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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets
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⚠️ BREAKING NEWS | Marvell vola in pre-market dopo le parole di Jensen Huang.
$MRVL sale di oltre il 20% dopo il keynote COMPUTEX, dove Jensen Huang avrebbe definito Marvell la prossima possibile “trillion-dollar company”.
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Riflessioni.
Il mercato si sta prendendo una pausa. Dopo il rally molto violento degli ultimi giorni, oggi sembra esserci un primo tentativo di tirare il fiato. Il Kospi è salito ancora, ma ormai parliamo di pochi basis point, mentre i futures americani e i rendimenti obbligazionari hanno fatto un piccolo passo indietro, cancellando parte del movimento visto ieri.
In superficie, guardando solo gli indici, non sembra successo molto. I movimenti sono stati abbastanza contenuti. Ma sotto la superficie c’è stato parecchio movimento, e anche piuttosto violento.
Il punto più interessante è la rotazione tra semiconduttori e software. Il basket Barclays semiconductor versus software ieri ha perso il 7,4%, un movimento da circa 3 deviazioni standard e il peggior calo dal famoso “DeepSeek Day” di inizio anno scorso. Non è un dettaglio banale. Anche perché arriva subito dopo il -6,4% registrato nell’ultima seduta di maggio.
Probabilmente ci sono diversi portafogli che, pur vedendo indici ancora tranquilli, stanno subendo perdite molto più pesanti sotto il cofano. Questo è il classico mercato in cui l’indice racconta una storia, ma le singole posizioni ne raccontano un’altra.
Per ora questo stress non si è ancora trasformato in contagio più ampio. Non stiamo vedendo un vero risk-off generalizzato. Però c’è un elemento da monitorare con molta attenzione: la leva finanziaria sta tornando nel sistema.
Dean Curnutt di Macro Risk Advisors ha segnalato un caso interessante: un ETF a leva 2x su SK Hynix (memory stock), quotato a Hong Kong, con quasi 11 miliardi di dollari di asset. Per ottenere l’esposizione necessaria, sembra che il prodotto sia stato costretto a entrare anche sul mercato delle opzioni, perché a un certo punto gli swap dealer non sono più disposti o in grado di fornire tutta la leva richiesta.
Questo, secondo noi, è il punto chiave. Non sono segnali che di solito si vedono nelle prime fasi di un rally sano. Sono segnali che compaiono quando il trade diventa affollato, quando entra leva, quando tutti vogliono la stessa esposizione nello stesso momento.
E sappiamo come può finire. Basta guardare cosa è successo nell’ultimo anno agli ETF leveraged su MicroStrategy: quando il sottostante sale, la leva amplifica l’euforia; quando il movimento si gira, però, la stessa leva amplifica le perdite e costringe molti operatori a ridurre esposizione proprio nel momento peggiore.
A voi le conclusioni.
Occhi aperti.
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Alphabet (GOOGL): Un aumento di capitale da 80 miliardi per l'AI
Alphabet ha annunciato un’operazione straordinaria: un aumento di capitale da 80 miliardi di dollari finalizzato a finanziare l'espansione dell'infrastruttura AI. È un segnale chiaro: la corsa tecnologica richiede una potenza di fuoco che la cassa attuale, per quanto robusta, non può più garantire.
I punti chiave dell'operazione:
▪️La struttura: Si divide in un collocamento privato da 10 miliardi (con l'ingresso di Berkshire Hathaway di Warren Buffett), 30 miliardi di offerta pubblica e 40 miliardi di programma ATM (vendita graduale sul mercato).
▪️L'impiego: Alphabet punta a una spesa in conto capitale (CapEx) tra i 180 e i 190 miliardi di dollari per il 2026.
▪️Il dettaglio tecnico: Parte di questa liquidità (circa 30 miliardi) sarà destinata a coperture fiscali, riducendo l'impatto reale sugli investimenti strutturali.
Perché il titolo soffre?
Il mercato ha reagito negativamente in after-hours per due motivi principali:
1. Diluizione: L'emissione di così tante nuove azioni riduce il valore pro-quota degli azionisti attuali.
2. Redditività sotto pressione: L'enorme spesa per data center e chip peserà pesantemente sui bilanci dei prossimi trimestri, complicando la crescita dell'utile per azione (EPS).
La nostra view:
Alphabet sta giocando una partita "all-in" sull'infrastruttura AI. L'ingresso di Berkshire Hathaway funge da ancora e garantisce credibilità al progetto nel lungo termine, ma nel breve periodo ci aspettiamo una fase di assestamento.
La tesi di investimento non cambia, ma la natura del titolo sì: passiamo da una cash cow pura a un asset ad alta intensità di capitale. Monitoreremo attentamente l'efficacia di questi investimenti sui margini operativi nei prossimi trimestri.
Monitoriamo.
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
2 giugno 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +0,26% (7.600), Nasdaq 100 +0,60% (30.514), Dow Jones +0,09% (51.084), Russell 2000 −0,47% (2.906)
Europa: EuroStoxx 50 −0,23% (6.036), DAX −0,44%, CAC −0,45%, FTSEMIB −0,52%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Technology +2,48%, Energy +1,86%, Financials −0,29%
Bottom 3: Utilities −3,05%, Consumer Discretionary −2,62%, Real Estate −1,73%
–– Takeaway veloci ––
• Il Nasdaq guida il mercato grazie al ritorno di entusiasmo su AI e software.
• Il petrolio sale forte sulle minacce iraniane su Hormuz e Bab al-Mandab, poi ritraccia dai massimi dopo le notizie di cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah.
–– Macroeconomic Data ––
• ISM manifatturiero USA: 54,0 vs 53,0 atteso, in miglioramento da 52,7.
• Nuovi ordini: 56,8 vs 54,1 precedente.
• Produzione: 54,3 vs 53,4 precedente.
–– Labour Markets ––
• Questa settimana il mercato guarderà soprattutto al lavoro USA.
• Oggi focus su JOLTS, utile per capire se la domanda di lavoro continua a raffreddarsi.
–– Specifiche azioni ––
• Nvidia/Microsoft: presentato RTX Spark, superchip AI per Windows. Beneficiari anche Dell, HP e Arm.
• Qualcomm, Intel e AMD: sotto pressione per il possibile aumento della competizione nei chip per PC AI.
• ServiceNow, Salesforce, Adobe e software: forte recupero dopo il cambio di narrativa sull’AI.
• HPE: presenta un server con CPU Nvidia Vera.
• Cadence: annuncia un ingegnere AI virtuale completamente autonomo.
–– Prossimi eventi da monitorare ––
• USA: JOLTS, ADP, ISM Services e Non Farm Payrolls.
• Europa: inflazione Eurozona.
• Banche centrali: interventi Fed, BoE e BCE.
–– Focus del giorno ––
Petrolio: perché non esplode, nonostante Hormuz
Se Hormuz resta un rischio enorme per il commercio energetico globale, perché il petrolio non è già a 150 o 200 dollari?
Secondo Goldman Sachs, la risposta è che il mercato oggi sta guardando anche alla domanda. E la domanda, in alcune aree del mondo, sta mostrando segnali molto più deboli del previsto.
1) le scorte hanno fatto da cuscinetto. Prima della crisi c’erano già scorte elevate, poi sono arrivati rilasci dalle riserve strategiche e l’offerta dalle Americhe è stata migliore del previsto. Questo ha impedito al mercato di andare subito in panico.
2) molti operatori avevano comprato petrolio fisico e finanziario quando la paura era massima. Ora, con il mercato che continua a sperare in una normalizzazione o in una riapertura futura di Hormuz, parte di quelle posizioni viene ridotta. Tradotto semplice: meno corsa ad accumulare barili.
3) la domanda finale sta rallentando. Prezzi alti, incertezza geopolitica e crescita più debole stanno già cambiando i comportamenti. In Cina ed Europa i consumi di carburante mostrano segnali fragili, mentre India e Stati Uniti reggono meglio.
Pechino sta importando molto meno petrolio rispetto al passato. Non solo per rallentamento economico, ma anche perché negli ultimi anni ha costruito scorte strategiche enormi, ha accelerato sull’elettrificazione e ha ridotto la dipendenza immediata dal greggio estero. Questo sta togliendo pressione al mercato globale.
Questo non significa che il rischio sia sparito. Anzi. Se le perdite di offerta in Medio Oriente diventassero più persistenti, il prezzo potrebbe risalire rapidamente. Il problema è che oggi il mercato ha due forze opposte: offerta fragile da una parte, domanda più debole dall’altra.
La vera variabile da monitorare è la Cina. Finora ha agito da freno sui prezzi, comprando meno e usando le proprie riserve. Ma se nei prossimi mesi dovesse tornare sui mercati globali per ricostituire le scorte, potrebbe passare da fattore deflattivo a fattore inflattivo per il petrolio.
———
Buona Festa della Repubblica a tutti 🇮🇹
~About Markets
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Per chi vuole commentare su linkedin e un gradito like se avete apprezzato i contenuti
https://www.linkedin.com/posts/carlo-de-luca-868aa5a6_stavolta-ho-un-po-esagerato-durante-share-7467261465436180481-EoT2/?utm_source=social_share_send&utm_medium=ios_app&rcm=ACoAABaWKJABoPO6JhMoYDBirrSwpL0uKg8wgy4&utm_campaign=copy_link
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Carlo De Luca stavolta ha un po’ esagerato 😂
Durante l’intervista in RAI gli è stato chiesto cosa pensasse di due segnali che il mercato sta guardando con attenzione: Warren Buffett seduto su una montagna di liquidità e Michael Burry short su alcuni titoli tecnologici.
La risposta è stata abbastanza spiazzante: https://www.youtube.com/watch?v=fTTQNB_XRcg
Noi restiamo investiti, ma senza spegnere il cervello. Essere prudenti non significa essere negativi. Significa rispettare il mercato prima che sia il mercato a ricordarti di farlo.
Buona visione 💪🏼
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⚠️ BREAKING NEWS | Anthropic ha depositato in via confidenziale la bozza di IPO presso la SEC
Anthropic ha presentato alla SEC una bozza di registration statement Form S-1 per una possibile quotazione in Borsa.
Il deposito non significa IPO immediata: dà alla società la possibilità di andare avanti dopo la revisione della SEC, ma numero di azioni, price range e timing non sono ancora stati definiti.
L’operazione dipenderà dalle condizioni di mercato. Ma il segnale è chiaro: dopo SpaceX, anche l’AI privata più calda del momento prepara il terreno per il mercato pubblico.
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🔥 🔴 SaaSmageddon annullato: il software torna leader dell’S&P 500 🔴🔥
▪️Il settore software è passato da “vittima dell’AI” a miglior gruppo dell’S&P 500 nell’ultimo mese.
Dalla schermata Bloomberg, il comparto Software & Services segna +17,95% in un mese, davanti anche ai Semiconductors +17,03% e molto sopra l’S&P 500 Industrial Group Index, fermo a +4,73%. È un dato importante perché conferma che il recupero non è più solo una storia di chip, GPU e infrastruttura AI, ma sta iniziando a coinvolgere anche l’applicativo software.
▪️Il mercato ha cambiato completamente narrativa.
Fino a poche settimane fa molti titoli SaaS erano trattati come potenziali “perdenti” dell’AI: compressione dei prezzi, rischio disintermediazione, paura che i nuovi modelli potessero sostituire parte del loro valore. Ora invece il mercato sta rivalutando il settore: IGV ha recuperato la media mobile a 200 giorni, ha registrato sette settimane consecutive di rialzo e maggio è stato indicato come il miglior mese per il software da ottobre 2001. Tradotto: non è più solo rimbalzo tecnico, è repricing della narrativa.
▪️Siamo felici di aver condiviso questa view già tempo fa, in tempo reale, assumendoci come sempre sia un rischio reputazionale sia un rischio finanziario, perché i nostri clienti sono effettivamente investiti in diversi titoli del settore. Non era una view “a posteriori”: era una scelta di portafoglio presa quando il mercato trattava il software come una delle principali vittime dell’AI. Oggi, con il comparto che nell’ultimo mese risulta il migliore dell’S&P 500, quella lettura si sta rivelando corretta.
La nostra idea era che il mercato stesse penalizzando troppo il software, facendo di tutta l’erba un fascio. L’AI non distrugge automaticamente ogni business SaaS: in molti casi può espandere il mercato indirizzabile, migliorare la produttività, aumentare l’utilità dei prodotti e riaccendere la crescita. Ora gli afflussi tornano sul settore, gli short restano ancora elevati e questo può alimentare ulteriore ricopertura.
Ogni tanto, sui mercati, bisogna avere il coraggio di andare contro la narrativa dominante: non per fare i contrarian a tutti i costi, ma perché le migliori opportunità nascono spesso quando il consenso guarda nella direzione sbagliata.
Come sempre, questo contenuto non rappresenta un consiglio di investimento. Ogni decisione va valutata con il proprio consulente finanziario, in base al profilo di rischio, agli obiettivi e all’orizzonte temporale personale.
~ About Markets
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⚠️ BREAKING NEWS | Nuovo dietrofront Iran: secondo Tasnim, Teheran avrebbe sospeso lo scambio di messaggi con gli USA tramite mediatori.
Il motivo sarebbe la presunta violazione del cessate il fuoco su Gaza e Libano. Nel comunicato torna anche la minaccia più pesante: possibile chiusura di Hormuz e attivazione di altri fronti, incluso Bab el-Mandeb.
Il petrolio ha reagito subito: WTI in area 92 dollari, +4,8% intraday, con un movimento verticale che segnala ritorno immediato del premio geopolitico.
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Key Events of the Week: settimana cruciale per capire crescita, inflazione e Fed
Questa settimana il mercato guarda soprattutto ai dati macro USA. Il punto non è solo capire se l’economia resta solida, ma se resta “troppo solida” per permettere alla Fed di ammorbidire davvero il tono.
▪️Lunedì: focus su manifattura e prezzi pagati.
Il mercato si aspetta un ISM Manufacturing ancora in espansione, con nuovi ordini in miglioramento. Il dato più importante però sarà la componente Prices Paid, attesa ancora molto elevata. In parole semplici: la manifattura tiene, ma le pressioni sui costi non stanno sparendo.
▪️Martedì: JOLTS e mercato del lavoro.
Le aperture di lavoro sono attese sostanzialmente stabili, poco sotto 6,9 milioni. Il dato servirà per capire se il mercato del lavoro sta davvero rallentando o se resta ancora troppo stretto. Da monitorare anche quits rate e layoffs: meno dimissioni volontarie indicano minore fiducia dei lavoratori, mentre licenziamenti ancora bassi segnalano aziende non ancora in fase difensiva.
▪️Mercoledì: ADP e ISM Services.
Sarà una giornata importante perché il settore servizi resta il cuore dell’economia americana. L’ISM Services è atteso ancora in espansione, ma anche qui il vero tema sarà la componente prezzi, prevista in aumento. Se i servizi restano resilienti e i prezzi pagati continuano a salire, il mercato farà più fatica a prezzare tagli o una Fed più accomodante.
▪️Giovedì: jobless claims, produttività e costo del lavoro.
Le richieste di sussidi sono attese ancora basse, segnale di un mercato del lavoro resiliente. Ma il dato da non sottovalutare è il costo unitario del lavoro, atteso in revisione al rialzo. Se il costo del lavoro resta sostenuto mentre la produttività viene rivista al ribasso, il messaggio per la Fed diventa meno rassicurante.
▪️Venerdì: Nonfarm Payrolls, il vero evento della settimana.
Il consenso si aspetta 89 mila nuovi posti di lavoro, in rallentamento rispetto ai 115 mila precedenti. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile al 4,3%, mentre i salari orari sono previsti in crescita dello 0,3% mensile. Questo sarà il dato chiave: un NFP debole potrebbe ridurre le aspettative di rialzi Fed, ma salari ancora forti manterrebbero vivo il rischio inflazione.
Il mercato arriva a questa settimana con poco margine d’errore. Se i dati mostrano crescita resiliente e prezzi ancora caldi, i rendimenti potrebbero restare sotto pressione. Se invece il lavoro rallenta più del previsto, il mercato potrebbe iniziare a ridimensionare le aspettative più hawkish sulla Fed. In mezzo resta il rischio geopolitico, con Iran ed energia che continuano a tenere acceso il premio per l’inflazi
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Nvidia non vuole più vendere solo chip per AI: vuole entrare dentro il PC
▪️ Nvidia sta provando a rompere uno degli ultimi feudi rimasti a Intel e AMD: il mercato dei PC Windows.
Con il nuovo RTX Spark Superchip, Nvidia non vuole limitarsi alla GPU esterna o alla scheda grafica per gaming. Sta entrando direttamente nel cuore del computer, con un chip che combina CPU + GPU e che sarà montato su laptop e desktop Windows prodotti da marchi come Dell e Lenovo. È un passaggio importante perché il PC tradizionale, per decenni, è stato sostanzialmente territorio di Intel prima e di AMD poi.
▪️ Il messaggio strategico è chiaro: l’AI non deve vivere solo nei data center, ma anche sul dispositivo dell’utente.
Finora Nvidia ha dominato soprattutto l’infrastruttura: GPU, server, data center, hyperscaler, cloud AI. Con Spark prova a portare una parte di quella logica direttamente nei PC personali. L’idea è avere laptop sottili, leggeri, ma capaci di gestire modelli AI complessi, funzioni avanzate in software come Photoshop e anche gaming di fascia alta. In pratica: meno dipendenza dal cloud, più AI eseguita localmente sul computer.
▪️ La vera sfida non è solo tecnica, ma di ecosistema.
Il chip userà Windows per Arm, con il supporto di Microsoft. Questo è cruciale perché Arm ha un grande vantaggio in termini di efficienza energetica, ma nel mondo Windows ha sempre avuto un problema enorme: compatibilità software. Apple è riuscita a fare il salto con i propri chip, ma nel mondo PC la transizione è stata molto più lenta. Nvidia e Microsoft stanno provando a rendere finalmente credibile un PC Windows basato su Arm, molto più potente lato AI rispetto ai tentativi precedenti.
▪️ Per Intel e AMD è una minaccia seria, anche se non immediata.
Non significa che Nvidia domani conquisterà tutto il mercato PC. I primi modelli saranno premium, quindi probabilmente costosi e rivolti a utenti avanzati, creator, gamer e professionisti. Però il segnale è pesante: Nvidia sta entrando in un mercato dove Intel e AMD hanno ancora una posizione dominante, ma lo fa con un brand fortissimo, una posizione finanziaria enorme e un vantaggio tecnologico nell’AI. Non a caso Intel e AMD hanno reagito male in pre-market (-5% circa), mentre Nvidia (+2%), MediaTek e Arm sono salite.
▪️ Il punto più interessante è che Nvidia sta cercando di controllare sempre più pezzi della catena AI.
Data center, networking, GPU, software, modelli, robotica, automotive, ora anche PC. Spark non è solo “un nuovo chip per laptop”. È un altro tassello della strategia di Jensen Huang: portare Nvidia ovunque ci sia calcolo AI. Se il PC diventa davvero un assistente personale intelligente, capace di leggere email, generare contenuti, correggere codice, gestire file e lavorare in locale sui dati dell’utente, Nvidia vuole essere dentro quella macchina, non solo dietro il cloud che la alimenta.
Nvidia non sta difendendo solo il dominio attuale nell’AI, sta cercando di espanderlo verso ogni dispositivo dove l’AI verrà usata davvero. Per Intel e AMD il rischio non è perdere subito il mercato PC, ma vedere Nvidia trasformare il PC premium in una nuova piattaforma AI.
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[Continua…]
La riflessione si fa interessante se si pensa anche a quanto detto da Hartnett (Managing Director and Chief Investment Strategist at BofA Merrill Lynch Global Research) sulle IPO è molto interessante.
La sua lettura, semplificando, è questa: il mercato azionario in generale può restare forte ancora per un po’ non perché i rischi siano spariti, ma perché davanti ci sono alcune IPO gigantesche. E quando devono arrivare operazioni di questa dimensione, nessuno ha davvero interesse a far deragliare il mercato prima.
▪️Le grandi IPO hanno bisogno di mercati forti.
Se il mercato corregge violentemente prima della quotazione, l’IPO rischia di saltare, essere rinviata o essere prezzata molto più in basso. Per le banche d’investimento significa perdere commissioni enormi. Per gli investitori già dentro significa perdere una finestra di uscita irripetibile. Per questo Hartnett suggerisce che molti operatori potrebbero non voler tagliare l’esposizione prima che queste operazioni vengano portate a termine.
▪️Questo non significa che il mercato sia sano.
Anzi, il punto è quasi opposto. Secondo Hartnett, diversi segnali sono già da fine ciclo: forte azione dei prezzi, entusiasmo retail, volatilità compressa, concentrazione estrema sull’AI e posizionamento molto affollato. In pratica il mercato continua a salire, ma lo fa su fondamenta sempre più strette. È il classico momento in cui tutti vedono il rischio, ma nessuno vuole uscire troppo presto.
▪️SpaceX diventa quindi molto più di una semplice IPO.
È un evento di mercato. Se una società da circa 1,8 trilioni di dollari arriva in Borsa con flottante ridotto, forte domanda retail e potenziale ingresso rapido negli indici, può creare una domanda enorme e in parte meccanica. Non necessariamente perché il prezzo sia corretto, ma perché ETF, fondi passivi e investitori retail vengono trascinati dentro dalla struttura stessa del mercato.
▪️Il rischio arriva dopo, non prima.
Prima dell’IPO il mercato può essere sostenuto dall’attesa, dall’hype e dagli interessi economici di chi deve collocare l’operazione. Dopo l’IPO, però, cambia tutto. Le banche hanno incassato le commissioni. Gli insider hanno creato la finestra di liquidità. I fondi passivi hanno comprato. A quel punto il mercato torna a guardare una domanda molto più semplice: i numeri giustificano davvero quella valutazione?
▪️Ed è qui che il discorso si fa delicato.
Se SpaceX fosse quotata a multipli estremamente aggressivi, con Starlink solida ma xAI ancora molto pesante in termini di perdite, l’investitore finale rischierebbe di comprare una storia straordinaria a un prezzo già perfetto. Non basta che l’azienda sia eccezionale. Deve anche eseguire in modo quasi impeccabile su razzi, satelliti, AI, margini, governance e crescita. Tutto insieme.
~ About Markets
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[Continua...]
Un interessante articolo pubblicato da Daniele Cristaldi, che aveva collaborato con noi in Gamma Capital Markets durante un percorso di stage quando era ancora studente e che oggi si sta affacciando al mondo del lavoro, solleva una tesi molto provocatoria sulla possibile IPO di SpaceX: il problema non sarebbe soltanto la valutazione estremamente elevata, ma anche il modo in cui le nuove regole del NASDAQ potrebbero amplificare artificialmente la domanda sul titolo.
▪️SpaceX punta a una valutazione mostruosa. Si parla di circa 1,8 trilioni di dollari: più di interi blocchi di grandi aziende globali messe insieme. Il punto critico è che, secondo l’articolo, SpaceX oggi non è una macchina perfetta di profitti: il gruppo consolidato perde circa 5 miliardi l’anno.
▪️La parte più solida resta Starlink. È il vero motore industriale: 10 milioni di abbonati, ricavi importanti e margini in forte crescita. Il business dei razzi resta strategico e mediatico, ma pesa meno sui ricavi. Il vero elemento di rischio è xAI, integrata dentro SpaceX con una valutazione interna molto elevata e una forte capacità di bruciare cassa.
▪️La fusione con xAI è il punto più delicato. Secondo la lettura dell’articolo, xAI non sembra solo una scommessa strategica sull’intelligenza artificiale, ma anche un potenziale salvataggio finanziato dagli azionisti di SpaceX. Il core business sarebbe profittevole, ma dopo il consolidamento di xAI il gruppo finisce in perdita netta.
▪️Le nuove regole NASDAQ sono il cuore della tesi. Dal 1° maggio il tempo necessario per entrare nel Nasdaq 100 sarebbe sceso da 3 mesi a 15 giorni lavorativi, mentre sarebbero stati modificati anche i requisiti sul flottante. Se SpaceX quotasse solo il 4-5% del capitale, ma venisse pesata negli indici come se il flottante fosse molto più ampio, gli ETF potrebbero essere costretti a comprare più azioni di quante il mercato riesca davvero a offrire.
▪️Il rischio è che la domanda diventi meccanica, non fondamentale. Gli investitori retail e i fondi passivi potrebbero comprare SpaceX non perché il prezzo sia giusto, ma perché gli indici li obbligano a farlo. In questo scenario, secondo l’articolo, gli insider avrebbero una finestra ideale per monetizzare mentre il mercato passivo crea pressione al rialzo.
Consigliamo la lettura. Molto interessante e fa riflettere.
👉🏼 https://danielecristaldi.com/la-quotazione-di-spacex-e-una-truffa/
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SpaceX IPO: il mercato sta iniziando a prezzare il rischio, non solo il sogno
▪️Il caso Blue Origin ha ricordato a tutti che lo spazio resta un business ad altissimo rischio.
Il razzo New Glenn sarebbe esploso durante un test statico a Cape Canaveral, senza satelliti a bordo e senza feriti. Il punto però non è solo l’incidente in sé: New Glenn era uno dei progetti più importanti di Blue Origin, collegato sia ai satelliti Amazon Leo sia a contratti NASA. Quindi il mercato ha letto l’evento come un promemoria brutale: nello spazio basta un test fallito per spostare tempi, costi, contratti e fiducia degli investitori.
▪️Il selloff dei titoli spaziali è stato molto violento perché il settore era già tirato.
AST SpaceMobile, Redwire, Intuitive Machines, Voyager, MDA e Rocket Lab hanno perso pesantemente nella seduta. Il problema è che molti titoli avevano corso tantissimo sull’hype dell’IPO di SpaceX. Quando arriva una notizia negativa, il mercato non distingue più troppo tra chi è direttamente esposto e chi no: vende tutto il paniere. È classico comportamento da “settore troppo affollato”.
▪️Per SpaceX la notizia è doppia: strategicamente positiva, finanziariamente pericolosa.
Da un lato, se Blue Origin rallenta, SpaceX rafforza ancora di più la propria leadership nei lanci pesanti e nella competizione satellitare. Meno New Glenn significa meno pressione competitiva su Starlink e più potere negoziale con clienti commerciali e governativi. Dall’altro lato, l’incidente arriva proprio mentre SpaceX starebbe preparando la quotazione: il timing è pessimo, perché riporta l’attenzione sui rischi operativi invece che sulla narrativa di crescita.
▪️Il vero tema dell’IPO resta la valutazione.
Nel documento si parla di una possibile valutazione tagliata da oltre 2.000 miliardi ad almeno 1.800 miliardi di dollari, anche se Musk avrebbe negato il report. Il punto è semplice: anche a 1.800 miliardi, SpaceX sarebbe valutata su multipli estremamente aggressivi. Il mercato deve credere contemporaneamente a tre storie: Starlink continua a crescere con margini forti, Starship diventa commerciale su scala, e l’integrazione con xAI non brucia troppo capitale. È una combinazione molto ambiziosa.
▪️SpaceX non è solo una società spaziale: ormai è un conglomerato spazio + connettività + AI.
Questo rende la storia più grande, ma anche più complessa. Starlink appare il business più solido, con crescita forte degli abbonati, ma ARPU in calo perché l’espansione avviene anche in mercati meno ricchi. Il segmento spaziale ha ancora costi enormi, soprattutto legati a Starship. L’AI, tramite xAI, aggiunge potenziale narrativo enorme ma anche perdite pesanti. Quindi l’investitore non sta comprando solo razzi: sta comprando una mega-scommessa integrata su infrastruttura spaziale, internet satellitare e AI.
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Carlo De Luca è stato appena intervistato da Mariangela Pira nella trasmissione Business di Sky TG24.
Al centro del confronto: le condizioni attuali dei mercati, il contesto macro e le nostre aspettative per i prossimi mesi.
I mercati registrano nuovi massimi per tre motivi in particolare:
1) lettura positiva della risoluzione della crisi e petrolio sotto 100$
2) trimestrali AI fortissime e valutazioni p/e piu basse rispetto a 3 mesi fa nonostante nuovi massimi
3) attesa di IPO importanti come Space x, Antrhopic e Open AI
Rischi non prezzati dai mercati sono tre:
1)solo 10 titoli del S&P 500 contribuiscono al 69% del rialzo del 20%
2)rendimenti in salita e Cpi da monitorare laddove superi il 4%
3) rialzo azionario troppo aggressivo dovuto allo short squeeze
Ne consigliamo la visione.
https://www.linkedin.com/posts/carlo-de-luca-868aa5a6_29052026-intervista-carlo-de-luca-sky-share-7466069263179472896-qvBc/?utm_source=share&utm_medium=member_ios&rcm=ACoAABaWKJABoPO6JhMoYDBirrSwpL0uKg8wgy4
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
29 maggio 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +0,57% (7.563), Nasdaq 100 +0,84% (30.224), Dow Jones +0,05% (50.670), Russell 2000 +0,57% (2.937)
Europa: EuroStoxx 50 −0,32% (6.051), DAX −0,54%, CAC −0,19%, FTSEMIB +0,44%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Health Care +1,41%, Technology +1,34%, Consumer Discretionary +0,54%
Bottom 3: Utilities −1,13%, Consumer Staples −0,50%, Real Estate −0,47%
–– Takeaway veloci ––
• Wall Street chiude su nuovi massimi, sostenuta da PCE sotto le attese e speranze di tregua USA-Iran.
• Axios parla di memorandum d’intesa di 60 giorni per estendere il cessate il fuoco, ma l’Iran smentisce tramite Tasnim.
• Il petrolio vive una seduta molto volatile: WTI tra 87 e 92 dollari, poi chiusura quasi piatta a 88,90.
• Il rally resta però molto concentrato: non è una vera ondata uniforme di risk-on, ma ancora un mercato guidato da AI, tech, short squeeze e gamma positivo.
–– Macroeconomic Data ––
• PCE core USA aprile: +0,2% m/m vs +0,3% atteso.
• PCE headline: +0,4% m/m vs +0,5% atteso.
• Core PCE annuo al 3,3%, massimo da novembre 2023.
• PIL USA Q1 rivisto al ribasso. Consumi più deboli e ordini di beni strumentali in calo.
• Jobless claims intorno a 215 mila, ancora coerenti con un mercato del lavoro ordinato.
– Specifiche azioni ––
• Dell: +20% after-hours. Ricavi Q1 a 43,84 mld vs 35,52 attesi, EPS adj. 4,86 vs 2,96. Guidance FY27 alzata in modo enorme: ricavi 165–169 mld e EPS adj. 17,65–18,15. Domanda AI server esplosiva.
• MongoDB: +22% after-hours dopo risultati sopra le attese e guidance forte.
• Autodesk: positiva dopo guidance Q2 sopra consensus e FY27 alzato.
• Viasat: −7,5% after-hours. EPS meglio delle attese, ma ricavi sotto consensus in entrambi i segmenti chiave.
–– Focus del giorno ––
Pace, non pace
Il vero tema della giornata non è solo il possibile accordo USA-Iran. Il vero tema è che ormai anche leggere le notizie è diventato complicato.
Prima Axios parla di un memorandum d’intesa di 60 giorni per estendere il cessate il fuoco. Poi Tasnim smentisce. Poi arrivano altre indiscrezioni secondo cui l’Iran non avrebbe approvato i termini. Nel frattempo continuano a circolare notizie di attacchi, colpi di avvertimento, missili, navi respinte nello Stretto di Hormuz e nuove linee rosse americane.
Insomma… non siamo davanti a un flusso informativo pulito. Siamo davanti a fonti che si contraddicono continuamente, governi che usano la comunicazione come leva negoziale e mercati costretti a prezzare titoli che mezz’ora dopo possono essere già superati.
Eppure, nonostante questo caos informativo, l’azionario continua a salire.
Il motivo è semplice: finché il petrolio non rompe davvero al rialzo, finché i rendimenti non tornano a spaventare e finché il racconto AI resta intatto, il mercato continua a comprare. Non compra tutto, però. Compra soprattutto quello che ha ancora una narrativa forte: AI, server, semiconduttori, cloud, software selezionato e titoli capaci di mostrare domanda reale.
Qui vale la pena chiarire un punto. A volte la nostra comunicazione può sembrare negativa, o addirittura troppo prudente. Non è questo lo spirito. Siamo investitori, quindi siamo i primi a essere contenti quando i mercati salgono e i portafogli generano rendimento. Il punto è un altro: quando un rialzo diventa molto rapido, molto verticale e molto dipendente da pochi, pochissimi titoli, allora qualcosa non sta funzionando in modo pienamente sano.
Non significa che il mercato debba crollare domani. Significa semplicemente che il margine di errore si riduce. Se pochi nomi tirano la carretta per tutti, prima o poi il mercato presenta il conto: con una pausa, una rotazione, una correzione o anche solo con una fase di maggiore volatilità.
Per questo teniamo gli occhi molto aperti.
Non per fare i catastrofisti, ma per non confondere un mercato forte con un mercato privo di rischi.
Per ora sta funzionando.
Ma la base non è solida come sembra.
~About Markets
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⚠️ BREAKING NEWS | L’Iran respinge le indiscrezioni su un possibile accordo USA-Iran
Secondo fonti ancora da confermare, Teheran avrebbe smentito il report di Axios secondo cui Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un’intesa preliminare o un memorandum d’intesa per estendere il cessate il fuoco di 60 giorni.
L’Iran avrebbe definito Axios “fake news” e chiarito che non firmerà alcun accordo non coerente con i propri interessi nazionali. Secondo le stesse indiscrezioni, Teheran respingerebbe anche i termini attuali della proposta e non accetterebbe l’estensione del cessate il fuoco, citando continue violazioni e avvertendo che risponderà a qualsiasi nuovo episodio.
Il Leader Supremo Mojtaba Khamenei non avrebbe ancora approvato né accettato l’accordo proposto.
Ripetiamo nuovamente. Indiscrezioni ancora da confermare. Ma se dovessero essere reali, mostrerebbero l’enorme fragilità delle notizie occidentali.
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⚠️ BREAKING NEWS | Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un’intesa preliminare per estendere il cessate il fuoco di 60 giorni, ma manca ancora l’approvazione finale di Trump.
Secondo Axios, il memorandum prevede navigazione “senza restrizioni” nello Stretto di Hormuz: niente pedaggi, niente molestie alle navi e rimozione delle mine da parte iraniana entro 30 giorni. In parallelo, gli Stati Uniti toglierebbero gradualmente il blocco navale, in proporzione al ritorno del traffico commerciale.
Il punto politico resta enorme: l’Iran si impegnerebbe a non sviluppare armi atomiche, mentre nei prossimi 60 giorni si aprirebbe il negoziato vero su tre temi chiave: cosa fare dell’uranio già arricchito, quali limiti imporre all’arricchimento futuro e quale eventuale alleggerimento delle sanzioni concedere in cambio. Secondo Axios, sul tavolo ci sarebbero anche lo sblocco di fondi iraniani congelati e un meccanismo per facilitare l’arrivo di beni e aiuti umanitari.
Onestamente, se confermata, è la notizia più costruttiva dall’inizio della guerra, ma non è ancora un accordo definitivo. Per i mercati il segnale è potenzialmente molto positivo su petrolio, inflazione e rischio geopolitico; il vero test ora è la firma di Trump.
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Dati USA: crescita più moderata, ma inflazione core meno preoccupante
I dati macro usciti oggi restituiscono un quadro misto, ma non necessariamente negativo.
▪️Il punto più importante per il mercato è il Core PCE mensile, salito dello 0,2% contro attese per 0,3%. È un dato che offre un po’ di sollievo sul fronte inflazione, perché segnala che le pressioni core non stanno accelerando. Anche il Core PCE annuo al 3,3% è in linea con le attese.
▪️Sul fronte crescita, il PIL del primo trimestre è stato rivisto a +1,6% annualizzato, sotto il +2,0% atteso. Non è un dato brillante, ma indica comunque un’economia ancora in espansione, semplicemente con un ritmo meno forte rispetto alla prima stima.
▪️I consumi restano positivi, anche se più moderati: la spesa personale cresce dello 0,5% nominale e dello 0,1% reale. Questo suggerisce un consumatore meno aggressivo, ma non in contrazione.
▪️Molto forte il dato sugli ordini di beni durevoli, a +7,9%, ben sopra le attese. Qui però bisogna distinguere: il dato headline è solido, mentre la componente più legata agli investimenti aziendali, cioè i beni capitali ex difesa ed ex aerei, è più debole.
Insomma, nel complesso sono dati da interpretare con equilibrio. La crescita rallenta rispetto alle attese, ma resta positiva. L’inflazione core dà segnali più incoraggianti sul mese, mentre la parte headline rimane condizionata dall’energia e dal contesto geopolitico. Per i mercati, il dato non cambia radicalmente lo scenario Fed, ma riduce almeno il rischio di una sorpresa inflazionistica negativa nel breve.
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
28 maggio 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +0,02% (7.520), Nasdaq 100 −0,09% (29.974), Dow Jones +0,36% (50.649), Russell 2000 −0,02% (2.920)
Europa: EuroStoxx 50 +0,08% (6.067), DAX +0,13%, CAC +0,43%, FTSEMIB −0,64%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Consumer Discretionary +1,89%, Consumer Staples +0,97%, Communication Services +0,72%
Bottom 3: Energy −1,52%, Financials −0,82%, Utilities −0,48%
–– Takeaway veloci ––
• Wall Street chiude quasi invariata, consolidando poco sotto i massimi storici. Il mercato non corregge davvero, ma prende fiato dopo il rally.
• Il petrolio scende forte: WTI a 88,69 dollari e Brent a 92,25, dopo nuove indiscrezioni su un possibile memorandum USA-Iran e sulla gestione dello Stretto di Hormuz.
• La Casa Bianca ha però ridimensionato la versione diffusa dai media iraniani. Il mercato quindi prezza progresso diplomatico, ma non ancora una vera pace.
• I Treasury recuperano leggermente, aiutati dal calo del petrolio: il 10 anni scende al 4,477%, mentre il 30 anni resta comunque sopra il 5%.
• Sui settori, bene consumi discrezionali e comunicazione; male energia, banche e tecnologia.
–– Specifiche azioni ––
• Meta: lancia abbonamenti AI per Instagram, Facebook e WhatsApp. Il tema è chiaro: monetizzare l’AI per compensare la spesa crescente.
• Zscaler: crollo dopo guidance deludente, con pressione su tutto il comparto cybersecurity/software.
• Qualcomm: conferma l’obiettivo di 22 miliardi di dollari di ricavi non-mobile entro il 2029, esclusi i data center.
• Sandisk: Barclays alza il rating a Overweight.
–– Prossimi eventi da monitorare ––
• USA: PCE di aprile, seconda stima PIL Q1, beni durevoli, jobless claims.
–– Focus del giorno ––
Guerra e Pace
Nella notte sono arrivati nuovi attacchi americani vicino allo Stretto di Hormuz.
Gli Stati Uniti hanno colpito una postazione militare iraniana a Bandar Abbas, dopo aver abbattuto quattro droni iraniani diretti contro una nave mercantile. Washington ha definito l’azione “difensiva” e ha detto di voler mantenere il cessate il fuoco. Ma il messaggio di mercato è un altro: se si continua a sparare vicino a Hormuz, parlare di accordo diventa molto più difficile.
Qui il tema non è solo militare. È economico.
L’Iran sta cercando di trasformare il controllo dello Stretto in leva finanziaria e politica, chiedendo pagamenti alle navi per il passaggio sicuro. Gli Stati Uniti hanno risposto con nuove sanzioni contro l’autorità iraniana dello Stretto del Golfo Persico, accusata di voler monetizzare il traffico marittimo attraverso una forma di estorsione.
Trump è stato netto: “sono acque internazionali” e nessuna nazione controllerà Hormuz. Questa frase spiega bene perché l’accordo resta complicato. Per l’Iran lo Stretto è leva negoziale. Per gli Stati Uniti deve restare aperto e neutrale. Sono due posizioni difficili da conciliare.
Il mercato infatti ha reagito subito con petrolio in rialzo, azioni sotto pressione, dollaro più forte, Treasury deboli e rendimenti in salita.
Se il Brent torna verso area 100 dollari, il problema non è solo il costo dell’energia. Il problema è che l’inflazione rischia di restare alta proprio mentre la Fed dovrebbe decidere se restare ferma, tagliare o addirittura tornare più aggressiva.
Ecco perché il PCE di oggi diventa ancora più importante. Se il dato conferma pressioni inflazionistiche elevate, e intanto il petrolio risale per Hormuz, il mercato perde una parte della sua narrativa positiva.
Negli ultimi giorni gli investitori avevano comprato l’idea di una distensione.
Oggi devono fare i conti con una realtà meno comoda:
- il cessate il fuoco esiste, ma è fragile;
- i negoziati esistono, ma non producono ancora un accordo;
- Hormuz resta aperto solo finché nessuno decide davvero di forzare la mano.
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