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▪️Titolo: Custer ▪️Autore: Larry McMurtry ▪️Traduttore: Gaspare Bona ▪️Casa Editrice: Einaudi ▪️Genere: Narrativa straniera ▪️Data di pubblicazione: 23 giugno 2026 👁️‍🗨 Leggi l’anteprima lettura #recensione Il leggendario generale George Armstrong Custer fu uno dei personaggi più controversi della storia americana dell’Ottocento. “C’è stato un tempo in cui in quasi tutti i saloon e in non poche botteghe di barbiere degli Stati Uniti era appesa una riproduzione intitolata Custer’s Last Fight [«L’ultima battaglia di Custer»]. La prima volta, la vidi dal nostro piccolo parrucchiere di Archer City in Texas. Il quadro di Cassilly Adams, litografato da Otto Becker, era stato distribuito in migliaia di copie dalla Anheuser-Busch, la grande azienda birraria di Saint Louis: il generale George Armstrong Custer, con i lunghi riccioli al vento, combatte stoicamente e senza speranza contro un nemico schiacciante. Quando cadde, insieme con circa duecentocinquanta dei suoi uomini, il mondo non fu piú lo stesso.” Larry McMurtry non scrive una biografia tradizionale, ma traccia un ritratto tagliente, ironico e demistificatorio, restituendo al lettore un agile affresco che smonta il mito del “ragazzo d’oro” caduto eroicamente a Little Bighorn. Larry McMurtry ricostruisce con rapide e vigorose pennellate la vita di Custer: dal mediocre piazzamento a West Point alla fulminea carriera durante la Guerra Civile, dal matrimonio con la volitiva Libbie alla fama postuma costruita intorno alla disfatta del 25 giugno 1876. Poco empatico, vanitoso, ambizioso, legato alla famiglia e agli animali ma odiato dai sottoposti, Custer emerge come un uomo complesso, spesso sgradevole, figlio del suo tempo e delle sue contraddizioni. “Durante le mie visite al campo di battaglia di Custer, mi sono sempre chiesto che cosa attirasse i turisti. Ben pochi sembravano appassionati di storia. Il sito era una delle principali attrattive nelle guide locali: semplicemente qualcosa che visitavi se ti trovavi in quella parte del Montana. I grandi campi di battaglia – la Marna, Omaha Beach, Stalingrado, Shiloh, Vicksburg e il Little Bighorn – sono luoghi dove un tempo ha regnato la morte, e la gente vuole vedere che cosa vi ha lasciato: in genere, file e file di croci.” Su Goodreads 📚 https://www.goodreads.com/review/show/8712013513

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▪️Titolo: Un matrimonio in mare aperto ▪️Autore: Sophie Elmhirst ▪️Traduttore: Alessandra Castellazzi ▪️Casa Editrice: NN Editore ▪️Genere: Narrativa straniera ▪️Data di pubblicazione: 23 giugno 2026 👁️‍🗨️ Leggi l’anteprima lettura #recensione “Ma ecco un modo di valutare l’esistenza. Quantificare il suo successo nella misura in cui hai amato e sei stato amato.” Sophie Elmhirst ripercorre un’incredibile storia vera in cui il romanzo d’avventura si unisce a un’intensa riflessione sull’amore, sul rischio e sulla libertà. Maurice e Maralyn sono una coppia inglese che, nel 1973, decide di mollare tutto per vivere in mare aperto. Scrive l’autrice nella nota finale “Mi sono imbattuta nella storia di Maurice e Maralyn mentre svolgevo delle ricerche per un articolo sulle persone che scelgono di vivere sull’acqua. Era durante la pandemia, nel pieno del lockdown, e io avevo iniziato a interessarmi a chi decideva di abbandonare la vita convenzionale, sulla terraferma, per abitare su chiatte o navi da crociera o centri acquatici nell’oceano Pacifico. Non cercavo in particolare una storia di naufragio o di navigazione – non ho mai viaggiato in barca – ma l’esperienza dei Bailey mi ha colpito, non solo perché estrema, ma per i modi particolari in cui sono sopravvissuti. Volevano scappare, soli e senza pesi, liberi di fare quello che volevano. Eppure solo affidandosi l’uno all’altra e grazie all’intervento di altri – all’interdipendenza – sono sopravvissuti.” Dopo un matrimonio tradizionale, i due scelgono di partire per un viaggio intorno al mondo a bordo di una piccola barca a vela. Il mare stesso diventa uno dei protagonisti con la sua bellezza, la sua indifferenza, la sua minaccia. Quello che doveva essere il sogno di una vita si trasforma presto in una lotta per la sopravvivenza: naufragio, mesi alla deriva sull’oceano Pacifico, fame, sete, squali e la messa alla prova quotidiana del loro legame. Sophie Elmhirst, con una scrittura limpida, tesa e ricca di dettagli, ricostruisce la vicenda basandosi su diari, interviste e documenti, trasformando una storia vera in un’epopea intima e universale. Non è solo una storia di sopravvivenza, ma un ritratto onesto di cosa significhi scegliere di stare insieme quando tutto intorno crolla. “Benché io diffidi delle verità universalmente accettate, credo che in tutti gli esseri umani ci sia un desiderio di amare ed essere amati, di sperimentare la piena intensità delle emozioni umane, e di renderle la misura del successo di una vita. Per me scrivere della vita di Maralyn è il modo più affidabile di tener fede a questa idea che va affievolendosi.” Su Goodreads 📚 https://www.goodreads.com/review/show/8711944892
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Buongiorno e buona festa di San Giovanni “Veni San Gianni, tempu di calura, i gotti si parinchj ogni ficara, u tempu non si f
Buongiorno e buona festa di San Giovanni “Veni San Gianni, tempu di calura, i gotti si parinchj ogni ficara, u tempu non si faci ‘cchjù mugliura, u suli, comu coci, i petri spara. I fimmani preparanu ‘nu jocu appena trasi a notti, supa o focu.” [Viene il giorno di San Giovanni nel periodo di gran calura i fichi abbondano su ogni albero il tempo non è più nuvoloso il sole cocente le pietre spappola. Le donne preparano uno strano rituale, come fosse un gioco appena si fa notte, sopra il fuoco.] Vincenzo Guerrisi Parlà https://x.com/ventaglip/status/2069628442899841265?s=46
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Buongiorno e buon martedì con i versi di Vecchioni “Gli occhi del giorno approssimato, quelli del giorno sperato, del quasi c
Buongiorno e buon martedì con i versi di Vecchioni “Gli occhi del giorno approssimato, quelli del giorno sperato, del quasi certo e del definitivo: gli occhi di quando arrivo, e la bocca spalancata per farmi impazzire.” Roberto Vecchioni Scrivere il cielo Einaudi https://x.com/ventaglip/status/2069268206838071543?s=46
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📌Nessuno stop a Mari, sarà in gara allo Strega 🖌️Il regolamento non consente ritiri. La Fondazione, "la parola torni alla letteratura" 🔹ROMA, 21 giugno 2026 🔹Redazione ANSA #diVisteERiviste Nessuna esclusione e neppure alcun ritiro: Michele Mari continuerà a correre per il Premio Strega. Lo ha deciso, regolamento alla mano, la Fondazione Bellonci che assegna il premio. Dopo giorni di silenzio e di imbarazzo, di fronte alla ridda di ipotesi emerse dopo la deflagrazione del caso nato sulle ormai note indiscrezioni sulle offese che Mari, primo tra i finalisti, avrebbe pronunciato nei confronti di Michela Murgia, la Fondazione ha dato il suo verdetto. L'ipotesi, circolata sui media, di escludere Mari dalla ottantesima edizione del Premio Strega, "non è consentita dal regolamento". Né lo stesso regolamento prevede che sia l'autore, "una volta acconsentito a iscrivere la propria opera", a potersi ritirare dalla gara". "Abbiamo creduto doveroso prendere le distanze da quelle affermazioni. Ma ciò non ha alcun rapporto né con un giudizio di merito sui libri in gara né con la prosecuzione della stessa" spiega la Fondazione che ora invoca la fine delle polemiche. "Gli scrittori si esprimono essenzialmente attraverso i loro libri e vorremmo che in questo momento la parola tornasse alla letteratura", l'augurio. In base alle regole del Premio Strega, che la Fondazione gestisce con l'azienda Strega Alberti, la titolarità del premio "appartiene - si spiega - ai 460 Amici della Domenica, che propongono i libri candidati e determinano insieme alle altre componenti della giuria l'opera vincitrice". Per questo, secondo le norme, non sono previste esclusioni. Ma soprattutto, "cosa ancora più importante, perché il Premio è una competizione tra opere". La presa di posizione della Fondazione cancella quindi tutte le ipotesi che erano state fatte sull'esito dello scontro. Non solo quelle di un ritiro o di un'esclusione, ma anche quella della cosiddetta terza via e cioè che Mari decidesse di ammettere le sue parole, scudandosene pubblicamente, rimanendo grazie alle scuse ammesso in gara. In effetti la sola presa di posizione dello scrittore sulla vicende si è avuta lo scorso venerdì quando la vicenda è deflagrata dopo un articolo de la Repubblica. In quell'occasione Mari parlava però di "voci incontrollate" negando l'offesa e precisando "di non aver mai parlato dell'aspetto fisico di Michela Murgia, né mai - sottolineava - mi sarei permesso. Con Teresa Ciabatti ci siamo poi chiariti, tanto che lei stessa mi ha detto di non voler dare seguito all'episodio. Mi sono comunque scusato con lei, se qualcosa nelle mie parole poteva averla ferita; cosi' come non volevo certo offendere Michela Murgia, ma soltanto rievocare (peraltro in un contesto privato) un lontano episodio di reciproca incomprensione". La Fondazione Bellonci aveva in quell'occasione detto di ritenere "ogni espressione denigratoria e ogni giudizio lesivo della dignità delle persone incompatibili con lo spirito del Premio Strega". Giudizio espresso a modo suo anche dalla scrittrice Lidia Ravera che si è detta molto rattristata per i giudizi di Mari: "Premesso che è sempre sgradevole e violento essere resi pubblici quando ci si pensa 'in privato'. La frase pronunciata da Michele Mari, secondo quanto riportano i giornali, è grave. Lo sarebbe come chiacchiera da bar, lo è di più come chiacchiera da pulmino carico di scrittrici e scrittori". I quali, aggiunge, dovrebbero sempre "pesare le parole, sceglierle con cura, scoprirne di nuove". Cosa, dice, che Murgia faceva: "per questo continua a lavorare sulle nostre opinioni e percezioni anche a tre anni dalla morte".
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Buongiorno e buon lunedì “E cosa c’è di così raro come un giorno di giugno? Il Cielo prova se la terra è intonata, e su di es
Buongiorno e buon lunedì “E cosa c’è di così raro come un giorno di giugno? Il Cielo prova se la terra è intonata, e su di essa posa dolcemente il suo caldo orecchio.” James Russell Lowell https://x.com/ventaglip/status/2068911951892152576?s=46
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▪️Titolo: Ed è un poco la notte e un poco l’alba ▪️Autore: Ilaria Tuti ▪️Casa Editrice: Longanesi ▪️Genere: Narrativa contemporanea ▪️Data di pubblicazione: 16 giugno 2026 👁️‍🗨️ Leggi l’anteprima lettura #recensione Ilaria Tuti torna in libreria con un nuovo romanzo storico, ambientato nel Friuli del 1944, durante uno degli episodi più drammatici e meno ricordati della Seconda Guerra Mondiale: l’arrivo dei Cosacchi nella Carnia. La Carnia non è solo una terra di confine, ma è anche un personaggio vivo, dove storia, natura e mistero si intrecciano. Al centro della storia c’è Serafina, nata durante una tempesta da una madre morta di parto e cresciuta dalla nonna Silva, custode di antichi saperi e di una pietà considerata stregoneria. Serafina vive ai margini del paese, libera, solitaria, legata alla montagna e ai suoi riti; crescendo, diventa una giovane donna dal carattere forte e complesso, custode di antiche tradizioni e di segreti. “Serafina abbassò gli occhi. Non sapeva perché si stesse intestardendo. Era la spinta della lepre, era la cocciutaggine del corvo, era la cautela della lupa” La sua esistenza “di confine” viene sconvolta dall’arrivo dei cosacchi, percepiti come barbari e lupi. L’occupazione porta violenza, paura e convivenza forzata. La guerra trasforma persone e relazioni, ma Serafina sceglie di restare e resistere come le donne della sua terra. Col tempo, lo sguardo cambia: i nemici rivelano fragilità, nostalgia, umanità. Non più bestie, ma esseri feriti dalla storia. In questo spazio liminale, tra vita e morte, fede e scienza, Intorno a Serafina si intrecciano le vite di famiglie, partigiani, soldati e civili travolti dall’occupazione cosacca, tra violenza, rituali, paure ancestrali e una resistenza silenziosa ma tenace. Il romanzo diventa così un omaggio alla Carnia e alla sua memoria dimenticata, un racconto attualissimo sulla pietà come forma di amore e cura anche dentro la guerra, dove la luce dell’alba convive sempre con l’ombra della notte. In questo romanzo, guerra, superstizione, maternità, perdita e speranza si mescolano in modo potente, consegnando al lettore la possibilità di riconoscere l’altro come simile, oltre i confini e i pregiudizi. Su Goodreads 📚 https://www.goodreads.com/review/show/8704321590
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📖 Titolo: Itaca per sempre 🖌 Autore: Luigi Malerba 🗞 Edizione: Mondadori ~ Oscar moderni 📆 Pubblicazione: 1997 #recensione “I dubbi mi assalgono proprio ora che i miei piedi calpestano l’arido suolo della mia Itaca.” Itaca per sempre di Luigi Malerba è una straordinaria e originale rivisitazione del mito di Ulisse e Penelope, incentrata sul tema del riconoscimento e dell'orgoglio. Il romanzo, non rispetta la versione classica dell'Odissea ma esplora i segreti psicologici dei due protagonisti. Ulisse ritorna finalmente a Itaca travestito da mendicante per preparare la sua vendetta contro i Proci. A differenza del poema omerico, Penelope lo riconosce immediatamente. Offesa dal fatto che il marito si nasconda e non si fidi di lei, la regina decide di stare al gioco: finge di non sapere chi sia, dando inizio a una sottile guerra psicologica fatta di silenzi e finzioni. La storia si sviluppa attraverso capitoli alternati che danno voce ai monologhi interiori di Ulisse e Penelope. Penelope non è più la moglie passiva che aspetta piangendo, ma una donna forte, intelligente e fiera. Ulisse, l'eroe mitico viene spogliato della sua aura divina, mostrandosi fragile, insicuro e tormentato dai dubbi, lacrimoso. Malerba ci mostra che l'amore, dopo vent'anni di separazione, deve essere completamente ricostruito. L'amore tra i due non si manifesta con un abbraccio immediato, ma attraverso una sfida psicologica. La finzione diventa lo strumento per studiarsi a vicenda. Ulisse e Penelope hanno bisogno di capire se la persona che hanno davanti è ancora la stessa che avevano lasciato vent'anni prima. A differenza dell'Odissea di Omero, dove Ulisse decide tutto e Penelope subisce, qui l'amore è una questione di perfetto equilibrio. Penelope si dimostra intelligente e astuta tanto quanto il marito. Il loro legame si rigenera solo quando Ulisse accetta di scendere dal piedistallo di eroe e riconosce la parità e la dignità della moglie. La scrittura di Malerba è semplice, diretta ed estremamente godibile, adatta anche a un pubblico giovane. 🦋 felice lettura F. C.
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Buongiorno, buona domenica e buon Solstizio d’estate “Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano
Buongiorno, buona domenica e buon Solstizio d’estate “Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.” Ennio Flaiano ~ Diario degli errori https://x.com/ventaglip/status/2068572831214932331?s=46
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Buongiorno e buon sabato “Ogni estate contiene dentro tutte le estati, quelle del passato e quelle che verranno.” Yasmina Rez
Buongiorno e buon sabato “Ogni estate contiene dentro tutte le estati, quelle del passato e quelle che verranno.” Yasmina Reza https://x.com/ventaglip/status/2068179436957057075?s=46
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LETTERATURE Festival Internazionale di Roma XXV edizione - SCONFINARE Dal sito del comune dj Roma Tre serate di letteratura,
LETTERATURE Festival Internazionale di Roma XXV edizione - SCONFINARE Dal sito del comune dj Roma Tre serate di letteratura, musica dal vivo e interviste ad autrici e autori (dal 19 al 21 giugno) nella maestosa cornice dello Stadio Palatino, all’interno del Parco archeologico del Colosseo, e una tappa conclusiva all’Idroscalo di Ostia, il 18 luglio, nell’ambito del Puntasacra Film Fest. https://www.turismoroma.it/it/eventi/letterature-festival-internazionale-di-roma-xxv-edizione-sconfinare
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▪️Titolo: Mavaría ▪️Autore: Antonio Popolo Rubbio ▪️Casa Editrice: Einaudi ▪️Genere: Narrativa contemporanea ▪️Data di pubblicazione: 16 giugno 2026 👁️‍🗨️ Leggi l’anteprima lettura #recensione Mavaría è l’esordio potente e denso di Antonio Popolo Rubbio, un romanzo familiare che affonda le radici nella Sicilia più vitale e contraddittoria. Tra i vicoli di Ortigia a Siracusa, dove il mare entra nelle case, e la confusione caotica di Catania, si dipana la saga della famiglia Bonsangue, segnata da una propensione quasi mitologica alla disgrazia. La mavaría (malocchio, maledizione) che sembra perseguitare la stirpe di generazione in generazione. Intorno a Orfeo e Brigida ruotano amori intensi, ferite ereditate, destini sfavillanti e compromessi, in un affresco corale che attraversa decenni. “Mentre ritornava da Siracusa, Brigida pensò per tutto il tempo a ciò che aveva appena scoperto alla casa del vicolo dell’Arco, e la natura tangibile di quella maledizione non la aiutò a ridare un ordine ai pensieri che la tormentarono per tutta la notte. Per anni si era interrogata sull’esistenza della mavaría, quando ci credeva con tutta se stessa e quando si fingeva sorpresa di fronte alle calamità che capitavano di continuo in quella famiglia. Si disse che avrebbe dovuto subito parlare con Adriano, che avrebbe dovuto ritrovare l’ultimo dei fratelli Bonsangue in quell’angolo di mondo dove si era nascosto.” Questo romanzo esplora con intelligenza il confine labile tra ciò che crediamo maledetto e ciò che è semplicemente umano: paure trasmesse di genitore in figlio, traumi invisibili, il peso del nome e della famiglia. “Sapeva che tutto stava solo cominciando. Che i dolori non sarebbero finiti, né tanto meno le voci, […]. Ma quella voce non veniva dai meandri di una coscienza scissa. Quella voce, piuttosto, si trascinava l’eco di una lunga storia. E allora il suo cuore batteva felice, la sua mente imparava di nuovo a ricordare, le piccole cose rinascevano dal nulla, ritrovavano la loro forza e la loro poesia. Era l’unica cosa che sapeva del tempo che sarebbe stato. Era l’inizio del suo mondo magico.” Su Goodreads 📚 https://www.goodreads.com/review/show/8699030972
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Buongiorno e buon venerdì con i versi di Vecchioni “Cambia, cambia, piccolo suono, diventa valanga, diventa frastuono.” Rober
Buongiorno e buon venerdì con i versi di Vecchioni “Cambia, cambia, piccolo suono, diventa valanga, diventa frastuono.” Roberto Vecchioni ~ Scrivere il cielo Einaudi Editore https://x.com/ventaglip/status/2067824901885395060?s=46
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Buongiorno e buona maturità a chi è coinvolto in questi esami "Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei p
Buongiorno e buona maturità a chi è coinvolto in questi esami "Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni." Eleanor Roosevelt https://x.com/ventaglip/status/2067452360314482709?s=46
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▪️Titolo: Stare al gioco ▪️Autore: Fatima Daas ▪️Traduttore: Camilla Diez ▪️Casa Editrice: Fandango Libri ▪️Genere: Narrativa contemporanea ▪️Data di pubblicazione: 8 Maggio 2026 👁️‍🗨️ Leggi l’anteprima lettura #recensione Stare al gioco, nuovo romanzo dell’autrice francese di origine algerina, Fatima Daas, è un testo intenso, tagliente e necessario che mette sotto accusa il mito della meritocrazia scolastica e le dinamiche di potere all’interno del sistema educativo. Nel liceo di Clichy-sous-Bois, periferia parigina segnata da disuguaglianze e tensioni sociali, la giovane Kayden Abad incontra una professoressa di letteratura che intravede in lei un talento straordinario. Quello che inizia come un incoraggiamento si trasforma presto in una relazione ambigua, manipolatoria, in cui le aspettative e le proiezioni dell’insegnante schiacciano la ragazza. Attraverso il suo diario, Kayden racconta con lucidità dolorosa le dinamiche di un sistema rigido, le pressioni sociali, i sogni degli adolescenti e il prezzo altissimo che si paga quando si decide di “stare al gioco”. La voce autentica e cruda di Kayden cattura perfettamente le contraddizioni dell’adolescenza in un contesto di periferia. Il romanzo è breve ma densissimo, capace di denunciare senza moralismi e di celebrare al tempo stesso la forza dell’amicizia e della solidarietà come forme di resistenza contro l’individualismo e i pregiudizi. Un libro consigliato da leggere nelle scuole, per riflettere sull’inadeguatezza del modello meritocratico che spesso nasconde disuguaglianze e abusi di potere. Su Goodreads 📚 https://www.goodreads.com/review/show/8676603828
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Buongiorno e buon mercoledì con una frase attribuita a Escher di cui ricorre oggi l’anniversario della nascita “Siete davvero
Buongiorno e buon mercoledì con una frase attribuita a Escher di cui ricorre oggi l’anniversario della nascita “Siete davvero sicuri che un pavimento non possa essere anche un soffitto?” Maurits Cornelis Escher https://x.com/ventaglip/status/2067111460220600595?s=46
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Buongiorno e buon martedì con i versi di Vecchioni “Ho conosciuto il dolore e l’ho preso a colpi di canzoni e parole per farl
Buongiorno e buon martedì con i versi di Vecchioni “Ho conosciuto il dolore e l’ho preso a colpi di canzoni e parole per farlo tremare, per farlo impallidire, per farlo tornare all’angolo, cosí pieno di botte, cosí massacrato stordito imballato…” Roberto Vecchioni https://x.com/ventaglip/status/2066731745987145896?s=46
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Buongiorno e buon inizio di settimana con i versi di Vecchioni “Ho conosciuto il dolore (di persona, s’intende) e lui mi ha c
Buongiorno e buon inizio di settimana con i versi di Vecchioni “Ho conosciuto il dolore (di persona, s’intende) e lui mi ha conosciuto: siamo amici da sempre, io non l’ho mai perduto; lui tantomeno, che anzi si sente come finito se per un giorno solo non mi vede o non mi sente.” Roberto Vecchioni Scrivere il cielo Einaudi Editore https://x.com/ventaglip/status/2066388535012188377?s=46
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▪️Titolo: Figli per i Bastardi di Pizzofalcone ▪️Autore: Maurizio de Giovanni ▪️Casa Editrice: Einaudi ▪️Genere: giallo ▪️Data di pubblicazione: 17 marzo 2026 👁️‍🗨️ Leggi l’anteprima lettura #recensione In questo nuovo episodio “Figli” della saga dei Bastardi di Pizzofalcone, Maurizio de Giovanni esplora il tema della genitorialità in tutte le sue sfumature: desiderata, improvvisa, inquieta, dolorosa. Mentre Napoli fa da sfondo vibrante e contraddittorio come sempre, i Bastardi si trovano a confrontarsi con i propri figli, reali, potenziali, perduti o ritrovati. “I figli sanno cosí poco dei padri, come persone, come esseri umani. È come se il rapporto fosse a senso unico, mi spiego? Papà mi chiedeva: che cosa posso fare per te? Non accadeva mai l’inverso. Forse sarebbe cambiato col tempo, giusto? Forse, piú avanti, sarei stato io a domandare: che cosa posso fare per te? Forse sarebbe andata cosí.” Maurizio De Giovanni scrive un noir intimo e corale, in cui l’indagine è solo un pretesto per raccontare ciò che più ci espone: essere figli, essere genitori, essere vulnerabili. “Ah, i figli. Non li puoi scegliere, non li puoi orientare, non li puoi cambiare. I figli, come ti capitano, cosí te li devi tenere. Non ci puoi fare niente, coi figli. Proprio niente.” Su Goodreads 📚 https://www.goodreads.com/review/show/8678461737
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Buongiorno e buona domenica con i versi di Vecchioni “Farebbero bene i sogni a impicciarsi di altri che non sia io, qui diste
Buongiorno e buona domenica con i versi di Vecchioni “Farebbero bene i sogni a impicciarsi di altri che non sia io, qui disteso a rileggermi la vita. Chiusi fuori a doppia mandata che provino, provino a infiltrarsi da sotto la porta, dal camino che c’era una volta.” Roberto Vecchioni Scrivere il cielo Einaudi Editore https://x.com/ventaglip/status/2066012153077698781?s=46
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