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Repost from White House Watch
#Africa: Donald Trump starebbe valutando un’operazione militare in Mali per attaccare il gruppo terroristico Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), affiliato ad al-Qaeda.
L’organizzazione starebbe lanciando attacchi nei confronti delle altre Nazioni dell’Africa occidentale ed è uno dei gruppi terroristici meglio armati al mondo. Tra i principali fautori dell’attacco c’è Sebastian Gorka, Direttore del Controterrorismo in seno al Consiglio per la Sicurezza Nazionale.
Sentita dal Washington Post, la Casa Bianca ha chiesto ai partner regionali e ai Paesi della NATO di supportare l'Alleanza degli Stati del Sahel "nella loro guerra contro JNIM e l'ISIS". L'Alleanza degli Stati del Sahel è un'organizzazione che include, oltre al Mali, il Niger e il Burkina Faso, Paesi che hanno di recente attuato dei colpi di Stato e ridotto i rapporti con l'Occidente, rivolgendosi alla Russia per ottenere aiuti nel campo della sicurezza. Proprio questi legami non sono sfuggiti all'Amministrazione Trump, che ha definito il Governo russo "un partner non efficace per la sicurezza del Mali. Speriamo che le altre Nazioni africane tengano conto delle terribili performance russe quando si tratta di combattere il terrorismo".
L’Amministrazione Biden aveva interrotto i rapporti con il Governo maliano dopo il rifiuto di quest’ultimo di stabilire una tabella di marcia per il ritorno alla democrazia e a causa della sua collaborazione con la Russia.
L’Amministrazione Trump, nel tentativo di riallacciare i rapporti con Bamako, ha ricominciato a condividere le informazioni di intelligence usate dall’esercito per colpire i gruppi terroristi. Fino a questo momento, però, la partnership è rimasta limitata e non paragonabile a quella in essere tra Stati Uniti e Nigeria.
I timori di un intervento militare nel Paese sono legati anche alla presenza russa sul territorio, fattore che potrebbe rendere necessarie collaborazioni tra le due superpotenze, simili a quelle attuate in Siria durante la guerra civile.
Secondo alcuni esperti, le operazioni congiunte tra l'esercito russo e quello maliano hanno prodotto più vittime civili rispetto all’azione di JNIM e IS Sahel: 925 morti civili causati dai primi contro i 232 causati dai terroristi.
Se l’azione militare dovesse concretizzarsi, il Mali sarebbe l’ottavo Paese a essere colpito dagli Stati Uniti in questa seconda Amministrazione Trump.
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#UE #Russia
Alta Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Kaja #Kallas (#R|RE): "Stiamo intensificando la pressione sulla flotta ombra russa. La petroliera MV SOUTH STAR, sospettata di navigare sotto falsa bandiera in violazione del diritto marittimo internazionale, è stata abbordata il 20 luglio dalle forze dell'Operazione EUNAVFOR MED IRINI per la verifica della bandiera. Ogni viaggio illecito contribuisce a sostenere la macchina da guerra russa. Stiamo affiancando alle nostre sanzioni azioni in mare. Parallelamente, questa settimana gli Stati membri hanno autorizzato l'Operazione EUNAVFOR ATALANTA ad avviare abbordaggi per la verifica della bandiera delle navi sospettate di appartenere alla flotta ombra russa, nello stesso modo in cui fa l'Operazione IRINI. Questa decisione stringe ulteriormente la rete".
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#Ungheria
Primo Ministro Péter #Magyar (#TISZA|EPP): “Il Procuratore Generale (Gábor Bálint #Nagy, ndr.) si è appena dimesso. Con ciò, il Paese è libero da un altro burattino di #Orbán che ostacolava la trasformazione politica”.
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#USA #Iran
Presidente Donald #Trump (#R|ECR): “Da questo momento in poi, ogni volta che la Repubblica Islamica dell'Iran sparerà contro una nave nello Stretto di Hormuz, che sia con Missili, Razzi, Droni o qualsiasi altro dispositivo o arma, gli Stati Uniti bombarderanno e distruggeranno UN PONTE O UNA CENTRALE ELETTRICA, comprese quelle situate vicino o all'interno della Capitale Teheran. Grazie per l'attenzione a questa questione! Presidente DONALD J. TRUMP”
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Repost from White House Watch
#MedioOriente: L'Amministrazione Trump annuncerà oggi il raggiungimento di un accordo nucleare con l'Arabia Saudita, che permetterà a Riyad di alimentare i propri reattori nucleari.
L'accordo è parte di un tentativo di rafforzare le relazioni bilaterali, dopo che la guerra in Iran ha messo i due Paesi su binari opposti. La spaccatura è emersa chiaramente a maggio, quando il Principe Ereditario Mohammed bin Salman ha negato agli Stati Uniti l'uso dello spazio aereo saudita per scortare le navi commerciali e le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz.
Per ottenere il via libera di bin Salman, l'Amministrazione ha deciso di limitare i siti ai quali gli ispettori internazionali possono accedere nel caso volessero verificare l'arricchimento dell'uranio a fini bellici. Inoltre, gli Stati Uniti hanno dato l'assenso al fatto che l'Arabia Saudita possa arricchire e riprocessare il plutonio sul proprio suolo dopo uno studio di fattibilità economica congiunto.
L'accordo dovrà essere esaminato dal Congresso, che, ai sensi dell'Atomic Energy Act, ha il potere di votare una risoluzione di disapprovazione. Tuttavia, è improbabile che si riescano a trovare i numeri, anche in vista di un chiaro veto da parte di Trump.
L'intesa raggiunta viene chiamata Accordo 123, che stabilisce un framework legale e vincolante tra le Nazioni sulla cooperazione nucleare, con l'obiettivo di evitare la proliferazione delle armi atomiche. Gli Stati Uniti hanno 26 accordi di questo genere con 51 Paesi e l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA). Nella regione, un accordo simile è stato siglato con gli Emirati Arabi Uniti ed è entrato in vigore nel 2009, ma con molte più restrizioni rispetto a quello dell'Arabia Saudita, come ad esempio ispezioni più stringenti; Abu Dhabi, inoltre, ha siglato un "protocollo addizionale" con l'AIEA e non ha la possibilità di arricchire il proprio uranio, bloccando di fatto l'opportunità di sviluppare un'arma atomica. L'accordo emiratino era stato stipulato sia dall'Amministrazione Bush Jr. sia da quella Obama.
L'accordo con gli Emirati è diventato il gold standard delle intese di questo tipo; eppure, l'Amministrazione Trump ha deciso di sospendere e ritirare alcune delle clausole che lo avevano reso così rilevante.
La collaborazione tra Washington e l'Arabia Saudita è caldeggiata da molti parlamentari repubblicani, sebbene esistano delle voci contrarie che temono che una partnership su questo punto possa poi permettere a Riyad di sviluppare un'arma atomica. La stessa posizione è condivisa dal Governo israeliano. In fin dei conti, ad aprire alla possibilità di armi atomiche è stato lo stesso bin Salman, che in passato ha dichiarato che "senza dubbio" il proprio Paese si doterà di un'arma nucleare nel caso in cui l'Iran lo facesse.
La collaborazione tra Riyad e Washington da questo punto di vista risale alla prima Amministrazione Trump, quando Thomas J. Barrack Jr., finanziatore del Presidente, propose che le compagnie statunitensi, inclusa la propria di private equity, aiutassero l'Arabia Saudita a costruire gli impianti nucleari. La proposta era stata però bloccata a causa dei dubbi sauditi circa le politiche di non proliferazione statunitensi. L'iniziativa è stata poi ripresa dall'Amministrazione Biden per ottenere la normalizzazione dei rapporti con Israele. In quel periodo, il Governo saudita chiese il raggiungimento di un accordo di mutua difesa che venisse ratificato dal Senato degli Stati Uniti, così che nessun altro Presidente potesse rescinderlo.
L'Amministrazione Trump ha deciso di separare la questione nucleare da quella della normalizzazione delle relazioni con Israele. A novembre 2025, la Casa Bianca ha approvato la vendita di alcuni jet militari F-35. Tuttavia, non si tratta di un accordo la cui ratifica è stata approvata dal Senato.
#SudCorea
Il Sindaco di Seoul #Oh Se-hoon (#PPP|Destra), rieletto alla carica il 3 giugno scorso, è stato condannato dal Tribunale Distrettuale Centrale di Seoul ad una multa di 10 milioni di won (5920 euro) per aver ricevuto e pagato sondaggi manipolati in più di 10 occasioni durante le elezioni locali del 2021.
Oh potrebbe perdere il suo incarico se la multa venisse confermata nella sentenza definitiva in quanto la Legge sui Finanziamenti Politici stabilisce la decadenza dagli incarichi pubblici in caso di multe superiori ad 1 milione di won, e ciò causerebbe un’elezione suppletiva per l’incarico di sindaco oltre che uno stop prematuro ad eventuali ambizioni presidenziali.
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#Elezioni #USA #Arizona #House #Primarie #R
5° Distretto, risultati definitivi:
Mark #Lamb: 58,45%
Daniel #Keenan: 41,55%
In foto la mappa del voto.
Mark Lamb vince le primarie repubblicane per il 5° distretto congressuale della House dell'Arizona.
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#Elezioni #USA #Arizona #House #Primarie #D
5° Distretto, risultati definitivi:
Elizabeth #Lee: 65,23%
Chris #James: 21,46%
Brian #Hualde: 13,3%
In foto la mappa del voto.
Elizabeth Lee vince le primarie democratiche per il 5° distretto congressuale della House dell'Arizona.
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#Elezioni #USA #Arizona #House #Primarie #R
1° Distretto, risultati definitivi:
Jay #Feely: 49,74%
Joseph #Chaplik: 35,62%
John #Trobough: 14,64%
In foto la mappa del voto.
Jay Feely vince le primarie repubblicane per il 1° distretto congressuale della House dell'Arizona.
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#Elezioni #USA #Arizona #House #Primarie #R
1° Distretto, risultati definitivi:
Jay #Feely: 49,74%
Joseph Chaplik
In foto la mappa del voto.
Manny Rutinel vince le primarie democratiche per il 8° distretto congressuale della House del Colorado.
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#Elezioni #USA #Arizona #Governative #Primarie #R
Risultati preliminari:
Andy #Biggs: 73,36%
David #Schweikert: 14,72%
Scott #Neely: 7,15%
Ken #Miceli: 4,77%
In foto la mappa del voto.
Andy Biggs vince le primarie repubblicane per le elezioni governative nell'Arizona.
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#RegnoUnito
Primo Ministro Andy #Burnham (#LAB|S&D): “Disporre di collegamenti di trasporto efficienti e accessibili è fondamentale. Nessuno dovrebbe essere escluso a causa dei costi e rimanere indietro. Ma per troppo tempo si è detto che un trasporto più economico non fosse un’opzione. Non lo accetto. L’ho già fatto in passato e lo farò di nuovo ora: un tetto massimo di 2 sterline per le tariffe degli autobus per milioni di persone in tutto il Paese. Tariffe più basse aiuteranno le persone a raggiungere le loro destinazioni, dando loro un po’ di respiro per far fronte al costo della vita. Come ho detto il mio primo giorno in carica, costruirò un Paese per tutti, ovunque. Ciò significa comunità più collegate, un migliore accesso alle opportunità e un carico minore sulla vita delle persone”.
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#Ucraina
Presidente Volodymyr #Zelensky (#SP|RE): “Abbiamo esaminato la situazione attuale e l'attuazione dei nostri obiettivi di difesa nella direzione di Oleksandrivka, nella regione di Donetsk e in altre aree di intenso combattimento. Ringrazio tutte le unità ucraine per la loro forza e per la riuscita esecuzione di queste operazioni. Abbiamo definito le misure, le decisioni e le nomine necessarie per accelerare l'attuazione di iniziative chiave per rafforzare la nostra difesa aerea: il programma antimissile FREYJA, la nostra collaborazione con gli #USA per le licenze di produzione dei missili Patriot, nonché la nostra cooperazione con i partner europei sui programmi congiunti concordati. Ringrazio Oleksandr #Syrskyi e Andrii #Hnatov! Auguro a Mykhailo #Drapatyi e Ihor #Skybiuk buona fortuna in battaglia, vittorie per l'Ucraina e successo nel colpire gli occupanti russi! Gloria alle Forze Armate dell'Ucraina! Gloria all'Ucraina!”
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#Ucraina
Presidente Volodymyr #Zelensky (#SP|RE): “Abbiamo discusso le decisioni organizzative da attuare, tra cui lo sviluppo delle forze cibernetiche ucraine, l'addestramento dei nostri soldati, il rafforzamento delle capacità delle nostre unità e l'ulteriore sviluppo del sistema dei corpi d'armata. Un processo di mobilitazione pratico ed efficace è stato individuato come priorità per garantire che le Forze Armate Ucraine abbiano la reale capacità di svolgere le proprie missioni di difesa. Ho ringraziato le Forze di Difesa Ucraine per aver portato a termine il nostro piano di sanzioni a lungo raggio contro la #Russia, nonché per la costanza dimostrata nell'esecuzione dei nostri attacchi a media distanza. Yevhenii #Khmara si sta occupando delle problematiche di approvvigionamento relative agli attacchi in profondità e a media distanza, discusse nei giorni scorsi con i comandanti delle operazioni e i produttori di armamenti”.
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