Don Francesco d'Erasmo
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Sgorga ancora Sangue Cristiano in Mozambico e India. Pro Italia Cristiana. : STILUM CURIAE
https://www.marcotosatti.com/2025/07/02/sgorga-ancora-sangue-cristiano-in-mozambico-e-india-pro-italia-cristiana/
Mt 8,28-34
Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, giunto Gesù all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?».
A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque.
I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.
Parola del Signore
Lode a te o Cristo
Gen 21,5.8-20
Il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco.
Dal libro della Gènesi
Abramo aveva cento anni quando gli nacque il figlio Isacco. Il bambino crebbe e fu svezzato e Abramo fece un grande banchetto quando Isacco fu svezzato.
Ma Sara vide che il figlio di Agar l’Egiziana, quello che lei aveva partorito ad Abramo, scherzava con il figlio Isacco. Disse allora ad Abramo: «Scaccia questa schiava e suo figlio, perché il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco». La cosa sembrò un gran male agli occhi di Abramo a motivo di suo figlio.
Ma Dio disse ad Abramo: «Non sembri male ai tuoi occhi questo, riguardo al fanciullo e alla tua schiava: ascolta la voce di Sara in tutto quello che ti dice, perché attraverso Isacco da te prenderà nome una stirpe. Ma io farò diventare una nazione anche il figlio della schiava, perché è tua discendenza».
Abramo si alzò di buon mattino, prese il pane e un otre d’acqua e li diede ad Agar, caricandoli sulle sue spalle; le consegnò il fanciullo e la mandò via. Ella se ne andò e si smarrì per il deserto di Bersabea. Tutta l’acqua dell’otre era venuta a mancare. Allora depose il fanciullo sotto un cespuglio e andò a sedersi di fronte, alla distanza di un tiro d’arco, perché diceva: «Non voglio veder morire il fanciullo!». Sedutasi di fronte, alzò la voce e pianse.
Dio udì la voce del fanciullo e un angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: «Che hai, Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del fanciullo là dove si trova. Àlzati, prendi il fanciullo e tienilo per mano, perché io ne farò una grande nazione». Dio le aprì gli occhi ed ella vide un pozzo d’acqua. Allora andò a riempire l’otre e diede da bere al fanciullo. E Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò nel deserto e divenne un tiratore d’arco.
Parola di Dio
Rendiamo grazie a Dio
Dal secondo libro di Samuele 4, 2 - 5, 7
Davide, re di tutto Israele, conquista Gerusalemme
In quei giorni: Il figlio di Saul aveva due uomini, capi di bande, chiamati l'uno Baana e il secondo Recab, figli di Rimmon da Beerot, della tribù di Beniamino, perché anche Beerot era computata fra le città di Beniamino. I Beerotiti si erano rifugiati a Ghittaim e vi sono rimasti come forestieri fino ad oggi.
Giònata, figlio di Saul, aveva un figlio storpio di ambedue i piedi. Egli aveva cinque anni, quando giunsero da Izreel le notizie circa i fatti di Saul e di Giònata. La nutrice l'aveva preso ed era fuggita, ma nella fretta della fuga il bambino era caduto e rimasto storpio. Si chiamava Merib-Baal.
Si mossero dunque i figli di Rimmon il Beerotita, Recab e Baana, e vennero nell'ora più calda del giorno alla casa di Is-Baal mentre egli stava facendo la siesta. Or ecco, la portinaia della casa, mentre mondava il grano, si era assopita e dormiva: perciò Recab e Baana suo fratello, poterono introdursi inosservati. Entrarono dunque in casa, mentre egli giaceva sul suo letto e riposava; lo colpirono, l'uccisero e gli tagliarono la testa; poi, portando via la testa di lui, presero la via dell'Araba, camminando tutta la notte. Portarono la testa di Is-Baal a Davide in Ebron e dissero al re: «Ecco la testa di Is-Baal figlio di Saul, tuo nemico, che cercava la tua vita. Oggi il Signore ha concesso al re mio signore la vendetta contro Saul e la sua discendenza». Ma Davide rispose a Recab e a Baana suo fratello, figli di Rimmon il Beerotita: «Per la vita del Signore che mi ha liberato da ogni angoscia: se ho preso e ucciso in Ziklag colui che mi annunziava: Ecco, è morto Saul, credendo di portarmi una lieta notizia, per cui dovessi io dargli un compenso, ora che uomini iniqui hanno ucciso un giusto in casa, mentre dormiva, non dovrò a maggior ragione chiedere conto del suo sangue alle vostre mani ed eliminarvi dalla terra?». Davide diede ordine ai suoi giovani; questi li uccisero, tagliarono loro le mani e i piedi e li appesero presso la piscina di Ebron. Presero poi il capo di Is-Baal e lo seppellirono nel sepolcro di Abner in Ebron.
Vennero allora tutte le tribù d'Israele da Davide in Ebron e gli dissero: «Ecco noi ci consideriamo come tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: Tu pascerai Israele mio popolo, tu sarai capo in Israele». Vennero dunque tutti gli anziani d'Israele dal re in Ebron e il re Davide fece alleanza con loro in Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re sopra Israele. Davide aveva trent'anni quando fu fatto re e regnò quarant'anni. Regnò in Ebron su Giuda sette anni e sei mesi e in Gerusalemme regnò trentatré anni su tutto Israele e su Giuda.
Il re e i suoi uomini mossero verso Gerusalemme contro i Gebusei che abitavano in quel paese. Costoro dissero a Davide: «Non entrerai qui: basteranno i ciechi e gli zoppi a respingerti», per dire: «Davide non potrà entrare qui». Ma Davide prese la rocca di Sion, cioè la città di Davide.
Parola di Dio
Rendiamo grazie a Dio
5.785 - Messaggio di Nostra Signora Regina della Pace, trasmesso il 01/07/2025
Cari figli, Dio ha fretta. Quello che dovete fare, non rimandatelo a domani. L'umanità si sta dirigendo verso un grande abisso e io sono venuta dal Cielo per prendervi per mano. Siate docili e lasciate che vi conduca lungo il sentiero che vi porterà al cielo. Una grande crisi di fede colpirà l'umanità e la cecità spirituale contaminerà molti dei miei poveri figli. Io sono la vostra Madre Addolorata e soffro per ciò che vi accade. Pregate. Siate attenti. Fuggite dal peccato e abbracciate la Grazia del Signore che vi trasforma e vi santifica. Confidate nel Signore ed Egli vi salverà. Andate avanti senza paura! Questo è il messaggio che vi do oggi nel nome della Santissima Trinità. Grazie per avermi permesso di riunirvi qui ancora una volta. Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Siate in pace.
5.785 – Mensagem de Nossa Senhora Rainha da Paz, transmitida em 01/07/2025
https://www.apelosurgentes.com.br/pt-br/mensagens/5785
Santo Terço e Aparição de Nossa Senhora
https://youtube.com/live/wCFm8uR4p6c?si=KuGv7taCxEhaJvx8
👆
Cosa significa questa frasetta di apertura al nuovo e libertà dalle cose vecchie?
Attenzione, perché a volte i segni di un problema sono cose piccole, nascoste...
Prudenza negli entusiasmi, siamo vigili!
Ogni giorno, ad ogni ora della storia, sempre dobbiamo porre attenzione a questa domanda. Se non vogliamo che il nostro essere cristiani si riduca a un retaggio del passato, come tante volte ci ha ammoniti Papa Francesco, è importante uscire dal rischio di una fede stanca e statica, per chiederci: chi è oggi per noi Gesù Cristo? Che posto occupa nella nostra vita e nell’azione della Chiesa? Come possiamo testimoniare questa speranza nella vita di tutti i giorni e annunciarla a coloro che incontriamo?
Fratelli e sorelle, l’esercizio del discernimento, che nasce da questi interrogativi, permette alla nostra fede e alla Chiesa di rinnovarsi continuamente e di sperimentare nuove vie e nuove prassi per l’annuncio del Vangelo. Questo, insieme alla comunione, dev’essere il nostro primo desiderio. In particolare, oggi vorrei rivolgermi alla Chiesa che è in Roma, perché più di tutte essa è chiamata a diventare segno di unità e di comunione, Chiesa ardente di una fede viva, Comunità di discepoli che testimoniano la gioia e la consolazione del Vangelo in tutte le situazioni umane.
https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/homilies/2025/documents/20250629-omelia-pallio.html
El 90% de los obispos alemanes suscribe una visión de la sexualidad contraria a la doctrina católica - InfoVaticana
https://infovaticana.com/2025/07/01/el-90-de-los-obispos-alemanes-suscribe-una-vision-de-la-sexualidad-contraria-a-la-doctrina-catolica/
New Anti-Catholic Sex-Education Guidelines in Hamburg Are Fruit of German Synodal Way, Say Experts| National Catholic Register
https://www.ncregister.com/news/new-anti-catholic-sex-education-guidelines-in-hamburg
Pellegrinaggio Parigi-Chartres: un successo che sta facendo scuola | Aldo Maria Valli
https://www.aldomariavalli.it/2025/07/01/pellegrinaggio-parigi-chartres-un-successo-che-sta-facendo-scuola/amp/
Mt 8,23-27
Si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».
Parola del Signore
Lode a te o Cristo
Gen 19,15-29
Il Signore fece piovere sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco.
Dal libro della Gènesi
In quei giorni, quando apparve l’alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: «Su, prendi tua moglie e le tue due figlie che hai qui, per non essere travolto nel castigo della città di Sòdoma». Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città.
Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: «Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!». Ma Lot gli disse: «No, mio signore! Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato grande bontà verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia. Ecco quella città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù – non è una piccola cosa? – e così la mia vita sarà salva». Gli rispose: «Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato. Presto, fuggi là, perché io non posso far nulla finché tu non vi sia arrivato». Perciò quella città si chiamò Soar.
Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Soar, quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco provenienti dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo. Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale.
Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato alla presenza del Signore; contemplò dall’alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.
Così, quando distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.
Parola di Dio
Rendiamo grazie a Dio
Dal secondo libro di Samuele 2, 1-11; 3, 1-5
Davide viene consacrato re di Giuda e di Ebron
In quei giorni Davide consultò il Signore dicendo: «Devo andare in qualcuna delle città di Giuda?». Il Signore gli rispose: «Va'!». Chiese ancora Davide: «Dove andrò?». Rispose: «A Ebron». Davide dunque andò là con le sue due mogli, Achinoam di Izreel e Abigail, già moglie di Nabal da Carmel. Davide portò con sé anche i suoi uomini, ognuno con la sua famiglia, e abitarono nella città di Ebron. Vennero allora gli uomini di Giuda e qui unsero Davide re sulla casa di Giuda.
Come fu noto a Davide che gli uomini di Iabes di Galaad avevano sepolto Saul, Davide inviò messaggeri agli uomini di Iabes di Galaad per dir loro: «Benedetti voi dal Signore, perché avete fatto quest'opera di misericordia a Saul, vostro signore, e gli avete dato sepoltura. Vi renda dunque il Signore misericordia e fedeltà. Anch'io farò a voi del bene perché avete compiuto quest'opera. Ora riprendano coraggio le vostre mani e siate uomini forti. È morto Saul, vostro signore, ma quelli della tribù di Giuda hanno unto me come re sopra di loro».
Intanto Abner figlio di Ner, capo dell'esercito di Saul, prese Is-Baal, figlio di Saul, e lo condusse a Macanaim. Poi lo costituì re su Galaad, sugli Asuriti, su Izreel, su Èfraim e su Beniamino, cioè su tutto Israele. Is-Baal, figlio di Saul, aveva quarant'anni quando fu fatto re di Israele e regnò due anni. Solo la casa di Giuda seguiva Davide. Il periodo di tempo durante il quale Davide fu re di Ebron fu di sette anni e sei mesi.
La guerra tra la casa di Saul e la casa di Davide si protrasse a lungo. Davide con l'andar del tempo si faceva più forte, mentre la casa di Saul andava indebolendosi.
In Ebron nacquero a Davide dei figli e furono: il maggiore Amnon, nato da Achinoam di Izreel; il secondo Kileab, da Abigail già moglie di Nabal da Carmel; il terzo Assalonne, nato da Maac, figlia di Talmai re di Ghesur; il quarto Adonia nato da Cagghit; il quinto Sefatia, figlio di Abital; il sesto Itream, nato da Egla moglie di Davide. Questi nacquero a Davide in Ebron.
Parola di Dio
Rendiamo grazie a Dio
Aperire terris cœlum, apertum claudere - Fondazione EXSURGE DOMINE Ets
https://exsurgedomine.it/250629-petrus-paulus-ita/
Mt 8,18-22
Seguimi.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva.
Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».
Parola del Signore
Lode a te o Cristo
