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با این آیدی در ارتباط باشید لطفاً خانم طاهر مدیر کلاسهای ایتالیایی حرفه ای: @FatemeTaher

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Invece di sentirti in colpa o cercare delle scuse per delle azioni negative compiute in passato, incomincia ora ad agire positivamente.” (Jim Morrison)

Le offese l'invidia e la rabbia C'era una volta un anziano samurai che si dedicava a insegnare il buddismo zen a giovani allievi. Malgrado la sua età, correva la leggenda che fosse ancora capace di sconfiggere qualunque avversario. Un pomeriggio si presentò un giovane guerriero conosciuto per la sua totale mancanza di scrupoli. Egli era famoso per l'uso della tecnica della provocazione: aspettava che l'avversario facesse la prima mossa e, dotato di una eccezionale intelligenza che gli permetteva di prevedere gli errori che avrebbe commesso l'avversario, contrattaccava con velocità fulminante. Questo giovane e impaziente guerriero non aveva mai perduto uno scontro. Conoscendo la reputazione del samurai, aveva deciso di sfidarlo, sconfiggerlo e accrescere così la propria fama. Tutti gli allievi del vecchio samurai si dichiararono contrari all'idea, ma il maestro decise ugualmente di accettare la sfida lanciata dal giovane guerriero. Si recarono tutti nella piazza della città: il giovane cominciò a insultare l'anziano maestro. Lanciò prima alcuni sassi nella sua direzione, gli sputò poi in faccia. Gli urlò tutti gli insulti che conosceva, offendendo addirittura i suoi antenati. Per lunghe ore fece di tutto per provocarlo, tuttavia il vecchio si mantenne impassibile. Sul finire del pomeriggio, quando ormai si sentiva esausto e umiliato, l'impetuoso guerriero si ritirò. Delusi dal fatto che il maestro avesse accettato tanti insulti e tante provocazioni senza reagire, gli allievi gli domandarono: - "Come avete potuto sopportare tante indegnità? Perché non avete usato la vostra spada? Anche sapendo che avreste potuto perdere la lotta, avreste mostrato il vostro coraggio! La gente penserà che siete un codardo!" L'anziano maestro samurai, allora domandò loro: - "Se qualcuno vi si avvicina con un dono e voi non lo accettate, a chi appartiene il dono?" - "Appartiene a chi ha tentato di regalarlo" - rispose uno dei ragazzi. - "Lo stesso vale per l'invidia, la rabbia e gli insulti" - disse il maestro - "Quando invidia, rabbia e insulti non vengono accettati, continuano ad appartenere a chi li porta con sé".

Non bisogna essere veloci. Basta continuare a muoversi, nel tuo tempo, a modo tuo. Il progresso non ha bisogno di velocità. ha bisogno di una direzione.

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کاور روزنامه IL Tempo ایتالیا بعد از عدم صعود تیم ملی ایتالیا به جام جهانی @impararelitaliano2
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#Rai #cultura #divertimento @impararelitaliano2
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Uno strano nascondino La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei. Dopo il caffè, la Follia propose: “Si gioca a nascondino?”. “Nascondino? Che cos’è?” – domandò la Curiosità. “Nascondino è un gioco. Io conto fino a cento e voi vi nascondete. Quando avrò terminato di contare, cercherò e il primo che troverò sarà il prossimo a contare”. Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia. “1.. 2.. 3.. – la Follia cominciò a contare. La Fretta si nascose per prima, dove le capitò. La Timidezza, timida come sempre, si nascose in un gruppo d’alberi. La Gioia corse in mezzo al giardino. La Tristezza cominciò a piangere, perché non trovava un angolo adatto per nascondersi. L’ Invidia si unì al Trionfo e si nascose accanto a lui dietro un sasso. La Follia continuava a contare mentre i suoi amici si nascondevano. La Disperazione era disperata vedendo che la Follia era gia a novantanove. CENTO! – gridò la Follia – Comincerò a cercare.” La prima ad essere trovata fu la Curiosità, poiché non aveva potuto impedirsi di uscire per vedere chi sarebbe stato il primo ad essere scoperto. Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto. E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza. Quando tutti erano riuniti, la Curiosità domandò: “Dov’è L’Amore?”. Nessuno l’aveva visto. La Follia cominciò a cercarlo. Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce. Ma non trovò l’Amore. Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno e cominciò cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido. Era l’Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio. La Follia non sapeva che cosa fare. Si scusò, implorò l’Amore per avere il suo perdono e arrivò fino a promettergli di seguirlo per sempre. L’Amore accettò le scuse. Oggi, l’ Amore è cieco e la Follia lo accompagna sempre. La felicità è come il sorriso, non costa nulla a chi la porta, ma da molto a chi la riceve.

لئوناردو داوینچی #پیشرفته ترجمه نداره https://t.me/arte_italiano2