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🔥 Sabotare le guerra! Disarmare l’Europa!
Per un mondo senza eserciti e frontiere
📌 Sabato 12 aprile
giornata di informazione e lotta antimilitarista
presidio al Balon
dalle ore 10,30
🔴 Mentre l'Europa - e il mondo - fanno una precipitosa corsa al riarmo è sempre più necessario mettersi di mezzo, inceppare gli ingranaggi, lottare contro l'industria bellica e il militarismo.
Leggi qui il testo dell'appello:
https://www.anarresinfo.org/12-aprile-sabotare-le-guerra-disarmare-leuropa/
| 2 | بدون متن... | 172 |
| 3 | 🔴 Disarmiamo la guerra! Antimilitaristi contro la Città dell'Aerospazio
⚫ Torino. 23 marzo. Visita a sorpresa al cantiere della Città dell'Aerospazio in corso Marche, dove, da circa un mese sono cominciati i lavori di demolizione della palazzina 27 della ex Alenia - Aermacchi.
🔵 Un manichino insanguinato, scritte, fumogeni, cartelli che ci ricordano le vite rubate dalle bombe, dalle armi, dalle guerre. Guerre tra potenti che si contendono risorse, potere, indifferenti alla distruzione di città, alla contaminazione dell'ambiente, al futuro negato di tanta parte di chi vive sul pianeta.
🟠 Le macerie sono solo buoni affari per un capitalismo vorace e distruttivo che ha una sola logica, quella del profitto ad ogni costo. Uomini, donne, bambine e bambini sono solo pedine sacrificabili in un gioco terribile, che non ha altro limite se non quello imposto dalla forza di oppress e sfruttat, che si ribellano ad un ordine del mondo intollerabile.
🟡 Mentre l'Europa - e il mondo - accelerano una folle corsa al riarmo è sempre più necessario mettersi di mezzo, inceppare gli ingranaggi, lottare contro l'industria bellica e il militarismo.
🟢 No al nuovo polo bellico di Leonardo e Politecnico!
🟣 Non contino sulla nostra rassegnazione!
⚫ Come gocce continueremo ad alimentare la marea che li sommergerá.
🟥 Lo dobbiamo a chi, ogni giorno, muore per le armi che si progettano e costruiscono a due passi dalle nostre case.
🟧 Lo dobbiamo a chi viene massacrato, in Congo, in Sudan, in Ucraina, a Gaza, Siria... Lo dobbiamo a chi muore lungo le frontiere che separano i sommersi dai salvati.
🟨 Lo dobbiamo a chi non ci sta, a chi lotta contro gli Stati, i confini, i nazionalismi.
Non esistono popoli oppressi, perché la nozione di popolo è alla radice di ogni nazionalismo, di ogni trappola inventata dai potenti per arruolare i corpi e le coscienze.
Noi non appoggiamo di nessun popolo, noi sosteniamo oppresse e oppressi di ogni dove.
🟩 Noi siamo fianco di chi diserta. Noi siamo disertori di tutte le guerre.
La guerra è a due passi dalle nostre case: fermiamola!
Assemblea Antimilitarista
antimilitarista.to@gmail.com | 426 |
| 4 | Anarres del 7 marzo. ReArm Europe. Anarcofeminnist! Il ciclone Trump e la marea nera globale...
ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming.
Ascolta e diffondi l’audio della puntata:
https://radioblackout.org/podcast/anarres-del-7-marzo-rearm-europe-anarcofeminnist-il-ciclone-trump-e-la-marea-nera-globale/ | 153 |
| 5 | 8 marzo. Anarcofemminist* al Balon
Sabato 8 marzo
punto info anarcofemminist*
ore 10,30 al Balon
I nostri corpi spezzano e annullano i confini tra i generi, le frontiere tra gli Stati,
le divisioni imposte dalla nazione e dalle tante leggi del padre, del padrone, degli dei e dei loro preti.
Sarà in distribuzione l’opuscolo Anarchia e transfemminismo
Qui potete leggere e scaricare liberamente i testi:
https://www.anarresinfo.org/transfemminismo-percorsi-e-prospettive/
https://germinalts.noblogs.org/post/2025/02/19/non-ci-puo-essere-anarchismo-senza-femminismo/
Federazione Anarchica Torinese
corso Palermo 46
Riunioni – aperte agli interessati - ogni martedì dalle 20,30
www.anarresinfo.org | 155 |
| 6 | 8 marzo. Anarcofemminist* al Balon
Sabato 8 marzo
punto info anarcofemminist*
ore 10,30 al Balon
I nostri corpi spezzano e annullano i confini tra i generi, le frontiere tra gli Stati,
le divisioni imposte dalla nazione e dalle tante leggi del padre, del padrone, degli dei e dei loro preti.
Sarà in distribuzione l’opuscolo Anarchia e transfemminismo
Qui potete leggere e scaricare liberamente i testi:
https://www.anarresinfo.org/transfemminismo-percorsi-e-prospettive/
https://germinalts.noblogs.org/post/2025/02/19/non-ci-puo-essere-anarchismo-senza-femminismo/
Federazione Anarchica Torinese
corso Palermo 46
Riunioni – aperte agli interessati - ogni martedì dalle 20,30
www.anarresinfo.org | 1 |
| 7 | Anarres del 28 febbraio. Tecnologia: la guerra tra Stati Uniti e Cina. Anarchia e femminismo. Smilitarizzare la città…
ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete. Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming.
Ascolta e diffondi l’audio della puntata:
https://radioblackout.org/podcast/anarres-del-28-febbraio-tecnologia-la-guerra-tra-stati-uniti-e-cina-anarchia-e-femminismo-smilitarizzare-la-citta/ | 127 |
| 8 | Anarres del 21 gennaio. Trump e l’Ucraina. Stati Uniti: Project 25. Contro la guerra…
ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete.
Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming.
Ascolta e diffondi l’audio della puntata:
https://radioblackout.org/podcast/anarres-del-21-gennaio-trump-e-lucraina-stati-uniti-project-25-contro-la-guerra/ | 117 |
| 9 | Video. Gli anarchici nella rivoluzione russa
‼️ Il Video della presentazione del libro “La rivoluzione sconosciuta. Il movimento anarchico nelle lotte per l’emancipazione sociale in Russia” di Volin, edizioni Zero in Condotta:
https://www.youtube.com/watch?v=murze4ZA_yo
La presentazione, a cura di Enzo Papa, si è tenuta il 20 febbraio 2025 alla FAT, in corso Palermo 46 a Torino | 150 |
| 10 | Torino. Contro la guerra e il militarismo: cronache di una giornata di lotta
A tre anni dall’inizio della guerra in Ucraina il 22 febbraio è stata una lunga giornata di informazione e lotta promossa dal Coordinamento contro la guerra e chi la arma.
In mattinata c’è stato un presidio informativo al Balon, con interventi, musica volantini, banchetti.
Nel pomeriggio ci si è mossi per dare un segnale concreto della volontà di smilitarizzare la città.
Continua qui:
https://www.anarresinfo.org/torino-contro-la-guerra-e-il-militarismo-cronache-di-una-giornata-di-lotta/ | 113 |
| 11 | Torino. Contro la guerra e il militarismo: cronache di una giornata di lotta
A tre anni dall’inizio della guerra in Ucraina il 22 febbraio è stata una lunga giornata di informazione e lotta promossa dal Coordinamento contro la guerra e chi la arma.
In mattinata c’è stato un presidio informativo al Balon, con interventi, musica volantini, banchetti.
Nel pomeriggio ci si è mossi per dare un segnale concreto della volontà di smilitarizzare la città.
Continua qui:
https://www.anarresinfo.org/torino-contro-la-guerra-e-il-militarismo-cronache-di-una-giornata-di-lotta/ | 1 |
| 12 | Anarres del 14 febbraio. Gli anarchici nella rivoluzione russa. Rojava. I movimenti negli States. Con i disertori russi e ucraini…
ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete.
Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming.
Ascolta e diffondi l’audio della puntata:
https://radioblackout.org/podcast/anarres-del-14-febbraio-gli-anarchici-nella-rivoluzione-russa-rojava-i-movimenti-negli-states-con-i-disertori-russi-e-ucraini/ | 149 |
| 13 | 🟣 Noi non ci arruoliamo né con la NATO, né con la Russia. Rigettiamo i vergognosi giochini di Trump, Putin e dell’UE sulla pelle di popolazioni stremate dalla guerra, messe a tacere da regimi, che in Russia come in Ucraina, gettano in galera chi vi si oppone concretamente.
🌍 Solo un’umanità internazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo di libere ed uguali che può porre fine alle guerre.
🟢 Oggi ci vorrebbero tutti arruolati.
Noi disertiamo.
Noi non ci arruoliamo a fianco di questo o quello stato imperialista. Rifiutiamo la retorica patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche. In ogni dove. Non ci sono nazionalismi buoni.
🟡 Noi siamo al fianco di chi, in ogni angolo della terra, diserta la guerra.
🔴 Vogliamo un mondo senza frontiere, eserciti, oppressione, sfruttamento e guerra.
Coordinamento contro la guerra e la arma
antimilitarista.to@gmail.com | 317 |
| 14 | 🌈 Con i disertori russi ed ucraini, per un mondo senza eserciti e frontiere
‼️‼️ Sabato 22 febbraio
giornata di lotta antimilitarista!
Ore 11 presidio al Balon
💥 Fermiamo la guerra dall'Ucraina a Gaza, dal Sudan al Kurdistan, dallo Yemen al Congo…
🟣 Sono passati tre anni dall’accelerazione violenta della guerra impressa dall’invasione russa dell’Ucraina ed il conflitto si inasprisce sempre di più.
Le guerre insanguinano vaste aree del pianeta in una spirale che sembra non aver fine. A Gaza, dopo 14 mesi di massacri, la tregua è sempre più fragile: gli Stati Uniti soffiano sul fuoco spingendo per la pulizia etnica e la deportazione dei gazawi. Se si aggiungono il conflitto nel Mar Rosso, il moltiplicarsi gli attacchi turchi in Rojava, le tensioni per Taiwan, il perdurare dei conflitti per il controllo delle risorse nel continente africano, il rischio di una guerra, anche nucleare, su scala planetaria è una possibilità reale.
Opporsi concretamente è un’urgenza ineludibile.
🟢 La guerra in Ucraina ha nel proprio DNA uno scontro interimperialistico di enorme portata.
Il prezzo di questa guerra lo pagano le popolazioni ucraine e russe.
Lo pagano oppositori, sabotatori, obiettori e disertori che subiscono pestaggi, processi e carcere.
Lo paghiamo noi tutti stretti nella spirale dell’inflazione, tra salari e pensioni da fame e fitti e bollette in costante aumento.
Il governo italiano si è schierato in questa guerra inviando armi, arrivando a schierare 3.500 militari nelle missioni in ambito NATO nell’est europeo e nel Mar Nero.
L’Italia è impegnata in ben 43 missioni militari all’estero, in buona parte in Africa, dove le truppe tricolori fanno la guerra ai migranti e difendono gli interessi di colossi come l’ENI.
L’Italia vende armi a tutti i paesi in guerra, contribuendo direttamente alle guerre di ogni dove.
🟡 Torino punta tutto sull’industria bellica per il rilancio dell’economia. Un’economia di morte.
La nostra città è uno dei maggiori poli dell’industria bellica aerospaziale.
Ed è a Torino che sorgerà la Città dell’Aerospazio, un centro di eccellenza per l’industria bellica aerospaziale promosso dal colosso armiero Leonardo e dal Politecnico subalpino. La Città dell’Aerospazio ospiterà un acceleratore d’innovazione nel campo della Difesa, uno dei nove nodi europei del Defence Innovation Accelerator for the North Atlantic (D.I.A.N.A), una struttura della NATO.
Progetti di morte che è impegno di tutt* inceppare.
🔴 Occorre capovolgere la logica perversa che vede nell’industria bellica il motore che renderà più prospera la nostra città. Un’economia di guerra produce solo altra guerra.
Provate ad immaginare quante scuole, ospedali, trasporti pubblici di prossimità si potrebbero finanziare se la ricerca e la produzione venissero usate per la vita di noi tutti, per la cura invece che per la guerra.
🔵 La guerra è anche interna.
Il governo risponde alla povertà trattando le questioni sociali in termini di ordine pubblico: i militari dell’operazione “strade sicure” li trovate nelle periferie povere, nei CPR, nelle stazioni, sui confini.
Il comitato per l’ordine e la sicurezza ha dichiarato zone a sorveglianza rinforzata Barriera, Aurora, San Salvario, il centro cittadino.
Come se non bastasse il ministro della Difesa ha annunciato la costituzione di una “riserva”, un corpo di 10.000 militari volontari in addestramento perenne che possono essere richiamati per far fronte a qualsiasi “emergenza” interna.
⚫️ Il governo di estrema destra alimenta la retorica identitaria, i “sacri” confini, l’esaltazione della guerra. Le scuole e le università sono divenute terreno di conquista per l’arruolamento dei corpi e delle coscienze.
🟠 In Russia e in Ucraina c’è chi lotta perché le frontiere siano aperte per chi si oppone alla guerra.
Noi facciamo nostra questa lotta contro le frontiere, per l’accoglienza di obiettor, renitent, disertor* da entrambi i paesi. | 118 |
| 15 | 📌 Gli anarchici nella rivoluzione russa
‼️Giovedì 20 febbraio
ore 21
alla Fat - corso Palermo 46
🔴 Enzo Papa, traduttore e curatore dell’edizione italiana, presenta il libro: “La rivoluzione sconosciuta. Il movimento anarchico nelle lotte per l’emancipazione sociale in Russia” di Volin, edizioni Zero in Condotta.
🟠 Volin, anarchico, tra i protagonisti della rivoluzione russa, ci restituisce l'immagine viva di una rivoluzione sociale, in cui la dimensione autogestionaria e libertaria dei Soviet viene soffocata a poco a poco dalla dittatura bolscevica. Non senza una forte resistenza.
🟡 Teorico e rivoluzionario anarchico, Vsevolod Michajlovič Eichenbaum, detto Volin, racconta la storia della Rivoluzione russa dal 1825 al 1939. Al centro i sommovimenti del 1905 e del 1917, cui ha partecipato attivamente.
Durante la rivoluzione del 1905 è tra i fondatori del primo Soviet di Pietroburgo. In Ucraina ha combattuto a fianco degli anarchici, rompendo violentemente con i bolscevichi, e fu incaricato di scrivere il manifesto della Confederazione anarchica ucraina "Nabat", con l'intento di unificare le diverse correnti anarchiche entro un'unica organizzazione.
🟢 Volin, che ha accesso a documenti e testimonianze di prima mano, descrive, con lucidità e rara finezza d’analisi, l’intero processo del movimento rivoluzionario russo. Ci racconta, dal punto di vista anarchico, la nascita dei Soviet e l’annientamento del movimento anarchico da parte dello stalinismo, passando per l’ascesa al potere dei bolscevichi, la rivolta dei marinai di Kronstadt o ancora l’epopea insurrezionale di Nestor Machno e dei contadini ucraini.
🔵 In queste pagine, si alternano i grandi entusiasmi per le vittorie popolari, gli episodi drammatici, i conflitti e le repressioni, la solidarietà e la generosità fra le classi più umili, il senso della comunità, le sperimentazioni di nuovi rapporti sociali, le vicende di coraggio e di ferocia, le strategie militari e l'attivismo politico.
🟣 Questo libro, nella nuova traduzione integrale, è un documento storico importante anche se si legge come un romanzo.
Venne pubblicato nel 1947 a cura "Les Amis de Voline", i compagni e amici del rivoluzionario russo, sulla base del manoscritto redatto da Volin nel 1939-1940 durante il suo esilio in Francia.
⚫ Il libro, oltre che alle presentazioni, lo trovate alla FAT oppure può essere richiesto a http://www.zeroincondotta.org/
🔺 Federazione Anarchica Torinese
corso Palermo 46
riunioni – aperte agli interessati – ogni martedì dalle 20,30
www.anarresinfo.org | 126 |
| 16 | 💥 Quando i suoi capelli sono diventati tutti bianchi, ha continuato a portarli lunghi e scarrufati, come ai tempi in cui si guadagnò il soprannome dispregiativo, ma portato con orgoglio, di “maestro capellone”.
Lui non ne parlava più di tanto, ma se date un’occhiata ai libri, alle riviste, alla storia di quegli anni speciali scoprirete che è stato tra i protagonisti della cultura beat nel nostro paese.
Era un fricchettone colto, scriveva poesie sulla sua lettera 32. Poesie che trovate sparse qua e là, di recente molte sono state raccolte in un volume per le edizioni Fenix.
D’estate, quando le scuole erano chiuse, autostop e via per il mondo. Ma poi tornava sempre a Torino, che non era più la città bigia e dura dei suoi primi anni, ma sempre la città in cui si sentiva a casa, all’ombra delle montagne.
Era amico di Fernanda Pivano e di Allen Ginsberg, è stato uno dei protagonisti della beat generation: pubblica Off Limits (1966), Guru (1967), Prana (1968), King Kong (1973), Uomo Nudo (Tampax, 1975). È tra i fondatori della Pitecantropus Editrice, un tentativo di unire le anime della cultura Beat.
🖤Spirito profondamente libertario, specie negli ultimi anni si lega al movimento anarchico, attraversandone le lotte.
Abitava in fondo a corso Vercelli, a due passi dal Balon, dove lo incontravamo spesso in occasione di presidi e banchetti. Arrivava e parlava con tutti, indossando un fazzoletto rosso e nero, spacciando idee e libri. Vivace come un folletto, mai stanco, nonostante gli anni che passavano ed i nuovi malanni.
Lo ricordiamo in tanti 25 aprile, tanti primi maggi, portare con orgoglio la bandiera rossa e nera. Anche in valle ha intersecato varie volte le strade dei cortei e delle lotte, perché in quella lotta popolare, specie in certi anni, seppe riconoscere il tempo che muta, quando la gente comune, quella che non ci è avvezza, alza la testa.
Lo conoscevano tutt. Con la sua parlantina sciolta e il suo stile da vecchio maestro, lo trovavate nei posti dove la gente sceglie di essere protagonista, di alzarsi in piedi, di costruire da se il proprio cammino.
💜 Eravamo in tanti a salutarlo nel piazzale del Cimitero Maggiore di Torino, nonostante il freddo e la pioggerellina insistita. Il Cor’Occhio circondato da bandiere anarchiche, sullo sfondo uno striscione No Tav ha intonato i canti anarchici e quelli di chi diserta la guerra. Gianni che l’aveva conosciuta fu un antimilitarista convinto, senza sfumature.
Lo abbiamo ricordato con la musica, le parole, le sue poesie.
In questi tempi grami, con le scuole che rischiano di diventare nuovamente caserme, il ricordo del maestro capellone, che sfrecciava alla testa della sua ciurma di bambini liberati dai banchi per la campagna piemontese, resterà un’ancora che renderà più forte la determinazione a continuare a pedalare per cambiare il mondo intollerabile in cui siamo forzati a vivere.
Nel lungo percorso attraverso le grandi statue del monumentale siamo arrivati in una zona povera. Gianni, nato sulla terra, ha scelto di tornarvi. Sulla bara una bandiera nera e tanti garofani rossi.
Elfo di città, con un cuore contadino, continueremo a vederlo volteggiare a Torino e in Valle, o al Balon, dove si mescolava con gli anarchici e i senzapatria.
Ciao Gianni!
I compagni e le compagne della Federazione Anarchica Torinese | 117 |
| 17 | 🌼 Il maestro e le margherite 🌼
🎈 Gianni è stato tante cose diverse. Era del 1938. Sua madre partorì in casa a Mombercelli. Lui era prematuro e gracile: la durezza degli anni della guerra facevano presagire che non avrebbe passato l’infanzia. Invece “Spinacino” ce ha fatta. In barba al freddo, alle bombe, alla fame e ai tanti malanni di quei primi anni, arriverà al 5 febbraio 2025, quando se ne è andato nel sonno.
Lasciato il paese, da cui riporterà il ricordo indelebile degli alberi, delle foglie, dell’aria di collina, con i genitori e il fratellino si trasferisce a Torino. Il panorama della città nel primo dopoguerra è segnato dalle macerie delle case bombardate e dagli alberi dei viali tagliati per fare legna. I soldi sono pochi e la vita, in due stanze con il ballatoio ed il cesso fuori, è grama.
📚 La scuola sarà per lui un mondo speciale, che amerà sin dai primi anni.
Al punto che sceglierà di fare il maestro. La laurea, che, all’epoca non serviva per insegnare alle “elementari” come si chiamavano allora, la prenderà anni dopo, con una tesi di pedagogia libertaria.
A cavallo tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta il giovane maestro viene allontanato dall’insegnamento per cinque lunghi anni, in cui verrà confinato in un ufficio. Le sue idee erano troppo sovversive.
A quell’epoca la scuola elementare era simile ad una piccola caserma. I bambini separati dalle bambine, le divise, lo stare sull’attenti, il recitare la preghiera, l’alzarsi in piedi quando entrava l’autorità, lo stare per ore immobili, “composti” nei banchi.
Gianni si nutre delle idee e delle esperienze di Celestin Freinet, del nativo canadese Wilfred Peltier, della scuola pedagogica statunitense.
🚲 Gianni, quando arriva in classe si fa dare del tu ai bambini, non li rinchiude nell’aula, li porta fuori a toccare con mano le cose: il fiume, gli alberi, ma anche la realtà sociale, quella dei profughi istriani delle Vallette, quella dei napoletani emigrati in gran numero a Cirié, all’imbocco delle valli di Lanzo, dove insegnerà a lungo dopo la pausa forzata imposta dal Ministero.
A Cirié, complice una mamma che sapeva riparare le bici, i bambini partono ad esplorare il territorio per capire la cosa più importante: le domande da fare, la curiosità che nasce dall’esperienza, il proprio percorso nella vita. Con le bici Gianni e i suoi bambini arrivano ad invadere la pista dell’aeroporto di Caselle, per vedere come erano fatti gli aerei, con i quali i più fortunati partivano per paesi favolosi, che ai ragazzini della Ciriè operaia erano preclusi. Tante imprese, tanti viaggi, soprattutto viaggi nella realtà sociale, dove si parla di lavoro e di licenziamenti punitivi. Una volta, con i bambini occupa l’ufficio del sindaco perché a scuola fa freddo.
Storie di frontiera in una scuola che oggi non è più fatta di autorità e disciplina anche grazie ai partigiani dei bambini come Gianni Milano.
Lui lo diceva a chiare lettere: “bisogna dar voce ai bambini: sono loro che decidono come apprendere meglio, e cosa fare”.
Gli ultimi anni a scuola, dove lavorerà per 40 anni, li trascorre a Lanzo dove insegna alle future maestre. | 113 |
| 18 | بدون متن... | 121 |
| 19 | Anarres del 7 febbraio. Paternalismo e disciplina. Il ciclone Trump. I satelliti di Musk...
ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete.
Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming.
Ascolta e diffondi l’audio della puntata:
https://radioblackout.org/podcast/anarres-del-7-febbraio-paternalismo-e-disciplina-il-ciclone-trump-i-satelliti-di-musk/ | 171 |
| 20 | Anarres del 31 gennaio. La spartizione dell’Artico. I CPR in Albania restano vuoti. Cooperazione militare Italia-Niger...
ll podcast del nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete.
Dalle 11 alle 13 sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout. Anche in streaming.
Ascolta e diffondi l’audio della puntata:
https://radioblackout.org/podcast/anarres-del-31-gennaio-la-spartizione-dellartico-i-cpr-in-albania-restano-vuoti-cooperazione-militare-italia-niger/ | 144 |
