Flags_maps_byhand ✍🏻🗺
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🇬🇧: HISTORICAL PAGE! NOT POLITICAL • Curiosity on the maps and flags
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🇮🇹: Nelle bandiere proposte furono inseriti, tra i colori dell'ex regno e della rivoluzione del 1952, dei simboli nazionali o naturali che più rappresentano l'Egitto nel mondo. In una furono poste con stile minimalista, le piramidi d'Egitto e, nella seconda addirittura, si tentò di realizzare un disegno stilizzato del delta del fiume Nilo.
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🇬🇧: In the proposed flags, among the colors of the former kingdom and the 1952 revolution, national or natural symbols that best represent Egypt in the world were inserted. In one, the pyramids of Egypt were placed in a minimalist style, and in the second, an attempt was even made to create a stylized drawing of the Nile River Delta.
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Nei mesi convulsi che videro il processo d'indipendenza dell'Egitto tra il 1918 ed il 1919 tra i rivoluzionari comparve una bandiera molto caratteristica che affiancò quella rossa del Sultanato di stile ottomano. Era sostanzialmente la bandiera del partito Wafd, nazionalista antibritannico. Dalla foggia verde, colore per eccellenza dell'islam, caricava una mezzaluna e, al posta della tipica stella di stile ottomano, una croce greca. I due simboli dovevano rappresentare le due religioni predominanti dell'Egitto appunto, ovvero l'Islam e il Cristianesimo. Dopo aver raggiunto l'indipendenza, la Terra dei Faraoni, istituitosi in un Regno, mantenne gli stessi colori con la rimozione della croce sostituita con tre stelle simboleggianti i territori componenti del regno.
18th century hand-coloured engraved map of the Iberian peninsula depicting various topographical features of the land, as published in Robert Wilkinson's General Atlas, circa 1794. 🇪🇦
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Nelle Langhe, ressero dal X secolo quelle terre, la casata degli Alemarici. Famiglia ricca e potente, essi posero dei loro regnanti su diversi importanti troni d'Europa e d'Oriente, come nell'impero di Romania o nel Regno di Gerusalemme.
Il loro stemma consiste in uno scudo d'argento al capo di rosso, una simbologia molto semplice per una famiglia di tale importanza. Questo simbolo venne trasposto nelle bandiere, infatti da come mostrano nelle miniature e nei dipinti, consisteva sempre in un drappo bianco con in cima una banda rossa. Altre versioni la vedrebbero di forma triangolare e con il rosso posta all'inferitura, cioè all'asta. Non sappiamo quando comparve, però durò fino alla scomparsa del Marchesato, poi divenuto Ducato, del Monferrato nel XVIII secolo.
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Recentemente nel mio peregrinare alla ricerca di stati esistiti per meno di vent'anni e che conoscono solo io e altri e quattro per il mondo, mi sono imbattuto in una cosa assai curiosa. Andando nella pagina Wikipedia del Regno Crociato di Tessalonica, esistito tra il 1204 ed il 1224 e retto dagli Alemarici del Monferrato, mi son reso conto che al posto della bandiera bianca con la banda rossa in cima era stata inserita una bandera a dir poco incredibile. Essa sembrerebbe una brutta copia di una bandiera dei Paleologi, ma è attribuita ad un periodo assai antecedente alle insegne imperiali apparse nel XIV secolo. Bianca, con sopra la croce di San Giorgio e con quattro "C" (o Acciarini) ai cantoni è la sua foggia, a mio parere, mai esistita e probabilmente inventata. Fatto sta che io non ho trovato ulteriori informazioni su di essa. Mannaggia 🤷🏻♂️
Original flag of the German Democratic Republic maded in the 50s but with an alternative design 🇩🇪🚩
Basic language of the grammar of Heraldry 🛡
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Linguaggio di base della grammatica araldica 🛡
Armorial de Gilles Le Bouvier (1455) Illustrated page of the Armorial with the shields of (those I recognized) Rome [...] Florence, Genoa [...] Toulouse, Siena, Languedoc (Toulouse), Attributed Arms of Jesus Christ, Thessalonica (?) and Holy Roman Empire.
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Nel medioevo le bandiere erano principalmente la rappresentazione visiva dello stemma dei nobili, soprattutto dei re e degli imperatori compresi i loro famigliari.
Tra questi v'è l'arme di Svevia, composta da tre leoni (o leopardi) passanti neri sovrapposti tra di loro su campo dorato. Un caso particolare è riprodotto nel sigillo di Enrico VII (datato tra il 1216 e il 1220), figlio di Federico II e Re dei Romani il quale viene rappresentato al galoppo d'un cavallo e brandente uno stendardo a tre code con i leoni posti in verticale anziché nella consuetudinale posizione orizzontale. Forse venne fatta questa scelta per rendere il vessillo più omogeneo, ma non è certo.
Dalla figura visiva ho ricostruito lo stendardo, con l'unica differenza di aver posto i leoni con lo sguardo davanti anziché rivolti a sinistra come nel sigillo.
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Linguadoca nel 1209 e mosse militari della Crociata contro i Catari.
Tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo la Linguadoca, nel sud della Francia, era una terra ricca e florida, divisa tra varie signorie feudali.
Tali terre vivevano in pace nonostante vi fossero le influenze della Corona d'Aragona e la Contea di Tolosa, le quali però erano legate da unioni matrimoniali.
Nell'area più interna vi era la Contea di Tolosa, potente signoria nata da Carlo Magno, retta all'ora da Raimondo VI.
La sua estensione copriva molte aree interne dell'Occitania, comprendeva inoltre numerosi vassalli nella zona della Provenza, della valle del rodano e Narbona, sul mare.
Confinava a sud est con la Viscontea di Albi, governata dalla potente famiglia dei Trencavel, signori di Carcassonne, Béziers e Linoux, al suo tempo era visconte Raimondo Ruggero.
Tra la catena dei Pirenei, la Provenza e Montpellier, dominavano gli aragonesi del Re Pietro II, il Campione di Las Navas de Tolosa.
Palazzo colonna, appartamento della principessa isabelle, sala della fontana, affreschi attr. a cristoforo pomarancio con stemma colonna 🎨
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Colonna Palace, Princess Isabelle's Apartment, Fountain Room, Frescoes Attr. to Cristoforo Pomarancio with Colonna Coat of Arms 🎨
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Giorni fa ho disegnato per diletto questa bandiera, che in realtà era stata rappresentata in passato solo come stemma.
Lo scudo rappresenta la famiglia normanna degli Altavilla, regnanti di Sicilia molti dei quali furono sepolti nell'Abbazia della SS Trinità di Venosa, in Basilicata.
Tra di essi risulta sepolto anche Roberto il Guiscardo che volle fare del complesso il sacrario degli Altavilla appunto.
Quello che noi possiamo ancora vedere è lo stemma familiare della casata regia, lo schema dei colori però mostra delle modifiche palesi.
Questa versione presenta uno scudo trinciato d'oro e di rosso, alla banda scaccata d'argento e d'azzurro, quindi un sistema di colorazione molto diverso dalla normale Arma.
Il motivo per cui si presenta con questa libertà di colore deriva probabilmente dalla libera rappresentazione che l'autore ha attuato nel ciclo pittorico che adorna il sepolcro Altavilla, va detto infatti che risale a molti anni dopo la fine della dinastia normanna nel sud, ovvero al XIV secolo.
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Bandiere delle Repubbliche Marinare italiane
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Flags of the Italian Maritime Republics.
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Molto più della Blutfahne, la Repubblica di Pisa si è legata indissolubilmente allo stemma con la croce, detta appunto "Pisana".
La prima attestazione della croce pisana comparirebbe nel 1274, a suggello di una pergamena in cui Pisa aderisce al progetto di crociata indetta da papa Gregorio X.
La croce ha alle estremità dodici pomi i quali dovrebbero rappresentare i dodici apostoli e, questo però senza fonte certa, discenderebbe da quella Occitana di cui ne condivide una forte somiglianza.
Sulle bandiere apparve nel corso del XIII secolo appunto e rappresentò non la Repubblica in sé bensì il popolo, cioè le sue fasce più abbienti come i mercanti, notai, borghesi ecc.
Il suo uso non terminò nel 1406 quando Pisa venne venduta a Firenze ma persiste ancora oggi come insegna del comune omonimo.
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La città di Pisa andò a costituirsi nel medioevo come ricca e potente città marinara, essendo sulla foce dell'Arno infatti le garantiva un ricco scambio di commerci via fiume e poi lungo tutto il mediterraneo rendendola di fatto tra le città più potenti d'Italia.
La Repubblica ottenne la piena autonomia nel 1153 e per tutto il corso della sua storia fu sempre legata al potere imperiale, questo le fece ottenere nel 1162 la sua prima bandiera, garantita e donata dall'imperatore Federico Barbarossa.
Il vessillo era totalmente rosso, era una "Blutfahne" ovvero l'insegna che rappresentava le città libere all'interno dell'impero.
Dal XIII secolo le si affiancò un'altra bandiera, sempre rossa ma caricata della Croce Pisana, ovvero una croce patente ritrinciata e pomata di dodici globi alle punte.
Era la bandiera del Comune, detta anche del Popolo.
Le due bandiere ebbero un destino diverso poiché nel 1406 alla fine della Repubblica la prima venne abbandonata mentre la seconda è tutt'ora insegna del comune di Pisa.
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Quando il potere di Costantinopoli andò progressivamente perdendosi nelle coste della Campania sorsero delle nuove entità politiche che, seppur formalmente bizantine, perseguitano i propri interessi politici ed economici.
La più importante della zona era Amalfi, città costiera che prosperò proprio grazie ai suoi commerci e che oggi è annoverata tra le quattro repubbliche marinare più importanti.
Famoso fu ed è tutt'ora il suo stemma, detta appunto Croce di Amalfi.
Apparso per la prima volta su delle monete dell XI secolo la croce mostrava detta "ottagona" si pensava fosse così per via delle sue otto punte che dovrebbero rappresentare le otto beatitudini secondo San Matteo, il disegno però venne probabilmente ispirato dalle croci portate dai primi crociati.
Altre informazioni sono pressoché scarissime rendendo l'origine della bandiera amalfitana oscura, quella che oggi infatti è additata alla repubblica potrebbe essere addirittura frutto di una ricostruzione moderna.
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