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Triarii TV - Mercoledì 24 Giugno 2026 - Ore 20:30 Contro Narrazione Anno V N.16 COSA SI STA PREPARANDO VERAMENTE? Ne parlano
Triarii TV - Mercoledì 24 Giugno 2026 - Ore 20:30 Contro Narrazione Anno V N.16 COSA SI STA PREPARANDO VERAMENTE? Ne parlano Luca di Fazio, Roberto Pecchioli, Massimo Viglione Programma a cura della Confederazione dei Triarii, sui temi dell’attualità, con la collaborazione di: Luca di Fazio, Giovanni Formicola, Martino Mora, Roberto Pecchioli, Mauro Stenico, Aldo Maria Valli, Massimo Viglione, Guido Vignelli. Resta aggiornato sulle iniziative dei Triarii iscrivendoti al seguente canale Telegram: t.me/Amici_dei_Triarii e sul sito https://www.confederazionetriarii.it/calendario-eventi/ Per sostenere la Confederazione dei Triarii Bonifico intestato a: Triarii Causale: donazione Codice Iban: IT 80 M 06230 05034 0000 3552 3243 Per l’estero: SWIFT CODE BIC CRPPIT2P450 Paypal: paypal.me/associazionetriarii YouTube: https://youtu.be/PX7jroeIRWc Facebook: https://www.facebook.com/events/27167069572953668
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Triarii TV - Mercoledì 17 Giugno 2026 - Ore 20:30 Contro Narrazione Anno V N.15 ROBERTO VANNACCI Luci e ombre di un generale
Triarii TV - Mercoledì 17 Giugno 2026 - Ore 20:30 Contro Narrazione Anno V N.15 ROBERTO VANNACCI Luci e ombre di un generale di stato Ne parlano Roberto Pecchioli, Massimo Viglione Programma a cura della Confederazione dei Triarii, sui temi dell’attualità, con la collaborazione di: Luca di Fazio, Giovanni Formicola, Martino Mora, Roberto Pecchioli, Mauro Stenico, Aldo Maria Valli, Massimo Viglione, Guido Vignelli. Resta aggiornato sulle iniziative dei Triarii iscrivendoti al seguente canale Telegram: t.me/Amici_dei_Triarii e sul sito https://www.confederazionetriarii.it/calendario-eventi/ Per sostenere la Confederazione dei Triarii Bonifico intestato a: Triarii Causale: donazione Codice Iban: IT 80 M 06230 05034 0000 3552 3243 Per l’estero: SWIFT CODE BIC CRPPIT2P450 Paypal: paypal.me/associazionetriarii YouTube: https://youtu.be/aMi2-tz2y28 Facebook: https://www.facebook.com/events/1025468483708672
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Invitiamo a leggere questa vibrante lettera, che è anche una testimonianza storica, di mons. Viganò a Leone XIV www.exsurgedomine.it exsurgedomine.it www.exsurgedomine.it
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Gli scomunicatori (2) La Milano di Delpini e della Pataria L'arcivescovo di Milano Delpini, noto sospensore a divinis di sacerdoti che celebrano il Rito Romano antico, ha proibito la tradizionale processione all'aperto per il Corpus Domini (perfino Leone XIV se ne è lamentato), additando come motivazione il fatto che sarebbe apparsa "ridicola" agli occhi dei turisti (traduci: degli infedeli invasori). Lo stesso arcivescovo ha ora reso noto che celebrerà Messa per il Gay pride: non in riparazione, come sarebbe suo minimalissimo dovere, ma in celebrazione. In questo caso, la Messa non appare ridicola ai peggiori blasfemi e offensori del sacro cattolico? E cosa pensano gli infedeli invasori di un clero che celebra una Messa per i sodomiti blasfemi? Qualcuno scomunica Delpini? Qualcuno gli impartisce ciò che merita? Qualcuno lo toglie almeno di mezzo spedendolo a fare esercizi spirituali a vita? Ma figuriamoci! Delpini è il prototipo del vescovo servo e vile, che fa quello che fa in obbedienza ai superiori, ovvero alla CEI. Ricordiamoci dell'intervista di tale mons. Savino, vicepresidente della CEI, nella quale ha celebrato la ricchezza che la sodomia apporta alla fede cattolica! Sono tutti repellenti traditori, servi di Sodoma e del suo padrone. Questi sono gli scomunicatori e i sospensori a divinis di quella parte del clero che rimane apertamente fedele alla Tradizione e alla legge del Vangelo e della natura come Dio l'ha creata. D'altro canto, il Delpini è il perfetto vescovo di Milano. Se il vescovo fosse eletto dai cittadini, chi credete che voterebbero i milanesi? Non sono forse loro che hanno rieletto per la seconda volta Sala, mentre la città sprofondava (e sprofonda sempre più) nell'odio "maranzesco", nella criminalità incontrollata e quindi nella paura collettiva? E non sono loro che lo rieleggerebbero nuovamente? Il problema naturalmente non è Milano. Basti pensare a Bologna, città distrutta della Sinistra e imperterritamente di sinistra. O basti pensare a come sono ridotte le altre città d'Italia (vogliamo parlare di Parma, Reggio Emilia, o di Roma e Napoli, o magari di Bolzano, o di chi volete voi?), ove sempre viene rieletta la stessa parte politica (anche perché, se vincesse quella opposta, cambierebbe poco o nulla)? Delpini è l'alter ego di Sala. Sono gli uomini perfetti per i ceti imprenditoriali, finanziari, professionali, dirigenti, e, soprattutto, docenti, di quella città. Ovvero, le categorie che costituiscono la rovina dei popoli. Ma quanto sta accadendo in Irlanda, in Inghilterra, può essere un inizio di speranza. La speranza che i popoli, le persone vere, inizino a liberarsi da questa cappa infernale che opprime l'umanità. Solo che, qui in Italia, tale ribellione non dovrebbe e non potrebbe essere solo politica. In Italia, Sala non è staccato da Delpini. I conti, andrebbero regolati tutti, con tutti. Preti infami, apostati e traditori in primis. Del resto, è cosa poco nota, ma fu proprio Milano a iniziare la grande rivolta popolare della pataria contro il clero corrotto dell'XI secolo. Solo che allora c'erano a Roma dei papi giganti che guidavano la rivolta popolare contro i vescovi infami e corrotti, schiavi del potere politico. Fra questi, san Gregorio VII, che si mise a capo della purificazione della Chiesa del tempo. Oggi, purtroppo, Roma è la manutengola di questi vescovi infami e corrotti. Sono quelli che scomunicano il clero fedele a Dio, alla Chiesa, alla Tradizione e alla legge naturale. E ognuno deve scegliere da che parte stare. Sia in religione, sia in politica, sia in morale. Sia nella civiltà. Non dimenticando mai chi sono i Sala e i Delpini di questa società infame e di questo clero modernista venduto al demonio e difeso dai normalizzatori del dissenso santo. Che certo non sfuggiranno al giudizio di Dio. E, forse, chissà, a nuova pataria terrena. (MV)
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Sotto e oltre la nuvola irrorata Mi piace definire J.R.R Tolkien come l'"Omero del XX secolo". E questo in relazione al fatto che ritengo Omero - per me realmente esistito e "sistematore poetico" di entrambi i capolavori eterni - l'iniziale maestro dell'umanità. Orbene, nel racconto del Signore degli Anelli, mentre Frodo e Sam viaggiano verso Mordor, compare una immensa nuvola nera nel cielo, che, gradualmente, riduce la luce del sole. La riduce sempre più col tempo, diminuendo di fatto le ore del giorno. Frodo e Sam se ne accorgono, hanno la grazia di vedere e capire ciò che gli altri non percepiscono nell'assuefazione al potere del mondo. Tolkien è un profeta, per questa come per tante ragioni, che, chi conosce la sua opera, può capire. Anche in questo ha profetato la realtà. Ci stanno oscurando il cielo. O meglio, ci stanno togliendo prima l'azzurro intenso, e quindi la gioia interiore della bellezza infinita del giallo e del blu che hanno sempre accompagnato le giornate di chi ha avuto l'immensa grazia di nascere, crescere e vivere in Italia. Ci stanno ingrigendo le giornate, e quindi le anime. E sarà sempre più così. Io non sono in grado - e credo nessuno lo sia - di specificare con assoluta certezza quali altri danni di salute fisica, o quali altre conseguenze sulla fauna e sulla flora, sul cibo e sul clima, questo grigiore irrorato ogni giorno nei nostri cieli può apportare. Quindi, non mi azzardo ad entrare in questo tema specifico. Né ho voglia di accapigliarmi con altri su cose non assolutamente certe. Ma, proprio per limitarmi all'evidenza dei fatti, non posso non vedere che il grigiore è costantemente sulle nostre teste. Pure in maggio, pure in giugno, pure nel centro Italia, come del Nord e nel Sud. Tutti i giorni o quasi. E quando, per 2 o 3 giorni al massimo, risplende il sole e il blu, subito arrivano aerei che provvedono puntualmente a riportare il grigiore. Il grigiore del cielo è lo specchio del grigiore delle nostre vite come questa società le ha ridotte. La nuvola di Sauron serve, prima di ogni altra cosa, a spezzare il legame tra le anime e il loro Creatore. A toglierci la bellezza dell'elevazione degli occhi, e con essi dello spirito, al Cielo. A farci guardare sempre e solo verso la terra, verso il basso, come gli animali, che non guardano al cielo: in modo da essere completamente annientati nella ricerca del piacere fisico e della ricchezza materiale (mentre, nel frattempo, ci tolgono tutti i mezzi per ottenere questa ricchezza). Serve a spegnere i moti verso l'assoluto, verso la Speranza, verso la grandezza, verso la Sapienza, delle nostre anime razionali. Serve a spegnere la luce sopra e intorno a noi. Bill Gates lo ha perfino dichiarato pubblicamente: occorre oscurare il cielo per ridurre il mitologico "riscaldamento globale". E, al contempo, mutare il creato secondo i loro piani oscuri maturati negli antri e nelle spelonche dell'odio satanico. Inutile rincorrere i suonatori di flauto che ingannano le masse informi, se non servono a combattere i mostri delle spelonche infernali. Ma Frodo e Sam non cedono alla disperazione: si ricordano a vicenda che, oltre quella nuvola artificiale creata appositamente dall'Oscuro Signore e dai suoi servi in terra, splende imperterrito il sole e la notte è illuminata sempre dalle stelle del firmamento. E la nuvola passerà. E, chi avrà capito e reagito, rivedrà il sole e le stelle. In questa vita o nell'altra. L'importante, è vedere. Sia il grgio della nuvola artificiale che il Cielo intoccabile oltre essa. (MV)
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TRIARII TV - SABATO 13 GIUGNO 2026 - ORE 16.00 SANCTUM ROSARIUM in onore del SS CUORE DI GESU' e di S. ANTONIO DA PADOVA Per
TRIARII TV - SABATO 13 GIUGNO 2026 - ORE 16.00 SANCTUM ROSARIUM in onore del SS CUORE DI GESU' e di S. ANTONIO DA PADOVA Per partecipare in diretta: Su YouTube: https://youtu.be/rnD154s_Rnk Su Facebook: https://www.facebook.com/events/1016760104086477 Il testo del S.Rosario dei Triarii: https://www.confederazionetriarii.it/santo-rosario/#latino Resta sempre aggiornato sulle iniziative dei Triarii iscrivendoti al seguente canale Telegram: t.me/Amici_dei_Triarii oppure sul sito https://www.confederazionetriarii.it/calendario-eventi/
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TRIARII TV - SABATO 13 GIUGNO 2026 - ORE 16.00 SANCTUM ROSARIUM in onore del SS CUORE DI GESU' e di S. ANTONIO DA PADOVA Per
TRIARII TV - SABATO 13 GIUGNO 2026 - ORE 16.00 SANCTUM ROSARIUM in onore del SS CUORE DI GESU' e di S. ANTONIO DA PADOVA Per partecipare in diretta: Su YouTube: https://youtu.be/rnD154s_Rnk Su Facebook: https://www.facebook.com/events/1016760104086477 Il testo del S.Rosario dei Triarii: https://www.confederazionetriarii.it/santo-rosario/#latino Resta sempre aggiornato sulle iniziative dei Triarii iscrivendoti al seguente canale Telegram: t.me/Amici_dei_Triarii oppure sul sito https://www.confederazionetriarii.it/calendario-eventi/
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Vi aspetto a Cocquio Trevisago, provincia di Varese, sabato 20 giugno sera, per parlare un po' di Italia, di ieri e di oggi.
Vi aspetto a Cocquio Trevisago, provincia di Varese, sabato 20 giugno sera, per parlare un po' di Italia, di ieri e di oggi.
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Gaza per tutti Gli Albanesi stanno dando una lezione al mondo. Non tanto e non solo perché scendono in piazza uniti, ma anzitutto e soprattutto perché hanno capito quello che sta iniziando ad accadere e quello che che avverrà in tutto il Mediterraneo, Italia in primis: la conquista, tramite acquisto, di interi territori da parte del sionismo globalista e nazionalista al contempo. Ovvero, la nuova Gaza per tutti. Sì, perché molti dimenticano che quello che oggi è Israele, fu comprato pezzo per pezzo con i soldi alla mano. Gli Albanesi si ribellano. Come sempre accade, i popoli più umili capiscono e reagiscono. Mentre noi abbiamo eserciti di servi prostrati in adorazione della Stella di David (che fanno da duplicato degli adoratori della Mezzaluna: due facce della stessa medaglia), in primis nel mondo della cosidetta "destra", compresa la cosiddetta "tradizione" e, specificamente, nel settore del mondo "prolife". Inutile dire che l'attuale governo di centro-destra, compresa la presunta alternativa vannacciana, è perfetto esempio di quanto affermo. Ieri denunciavo il pericolo immigrazionista islamico, oggi denuncio il pericolo militar-capitalista sionista. Chiunque vede un pericolo solo, è già schiavo e complice di uno dei mali. Chi li vede e denuncia entrambi, nella specificità di ciascuno di essi, è ancora una uomo libero. E, quindi, detestato. (MV
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Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà ancora la fede sulla terra? (Lc 18, 8) Troverà chi ancora crede nell’Augustissimo Sacramento, chi ancora Lo adora, chi ancora Lo riceve degnamente confessato e in grazia di Dio? Troverà ancora chi professa e celebra il Santo Sacrificio, chi ne riconosce i fini latreutico, eucaristico, propiziatorio e impetratorio? Sì, carissimi fedeli: e saranno i pochi rimasti fedeli, quelli che oggi sono additati come ribelli, scomunicati come eretici e scismatici, mentre una Gerarchia infedele ammette alla Comunione anglicani e protestanti, concubinari e sodomiti. Per questo la conservazione della Messa Cattolica è così importante. Per questo è così importante perpetuare il Sacerdozio e moltiplicare gli apostolati in questi tempi di persecuzione. Per questo è così importante che ciascuno di noi si accosti con le dovute disposizioni a ricevere il Signore nella Santissima Eucaristia.  Facciamo nostra la preghiera dell’Angelo della Pace, apparso ai tre pastorelli di Fatima nel 1916: Mio Dio, io credo, adoro, spero e Ti amo. Ti chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano. Santissima Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo, io Ti adoro profondamente e Ti offro il Preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di nostro Signore Gesù Cristo, presente in tutti i Tabernacoli del mondo, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi ed indifferenze con cui Egli stesso è offeso. E per i meriti infiniti del Suo Cuore Santissimo e del Cuore Immacolato di Maria, Ti domando la conversione dei poveri peccatori. E così sia.  + Carlo Maria Viganò, Arcivescovo  4 Giugno MMXXVI In festo Ss.mi Corporis et Sanguinis D.N.J.C.
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Da più sessant’anni la rivoluzione permanente del Vaticano II ha inferto un colpo durissimo alla vita stessa del corpo ecclesiale. La perdita della Fede nel popolo cristiano è la diretta conseguenza, pianificata e ostinatamente perseguita, di un piano di dissoluzione che non poteva non colpire il Santissimo Sacramento, la Santa Messa, il Sacerdozio. Questa crisi, fratelli carissimi, è il frutto avvelenato di decenni di sistematica demolizione da parte di chi invece avrebbe dovuto combattere e morire per difendere il Depositum Fidei. E questo ha moltiplicato i sacrilegi e le profanazioni della Santissima Eucaristia, al punto da giungere a far mangiare ai cani l’Ostia santa senza che ciò comporti alcuna riparazione né tantomeno la scomunica. Non mittendus canibus, abbiamo cantato poco fa.  La rivoluzione conciliare ha distrutto la Messa cattolica; ha cancellato il rispetto verso il Tremendum ac vivificum Sacramentum; ha imposto l’amministrazione sacrilega della Comunione sulla mano e in piedi; ha oscurato il dogma della Presenza Reale; confinato il Tabernacolo in un angolo della chiesa, demolito altari e balaustre; indotto i fedeli a considerare il Re Eucaristico come un simbolo di umana fraternità, come un pretesto di autocelebrazione della comunità; ha svuotato Seminari e chiese, decristianizzato la società, demolito la Fede dei Cattolici.  Ma se la chiesa conciliare e sinodale tollera ed anzi incoraggia le liturgie più irriverenti e autorizza la Comunione agli indegni in stato di peccato pubblico in nome dell’inclusività e del dialogo, altrettanta larghezza e comprensione non trova spazio per i Cattolici, ridotti a mendicare una Messa celebrata degnamente da un sacerdote che vi creda, quasi si trattasse di un’eccentricità da compatire, se non un indizio di pericolosa sedizione.  Ecco perché siamo riuniti in questa cappella privata, in questa “chiesa domestica” che ho benedetto prima della Messa. Ecco perché ci stiamo adoperando per garantire l’amministrazione dei Sacramenti, impartiti da sacerdoti perseguitati e cancellati.  Abbiamo visto ammettere i pubblici peccatori alla sacra Mensa con Amoris Lætitia e Fiducia Supplicans volute da Bergoglio che a Buenos Aires, fece murare l’Ostia di un miracolo eucaristico affinché non fosse esposta all’adorazione. E proprio in questi giorni l’Arcivescovo di Milano ha soppresso la processione del Corpus Domini per le vie della città, invocando pretestuosamente il problema del traffico e la presenza dei turisti come ostacolo invalicabile all’uscita del Re Eucaristico in un mondo che mai come ora dovrebbe tornare in ginocchio ai piedi del Signore. Mentre Milano, insieme a tutte le città del nostro Vecchio Continente, si è trasformata in bivacco di orde di migranti per lo più mussulmani, violenti e spesso criminali; mentre abbiamo visto lo stesso sagrato del Duomo di Milano trasformarsi in una moschea a cielo aperto; mentre la Diocesi di Milano si sta adoperando con ecumenico entusiasmo all’edificazione di un tempio politeista (il cosiddetto “Monastero Ambrosiano”), ecco che il Successore di Sant’Ambrogio e di San Carlo, Mario Delpini, ripete le parole con cui Simone rispose alla serva che lo riconobbe come discepolo del Nazareno: Non Lo conosco (Mc 14, 67).  Non è chi non veda quanto grottesco e rivelatore appaia il comportamento di Pastori indegni, per i quali ogni scusa è valida se consente di negare gli onori divini al Santissimo Sacramento. Ci si prostra davanti alla Pachamama, ma guai a piegare il ginocchio — veneremur cernui — al Pane degli Angeli. Delpini sopprime una processione che ebbe luogo anche durante la Guerra, ma che dinanzi alla farsa pandemica o al turismo deve rispettosamente farsi da parte. Milano: da Ambrogio a Montini, da Schuster a Delpini, da Nostro Signore a Maometto, dal Corpus Domini al gay pride. Un tradimento che grida vendetta al Cielo.
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Omelia del Corpus Domini di Monsignor Viganò    Quam ergo mercedem accipias? Omelia nella Festa del Santissimo Corpo e Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo  Vetustatem novitas, umbram fugat veritas, noctem lux eliminat.  Il nuovo mette in fuga il vecchio, la verità sbaraglia le ombre, la luce cancella la notte.  Sequentia Lauda Sion  La Santa Chiesa è oggi in festa per adorare e celebrare il suo Re Eucaristico, il Signore Sacramentato, la Santissima Eucaristia nella Quale è presente il Verbo Incarnato in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. L’ufficio divino del Corpus Domini, composto dal Dottore Angelico, è un tesoro di Fede e di Carità, il canto dell’anima per il magnum Mysterium, et admirabile Sacramentum.  Nel Convento di San Domenico Maggiore a Napoli è ancora oggi possibile visitare la cella in cui visse l’Aquinate dal 1272 al 1274 e vedere l’altare della cappella di San Nicola, al cui tabernacolo San Tommaso si accostava per ascoltarvi le parole che il divino Prigioniero gli suggeriva, e che poi avrebbero fatto parte del Proprio di questa festa. Su quel medesimo altare era allora posta, entro una nicchia, l’icona del Crocifisso che miracolosamente gli disse: Bene dixisti de Me, Thoma. Quam ergo mercedem accipias? Hai scritto bene di Me, o Tommaso: cosa vuoi in ricompensa? Il Santo teologo rispose: Non aliam nisi Te, Domine! Nient’altro che Te, o Signore.  Quam ergo mercedem accipias? Cosa vuoi in ricompensa? Se il Signore ponesse anche a noi questa domanda, cosa Gli risponderemmo? E, prima ancora: potremmo sperare di sentirci dire: Bene dixisti de Me, per come abbiamo messo a frutto i doni che ci sono stati generosamente elargiti dalla magnificenza divina?  Certo, nessuno di noi può competere in erudizione e dottrina con San Tommaso d’Aquino. Ma certamente possiamo, con la grazia di Dio, averlo come nostro esempio di santità, di umiltà, di amore per il Verbo Incarnato presente nel Santissimo Sacramento. RispondiamoGli sempre: Nient’altro che Te, o Signore! Non voglio successo. Non voglio onori. Non voglio denaro, né piaceri, né chimere mondane. Non voglio piacere al mondo. Non voglio essere approvato dai potenti. Voglio solo Te, o Signore. Solo Te. Voglio Te somma Verità, voglio Te infinita Carità. Voglio Te Altare, Te Sacerdote, Te Vittima. Voglio Te come Cibo e come convitato, cibus et conviva.  Panis angelicus fit panis hominum; dat panis cœlicus figuris terminum; o res mirabilis! Manducat Dominum pauper, pauper servus et humilis. Il Pane degli Angeli diventa pane degli uomini; il Pane del Cielo compie le antiche figure; quale meraviglia! Il povero, il servo e l’umile si nutrono del loro Signore, il Quale Si dà in nutrimento: Ego sum panis vivus qui de cœlo descendi (Gv 6, 51). Sono Io il Pane vivo disceso dal cielo: lo ha dichiarato il divin Maestro alle folle presso il lago di Tiberiade, dopo aver moltiplicato miracolosamente cinque pani e due pesci con cui sfamare cinquemila persone. Quei cinque pani non erano sufficienti: Non in solo pane vivit homo sed omni verbo, quod procedit de ore Dei (Mt 4, 4). Ed è proprio il Verbo che procede dalla bocca di Dio che Si comunica nel Santissimo Sacramento dell’Altare, nel Santo Sacrificio della Messa.  Se questo mondo ribelle non è stato spazzato via dall’ira di Dio, è perché vi è ancora chi mostra adorazione e gratitudine verso questo miracolo di Carità e di Fede, raccogliendosi in preghiera dinanzi al tabernacolo o prostrato davanti all’Ostia raggiante nell’ostensorio. Persone sconosciute, che non compaiono sui bollettini parrocchiali o sul settimanale diocesano perché “non fanno notizia”; perché non rivendicano diritti, se non quello di rimanere cattolici, apostolici e romani, nonostante i loro indegni Pastori.
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No Sbaglierebbe di grosso chi pensasse che i primi a godere della scomunica della Fraternità Sacerdotale San Pio X e di quella bergogliana di Monsignor Viganò - e quanto dico è al di là dell'effettivo valore e della reale legittimità che tali provvedimenti hanno - siano i modernisti scomunicanti, gli apostati filosodomiti, filoimmigrazionisti, filogenderisti, filoglobalisti, filosinistri e filopost-umanisti. No. I primi a volere le scomuniche di chi è fedele alla Tradizione, i primi a goderne, i primi ad averne bisogno come l'aria, sono i conservatori. Basta leggere i loro scritti, basta sentire i loro discorsi, perfino, in certi casi ossessivi, le loro omelie, basta osservare i loro occhi e gesti, per averne conferma incontrovertibile. Al peso della coscienza non si sfugge. (MV)
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No Sbaglierebbe di grosso chi pensasse che i primi a godere della scomunica della Fraternità Sacerdotale San Pio X e di quella bergogliana di Monsignor Viganò - e quanto dico è al di là dell'effettivo valore e della reale legittimità che tali provvedimenti hanno - siano i modernisti scomunicanti, gli apostati filosodomiti, filoimmigrazionisti, filogenderisti, filoglobalisti, filosinistri e filopost-umanisti. No. I primi a volere le scomuniche di chi è fedele alla Tradizione, i primi a goderne, i primi ad averne bisogno come l'aria, sono i conservatori. Basta leggere i loro scritti, basta sentire i loro discorsi, perfino, in certi casi ossessivi, le loro omelie, basta osservare i loro occhi e gesti, per averne conferma incontrovertibile. Al peso della coscienza non si sfugge. (MV)
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