Expanda
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Non esiste Marketing migliore di chi ha ottenuto risultati.
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Nel momento in cui la guardiamo con sincerità, senza condannarla e senza glorificarla, smettiamo di usare il giudizio come metrica della nostra autostima e cominciamo invece ad aprire il cuore.
Ed è proprio qui che, secondo me, comincia il vero lavoro su di sé.
Non quando impari una nuova teoria. Non quando trovi una nuova spiegazione spirituale. Non quando riesci a dimostrare di avere ragione.
Il lavoro comincia quando smetti di usare le idee per proteggerti da ciò che senti.
Quando riesci a vedere il giudizio senza giustificarlo. Quando riesci a riconoscere il risentimento senza trasformarlo in una filosofia. Quando riesci ad ammettere che alcune qualità che critichi negli altri sono proprio quelle che ti spaventano, ti attraggono o ti fanno sentire inadeguato.
In Expanda lavoriamo esattamente su questo. Non per diventare persone più buone, più spirituali o più corrette moralmente, ma per diventare più sincere. Per imparare a osservare ciò che accade dentro di noi senza travestirlo da verità assoluta. Per riconoscere le nostre paure, le nostre ferite, i nostri bisogni e i nostri risentimenti senza trasformarli in identità.
Perché la trasformazione non nasce dal sentirsi migliori degli altri. Nasce dal coraggio di vedere se stessi per quello che si è, senza condanna e senza autocelebrazione.
Ed è solo da lì che può emergere una forza reale. Non quella che giudica. Non quella che si sente superiore. Ma quella che non ha più bisogno di esserlo.
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Ti stai facendo fregare dalla morale spirituale
Chi lavora su di sé, nella stragrande maggioranza dei casi, non ci riesce. Quando si accorge di esser sopraffatto dalle proprie emozioni, capisce che il vero lavoro richiede un pelo ben più lungo di quello che ha nel petto. Si rende conto che emotivamente è richiesto di bruciare assieme alle emozioni che deve sentire e avendo ferite profonde e dolorose, fa fatica. Molta fatica.
È qui che, come istinto di sopravvivenza dell’ego, messo all’angolo, nasce quella che io chiamo morale spirituale.
In superficie sembra una ricerca della verità. In realtà spesso è una strategia psicologica molto sottile per proteggersi dal confronto con le proprie debolezze.
Come? Convincendosi, ben consapevole di non riuscire a sentire la luce delle proprie emozioni, di essere migliore degli altri sul profilo intellettuale.
É quello che Nietzsche chiamava: risentimento
Io lo chiamo come lo chiamava Hamer: il risentito. Per Hamer, il “risentito” è un conflitto vissuto in modo intenso, soggettivo e non risolto. È un’esperienza che la persona ha subito, che continua a portarsi dentro e che, rimane attiva a livello biologico e psichico e crea un modello pensiero allo scopo di adattarsi all’incapacità di risolvere quel conflitto. Come? Convincendosi che non serva e di esser già oltre… ma solo moralmente.
Se una persona vede qualcuno che ha costruito un’azienda, ha sviluppato capacità di leadership, ha imparato a gestire il denaro, ha disciplina, carattere e capacità di assumersi responsabilità, può reagire in due modi. Può riconoscere quelle qualità e chiedersi cosa può imparare da quell’esempio, oppure può iniziare a raccontarsi che quel successo non ha valore, che quella persona è attaccata all’ego, che è troppo materiale, troppo ambiziosa o troppo identificata con il fare.
A quel punto non è più necessario crescere. Basta giudicare.
Il giudizio offre un vantaggio enorme perché ti permette di sentirti superiore senza dover fare il lavoro necessario per diventare più forte.
Questo meccanismo lo vedo continuamente.
Persone che parlano di amore ma non riescono a sostenere un conflitto ed evitano di continuo i propri risentiti con atteggiamenti passivo aggressivi o evitanti.
Persone che parlano di abbondanza ma non sanno gestire il denaro e son sempre senza soldi…fino a convincersi che sia inutile o la fonte del male del mondo.
Persone che parlano di libertà ma hanno paura di prendere decisioni importanti o di affrontare le proprie paure.
Persone che parlano di presenza ma si sentono minacciate da chiunque manifesti una forza che loro non hanno ancora sviluppato.
Naturalmente il problema non è la spiritualità. Il problema è l’ego. L’ego è perfettamente disposto a usare la spiritualità per continuare a fare quello che ha sempre fatto.
Un ego immaturo cerca una posizione di superiorità morale e la ottiene riempiendosi la bocca di citazioni, belle parole, concetti intellettualmente spiccati e condividendo post elevati su facebook.
Per questo motivo bisogna fare attenzione quando ci scopriamo a moralizzare continuamente gli altri. Quando sentiamo il bisogno di spiegare perché chi ha successo è superficiale, perché chi guadagna molto è inconsapevole, perché chi esercita potere è corrotto o perché chi manifesta sicurezza è arrogante, forse vale la pena fermarsi un momento e domandarci se stiamo osservando la realtà oppure se stiamo semplicemente cercando un modo per sentirci migliori degli altri in frangenti dove non siamo ancora (e forse mai) capaci.
La storia cambia quando diventiamo capaci di riconoscere la forza negli altri senza sentirci sminuiti o inferiori.
Quando riusciamo ad ammettere che qualcuno possiede qualità che noi non abbiamo ancora sviluppato o non avremo mai, smettiamo di trasformare le nostre limitazioni in virtù e iniziamo a considerarle semplicemente come aspetti di noi che possono essere visti, compresi, maturati e trasformati… o no.
Di sicuro, finché la debolezza viene celebrata come superiorità morale, non c’è alcun motivo per crescere.
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Mentore, grazie.
"Le persone possono essere così chiuse in se stesse da rifiutare il nostro messaggio o respingere il percorso evolutivo che proponiamo, ma non hanno difese contro il nostro amore e le nostre preghiere! L’amore è il fattore non previsto. Preghiamo e serviamo anche a distanza, anche di fronte a un rifiuto, anche se non verremo mai riconosciuti o ringraziati per questo."
Segui la sua pagina: https://x.com/salvatorebrizzi
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«Nell'uomo esistono due corpi, uno composto dagli elementi, l'altro dalle stelle; pertanto, questi due devono essere ben distinti l'uno dall'altro. Nella morte, il corpo elementare viene sepolto insieme al suo spirito, i corpi eterei si consumano nel firmamento, e lo spirito dell'immagine di Dio va a Colui di cui è immagine.»
«È necessario che cerchiamo e bussiamo, e in tal modo chiediamo all'Onnipotente Potere dentro di noi, e gli ricordiamo le sue promesse e lo teniamo vigile; e se facciamo ciò nella forma appropriata e con un cuore puro e sincero, riceveremo ciò che chiediamo, troveremo ciò che cerchiamo, e le porte dell'Eterno che ci sono state chiuse davanti si apriranno, e ciò che era nascosto ai nostri occhi verrà alla luce.»
~ Paracelso
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La donna non ti comanda.
Purtroppo sono oggi tantissimi gli uomini che vengono regolati emotivamente dalla donna, che rappresena oggi la parte materna che li regolava da piccoli.
Ma non vieni regolato. Vieni represso e punito.
Per quello tanti uomini di oggi vivono alle dipendenze dello stato d'animo della loro donna. Se sta male, stai male anche tu. Se è ansiosa, ti arrabbi. Se è triste, sei frustrato...
Come se fossi colui che decide lo stato d'animo di tua madre, di tua moglie... di tua figlia.. e via dicendo, delle donne in generale.
Questi erano bambini con grande energia maschile. Erano futuri leader, castrati come polli e cresciuti senza palle.
Questi bambini devono svegliarsi e accorgersi di essere all'interno della Bella e la Bestia.
Se vivi in questo incantesimo, schiaffeggiati.
Stai sacrificando il tuo potere, per paura di rimanere solo, di essere rifiutato. Più fai così, più ti senti solo nella tua tensione interna.
Devi slacciare la cintura.
Devi ricominciare a far uscire la bestia, per imparare a domarla. La Suzuki Hayabusa non va tenuta in garage per paura della velocità. Va accesa e cavalcata.
Fare questo significa riconsiderare la propria posizione dei confronti della donna. Vuol dire smettere di prendere ordini e ricominciare a sentirsi autonomi e indipendenti dal giudizio femminile.
Vuol dire scegliere, maturare fiducia in sé, potere personale, capacità decisionale, autostima, sicurezza interiore.
Se impari a scegliere, smetterai di essere scelto. Sei tu al comando di te stesso, non la donna.
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“Si lascino pure gli uomini del tempo nostro parlare. Li si lascino alle loro verità e ad un’unica cosa si badi: a tenersi in piedi in un mondo di rovine" - Julius Evola
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Se tra il sesso e la meditazione, scegli il sesso, non sei pronto per meditare. Meglio continuare a muovere le anche.
https://www.expanda.it/spiritual-bypassing/
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Repost from 🔥 Frasi di F.W.Nietzsche 🔥
Io non mi interesso dei modi di pensare che non tengono fermo al corpo e ai sensi, e alla terra.
Friedrich Nietzsche, Frammenti postumi
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