Innanzitutto era il portavoce del
movimento MAGA, che ha proposto al NWO l’attuale pupazzo alla Casa Bianca.
Quindi Kirk era pro Israele e non ha mai condannato il genocidio in Palestina né il
False Flag del 7 Ottobre servito ad avviarlo.
Un vero cristiano pacifista.
Si opponeva
all’agenda LGBTQIA+ per la sterilizzazione e il depopolamento a lungo termine… Eppure non ha mai citato un solo proprietario, amministratore delegato, azionista, professore o preside di scuola
pagato con i fondi pubblici per portare avanti questa agenda nelle scuole, nelle cliniche e nel Congresso.
C’è un problema negli Stati Uniti ma i lobbisti al Congresso, i proprietari delle cliniche per i transgender, i medici che danno ormoni dell’altro sesso ai bambini e i chirurghi che li amputano non c’entrano niente. Mai un nome, non uno solo.
Charlie Kirk aveva definito l’agenda del
Climate Change una frode, un progetto irrealizzabile con le tecnologie attuali, una manovra di controllo e assoggettazione ai nostri danni… Un’idea dei democratici ma non ha mai detto nulla
sulla geoingegneria che causa il Climate Change, nè sui repubblicani che mentono dalla mattina alla sera dicendo che non esiste.
Nel mondo c’è un problema climatico ma non ci sono responsabili.
Si era schierato contro le politiche ‘sanitarie’ del lockdown per Covid19, ma non ha mai detto
che cos’è Covid19 e il suo ruolo in Agenda 2030.
In 5 anni, Charlie Kirk non ha mai una sola volta parlato di
malori improvvisi, di
turbocancro, di
aborti spontanei, di
danneggiati da ‘vaccino’, né di chi li ha causati.
Migliaia di malori improvvisi al mese… forse erano troppo pochi per lui, ma sicuramente non lo sono per noi che non vediamo l’ora della ‘pandemia’ 2.0 per accompagnare tutti gli ignavi agli hub ‘vaccinali’.
Parliamo di immigrazione.
Non vi sarà sfuggito che negli Stati Uniti Trump ha iniziato la più grande campagna di deportazione di immigrati irregolari mai vista al mondo. Città intere sottosopra, quartieri dati alle fiamme, feriti a centinaia e polizia assente.
Charlie Kirk sosteneva questa politica presidenziale, senza aver mai detto che la fame che causa
l’immigrazione di massa è diretta conseguenza di un’America Latina colonizzata e depredata dagli Stati Uniti.
Era per l'equità fra bianchi e neri e contro il razzismo da ambo le parti, come se negli USA le periferie non siano ghetti e il budget statale fosse concentrato al sostegno delle pari opportunità invece che alle guerre.
Ora veniamo al video che vi abbiamo sottoposto, e che abbiamo scelto fra i centinaia che abbiamo visto, perché tratta del 2° Emendamento che Charlie sosteneva, a suo dire.
Essere armati è un diritto costituzionale che garantisce i cittadini contro la tirannia del governo, come previsto dai padri fondatori.
Questo diritto, come tutti i diritti, ha un costo.
Giustissimo.
Ma Charlie Kirk non ha mai parlato di Sandy Hook, di Orlando, di Uvalde e di centinaia (lo ripetiamo, centinaia) di operazioni di questo tipo. Non ha mai parlato di chi le compie,
del ruolo dei professionisti dell’informazione nel propagandarle e di
quello di Big Tech nel censurare chi vi si oppone.
Il problema della violenza con le armi da fuoco negli Stati Uniti è frutto di pochi squilibrati e delle gang di strada.
Veniamo alle conclusioni: all’uomo delle mezze verità è stato permesso raggiungere decine di milioni di follower perché disinformava le persone, esattamente come facevano i suoi oppositori, senza mai centrare il bersaglio delle vicende di cui parlava.
Nella sua carriera è stato fortunato ad incontrare prevalentemente giovani indottrinati che non sapevano come rispondergli e ignoranti come capre.
Chi lo ha seguito come noi, ha visto il microfono in mano a persone che non sapevano nemmeno chi fossero Adams, Jackson e addirittura Washington e stiamo parlando di studenti universitari.
Charlie Kirk evidentemente non serviva più ma possiamo stare tranquilli: morto un influencer, se ne fa un altro.
E’ tutta questione di algoritmi.