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Elisa Renaldin | Vita Fuori Copione 🎭

Elisa Renaldin | Vita Fuori Copione 🎭

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Appunti random su libertà, relazioni, presenza e creatività. Aiuto umani stanchi del solito copione, a riprendersi il ruolo di protagonisti.

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Tu non sei ciò che ti è stato raccontato. Ti hanno affibbiato un ruolo, e tu hai iniziato a interpretarlo, come da copione. Molti dei tuoi pensieri non sono i tuoi, e perfino certe sensazioni ed emozioni che provi....non sono tue. "Ma come! Mi stai dicendo che sono falso? Un bugiardo??" Certo che no. Quello che ti attraversa, per te è reale, è vero, è autentico. Come reagisci a certe situazioni è da te definito con un "io sono fatto così". Ma la vera domanda è: io chi? Tutti noi siamo la risultante di tutte le credenze che ci hanno instillato, tutte le paure che ci hanno infuso, tutte le interazioni che abbiamo avuto, tutte le esperienze che abbiamo avuto. Nel bene e nel male. E, chiaramente, più ferite abbiamo ricevuto, e più dolore abbiamo accumulato. Abbiamo imparato a reagire e a difenderci, a proteggerci, spesso a nasconderci. Se avessimo guarito certe ferite, curato certi dispiaceri, lenito certe sofferenze, il modo di approcciarci alla vita, agli altri e alla realtà circostante, sarebbe totalmente differente. Davvero credi ancora di "essere fatto così"? Sei davvero tu, quello? Quello che scappa, quello che reagisce male, quello che si sente ferito o aggredito, quello che ha paura o si rintana...? Io ho abbastanza fiducia nel genere Umano da credere che quello che deambula in giro siano solo brutte copie artificiali, all'interno delle quali si cela la vera Forza, la vera Bellezza, la vera Meraviglia. Quello che ambisco fare, è mostrare ad ognuno ciò che si cela sul fondo del barile, la Verità, la vera Essenza fantastica e magica di ogni Individuo. Amo mostrare nuovi orizzonti al di là dei Recinti Percettivi in cui siamo stati rinchiusi, e lo faccio attraverso percorsi che aiutano vedere la via d'uscita e nuove possibilità di tornare Vivi e Autentici, Coraggiosi, capaci di dire NO, o di dire SÌ, ascoltando l'intuito e non una mente reattiva e condizionata, che sta solo seguendo un copione. Il Teatro Trasformativo è il mio strumento. E tu, non hai voglia di cambiare copione e mettere in scena un'altra storia? 😉 https://t.me/Transformational_Experience

Sono finita per caso su un post da me condiviso la bellezza di 10 anni fa: Rasserenati, tranquillizzati, rilassati, sorridi leggermente. Stupisciti di essere vivo, di sentire, di pensare… Guarda, tocca, ascolta, meravigliati sempre di piú. Respira quest’aria perfetta, di cui hai estremo bisogno e che non ti é mai venuta a mancare. Mantieni accesa la gratitudine alimentandola con questi ineffabili miracoli quotidiani. Ricorda: correvi lungo la spiaggia, ti regalarono un cucciolo, ricevesti il primo bacio. Pensa ai tuoi amici, ai tuoi amori, ai tuoi portafortuna. Pensi ai tuoi genitori, ai tuoi figli… Ora smetti di pensare. Bene, questa é l’emozione. Sperimenta questa serena allegria, trattienila, ricordala. Mentre rimani in questo stato, l’Universo ti celebrerà colmandoti di benedizioni. La sfida é conservare la felicità anche senza cucciolo, senza baci e senza spiaggia: prima di tutto metti da parte il dolore per le cose brutte successe e la preoccupazione per quello che verrá. Successivamente, affinché non ti manchi nulla, condividi generosamente la tua felicitá con tutti gli altri... - Axel Piskulic Chissà perché la memoria delle cose brutte, tristi e dolorose si propaga nel tempo all'infinito, mentre i ricordi di cose belle, allegre e leggere svaniscono come la neve al sole. Il brutto permane anche se non esiste più. Il bello svanisce e diventa evanescente. Non sono sempre solo ricordi? Sì, ma siamo abituati a dare risalto a ciò che ci fa soffrire, piuttosto che a ciò che ci dà gioia. Come se il dolore meritasse di essere evocato, e la gioia no. Questa abitudine mentale ed emotiva, col tempo, diventa un recinto percettivo e ci costringe a vedere e percepire solo alcune cose a discapito di altre. Per cambiare la rotta, occorre creare nuove abitudini, nuove connessioni mente-cuore. Ad esempio, la Gratitudine è un buonissimo modo per ri-allenarsi a notare il Bello. Allora, ecco un Esercizio/rituale da fare tutte le mattine per almeno 28 giorni: scrivi le 10 cose per cui sei grato, sentendo realmente il Sentimento della Gioia e della Gratitudine: non deve essere un mero esercizio mentale, se no non serve a una mazza! 😆 Fai caso, giorno dopo giorno, come cambiano le tue percezioni.....

Lo spot televisivo di una nota marca di birra recita: "il segreto della buona compagnia, è essere semplicemente se stessi". Io concordo con questa affermazione, ma credo che ognuno di noi sia molto lontano dall'essere se stesso. Siamo letteralmente mascherati, bisognosi di conferme, restii a mostrarci, timorosi del giudizio. Tutto questo è il risultato di una prolungata agonia sotto il peso delle maschere che ci portiamo addosso, fin da ragazzini. A che ci servono? Teoricamente, secondo noi, a proteggerci. Da attacchi, da giudizi, da rifiuti. In realtà, è proprio quello che causano. Più siamo "fasulli" e più gli altri faticano ad accettare le nostre manifestazioni poco autentiche. Ci convinciamo di dover essere in una certa maniera, per compiacere gli altri, per essere accettati, per far parte del "clan". Ma dentro di noi qualcosa soffre, e una solitudine abissale ci pervade, ogni volta che censuriamo la nostra spontaneità. Questo non è esattamente essere "se stessi". Io ho passato un lungo periodo della mia vita, in questa condizione, perché i Recinti Percettivi in cui mi trovavo mi imponevano di NON Essere. Ogni tanto ancora mi capita. Ma ciò che desidero fare attraverso i miei percorsi di Teatro Trasformativo, è di liberare gli individui e far loro ritrovare il Coraggio di esprimere il loro vero Sé. Anche se è rischioso. Anche se è un salto nel vuoto. Anche se agli altri può non piacere. Ma gli altri, non possono essere la nostra bussola. Quella é, da sempre e per sempre, nel nostro Cuore, nella nostra Pancia, e parla attraverso l'Anima e l'Intuito. E quelli no, non sbagliano mai. Buona Autenticità a tutti 💖 https://t.me/Transformational_Experience

LA REALTA’ ATTORNO A NOI RISPONDE Siamo immersi in, e circondati da una materia-non-materia invisibile, plasmabile e reattiva, che risponde ad ogni nostro pensiero emotivo, azione focalizzata e intento. No, non è il solito pippozzo spiritual new age, se mi leggi da un po’ dovresti aver capito che sono molto lontana da certi costrutti teorici e mistificatori. Parlo di come la Realtà sia un Entità Vivente reattiva, e di come comunichi con noi in continuazione. Se siamo attenti e ci poniamo in una condizione di Ascolto, possiamo ricevere moltissimi messaggi, ogni momento, sotto forme diverse: una scritta che leggiamo, un suono che udiamo, un’immagine che vediamo, un movimento che notiamo, una frase che ascoltiamo…è tutto simbolico, ed è tutto lì al nostro Servizio. Prima che tu dica: “ah, ma a me non succede”, chiediti prima SE ti metti in ascolto e in osservazione della Realtà, perché lei certo non viene a prenderti per la giacchetta. I suoi segnali sono sottili, a volte impercettibili, e possiamo coglierli sono nella misura in cui scegliamo di recepirli, percependo che effettivamente esiste una comunicazione tra noi e la realtà circostante, altrimenti…silenzio stampa. Sì, un’Entità Reattiva comunica a chi è in ascolto. E questo Ascolto si amplifica rinforzando lo stato di Presenza. E lo stato di Presenza si sviluppa con l’allenamento. E questo allenamento prevede di fare certe azioni per un certo periodo. Una volta fatto tutto questo la condizione è stabile e permanente? No. Può succedere che certi eventi della vita assorbano le nostre energie e la nostra attenzione e ci distraggano da questo dialogo con la Vita, col Mondo, con l’Universo e in definitiva con Noi Stessi. E dunque occorre ritornare Attenti e Concentrati, per riaprire questo Dialogo speciale. Tra le cose che faccio fare nei miei Percorsi online, ci sono anche una serie di azioni, gesti e pratiche che hanno l’obiettivo di riportare a quella condizione di Attenzione e Presenza. Chiediti…quando è stata l’ultima volta che hai colto un segnale per te dall’Universo?

La Bellezza. Eleva lo Spirito, calma la mente. Dà sollievo, rigenera, nutre. Ispira, sollecita, rende Presenti. Scorcio del L
La Bellezza. Eleva lo Spirito, calma la mente. Dà sollievo, rigenera, nutre. Ispira, sollecita, rende Presenti. Scorcio del Lago da Sesto Calende

Gente, io ve lo dico: a volte è difficile trovare se stessi perché facciamo riferimento a schemi e modelli precostituiti. E se per la maggioranza possono andar bene come griglie di riferimento, c'è una fetta di Umanità che non ci si riconosce. Cercare riferimenti esterni a volte è utile, perfino necessario, ma chi può definirci se non NOI STESSI? Cresciamo in una società che vuole uniformarci a tutti i costi a un modello, a uno schema... e noi facciamo di tutto per rientrarvi, perché per certi versi è comodo. Mettersi alla ricerca di Sé è molto più complicato, e impone di abbandonare mappe e riferimenti, di navigare in mare aperto, spesso senza bussola. Chi ha il coraggio di farlo? Io mi trovo a un punto di svolta, nella mia vita, che mi sta premendo come un limone per far uscire il mio succo. Voglio estrarre l'elisir da me stessa o voglio continuare a seguire schemi e regole? So di non potermi uniformare, e so di avere il compito di aprire la strada per molti. Non è un compito facile, perché mi viene richiesto di abbandonare il conosciuto per addentrarmi nel Nuovo. Ma so che esistono Anime Affini che non aspettano altro che ricevere un segnale in stile Gladiator: a un mio segnale, scatenate l'inferno!! Io sto per emettere il segnale. Quanti creatori del Nuovo sentono la chiamata? Quanti si sentono chiamati a costruire il Nuovo, a prendere parte al Cambiamento, a essere Protagonista di ciò che verrà?

Grazie a chi ha votato e a chi voterà. Sto cercando di trovare le attinenze tra voi e me. L'espressione "sentirsi come un alieno su un pianeta inospitale" mi è arrivata forte e chiara, ma volevo capire se era solo una mia fantasia o se rispecchiasse il sentire di altri 😉

Se dovessi descrivere lo stato d'animo che hai provato più spesso, diresti che ti senti:
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SAPER DISINNESCARE Non parlo di bombe a orologeria, ma di ordigni mentali. Quelli che ad ognuno di noi si attivano quando sentiamo pronunciare certe frasi da certe persone. Questo, spesso, avviene quando una nostra esigenza o richiesta non trova accoglimento, e allora una parte di noi ferita o risentita reagisce alla velocità della luce. Ci parte la fiammata da dentro, oppure ci sentiamo implodere sotto la delusione. Se con gli estranei possiamo permetterci il lusso di dire: va beh, chi se ne frega in fondo… quando si tratta di amici, partner, figli o persone a noi vicine, invece, una parte di noi pesta i piedi. Partiamo col dire che ogni reazione ha un significato e che, se accade, c’è qualcosa di interessante per noi da andare a guardare. Al di là del fatto se abbiamo torto o ragione – che in questi casi non è il punto importante – è prestare attenzione al perché ci sentiamo così, che è per noi rilevante. Volevamo una risposta che non è arrivata, oppure ne abbiamo ricevuta una che ci ha infastiditi: quale parte di noi aveva bisogno di attenzione? Purtroppo, o per fortuna, gli altri ci fanno sempre da specchio, e hanno l’incredibile capacità di metterci di fronte ai nostri punti sensibili, per cui quando si accendono quelle lampadine, faremmo bene ad accogliere le sensazioni, perché lì ci sono un sacco di informazioni utili per noi. Può anche darsi che rimaniamo uno o due giorni con questo fastidio che continua a girare, perché proprio non ce la facciamo a stare zitti e dobbiamo a tutti i costi dire “questo-questo-questo-e-l’altro” a chi ci ha infastiditi, perché noi “così-così-così-e-cosà” perché “colì-e-colà-e-che-cavolo”. Ma visto che il più delle volte parliamo di rapporti importanti coinvolti in queste dinamiche, acquisire la capacità di disinnescare quella bomba è assolutamente essenziale. Dobbiamo fare una scelta: vogliamo parlare e chiarire, o vogliamo vomitare addosso all’altro il nostro malessere? Perché da questa scelta si decidono le sorti dei rapporti. In fondo, mi spiace dirvelo, ma come ci sentiamo dipende solo e unicamente da noi, e noi abbiamo la chiave per aprire e chiudere le nostre porte. Io una volta non riuscivo a gestire questi movimenti interni. O sbottavo o – più spesso – mi tacevo, e in nessuno dei due casi stavo bene. Come ho fatto a cambiare? Lavorando strenuamente sulle mie ferite, e imparando a distinguere le circostanze, ad accogliere il mio sentire, a prendermi cura delle mie reazioni e a comprenderle, a capire gli altri. Ho messo a disposizione ciò che so, e mi sta capitando spesso di ricevere in seduta persone che hanno bisogno di lavorare sulle relazioni, tant’è che sto mettendo a punto un percorso ad hoc proprio su questo... https://t.me/Transformational_Experience

L’IMPORTANZA DELLA SPENSIERATEZZA Lo so, stai già pensando: “ma come puoi essere spensierato se sta succedendo…(questo e l’altro)?”. E’ impossibile non avere pensieri se ti capita… (così e cosà)”. Già. Ma io mica ho detto che è facile e naturale. Ho detto che è importante, e oltretutto è estremamente utile, perché quando si riesce a svuotare la mente e a concedersi quel momento di stacco cerebrale, di rilassamento sinaptico, di pausa neuronale…si attua un vero e proprio ristoro. Si potrebbe pensare che l’attività mentale sia indispensabile per trovare soluzioni e risolvere questioni personali e lavorative, e di fatto tutti ci immergiamo continuamente – spesso h24 – nel lavorìo mentale, convinti di trovare la via d’uscita. Io sono la prima a bruciare un sacco di energie mentali stando ore e ore a pensare, e alcune volte serve. Altre volte invece mi accorgo di finire nelle sabbie mobili cerebrali e di soffocare dentro lì senza risolvere un bel nulla. Quando il corpo inizia a mandare segnali, tipo mal di testa, insonnia o forte stanchezza, allora finalmente mollo il colpo e cedo alle richieste del mio sistema sovraccaricato. Che beneficio ne ricavo? Un alleggerimento immediato. Riposo fisico e riposo mentale spesso vanno assieme, e in quel momento di TREGUA riesco a: -ridimensionare i problemi -ridurre il senso di pressione -tornare ad avere fiducia nel processo -migliorare l’umore -iniziare subito a intravedere soluzioni -ritrovare creatività Donarsi quello stacco mentale, anche a costo di imporselo lasciando fuori tutto e tutti, è di importanza vitale. E per tutto e tutti intendo: le scadenze, la fretta, le esigenze degli altri, i timori e i dubbi, cosa potrebbe pensare tizio, cosa mi risponderà caio, ce la farò oppure no, come andrà a finire quella certa cosa, come farò se non risolvo….eccetera eccetera…insomma, tutto quel chiacchiericcio mentale maledetto che non fa altro che stancare e sottrarre energie. Prima di arrivare a un certo punto di saturazione, è sano dire: alt, fermi tutti, adesso viene prima il mio benessere. Per me funziona scaricare l’eccesso di tensione mentale liberando le emozioni, ad esempio. Può bastare parlare con qualcuno, oppure dedicarsi ad un’attività creativa. In seduta utilizzo delle tecniche di rilascio emozionale che funzionano da dio. Se non ci prendiamo cura si noi, nessuno lo farà 😉 https://t.me/Transformational_Experience

“Neppure a ciò che è chiaro e manifesto dobbiamo credere subito, poiché certe menzogne hanno apparenza di vero. È sempre bene aspettare: giorno dopo giorno la verità viene a galla” - Seneca Sì, ci vuole del tempo per soverchiare certe menzogne e svelare certi inganni, specie quelli che sembravano assolute verità. I Recinti Percettivi lavorano proprio così: sono invisibili e sembrano non esistere, per questo è tanto difficile individuarli. Sistemi di credenze, fedi, dogmi, dottrine...sono la radice dei Recinti Percettivi. Scovarli passa sempre dal farsi domande, e saper cogliere la risposta, senza vagliarla non attraverso una mente indottrinata... altrimenti si cade nello stesso medesimo tranello...e si resta nel Recinto, convinti di non esserci... https://t.me/Transformational_Experience

Ci vediamo questa sera in diretta alle 20! Parleremo del mio libro "Riaccenditi!" e, naturalmente di Recinti Percettivi 😉

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Ci vediamo in diretta questa sera 😉

PERCHE’ E’ COSI’ IMPORTANTE CIO’ CHE PENSI DI TE In tanti anni di laboratori teatrali condotti, mi sono sempre confrontata con le opinioni estremamente limitate che le persone avevano di loro stesse. Davvero, tanti di noi si dicono brutte parole, e limitano enormemente ciò che potrebbero essere e realizzare. Occasioni perdute, lavori persi, relazioni concluse…solo per non aver avuto l’atteggiamento mentale giusto. Spesso ci scoraggiamo, di fronte a certe difficoltà, e ci lasciamo trascinare da una corrente che ci fa sbattere contro argini con pietre appuntite: quelle delle nostre opinioni su noi stessi. “Non sono in grado”, “gli altri penseranno che”, “se agisco in questo modo succederà questo e l’altro”…e potremmo andare avanti per ore. Di solito ci autogiudichiamo, e spesso risentiamo del giudizio altrui o lo temiamo. E tendiamo a ridimensionarci, a sottovalutare le nostre capacità. Magari abbiamo solo bisogno di fare pratica, di diventare più esperti in quel lavoro o in quella disciplina, e non ci diamo il tempo di farlo. A volte si tratta solo di essere metodici. Altre volte abbiamo bisogno di ritenerci all’altezza di superare una sfida. Ma perché è così importante cosa pensiamo di noi stessi? Lo è perché determina l’andamento dei fatti. Noi letteralmente formiamo dei film, nella nostra mente, ci raccontiamo delle storie, e ci crediamo, poco importa se le storie siano vere o false, frutto di ricordi o di immaginazioni. La mente le prende per vere. Il cuore ci crede e si demoralizza. E così il mondo è pieno di persone meravigliose che si sottovalutano, convinte di non farcela. Una delle cose che mi sta più a cuore, è proprio aiutare le persone a riconoscere il vero dal falso, cioè far loro comprendere che la percezione che hanno di loro stessi è determinante nei successi e nei cosiddetti fallimenti. Ciò che io faccio è mostrare che esistono dei Recinti Percettivi, e che occorre iniziare a scavalcarli, uno per volta, a partire da quelli Individuali. Sono percezioni distorte su se stessi, che si basano su quello che ci hanno raccontato di noi, e su quello che noi abbiamo fatto nostro. Esistono altre versioni di noi. Esistono altre possibilità e altri scenari. Sta a noi oltrepassare quel limite di percezione, e iniziare ad esplorare altre realtà. https://t.me/Transformational_Experience