Don Francesco d'Erasmo
رفتن به کانال در Telegram
517
مشترکین
اطلاعاتی وجود ندارد24 ساعت
اطلاعاتی وجود ندارد7 روز
-130 روز
آرشیو پست ها
Nm 20,1-13
Ne uscì acqua in abbondanza.
Dal libro dei Numeri
In quei giorni, tutta la comunità degli Israeliti arrivò al deserto di Sin il primo mese, e il popolo si fermò a Kades. Qui morì e fu sepolta Maria.
Mancava l’acqua per la comunità: ci fu un assembramento contro Mosè e contro Aronne. Il popolo ebbe una lite con Mosè, dicendo: «Magari fossimo morti quando morirono i nostri fratelli davanti al Signore! Perché avete condotto l’assemblea del Signore in questo deserto per far morire noi e il nostro bestiame? E perché ci avete fatto uscire dall’Egitto per condurci in questo luogo inospitale? Non è un luogo dove si possa seminare, non ci sono fichi, non vigne, non melograni, e non c’è acqua da bere».
Allora Mosè e Aronne si allontanarono dall’assemblea per recarsi all’ingresso della tenda del convegno; si prostrarono con la faccia a terra e la gloria del Signore apparve loro. Il Signore parlò a Mosè dicendo: «Prendi il bastone; tu e tuo fratello Aronne convocate la comunità e parlate alla roccia sotto i loro occhi, ed essa darà la sua acqua; tu farai uscire per loro l’acqua dalla roccia e darai da bere alla comunità e al loro bestiame».
Mosè dunque prese il bastone che era davanti al Signore, come il Signore gli aveva ordinato. Mosè e Aronne radunarono l’assemblea davanti alla roccia e Mosè disse loro: «Ascoltate, o ribelli: vi faremo noi forse uscire acqua da questa roccia?». Mosè alzò la mano, percosse la roccia con il bastone due volte e ne uscì acqua in abbondanza; ne bevvero la comunità e il bestiame.
Ma il Signore disse a Mosè e ad Aronne: «Poiché non avete creduto in me, in modo che manifestassi la mia santità agli occhi degli Israeliti, voi non introdurrete quest’assemblea nella terra che io le do».
Queste sono le acque di Merìba, dove gli Israeliti litigarono con il Signore e dove egli si dimostrò santo in mezzo a loro.
Parola di Dio
Rendiamo grazie a Dio
Dal libro del profeta Osea 1, 1-9; 3, 1-5
*Il profeta è come un segno dell'amore di Dio
per il suo popolo*
Parola del Signore rivolta a Osea figlio di Beeri, al tempo di Ozia, di Iotam, di Acaz, di Ezechia, re di Giuda, e al tempo di Geroboàmo figlio di Ioas, re d'Israele.
Quando il Signore cominciò a parlare a Osea, gli disse:
«Va', prenditi in moglie una prostituta
e abbi figli di prostituzione,
poiché il paese non fa che prostituirsi
allontanandosi dal Signore».
Egli andò a prendere Gomer, figlia di Diblaim: essa concepì e gli partorì un figlio. E il Signore disse a Osea:
«Chiamalo Izreel,
perché tra poco
vendicherò il sangue di Izreel
sulla casa di Ieu
e porrò fine al regno
della casa d'Israele.
In quel giorno
io spezzerò l'arco d'Israele nella valle di Izreel».
La donna concepì di nuovo e partorì una figlia e il Signore disse a Osea:
«Chiamala Non-amata,
perché non amerò più
la casa d'Israele,
non ne avrò più compassione.
Invece io amerò la casa di Giuda
e saranno salvati dal Signore loro Dio;
non li salverò con l'arco, con la spada, con la guerra,
né con cavalli o cavalieri».
Dopo avere divezzato Non-amata, Gomer concepì e partorì un figlio. E il Signore disse a Osea:
«Chiamalo Non-mio-popolo,
perché voi non siete mio popolo
e io non esisto per voi».
Il Signore mi disse ancora: «Va', ama una donna che è amata da un altro ed è adultera; come il Signore ama gli Israeliti ed essi si rivolgono ad altri dèi e amano le schiacciate d'uva». Io me l'acquistai per quindici pezzi d'argento e una misura e mezza d'orzo e le dissi: «Per lunghi giorni starai calma con me; non ti prostituirai e non sarai di alcun uomo; così anch'io mi comporterò con te.
Poiché per lunghi giorni
staranno gli Israeliti
senza re e senza capo,
senza sacrificio e senza stele,
senza efod e senza terafim.
Poi torneranno gli Israeliti
e cercheranno il Signore loro Dio,
e Davide loro re
e trepidi si volgeranno al Signore
e ai suoi beni, alla fine dei giorni».
Parola di Dio
Rendiamo grazie a Dio
Se un atto non è veramente libero giuridicamente non ha valore. Almeno davanti a Dio.
👆 in realtà già si conosceva il contenuto di questa lettera, come di quella al card. Brandmüller.
La questione è che non basta la sua affermazione.
Lui certamente ha scelto di fare quello che ha fatto.
Ma era libero di farlo o è stato messo nelle condizioni di non poter fare altro?
La lettera inedita di Benedetto XVI: la mia rinuncia è piena e valida - La Nuova Bussola Quotidiana
https://lanuovabq.it/it/la-lettera-inedita-di-benedetto-xvi-la-mia-rinuncia-e-piena-e-valida
Lula, prove di dittatura: l'ex presidente Bolsonaro ai domiciliari - La Nuova Bussola Quotidiana
https://lanuovabq.it/it/lula-prove-di-dittatura-lex-presidente-bolsonaro-ai-domiciliari
El Cardenal Eijk elogia la resistencia cristiana del Cardenal Burke ante las críticas
https://www.infocatolica.com/?t=noticia&cod=53051
¿Bendición para «todo tipo de parejas» en Alemania? Siete diócesis se desmarcan
https://www.infocatolica.com/?t=noticia&cod=53057
In diretta, riunione del clero, una suora vestita da donna qualunque spiega il metodo del sinodo. Letteralmente:
"Tutti parlano, tutti ascoltano, nessuno deve imporsi, così poi sappiamo cosa lo Spirito del Signore ci dice. Abbiamo importato da papa Francesco come usare lo Spirito.
Questo metodo è tanto efficace che nella passata sessione del sinodo, il sinodo non era ancora finito, e il testo era già pronto".
Dal «Discorso tenuto il giorno della Trasfigurazione del Signore» da Anastasio sinaita, vescovo
(Nn. 6-10; Mélanges d'archéologie et d'histoire, 67 [1955] 241-244)
È bello restare con Cristo!
Il mistero della sua Trasfigurazione Gesù lo manifestò ai suoi discepoli sul monte Tabor. Egli aveva parlato loro del regno di Dio e della sua seconda venuta nella gloria. Ma ciò forse non aveva avuto per loro una sufficiente forza di persuasione. E allora il Signore, per rendere la loro fede ferma e profonda e perché, attraverso i fatti presenti, arrivassero alla certezza degli eventi futuri, volle mostrare il fulgore della sua divinità e così offrire loro un'immagine prefigurativa del regno dei cieli. E proprio perché la distanza di quelle realtà a venire non fosse motivo di una fede più languida, li preavvertì dicendo: Vi sono alcuni fra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell'uomo venire nella gloria del Padre suo (cfr. Mt 16, 28).
L'evangelista, per parte sua, allo scopo di provare che Cristo poteva tutto ciò che voleva, aggiunse: «Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E là fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui» (Mt 17, 1-3).
Ecco le realtà meravigliose della solennità presente, ecco il mistero di salvezza che trova compimento per noi oggi sul monte, ecco ciò che ora ci riunisce: la morte e insieme la gloria del Cristo.
Per penetrare il contenuto intimo di questi ineffabili e sacri misteri insieme con i discepoli scelti e illuminati da Cristo, ascoltiamo Dio che con la sua misteriosa voce ci chiama a sé insistentemente dall'alto. Portiamoci là sollecitamente. Anzi, oserei dire, andiamoci come Gesù, che ora dal cielo si fa nostra guida e battistrada. Con lui saremo circondati di quella luce che solo l'occhio della fede può vedere. La nostra fisionomia spirituale si trasformerà e si modellerà sulla sua. Come lui entreremo in una condizione stabile di trasfigurazione, perché saremo partecipi della divina natura e verremo preparati alla vita beata.
Corriamo fiduciosi e lieti là dove ci chiama, entriamo nella nube, diventiamo come Mosè ed Elia come Giacomo e Giovanni.
Come Pietro lasciamoci prendere totalmente dalla visione della gloria divina. Lasciamoci trasfigurare da questa gloriosa trasfigurazione, condurre via dalla terra e trasportare fuori del mondo. Abbandoniamo la carne, abbandoniamo il mondo creato e rivolgiamoci al Creatore, al quale Pietro in estasi e fuori di sé disse: «Signore, è bello per noi restare qui» (Mt 17, 4).
Realmente, o Pietro, è davvero «bello stare qui» con Gesù e qui rimanervi per tutti i secoli. Che cosa vi è di più felice, di più prezioso, di più santo che stare con Dio, conformarsi a lui, trovarsi nella sua luce?
Certo ciascuno di noi sente di avere con sé Dio e di essere trasfigurato nella sua immagine. Allora esclami pure con gioia: «È bello per noi restare qui», dove tutte le cose sono splendore, gioia, beatitudine e giubilo. Restare qui dove l'anima rimane immersa nella pace, nella serenità e nelle delizie; qui dove Cristo mostra il suo volto, qui dove egli abita col Padre. Ecco che egli entra nel luogo dove ci troviamo e dice: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa» (Lc 19, 9). Qui si trovano ammassati tutti i tesori eterni. Qui si vedono raffigurate come in uno specchio le immagini delle primizie e della realtà dei secoli futuri.
RESPONSORIO Cfr. Mt 17, 2. 6. 3; Lc 9, 32
R. Il volto di Gesù brillò come il sole: * i discepoli furono presi da timore e stupore grande al vedere la sua gloria.
V. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con il Signore:
R. i discepoli furono presi da timore e stupore grande al vedere la sua gloria.
Sull’addio di don Nicolò Casoni a Brusimpiano | Aldo Maria Valli
https://www.aldomariavalli.it/2025/08/06/sulladdio-di-don-nicolo-casoni-a-brusimpiano/amp/
Perciò, investiti di questo ministero per la misericordia che ci è stata usata, non ci perdiamo d'animo; al contrario, rifiutando le dissimulazioni vergognose, senza comportarci con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma annunziando apertamente la verità, ci presentiamo davanti a ogni coscienza, al cospetto di Dio.
E se il nostro vangelo rimane velato, lo è per coloro che si perdono, ai quali il dio di questo mondo ha accecato la mente incredula, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo che è immagine di Dio. Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore; quanto a noi, siamo i vostri servitori per amore di Gesù. E Dio che disse: Rifulga la luce dalle tenebre (Gn 1, 3), rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo.
Riporto di seguito un pezzo della prima lettura dell'ufficio già messo sopra, leggiamo con attenzione:
Quindi è evidente che la Chiesa, in questa confusione, sarà o è guidata da Gesù stesso direttamente
La chiave condivisa è la diluizione del primato, trasformato in una cosa generica condivisa
5.124 – Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, nella Festa di Nostra Signora del Rosario di Fatima, trasmesso il 13/05/2021
https://www.apelosurgentes.com.br/it-it/mensagens/5124
