𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠
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La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.
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Tu sei il cielo, non un
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~ Jeff Foster ~
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@meditando
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The Cure perform "Boys Don't Cry" at the 2019 Rock & Roll Hall of Fame Induction Ceremony🤘
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𝙃𝙖𝙥𝙥𝙮 𝘽𝙞𝙧𝙩𝙝𝙙𝙖𝙮 𝙍𝙊𝘽𝙀𝙍𝙏 𝙎𝙈𝙄𝙏𝙃
Boys Don’t Cry, il secondo singolo dei The Cure esce il 15 giugno 1979 e racconta la storia di un ragazzo che ha perso la speranza di riconquistare l’amore perduto di una ragazza e prova senza riuscirci a nascondere le proprie emozioni perché, come dice il testo scritto da Robert Smith: “I ragazzi non piangono”. «Al tempo eri costretto a non mostrare alcun tipo di sentimento o debolezza, ma io da giovane non potevo fare a meno di esprimere ciò che provavo» ha detto Robert Smith «Non ci ho mai trovato niente di imbarazzante, se non mostri te stesso diventi un cantante noioso».
Un brano che è diventato la dichiarazione di un genere musicale che prenderà il nome di "dark" ma anche di un’idea di musica come sensazione condivisa e rivendicazione di un modo di essere diversi in una società rigida come quella inglese di fine anni ’70.
Ma quando i The Cure hanno cantato Boys Don’t Cry sul palco del Pyramid Stage di Glastonbury 2019, 40 anni dopo, Robert Smith ha realizzato quanto sia diventata una canzone senza tempo: «Era incredibilmente contemporanea» ha detto in una intervista a Rolling Stone ripresa dal magazine Ourculturemag, «La pressione di conformarsi ad un modo di essere non è mai cambiata».
Buon Ascolto con i Cure e buon compleanno a Robert Smith 🖤
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Ebbene 31 anni fa i Metallica pubblicavano Nothing Else Matters.
La scrisse il chitarrista James Hetfield per una sua vecchia fidanzata ma, giudicandola troppo personale e melodica, non voleva nemmeno farla ascoltare alla band. Fu il batterista Lars Ulrich, dopo averla sentita, a convocare il gruppo e a dire: “Ragazzi, abbiamo una grande canzone”. Se è entrata nel cuore di tutti è perché ognuno la può leggere come crede. Il testo racconta di un rapporto a due, di come trovarsi costantemente in tour e vivere tra un hotel, un aereo e una sala da concerto possa rischiare di deteriorare un rapporto. Ma tutto questo, paradossalmente, non conta. Quello che conta è quella frase, quel titolo che ci ricorda di quando, nella vita, davanti a un amore, a una passione, a qualcosa di tremendamente bello, abbiano lasciato fuori il mondo e detto a noi stessi: niente altro importa. Nothing else matters.
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Waiting on a War, una canzone tratta dall'ultimo album dei Foo Fighters, Medicine at Midnight. A detta della band e del loro frontman, una power ballad che è la piu esplicativa di cio che volevano comunicare, il brano piu distintitvo con tutti gli elementi che hanno contraddistinto il loro percorso, la loro carriera. Per capire il testo, lo faccio con le parole dello stesso Dave Grohl:
"Il brano È venuto da una sensazione che avevo da bambino, quando ero terrorizzato dal fatto che stessimo andando verso una guerra nucleare alla fine degli anni settanta e all'inizio degli anni ottanta, con tutta la tensione politica e la corsa agli armamenti. Avevo davvero paura che stessimo per morire in un olocausto nucleare. E poi l'anno scorso stavo portando mia figlia a scuola ed è stato più o meno il periodo in cui le tensioni tra gli Stati Uniti d'America e la Corea del Nord stavano aumentando e lei lo aveva visto nei notiziari. Mi ha solo chiesto: "Papà, stiamo entrando in guerra?" Mi ha ricordato come mi sentivo quando avevo la sua età e ho pensato: "Che cazzo di trascinamento!" Quanto è deprimente che l'infanzia possa essere privata di quella bellezza e innocenza da questa oscura sensazione di paura.»
Il video mostra un gruppo di ragazzi riscattarsi, ribellarsi a questa paura e combattere per un futuro migliore. La loro rabbia e voglia di mettersi in gioco, segue pedissequamente gli sbalzi di metronomo e di rabbia del brano.
Cosa si puo dire di più? Assolutamente nulla, soltanto che Dave Grohl sono 30 anni che non sbaglia nulla. E anche in questa fase della sua carriera che si sta aprendo verso nuove frontiere, riesce sempre a tenere saldo il timone e guidare i suoi Foo Fighters verso orizzonti inesplorati ma sempre cazzuti alla sua maniera.
Buon ascolto con i Foo Fighters, Waiting on a War 🖤🖤🖤
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