Elisa Renaldin | Vita Fuori Copione 🎭
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Appunti random su libertà, relazioni, presenza e creatività. Aiuto umani stanchi del solito copione, a riprendersi il ruolo di protagonisti.
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E dopo un anno di pausa da qualsiasi video e diretta, si ricomincia col botto!!
Parliamo di #inganni, #manipolazioni e distorsione delle percezioni, vale a dire, Recinti Percettivi a pieno regime. Ma stavolta, ci addentriamo ai confini del non visibile, analizzando cosa accade al di sopra di noi, in quelle #dimensioni che si esplorano solo con bilocazioni, viaggi astrali, ipnosi e...dopo la morte ;-)
Portavoce di queste enormi ricerche effettuate da tantissimi professionisti, è Klod Nagal, studioso e ricercatore in campo esoterico e non solo.
Cosa accade dopo la morte? Ciò che vediamo è pura luce e amore, oppure una trappola? Chi l'ha detto che il karma è stata una nostra scelta? Si può uscirne? Siamo costretti a reincarnarci o abbiamo una via di fuga? Siamo qui per "evolverci" o anche questo fa parte di un bel #recintopercettivo?
Parleremo di tutto questo e anche dell'ultimo libro di Klod, "Bardo arconte, la trappola dell'evoluzione".
https://www.youtube.com/watch?v=L8Qykq3-uig
Lavorando in seduta con le tecniche di rilascio emozionale, mi rendo conto che delle volte si fanno dei veri e propri "esorcismi", passatemi il termine 😉
Ciò che si annida dentro di noi e ci ostacola, può essere definito in vari modi: emozioni non elaborate, energie intrappolate, loop, perfino delle entità... ovvero flussi che vivono di vita propria, che si nascondono e che scappano quando vengono intercettati.
Come avviene il processo di Liberazione? Attraverso un'attenta e mirata OSSERVAZIONE di tutto ciò che accade, soprattutto a livello fisico/corporeo. Vale a dire che queste "energie" si manifestano sotto forma di sensazione fisica (peso, bruciore, morsa, costrizione, fastidio...) e nel solo atto di osservare, cambiano, fino a dissolversi.
Qualora sorgessero immagini, altre sensazioni, pensieri, ricordi, simboli, credenze...si può trasformare tutto e riequilibrare concentrando l'attenzione su 3 centri energetici, pronunciando delle frasi specifiche.
Io ho visto accadere delle vere e proprie trasformazioni, con dei cambi di stato mentale, emotivo e fisico davvero importanti. E mi rendo conto che più faccio avanzamenti io, nel mio lavoro quotidiano su di me, più riesco ad essere efficace e andare in profondità, in una sorta di simbiosi/connessione energetica tra me e la persona che lavora con me.
Se sei interessato/a a provare questo metodo, scrivimi a info@elisarenaldin.it ma ti dico già che questo lavoro non è per tutti 😉
Besos a todos 😘
Ci sono molti modi di trascorrere il "Natale": religioso, ateo, laico. In maniera partecipata, in maniera indifferente, in maniera insofferente. Da soli, in famiglia, con amici, con gli animali, coi senzatetto, lavorando, dormendo, ubriacandosi.
Senza dubbio il Natale emana un'energia, che ognuno vive e sente in maniera differente: c'è chi ci si butta, c'è chi si difende, e chi fa finta di niente.
Ma in definitiva il Natale è un Portale: nel Cosmo ci sono Energie in movimento, e possiamo scegliere come oltrepassare questa soglia, se con simboli o meno, se con gioia o dolore, dipende a cosa scegliamo di accordarci. 🎼
Essendo il simbolo supremo della "rinascita", specialmente riferito al Sol Invicto, possiamo orientare le energie e gli intenti in quella direzione: come vogliamo rinascere? E soprattutto Chi vogliamo rinascere?
Sfruttiamo questo passaggio dal Buio alla Luce emanando la vibrazione d'Amore più alta di cui siamo capaci. Amore per Noi stessi e per la nostra Anima. Amore per tutto ciò che siamo e abbiamo fatto finora, senza più giudizio alcuno. Facciamo entrare il Sole e le Stelle nel nostro Cuore, per Rinascere ancora.
Ancora una volta. ☀️🌟✨
Dentro di noi si svolge un combattimento continuo: sono tutti i nostri "io", che si scontrano sul campo di battaglia delle paure e delle credenze.
Da ogni angolo si odono urla: "non puoi!", "non devi!", "non meriti!", "sei inutile!", ed è uno scontro fra titani che si accaniscono su di te facendoti a brandelli.
Ci sono parti di te in agonia, parti sofferenti, parti rabbiose, parti soffocate, parti negate. Sono tutte lì sul campo a lanciare scudisciate per farsi vedere e sentire. Cercare di arginarle è inutile.
Per prendere possesso del campo di battaglia, occorre assecondare, accogliere, vedere, ascoltare. La fuga non risolve, aggrava. Ignorare rende la lotta ancora più estenuante, sottoponendoci ad attacchi improvvisi, imprevisti, ad ogni ora del giorno e della notte.
Per raggiungere una tregua bisogna cercare un compromesso, tramite cui ascoltare e assecondare le richieste dei "nemici", che non sono altro che parti di noi ignorate. Chiedono solo di avere voce, di essere viste.
Si tratta degli aspetti migliori di noi, che sono stati ignorati e repressi, e che si sono trasformati in avversari accaniti, per farsi vedere e ascoltare. Incredibile, come la Luce possa tramutarsi in Ombra, quando viene trascurata.
E dunque la fine della battaglia può attuarsi solo riportando Luce. Luce sulle ferite, Luce sull'inascoltato, Luce su ciò che è stato represso e si è trasformato in avversario per imporci di affrontarlo, vederlo, accoglierlo.
C'è così tanto di inespresso, taciuto, soffocato, negato, giudicato e dimenticato, in noi... che non c'era altra via se non la guerra. Quel conflitto, è lì a ricordarci di Noi. Quei nemici, sono nostri alleati, pur nel dolore, pur nella sofferenza. Accogliamoli, ridiamogli lustro e diamogli il giusto spazio, e sarà la fine del conflitto.©
https://t.me/Transformational_Experience
Tutte le nostre paure, le titubanze, i dubbi, i rimuginamenti, le indecisioni, il procrastinare... sono dati dal nostro ego.
Non è il nemico numero uno, è il risultato di ciò che abbiamo assorbito, subito, creduto vero, immagazzinato e reso automatico. È una parte di noi che ha preso il sopravvento e spesso intralcia il naturale fluire delle cose.
Perché non ce ne sbarazziamo o, almeno, l'arginiamo? Perché senza quei confini identitari, ci sentiamo nudi e persi. Chi sono, io, senza la mia personalità? Chi sono, io, senza le mie risposte caratteriali? Come rispondo, alla vita, se non attraverso i riferimenti e le esperienze passate?
La sensazione è quella di muoversi in un territorio sconosciuto senza mappa. Dove sono? Dove vado? Ma soprattutto: CHI va?
Questo è il risultato dell'insicurezza che scaturisce dal pensare di non essere "nessuno" senza quell'"identità", come se non ci fosse nessuno sotto lo strato di abitudini, pensieri, automatismi, risposte condizionate, credenze, convinzioni, eccetera...
Ebbene, se fossimo soltanto questo, saremmo davvero limitati. Ma può compiersi una grande trasformazione andando al di là di questi assunti autoprodotti su noi stessi, che io definisco #recintipercettivi individuali.
In primavera debutterà il mio evento di #TeatroTrasformativo Live "Fuori dal Recinto: tornare liberi e autentici" dove potrai fare esperienza di altre parti di te, e iniziare a percepire che in te c'è altro, molto altro....
https://t.me/Transformational_Experience
La Vita a volte ti sottopone a delle sfide durissime. Sembra che gli "altri" siano dei maestri terribili, ma è la tua Anima, ad esserlo. Possono sopraggiungere rabbia, sconforto, dolore profondisso, sfiducia.
È necessario ristabilire una Connessione profonda col proprio Sé.
A volte si sente un Vuoto incolmabile, che non ci chiede altro che riconnetterci alla propria Natura Autentica, alla propria Essenza che è stata esclusa da anni, da tutta la vita, a volte.
È un passaggio dolorosissimo. Vieni privato di ciò che per te é più caro, essenziale, vitale, importante. Vieni svuotato per sentire "quel" vuoto che vuole riportarti a TE.
È un dolore abissale che può essere lenito soltanto dalla Tua Presenza e da quelle parti di Te che reclamano la tua attenzione da decenni, da un'intera vita....
Non c'è modo di guarire quella ferira se non ricongiungendosi a quelle parti disperse nello spazio-tempo...
La tua Anima non vuole il tuo male... ti colpisce per svegliarti e per ricondurti a Lei, perché in quell'Unione Mistica e in quel Matrimonio Alchemico, avverrà la Trasmutazione che genererà la Svolta... anche se questo comporterà fiumi di lacrime e sangue.
Repost from Il Giurista Impertinente
Cena degli Impertinenti
MILANO
Gentili Iscritti,
Domenica 17 Dicembre, alle ore 18.00 a Milano, all'Arci Martiri di Turro, "Cena degli Impertinenti".
Sarà un'occasione conviviale, e alla chiacchiera leggera uniremo del buon cibo, e sarà un'occasione per farci gli auguri di Natale, alla presenza di alcuni graditi ospiti, per presentarVi il mio libro "Scritti Apocalittici -Telegrammi dal Fronte", e per raccontarci barzellette (sconce) su Brunettolo.
Apericena con consumazione alcolica/analcolica al costo di €. 15,00, a totale copertura del rinfresco. Per prenotazioni scrivere a scritti.apocalittici@gmail.com, avendo cura di indicare nell'oggetto "Milano". Preparate le posate, a presto!
Canale Telegram
http://t.me//IlGiuristaImpertinente
Amici di Milano, mi farà piacere incontrarvi a questo evento informale pre natalizio ☺️🌟
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MILANO
Gentili Iscritti,
Domenica 17 Dicembre, alle ore 18.00 a Milano, all'Arci Martiri di Turro, "Cena degli Impertinenti".
Sarà un'occasione conviviale, e alla chiacchiera leggera uniremo del buon cibo, e sarà un'occasione per farci gli auguri di Natale, alla presenza di alcuni graditi ospiti, per presentarVi il mio libro "Scritti Apocalittici -Telegrammi dal Fronte", e per raccontarci barzellette (sconce) su Brunettolo.
Apericena con consumazione alcolica/analcolica al costo di €. 15,00, a totale copertura del rinfresco. Per prenotazioni scrivere a scritti.apocalittici@gmail.com, avendo cura di indicare nell'oggetto "Milano". Preparate le posate, a presto!
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Anno nuovo, corso nuovo!! Si ricomincia il 22 Gennaio a MILANO con il mio corso di #teatrotrasformativo.
Chi non vorrebbe sentirsi #libero di essere, di dire, di fare, di esprimersi? Ognuno di noi è, volente o nolente, stato limitato nella sua #autenticità e #libertà di azione ed espressione. Il contesto sociale, quello famigliare... non sempre sono stati esattamente un toccasana.
Che c'entra il teatro? C'entra perché il Teatro ti impone di uscire dalla tua zona di comfort, è uno strumento per riscoprire le proprie potenzialità nascoste, le proprie abilità, nuovi talenti e una visione nuova della realtà e di sé stessi.
Nel mio approccio, do risalto al lavoro sul #corpo come strumento per sbloccare il lato emozionale e utilizzo il testo teatrale come mezzo per confrontarsi con la propria e l’altrui psicologia. Do importanza al fatto di creare un clima di #gruppo positivo perché è uno strumento di crescita e di sostegno reciproco. Vorrei portarti ad una messa in scena sul palco, ma decideremo insieme se e quando farlo, dopo i primi mesi trascorsi insieme. Intanto vieni a conoscermi e a scoprire una nuova versione di te.
info@elisarenaldin.it
https://elisarenaldin.it/il-teatro-ti-salva-la-vita/
Tutte le storie a cui diamo attenzione ed energia, diventano vere. Il tipo di storia a cui credi è totalmente irrilevante, perché è l’attenzione focalizzata in quel punto che attiva una manifestazione.
Ci sono tante, tantissime storie che abbiamo assorbito e fatto nostre, prese dalla religione, da altre culture anche millenarie, dalla spiritualità, da concetti e filosofie, da costrutti e teorie di vario tipo, origine ed estrazione. Non c’è nulla di assolutamente giusto o sbagliato, in questo, ci sono solo scelte che facciamo in base a ciò che funziona per noi.
Alcune storie sono più funzionali di altre, e ci aiutano ad oltrepassare momenti difficili dell’esistenza, ma non tutte le storie vanno bene per ogni individuo.
Ad esempio, sostanziale è la differenza tra “fede” e “fiducia”, e in ogni caso dipende da qual è l’oggetto della nostra fede, che funzione ha, a cosa ci serve, in cosa ci aiuta. Molti sono aiutati dalla storia di un dio benevolo che tutto sa, tutto determina, tutto risolve, al quale delegare ogni aspetto, e in questa fede riescono anche a trovare soluzione a certi problemi. Per altri, questa storia non solo non funziona, ma è perfino depotenziante, perché la sola idea che sia tutto determinato, deciso e definito da un’entità esterna, è inaccettabile, non congruente, illogica e perfino fastidiosa, oltre che priva di fondamento. Per loro, è più probabile che funzioni la storia di un nemico da combattere, perché consente loro di sapere con chi confrontarsi, di conseguenza rimettersi in piedi, armarsi e agire, e così ritrovare la forza e la motivazione. Non gli serve, la storia del “è tutto perfetto”, “lascia fluire”, “accetta le cose come sono, affidati”. Per loro è arabo, per loro la linea di demarcazione tra reale e illusorio è netta, e necessitano di riferimenti chiari e concreti: luce, buio, acceso, spento, vero, falso, si, no. Non c’è niente di sbagliato in questo, dobbiamo ragionare in termini di utilità e fattibilità. Inutile insistere con la narrazione che è stata utile ad uno, se non è funzionale per un altro. Ognuno ha bisogno di strumenti diversi per uscire dalle situazioni drammatiche della vita, e tutte le strade vanno bene, purché non siano illusorie e non conducano a un vicolo cieco.
Un altro esempio è quello delle fantomatiche “prove”. Per alcuni è assodata e accettata l’idea che noi ci autocauseremmo delle prove, o una entità esterna a noi lo farebbe, per consentire una nostra evoluzione. Per altri questa storia è assolutamente ridicola, e preferiscono ragionare in termini di “incidenti di percorso” perché come sappiamo “shit happens”, e quindi nulla è determinato in maniera totale e assoluta. Il caso esiste, come esiste la teoria del caos, e c’è un margine di imprevedibilità, imprevisto, cambio di rotta, fuori programma, interferenza, ostacolo e rottura di palle. Non è sempre tutto perfetto e lineare. La perfezione si trova nella capacità di riprendere la rotta, rientrare nel flusso, e tutto sommato riuscire ad aggirare l’ostacolo, rimettersi in moto, trovare strategie e soluzioni alternative nonostante gli imprevisti. Non è sempre tutto voluto dal cielo, per intenderci, e usare la parola “imprevisto” al posto della parola “prova”, può fare tutta la differenza del mondo, se ragioniamo in termini di psicologia umana profonda.
Perciò il senso di questo post è: attenzione agli assolutismi e al fideismo, perché ogni individuo ha una struttura diversa e necessita di strumenti e strategie diverse per venire a capo dei problemi. Frasari, terminologie, assunti, filosofie e narrazioni possono fare una gran differenza nel ritrovare la forza, e ciò che ha funzionato per qualcuno non è detto che funzioni per altri. Quindi a maggior ragione, attenzione alla magnificazione di una sentiero, di un concetto, di una via che può aver funzionato per alcuni, perché potrebbe essere perfino controproducente per altri.
L'unica possibilità per ripristinare un rapporto compromesso con la Vita, è trovare il proprio modo, con le proprie leve e motivazioni.
Gli altri possono darci degli spunti, a volte utilissimi, ma ognuno deve trovare la sua via. Inutile convincere un altro ad affidarsi a questo o a quel pensiero o filosofia, o alla fede, spinti dal fatto che per noi ha funzionato.
Ognuno ha la sua struttura, la sua indole, i suoi punti di forza e di debolezza, e sulla base di questo può scegliere quale sentiero intraprendere. Ci sono tanti, tantissimi inganni, tanti recinti percettivi quanti sono i respiri che facciamo ogni giorno, e sono allettanti, spesso aleatori, alcune volte utili, ma non adatti a tutti. Ciò che è servito a noi, non per forza servirà ad altri. Ciò che per noi si è rivelato vero, non lo sarà per altri, e chi si sforza di abbracciare un'idea che non sente sua, sta compiendo una forzatura.
L'unica cosa che mi auguro è che la gente smetta di raccontarsela, facendo propri dei sistemi di credenze proposti da altri, solo perché ritenuti validi e universalmente riconosciuti, o solo per il bisogno di appartenere a una categoria ritenuta "privilegiata", "superiore", o "evoluta".
Scappate dagli schemi di pensiero e andate dove trovate stimoli a rimettervi in sella, si tratti anche solo di praticare sport, fare lavori manuali, creare, danzare, cantare, respirare consapevolmente o ridere.
Ogni individuo è un universo con doti e talenti, e in genere la bussola sta proprio lì. Il resto sono riempitivi per la mente bisognosa di conferme. Fate ciò che vi fa star bene e siate Presenti a voi stessi, sempre.
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A volte gli Amori, gli Affetti, le Amicizie, o comunque i legami, ti salvano la vita.
A me ha stancato questa retorica del "devi bastare a te stesso", perché ci sono momenti della vita dove non ci sei nemmeno un po', figuriamoci se puoi bastarti.
Poi è vero che ognuno "si salva da solo", perché sta al singolo trovare quella forza, dirigere correttamente i pensieri, fare scelte, orientare se stesso. Ma il supporto di chi ci sta accanto è spesso salvifico. Basta una frase giusta, una riflessione profonda, una conversazione ricca, ed ecco che lo sguardo interiore si orienta verso un nuovo orizzonte, o la mente assimila una nuova possibilità. Anche se quelle parole e conversazioni vanno ripetute decine di volte, anche se occorre insistere, anche se a volte quell'auto va dato, e ridato, e ridato ancora e ancora.
Io sono per il più umano e democratico "nessuno ce la fa da solo", intendendo che la vicinanza e l'aiuto di persone care e vicine, di professionisti seri e preparati, possono davvero fare la differenza.
Arrivano in soccorso anche altri tipi di aiuto: cose che si leggono, percorsi, corsi online, metodi, strategie. E a furia di battere il chiodo, alla fine si apre una breccia nella coltre di nebbia, e inizia a filtrare un po' di sole. È solo un raggio, all'inizio, ma è l'indizio di una ripresa.
Poi sta al singolo decidere se afferrare o meno quel raggio.
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Ci sono persone che pensano di essere d'aiuto, ma poi si risentono se il loro "aiuto" non viene accolto, e addirittura giudicano la persona che pensavano di aiutare, se questa non reagisce come loro si aspettavano.
Mi viene da dire una sola cosa, spassionatamente, a queste persone. Voi sarete davvero d'aiuto, soddisfando il vostro anelito a fare del Bene, quando abbandonerete l'aspettativa di essere riconosciuti e apprezzati per il vostro aiuto. Allora sarà l'Anima, a parlare, e non più un ego bisognoso di conferme.
Questo è un passaggio assolutamente necessario per tutti coloro che vogliono davvero fare la differenza. Non riguarda voi, riguarda l'altro. Il vero Aiuto è offirire una vibrazione di accettazione e sostegno, qualunque cosa accada, qualunque sia la reazione, qualunque sia il risultato. Se comprendete questo, andrete al di là di qualsiasi esito e reazione altrui, e sarete davvero un faro che illumina in qualsiasi tempesta.©
Elisa Renaldin
Ciò che è accaduto coi propri genitori, ci condiziona per il resto dell'esistenza. Anche se pensiamo di averci lavorato, messo mano e risolto, è facile che rimanga un ultimo strato al quale non abbiamo avuto accesso.
Quell'ultimo strato è il più duro, il più difficile, il più doloroso. Direi che è il più fetente, e il più fetido. Quando ci si incappa, dopo situazioni che nella vita ci mettono in ginocchio, emerge tutto il residuo che era rimasto sotto, sepolto, nascosto, occultato: il cuore del problema e del trauma originario.
Affrontare quella palude è durissima, ma non si può scansare quel passaggio, è necessario per sanare quella ferita che sanguina da una vita, anche se ci abbiamo messo un cerotto, una garza, o altri palliativi. Sanguina ancora.
È necessario l'aiuto di altri, e che siano professionisti seri e preparati, non ciarlatani newage, manipolatori e spiritualisti di sta cippa. Lo dico con tutta la consapevolezza che l'esperienza diretta mi ha dato: bisogna cercare aiuto tra chi ha passato gli stessi guadi e ha trovato il varco d'uscita, bisogna cercare coloro che ci daranno strumenti, stabilità, sicurezza e fiducia. Bisogna cercare chi sente e comprende, chi sa. Al bando chi gioca con la nostra energia, chi mette dubbi, chi destabilizza, chi non ha un piano di evasione dal #recintopercettivo.
Ne ho vista anche troppa, di gente manipolata e condizionata. Chi ti aiuta ti dà stabilità, sicurezza, fiducia e strumenti. Il resto è fuffa e, molto spesso, perdita di tempo e manipolazione.
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Il post sulla #manipolazione di un genitore sui figli per metterli contro l'ex coniuge, ha scatenato una certa reattività sui social. Emerge un paritario livore tra #uomini e #donne sulla questione "comportamento riprovevole", ma pochi sono in grado di vedere che la questione va molto al di là del genere di appartenenza.
Ecco, questo è uno dei #recintipercettivi collettivi più diffusi: l'eterna diatriba tra #uomini e #donne. Ognuno dei due sessi è convinto di aver subito il peggio dall'altro, ed è assolutamente certo di appartenere alla categoria migliore, a quella che ha subito più danni.
In realtà, ascoltando racconti e vicende personali, emerge che certi atteggiamenti non hanno genere, ma si fondano su vissuti personali che hanno portato un individuo ad essere narcisista, opportunista, egoista, perfino malvagio. Il desiderio di vendicarsi e danneggiare l'altro può esistere nell'essere umano, a prescindere che egli sia uomo o donna.
Se non oltrepassiamo, come Umanità, questo #recintopercettivo, avremo poche possibilità di portare Pace e Armonia. Inutile scagliarsi contro "le donne" o contro "gli uomini". Nelle relazioni, l'altro è uno specchio e ci mostra delle dinamiche interne inconsce che in qualche misura ci riguardano, e questo non ha a che fare col genere.
Ognuno di noi avrà subito torti e ingiustizie o avrà sofferto a causa di persone dello stesso sesso: genitori, fratelli o sorelle, zii, amici, colleghi... Se poi accade con una certa frequenza un conflitto con soggetti dell'altro sesso, allora è chiaro che alla base c'è un trauma, una frattura, una cicatrice che ha generato tutto questo. Una rabbia latente per l'altro sesso, non può che scaturire in conflitti e avversità, ma senza una CURA per quel dolore specifico, nulla andrà a posto...
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