𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠
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La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.
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I Black Label Society hanno pubblicato l'album "Mafia" nel 2005. L'album ha spinto la band allo status di superstar. Zakk Wylde aveva già ottenuto la celebrità mentre si esibiva con il leggendario cantante Ozzy Osbourne. Su "Mafia" c'è una bellissima cover di "I never Dreamed" dei Lynyrd Skynyrd. La band mostra vera classe creando una versione completamente diversa e io personalmente la trovo meravigliosa.
Non mi resta che augurarvi un buon ascolto!
👉🏻@rock_metalballad
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Con l'aggiunta del talentuoso musicista, cantante e compositore Steve Gaines nel 1976, "I Never Dreamed" degli Skynyrd ha onorato il loro album Street Survivors che è stato pubblicato solo 3 giorni prima del famigerato incidente che ha portato alla morte di Steve, Ronnie, Cassie e Dean in un colpo solo fallito . Registrato all'inizio del '77, pubblicato il 17 ottobre, Street Survivors divenne l'album più popolare della band, diventando oro e doppio disco di platino nel corso degli anni. Anche se "I Never Dreamed" sembra essere un classico dimenticato nel corso degli anni, la composizione che Steve ha creato la dice lunga ancora oggi.
"I Never Dreamed" racconta una storia di amore perduto, rimpianto e lotta, che deriva dalla voce inquietante di Ronnie in questa demo. Con un'espressione cruda e pura, ansia e dolore, la traccia è considerata una delle canzoni più emozionanti dei Lynyrd Skynyrd.
Oltre a testimoniare l'incredibile mente di Steve quando si trattava di musica, questa traccia mostra anche le capacità di scrittura di canzoni di Ronnie che erano a un livello trascendentale ; dimostrando che stava compiendo il suo destino su questo pianeta il più a lungo possibile. Soprattutto con testi come:
"Non ho mai sognato che potesse essere così bello, Signore,
che due potessero essere uno
Non ho mai saputo del dolce amore
Quindi donna non tornerai a casa
Oh piccola non tornerai a casa"
👉🏻@rock_metalballad
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🎧Van Halen, "Oh Pretty Woman"
La cover di Van Halen di "Oh Pretty Woman" di Roy Orbison sembrava abbastanza innocente, ma la visione del regista per il video non si adattava esattamente alle reti di video musicali. La sequenza di apertura mostrava un paio di piccole persone che tenevano prigioniera una donna e le accarezzavano ripetutamente le gambe mentre cercava di resistere alle loro avance. I membri della band, vestiti da guerriero samurai, Tarzan e un cowboy vengono tutti in suo aiuto, ma alla fine viene salvata da Napoleone in una limousine.
La clip è stata bandita all'epoca, ma i tempi e i gusti sono cambiati e il video è stato finalmente riprodotto su VH1 Classic.
👉🏻@rock_metalballad
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🎧Van Halen, "Oh Pretty Woman"
La cover di Van Halen di "Oh Pretty Woman" di Roy Orbison sembrava abbastanza innocente, ma la visione del regista per il video non si adattava esattamente alle reti di video musicali. La sequenza di apertura mostrava un paio di piccole persone che tenevano prigioniera una donna e le accarezzavano ripetutamente le gambe mentre cercava di resistere alle loro avance. I membri della band, vestiti da guerriero samurai, Tarzan e un cowboy vengono tutti in suo aiuto, ma alla fine viene salvata da Napoleone in una limousine.
La clip è stata bandita all'epoca, ma i tempi e i gusti sono cambiati e il video è stato finalmente riprodotto su VH1 Classic.
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Indipendentemente dal successo che le band più iconiche del rock e del metal sono state in grado di ottenere, c'erano ancora linee che MTV non era disposta a incrociare con i loro artisti in primo piano, portando a video musicali banditi a causa dei contenuti visivi.
C'erano dozzine di video musicali ritenuti troppo taglienti per l'airplay. Che fosse dovuto a violenza, immagini sessuali, rappresentazioni religiose o immagini inquietanti, questi video sono stati pubblicati da MTV e simili subito dopo il rilascio. Sebbene controversi, questi video rimangono trionfi creativi e meritano di essere visti.
👉🏻@rock_metalballad
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I Pantera (il nome della band deriva da Pantego, città del Texas, e non dal nero felino), probabilmente tra le migliori metal band di sempre, nati negli anni 80 come semplice classico gruppo heavy, si sono evoluti stilisticamente dopo che Phil Anselmo entrò in pianta stabile nella formazione al posto del cantante Terry Glaze.
La definizione che più riesce a sintetizzare la loro cifra stilistica è “groove metal”, affibbiatagli proprio dopo l’uscita di Vulgar Display Of Power (titolo preso in prestito da una citazione de L’esorcista). Riff estremi, ritmica veloce e veemente e improvvisi cambi di ritmo più cadenzati. Esempio perfetto ne è This Love, una ballad dolorosa e perversa che oscilla disperata tra un lento incedere fatto da melocici arpeggi e voce sussurrata e accelerazioni elettriche improvvise e urla sincopate (lezione che andrà mandata a memoria dai futuri Deftones). Il testo a quanto pare si ispira a un fatto di cronaca vero: una tragica storia d’amore con tanto di suicidio che Anselmo ha sublimato in canzone.
“I said I loved but I lied” declama nella strofa iniziale. E poi il dolore e la perdita:
“Never ending pain, quickly ending life”. Fino al violento ripetersi del ritornello:
“You keep this love, thing, child, toy
You keep this love, fist, scar, break
You keep this love”.
Se non avete "Vulgare Display of Power" nell'armadietto di casa o nello stereo dell'auto, rimediare immediatamente. Tutti capolavori.
Buon ascolto con This Love. Pantera
@rock_metalballad
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Chris Cornell - You Never Knew My Mind (From The Cash Cabin)
Il video di Cornell che registra la canzone e parla della sua profonda ammirazione per Cash.
L'ammirazione era reciproca, dato che Cash, nel 1996, ha registrato una favolosa cover della potente canzone dei Soundgarden del 1991 "Rusty Cage".
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YOU NEVER KNEW MY MIND l’ultimo suo lavoro, tratto da una poesia di Johnny Cash, che aveva influenzato molto la sua produzione e il suo stile fin dall’inizio – ancora ai tempi in cui, giovani, i suoi amici neanche lo conoscevano.
Sensibilità sopraffina, voce diventata col tempo in grado di ridare vita anche alle canzoni dimenticate, poesia profonda fatta persona – l’ingrediente che gli permise di rendere vibranti ogni nota, ogni cover, ogni verso, come potesse espandere il loro significato su svariate dimensioni e chiavi di lettura.
Interpretato da Chris quattro mesi prima della sua morte, il testo assume un altro significato. Una richiesta di aiuto, l’egoistica rivendicazione della sofferenza che spesso accompagna un gesto assurdamente estremo come il suicidio, o forse solo un canto di rassegnazione al buio che lo inseguiva da sempre, che gli ha regalato tanta arte ma ha finito per inghiottirlo:
“Ci sono stati tempi felici e molte risate
In cui tu sentivi di aver capito tutto
Eravamo spensierati, aperti e sinceri
Innamorati, semplici, gentili e veri
E immagino tu non abbia mai avuto dubbi
Sul fatto che tra di noi andasse tutto bene
Ma non hai mai conosciuto davvero la mia mente.”
@rock_metalballad
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Chris Cornell: sopravvissuto a tutto, ma non a se stesso.
Il 18 maggio 2017 se ne andava tragicamente un'altra leggenda.
Nessuno se lo poteva aspettare. Alle undici e mezza di sera del 17 maggio 2017 Chris Cornell era il semidio dalla voce in quattro ottave, il ragazzo di Seattle travolto dall’ossessione per il volume e l’impatto fisico del suono, un messaggero dell’apocalisse rock, bellissimo e iconico nella sua Jesus Christ Pose. A mezzanotte e quindici minuti del 18 maggio era morto. Quarantacinque minuti di buio inspiegabile che si è portato via la vita di un uomo di 52 anni sposato e padre di tre figli e una delle rockstar più potenti ed amate del nostro tempo. Nessuno sa cosa sia successo.
Chris ❤️
@rock_metalballad
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