𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠
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La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.
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The tragic truth (La tragica verità) è la bonus track del terzo album dei Five Finger Death Punch, American Capitalist, pubblicato l’11 ottobre del 2011. Abbiamo scritto 'The Tragic Truth' nel 2011 per questo album, ma semplicemente non è stato finito entro il termine di produzione. Dato che la canzone era molto importante per noi, non volevamo aspettare fino all'album successivo, quindi è stata aggiunta come bonus track all'edizione digitale. Di conseguenza, non ha mai ricevuto l'attenzione che ci aspettavamo e molti dei nostri fan non sono nemmeno a conoscenza della sua esistenza".
La band è in circolazione dal 2005 e ha sempre prodotto brani heavy metal fantastici che la gente conosce e ama. I fan li rispettano per la storia che raccontano nelle loro canzoni insieme ai testi grezzi a cui possono relazionarsi e questa traccia lo dimostra.
Questa traccia ha quel fantastico suono di Five Finger Death Punch - con strofe più lente e poi si schianta in un ritornello più pesante che coinvolge urla e pesanti strimpellate di chitarra. Un punto culminante di questa canzone è il riff acustico all'inizio mescolato con la voce più morbida del cantante Ivan Moody - che ti fa davvero sentire le cose una volta che lo ascolti per la prima volta.
"The Tragic Truth" è una traccia strumentalmente e liricamente forte. Tutto si intreccia tra loro e crea questo suono che ti colpisce forte.
Quando si tratta di testi, questa band ha sempre significati profondi e pesanti per le loro canzoni che risuonano davvero con i loro fan.
It’s the demons I’ve created for myself
The tragic truth
It’s hard for me to understand myself
So it has to be hard as hell for you!
(For you! You!)
Buon ascolto! 🖤
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Dichiara Schaffer: "Eravamo in casa di Hansi, per suonare qualche canzone insieme, ci siamo resi conto che si era creata una certa chimica musicale. La prima canzone che abbiamo scritto insieme è stata My Last Sunrise". L'ultimo brano del disco è in realtà il primo composto dal power duo: curiosa, quindi, la posizione della traccia in scaletta. Con My Last Sunrise (La mia ultima alba) si parla di uno dei pezzi meglio riusciti del disco, anche se in realtà è al 100% un pezzo degli Iced Earth e adattato alla voce di Hansi Kürsh, ma se solo si prova a fare il giochino di immaginare Matt Barlow (voce superba che ha caratterizzato i migliori lavori degli Iced Earth) ci si rende facilmente conto che la verità non è molto distante da quanto appena scritto. In meno di cinque minuti c'è tutto il campionario dello Schaffer più ispirato e dinamico: arpeggi acustici, riff corposi per accompagnare la parte cantata, mitragliate di riff che da sempre contraddistinguono la band della Florida e gli stacchi perentori per spezzare la tensione o stupire l'ascoltatore non pronto a un determinato cambio. Detto della parte musicale, si può dire che il testo è cupo e privo di speranza, basta leggere le prime righe: "L'agnello, la rosa, non esistono! - Queste sono le mie ultime parole, ho bisogno di riposare. Nella paura e nella rabbia porrò la mia testa".
Buon ascolto! 🖤
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Il 1998 ha visto la definitiva consacrazione a livello internazionale di due gruppi del mondo heavy, ovvero Blind Guardian e Iced Earth. Le band non necessitano certo di presentazioni, ad oggi sono due colossi - i primi soprattutto, in verità - dell'heavy metal mondiale, ma venti anni fa le cose stavano in maniera diversa. I tedeschi Blind Guardian erano sulla cresta dell'onda per la pubblicazione dei due capolavori Imaginations From The Other Side (1995) e Nightfall In Middle Earth del 1998, stesso anno di Something Wicked This Way Comes, lavoro che ha permesso agli americani Iced Earth di farsi conoscere anche al grande pubblico europeo. In realtà, le due formazioni erano già in attività da diversi anni e anche i lavori pubblicati prima di quelli appena citati sono assolutamente meritevoli di attenzioni e di complimenti, ma è proprio nel 1998 che le sorti dei due gruppi iniziano realmente a cambiare. Non che il successo sia arrivato tutto insieme nel più classico dei modi, ovvero con un super singolo che riesca a sfondare e a raggiungere un gran numero di persone che per vari motivi, altrimenti, quella musica non l'avrebbe mai ascoltato, ma nel più "romantico" aumento di popolarità grazie a una serie di full-length di buona/ottima fattura rilasciati negli anni precedenti che hanno permesso ai Blind Guardian e agli Iced Earth di seminare il successo che poi hanno iniziato a raccogliere nel nuovo millennio. Attenzione però, non si parla ovviamente di successo in termini di milioni di copie vendute o tantomeno di limousine cariche di champagne e groupie utilizzate per gli spostamenti del tour, basti pensare che le due band hanno suonato sullo stesso palco del meneghino Gods Of Metal nel giugno 1998 in orari oggi improbabili: Matt Barlow e soci sono saliti sullo stage all'ora di pranzo, seguiti intorno alle 14 da Kürsh e soci. E non era la prima volta che le band suonavano insieme: alcuni tour a inizio anni '90 e diversi festival hanno fatto sì che Jon Schaffer, chitarrista, compositore e leader degli Iced Earth, e Hansi Kürsh, voce e per anni anche basso dei Blind Guardian, stringessero una sana amicizia che li porterà, alle porte del nuovo millennio, a creare una nuova band e dare sfogo alla propria creatività. Così, nella primavera del 1997, nascono i Demons & Wizards (leggenda vuole che sia stata la moglie di Schaffer a suggerire il nome Demons And Angels, per poi essere cambiato di lì a poco), nome che ricorda da vicino l'ottimo album del 1972 degli Uriah Heep. L'intenzione è quella di unire i due stili delle band madri, ovvero un incrocio tra power metal e cori epici con il tipico riffing assassino di Schaffer, magari scrivendo canzoni dalla struttura semplice ma dal grande impatto. Il risultato è l'omonimo disco rilasciato dalla Steamhammer, dalla durata di cinquantadue minuti suddivisi in dodici canzoni, inclusi intro e outro. Il resto della formazione prevede il martello pneumatico Mark Prator alla batteria (e che in carriera vanta album e collaborazioni con Skid Row, Fish e White Lion, oltre che con gli Iced Earth), e Jim Morris alla chitarra solista, noto soprattutto per aver prodotto alcuni dei capolavori di Morbid Angel, Death, Crimson Glory, Savatage e Deicide, tra i tanti. Dunque, immergiamoci nel mondo dei Demons & Wizards, assaporando una delle loro meraviglie. My last sunrise (La mia ultima alba) è la traccia numero undici dell’album omonimo di debutto dei Demons & Wizards, pubblicato l’8 febbraio del 2000.
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Derek and the Dominos sono un gruppo blues rock formatosi nel 1970 e di cui faceva parte Eric Clapton.
La vita del gruppo fu brevissima... appena un anno... e pubblicarono il loro unico album in studio... Layla and Other Assorted Songs.
Pietra miliare del blues rock, la critica nn diede immediatamente l'importanza dovuta... ma fu presto acclamato dal pubblico.
Clapton e Jim Gordon, scrissero Layla.. Ispirata dall'amore, all'epoca non corrisposto, di Clapton per Pattie Boyd, moglie del suo amico George Harrison, quando venne pubblicata ebbe poco successo... ma ben presto venne acclamata e mandata in radio.
Il titolo, Layla, fu ispirato dal romanzo in versi del poeta classico azero Nezami.
La storia narra di una principessa, costretta a sposare, per volontà di suo padre, un uomo diverso da colui che era perdutamente innamorato di lei, causando la pazzia di quest'ultimo La storia colpì molto Clapton, che associò la storia al suo rapporto con Pattie Boyd.
La composizione del brano è suddivisa in due movimenti ben distinti e contrapposti tra loro, ognuno caratterizzato dal proprio riff... il primo fu composto da Clapton, il secondo da Gordon dove la melodia viene costruita attorno allo stesso Gordon che suonava il pianoforte.
Un'altra pietra miliare del rock.
Buon ascolto e buona domenica 🙋🏻♂️
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Eric Clapton è universalmente riconosciuto come il chitarrista più talentuoso e influente nella storia del rock. Vincitore di ben diciassette Grammy, è l'unico artista ad essere stato introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame per tre volte (sia come membro degli Yardbirds e dei Cream che come artista solista). Ma più che una rockstar, Eric Clapton è un'icona, l'incarnazione vivente della storia della musica rock. Ben noto per la sua riservatezza in una professione contraddistinta da apparenza ed eccentricità, Eric Clapton ci racconta, per la prima volta, le sue straordinarie avventure, sia professionali che personali. Clapton è la storia travolgente di un sopravvissuto, di un uomo che ha raggiunto l'apice del successo nonostante i suoi particolari demoni ed è, per questo, una delle biografie più avvincenti del nostro tempo.
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Eccoci con la nostra rubrica del sabato sui libri che narrano le gesta di personaggi che hanno fatto la storia del Rock.
In questa autobiografia onesta e commovente, Eric Clapton racconta con impressionante candore l’avvincente storia della sua vita.
Ecco a voi e buona lettura 🖤
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