𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠
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La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.
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Con i suoi capelli scompigliati, gli stravaganti copricapo piumati, gli occhiali tondi, gli abiti da hippy e la Porsche dalla carrozzeria psichedelica (venduta all’asta alcuni anni fa per oltre un milione e mezzo di dollari), Janis Joplin era certamente quello che si dice ‘un personaggio’. Ma sotto l’apparenza da tigre sul palcoscenico c’era una donna che mostrava le sue fragilità, cantando di solitudine, di ferite e di self-distruction. “Sapeva che l’aura di auto-distruzione faceva parte del suo fascino. E sapeva di essere molto di più di una semplice cantante per i suoi contemporanei”, si legge in un lungo articolo del 1970 di Time Magazine. “Era un’eroina tragica, il cui carattere riassumeva tutte le contraddizioni, le frustrazioni, le disperazioni degli under 30”.
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Summertime” di Janis Joplin fu in quel periodo il simbolo di molte radio “libere veramente”: èun canto lugubre, accorato, premonitore urlo di unacantante già schiantata dall'eroina all'epoca dei fatti.Esso riassume o simboleggia lo sgomento e la sconfitta diuna generazione.
Un urlo che parte dall'interno del film e viene addosso,fino a confondersi con l'esplosione omicida.
Andate a 1:28:00 del film
E se non lo avete mai visto, guardatelo per intero.
Un capolavoro di Marco Tullio Giordana, reso immortale dai contenuti, dalla colonna sonora, e da un monumentale Luigi Lo Cascio❤️
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Summertime di Janis Joplin, la regina del blues, una della cantanti più influenti della storia della musica contemporanea.
Composta da George Gershwin per l’opera Porgy and Bess del 1935, Summertime è considerata da molti come una ninna nanna senza tempo, dall’approccio blues, dolce, che arriva direttamente al cuore.
Tantissime sono le cover di Summertime, tanto che si contende con Yesterday dei Beatles il titolo di canzone reinterpretata più volte.
Ma l’interpretazione a noi più cara è senz’altro quella di Janis Joplin, che prevede uno stile blues-rock e degli arrangiamenti significativi sia dell’intro che dell’assolo. Senza dubbio la versione più bella è quella che eseguì al Festival di Woodstock nel 1969, peraltro poco prima della sua prematura scomparsa.
Eccola di seguito ❤️
Buon ascolto con la meraviglia di Janis Joplin 🖤
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Per la rubrica Rock is Woman come non menzionare Madonna, diva indiscussa di tutto il patrimonio canoro che ancora oggi continua a collezionare un successo dopo l’altro.
Provocatrice e trasgressiva, la sua lunga carriera è un inno alla libertà, un invito a rifiutare le etichette imposte dalla società.
Madonna della promiscuità e degli eccessi sessuali ne fa la sua strada maestra, mischiando sacro e profano ed è proprio questo che rende il suo personaggio speciale.
True Blue pubblicato nel 1986, è stato l’album record della Regina del Pop, dove la cantante ci delizia con la sua autobiografia: parla dei suoi sogni, delle sue idee dell’amore, delle sue delusioni e del suo lavoro. Insomma un disco completamente ideato dalla cantante.
Da questo album estraiamo La Isla Bonita, che ancora oggi ci fa ballare e sognare.
Il brano parla di una donna che sogna di fuggire in un luogo esotico per sfuggire dalla realtà e ritrovare la pace.
In questa canzone Madonna esprime un desiderio di libertà, di evasione dalle preoccupazioni della vita quotidiana.
È il primo brano ad includere motivi spagnoli che diventeranno una costante nella musica dell’artista. Infatti ne fanno da cornice i suoni della chitarra spagnola, armonica, maracas e percussioni cubane.
Ringraziamo Mauro, utente del canale, per il video inedito del concerto The Celebration Tour dello scorso anno.
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Cristina Scabbia.
Grazie alla sua voce il metal made in Italy si è fatto conoscere nel mondo.
Milanese, con un passato da barista, la cantante è l’unica donna ad aver suonato sul main stage all’Ozzfest di Ozzy Osbourne e la prima ad aver ottenuto copertine su Terrorizer , Metal Hammer e Revolver Magazine che l’ha definita «hot chick in hard rock».
Essere una donna in una band metal nel 2024 comporta una serie di sfide uniche, ma negli anni '90 era una partita completamente diversa. In una nuova intervista, la frontwoman dei Lacuna Coil Cristina Scabbia ha parlato di com'è stato per lei quando i Lacuna Coil iniziarono nel 1994 e di come le cose sono cambiate da allora.
“Sento che le cose sono cambiate? Assolutamente si. Quando ho iniziato, non c'erano così tante band con una donna in formazione. Il metal era ancora un no per le donne, perché era una scena molto dominata dagli uomini. E lo è ancora, ma ovviamente ci sono molte più band con una donna in formazione, il che mi rende felice anche se siamo ancora visti in modo diverso.
“Non credo che succederà mai che saremo visti allo stesso modo, e in parte va bene così perché siamo diversi. Penso che siamo una specie di mondo diverso.
“Quello che non mi piace dell'essere una donna in un mondo dominato dagli uomini è il fatto che molto spesso veniamo giudicate dal nostro aspetto, cosa che capisco; molti ragazzi ottengono lo stesso. Ma per le donne è un po' come... diciamo che per i ragazzi, se hanno il look, è un vantaggio.
“Per le donne, se hanno il look, è un vantaggio in termini di attenzione mediatica; è un vantaggio in termini di - non so - persone che sbavano con te; ma non si aggiunge necessariamente al potenziale che già possiedi. Ed è un peccato, perché le persone non dovrebbero essere giudicate dal loro aspetto. Capisco che l'aspetto sia la prima cosa che vedi, ma sarebbe bello se fosse possibile andare oltre, soprattutto nella musica, dove lo strumento che suoni, la voce che spingi fuori dal tuo corpo e le sensazioni che provi che stai cercando di trasmettere con la tua musica sono le cose più importanti."
Buon ascolto con Cristina Scabbia e i Lacuna Coil
Grazie a Dea per questo suo contributo all'iniziativa "Marzo al Femminile" ❤️
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Dolores Mary Eileen O’Riordan nacque a Ballybricken il 6 settembre 1971 e morì a Londra 15 gennaio 2018
È stata la cantante, autrice e chitarrista dei Cranberries. Dopo aver lasciato la formazione, seppur non ufficialmente, intraprese una carriera da solista nel 2003, tornò poi nel gruppo nel 2009.
Il 18 luglio 1994 si unisce in matrimonio con Don Burton, tour manager degli inglesi Duran Duran.
Figlia di un fattore, Terence, e di Eileen, che si occupa di ristorazione nelle scuole, Dolores cresce in una famiglia profondamente cattolica.
Purtroppo già in tenera età ha iniziato ad essere vittima di abusi da parte di una persona “di fiducia”. Sicuramente queste sono ferite e traumi che le rimangono a vita, ma che per fortuna non ostacolano il suo amore per la musica che la accompagna sin da piccolina.
Proprio per questa sua passione, inizia a cantare e suonare il pianoforte, vincendo un concorso di musica dopo l’altro. Ma la sua vita da adolescente è praticamente da reclusa: non ha amici, non esce con i ragazzi della sua età. La sua vita si sposta tra casa, chiesa, compiti e lezioni di piano.
Purtroppo gli abusi subiti da piccolina sono solo l’inizio del suo tormento. Negli anni prova ad andare avanti ma il trauma, inevitabilmente, le pesa… sempre di più. Per tutta la sua vita combatte contro la depressione, i disturbi alimentari e l’alcolismo. Poi nel 2011, al funerale del padre, si ritrova faccia a faccia con l’uomo che aveva abusato di lei quando era solo una bambina. L’incontro la trascina nuovamente in un vortice di sofferenza, proprio quando ne stava uscendo. Nel 2013 la cantante dei Cranberries racconta di aver tentato il suicidio. “Ho cercato di andare in overdose. Se sono ancora qui suppongo che sia per i miei tre figli”, confessa al Belfast Telegraph.
Questo attesta sempre di più che l’aver coronato il proprio sogno più grande, aver raggiunto la fama mondiale e avere ricchezze monetarie a non finire, molte… troppe volte non definisce la reale felicità.
Chiunque al suo posto sarebbe crollato, ma Dolores, così piccola eppure così straordinariamente forte, si rialza sempre. È l’amore a spingerla ad andare avanti. Quello per Don Burton, manager dei Duran Duran, che diventa suo marito, ma soprattutto il suo angelo custode. La coppia si sposa nel 1994 e per vent’anni vive un legame indissolubile, segnato anche dalla nascita di tre figli: Molly Leigh, Taylor Baxter e Dakota Rain.
Per loro questa straordinaria donna continua a lottare contro i suoi demoni. Ma il dolore c’è, non smette di tormentarla, e riaffiora quando nel 2014 la O’Riordan è costretta ad affrontare il divorzio, facendole perdere ogni certezza.
Nel gennaio del 2018 Dolores vola a Londra per registrare una cover di Zombie, il suo brano più famoso, con i Bad Wolves, band metal americana. Nessuno sa ancora cosa sia accaduto di preciso in quella stanza d’hotel. Forse quella tragica sera il dolore, che per la sua intera esistenza aveva cercato di cancellare, era tornato a riaffacciarsi e lei aveva provato a soffocarlo con l’alcol. Purtroppo a portarla lla morte sono state una serie di coincidenze, fra cui la scelta di fare un bagno caldo quando era già in preda a una intossicazione da alcolici.
Ringraziamo Desmonorman, utente del canale per questo articolo.
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~ Jeff Foster ~
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