

Lo schema è semplice: dipingere Israele come il simbolo stesso del male, per costringere gli ebrei a scegliere. Tra la propria dignità e la propria sicurezza.

Il Jihad scopre il camion Il 14 luglio 2016, sulla Promenade des Anglais di Nizza, circa trentamila persone assistevano ai fuochi d'artificio della festa nazionale francese. Terminato lo spettacolo, la folla iniziò a disperdersi. Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, 31 anni, franco-tunisino residente a Nizza, era già pronto ad agire. Camionista disoccupato con precedenti per violenza domestica, non era noto alle autorità come terrorista. Secondo i familiari, la sua radicalizzazione all'ISIS sarebbe avvenuta in poche settimane. Nei giorni precedenti aveva effettuato sopralluoghi sulla Promenade e noleggiato un camion Renault Midlum da 19 tonnellate. Alle 22:34 del 14 luglio lanciò il mezzo sulla zona pedonale, guidando a zig-zag per quasi due chilometri e sparando anche con una pistola. La corsa terminò quando la polizia riuscì a fermarlo e ad abbatterlo. Il bilancio fu devastante: 86 morti, tra cui 15 minorenni, e 458 feriti. L'ISIS rivendicò l'attentato, definendo Bouhlel un proprio soldato. Nei mesi successivi, la propaganda jihadista indicò esplicitamente l'uso dei veicoli come metodo di attacco semplice ed efficace. Il 19 dicembre 2016, un camion colpì il mercatino di Natale di Berlino causando 12 vittime: il modello inaugurato a Nizza era già diventato una strategia terroristica consolidata. Seguici, e se ti piacciono questi contenuti, condividili sui tuoi social. #AttaccoallEuropa è un progetto di #free4future

Avete azioni del FQ? Vendetele. Se possedete azioni della SEIF (la società quotata de Il Fatto Quotidiano), è arrivato il mom
Avete azioni del FQ? Vendetele. Se possedete azioni della SEIF (la società quotata de Il Fatto Quotidiano), è arrivato il momento di vendere. La società è stata citata in giudizio a New York per 250 milioni di dollari dalla Cipriani Usa, più danni punitivi. Un’altra causa da 5 milioni è in corso in Italia. Si tratta di cifre enormi per una piccola editrice quotata su Euronext Growth. Finora nessun comunicato price-sensitive. Zero righe sul sito SEIF, su 1Info o su Borsa Italiana. Nessuna informativa agli azionisti su un rischio che potrebbe pesare pesantemente sul bilancio e sul valore del titolo. Un silenzio che, per una società quotata, è http://grave.Il flottante è già intorno al 40%, la società ha una capitalizzazione modesta e sta affrontando da anni problemi di conti e continuità aziendale. Una condanna (anche parziale) o solo il protrarsi della lite con spese legali elevate rischia di bruciare cassa e far crollare ulteriormente il titolo. Chi ha comprato azioni del Fatto probabilmente lo ha fatto per convinzione editoriale. Ma in Borsa contano i numeri, non le bandiere. E oggi i numeri dicono: alto rischio legale, zero trasparenza, esposizione a un contenzioso transoceanico con una controparte che ha risorse importanti. Chiudete la posizione. Prendete quel che resta e andate altrove. Il mercato non perdona chi sottovaluta i rischi, soprattutto quando la società stessa sembra far finta di niente.

Sabato 24 agosto 1929, una folla armata di coltelli, asce e bastoni si riversò nel quartiere ebraico di Hebron, massacrando in poche ore oltre 60 ebrei, distruggendo la sinagoga, uccidendo 23 studenti della yeshiva e cancellando per sempre una comunità che abitava quella città da secoli. La causa scatenante fu una voce, diffusa nelle settimane precedenti dalle moschee sotto il controllo del Gran Muftì di Gerusalemme, Hajj Amin al-Husseini: gli ebrei, si diceva, stavano progettando di demolire la Moschea di Al-Aqsa per costruirvi il Terzo Tempio. Si trattò di una menzogna, amplificata attraverso la rete delle istitzioni religiose che al-Husseini controllava grazie alla sua carica di presidente del Consiglio Supremo Musulmano e sufficientemente potente da trasformare una disputa minore sul diritto degli ebrei di portare sedie al Muro del Pianto in una guerra santa. Novantaquattro anni dopo, il 7 ottobre 2023, l'organizzazione terroristica di Hamas ha lanciato dalla Striscia di Gaza una sanguinosa operazione militare, invadendo Israele e uccidendo 1.195 persone, israeliani e lavoratori stranieri, in una sola mattina. Hamas ha chiamato quell'operazione Tempesta di Al-Aqsa e ha giustificato il massacro affermando che è stata una risposta alle «profanazioni continue dell'occupazione sionista della Moschea di Al-Aqsa». Lo strumento propagandistico che al-Husseini aveva utilizzato nel 1929 è stato riproposto, dimostrando che la sua virulenza non si è mai placata ma, anzi, è ancora capace di mobilitare le masse attraverso la minaccia a un luogo santo. Questo saggio nasce dalla necessità di gettare luce sull’importanza storica della figura di Hajj Amin al-Husseini e lo farà seguendo due direttrici. 👇👇👇 segui il link per comprare il libro, cartaceo o digitale. Tutti i proventi vanno ai progetti di Free4Future https://www.amazon.it/dp/B0H1R7ZTT3

L'Europa paga centinaia di milioni di euro in aiuti umanitari, finanzia eserciti di ONG, dialoga con Beirut come se fosse uno Stato normale. In realtà l’Europa ha un solo vero obiettivo: impedire che il collasso libanese produca un’ondata migratoria incontrollabile verso le sue coste. Per questo tollera Hezbollah, per questo non spinge davvero per la risoluzione 1701 dell’ONU (che prevede il disarmo del sud), per questo continua a finanziare un esercito libanese che in molte zone è colluso o semplicemente impotente di fronte ai miliziani.