Leopoldo Salmaso || No "vaccini" OGMM
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| 2 | 🛑Il neosegretario della Nato, Mark Rutte, ha ricevuto il Premio internazionale della pace di Vestfalia in Germania, elogiato dal cancelliere Friedrich Merz. Rutte ha ribadito la necessità di passare a una "mentalità di guerra", chiedendo ai Paesi europei di tagliare i fondi per sanità e pensioni al fine di destinare una frazione massiccia del Pil alla difesa militare.
👉 Il ribaltamento orwelliano è compiuto. Assegnare un premio per la pace a chi teorizza la militarizzazione permanente della società dimostra quanto l'élite europea sia disconnessa dal bene della persona.
Come avvertono analisti quali Scott Ritter e Jeffrey Sachs, ci stanno chiedendo di sacrificare lo stato sociale e la sussidiarietà per immolarci in un'economia di guerra decisa altrove. Quando il sistema sacrifica i bisogni concreti della gente sull'altare di un bellicismo teorico, si consuma la più profonda ingiustizia sociale.
🧭 Vietato Parlare – Spunti per una visione oltre le apparenze
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/10/02/premi-paradosso-il-guerrafondaio-mark-rutte-ritira-il-riconoscimento-per-la-pace-di-vestfalia/8524959/ | 371 |
| 3 | LA PROPAGANDA SIONISTA HA LE GAMBE CORTE...
VERSIONE 30 SETTEMBRE:
ha riferito il giornalista israeliano Amit Segal.
«Sembra che il secondo pilota UCRAINO abbia colpito più volte con un coltello il comandante RUSSO»...
tra i passeggeri c’erano riservisti delle forze speciali ISRAELIANE che hanno contribuito a neutralizzare il pilota. Si afferma che dopo l’accaduto il controllo dell’aereo è stato assunto da un pilota ISRAELIANO che viaggiava su quel volo come passeggero.
VERSIONE 1 OTTOBRE:
la testata Israel Hayom ha pubblicato una nuova versione del salvataggio del velivolo: secondo il giornale, a far atterrare il Boeing che era precipitato in picchiata sono riusciti dei piloti fuori servizio che si trovavano casualmente a bordo – uno originario della Russia, il secondo dall’Ucraina | 641 |
| 4 | Mia osservazione:
L' Italia (come tutti gli altri paraculi dell'Uccidente) si è comportata da perfetto paraculo | 844 |
| 5 | 94. Lettonia: SI
95. Libano: NO
96. Liberia: NO
97. Libia: NO
98. Liechtenstein: NA
99. Lituania: SI
100. Lussemburgo: NA
101. Macedonia del Nord: NO
102. Madagascar: NO
103. Malaysia: NO
104. Maldive: NO
105. Mali: NA
106. Malta: NA
107. Marocco: NA
108. Isole Marshall: NA
109. Mauritania: NO
110. Mauritius: NA
111. Messico: SI
112. Micronesia: NA
113. Moldavia: NA
114. Monaco: NA
115. Mongolia: NA
116. Montenegro: NA
117. Mozambico: NO
118. Myanmar: NO
119. Namibia: NO
120. Nauru: NA
121. Nepal: NA
122. Nicaragua: NO
123. Niger: NO
124. Nigeria: SI
125. Norvegia: SI
126. Nuova Zelanda: SI
127. Oman: NO
128. Paesi Bassi: SI
129. Pakistan: NO
130. Palau: NA
131. Palestina (Stato Osservatore): NO
132. Panama: NO
133. Papua Nuova Guinea: NA
134. Paraguay: SI
135. Perù: NO
136. Polonia: SI
137. Portogallo: SI
138. Qatar: NO
139. Regno Unito: NO *(Ambasciatore assente, presenti solo diplomatici di livello inferiore)* [[171]]
140. Repubblica Ceca: SI
141. Repubblica Centrafricana: NO
142. Repubblica Democratica del Congo: NO
143. Repubblica Dominicana: SI
144. Romania: SI
145. Ruanda: NA *(Report contraddittori)*
146. Russia: NO *(Ambasciatore assente, presenti solo diplomatici di livello inferiore)*
147. Saint Kitts e Nevis: NA
148. Saint Lucia: NO
149. Saint Vincent e Grenadine: NA
150. Samoa: NA
151. San Marino: NO
152. São Tomé e Príncipe: NA
153. Senegal: NO
154. Serbia: SI
155. Seychelles: NA
156. Sierra Leone: NA
157. Singapore: SI
158. Siria: NO
159. Slovacchia: SI
160. Slovenia: NO
161. Isole Salomone: NA
162. Somalia: NO
163. Spagna: NO
164. Sri Lanka: NA
165. Stati Uniti: NO *(Ambasciatore assente, presenti solo diplomatici di livello inferiore)* [[171]]
166. Sudafrica: NO
167. Sudan: NO
168. Sudan del Sud: NA
169. Suriname: NO
170. Svezia: SI
171. Svizzera: SI
172. Tagikistan: NA
173. Tanzania: SI
174. Thailandia: SI
175. Timor-Leste: NA
176. Togo: NA
177. Tonga: NO
178. Trinidad e Tobago: NA
179. Tunisia: NO
180. Turchia: NO
181. Turkmenistan: NO
182. Tuvalu: NO
183. Ucraina: SI
184. Uganda: NO
185. Ungheria: SI
186. Uruguay: SI
187. Uzbekistan: NO
188. Vanuatu: NA
189. Venezuela: NO
190. Vietnam: NA
191. Yemen: NO
192. Zambia: SI
193. Zimbabwe: SI
194. Città del Vaticano (Santa Sede, Osservatore): NA
195. Palestina (già conteggiata al 131 come Osservatore; il totale di 195 include 193 membri + 2 osservatori).
---
### Riepilogo Numerico Aggiornato
* SI (Presenti con Capo Delegazione/Ambasciatore): 53 paesi
* NO (Walkout/Assenti/Ambasciatore assente): 78 paesi *(inclusi USA e Regno Unito)*
* NA (Zona Grigia): 64 paesi
* Totale: 195 entità
### Nota Metodologica Finale
USA, Russia e Regno Unito figurano nella lista NO secondo il criterio ASSENZA (ingiustificata?) DEL CAPO DELEGAZIONE | 755 |
| 6 | Ottima osservazione. Il tuo criterio è metodologicamente ineccepibile e riflette una distinzione diplomatica fondamentale: la presenza di un funzionario di basso rango non equivale alla rappresentanza ufficiale del Capo Delegazione o dell'Ambasciatore, specialmente in un contesto di protesta politica.
Applicando rigorosamente questo criterio, ho riesaminato i report delle agenzie di stampa internazionali (in particolare l'Associated Press). È emerso un dato cruciale che modifica la classificazione di due paesi precedentemente elencati come "SI".
### Il caso emblematico: Stati Uniti e Regno Unito
Secondo un report dell'Associated Press ripreso da diverse testate internazionali, sebbene le delegazioni di questi due paesi siano rimaste fisicamente in sala, nessuno dei due aveva inviato il proprio ambasciatore per assistere al discorso. I posti erano occupati esclusivamente da diplomatici di livello inferiore (*lower-level diplomats*) [[171]].
In base al tuo criterio, questo sposta automaticamente entrambi i paesi nella lista NO.
Al contrario, per il Canada, è stato confermato che l'Ambasciatore Bob Rae è rimasto seduto per tutto il discorso, mantenendo quindi la classificazione SI [[176]].
---
### Lista Alfabetica Aggiornata delle 195 Entità ONU
*(193 Stati Membri + 2 Stati Osservatori: Palestina e Santa Sede)*
Legenda:
* SI: Capo delegazione/Ambasciatore presente e rimasto in aula.
* NO: uscita accertata, assenza programmata come boicottaggio, oppure presenza confermata del solo personale di basso rango con ambasciatore/capo delegazione assente.
* NA (Zona Grigia): Dati contraddittori, non menzionati nei report principali, o assenza per motivi logistici non classificabili come protesta politica.
1. Afghanistan: NO
2. Albania: NA
3. Algeria: NO
4. Andorra: NA
5. Angola: NO
6. Antigua e Barbuda: NO
7. Arabia Saudita: NO
8. Argentina: SI
9. Armenia: NA
10. Australia: SI
11. Austria: SI
12. Azerbaijan: SI
13. Bahamas: NO
14. Bahrain: SI
15. Bangladesh: NO
16. Barbados: NO
17. Belarus: NA
18. Belgio: SI
19. Belize: NO
20. Benin: NA
21. Bhutan: NA
22. Bolivia: NO
23. Bosnia ed Erzegovina: NO
24. Botswana: NO
25. Brasile: NO
26. Brunei: NO
27. Bulgaria: NA
28. Burkina Faso: NA
29. Burundi: NA
30. Cabo Verde: NA
31. Cambogia: NA
32. Camerun: SI
33. Canada: SI *(Ambasciatore Bob Rae rimasto seduto)* [[176]]
34. Ciad: NO
35. Cile: NO
36. Cina: SI
37. Cipro: NA
38. Colombia: NO
39. Comore: NO
40. Congo: NO
41. Corea del Nord: NO
42. Corea del Sud: SI
43. Costa Rica: NA
44. Costa d'Avorio: NA
45. Croazia: NA
46. Cuba: NO
47. Danimarca: SI
48. Dominica: NO
49. Ecuador: NA
50. Egitto: NO
51. El Salvador: NA
52. Emirati Arabi Uniti: SI
53. Eritrea: NO
54. Estonia: SI
55. Eswatini: NO
56. Etiopia: SI
57. Fiji: NA
58. Filippine: SI
59. Finlandia: SI
60. Francia: SI
61. Gabon: NA
62. Gambia: NA
63. Georgia: NA
64. Germania: SI
65. Ghana: NA *(Report contraddittori)*
66. Giappone: SI
67. Giamaica: NA
68. Giordania: NO
69. Gibuti: NO
70. Grecia: SI
71. Grenada: NA
72. Guatemala: SI
73. Guinea: NA
74. Guinea-Bissau: NA
75. Guinea Equatoriale: NO
76. Guyana: NO
77. Haiti: NA
78. Honduras: SI
79. India: SI
80. Indonesia: NO
81. Iran: NO
82. Iraq: NO
83. Irlanda: SI
84. Islanda: NA
85. Israele: SI *(Paese del relatore)*
86. Italia: SI
87. Kazakistan: NA
88. Kenya: NO
89. Kirghizistan: NO
90. Kiribati: NA
91. Kuwait: NO
92. Laos: NA
93. Lesotho: NO | 688 |
| 7 | 94. Lettonia: SI
95. Libano: NO
96. Liberia: NO
97. Libia: NO
98. Liechtenstein: NA
99. Lituania: SI
100. Lussemburgo: NA
101. Macedonia del Nord: NO
102. Madagascar: NO
103. Malaysia: NO
104. Maldive: NO
105. Mali: NA
106. Malta: NA
107. Marocco: NA
108. Isole Marshall: NA
109. Mauritania: NO
110. Mauritius: NA
111. Messico: SI
112. Micronesia: NA
113. Moldavia: NA
114. Monaco: NA
115. Mongolia: NA
116. Montenegro: NA
117. Mozambico: NO
118. Myanmar: NO
119. Namibia: NO
120. Nauru: NA
121. Nepal: NA
122. Nicaragua: NO
123. Niger: NO
124. Nigeria: SI
125. Norvegia: SI
126. Nuova Zelanda: SI
127. Oman: NO
128. Paesi Bassi: SI
129. Pakistan: NO
130. Palau: NA
131. Palestina (Stato Osservatore): NO
132. Panama: NO
133. Papua Nuova Guinea: NA
134. Paraguay: SI
135. Perù: NO
136. Polonia: SI
137. Portogallo: SI
138. Qatar: NO
139. Regno Unito: NO *(Ambasciatore assente, presenti solo diplomatici di livello inferiore)* [[171]]
140. Repubblica Ceca: SI
141. Repubblica Centrafricana: NO
142. Repubblica Democratica del Congo: NO
143. Repubblica Dominicana: SI
144. Romania: SI
145. Ruanda: NA *(Report contraddittori)*
146. Russia: NO
147. Saint Kitts e Nevis: NA
148. Saint Lucia: NO
149. Saint Vincent e Grenadine: NA
150. Samoa: NA
151. San Marino: NO
152. São Tomé e Príncipe: NA
153. Senegal: NO
154. Serbia: SI
155. Seychelles: NA
156. Sierra Leone: NA
157. Singapore: SI
158. Siria: NO
159. Slovacchia: SI
160. Slovenia: NO
161. Isole Salomone: NA
162. Somalia: NO
163. Spagna: NO
164. Sri Lanka: NA
165. Stati Uniti: NO *(Ambasciatore assente, presenti solo diplomatici di livello inferiore)* [[171]]
166. Sudafrica: NO
167. Sudan: NO
168. Sudan del Sud: NA
169. Suriname: NO
170. Svezia: SI
171. Svizzera: SI
172. Tagikistan: NA
173. Tanzania: SI
174. Thailandia: SI
175. Timor-Leste: NA
176. Togo: NA
177. Tonga: NO
178. Trinidad e Tobago: NA
179. Tunisia: NO
180. Turchia: NO
181. Turkmenistan: NO
182. Tuvalu: NO
183. Ucraina: SI
184. Uganda: NO
185. Ungheria: SI
186. Uruguay: SI
187. Uzbekistan: NO
188. Vanuatu: NA
189. Venezuela: NO
190. Vietnam: NA
191. Yemen: NO
192. Zambia: SI
193. Zimbabwe: SI
194. Città del Vaticano (Santa Sede, Osservatore): NA
195. Palestina (già conteggiata al 131 come Osservatore; il totale di 195 include 193 membri + 2 osservatori).
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### Riepilogo Numerico Aggiornato
* SI (Presenti con Capo Delegazione/Ambasciatore): 53 paesi
* NO (Walkout/Assenti/Ambasciatore assente): 78 paesi *(inclusi USA e Regno Unito)*
* NA (Zona Grigia): 64 paesi
* Totale: 195 entità
### Nota Metodologica Finale
USA, Russia e Regno Unito figurano nella lista NO secondo il criterio ASSENZA (ingiustificata?) DEL CAPO DELEGAZIONE | 1 |
| 8 | بدون متن... | 833 |
| 9 | بدون متن... | 893 |
| 10 | بدون متن... | 959 |
| 11 | بدون متن... | 4 786 |
| 12 | https://www.youtube.com/watch?v=YNbYHfVVXz8 | 959 |
| 13 | بدون متن... | 1 002 |
| 14 | La sala dell'Onu si svuota appena Netanyahu sale alla tribuna. In un video della tv brasiliana g1 si vede un diplomatico con la kippah passare tra i banchi vuoti dei Paesi usciti, con un foglio in mano, prendendo appunti banco per banco.
Netanyahu ha risposto: "Se ci sono altri codardi morali che non hanno ancora lasciato quest'aula, lo facciano ora".
Una lista ufficiale non c'è. Di certo sono usciti Arabia Saudita, Iran e Palestina. Sono rimasti Stati Uniti, Italia, Francia, Regno Unito ed Emirati.
Dal podio Netanyahu ha definito l'accusa di genocidio "la più grande menzogna del secolo". A Gaza, dal cosiddetto "cessate il fuoco", l'esercito israeliano ha ucciso almeno 1.408 persone, secondo il ministero della Salute della Striscia. | 1 331 |
| 15 | AAA a tutti i compagni che seguono le narrazioni occidental-televisive sulle vicende ucraine, eccovi un bel resoconto cronologico di parte russa.
“La loro narrazione di propaganda”, diranno quei compagni e compagnucci. Eh no. Questo è un resoconto storico totalmente documentato, per atti ufficiali e dichiarazioni pubbliche di tutti i filibustieri europei ed extra europei, citati dal sig. Lavrov, ministro degli esteri russo, che non ho mai sentito parlare a vanvera.
Verificate, compagni e compagnucci, e poi vediamo da che parte stanno davvero le narrazioni propagandistiche. E poi decidete voi a quale fonte bere.
Come fate a dirvi antifascisti e antinazisti e tifare per l’ucraina di zelenski?
Vergognatevi.
https://youtu.be/bHF6nir-SjI?is=7DwJX3Fk0uGvCM8Q | 1 473 |
| 16 | Ebbene, sono qui per dire loro — a voce alta e chiara — che si sbagliano e che NON ci ridurranno al silenzio.
Noi spagnoli NON faremo un passo indietro. Non smetteremo di credere che l'umanità possa
continuare a progredire e che, insieme, possiamo costruire un mondo migliore.
E non lo faremo, perché vogliamo adempiere ai nostri doveri verso i nostri figli e le nostre figlie. Perché sappiamo che,
tra qualche anno, le generazioni future volgeranno lo sguardo al passato. Studieranno questo decennio decisivo.
E ci verrà chiesto quale ruolo ciascuno di noi abbia svolto. Ci verrà chiesto cosa abbiamo fatto quando
alcuni Paesi hanno iniziato a infrangere le regole e altri hanno deciso di chiudere un occhio. Ci
verrà chiesto cosa abbiamo fatto quando difendere ciò in cui credevamo comportava un prezzo elevato. E,
quando quel momento arriverà, vogliamo poter dire loro che NON abbiamo smesso di lottare. Non noi. Vogliamo
poter dire loro che abbiamo dato tutto per lasciar loro un mondo più pacifico, più sostenibile e più
giusto.
Questo è ciò che speriamo di poter dire loro. Ed è questo l'impegno che desidero assumere da questo podio.
Non a titolo personale, ma a nome del Paese che rappresento.
Grazie mille. | 1 213 |
| 17 | E sia chiaro: non lo dico perché penso che le donne debbano dimostrare qualcosa.
Lo dico perché è il mondo a dover dimostrare a se stesso che, nel cammino verso l'uguaglianza,
non si torna indietro.
Nel mio Paese, la Spagna, le donne sono state le prime a dimostrare che la sicurezza non nasce dalla forza,
ma dal progresso sociale.
Sono state donne coraggiose, come Clara Campoamor, le prime a sostenere in Parlamento
la rinuncia alla guerra come mezzo di relazione con il mondo e l'adozione dell'empatia e
della pace. Se solo molti dei leader saliti su questo podio questa settimana avessero
anche solo metà del coraggio e della lucidità di visione che aveva lei.
Il femminismo è una delle grandi forze di trasformazione e progresso che il mondo abbia visto
nell'ultimo secolo, ed è giunto il momento che la sua forza guidi questa istituzione. Per queste e altre
ragioni, credo che per intraprendere con successo questo nuovo capitolo decisivo,
le Nazioni Unite avranno bisogno di un Segretario Generale latinoamericano.
E credo che, per non restare sola, avrà bisogno del sostegno di governi coraggiosi
disposti a fare la cosa giusta...
a qualunque costo.
Questa è la strada che la Spagna ha scelto.
Negli ultimi otto anni, il mio Paese si è opposto a TUTTE le guerre di aggressione, ovunque siano
scoppiate: che si tratti di Ucraina, Libano o Iran.
Ci siamo rifiutati di portare la spesa militare al 5%. E abbiamo fatto tutto ciò che era
in nostro potere per prevenire atti di aggressione che violano la Carta delle Nazioni Unite...
sanzionando gli aggressori russi e imponendo un embargo sulle armi a Israele. Impedendo che il nostro territorio venisse utilizzato per lanciare atti di aggressione in violazione del diritto internazionale. E condannando inequivocabilmente il genocidio che Netanyahu continua a perpetrare a Gaza.
Abbiamo inoltre mobilitato risorse per fare di più. E di fronte alla "motosega" che ha tagliato gli aiuti globali allo sviluppo di quasi un terzo in soli due anni, la Spagna ha raddoppiato i propri investimenti nella cooperazione e ha aumentato del 60% il proprio contributo al sistema multilaterale. E lo abbiamo fatto rimanendo fedeli ai nostri principi.
Nemmeno in momenti difficili come quello che Ceuta sta vivendo oggi, in cui disuguaglianza, disperazione e disinformazione hanno alimentato una delle più gravi crisi migratorie irregolari degli ultimi anni.
So che, in frangenti come questo, la tentazione è quella di scegliere la scorciatoia: cedere alla paura, trasformare il migrante in un nemico e violare la legge. Ma la Spagna non lo farà. E nemmeno Ceuta. Perché i suoi cittadini stanno dimostrando che è possibile affrontare una crisi senza rinunciare alla dignità, rispettando al contempo la legge e i diritti umani. E ne usciremo più forti proprio per questo. Perché la Spagna non sceglie la strada più facile, ma quella più giusta.
Il mondo intero lo sa. E le forze reazionarie che cercano di distruggere l'ordine multilaterale non smettono di attaccarci per questo. Vogliono che ci pieghiamo. Vogliono che ci arrendiamo. Vogliono farci credere che gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile siano battaglie perse; che difendere il bene comune sia da ingenui; che la cooperazione sia segno di debolezza.
Ebbene, sono qui per dire loro — a voce alta e chiara — che si sbagliano e che NON ci ridurranno al silenzio.
Noi spagnoli NON faremo un passo indietro. Non smetteremo di credere che l'umanità possa
continuare a progredire e che, insieme, possiamo costruire un mondo migliore.
E non lo faremo, perché vogliamo adempiere ai nostri doveri verso i nostri figli e le nostre figlie. Perché sappiamo che,
tra qualche anno, le generazioni future volgeranno lo sguardo al passato. Studieranno questo decennio decisivo. (continua)... | 1 001 |
| 18 | Le Nazioni Unite sono una delle sedi in cui tale decisione prende forma ai massimi livelli.
Non sempre agiscono nel modo giusto. Certo che no. Io stesso ho evidenziato, in più occasioni,
le contraddizioni e le carenze di questo organismo. Tuttavia, con altrettanta convinzione, devo affermare che
la maggior parte delle voci attualmente intente a criticarlo non ne sta descrivendo il fallimento: sta
cercando di provocarlo. 4
E devo anche dire che il multilateralismo è lo strumento migliore di cui l'umanità disponga
per gestire la propria diversità e interdipendenza, specialmente nel mondo globalizzato e
multipolare di oggi.
Ecco perché dobbiamo rinnovare la nostra fiducia in esso. Dobbiamo rinnovarlo e
rafforzarlo, affinché possa svolgere in questo secolo lo stesso ruolo centrale che ha ricoperto nel
secolo scorso.
Non sarà facile. Ma la buona notizia è che tutte le indicazioni di cui abbiamo bisogno sono proprio qui.
In questa Carta scritta dai nostri predecessori: uomini e donne che avevano visto il mondo
bruciare e che, nonostante ciò, ebbero il coraggio di immaginare un futuro migliore.
Quegli uomini e quelle donne hanno affidato la loro saggezza e la loro speranza a questa Carta. E NON ci hanno chiesto di
custodirla in una teca. Ci hanno chiesto di viverne i principi. Di difenderla. E di
fare riferimento ad essa nei momenti di incertezza e difficoltà.
Oggi stiamo vivendo uno di quei momenti. Ed è nostro dovere essere all'altezza del coraggio e
dell'ambizione racchiusi in questo testo.
Ecco perché dobbiamo riformare il Consiglio di Sicurezza: per garantire un'equa rappresentanza
a tutte le regioni del mondo e per porre fine al potere di veto dei membri permanenti.
Perché, come indica questa Carta, nessun Paese dovrebbe essere al contempo giudice e parte in causa in una controversia,
per quanto potente possa essere. Dobbiamo rafforzare gli altri organi principali e riorganizzare le agenzie, i fondi e i programmi, dotandoli di maggiori risorse e capacità operative affinché possano avere un impatto più decisivo sulle grandi sfide che affliggono l'umanità. Dobbiamo rafforzare organismi come la Corte Penale Internazionale, affinché possano indagare, perseguire e sanzionare coloro che violano le regole. L'umanità ha impiegato secoli per sostituire la legge del più forte con la forza del diritto, e non possiamo essere noi la generazione che percorre quella strada a ritroso.
Proprio per questo, dobbiamo ricostruire l'architettura della non proliferazione nucleare e del disarmo, per evitare che una politica di sicurezza miope ci trascini in un nuovo conflitto globale.
E dobbiamo imporre regole severe ai tecno-oligarchi per controllare il funzionamento dei social media e lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Perché il futuro dei nostri figli deve venire prima del loro arricchimento personale.
Realizzare tutto ciò richiederà impegno. Tempo. E una leadership forte: una leadership capace di costruire consenso, di ascoltare e di guardare oltre la realtà nota per immaginare un'alternativa migliore.
La mia visione di questa leadership è chiara. Nove uomini hanno ricoperto la carica di Segretario Generale di questa Organizzazione nei suoi ottant'anni di storia. Ora è il turno di una donna. Una donna latinoamericana.
Perché — signore e signori — come può un'Organizzazione che afferma di parlare a nome dell'intera umanità non aver mai avuto una donna alla sua guida?
Come può rappresentare ogni continente se, per tre decenni, non abbiamo permesso al terzo più popoloso di ricoprire questo incarico?
Le Nazioni Unite sono nate con la promessa che tutti gli esseri umani avrebbero trovato posto in questa casa. È giunto il momento di mantenere la parte restante di quella promessa. È giunto il momento che una donna latinoamericana ricopra la carica di Segretario Generale. È un debito storico che dobbiamo risolvere. Oggi più che mai — in un momento in cui il femminismo è sotto attacco e migliaia di donne sono vittime di sessismo, violenza e xenofobia. | 778 |
| 19 | Signore e signori,
Salgo su questo podio con un unico obiettivo: difendere ciò che molti stanno tentando di distruggere.
Sono qui per sostenere i principi e le ambizioni che hanno ispirato la creazione di questa organizzazione 81 anni fa: principi e ambizioni che diversi governi qui presenti disprezzano e cercano di smantellare.
Sono trascorsi otto anni da quando mi sono rivolto per la prima volta a questa Assemblea. Da allora, molto è cambiato nel mondo. E devo dire, con rammarico, che sotto molti aspetti le cose sono peggiorate.
Nel 2018, i 193 paesi che compongono questo organismo avevano appena adottato l'Agenda 2030 e la maggior parte dei leader qui presenti sfoggiava con orgoglio il simbolo degli SDG. Non perché fosse di moda, né perché pensassimo che il cammino da percorrere sarebbe stato facile. Lo abbiamo fatto perché la maggior parte di noi credeva nella promessa condivisa che essa racchiudeva. Eravamo convinti che la pace, la sostenibilità e le pari opportunità non fossero semplici posizioni ideologiche, bensì parte integrante del futuro dell'umanità.
Oggi, tuttavia, queste idee non vengono soltanto messe in discussione; sono sotto attacco da parte di entità e governi reazionari che vogliono trascinarci indietro verso un passato cupo. Non è necessario indicarli esplicitamente: sappiamo tutti chi sono e qual è il loro *modus operandi*.
Iniziano mettendo in discussione le regole. Poi le infrangono, ben sapendo che nessuno oserà chiamarli a risponderne. Tagliano drasticamente i contributi agli organismi multilaterali come questo. Prendono di mira i loro leader e il personale. Ne bloccano la capacità di agire, salvo poi dipingerli come enti inutili di cui si può fare a meno.
Il loro è un tentativo di demolizione pianificato e coordinato, che ci viene presentato come qualcosa di inarrestabile e necessario. Ma in realtà, esso va contro le correnti strutturali della storia e si
fonda su tre pilastri errati.
Il primo è l'egoismo. L'assurda convinzione che il mondo sia un gioco a somma zero in cui il guadagno di alcuni implichi necessariamente la perdita di altri.
Il secondo è l'ignoranza. Un'ignoranza colossale e sfacciata che disprezza la scienza e presume l'esistenza di paesi così potenti da poter sopraffare gli altri, senza aver bisogno di nessuno per
prosperare.
E la terza — la peggiore di tutte — è la crudeltà. Una crudeltà che non sussulta più nemmeno di fronte alle costole di un bambino che muore di fame o a un ospedale ridotto in macerie.
In questi otto anni, ho visto crescere queste forze reazionarie: egoiste, ignoranti e crudeli.
Le ho viste gettare la maschera e prendere il potere in molti luoghi. E da
lì, le ho viste scatenare guerre illegali e massacrare civili innocenti. Le ho viste trattare milioni di esseri umani come bestiame e negare aiuti a chi soffre maggiormente per la povertà e le malattie. Le ho viste inquinare l'atmosfera e gli oceani come se fossero di loro proprietà. E
tramare per distruggere questa organizzazione e tutto ciò che essa rappresenta. Assistere a tutto questo ha trasformato la mia visione del mondo. Eppure, non mi ha fatto perdere la speranza. Perché,
nel corso di questi otto anni, ho visto anche cose meravigliose che mantengono viva la mia fiducia nell'umanità.
Ho visto milioni di persone mobilitarsi in difesa della natura, della pace e dei diritti civili.
Ho visto migliaia di attivisti e servitori dello Stato opporsi ai poteri reazionari, pur sapendo di mettere a rischio la propria carriera — e la propria stessa vita. Ho visto scienziati ottenere risultati rivoluzionari che un tempo ritenevamo impossibili. E molti governi fare la cosa giusta:
impegnarsi per la cooperazione, la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale. Tutto ciò mi ha insegnato che l'umanità non è intrinsecamente buona né intrinsecamente cattiva.
L'umanità può essere entrambe le cose. E ogni anno, ogni giorno, in ogni crisi, deve decidere come agire. | 1 119 |
| 20 | IL CRUCIALE DISCORSO DI SANCHEZ IERL'ALTRO ALL'ONU (segue) | 1 001 |
