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Guerra Iran giorno 4 - aggiornamento alle 11am ora italiana. Il 3 marzo si è aperto con un'ulteriore escalation nel quarto gi
Guerra Iran giorno 4 - aggiornamento alle 11am ora italiana. Il 3 marzo si è aperto con un'ulteriore escalation nel quarto giorno del conflitto USA-Israele contro l'Iran, con fronti attivi su più teatri: Iran, Israele, Libano e Paesi del Golfo Persico. Notte tra 2 e 3 marzo (00:00–06:00 IT) Israele ha condotto attacchi simultanei su Teheran e Beirut, definiti dall'IDF come “extensive strikes”. A Teheran, i raid hanno colpito siti militari dei Pasdaran (IRGC), centri di comando, infrastrutture missilistiche residue, difese aeree e parti della sede della TV di Stato iraniana (esplosioni massicce riportate tra le 4:00 e le 5:00 IT, con colonne di fumo visibili). In parallelo, a Beirut (soprattutto Dahiyeh sud), gli strike hanno preso di mira depositi armi, infrastrutture e posizioni di Hezbollah. 01:00–04:00 IT L'Iran ha risposto con ondate di missili balistici e droni diretti su Gerusalemme, Tel Aviv, centro Israele e altre aree (inclusa Eilat). Le sirene sono rimaste attive per ore; i sistemi Iron Dome e Arrow hanno intercettato la maggioranza dei vettori, ma alcuni impatti sono stati registrati in zone residenziali di Tel Aviv. Hezbollah ha aperto un secondo fronte dal Libano, lanciando razzi e “swarm of attack drones” verso Haifa e il nord di Israele. 02:00–07:00 IT Il teatro si è ampliato nel Golfo: droni iraniani e forze proxy hanno colpito o tentato di colpire obiettivi USA e alleati. Tra i target: base Al Udeid in Qatar (danni limitati), basi in Bahrein (inclusa Sheikh Isa), Kuwait, Emirati Arabi Uniti e installazioni in Oman (porto di Duqm, serbatoio carburante). L'ambasciata USA a Riad è stata colpita da due droni, con un incendio limitato e danni materiali. L'IRGC ha rivendicato attacchi su basi militari e infrastrutture energetiche nel Golfo. 08:00–10:00 IT Israele ha avviato incursioni terrestri limitate nel sud del Libano, con l'IDF che ha annunciato il controllo di posizioni strategiche aggiuntive per prevenire lanci Hezbollah (inclusi raid precisi su figure senior). Ulteriori barrage missilistici iraniani hanno riattivato sirene in varie città israeliane. Aspetti politici ed economici Donald Trump, in interviste (CNN, Fox) e dichiarazioni, ha ribadito che l'operazione durerà “settimane” (proiezione iniziale 4-5, ma con “capability to go far longer” e “whatever it takes”). Obiettivi: distruggere capacità missilistiche iraniane, marina, programma nucleare e stop al rifornimento di gruppi militanti/proxy. Ha definito gli attacchi iraniani su Paesi arabi del Golfo come “la sorpresa maggiore” e promesso “big wave” USA ancora da venire; non ha escluso truppe di terra (“won't rule out anything”). Benjamin Netanyahu (intervista Fox “Hannity”) ha descritto l'azione come “not an endless war”, “quick and decisive” e “necessaria ora o mai più”, perché l'Iran stava rendendo siti nucleari e missilistici “immune” entro mesi; ha invocato pace e democrazia in Iran post-conflitto. Teheran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz (via IRGC): “not a single drop of oil” passerà, con minacce di attaccare e incendiare qualsiasi nave in transito. Conseguenze immediate: traffico navale quasi azzerato (molte petroliere ancorate fuori dallo stretto, almeno 150 bloccate, alcune danneggiate); prezzi del petrolio in forte rialzo; caos su mercati globali e trasporti. USA hanno ordinato evacuazione personale non-emergency da 6 Paesi (Qatar, UAE, Iraq, Bahrein, Giordania, Kuwait); spazi aerei parzialmente chiusi e ambasciate USA chiuse o in lockdown in aree colpite.

Quando vi dicono che i tentacoli dell'Iran sono arrivati fin qui, credetegli PARTE 2

Quando vi dicono che i tentacoli dell'Iran sono arrivati fin qui, credetegli PARTE 1

L’Italia fascista mirava a espandere la propria influenza nel Medio Oriente e cercò contatti con i leader arabi ostili alla Gran Bretagna. Nel 1933 il console italiano a Gerusalemme incontrò al-Husseini, che chiese sostegno finanziario e militare contro inglesi e sionisti. Mussolini colse l’opportunità di presentarsi come protettore del mondo arabo e nel 1934 organizzò un incontro segreto in Eritrea. Ricevette il Muftì con onori ufficiali e gli concesse ingenti somme di denaro per la sua rivolta.  Sette anni dopo l’incontro in Eritrea, il 28 novembre 1941, Hajj Amin al-Husseini, in esilio in Germania dopo essere fuggito da un mandato d’arresto emesso dal governo britannico a suo carico, fu ricevuto da Adolf Hitler. Quel giorno fu posta la prima pietra di un’amicizia criminale, che cominciò in una stanza di rappresentanza a Berlino e sarebbe continuata, dopo la fine della guerra, in Medio Oriente. Scopo comune: cancellare gli ebrei dalla faccia della terra.

Hajj Amin al-Husseini tra Berlino e Gerusalemme Al-Husseini è una figura chiave nei rapporti tra nazismo e islamismo. E’ stat
Hajj Amin al-Husseini tra Berlino e Gerusalemme Al-Husseini è una figura chiave nei rapporti tra nazismo e islamismo. E’ stato il principale promotore dell’antisemitismo arabo contemporaneo e alleato di Mussolini e Hitler nella Seconda Guerra Mondiale, durante la quale, dalla Germania, condusse la propaganda nazista in arabo. Partecipò anche alla creazione dei reparti musulmani nelle Waffen-SS. Dopo la guerra, rientrato in Medio-Oriente ha fatto accogliere i criminali nazisti funzionali alla nuova guerra contro Israele. Hajj Amin al-Husseini faceva parte di una delle famiglie più potenti di Gerusalemme. Gli al-Husseini appartenevano all’aristocrazia religiosa della città, erano custodi di moschee, interpreti della legge islamica, mediatori tra la popolazione e il potere ottomano che da secoli governava nella regione. Fin da giovane trovò interessanti molte delle idee che circolavano nel mondo musulmano e in cui si era imbattutto dopo il trasferimento al Cairo nel 1912: nazionalismo, panarabismo e modernizzazione. Allo scoppio della Grande Guerra si arruolò nell’esercito ottomano come ufficiale di artiglieria. Quando tornò a Gerusalemme, trovò la città sotto il controllo britannico. Come se non bastasse, sebbene gli inglesi avessero promesso agli arabi la nascita di uno stato se questi li avessero aiutati insorgendo contro il sultano, con la dichiarazione Balfour del 1917 la corona aveva preso in considerazione la possibilità di concedere agli ebrei la nascita di un focolare nazionale proprio in quella terra. Per al-Husseini fu determinante intervenire per imperdirlo. Il 4 aprile 1920, durante la festa di Nebi Musa, arringò la folla di pellegrini musulmani incitandoli contro gli ebrei e gli inglesi. La città precipitò nel caos: case saccheggiate, sinagoghe profanate, cinque ebrei uccisi e oltre duecento feriti. Le autorità britanniche lo condannarono in contumacia a dieci anni di carcere per istigazione alla violenza, ma egli era già fuggito in Transgiordania.  All’inizio degli anni Venti, un’amnistia generale voluta dall’amministrazione britannica gli permise di rientrare a Gerusalemme. Due mesi dopo fu nominato Gran Muftì grazie all’intercessione dell’Alto Commissario britannico Sir Herbert Samuel: molti storici giudicheranno quella decisione uno degli errori più gravi della politica britannica nel Mandato. Un anno dopo ottenne anche la guida del Consiglio Supremo Musulmano, assumendo il controllo del waqf, l’insieme delle proprietà religiose islamiche. Consolidò rapidamente un sistema di potere fondato sul patrocinio: favori e protezione ai fedeli, isolamento e repressione degli oppositori.  Nel 1929 decise che era il momento di agire di nuovo. Fece diffondere una calunnia: gli ebrei intendevano attaccare la moschea di al-Aqsa. Dopo settimane di tensione, il 24 agosto esplose la violenza. A Hebron, una folla armata compì un vero e proprio pogrom sulla storica comunità ebraica che viveva lì da secoli. La maggior parte degli abitanti della comunità furono assassinati, i pochi superstiti se ne andarono per non tornare più. Una commissione d’inchiesta britannica attribuì ad al-Husseini la responsabilità morale dei disordini, ma non seguì alcuna azione concreta contro di lui. L’impunità rafforzò la sua convinzione che la strategia del terrore pagasse, gli inglesi non potevano permettere che la situazione sociale precipitasse definitivamente.  Quando, nel 1933, Adolf Hitler venne eletto cancelliere, al-Husseini fu tra i primi leader a inviare un telegramma di congratulazioni. In poche parole, gli fece sapere che i musulmani accoglievano con favore il nuovo regime e auspicavano l’affermazione del sistema fascista altrove. Insomma, un’ammissione di adesione ideologica.  Prima ancora, però, al-Husseini aveva trovato un alleato in Benito Mussolini. 👇🏻👇🏻

Guerra Iran giorno 3 - aggiornamento alle 23 Il 2 marzo, terzo giorno della guerra tra USA, Israele e Iran, è stato segnato d
Guerra Iran giorno 3 - aggiornamento alle 23 Il 2 marzo, terzo giorno della guerra tra USA, Israele e Iran, è stato segnato da bombardamenti continui e ulteriore allargamento del conflitto. Mattina (9:00–12:00 CET) Israele ha annunciato raid diretti su Teheran con jet sopra la capitale, dichiarando superiorità aerea e colpendo obiettivi IRGC e infrastrutture missilistiche. Secondo l’IDF circa metà dei lanciatori iraniani sarebbe stata distrutta. Hezbollah ha lanciato razzi sul nord di Israele, provocando raid di risposta su Beirut e sud Libano. Pomeriggio (12:00–18:00) Nuova ondata iraniana su Israele: Beit Shemesh colpita, sirene in tutto il Paese. Droni iraniani contro basi USA nel Golfo; il Kuwait ha abbattuto per errore 3 F-15 USA, i piloti sono salvi. Israele ha colpito il carcere di Evin e la TV di Stato a Teheran. I Pasdaran rivendicano 500 siti colpiti (non verificato) e minacciano Hormuz. Il Qatar avrebbe abbattuto due jet iraniani. Sera (18:00–23:00) Trump parla di guerra da “4-5 settimane” e non esclude truppe di terra; Rubio annuncia “colpi più duri in arrivo”. CENTCOM conferma 6 militari USA uccisi. Nuove salve iraniane intercettate; Israele prolunga la chiusura di scuole e attività.

Karachi, assalto al Consolato USA dopo la morte di Khamenei: 10 morti Non paghi di essere in guerra contro l'Afghanistan, in
Karachi, assalto al Consolato USA dopo la morte di Khamenei: 10 morti Non paghi di essere in guerra contro l'Afghanistan, in Pakistan si sono arrabbiati per la morte di Khamenei. Karachi è stata l’epicentro delle proteste esplose ieri. Centinaia, secondo alcune fonti migliaia, di manifestanti pro-Iran – in gran parte sciiti e guidati da gruppi come Majlis Wahdatul Muslimeen – si sono radunati davanti al Consolato Generale degli Stati Uniti. La folla ha sfondato il muro esterno del compound, lanciato pietre, danneggiato finestre e dato alle fiamme strutture vicine. Le forze di sicurezza pakistane, insieme ai Marine Security Guards USA, hanno risposto con lacrimogeni, proiettili di gomma e, dopo la breccia, anche proiettili veri. Il bilancio a Karachi è di 10 morti e oltre 70 feriti; a livello nazionale le vittime oscillano tra 19 e 35, con disordini anche a Islamabad e Skardu.

Attendiamo conferme, ma l'ong Hengaw, una associazione curda per i diritti umani ha appena riportato l'annuncio che a Mariwan, a seguito degli attacchi usa-israelianim tutti i prigionieri sono usciti dalla prigione centrale della città.

Il capo dell'intelligence di Hezbollah è stato ucciso in un attacco aereo israeliano a Beirut durante la notte, annuncia l'ID
Il capo dell'intelligence di Hezbollah è stato ucciso in un attacco aereo israeliano a Beirut durante la notte, annuncia l'IDF. L'IDF afferma di poter ora confermare che il suo attacco notturno nella capitale libanese ha ucciso Hussein Makled, "che era a capo del quartier generale dell'intelligence di Hezbollah".

Stanotte, intorno alla mezzanotte (ora italiana) un drone di tipo Shahed ha colpito la base RAF Akrotiri a Cipro. Il presiden
Stanotte, intorno alla mezzanotte (ora italiana) un drone di tipo Shahed ha colpito la base RAF Akrotiri a Cipro. Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha confermato che era un drone iraniano Altri due droni diretti verso la base sono stati intercettati questa mattina.

Un enorme cartellone pubblicitario a Tel Aviv ringrazia il generale iraniano Qaani per aver detto dove si trovava Khamenei.
Un enorme cartellone pubblicitario a Tel Aviv ringrazia il generale iraniano Qaani per aver detto dove si trovava Khamenei.

Sappiamo che non vi siete dimenticati, ma abbiamo bisogno del vostro supporto *adesso* Questo il link alla nostra raccolta fondi. https://www.gofundme.com/f/fai-vivere-f4f

Principali attacchi aerei statunitensi e israeliani durante la notte sull'Iran: Teheran - Quartier generale del Consiglio di
Principali attacchi aerei statunitensi e israeliani durante la notte sull'Iran: Teheran - Quartier generale del Consiglio di sicurezza nazionale - Stazione di polizia 104, 113 e edificio giudiziario - centro di addestramento ufficiali Imam Ali - Quartier generale dell'IRGC - Edificio dell'intelligence militare - Omicidi mirati Luoghi: - Basi dell'IRGC colpite a Isfahan, porto di Bandar Abbas, porto di Chabahar, raffineria di petrolio di Abadan, Ardabil, Urumiyeh e Qavzin. Ahvaz: - Quartier generale militare - Deposito di munizioni - Base dell'IRGC di Habibollahi Kermanshah: - Attacco con bunker buster su una base dell'IRGC. - Diversi complessi di lancio di missili balistici presi di mira Tabriz: - Aeroporto duramente colpito e disattivato - Base dell'IRGC di Fakouri eliminata

L'asse Mosca-Teheran sta crollando sotto i nostri occhi. È stato confermato che l'Iran si è effettivamente rivolto alla Russia, invocando clausole di "assistenza reciproca in caso di minaccia alla sovranità". Mosca – che potrebbe sorprendersi – ha fatto ricorso a un sofisma giuridico: poiché gli attacchi di Stati Uniti e Israele sono inquadrati come "operazioni mirate contro infrastrutture terroristiche", piuttosto che come un'invasione su vasta scala, il Cremlino interpreta questa situazione come una situazione che non attiva la clausola di difesa collettiva. L'Iran avrebbe chiesto alla Russia di attivare i sistemi S-400 e Krasukha.

Ieri notte Hezbollah ha fatto un errore. Ha deciso (o gli è stato fatto decidere, ora che gli iraniani sono volati in Libano a prendere il comando direttamente) di saltare su una zattera che affonda e di entrare in guerra con l'Iran contro Israele: ha cominciato a fare fuoco con i suoi razzi. È stata una decisione molto stupida. 31 comandanti sono stati eliminati a Beirut in 20 minuti. La nuova portavoce in arabo dell'IDF ha emesso ordine di evacuazione per 50 villaggi dal confine alla Bekaa, quelli deve Unifil dovrebbe garantire da decenni pace e disarmo. Probabilmente IDF avanzerà fino al Litani.

Mentre i media italiani sono preoccupati per le conseguenze della morte di Khamenei e la sinistra (ahimè non solo quella radi
Mentre i media italiani sono preoccupati per le conseguenze della morte di Khamenei e la sinistra (ahimè non solo quella radicale) prepara manifestazioni contro la guerra, Pakistan e Afghanistan continuano a darsele nel silenzio generale. Tra il 26 e il 27 febbraio le forze talebane afghane hanno lanciato un’offensiva contro posti pakistani lungo la frontiera. Islamabad ha risposto con l’operazione “Ghazab Lil-Haqq” (“Furia Giusta”), bombardando obiettivi a Kabul, Kandahar, Paktika e in altre aree strategiche. Il 27 febbraio il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha parlato apertamente di “open war”, dichiarando esaurita la pazienza di Islamabad. Tra il 28 febbraio e il 1° marzo gli scontri sono proseguiti senza tregua. Il Pakistan sostiene di aver colpito oltre 46 obiettivi e di aver ucciso più di 400 combattenti talebani. Kabul replica rivendicando la conquista di 27 postazioni pakistane e l’uccisione di decine di soldati nemici. Le cifre, come sempre, divergono radicalmente. Nelle ultime 48 ore il conflitto ha assunto una dimensione ancora più pericolosa. Esplosioni e fuoco antiaereo sono stati segnalati all’alba del 1° marzo nei pressi di Kabul: i talebani affermano di aver respinto jet pakistani diretti verso l’ex base USA di Bagram. Contestualmente, l’Afghanistan rivendica raid contro installazioni militari pakistane, tra cui la base aerea di Nur Khan a Rawalpindi e siti nel Balochistan e nel Khyber Pakhtunkhwa. Islamabad nega o minimizza, ma conferma operazioni in corso. Il conflitto è entrato nel quarto giorno consecutivo, con scontri terrestri nel settore di Zhob e attacchi aerei reciproci.

Dall'Iran supporto a Bibi. Il video è reale e non manipolato. Magari se lo silurano in Israele potrebbe diventare primo ministro in Iran :-D

Francia, Germania e Regno Unito - Hanno rilasciato una dichiarazione congiunta: pronti a "difendere interessi e alleati nel G
Francia, Germania e Regno Unito - Hanno rilasciato una dichiarazione congiunta: pronti a "difendere interessi e alleati nel Golfo" con "azioni difensive proporzionate e necessarie" contro Iran, inclusa distruzione di fonti di lancio missili/droni. UK ha autorizzato l'uso di basi britanniche. Arabia Saudita Emirati Arabi Uniti (UAE) Qatar Kuwait Bahrain Oman - Hanno emesso condanne congiunte agli attacchi iraniani e hanno dichiarato che non intendono "restare passivi"

Per non dimenticare. MAI. Un video evergreen che vi invitiamo a condividere.
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Per non dimenticare. MAI. Un video evergreen che vi invitiamo a condividere.

Secondo alcune fonti l'ayatollah Alireza Arafi è stato ucciso.Era stato nominato leader supremo ad interim dopo la morte di A
Secondo alcune fonti l'ayatollah Alireza Arafi è stato ucciso.Era stato nominato leader supremo ad interim dopo la morte di Ali Khamenei. Attendiamo conferme.