About Markets
رفتن به کانال در Telegram
Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets
نمایش بیشترکشور مشخص نشده استدسته بندی مشخص نشده است
2 557
مشترکین
+524 ساعت
+167 روز
+1630 روز
آرشیو پست ها
2 557
Secondo Polymarket, i Democratici sono ora favoriti per riconquistare il Senato (51% di probabilità) e la Camera (85% di probabilità) nelle elezioni di metà mandato
2 557
Trump al New York Post: “la mia missione era impedire all'Iran di possedere un'arma nucleare, e ci sono riuscito.”
2 557
‼️🚨⚠️ BREAKING | L’Iran apre alla fine della guerra, mercati reagiscono
• Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran è pronta a porre fine al conflitto, ma solo a condizione di ottenere garanzie concrete sulla sicurezza e sugli interessi nazionali
• Le richieste iraniane includono tipicamente: fine delle ostilità, riconoscimento dei diritti iraniani e garanzie contro futuri attacchi
• La notizia arriva dopo settimane di escalation e negoziati indiretti → primo segnale chiaro di possibile de-escalation reale
• Reazione immediata dei mercati: futures azionari in forte rialzo, coerente con precedenti movimenti su notizie di tregua
2 557
⚠️ BREAKING | Italia e Spagna prendono le distanze dalle operazioni USA in Iran
L’Italia ha negato l’atterraggio a un aereo militare statunitense in una base nazionale, citando “mancanza di autorizzazione” e “natura non ordinaria della missione”.
La decisione arriva a poche ore da quella della Spagna, che ha chiuso basi e spazio aereo ai velivoli USA coinvolti negli attacchi contro l’Iran, definendo l’operazione priva di copertura giuridica internazionale.
Segnale chiaro: parte dell’Europa sta iniziando a smarcarsi operativamente dal conflitto, aumentando il rischio di frizioni all’interno del blocco occidentale.
2 557
ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
31 marzo 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 −0,39% (6.344), Nasdaq 100 −0,78% (22.953), Dow Jones +0,11% (45.217), Russell 2000 −1,51% (2.413)
Europa: EuroStoxx 50 +0,70%, FTSEMIB +1,02%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Financials +1,10%, Utilities +0,66%, Consumer Staples +0,57%
Bottom 3: Industrials −1,61%, Technology −1,49%, Energy −0,87%
⸻
–– Market Snapshot – aggiornamento in tempo reale ––
S&P 500 +0,76% (6.436,75)
EuroStoxx 50 +0,70% (5.540,0)
Oro +1,16%
Silver +2,95%
Brent −1,33% (107,19 $)
–– Driver principali & Reazioni dei mercati ––
La seduta di ieri è stata ancora una volta dominata dal binomio guerra + inflazione energetica. Una parte del mercato inizia a guardare non solo al rischio inflazione, ma anche al possibile rallentamento della crescita.
Sul fronte geopolitico, il messaggio è stato profondamente contraddittorio.
- Da un lato Trump ha detto che i colloqui con l’Iran starebbero facendo progressi.
- Dall’altro ha minacciato esplicitamente di colpire infrastrutture energetiche iraniane e l’isola di Kharg se non si arriverà presto a un accordo.
Mentre una parte del mercato prova a leggere queste indiscrezioni come un passo verso il contenimento del conflitto, altre notizie vanno nella direzione opposta. Secondo il Washington Post, Arabia Saudita, Emirati, Kuwait e Bahrain starebbero spingendo privatamente Trump a continuare la guerra, sostenendo che l’Iran non sia stato ancora indebolito abbastanza.
–– Macroeconomic Data ––
• Powell ha ribadito che la Fed è in una posizione di wait and see
• Powell stima che i dazi possano aggiungere circa 0,5%-1,0% all’inflazione una tantum
–– Specifiche azioni ––
• Meta: Morgan Stanley l’ha aggiunta alla lista dei titoli preferiti
• CrowdStrike: upgrade a Outperform da Wolfe Research
• Eli Lilly: collaborazione con Insilico per la scoperta di farmaci fino a 2,75 mld $
• AMD: rating alzato ad Accumulate da Philips Securities
–– Prossimi eventi da monitorare ––
• USA: JOLTS oggi, poi NFP e ISM più avanti in settimana
• Asia: CPI Tokyo, PMI cinesi, Tankan BoJ
–– Focus del giorno ––
Trump cambia obiettivo: non più Hormuz, ma uscita veloce
La notizia chiave di oggi è:
Trump sarebbe disposto a chiudere la guerra anche senza riaprire lo Stretto di Hormuz.
Questo cambia completamente la struttura del conflitto.
Fino a ieri, il mercato ragionava così:
fine guerra = riapertura Hormuz = normalizzazione petrolio.
Oggi quella relazione si rompe.
La strategia americana, secondo il WSJ, è diventata molto più pragmatica:
colpire marina e missili iraniani, dichiarare “missione compiuta” e uscire rapidamente dal conflitto, lasciando eventualmente ad alleati (Europa e Golfo) il problema di riaprire lo stretto.
In pratica gli Stati Uniti potrebbero disaccoppiare la fine della guerra dalla normalizzazione energetica.
Ed è qui che nasce il vero problema per i mercati.
Perché Hormuz non è un dettaglio: parliamo di circa il 20% del petrolio globale.
Se resta anche solo parzialmente bloccato:
• l’offerta energetica globale resta sotto pressione
• i prezzi del petrolio restano strutturalmente elevati
• l’inflazione diventa più persistente
• la crescita globale rallenta
In altre parole, potremmo entrare in uno scenario paradossale:
fine della guerra sui titoli dei giornali, ma shock economico ancora pienamente attivo nei mercati.
E infatti si vede già nel price action:
equity provano a rimbalzare sulla speranza di de-escalation,
ma oro, bond e commodities stanno dicendo che il problema non è finito.
Con questa notizia il focus non è più la fine della guerra ma di gestione dell’uscita dalla guerra.
E questa fase, storicamente, è spesso quella più sottovalutata dai mercati.
Ne vedremo delle belle.
https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_fine-della-guerra-le-ultime-indiscrezioni-share-7444611287516598272-okna?utm_source=social_share_send&utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_campaign=copy_link
~ About Markets
2 557
⚠️ BREAKING | Microsoft verso una serie negativa storica: 8 mesi consecutivi sotto l’S&P 500
• Il titolo è sulla strada per sottoperformare l’S&P 500 per l’ottavo mese consecutivo: sarebbe la peggior streak mai registrata
• Pressione su due fronti: capex AI in forte aumento + crescente scetticismo di Wall Street sui ritorni di questi investimenti
• Il settore software resta sotto pressione: il mercato teme che l’AI possa erodere modelli di business tradizionali e pricing power
• Segnale tecnico rilevante: il titolo si è allontanato dalla media a 200 giorni come non accadeva dal 2008, secondo Jefferies
• Breve rimbalzo (+1,3%), ma il contesto resta fragile dopo i minimi da aprile 2025
Il mercato sta iniziando a chiedersi non se l’AI funzionerà, ma quando inizierà davvero a pagare — e nel frattempo, la pazienza sugli hyperscaler si sta riducendo.
2 557
ISOLA DI KHARG
▪️Perché Trump vuole colpire l’isola di Kharg?
• L’isola di Kharg è fondamentale per l’Iran: da lì parte circa il 90% del petrolio esportato.
• Se gli Stati Uniti la controllassero o la distruggessero, potrebbero bloccare quasi tutte le entrate petrolifere iraniane.
• Questo metterebbe molta pressione sull’economia dell’Iran e potrebbe costringerlo a negoziare.
▪️Cosa succederebbe se gli USA attaccassero davvero?
• Gli Stati Uniti stanno mandando più soldati nella zona, quindi si parla anche di possibile invasione via terra.
• Se riuscissero a prendere Kharg, potrebbero fermare circa 1,5 milioni di barili al giorno di esportazioni.
• L’Iran ha altri terminali, ma sono molto meno importanti e poco utilizzati.
▪️Qual è il problema? (i rischi)
• Un’invasione sarebbe molto pericolosa: più morti tra soldati e civili.
• Le navi e gli aerei USA potrebbero essere colpiti da missili, droni o mine iraniane.
• L’Iran potrebbe reagire distruggendo da solo le proprie infrastrutture pur di non farle usare agli USA.
• Rischio concreto di guerra più lunga e più ampia.
▪️Impatto sul petrolio e sui mercati
• Se Kharg viene colpita, il petrolio potrebbe salire ancora (già sopra i $100).
• Anche se l’Iran pesa solo ~3% della produzione globale, il suo export è comunque molto rilevante.
• La Cina, che compra molto petrolio iraniano, dovrebbe cercare altre fonti.
• Possibili attacchi anche ad altre infrastrutture energetiche → mercati ancora più instabili.
• Prezzi più alti dell’energia = più inflazione globale.
▪️Perché Kharg è così importante (in pratica)
• È un enorme hub dove il petrolio arriva tramite pipeline.
• Può stoccare fino a 30 milioni di barili.
• Può caricare milioni di barili al giorno sulle petroliere.
• In poche parole: è il cuore del sistema petrolifero iraniano.
Colpire Kharg significa colpire direttamente il portafoglio dell’Iran.
Ma farlo rischia di trasformare una guerra già complessa in qualcosa di molto più grande — con effetti immediati su petrolio, inflazione e mercati globali.
2 557
Aumentiamo componente azionaria del 10% su fondi e gpm multiasset azionaria
I fondi possono essere coperti con futures in qualunque momento.
Mentre la multiasset azionaria ha 45% di liquidità, giusto iniziare ad accumulare.
In questo momento i titoli tech ha un premio per il rischio uguale al S&P 500, non succedeva dal 2022.
2 557
⚠️ BREAKING | Iran fa pagare il “dazio” sull’autostrada di Hormuz: petrolio in shock
• L’Iran sta preparando pedaggi sullo Stretto di Hormuz, formalizzando un controllo già in atto: le navi dovranno fornire dati sensibili e pagare per transitare. È, di fatto, una militarizzazione economica del traffico energetico globale.
• Il Brent ora area $107 (dopo i picchi sopra $115–116) e resta in forte tensione. Société Générale alza le stime: possibile $125 ad aprile se lo stretto resta bloccato.
• Il traffico nello stretto è crollato: ~6 navi al giorno vs ~135 normali. L’80% delle petroliere in uscita è legato all’Iran → controllo quasi totale dei flussi.
• Sul campo: attacchi incrociati USA–Israele vs Iran, missili iraniani nel Golfo, tensioni in Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati. Gli Houthi tornano attivi → rischio estensione anche al Mar Rosso.
• Mercati: Treasury in rally (flight to safety) e supporto alle azioni, ma con un messaggio chiaro → il mercato sta iniziando a prezzare rallentamento economico + shock energetico.
• Politica: Teheran definisce le richieste USA “illogiche”. Trump parla di fine guerra “vicina”, ma contemporaneamente apre allo scenario estremo: controllo diretto del petrolio iraniano (isola di Kharg).
2 557
About Markets – Rassegna di inizio settimana
Il mercato sta entrando in una settimana estremamente densa, sia sul fronte macro che su quello geopolitico. E le due cose, ancora una volta, non sono separabili.
⸻
Sul piano geopolitico, arrivano segnali molto chiari ma anche molto complessi da interpretare.
Secondo Channel 12, Israele non parteciperà con truppe di terra a un’eventuale invasione americana dell’Iran. Non è una novità storica, anzi: è uno schema che si è ripetuto più volte negli ultimi decenni. Dall’Iraq nel 2003, all’Afghanistan post-11 settembre, fino a Libia e Siria, il coinvolgimento israeliano è stato indiretto — intelligence, supporto strategico — mentre il peso operativo è rimasto in capo agli Stati Uniti.
Non è una questione ideologica, ma di calcolo strategico: beneficiare di un riequilibrio regionale senza esporsi direttamente a costi militari, politici e umani. In questo senso, anche quanto sta emergendo oggi sull’Iran si inserisce in una continuità piuttosto chiara.
⸻
Nel frattempo, il livello di tensione resta elevato.
Secondo il WSJ, l’amministrazione Trump starebbe valutando un’operazione militare per mettere in sicurezza circa 1.000 libbre di uranio in Iran. Un’operazione definita “complessa e rischiosa”, che implicherebbe la presenza di forze americane sul territorio per giorni, se non più a lungo.
Ad oggi, però, non esistono ancora negoziati diretti tra Stati Uniti e Iran per una de-escalation.
⸻
Sul fronte militare, un altro dato da monitorare: gli Stati Uniti hanno ormai oltre 50.000 soldati dispiegati in Medio Oriente (fonte NYT).
Ma lo stesso NYT sottolinea un aspetto fondamentale: l’Iran è un Paese da 93 milioni di abitanti, con una complessità territoriale e militare enorme. Pensare di controllarlo o stabilizzarlo con un contingente di queste dimensioni è, di fatto, irrealistico. Altro che operazione “rapida”.
⸻
Interessante anche il tono della comunicazione iraniana.
Lo Speaker del Parlamento ha rilasciato una dichiarazione molto particolare, quasi ironica ma con un fondo di verità operativa: il pre-market americano, spesso guidato da “notizie” o narrative, sarebbe un indicatore contrario — quando il mercato viene spinto in una direzione, spesso il movimento reale è l’opposto.
Al di là della provocazione, il messaggio è chiaro: in questa fase il mercato è estremamente guidato da flussi e positioning più che da fondamentali.
⸻
E infatti, i primi segnali si vedono già in Asia.
Il mercato giapponese ha perso quasi il 5%, mentre cresce la pressione sulla componente energetica. L’impatto si sta trasmettendo anche alle materie prime industriali.
Gli attacchi iraniani a impianti di alluminio in Medio Oriente stanno mettendo sotto stress un mercato già fragile. Player come Emirates Global Aluminium e Aluminium Bahrain hanno riportato danni, e il rischio è quello di una catena di tagli alla produzione nelle prossime settimane.
Il problema è che le scorte globali sono già basse. Questo significa che eventuali shock possono tradursi rapidamente in spike di prezzo, andando a colpire direttamente il settore manifatturiero, già sotto pressione per il costo dell’energia.
⸻
Calendario della settimana:
Al momento i futures sono stabili, con il conflitto Iran–USA arrivato al giorno 30. Ma soprattutto, è una settimana macro di primo livello:
• Lunedì: intervento di Powell
• Martedì: Consumer Confidence + JOLTS
• Mercoledì: ADP + Retail Sales
• Venerdì: Non-Farm Payrolls
⸻
Tiriamo le somme
Il punto vero è questo: il mercato ha iniziato a prezzare uno scenario migliore di quello che, oggi, emerge dai fatti.
Finché la narrativa resta orientata alla de-escalation, gli asset rischiosi tengono. Ma basta poco — un cambio di tono, un evento sul terreno, o una sorpresa macro — per riaprire volatilità in modo violento.
Siamo in una fase in cui headline, positioning e macro si stanno sovrapponendo. Ed è esattamente questo tipo di contesto che richiede più disciplina del normale.
Buon inizio settimana a tutti.
~ About Markets
2 557
⚠️ BREAKING | Volodymyr Zelenskyy atterra negli Emirati Arabi Uniti e firma accordi di cooperazione militare con il presidente MBZ, dopo l’intesa già siglata con l’Arabia Saudita: l’Ucraina esporta difesa anti-drone in cambio di missili avanzati.
• Deal rivoluzionario: Kyiv offre fino a 1.000 intercettori drone “Sting” al giorno (~$2.100 ciascuno) ai paesi del Golfo in cambio di missili Patriot missile system, di cui ha forte carenza
• Ribaltamento totale del modello: il Paese che non riceve abbastanza armi dagli USA diventa fornitore per gli alleati americani → inversione completa delle dinamiche di dipendenza militare
• Economia della guerra (numeri chiave):
• Gli USA hanno sparato 943 Patriot in 4 giorni (~$3,9M ciascuno) → ~$3,68 miliardi di costo difensivo
• Produzione annua ≈ consumata in 96 ore → forte collo di bottiglia industriale
• L’Iran produce ~10.000 droni Shahed/mese (costo $20k–$50k) → rapporto costi ~114:1 a favore dell’attaccante
• Con gli intercettori ucraini il rapporto si ribalta a ~10:1 → difesa torna sostenibile
• Scalabilità ucraina: capacità stimata fino a 30.000 intercettori/mese, circa 3x la produzione iraniana → vantaggio industriale oltre che tecnologico
• Domanda globale esplosiva: oltre 11 paesi hanno richiesto supporto; più di 200 specialisti ucraini già operativi tra UAE, Qatar, Arabia Saudita, Kuwait e Giordania
• Sistema difensivo integrato: rete radar + guerra elettronica + intercettori low-cost → efficacia >95% contro ondate di ~1.000 droni/giorno
• Pressione su Washington: il Pentagon sta riallocando $750M di Patriot verso il Golfo, riducendo le forniture a Kyiv
• Messaggio strategico di Zelensky: “Non bastano Patriot e THAAD” → il vero vantaggio oggi è l’esperienza operativa ucraina nella guerra dei droni
• Contesto geopolitico: Medio Oriente in pieno riarmo difensivo dopo gli attacchi iraniani; Hormuz sotto pressione → accelerazione degli investimenti in air defense
Implicazioni: questa è una disruption strutturale nel settore difesa. Non vince chi ha il missile più sofisticato, ma chi abbassa drasticamente il costo per intercettazione. L’Ucraina sta ridefinendo le regole del gioco — e questo avrà impatti diretti su budget militari, procurement e leadership industriale globale.
https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_economia-di-guerra-breaking-lucraina-arma-activity-7443737058029760512-WL3r?utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_source=social_share_send&utm_campaign=copy_link
2 557
Chiudiamo short futures sui fondi, circa 25%.
Pensiamo che l’ipervenduto potrebbe trovare un piccolo rimbalzo per testare i supporti rotti che sono ora resistenze, per poi riaprire
2 557
Correva l’anno…
⚠️ BREAKING | Il Nasdaq 100 entra ufficialmente in correzione: -10% dal massimo di ottobre 2025.
Questo livello coincide, non a caso, con la fase in cui avevamo iniziato ad alleggerire progressivamente l’esposizione azionaria sia nei fondi che nelle gestioni patrimoniali. Tutti i passaggi sono stati condivisi in tempo reale qui sul canale e restano verificabili a ritroso (come il messaggio vocale che abbiamo ripescato del 17 ottobre 2025).
Da allora l’allocazione equity è stata ridotta in modo disciplinato; nelle ultime settimane abbiamo iniziato a ricostruire gradualmente alcune posizioni, mantenendo però ancora un buffer di liquidità significativo da impiegare nelle prossime fasi di mercato.
Grazie mille per la fiducia.
Questo è il nostro modo di lavorare, ed è ciò che nel tempo ci consente di posizionarci meglio in termini di performance rispetto ai benchmark.
2 557
⚠️ BREAKING | I titoli cybersecurity scendono nel premarket USA dopo che Fortune ha riportato che Anthropic sta testando un nuovo modello AI con capacità cyber avanzate e potenziali rischi significativi. CrowdStrike -6,0%, Palo Alto -4,6%, Zscaler -4,7%, Fortinet -4,0%, Okta -4,3%, mentre il Global X Cybersecurity ETF perde il 2,7%.
2 557
Comunicazione operativa:
Da ieri, sui fondi, siamo short su futures Nasdaq e Eurostoxx 50 al 25%.
2 557
⚠️ BREAKING | La Cina avvia due indagini commerciali contro gli Stati Uniti, in risposta diretta alle mosse dell’amministrazione Donald Trump, a poche settimane dal vertice con Xi Jinping.
Indagini su restrizioni USA (tech, supply chain, green trade) con durata fino a 9 mesi → base legale per possibili contromisure.
Escalation “controllata” prima del meeting di maggio, con Pechino che alza la leva negoziale.
Futures virano in negativo.
2 557
ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
27 marzo 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 −1,74% (6.477), Nasdaq 100 −2,38% (23.589), Dow Jones −1,01% (45.960), Russell 2000 −1,70% (2.493)
Europa: Euro Stoxx 50 −1,53% (5.563), DAX −1,64% (22.581), CAC 40 −0,98% (7.769), FTSEMIB −0,71% (43.702)
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Energy +1,56%, Utilities +0,23%, Real Estate 0,00%
Bottom 3: Communication Services −3,46%, Technology −2,74%, Industrials −2,32%
–– Market Snapshot – aggiornamento in tempo reale ––
S&P 500 +0,58% (6.562,75)
Nasdaq 100 +0,62% (23.942,25)
Euro Stoxx 50 +0,60% (5.590,2)
Hang Seng +0,70% (25.030,66)
Nikkei 225 −0,33% (53.428,17)
Oro +1,90% (4.461 $/oz)
Silver +2,50% (69,79)
Brent +0,41% (101,58 $)
EUR/USD +0,04% (1,1581)
–– Takeaway veloci ––
• Il mercato continua a prezzare una tregua tattica, non una pace vera: basta poco per riaccendere petrolio e volatilità.
• Bond e azioni hanno corretto insieme, segnale che il problema non è solo crescita ma anche inflazione da energia.
• Il dollaro resta forte, mentre yen e metalli preziosi tornano a funzionare da copertura.
• La risposta iraniana al piano USA conferma che la distanza negoziale resta enorme.
• La proroga di 10 giorni annunciata da Trump ha evitato il peggio nel brevissimo, ma ha anche spostato il rischio direttamente sulla prossima settimana.
–– Driver principali & Reazioni dei mercati ––
La seduta di ieri è stata dominata da un messaggio molto chiaro: il mercato non crede più alla narrativa lineare del “cessate il fuoco in arrivo”. Le azioni hanno corretto, il petrolio è tornato sopra i 100 dollari sul Brent, i rendimenti USA sono saliti e il VIX è risalito con forza. La combinazione è quella classica da risk-off con shock energetico: meno appetito per il rischio, più timore su inflazione e Fed.
Il nodo centrale resta il negoziato tra Stati Uniti e Iran. Teheran ha inviato la sua risposta al piano americano in 15 punti, ma continua a considerarlo troppo sbilanciato. In parallelo Trump alterna aperture e minacce: prima dice di non sapere se un accordo sia possibile, poi sospende per 10 giorni la distruzione delle centrali energetiche iraniane, sostenendo che i colloqui “stanno andando molto bene”. Poco dopo, però, l’Iran nega di aver chiesto questa pausa. Questo è il punto: la tregua verbale americana non coincide ancora con una vera de-escalation sul terreno.
Il mercato lo sta capendo. L’ottimismo di inizio settimana era costruito sull’idea che Trump potesse fare il classico passo indietro tattico. Ma qui il gioco non è unilaterale come sui dazi: il fischietto non è più solo a Washington. L’Iran sa di avere leva su petrolio, shipping, inflazione e rendimenti, e per questo non ha alcun incentivo evidente ad accettare rapidamente un accordo scritto alle condizioni USA.
–– Macroeconomic Data ––
• Initial Jobless Claims USA: 210k, in linea con le attese
• Continuing Claims: 1,819 mln, sotto le attese di 1,860 mln
–– Specifiche azioni ––
• Meta / Alphabet: condannate da una giuria di Los Angeles per negligenza nella gestione di prodotti ritenuti dannosi per minori; entrambe faranno appello.
• Micron / SanDisk / Western Digital / Seagate: ancora sotto pressione dopo il caso Google-TurboQuant, che ha riacceso il timore di minore intensità di memoria necessaria per alcuni workload AI.
• Qualcomm: downgrade di Bernstein a Market Perform.
• Adobe: downgrade di William Blair a Market Perform.
–– Focus del giorno ––
Trump put?
Il punto chiave di queste ore è che, mentre Trump parla di colloqui, il Pentagono starebbe valutando l’invio di fino a 10.000 soldati aggiuntivi in Medio Oriente per dare alla Casa Bianca più opzioni militari. Questo basta a spiegare perché il mercato non può leggere la proroga come vera distensione: diplomazia e preparazione bellica stanno avanzando insieme.
Trump ha rinviato da 5 a 10 giorni la scadenza per la ripresa degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane, fissando un nuovo limite al 6 aprile.
2 557
⚠️ BREAKING | Trump pausa gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane per 10 giorni (fino al 6 aprile)
• Secondo rinvio nel giro di pochi giorni
• Movimento arrivato con il 10Y US sopra ~4,40% (stress mercato)
• Il bond market sta guidando le decisioni più della geopolitica
