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Elisa Renaldin | Vita Fuori Copione 🎭

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Appunti random su libertà, relazioni, presenza e creatività. Aiuto umani stanchi del solito copione, a riprendersi il ruolo di protagonisti.

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Anche ciò che noi pensiamo di "essere", sono maschere. Ciò che noi siamo non è ciò che abbiamo appreso, non è il nostro compo
Anche ciò che noi pensiamo di "essere", sono maschere. Ciò che noi siamo non è ciò che abbiamo appreso, non è il nostro comportamento, non sono le nostre credenze, non sono nemmeno i nostri sbagli. Ciò che noi siamo, al di sotto delle maschere, è un'Essenza vibrante che non ha alcuna paura. Si trova oltre i Recinti Percettivi che ci sono stati costruiti addosso. Ciò che non siamo ha preso il nostro posto, con tante maschere, e ha fatto ciò che ha potuto per la sopravvivenza: non entriamo in guerra con quella piccola identità sostitutiva. Proviamo piuttosto a percepire cosa si nasconde al di là, al di sotto, oltre. Nel silenzio, nella calma data dalla tregua di questa continua guerra, c'è un angolo di Pace profonda. Quella è Casa. Lì c'è il vero Sé. Elisa https://t.me/Transformational_Experience

Oggi mi hanno definita "specialista delle emozioni". È una definizione importante, forte, e indicativa di una parte di me che, evidentemente, emerge. In effetti nella mia carta dello Human Design (strumento di decodifica della propria struttura) ho quella che si chiama "autorità nelle emozioni". Sì, il mio mondo emotivo è vasto, profondo, complesso, di difficile gestione pure per me. Ma forse proprio questa identità umana mi ha messo in contatto sia col mondo del Teatro, sia con esperienze intense in tema Relazioni. L'emotività è un mezzo, uno strumento interpretativo della vita, a volte un filtro, che da una parte dà accesso a una grande Sensibilità e Profondità, e dall'altra può disorientare e spaventare. Queste Emozioni vanno comprese, incanalate, utilizzate nel giusto modo. Sicuramente il #teatrotrasformativo è un valido strumento per prendere confidenza con questo vasto e profondo mondo emotivo, ma non solo. Essendo "connessionista" per natura, tendo a trovare i punti di congiunzione tra materie e discipline diverse, per questo amo sperimentare cose nuove, che nascono dal mix di cose note. Tutto il mio metodo di lavoro con le persone si basa su questo, e le Giornate Trasformative che sto ideando, hanno l'obiettivo di sperimentare, per accedere ad altre dimensioni di se stessi. Queste Giornate avranno dei temi specifici, primi fra tutti la paura del giudizio e le relazioni, ma vorrei che diventassero un Laboratorio Trasformativo Permanente, aperto, in continuo aggiornamento in base ai feedback di chi vi parteciperà. Se sei interessato a partecipare o se vuoi aiutarmi a organizzare uno di questi eventi, scrivimi a info@elisarenaldin.it Detto ciò, buon pomeriggio a tutti 🙏❤️

Promemoria per giovedì 6 febbraio 😊👆👆👆

Appunto del giorno: "Tutto nel mio mondo è una manifestazione della mia attività mentale che continua dentro di me, e le mie condizioni e le circostanze della vita riflettono solo lo stato di coscienza con cui mi sono fuso. È lo stato con cui sono identificato che determina ciò che sperimento" - Neville Goddard

Cosa sono i #recintipercettivi? Sono distorsioni della percezione. Tutti, ma proprio tutti, ci siamo dentro. Da quando nascia
Cosa sono i #recintipercettivi? Sono distorsioni della percezione. Tutti, ma proprio tutti, ci siamo dentro. Da quando nasciamo, e anche prima di nascere, veniamo inseriti in un "circo" proiettivo che depista, confonde, rallenta e modifica profondamente l'idea e la percezione di chi siamo. Come uscirne? Non ho soluzioni definitive, né tanto meno ho la verità in tasca, sono una sperimentatrice che testa su se stessa varie metodologie. Una cosa, di sicuro, è utile a tutti: il ritorno al proprio Sé Autentico, una sorta di "protezione" dagli inganni della matrice in cui siamo inseriti. Come si torna al proprio Sé? Sbarazzandosi di ciò che NON siamo, comprese credenze, abitudini, atteggiamenti, pensieri, assunti... Ne parleremo il 6 Febbbraio a Vicenza, una bella occasione per conoscerci e interagire. Vi aspetto numerosi!!! 😎

Amici veneti, ci vediamo il 6 Febbraio a Vicenza! ✌️😊
Amici veneti, ci vediamo il 6 Febbraio a Vicenza! ✌️😊

Chi non vorrebbe sentirsi libero di essere, di dire, di fare, di esprimersi? Ognuno di noi è, volente o nolente, stato limita
Chi non vorrebbe sentirsi libero di essere, di dire, di fare, di esprimersi? Ognuno di noi è, volente o nolente, stato limitato nella sua autenticità e libertà di azione ed espressione. Il contesto sociale, quello famigliare... non sempre sono stati esattamente un toccasana. Che c'entra il teatro? C'entra perché il Teatro ti impone di uscire dalla tua zona di comfort, è uno strumento per riscoprire le tue potenzialità nascoste, le tue abilità, nuovi talenti e una visione nuova della realtà e di te stesso/a. Cari amici non lontani da Varese, ecco la nuova edizione del corso in partenza a Febbraio 2025. Non attendete.....😉

PARLIAMO UN PO' DI LIBERO ARBITRIO Potrei sintetizzare dicendo che il Libero Arbitrio ha a che fare solo ed esclusivamente con la propria realtà interna, vale a dire: dare o non dare il consenso. A che cosa? A intrusioni energetiche, interferenze psichiche, invasioni di campo nel territorio mentale ed emozionale. Questo non significa diventare impermeabili al mondo esterno, ma acuire i sensi e imparare a riconoscere, distinguere e discernere. E soprattutto, scegliere. Scegliere cosa pensare, come sentirsi e come agire. Sembra banale, ma noi per la maggior parte del tempo veniamo agiti. Che significa? Che veniamo mossi da schemi, credenze, assunti, strutture inconsce, programmazioni, ferite, maschere, ricordi, esperienze passate, spettri di parenti vivi o morti.... insomma un bordello di gente, tranne noi. Come fare a comprendere chi ci sta muovendo? Solo in un modo: con il costante, continuo, indefesso, eroico, benedetto Stato di Presenza. Qualsiasi percorso decidiamo di intraprendere, dal Reality Transurfing ai Quattro Accordi Toltechi, dalla Quarta Via al lavoro sulle lataif sufi, senza un continuo e costante Lavoro sullo stato di Presenza, sarà tutto i-nu-ti-le. Se neanche ci accorgiamo di come stiamo, di cosa pensiamo, di che emozioni ci attraversano e da dove arrivano....ma 'ndo cazz volemo annà? 😎 Tutto, ma proprio tutto, dipende dal fatto di Esserci. E qui torniamo al Libero Arbitrio: è solo un'idea teorica, se noi non ci siamo. È ridicolo pensare di cambiare o gestire qualcosa fuori, se non sappiamo gestire nulla dentro. Che poi, a dirla tutta, l'esterno è il risultato dell'operato interno, giusto per citare Ermete Trismegisto: come dentro così fuori. Perciò il Libero Arbitrio parte dal governare la nostra interiorità facendo scelte continue su ciò che può o non può entrare, dai pensieri, alle immagini, ai ricordi, dalle fantasie, agli stati emotivi. E per farlo occorre accorgersi di se stessi, vedersi, sentirsi, percepirsi il più a lungo possibile. Dopo più di 25 anni di ricerca in lungo e in largo, alla fine tiro le somme e vedo che il succo di tutto sta qui, e difatti i miei percorsi stanno andando tutti in questa direzione, e il mio obiettivo è accompagnare chi vorrà sbarazzarsi di ciò che non è, per abbracciare la sua Natura Autentica. C'è da levare, non da aggiungere. C'è da fare e sperimentare, più che da studiare. Il #teatrotrasformativo è l'arma più affilata che ho, perché mi permette di mettere insieme tutto, rendendolo attuabile concretamente attraverso lavori di gruppo in presenza, attività da fare a casa e sedute individuali. Allora, c'è qualcuno che ha deciso di intraprendere questo viaggio verso se stesso? O stiamo qui ancora a teorizzare "come sarebbe se"? Sapete dove trovarmi. Sono online, ho un sito e un'email, sono su FB come profilo e come pagina, sono su Instagram e su YouTube. Quelli che avevo concepito come weekend formativi avranno, per ora, la durata di UNA SOLA giornata alla volta. Accessibile. Digeribile. Sostenibile. Se abiti nel centro nord e vuoi organizzare un percorso, un inizio di percorso, un'ipotesi di percorso, una dannata giornata... eccomi qua. Alza le chiappe e scrivi. 😎 Besos de fuego a todos 💋🔥 https://t.me/Transformational_Experience

Il te vecchio, non può entrare nella Nuova Realtà auspicata. Perché dico questo? Per ricordarci, tutti, che il Lavoro da fare per raggiungere una condizione desiderata, è sull'identità. Il te vecchio, pieno di paure e resistenze, non può mai e poi mai accedere a una nuova realtà in cui tutto è fantasmagoricamente figo. Per entrare in quella nuova dimensione della vita, devi prima entrare nella nuova dimensione di te. A nulla serve fantasticare su nuove condizioni, se dentro di noi permane la vecchia identità, che si nutre di dramma, lamentela, negatività e polemica. A nulla servono i buoni propositi, se non facciamo un upgrade interiore. Questo, tanto per chiarire, non vuol dire automartellarsi per essere diversi (v. ultimo post qua sopra nel canale) ma indirizzare gli intenti proprio verso quella versione di noi che se la gode, che sta bene, per la quale è naturale vivere quelle condizioni. L'identità è ciò che ci auto-definisce, e se siamo abituati a vederci incapaci, lenti o inadatti, allora sarà come remare controcorrente. Se dentro albergano ancora un senso di inferiorità, il non sentirsi meritevoli, la paura di non farcela, oppure la brama eccessiva, troppi dubbi, o la dipendenza da fattori esterni, ecco che stiamo remando contro noi stessi. E allora, come prima cosa, lavoriamo per diventare la persona che agisce e ottiene, perché è fatta così e per lei è normale agire e avere. Va proprio ribaltato il concetto su se stessi. Molliamo per un momento l'ossessione per l'obiettivo o il desiderio, e consideriamoci meritevoli, capaci, adatti, in grado. Costruiamo l'identita della persona che può, che riesce, che raggiunge. Assumiamoci la Responsabilità di come ci sentiamo e di come ci rapportiamo a noi stessi e alla realtà (ricordate il post sui RIBELLI?) Ogni volta che ci scopriamo a pensare qualcosa del tipo: "ma sì, ma tanto....", chiamiamo il buttafuori e cacciamo a pedate ogni pensiero limitante e disfattista. Fuori!!! 👉 Entriamo nella dimensione del possibile a partire dalla percezione di Chi Noi Siamo. In definitiva, usciamo da un #recintopercettivo individuale e iniziamo a esplorare un nuovo territorio libero, aperto, in cui abbiamo possibilità di scelta. Ci vuole Coraggio? Sì Ci vuole un po' di Fede? Sì. Ci vuole Volontà? Sì Ma direi che Fede, Volontà e Coraggio sono gli equipaggiamenti di base per chi intende creare la sua realtà. O no? 😎 https://t.me/Transformational_Experience

Siate generosi in complimenti e metaforiche pacche sulle spalle, perché quando si tratta degli altri siete capaci di dare tutto il sostegno e l'incoraggiamento del mondo, mentre quando si tratta di voi, col cavolo. E lo so, che è così. Voi meritate lo stesso accoglimento e sostegno che siete in grado di dare agli altri, perciò datevelo, concedetevelo, permettetevelo. Se c'è un proposito che va bene all'inizio di ogni anno, ma anche all'inizio di ogni giorno è: oggi mi amo e mi apprezzo un po' di più. E già che ci siamo, buon weekend! 🎉💫 https://t.me/Transformational_Experience

NON TORMENTARTI Una delle cose più frequenti che vedo sia in seduta che nel lavoro di gruppo, è questa idea di non essere o fare abbastanza, di non essere abbastanza bravi, di non riuscire come si vorrebbe... in un costante e implacabile giudizio verso se stessi. Ebbene, questa è una falciata che si tira a se stessi ed è, a tutti gli effetti, un #recintopercettivo autoindotto. Nel momento in cui proviamo a sostituire quel dialogo interno con "calma, va tutto bene. Vai bene così come sei", si può avvertire un certo sollievo. Non tutti riusciranno, perché i più autocritici (sento i vostri pensieri, mentre leggete!!) insisteranno col mettere sotto processo le loro azioni, sentendosi immeritevoli di un'assoluzione, nel timore che così facendo rischiano di "sedersi" e non arrivare mai a obiettivo. Ma vi chiedo: grazie all'autocritica feroce, ci siete già arrivati a obiettivo? A quanto pare no, se no la smettereste di tormentarvi. Distinguiamo bene tra il desiderio di miglioramento, che è costruttivo e motivante, dall'auto giudizio, che è per sua natura demotivate e demolente. Un conto è notare una debolezza o un aspetto da migliorare, e con accettazione per dove siete e con rispetto di chi siete, muovere dei passi per spostare con gradualità e di qualche grado la vostra bussola. Un conto è notare solo aspetti negativi, esaltare gli insuccessi e le presunte incapacità e prendersi a martellate nelle palle h24 o urlarsi di fare di meglio o di più e alla svelta, sguinzagliando il piccolo dittatore interno. Quel dittatore, se ci fate caso, ha origini molto antiche, e il più delle volte deriva da qualche figura genitoriale o di riferimento... Non voglio tornare su cose già dette e stra-dette, ma solo porre l'accento su dove potrebbe essere l'ostacolo. Questo non significa iniziare un percorso infinito in cui si rischia di perdersi, cercando di guarire ferite su ferite attraverso scavi, indagini, analisi e viaggi infiniti nell'albero genealogico e in vite precedenti.... alla ricerca delle fantomatiche "lezioni da imparare" (ormai sapete che sono allergica a questa dogmatica nenia new age e a questo terribile vocabolario depotenziante). Voglio solo dire: capite sì o no che se vi lasciate in pace, forse forse la vita va un po' meglio?? Che se, anziché lamentarvi di voi stessi o criticarvi aspramente, iniziate a far pace coi vostri punti deboli, forse forse vi aprite a dei potenziali nuovi? Che se, anziché pungolarvi di continuo pensando di spronarvi, iniziate ad ascoltare e accogliere i vostri punti fragili, permettete semplicemente alla vostra parte autentica di emergere? Pensiamo ai gatti: più si insiste per fargli fare una cosa, e meno la fanno. Più li rincorrete, e più scappano. Se volete che entrino, escono. Se volete che escano, vogliono entrare. Non sono pazzi. Sentono le energie. Coi gatti si impara l'arte del permettere. Non sono addestrabili come i cani, sono autonomi e indipendenti, e non fanno mai niente contro la loro volontà. Perciò, se li stressate, si allontanano. Coi gatti si impara anche la Pazienza, perché hanno i loro modi e tempi, inutile forzare o insistere. Ma se voi lasciate il gatto libero, se lasciate che sia lui a scegliere e lo assecondate senza pretese e senza aspettative, allora si avvicinerà. Se è chiaro per un gatto, per quale dannata ragione non lo è per gli esseri umani?? Allora, provate a iniziare l'anno dandovi tregua e senza stressarvi coi doveri e le aspettative. Accogliete anche gli aspetti di voi che al momento vi sembrano orribili, perché arriverà un giorno in cui, riguardadoli, proverete un grandissimo amore e rispetto per quel voi che si affannava tanto.

I FALSI RIBELLI Non mi riferisco solo a quelli citati nell'ultimo patetico e ridicolo spot delle ferrovie dello stato, dove si dice che "i ribelli di oggi rispettano le regole". Alludo anche e soprattutto a quei soggetti mossi dalle loro ferite, che quindi agiscono dietro alcune loro maschere, e che bollano ed etichettano come brutto o negativo, qualcosa che non riescono a vivere con serenità. Facciamo l'esempio del Natale appena trascorso. C'è chi lo vive in maniera pessimistica, dicendo che è una festa falsa e ipocrita. C'è chi lo vive con grande tristezza, perché è da solo. C'è chi lo vive con pesantezza, perché si sente obbligato a fare cose o a vedere persone. C'è chi lo vive in leggerezza e si gode la condivisione con persone che ama. C'è chi lo vive in pace, anche se da solo, perché non si sente solo e lo dedica a se stesso. E la lista potrebbe continuare. Allora, lo vediamo che non è la ricorrenza in sé, ma il modo in cui la viviamo, a fare la differenza? E allora si inizia a intravedere che quel fastidio e quell'insofferenza che alcuni esprimono verso una festa o verso le persone, altro non è che il loro disagio, per l'incapacità di essere sereni in quei giorni. E allora, la cosa più facile e immediata è scagliarsi contro la presunta ipocrisia degli altri, cercando di distinguersi dalla "massa becera e ignorante che si adegua a queste tediose e inutili ricorrenze". Eh no, belli. Qua state solo dando sfoggio di un vostro disagio, che naturalmente è causato da una sofferenza, di cui io ho moltissimo rispetto, perché ci sono passata e la conosco molto bene. Ma emerge lampante il giudizio. Nessuno ci impedisce di giudicare gli altri e la realtà, ma quando lo facciamo perdiamo una preziosissima occasione per osservare cosa ci si agita dentro. Se guardiamo più approfonditamente, vedremo che stiamo cercando un capro espiatorio per esprimere la nostra contrarietà, per giustificare il disprezzo o per autorizzare la lamentela. E non ci fa tanto bene. Giudicare la realtà esterna è un alibi. A volte, è un tentativo di gestire il malessere, costruendoci il personaggio, appunto, del "ribelle". Ma questa è tutta apparenza, sebbene sembri aiutarci. La vera ribellione è verso l'impero delle emozioni negative, gente. Lì ci vuole davvero una grande Forza decisionale, per dire NO a tutto quello che dentro di noi genera malessere, che non ha mai causa all'esterno! Quindi, il significato di questo periodo dell'anno, glielo diamo noi. Noi possiamo buttarci nell'inferno anche dentro al paradiaso, e possiamo ritagliarci una fetta di paradiso anche dentro all'inferno. È questo che fa un Ribelle, secondo me. Si ribella alla dittatura interiore dei suoi stati emotivi negativi, li affronta, li accoglie con coraggio, e li tira giù dal trono. E con questa...... Buon Anno!! 🍾🥂🥳 Elisa https://t.me/Transformational_Experience

Mai come a Capodanno emerge, evidente, l'illusione del tempo. Si dà attenzione a un minuto, a un secondo, quando non se ne notano tanti altri. Si dà importanza a un giorno, quando se ne ignorano molti altri nell'arco dell'anno. Ebbene, mi chiedo: e se l'importanza che viene data a quei minuti, a quei secondi e a quel singolo giorno, venisse sfoderata più spesso? Se tutta l'attenzione data alle chiusure e alle aperture, ai finali e agli inizi, venisse mandata sempre? Se quella voglia di buttarsi alle spalle il vecchio e quella gioia nell'accogliere il nuovo venisse agita ogni giorno? Immaginate che differenza? E sta qui l'illusione del tempo: non è la fine di un anno e l'inizio di un altro, che fa la differenza. Non c'è nessuna condizione speciale in questo passaggio, se non quella che noi gli diamo. E va bene dargliela, intendiamoci. Io sono la prima a cavalcare alla grande le energie collettive delle ricorrenze a mio piacimento, ma dico solo: brindiamo, diamo importanza, festeggiamo, alleggeriamoci, pianifichiamo, sogniamo un po' più spesso. Riponiamo fiducia in noi stessi e nelle circostanze un po' più spesso. Inebriamoci del "possibile" con più facilità e facciamoci coinvolgere dalla "festa" un po' di più. Un po' come nel film "Ricomincio da capo" con Bill Murray, costretto a rivivere continuamente il "Giorno della marmotta" incastrato in un loop spazio temporale. Ricollochiamoci a ridosso della festa della fine e dell'inizio qualche sera in più e qualche alba in più. Fantastichiamo più liberamente, sogniamo in grande un po' di più. Perché se lo vogliamo, può essere Capodanno più spesso, se non cadiamo nella routine e nella pigrizia mentale. Può essere festa più frequentemente, se non ci adagiamo sui problemi, e possono esserci portali spazio temporali ovunque. Alla fine li generiamo noi ogni volta che ci collochiamo in un diverso settore delle varianti, per dirla alla Vadim Zeland. Allora stanotte brindiamo a noi e al mondo delle possibilità, che è dentro di noi 365 giorni l'anno, 24 ore al giorno. Vi auguro il meglio di voi. 🥂 Elisa https://t.me/Transformational_Experience

AVETE ROTTO IL KA...RMA A costo di risultare fastidiosa, lo voglio proprio ribadire: questa storia del karma rischia veramente di sottrarre un quantitativo di energia abissale. A quanti ho sentito dire, in una sorta di mesta rassegnazione: "è il mio karma". Quanti si sentono schiacciati sotto il peso di eventi spiacevoli o avversi, avvertendo un'impotenza che li limita enormemente. Tutta questa storia, come al solito, porta l'attenzione da noi ad altro, da dentro a fuori, collocando esternamente le ragioni delle nostre vicissitudini, come se noi non potessimo farci assolutamente nulla. Ora: se è pur vero che capita di trovarsi in situazioni difficoltose, dolorose, perfino al limite della sopportazione umana, è anche vero che le ragioni di queste evenienze vanno comprese. Di solito sono generate dall'attrito tra una parte spirituale che vuole portarci in una direzione, e una parte umana che si ostina a restare dov'è, per paura, per inerzia, per pigrizia, per disinteresse, per sottovalutazione.... eccetera eccetera. La permanenza nello stato di dolore rischia di diventare un #recintopercettivo estremamente limitante e condizionante. A un certo punto bisogna levarci di dosso tutto quel peso, invece di continuare a ruzzolare nel fango, anche se è difficile, anche se sembra impossibile, anche se ci proviamo ormai da tempo e non ci siamo ancora riusciti. Ma non è il karma, gente. Quello, se va bene, è il corpo di dolore di cui parla Ekhar Tolle, oppure sono interferenze psichiche o energetiche, e in ogni caso - da qualche parte - c'è un dolore non oltrepassato, un nodo non sciolto, una questione non elaborata, un vissuto non digerito, un conflitto non risolto, una ferita non rimarginata e - udite udite - una relazione non armonizzata. Dobbiamo occuparci di quella roba lì, o ci tormenterà in eterno. E allora sì, che si può parlare di "karma", ma solo per comprendere che stiamo parlando di qualcosa che non è stato affrontato ed è ora di guardarlo in faccia, non certo per tirare fuori l'ennesimo discorso sull'impossibilità di fare qualcosa! Capite la differenza? Ogni qualvolta si ripresenta la medesima situazione, siamo di fronte a una sorta di "portale", che può permetterci una presa di coscienza molto importante. Se restiamo sulla soglia, stiamo solo rimandando il problema e ci stiamo auto-imponendo di ripetere il passaggio. Se oltrepassiamo la soglia, ci stiamo permettendo di attraversare e oltrepassare quella selva oscura che ci spaventa tanto, ma che è lì proprio per essere attraversata. Consigli e suggerimenti? Non ne ho. Dico solo che ci vogliono Coraggio e Volontà, e la ferma convinzione di Essere qualcosa di Altro rispetto ai nostri dolori, vissuti e traumi. Noi non siamo la nostra storia. Noi siamo la storia che scriviamo ogni giorno, ogni minuto, ogni istante. E se la penna con cui scriviamo si intinge nell'inchiostro dell'Amore, allora quella storia avrà tutt'un altro sapore. 💙 Elisa https://t.me/Transformational_Experience

Che il mio "Natale laico" abbia inizio. Quando nel mondo si sparge l'energia di una ricorrenza, amo sfruttare le vibrazioni a mio favore, quelle che scelgo io. Natale mi richiama ad una leggerezza che arriva dall'infanzia, dove c'era solo profumo di sorpresa, allegria e compagnia di persone care. E per me, è tutto. Lo scorso Natale è stato difficile, pesante, faticoso, come mi era già successo altre volte nella vita, purtroppo. Ma quest'anno lo passo proprio con quella spensieratezza che da tanto non bussava alla mia porta. Ed è il dono più grande. È arrivata da sola? No, è stato il risultato di un instancabile Lavoro su me stessa, e anche una precisa scelta. Sì, perché di recente ho proprio deciso di godermela. Sul mio diario ho scritto parole che finiranno nel mio ultimo libro (una trilogia, in realtà), e sono queste: "Ho deciso che voglio godermela, di qualsiasi cosa si tratti. C'è Piacere, nella vita, e voglio sentirlo tutto. C'è Gioia, nella vita, e voglio trovarla dappertutto. Voglio trovare una Pace che parta da dentro, che sia inesauribile perché sgorga da me, in me, per me. Voglio sentire l'Amore che l'Esistenza contiene, sentirlo in me, da me, per me". E questo è l'augurio che faccio anche a tutti voi, oggi, domani, e tutti gli altri giorni dell'anno. Che queste Feste siano solo un prememoria di ciò che di bello esiste e si può trovare, cercando e osservando con gli occhi giusti, ripuliti da lacrime che è tempo scendano solo per per la Gioia. 🌟💖✨ https://t.me/Transformational_Experience

Bevo per non pensare. No, non è un'incitazione all'alcolismo 😂 È solo una provocazione, e una considerazione relativa a quanto la parte mentale possa essere pervasiva e invalidante, e a quanto possa frenare gli stati emotivi, l'ispirazione, le percezioni e le intuizioni. Ora: questo non vuol dire che ci si debba ubriacare ogni volta che si è in cerca di ispirazione. Sto dicendo che - alcune volte - c'è proprio bisogno di staccare la spina da quella parte razionale che risulta solo un freno e un limite per via delle paure. Paura di sentire, paura di vedere, paura di sperimentare. Paura di dire, paura di ammettere, paura delle conseguenze, dei giudizi. Paura di rischiare, di osare, di esprimersi, di agire, di esporsi. Non che sotto l'effetto dell'alcol siamo necessariamente autentici, però (come si dice), "in vino Veritas" ha una sua fondatezza. Allora, visto che stiamo entrando in un periodo dell'anno ricco di occasioni beverecce, proviamo a restare Presenti, con Consapevolezza, e a notare quali ostacoli e barriere riusciamo a oltrepassare, sotto il dolce effetto di un bicchiere in più. Facciamo caso a quali paure ci permette di oltrepassare, e a quali freni inibitori può levare. Restiamo consapevoli della differenza tra l'egemomia della mente controllante rispetto alla Libertà di uno Spirito Libero che non si fa pippe mentali ogni 3x2. Detta in altri termini, proviamo un po' a rischiare e a godercela. 🍾🥂💞 https://t.me/Transformational_Experience

L'assunzione di Responsabilità è metà del Lavoro. Ciò che ci tiene lontani dal raggiungimento di alcuni obiettivi e desideri, è la delega. E per delega non intendo solo il riferimento ad altri, della serie: "è colpa di tizio o di caio" oppure "sempronio non mi permette di". Parlo anche di alibi legati a un presunto destino, a un fantomatico karma, a un ipotetico tempo divino inarrivabile. Mi riferisco dall'atteggiamento di retrocessione di fronte alle paure, che porta verso l'idea che noi non abbiamo alcuna responsabilità in ciò che accade ed è tutto deciso "dall'alto". Beh, vi do una notizia: lì, "nell'alto", ci siamo anche noi. Una parte coscienziale - nostra - prende decisioni, determina e crea. Perciò, pensare che è tutto stabilito da un dio esterno, da un'entità esterna, da un'energia esterna, è un errore di valutazione. Poi sì, esistono i tempi divini e le sincronicità. Ma chi li stabilisce se non noi assieme all'energia della Sorgente? La Sorgente, o Coscienza Universale da cui originiamo, non può inserirsi a gamba tesa dentro e un apparato psicofisico pieno di paure, blocchi e sabotaggi. Non lo farebbe mai. L'energia creativa della Sorgente, che letteralmente smuove le montagne e fa miracoli, aspetta che noi ci leviamo di mezzo, con tutte le nostre paure e pippe mentali. L'energia Sorgente non può prendere il comando, se noi siamo ancora lì a menarcela sul perché e sul percome, cagandoci in mano all'idea delle conseguenze derivanti da un atto di Coraggio. Perciò, a volte, quando scatta quell'attitudine fatalista di fronte a certi episodi che avvengono o non avvengono, proviamo a chiederci se magari, a qualche livello, non siamo per caso stati noi a determinare un certo andamento dei fatti, piegando la realtà sulla base di nostre paure e autosabotaggi. Perché ciò che la nostra Essenza ci chiede, sempre, è di andare oltre le nostre paure, e questo manda in pappa totalmente la macchina biologica, che invece cerca sicurezze e rassicurazioni. E allora, invece di raccontaci la storiella che "non doveva succedere", proviamo a valutare se le nostre paure non hanno per caso attuato un freno e un limite alle nostre azioni, perché avevamo paura di prenderci un rischio. Proviamo a vedere se certe cose non si allineano perché poi corriamo il rischio di uscire dalla comodità e dalla zona di comfort. Proviamo a vedere se, magari, non stiamo viaggiando col freno a mano tirato, anziché lanciarci dal dirupo come la Vita vorrebbe, perché se no poi dopo...bla bla bla. È facile pensare che qualcos'altro al di fuori o al di sopra di noi decida e determini, finendo così reclusi in un bel #recintopercettivo autoindotto. Avere Coraggio, rischiare, esporsi...richiede una dose di energia extra e, in definitiva, un'assunzione di Responsabilità. E come dice un noto influencer: that's it. https://t.me/Transformational_Experience

L'ASPETTATIVA Quante volte ci hanno detto che ogni cosa che facciamo deve essere fatta senza aspettativa. Ma quanto abbiamo compreso davvero cosa significa? Spesso ci illudiamo di agire così, nella piena Libertà del nostro Essere, ma ancora una volta ce la stiamo raccontando. Da cosa ce ne accorgiamo? Dal fatto che, se arrivano una critica o un commento imprevisto, oppure se non arriva un complimento o una parola di apprezzamento, andiamo in sbattimento. Guardiamo chi non ci ha lodati/apprezzati/riconosciuti bla bla bla, come se fosse il demonio, senza comprendere che è il nostro Maestro. Se davvero abbiamo agito senza aspettativa e per il puro piacere di dare, non abbiamo bisogno di conferme, e non ci toccano nemmeno le critiche, ma tutti i feedback ci trovano neutri, centrati, acuti nella Visione senza perturbarci. Non sto dicendo che dobbiamo diventare glaciali, sto dicendo che se davvero abbiamo agito o parlato col puro intento di dare senza aspettarci nulla in cambio, lasceremo che questa energia si dispieghi, senza la necessità che il nostro ego/personalità vengano lodati, apprezzati o riconosciuti. E qualora sorgesse un dispiacere o un disappunto, saremmo portati a guardare dentro di noi per riconoscere quella parte ferita in cerca di conferme, scagionando gli altri. L'Essenza non ha bisogno di queste cose. Agisce e basta, si esprime e basta, si manifesta e basta. Non si loda, non s'imbroda, e non si aspetta nulla, né si turba o si dispiace. Trae piacere dal puro atto di esprimersi. Quando il nostro agire e parlare partono da lì, c'è una serena accoglienza di ciò che c'è. L'ego non si attiva, la personalità non scalpita, vediamo le ferite - nostre e degli altri - e non ne facciamo una questione personale. Ora ti chiedo: come hai reagito l'ultima volta che hai fatto qualcosa per qualcuno che non ha mostrato apprezzamento? Guarda sempre dentro, perché il fuori è un'estensione di ciò che sta dentro di te. https://t.me/Transformational_Experience