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⚡️🇮🇹🚨Le condizioni del ragazzo ferito a Bologna dalle FDO e rimasto a terra senza sensi sembrano essersi stabilizzate e si troverebbe attualmente in codice giallo.
🔗 Vox
📣 @chronocol.media
| 2 | https://t.me/smash_repression/6794 | 1 |
| 3 | ⚡️🇮🇹🚨Le condizioni del ragazzo ferito a Bologna dalle FDO e rimasto a terra senza sensi sembrano essersi stabilizzate e si troverebbe attualmente in codice giallo.
🔗 Vox
📣 @chronocol.media | 1 |
| 4 | Sin texto... | 1 492 |
| 5 | Bologna. Un ragazzo è stato ferito dalla polizia che, dopo averlo buttato a terra, gli avrebbe fatto sbattere la testa, facendogli perdere i sensi, secondo il racconto dei manifestanti. La giornalista di Rete 4, invece, si è inventata che il ragazzo fosse scivolato da solo, venendo smentita dagli stessi manifestanti. | 283 |
| 6 | "...Arriva il punto in cui il tappo salta.
A farlo saltare sono ragazze e ragazzi giovanissimi ma salta per tutti. Così che d’improvviso scopriamo un Paese in pieno fermento, con studentesse e studenti in lotta per le loro scuole e Università, agricoltori e autotrasportatori che si ribellano a un governo presunto amico, centinaia di vertenze aperte nei luoghi di lavoro, uno sciopero generale in vista. A scoprirlo all’improvviso non è solo il governo che vede crollare le speranze di pace elettorale a costo zero (zero come le risorse a disposizione per l’ultima legge di bilancio) ma anche l’opposizione, sorpresa in un dibattito ombelicale sulla leadership.
Non è un caso che la sveglia la diano quei giovani che Meloni aveva individuato da subito come una minaccia, fin dal primo decreto anti rave passando per l’infinita serie dei decreti sicurezza. E ora prosegue con la stessa ricetta: se la prima risposta del governo alle piazze del fine settimana è stata più soldi e più armi alle forze dell’ordine, la seconda è adesso rivolgere verso i manifestanti le baionette dei soldati che sono in strada a guardia dei borseggiatori.
Eccola qui, dunque, la minaccia. Sono i giovani esclusi dal benessere che scintilla davanti ai loro occhi; giovani di seconde e terze generazioni ghettizzati come corpi estranei quando, ora che giunge all’adolescenza la generazione dell’inverno demografico degli anni dieci, sono anche numericamente un pezzo decisivo del futuro del paese.
Sono stati violenti? Certamente, magari anche in forme che possono rivelarsi controproducenti, e certamente hanno resistito con maggiore vigore di un tempo agli apparati repressivi di piazza. Ma qui la sveglia è per tutti i commentatori scandalizzati e per i compilatori di liste di buoni e cattivi. Non hanno colto quanto violento è stato l’annuncio che non c’è più spazio per tutti in classe, che i compagni “stranieri” saranno separati dagli “italiani”? In quale mondo pacificato e non violento questi ordinatissimi signori vivono? Evidentemente non in quello dove la mattanza esibita di Gaza riempie le nostre giornate, dove i corpi dei migranti affiorano dal mare ed è colpa loro che se la sono cercata o di chi ha provato a soccorrerli, dove i droni in Ucraina ammazzano i civili in diretta mentre governanti e militari annunciano la guerra alle nostre porte, dove la brutalità rivendicata delle squadracce di Trump non risparmia nemmeno i bambini. Tutti pronti a cogliere l’attenzione dei manifestanti per i video quando si tratta di sfottere qualche selfie, dimenticano di quante immagini sanguinarie è fatta ogni giorno la politica degli adulti. E quale educazione fatalmente ne derivi.
Quella a cui assistiamo, ora anche in Italia, è innanzitutto una risposta alla violenza della marginalizzazione e delle disuguaglianze, violenza che prende a bersaglio soprattutto i più giovani. È una risposta non organizzata ma piena di contenuto politico – scuola, reddito, casa, futuro di altro non parlano – anche se scarta dall’agenda politica delle opposizioni. Meno male."
Andrea Fabozzi | 706 |
| 7 | 🤡🤡🤡 | 652 |
| 8 | Sin texto... | 660 |
| 9 | Hanno cambiato le piazze di domani
https://imginn.com/p/De1nxn6iDRN/ | 514 |
| 10 | LA REVOLTA: SI NO ENS DONEN SOLUCIONS, LES CONSTRUIM NOSALTRES
Hem obert un nou espai: La Revolta. Un espai per a les persones més vulnerabilitzades, per a la gent dels sindicats d’habitatge que ens ha donat suport i per a les persones sense sostre que conviuen amb nosaltres a l’Acampada pel Dret a l’Habitatge
Un espai per organitzar-nos, cuidar-nos i construir alternatives col·lectives davant d’una crisi de l’habitatge que condemna milers de persones a viure sense una llar mentre l’accés a un dret bàsic continua sotmès al negoci
Si les institucions no ens donen solucions, les construirem nosaltres mateixes. Des de l’organització, l’autogestió i el suport mutu, perquè només la classe treballadora pot alliberar la classe treballadora
La Revolta és això: convertir la solidaritat en força col·lectiva i demostrar que, quan ens organitzem, podem començar a construir allò que ens neguen.
C/ CALÀBRIA 177 - BARCELONA
✊🏼 Habitatge incondicional. Suport mutu. Organització i lluita.
@malditaultraderecha_chat | 601 |
| 11 | Ieri, a Belgrado, capitale della Serbia, si è verificata una gigantesca manifestazione organizzata dal movimento degli studenti, che da quasi due anni organizza proteste contro il governo. Il movimento studentesco ha anche presentato una propria lista per partecipare alle elezioni per il parlamento, in programma questa domenica. L’evento era stato pensato come conclusione della campagna elettorale ed è stato imponente: le stime dicono tra 150 mila e 200 mila persone arrivate da tutto il Paese. Il movimento degli studenti nacque nel novembre del 2024, in seguito al crollo della tettoia della stazione ferroviaria di Novi Sad, che provocò la morte di 16 persone. All’inizio chiedeva indagini trasparenti sull’incidente e misure contro la corruzione: man mano poi è cresciuto, fino a diventare il più grande movimento di protesta della storia recente della Serbia.
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| 12 | Il corteo di sabato 24 ottobre contro la repressione e il controllo é annullato.
Le piazze milanesi dello scorso fine settimana hanno aperto uno spazio di conflitto che a queste latitudini non si vedeva da anni. La rabbia che si è riversata nelle strade parla di carovita, precarietà, sfruttamento; di una vita sempre più difficile da sostenere e di un futuro che ci viene negato.
Non è una rabbia isolata. È il segno di contraddizioni che attraversano la società e che anni di politiche repressive sempre più stringenti non sono comunque riuscite a cancellare.
L’operazione del 16 giugno contro alcun× compagnx anarchicx si inserisce in questo scenario: mira infatti a colpire chi si organizza, chi costruisce solidarietà e chi mette in discussione l’esistente.
La repressione può limitare delle lotte, ma non può fermare la rabbia accumulata; anche se cerca di rompere la possibilità di trasformare il malessere individuale in una forza collettiva, le mutazioni sociali talvolta riescono a cogliere impreparato l'apparato repressivo. Sono molteplici le persone che decidono di ribellarsi e c’è sempre qualcuno che sfugge alle categorie repressive o che almeno trova un nuovo spazio d’azione. I giovani da tempo sono diventati una di queste categorie, ma nonostante ciò oggi stanno trovando il loro modo di esprimersi. È in questo momento che è importante sostenere chi come noi decide di agire e non rimanere a guardare, chi vede che le lotte pacifiche non sono più abbastanza.
Le lotte non sono tutte uguali, né devono esserlo, ma riconoscere i punti di contatto tra chi si ribella a condizioni di vita insostenibili e chi viene colpito per le proprie pratiche di lotta è necessario per non lasciare che la repressione isoli e frammenti ogni forma di opposizione.
Per questo, dato che ci sarà un'altra manifestazione in piazza Duomo, il 24 ottobre, decidiamo di annullare il corteo e non frammentare le piazze.
Riteniamo importante riconoscere la portata storica di ciò che si sta muovendo nelle strade di Milano e non solo, senza ignorare le nuove possibilità di incontro e conflitto che si possono aprire in questi momenti.
Annullare questo corteo non significa fare un passo indietro. La solidarietà non si esaurisce in una data specifica e la lotta contro la repressione non può essere separata dalla lotta contro le condizioni materiali che generano precarietà, sfruttamento e oppressione.
Solidarietà con chi lotta dentro e fuori le galere e in tutto il mondo.
Per la libertà.
Per la rivoluzione sociale. | 539 |
| 13 | Sin texto... | 603 |
| 14 | <<I nostri TG non dicono nulla, allora io riporto un testo integrale di un giornalista indipendente presente durante gli scontri :
Tirana: il popolo albanese ha deciso di riscrivere la sua storia. Reportage fotografico di Roberto Hajdari. Riportiamo le impressioni a caldo di Elon Miloti sulla seconda giornata di pesanti rivolte.
“Ieri, a #Tirana, il conflitto è proseguito non solo come il martedì, ma con un’intensità ancora maggiore. Fiamme e barricate. La giornata è iniziata con il boicottaggio delle lezioni da parte di studenti delle scuole superiori e universitari per scendere in strada. L’appuntamento studentesco per la manifestazione era fissato alle 14, ma spontaneamente la giornata è cominciata molto prima. Barricate, tentativi di sabotare i mezzi della repressione, ruote degli idranti lacerate. Prima tappa al Ministero dell’Istruzione, con un tentativo di incendiarlo. Scontri. L’atmosfera è elettrizzante, piena di entusiasmo, travolgente. Ragazze e ragazzi travisati salutano, in segno di rispetto, donne anziane che li sostengono. Arrivano le 14. Vengono incendiate le sedi di istituti di credito privati che hanno rovinato famiglie intere, portando a suicidi. Si fa irruzione, a spinta, nei palazzi governativi, usando pali sradicati e improvvisati come arieti. Divampano incendi nel Ministero dell’Economia, nel palazzo del Primo ministro e in Parlamento: principi d’incendio, poi spenti. Fa eccezione il palazzo del Ministero della Giustizia, incendiato, tra video virali e una folla che esulta. La protesta continua anche al calar del sole. Telecamere divelte. Nei quartieri popolari viene devastata la sede di Intesa Sanpaolo, che opera, né più né meno, come un istituto di credito oppressivo e neocoloniale. Distrutta la sede centrale della Banca di Tirana. Gli arresti vengono impediti. Ragazze con passamontagna che ballano con anziani in abito tradizionale. Scontri con le guardie: chi le dà, chi le prende. Scudi rubati, auto della polizia incendiate. Distrutto un commissariato, uno dei tanti in cui, in questi mesi, i manifestanti venivano portati senza alcun motivo né spiegazione. Trattenuti per ore, malmenati, mentre fuori li aspettavano amiche, solidali, compagni, gruppi di riferimento, familiari"
Liliana La Lili>> | 739 |
| 15 | Non si può più dire che delle proteste degli autotrasportatori non se ne stia parlando, a parlare sono gli scaffali vuoti e la paranoia dilagante del rimanere senza cibo. Ma il cibo c’è, è tutto intorno a noi, solo che non arriva nei supermercati, i luoghi dello smistamento al dettaglio della Grande Distribuzione Organizzata: l’elefante nella stanza. Elefante che non controlla solo il mercato agroalimentare, ma tutti i settori industriali e produttivi.
Quello della GDO è uno dei meccanismi fondanti del capitalismo contemporaneo, non un “semplice” modello economico ed industriale, ma vero e proprio cardine dell’organizzazione sociale tutta, su scala globale – un sistema estrattivo che si basa sullo sfruttamento e l’oppressione di molti a privilegio di pochissimi, favorito e sostenuto dalla violenza dei numerosi -ismi che ci separano tra noi (a questo servono), e quando non basta, dalle violenze (plurale!) dello Stato suo tutore. Se gli effetti della frustrazione, che sia dei giovani marginalizzati, delle soggettività razzializzate, del Meridione, ecc. hanno espressioni diverse e situate, ciò che ne permette una loro messa in discussione comprensiva è la critica pratica al capitalismo stesso, alle sue burocrazie, istituzioni e alla sua mentalità che abbiamo interiorizzato e che riproduciamo quotidianamente.
Spostare la nostra idea di vittoria o rivoluzione dalla conquista, che non sono mai permanenti (come non lo sono le sconfitte), ad una prospettiva di lunga durata durante la quale le persone — compresa la nostra — che vivono/attraversano/fuoriescono dalle crepe che creiamo si sentono rafforzate — e che quelle crepe si allargano, si moltiplicano e diventano sempre più difficili da chiudere — è un compito che non possiamo più rimandare.
“Lottare, è come essere innamoratx” | 460 |
| 16 | De Tekno AntiRep: Convergence des luttes "COMMUNIQUÉ DES ORGANISATEUR•ICES :
TEKNOPARADES REPORTÉES, APPEL À LA MOBILISATION NATIONALE POUR L’ACTE 2
Après un Acte 1 qui a rassemblé massivement partout en France ce samedi 17 octobre nous vous annonçons le report des TeknoParades.
Les lycéen•es d’Outre-Mer et de l’hexagone, puis les étudiant•es, se mobilisent depuis plusieurs semaines sans relâche lors des blocus et manifestations pour leur droit à étudier dans des conditions décentes. Dans un mouvement de convergence, des centaines de milliers de personnes sont descendues dans les rues le 17 octobre pour protester contre la vie chère et le saccage des services publics. En reponse : de nombreuses violences policières ont été commises, faisant des centaines de blessé·es, des personnes mutilées, et deux morts.
Face à cette mobilisation historique, l’État évoque la possibilité d’interdire toute manifestation susceptible de troubler l’ordre public. Depuis hier soir des couvre-feux ont été instaurés dans certaines villes.
Dans ce contexte, les sound systems, après de longues discussions dans les 5 villes, ont fait le choix de reporter la TeknoParade à une date ultérieure, non définie pour le moment.
Cette décision est principalement motivée par l’envie de ne pas invisibiliser la colère populaire et le mouvement contestataire national en cours en détournant une partie du public.
Aujourd’hui une mobilisation massive et la convergence des luttes dans les rues est nécessaire.
Dans tous les cas, il y a de grandes chances que les événements se voient interdire la veille par les préfectures, entraînant des frais pour les sounds systems.
Il s’agit également de ne pas exposer le public à des risques supplémentaires si les TeknoParades venaient à se retrouver prises dans des affrontements avec les forces de l’ordre.
Nous appellons donc teufeurs et teufeuses à se rassembler dans TOUTES LES VILLES DE FRANCE, à sortir du son pour sonoriser les cortèges, pour celles et ceux qui le veulent et le peuvent.
On fera entendre nos voix le weekend du 24 et tous les suivants, parce que nous nous battons pour quelque chose de bien plus grand que nous !
POUR VOUS, POUR NOUS, POUR LES AUTRES ET POUR LE PEUPLE 🏴☠️" | 1 518 |
| 17 | BENEFIT BIONIC
https://gofund.me/67d94d93f
Purtroppo, a seguito del bionic vol.4, è stato sequestrato un furgone,con casse e attrezzatura audio al suo interno,e conseguentemente denunciati gli organizzatori.
Le nostre crew si ritrovano improvvisamente senza le proprie casse, senza lo strumento con cui da sempre condividiamo musica, vibrazioni e momenti di libertà.
È un colpo duro, inutile nasconderlo. Chi vive questo mondo sa quanta passione, quanti sacrifici e quante ore di lavoro ci siano dietro ogni singolo pezzo di quella strumentazione. Vedersela portare via fa male.
Ma c'è una cosa che nessun sequestro potrà mai portarci via: lo spirito che ci unisce.
Un sound system non è fatto soltanto di amplificatori, cavi e legno. La musica prende vita grazie alle persone che ci ballano sotto, a chi sostiene la scena, a chi vive la festa come uno spazio di aggregazione e rispetto reciproco. La festa non la fa la cassa da sola: la festa la facciamo tutt* noi
Oggi vi chiediamo di stringervi attorno alle crew. Di far sentire che questa cultura è viva, forte e resistente, anche quando ci provano a spegnere il volume.
Per questo abbiamo aperto un crowdfounding,per aiutare le crew a sostenere le varie spese legali.
Nel frattempo, grazie a chiunque ci sta inviando un messaggio, un pensiero o una parola d'affetto. Non ci fermiamo.
STAY REBEL
BIONIC COLLECTIVE | 1 146 |
| 18 | ⚡️🇮🇹🔥 Gli operai dell’ex ILVA di Cornigliano, Genova, hanno occupato l’aeroporto Cristoforo Colombo per protestare contro la cassa integrazione e chiedere garanzie sulla continuità produttiva e occupazionale dello stabilimento.
🔗 Vox
📣 @chronocol.media | 682 |
| 19 | TRE ANNI SENZA CHIEDERE PERMESSO: FAREMO DELLE NOSTRE BANCHETTE BARRICATE
[…] Siamo convintx che difendere insieme ogni mese un luogo di scambio dove guardie e militari possano trovare terreno ostile sia parte di quel pensiero resistente che ci porta a realizzarci in modi imprevedibili. Nessun manganello potrà fermare il nostro desiderio di libertà. […]
Ci vediamo il 5 novembre.
https://senzachiederepermesso.tracciabi.li/2026/10/18/tre-anni-senza-chiedere-permesso-faremo-delle-nostre-banchette-barricate/ | 681 |
| 20 | 🔴🔴IF THE KIDS ARE UNITED,
⚫️⚫️THEY WILL NEVER BE DIVIDED
Dalla Francia, passando per l'Albania, fino in Italia, la rabbia aumenta e le piazze riprendono vita.
Nel Sud, dalla Calabria alla Sicilia, le proteste per il caro carburanti bloccano le strade e l'economia, gli studenti di tutta Italia occupano i loro licei e scendono in piazza, sull'esempio della Gen Z francese, e le proteste sul carovita esplodono anche al Nord come testimoniano le giornate di ieri a Milano, Torino e Genova.
Gruppi di appartenenza politica diversa, alcuni si definiscono addirittura apolitici, ma tutti accumunati dalla ormai consapevolezza che questo sistema non è più riformabile, ma soltanto sovvertibile!! | 687 |
