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Alla fine della fiera, Thanos di Cantwell, Pizzari e Peralta m'è piaciuta più di quanto mi aspettassi.
Il comparto artistico è quello che soffre di più purtroppo: troppo confusionario, grezzo, in alcuni tratti pure svogliato. Ma l'idea di fondo portata da Cantwell è molto interessante e l'esecuzione lascia spazio a grandi momenti action, parti più comedy e divertenti, riflessioni sulla natura di alcuni personaggi.
Ultimate X-Men #1 di Peach Momoko è la dimostrazione che questo universo Ultimate ragiona e opera su una struttura radicalmente diversa dal passato.
Se Ultimate Spider-Man dona ai fan qualcosa che hanno sempre desiderato richiamando elementi classici e dando loro un twist più maturo, X-Men scuote le convinzioni e costringe a guardare le cose da una prospettiva radicalmente diversa, seguendo il pennello di una delle artiste contemporanee più forti degli ultimi anni.
Si può scrivere una storia intitolata Ultimate X-Men senza nominare i mutanti o senza addirittura alcun rimando allo storico gruppo?
Peach Momoko e Zack Davisson firmano un albo di debutto complessivamente buono e davvero intrigante ma molto strano da analizzare - proprio perché drammaticamente lontano da qualsivoglia rimando agli X-Men. Chiaramente c'è un lavoro di fondo che verrà fuori con il passare del tempo ma mi viene difficile immaginare una reazione positiva del pubblico generalista.
In fondo però a noi cosa importa?
Tra le mani abbiamo qualcosa che rompe completamente gli schemi e ci porta fuori dal seminato, impedendoci il ragionamento per dogmi.
A distanza di vent'anni e poco più, tra i primi due numeri di Ultimate X-Men c'è un gigantesco abisso.
Nel Regno del Sole, in questo nuovo Universo-6160, Hisako Ichiki vive la sua vita silenziosa senza dare nell'occhio. È un'adolescente come tante, piagata da un terribile rimorso e un trauma troppo violento e drammatico per essere elaborato facilmente. Una malinconia di fondo agita le atmosfere piacevoli e pastellate di questo albo di debutto; c'è una forza maligna che muove i piccoli passi della trama e anche Hisako se ne renderà presto conto.
Comunque è un reato che si parli così poco di questo film perché è un piccolo miracolo.
Rewatch mattutino perché sono stato uno schifo tutto il giorno ieri e ho bisogno di rimettermi in sesto
Il giro (o quasi) di boa per Avengers Twilight riesce a farmi esaltare per una lettura Marvel - cosa più unica che rara nell'ultimo anno.
Che faccio, non ve lo devo consigliare? Certo che ve lo consiglio. Zdarsky e Acuña non reinventano la ruota ma finora è una delle letture più divertenti dell'anno.
Tutto ciò che fa è ritmato al metronomo.
La costruzione della storia passa dalla sua matita che centellina piccoli momenti fino alla letterale esplosione di azione - plastica, magistrale, marchiata a fuoco negli occhi del lettore. Il climax del #3 è irresistibile e il miglior biglietto da visita per questa serie.
Daniel Acuña è forse l'artista contemporaneo meno celebrato al mondo, uno che c'è e non c'è - ma quando c'è fa la differenza.
Insieme ad Aja, Bachalo e Samnee è parte di un quartetto di autori che riesce a farmi comprare (e a vendermi) qualsiasi cosa tocca.
È il trucco più vecchio del mondo: crea una distopia totalitaria fascistoide, prendi gli Eroi Più Potenti della Terra, smantellali pezzo dopo pezzo e ricostruisci tutto piazzando qualche vecchio volto noto qui e là.
Metti uno o due villain storici a tirare le fila della trama, fai parlare (e tanto) il cuore della tua storia e lascia che Acuña faccia la magia.
Per quanto l'ultimo anno sia stato forse quello più sottotono, Zdarsky riesce a fare una cosa che sembra solo lui sia in grado di fare: sulla carta pare scrivere la cosa più facile al mondo poi la leggi e ti ricredi perché tutto funziona come un orologio svizzero, ogni movimento dei personaggi non spreca tempo o fiato e innesca l'azione successiva senza perdersi in fronzoli.
"It's not really a superhero book," said Gillen. "None of these people save the world," before joking, "Well, they save the world by not using their powers."
The Power Fantasy launches August 2024 from Image Comics.
Teaser text from the slides presented at the show read, “The first extranormal individuals appeared in 1945. Some describes them as having ‘superpowers.’ It’s easy to laugh at the naivety. We now know the term has a specific technical meaning. To be a ‘superpower’ means you possess the destructive capacity of the nuclear arsenal of the United States of America. There are six beings with superpowers on Earth. The world’s continued existence relies on them never coming into conflict.”
Il sole splende per tutti e continuerà a farlo per lungo tempo. Come si fa a vivere nel buio, come si può accettare l'ombra?
Lanzing, Kelly e Walker giocano con i Guardiani della Galassia facendoli attraversare un anno complicato e controverso: spesso troviamo i protagonisti l'uno contro l'altro, tesi dai nervi a fior di pelle. Una famiglia che non vive un momento difficile non è una vera famiglia.
Nella forza dei loro dialoghi e confronti si ritrovano quei legami che rendono questo gruppo speciale e che l'hanno reso uno dei più grandi successi Marvel lontano dalla carta stampata - talmente grande che forse neanche Marvel può raggiungere le vette toccate da James Gunn.
Grootfall & Grootrise sono forse l'unica eccezione che riesce a tangere con la punta delle dita le sensazioni uniche offerte dai Guardiani cinematografici senza però sacrificare la possibilità di sperimentare, modificare, trasformare e piegare regole immaginarie che il fumetto offre.
