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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

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Al momento sembra che ho sbagliato a uscire dalla AI nella strategia best brands. Numeri pazzeschi di micron. Vediamo se domani in apertura la reazione dei mercati sarà così come after hour. Sono pronto ad ammettere l’errore che non e’ del team Ma mio Carlo de luca

⚠️ BREAKING NEWS | Micron batte nettamente le attese e alza la guidance: il test più importante per il trade AI passa il prim
⚠️ BREAKING NEWS | Micron batte nettamente le attese e alza la guidance: il test più importante per il trade AI passa il primo esame Micron ha riportato risultati molto superiori al consenso: EPS rettificato a 25,11 dollari contro 20,86 attesi e ricavi a 41,5 miliardi contro 35,9 miliardi stimati. Ancora più forte la guidance per il quarto trimestre: ricavi attesi tra 49 e 51 miliardi, sopra i 43,6 miliardi previsti dal mercato, con EPS rettificato tra 30 e 32 dollari contro 25,72 attesi. Il messaggio del management è molto chiaro: la memoria sta diventando un asset strategico nell’era dell’intelligenza artificiale. Micron parla di domanda in forte crescita, investimenti record e accordi pluriennali con i clienti per rendere i risultati più solidi e prevedibili. Il titolo è circa +3% in after-market, ma con molta volatilità. Il mercato ora attende la call con il management per capire meglio qualità della domanda, sostenibilità dei margini, accordi pluriennali con i clienti e indicazioni su capex e supply chain.

⚠️ BREAKING NEWS | I chip tornano sotto pressione prima dei risultati di Micron • Wall Street resta fragile nonostante una br
⚠️ BREAKING NEWS | I chip tornano sotto pressione prima dei risultati di Micron • Wall Street resta fragile nonostante una breadth positiva: circa 300 titoli dell’S&P 500 sono in rialzo, ma l’indice perde slancio perché il peso del tech e dei semiconduttori sta trascinando il mercato. • Il punto chiave è Micron, che pubblica i risultati dopo la chiusura. Dopo un rally di quasi il 300% nel 2026, il mercato non sta più chiedendo solo “i numeri saranno buoni?”, ma soprattutto “sono già tutti nel prezzo?”. • Intanto il quadro macro si alleggerisce sul fronte energia: Brent sotto 75 dollari, WTI intorno a 70 dollari, rendimenti Treasury in calo con il 10 anni al 4,40%. Ma questo oggi non basta a compensare la paura di una presa di profitto sull’AI trade. Nasdaq -0,75%

SpaceX nel Nasdaq 100 • $SPCX dovrebbe entrare nel Nasdaq 100 il 6 luglio. Dopo l’IPO, il titolo è già stato inserito in dive
SpaceX nel Nasdaq 100 • $SPCX dovrebbe entrare nel Nasdaq 100 il 6 luglio. Dopo l’IPO, il titolo è già stato inserito in diversi indici rilevanti come CRSP, FTSE GEIS, Russell 1000 e MSCI ACWI, creando una prima ondata di domanda legata ai fondi indicizzati. • La parte interessante è la roadmap: secondo Leverage Shares, gli indici già coinvolti rappresentano diversi trilioni di dollari di asset benchmarked. Attenzione però: questo non significa acquisti automatici proporzionali, perché i flussi dipendono da peso effettivo, flottante e metodologia dell’indice. • Il vero evento potenziale resta l’S&P 500. Lì il bacino è molto più grande, circa 7 trilioni di dollari, ma SpaceX non avrebbe ricevuto alcuna corsia preferenziale: servono ancora storico di trading, profitti e maggiore flottante pubblico. L’inclusione negli indici può sostenere $SPCX nel breve, ma non cancella i rischi principali. Il punto non è solo la valutazione estrema: è che nei prossimi mesi potrebbe arrivare sul mercato altro capitale, fino a circa il 44%, aumentando il flottante e quindi l’offerta disponibile. Questo peggiora il quadro perché un titolo salito anche grazie alla scarsità di azioni quotate può diventare molto più fragile quando quella scarsità viene meno. A questo si aggiunge la questione debito: SpaceX starebbe lavorando a oltre 20 miliardi di dollari di bond per rifinanziare debito più costoso. Il messaggio è chiaro: SpaceX resta una storia industriale straordinaria, ma non è una software company leggera. È un business ad altissima intensità di capitale, con bisogno continuo di finanziamenti. Domanda passiva, narrativa Musk, Starlink e AI possono aiutare nel breve, ma flottante in aumento, possibile diluzione, debito, cash burn e valutazione già da perfezione assoluta rendono il titolo vulnerabile se il mercato inizia a guardare meno al sogno e più alla struttura finanziaria.

🔥MESSAGGIO OPERATIVO🔥 Forse ce ne pentiremo, ma abbiamo deciso di uscire completamente dai titoli legati alla narrativa AI nella strategia Best Brands Avevamo gia’ ridotto i semiconduttori, ma oggi usciamo completamente da questi e dall’hardware equipment . Aumentiamo consumer staple e pharma. Questi non sono consigli operativi ma solo indicazioni sulla nostra operatività. Se volete potete approfondire con il vostro consulente finanziario o meglio con uno dei nostri 😂😇 https://www.gammamarkets.it/index.php/i-nostri-consulenti-sul-territorio

⚠️ BREAKING NEWS | Rheinmetall affonda fino a quasi -20% dopo lo stop della Germania al maxi-contratto sulle fregate F126 Berlino ha deciso di accantonare l’acquisto di sei fregate antisommergibile F126 da Rheinmetall, un progetto stimato intorno ai 10 miliardi di euro, scegliendo invece TKMS. Il mercato l’ha presa molto male: secondo Morgan Stanley, la cancellazione può implicare una svalutazione di circa 2 miliardi di euro per Rheinmetall e soprattutto riapre dubbi sulla visibilità degli appalti della difesa tedesca. Il colpo arriva in un momento già fragile per il titolo, che nel 2026 ha perso circa il 40% dopo anni di rialzi enormi legati al boom della spesa militare europea. TKMS, al contrario, è salita fino al 13% sulla notizia. Non è solo una questione di contratto perso. Il mercato sta iniziando a distinguere molto di più dentro il settore difesa europeo: meno entusiasmo generalizzato, più attenzione a backlog reale, margini, execution e qualità degli ordini.

Oro sotto i 4.000 dollari: bear market attivato L’oro è sceso sotto quota 4.000 dollari l’oncia per la prima volta da novembr
Oro sotto i 4.000 dollari: bear market attivato L’oro è sceso sotto quota 4.000 dollari l’oncia per la prima volta da novembre, entrando tecnicamente in bear market dopo un calo di circa il 29% dal picco di gennaio vicino a 5.600 dollari. Il driver principale non è solo geopolitico, ma soprattutto monetario: dollaro più forte, aspettative di tassi più alti e tono più hawkish della Fed con Kevin Warsh hanno reso l’oro meno attraente rispetto ad asset che offrono rendimento, come i Treasury. Anche le grandi banche stanno diventando meno ottimiste. Goldman Sachs e Deutsche Bank hanno tagliato le stime sull’oro, mentre gli ETF garantiti dal metallo stanno vendendo invece di fornire il consueto supporto. Resta però un pilastro ancora solido: la domanda delle banche centrali, che continua a sostenere il mercato nel medio periodo. Il punto è semplice: l’oro non sta crollando perché è “morto” come asset, ma perché si sta rompendo una parte della narrativa che lo aveva spinto in alto. Meno paura sulla svalutazione delle valute, Fed più dura e rendimenti reali più interessanti cambiano completamente il quadro di breve periodo.

Questa mattina Carlo De Luca è stato intervistato da Mariangela Pira su Sky TG24 per commentare il selloff di mercato di ieri e le possibili implicazioni della trimestrale di Micron Technology, attesa questa sera dopo la chiusura di Wall Street. Una trimestrale importante, perché il mercato cercherà indicazioni non solo sui numeri di Micron, ma anche sulla tenuta del ciclo AI, della domanda di memoria e delle aspettative costruite negli ultimi mesi sul comparto semiconduttori. Consigliamo la visione. 👉🏼 https://www.youtube.com/watch?is=S7jK-o2wpX57lVGE&v=svqqLBTgvuw&feature=youtu.be

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ANTEPRIMA MICRON TECHNOLOGY stasera non è solo una trimestrale, è un test per tutto il mercato AI 1️⃣ Perché Micron conta così tanto stasera Micron pubblica i risultati dopo la chiusura di Wall Street e può muovere il mercato. Non perché sia “più importante” di Nvidia, ma perché oggi è uno dei termometri più puliti della domanda AI. Se memoria, DRAM, NAND e HBM restano tirate, il mercato può continuare a credere che il ciclo AI sia ancora vivo. Se invece emergono segnali di rallentamento, il problema non riguarda solo Micron. Riguarda tutto il trade sull’intelligenza artificiale. 2️⃣ Il mercato non vuole solo una buona trimestrale La guidance ufficiale era già molto forte: ricavi tra 32,75 e 34,25 miliardi di dollari, EPS rettificato tra 18,75 e 19,55 dollari e margine lordo intorno all’81%. Il consensus si è già spostato sopra quei livelli, vicino a 35,6 miliardi di ricavi e 20,49 dollari di EPS. Quindi attenzione: un semplice “beat” potrebbe non bastare. Dopo il rally enorme del titolo, il mercato non vuole numeri buoni. Vuole numeri molto buoni. 3️⃣ Il vero numero da guardare è la guidance Il trimestre appena chiuso conta, ma stasera il mercato guarderà soprattutto il trimestre successivo. La domanda è semplice: Micron dirà che la domanda resta fortissima anche nel trimestre di agosto? I prezzi DRAM e NAND continueranno a salire? I margini possono restare in area mid 80%? Se la risposta è sì, il mercato può respirare. Se la risposta è “sì, ma con qualche cautela”, il rischio sell the news aumenta parecchio. 4️⃣ Il nostro pensiero a riguardo: Micron non è più solo ciclica, è una storia di scarsità Storicamente Micron era vista come una società molto ciclica: prezzi della memoria su, utili su; prezzi della memoria giù, utili giù. Oggi però la storia è diversa. L’AI sta assorbendo memoria a una velocità enorme, mentre l’offerta non può crescere in pochi mesi. Questo crea una situazione molto favorevole per chi vende memoria. Il punto non è solo “Micron vende di più”. Il punto è che Micron potrebbe vendere con più potere sui prezzi, più visibilità e contratti più lunghi rispetto ai vecchi cicli memory. Questa è la parte che può cambiare la percezione del titolo. 5️⃣ HBM: tutti guardano la quota, noi guardiamo anche i margini Stasera tutti ascolteranno cosa dirà Micron sull’HBM, cioè la memoria ad alta banda usata nei sistemi AI più avanzati. La domanda classica è: Micron sta guadagnando o perdendo quota contro SK Hynix e Samsung? Ma noi guarderemo anche un’altra cosa: quanto margine fa davvero Micron sull’HBM rispetto alla DRAM tradizionale? Perché se alcune memorie non HBM rendono di più, Micron potrebbe avere più potere negoziale di quanto il mercato immagini. Non deve vendere solo più memoria. Deve vendere la memoria giusta, al prezzo giusto. 6️⃣ Accordi strategici: qui può nascere il vero re-rating Un altro punto decisivo saranno gli accordi pluriennali con i grandi clienti. Se Micron conferma nuovi accordi strategici, o dà più dettagli su prezzi, durata e volumi già bloccati, il mercato potrebbe iniziare a trattarla meno come una società ciclica e più come un’infrastruttura dell’AI. Questa per noi è la vera domanda: quanto degli utili futuri è già visibile? 7️⃣ Capex: il dettaglio che può rovinare la festa Attenzione anche agli investimenti. Micron ha già indicato capex FY2026 sopra 25 miliardi di dollari. Da un lato è positivo, perché significa che la domanda è forte e l’azienda deve espandere capacità. Dall’altro lato, il mercato odia quando una storia di scarsità inizia a trasformarsi in una storia di nuova offerta. Troppo capex oggi può voler dire troppa capacità domani. Non subito, ma il mercato anticipa. 8️⃣ Cosa devono osservare gli investitori stasera - Ricavi sopra consensus, ma soprattutto dimensione del beat. - Guidance del trimestre successivo, che sarà probabilmente il vero market mover. - Margine lordo, da confrontare con l’area 81% indicata dalla società. - Prezzi DRAM e NAND, perché sono il cuore del ciclo. - Commenti su HBM4, quota di mercato e margini. - Accordi strategici con grandi clienti. - Capex, perché qui si capisce se la scarsità può durare o se il mercato inizierà a temere nuova offerta. 9️⃣ La nostra view Secondo noi Micron può ancora consegnare numeri molto forti. Il ciclo AI memory non sembra finito e la domanda resta strutturalmente potente. Però il titolo arriva alla trimestrale con aspettative altissime. Dopo un rally così, non basta più dire “l’AI va forte”. Serve dimostrare che la scarsità di memoria può durare, che i margini sono sostenibili e che il 2027 non sarà il classico anno in cui il ciclo memory si gira contro gli investitori. Stasera Micron non deve solo battere le stime. Deve convincere il mercato che questa volta il ciclo è davvero diverso. Noi stasera ci saremo, come sempre, nell’after market: seguiremo numeri, guidance e call per capire subito se Micron conferma la storia AI o se il mercato dovrà ricalibrare le aspettative. - About Markets

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 24 giugno 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 −1,44% (7.365), Nasdaq 100 −3,29% (29.347), Dow Jones −0,09% (51.672), Russell 2000 −0,96% (2.975) Europa: EuroStoxx 50 −1,25%, DAX −0,81%, CAC −0,71%, FTSEMIB −1,46% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Consumer Staples +1,78%, Health Care +1,38%, Real Estate +1,35% Bottom 3: Technology −3,66%, Industrials −2,03%, Materials −1,60% –– Takeaway veloci –– • Wall Street chiude debole, ma il vero selloff è concentrato su semiconduttori, memorie e titoli legati all’AI. • Nasdaq 100 giù oltre il 3%, mentre Dow quasi piatto grazie alla tenuta di IBM e dei settori difensivi. • Petrolio ancora in calo: WTI a 73,21 dollari, Brent a 77,08, con il mercato che continua a prezzare minori rischi su Hormuz. • Treasury in recupero dopo il selloff post-Fed: 10 anni al 4,49%, 2 anni al 4,19%. –– Macroeconomic Data –– • PMI manifatturiero USA: 55,7 vs 54,7 atteso, massimo da 49 mesi. • PMI servizi USA: 51,3 vs 51 atteso, massimo da 4 mesi. • PMI composito USA: 52,2 da 51,5. –– Specifiche azioni –– • Semiconduttori/memorie: nuova ondata di vendite dopo il crollo in Corea di SK Hynix e Samsung. • Micron: attesa massima per i risultati, diventati un test sull’intera narrativa AI memory. • Qualcomm: in trattative avanzate per comprare Modular, startup AI chip, per circa 4 miliardi. • SpaceX: aumenta l’emissione obbligazionaria investment grade da 20 a 25 miliardi dopo domanda per quasi 90 miliardi. –– Prossimi eventi da monitorare –– • Micron: trimestrale chiave per capire se il selloff su memorie e AI è solo presa di profitto o qualcosa di più serio. –– Focus del giorno –– SK Hynix è stata la scintilla. La benzina era già ovunque. Molti oggi hanno attribuito il selloff a una singola notizia proveniente dalla Corea del Sud. In realtà la situazione è più complessa. La miccia è stata SK Hynix. Secondo alcune indiscrezioni, il gruppo starebbe rallentando parte della conversione produttiva verso le nuove memorie HBM4 per destinare maggiore capacità alle DRAM tradizionali, che oggi garantirebbero margini addirittura superiori di circa il 15%. Tradotto in modo semplice: il mercato ha interpretato la notizia come un possibile segnale che la scarsità estrema di memorie AI potrebbe iniziare ad attenuarsi e che la domanda legata all’intelligenza artificiale potrebbe non essere infinita come molti investitori avevano iniziato a credere. Ma questa è solo la scintilla. La vera benzina era già presente da settimane. Le valutazioni del comparto AI erano diventate estremamente tirate. Le aspettative sugli utili continuavano a salire. Gli ETF a leva e gli strumenti speculativi erano sempre più concentrati sugli stessi nomi: memorie, semiconduttori, networking, server e hyperscaler. Quando tutti sono dalla stessa parte della barca basta una piccola onda per creare instabilità. A rendere tutto più fragile è arrivata anche SpaceX. Dopo l’euforia post-IPO e una capitalizzazione arrivata oltre i 3 trilioni di dollari, il titolo ha perso centinaia di miliardi in pochi giorni. Non perché il business sia cambiato, ma perché il mercato ha iniziato a chiedersi se stesse pagando qualsiasi prezzo pur di partecipare alla storia del momento. Ed è qui che emerge il tema più importante. Negli ultimi mesi il mercato ha premiato crescita, AI e narrativa. Oggi sta iniziando a guardare nuovamente a costo del capitale, tassi e valutazioni. La Fed di Warsh è molto diversa dalla Fed che gli investitori avevano immaginato a inizio anno. I tagli sono spariti dalle aspettative, i rendimenti restano elevati e l’inflazione dei servizi continua a preoccupare diversi membri del FOMC. Per questo il selloff di oggi riguarda un mercato che improvvisamente si è ricordato che valutazioni, tassi e liquidità contano ancora. E quando una narrativa diventa troppo affollata, il passaggio dall’euforia alla prudenza può essere molto più veloce di quanto gli investitori immaginino. ~About Markets

Oggi Alessio Garzone è stato ospite di Carla Signorile nella diretta di CNBC Milano Finanza per commentare il forte selloff che ha colpito i mercati globali. Nel corso dell’intervista abbiamo analizzato le principali cause della correzione: • Il crollo del mercato coreano • La rotazione fuori dai titoli tecnologici e dalle mega-cap USA • Il violento selloff di SpaceX, Un confronto anche sul ruolo della Fed, dei rendimenti obbligazionari, del Giappone e delle aspettative degli investitori dopo uno dei rally più concentrati degli ultimi anni. La registrazione completa è disponibile al seguente link: https://www.linkedin.com/posts/gamma-capital-markets-succursale-italiana_selloff-tech-mag7-activity-7475219003179909120-6Yjf?utm_medium=ios_app&utm_source=social_share_send&utm_campaign=copy_link sono ben accetti commenti e like 💪🏼

From Mag7 to Lag7 Negli ultimi nove mesi il vecchio Mag7 ha fatto poco o nulla: Microsoft è entrata in bear market da inizio giugno, Amazon tratta su multipli storicamente bassi. Il capitale però non sta uscendo dalla tecnologia. Sta solo cambiando cavallo: meno piattaforme e software maturi, più chip, memoria, hardware e infrastruttura AI. Il rischio è che molti portafogli globali scoprano di non essere davvero diversificati. Erano semplicemente pieni della stessa fede. https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_from-mag7-to-lag7-per-anni-il-mercato-share-7475172367460315136-krD9/?utm_source=social_share_send&utm_medium=member_desktop_web&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM

SpaceX • SpaceX continua a scendere in pre market e rischia di tornare sotto i 2 trilioni di dollari di capitalizzazione. Il
SpaceX • SpaceX continua a scendere in pre market e rischia di tornare sotto i 2 trilioni di dollari di capitalizzazione. Il titolo è arrivato intorno a 147 dollari, quindi sotto il prezzo di apertura del primo giorno a 150 dollari. In tre sedute ha bruciato oltre 600 miliardi di dollari di valore, di cui circa 400 miliardi solo lunedì. Per dare un’idea della dimensione: è la seconda maggiore distruzione giornaliera di market cap mai registrata, dietro solo al crollo da circa 590 miliardi di Nvidia dello scorso anno. • Il punto centrale è che il mercato sta iniziando a guardare SpaceX non solo come una storia di crescita, ma anche come una storia di finanziamento. La società vuole raccogliere almeno 20 miliardi di dollari tramite bond investment grade per finanziare le sue ambizioni nell’intelligenza artificiale. Tradotto in modo semplice: il mercato si sta chiedendo quanta crescita futura sia già prezzata nel titolo e quanta liquidità servirà ancora per costruire infrastruttura AI, satelliti, capacità computazionale e nuovi progetti. • SpaceX non è un caso isolato. Negli ultimi mesi anche Alphabet, Amazon, Meta, Oracle e altri colossi tech hanno usato il mercato del debito per finanziare la corsa all’AI. Finché i tassi restano alti e le valutazioni sono tirate, ogni nuova emissione di debito può diventare un segnale ambiguo: da un lato mostra ambizione e accesso al capitale; dall’altro ricorda agli investitori che l’AI non è gratis, e che per trasformare le promesse in infrastruttura servono decine, se non centinaia, di miliardi. Il vero tema non è se SpaceX resti una grande azienda. Il tema è che anche le storie più amate dal mercato, quando arrivano a valutazioni estreme, diventano vulnerabili appena gli investitori iniziano a chiedersi quanto costerà davvero finanziare la prossima fase di crescita.

⚠️ BREAKING NEWS | Nasdaq futures -2%, crollano i titoli AI. Il mercato inizia a mettere in discussione il tema che ha traina
⚠️ BREAKING NEWS | Nasdaq futures -2%, crollano i titoli AI. Il mercato inizia a mettere in discussione il tema che ha trainato tutto il rialzo del 2026. • I future sul Nasdaq 100 perdono oltre il 2%, l’Asia cede il 3,4% e il Kospi sudcoreano precipita oltre il 9%, costringendo le autorità a sospendere temporaneamente le contrattazioni. • Sotto pressione soprattutto semiconduttori e AI. Il mercato guarda ora ai conti di Micron di mercoledì. Dopo un rialzo superiore al 300% nel 2026, la trimestrale viene vista come un test cruciale per capire se la narrativa AI può continuare a giustificare prezzi e multipli attuali. • Sullo sfondo resta il Giappone: lo yen è vicino ai minimi dal 1986 e cresce l’attenzione per possibili interventi dopo il colloquio tra il ministro delle Finanze giapponese e il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent. Un eventuale unwind del carry trade resta uno dei rischi più sottovalutati per i mercati globali. • Petrolio in calo sotto 77 dollari grazie ai progressi nei colloqui USA-Iran, ma il mercato oggi sta ignorando la buona notizia sull’energia e guarda quasi esclusivamente alla debolezza del settore tecnologico.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Dentro i mercati, oltre i titoli. 23 giugno 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 -0,34% (7.475), Nasdaq 100 -0,19% (30.347), Dow Jones +0,29% (51.713), Russell 2000 +0,78% (3.003) Europa: EuroStoxx 50 +0,35% (6.315), DAX +0,66%, CAC -0,25%, FTSE MIB -0,10% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Real Estate +1,38%, Energy +1,23%, Health Care +0,90% Bottom 3: Communication Services -3,83%, Consumer Discretionary -2,33%, Consumer Staples -0,68% –– Takeaway veloci –– • Seduta mista a Wall Street: Nasdaq e S&P 500 deboli, Russell e Dow positivi. • Il petrolio chiude in forte calo dopo i progressi nei colloqui USA-Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz. • Washington concede all’Iran una licenza temporanea di 60 giorni per produzione, consegna e vendita di petrolio. • I Treasury vendono su tutta la curva nonostante il greggio in calo: il mercato torna a prezzare una Fed più restrittiva. –– Macroeconomic Data –– • I rendimenti USA salgono: 2 anni al 4,236%, 10 anni al 4,509%. –– Specifiche azioni –– • Alphabet: titolo sotto pressione dopo l’uscita di John Jumper da DeepMind verso Anthropic. • Micron: accordo strategico con Anthropic per infrastrutture AI di nuova generazione. • Apple: possibili aumenti dei prezzi dei dispositivi per scarsità di DRAM e NAND legata alla domanda AI. • SpaceX: crollo oltre il 15%, continua lo sgonfiamento dell’euforia post-IPO. –– Focus del giorno –– Il mercato sta cambiando nemico: addio Iran, benvenuta Fed La parte più interessante della giornata non è il calo del petrolio. È il fatto che i Treasury abbiano continuato a vendere anche con il petrolio in forte ribasso. Se il mercato fosse ancora spaventato soprattutto dalla guerra, dal rischio Hormuz e dallo shock energetico, il movimento naturale sarebbe stato questo: petrolio giù, inflazione attesa giù, rendimenti giù. Invece è successo il contrario. WTI e Brent sono scesi perché lo Stretto resta aperto, i negoziati USA-Iran sembrano andare avanti e Washington ha concesso all’Iran una licenza temporanea per vendere petrolio. Quindi il rischio “energia fuori controllo” si è ridotto. Ma i rendimenti USA sono saliti lo stesso. Questo ci dice che il mercato obbligazionario sta smettendo di prezzare solo la geopolitica e sta tornando a guardare la Fed. E la Fed di Warsh, oggi, è molto meno amichevole di quella che il mercato sperava: meno promesse di tagli, più attenzione all’inflazione, più tolleranza per rendimenti alti. Per l’azionario questo è un passaggio delicato. Finché il problema era l’Iran, bastava una buona notizia diplomatica per far rientrare il rischio. Ma se il problema torna ad essere la Fed, il discorso cambia: multipli elevati, tecnologia cara e Nasdaq molto tirato diventano più vulnerabili. La guerra può anche raffreddarsi. La guerra può anche raffreddarsi. I tassi, per ora, no. E attenzione anche al Giappone. Nelle ultime ore c’è stata una telefonata tra il ministro delle Finanze giapponese Katayama e il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent sul tema yen. Un segnale che il mercato sta monitorando con crescente attenzione. Perché? Se Tokyo dovesse intervenire per sostenere la valuta, gli effetti potrebbero estendersi ben oltre il mercato valutario e arrivare fino ai Treasury americani e a Wall Street. Ne parliamo qui: [https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_giappone-sei-tornato-se-oggi-chiedessimo-activity-7475066181910122496-vzTF?utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_source=social_share_send&utm_campaign=copy_link] ~About Markets

⚠️ BREAKING NEWS | Futures USA sotto pressione: Nasdaq futures -1%, S&P 500 futures -0,5% • La debolezza parte ancora una vol
⚠️ BREAKING NEWS | Futures USA sotto pressione: Nasdaq futures -1%, S&P 500 futures -0,5% • La debolezza parte ancora una volta dal settore tecnologico. Alphabet ha guidato il ribasso ieri e la vendita sui megacap continua anche nel pre-market, con prese di profitto diffuse dopo il forte rally degli ultimi mesi. • I rendimenti obbligazionari continuano a salire. Un Fed più aggressivo e tassi elevati per più tempo stanno aumentando la pressione sulle valutazioni dei titoli growth, soprattutto sul Nasdaq. • SpaceX continua a crollare. Il titolo ha perso il 16% ieri e oltre il 23% in tre sedute, cancellando più di 600 miliardi di dollari di capitalizzazione dopo l’annuncio della prima emissione obbligazionaria investment grade per finanziare i progetti AI. • Sul fronte geopolitico emergono nuove crepe nei colloqui USA-Iran. Vance aveva parlato di progressi significativi e del possibile ritorno degli ispettori nucleari, ma Teheran smentisce categoricamente e afferma di non aver discusso alcun nuovo impegno sul nucleare. L’incertezza sta limitando la propensione al rischio degli investitori. • Anche l’Asia sta contribuendo al clima di avversione al rischio. L’indice MSCI Asia perde oltre l’1%, mentre il Kospi sudcoreano crolla di quasi il 5%, interrompendo il recente entusiasmo sul comparto tecnologico. • Attenzione anche al Giappone. Lo yen è vicino ai minimi degli ultimi 40 anni e il ministro delle Finanze giapponese ha parlato con il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent. Il mercato interpreta il colloquio come un segnale che Tokyo potrebbe intervenire nuovamente per sostenere la valuta. Perché conta? L’ultimo intervento valutario giapponese è costato oltre 70 miliardi di dollari ed è stato probabilmente finanziato anche attraverso la vendita di Treasury americani. Se il Giappone dovesse tornare sul mercato, la pressione sui rendimenti USA potrebbe aumentare ulteriormente, creando un altro problema per le azioni growth e per il Nasdaq. Questa mattina non esiste un singolo colpevole. È la combinazione di rendimenti in salita, prese di profitto sulle Big Tech, tensioni geopolitiche ancora irrisolte, debolezza asiatica e timori legati al Giappone. SpaceX e Alphabet stanno attirando i titoli dei giornali, ma il rischio più interessante da monitorare potrebbe essere proprio Tokyo: se il Giappone dovesse intervenire sullo yen, gli effetti potrebbero arrivare rapidamente anche sul mercato obbligazionario americano. ~ About Markets

⚠️ BREAKING NEWS | SpaceX crolla del 10,5% sotto i 166 dollari. In 72 ore il titolo ha bruciato circa 800 miliardi di dollari
⚠️ BREAKING NEWS | SpaceX crolla del 10,5% sotto i 166 dollari. In 72 ore il titolo ha bruciato circa 800 miliardi di dollari di capitalizzazione. Dopo l’euforia dell’IPO, il mercato sta iniziando a prezzare una domanda molto semplice: quanto futuro era già dentro al prezzo?

⚠️ BREAKING NEWS | Gli Stati Uniti hanno concesso all’Iran una licenza generale che autorizza fino al 21 agosto la produzione, la consegna e la vendita di petrolio, prodotti petrolchimici e derivati di origine iraniana. • Per la prima volta dal 2018, il petrolio iraniano può tornare ufficialmente sui mercati globali senza le precedenti restrizioni che ne limitavano esportazione e commercializzazione. • La misura rappresenta uno dei passaggi più importanti dell’accordo temporaneo USA-Iran firmato nei giorni scorsi, insieme alla riapertura dello Stretto di Hormuz e all’allentamento di alcune sanzioni energetiche. • Per il mercato significa potenzialmente più offerta di greggio disponibile nei prossimi mesi, un fattore che continua a esercitare pressione ribassista sui prezzi del petrolio. Sembra che la fine di questo conflitto stia andando solo ed esclusivamente a favore dell’Iran.