Elisa Renaldin | Vita Fuori Copione 🎭
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Appunti random su libertà, relazioni, presenza e creatività. Aiuto umani stanchi del solito copione, a riprendersi il ruolo di protagonisti.
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Ho sempre pensato che questo canale Telegram sarebbe stato una sorta di diario di bordo, molto intimo e personale, un modo per condividere le mie intuizioni e percezioni a quanti sì fossero sentiti in risonanza con le mie parole.
Non ci ero riuscita, finora, per mille ragioni: difficoltà personali, prove davvero durissime, cambiamenti continui, svolte, situazioni contingenti... O forse mi sono solo fatta il problema di condividere cose intime che magari a pochi potevano interessare, non lo so.
Io non conosco chi mi legge (almeno non tutti, ecco... gli iscritti al canale li vedo ma non conosco personalmente tutti voi), non so di cosa siete in cerca, non so perché mi seguite, non so se potrò esservi di aiuto.
Ma lo scopo di questo canale non è né fare marketing, né vendervi niente (per quanto a volte vi segnalerò ciò che faccio in giro e mi piacerebbe incontrarvi).
Gli artisti hanno bisogno del pubblico.
I leader hanno bisogno della squadra.
Gli scrittori hanno bisogno dei lettori.
Gli oratori hanni bisogno della platea.
And so on (sto usando spesso questa frase perché mi piace, perdonate l'inglesismo... da una grammar nazi lo potete accettare, dai).
Lo scopo di questo post, in un martedì qualunque? Solo dirvi grazie per essere qui, e dirvi che nessuno di voi dovrebbe limitarsi, censurarsi, costringersi, sottovalutarsi, retrocedere, giudicarsi, rinunciare, fermarsi per paura, dubbi o timori. Se già non lo fate più, bravi.
Se ancora lo fate, coraggio.
Un passo alla volta.
Una decisione alla volta.
Un momento alla volta.
Un respiro alla volta.
Anche io ci ho messo tanto, e a volte ancora trentenno.
Questa vita è piena di sfide, che a volte ci polverizzano. Ma noi possiamo scegliere di rialzarci. Dobbiamo farlo.
La vita è nostra e la sua qualità inizia dai pensieri che facciamo.
Perciò:
un pensiero alla volta
un'emozione alla volta
una sensazione alla volta.
Prendetevi cura di voi.
Lasciate che lo Spirito si prenda cura di voi, e crediate e sentiate che qualcosa di più grande esista e vi accompagni, e che sia voi, e in voi.
Ho appena fatto un audio proprio su questo, partendo da una poesia che ho scritto ieri.
Volete sentirlo?
"Possiamo lamentarci perché i cespugli di rose hanno le spine, o gioire perché i cespugli spinosi hanno le rose"
- Alphonse Karr
Sembra banale, ma non lo è. Qui sta il senso di quanto sia importante dare il corretto significato agli eventi e alle cose. Non c'è mai una realtà unica, statica e definitiva, è sempre tutto filtrato dalla nostra percezione.
Il problema è che ci siamo assuefatti al brutto (che pure esiste), ma concentrandoci su quello, l'abbiamo notato sempre di più e attratto sempre di più.
Per questo chi ha capito l'antifona ci tritura le gonadi su questo: "la realtà è come tu la vedi", semplicemente perché funzioniamo in maniera automatica, e tutto ciò su cui ci focalizziamo a lungo, con convinzione e senza dubbi, si manifesta.
Perciò un occhio abituato a vedere bruttezza, vedrà bruttezza. Un occhio abituato a vedere un mondo ostile, vedrà un mondo ostile.
Mentre un occhio abituato a vedere possibilità e solidarietà, vedrà quello.
Come ci si sposta dalle spine alle rose? Ci si deve fare un mazzo così (questa era carina, eh, per chi l'ha capita 😁).
Per orientare lo sguardo verso un'altra visione, bisogna innanzitutto rinunciare a ciò che abbiamo ritenuto vero e inscalfibile fino a poco fa, rinunciare alle proprie inossidabili interpretazioni delle cose, e distaccarci dall'identità che le ha generate.
Vale a dire che una vecchia versione di noi vedeva certe cose e giungeva a certe conclusioni. Il lavoro sull'identità, infatti, è fondamentale, proprio come fanno gli attori quando costruiscono un personaggio ed entrano nel suo mondo. Mica per niente l'ho chiamato #teatrotrasformativo, quello che faccio 😎
C'è un'altra riflessione che apre alla comprensione e sintetizza il malloppo filosofico di stamattina: "vuoi essere felice o vuoi avere ragione?".
Sembra banale, ma non lo è. Si tratta di cambiare drasticamente il modo in cui vediamo le cose.
Allora: le rose hanno le spine, ok. Ma io posso vederne la bellezza, accettare che al mondo esistano le spine, semplicemente stare attento a non farmi male, non smettere di considerare le rose il fiore più bello del mondo, anche con le spine, e vedere che razza di miracolo sono questi fiori, fatti così.
Oppure posso maledire le spine, lamentarmi che ci sono, essere scocciato ogni volta che le vedo, odiarle, pensare che le spine non dovrebbero esistere e che c'è qualcosa di sbagliato in questo e, non da ultimo, inveire contro il mondo vegetale perché io mi sono ferito con le spine....
La vedete la metafora? Vedete il nesso coi post precedenti? Comprendo che in base alle mie scelte interpretative percepisco un mondo completamente diverso, e posso anche agire a ritroso su questo? (notizia bomba, ne parleremo a breve).
Se, percettivamente, costruisco intorno a me un mondo di nemici e di brutture, lo renderò sempre più tangibile. Poi le brutture ci sono, ma di fronte ad esse è meglio restare neutrali e non farsi tirare per la giacchetta da ciò che vedo in giro....
Scelgo.
Osservo e scelgo.
Vedo un mazzo di rose: mi concentro sul fiore o sulle spine? Sulla base di questo cambia TUTTO.
Saludos e buona domenica ☀️🌈🌹
Il problema è che continuiamo a distanziarci da noi stessi.
Uno dei libri che ho scritto (non ancora pubblicato) parla delle dipendenze, di vario tipo.
La dipendenza è una fuga da se stessi e dalle proprie ombre, un tentativo di eludere una parte di noi che, invece, reclama attenzione.
Perché la scansiamo? Perché ci porta verso un altro noi a cui probabilmente non ci sentiamo pronti.
Un Noi forte, coraggioso, determinato, passionale, invincibile. Un noi che piace e che ci piace, un noi bello, luminoso, potente.
Tutta questa grandezza può perfino spaventare, o coglierci impreparati, perché ci è richiesta una dose maggiorata di propensione all'avventura e al rischio.
Il Noi espanso ha voglia di esplorare, di muoversi, di conoscere, di vivere e di rischiare.
Il Noi Autentico è vivo e vivace, non si accontenta di meno del massimo, sia in termini di intensità, sia in termini di quantità.
Il Noi Reale è consapevole della sua dimensione spirituale, di ciò che può fare e ottenere, e della libertà che vuole vivere.
Ecco, questo può essere troppo per un io limitato e spaventato, abituato a restare nei #recintipercettivi autoimposti del limite. Perché si fa fatica, a vivere con questo alto standard, e richiede impegno, vivere una vita ad alta intensità.
E allora ecco che intervengono tutti i fastidi e le rotture di palle del caso (ergo: autosabotaggi) che limitano, frenano, riducono, ostacolano.... Ma da dove arrivano? Spesso li creiamo noi stessi. Già.
"Noi stessi??? No va beh Elisa, questa proprio non l'accetto".
Eh, fai come ti pare. Però se hai letto gli altri post sul canale Telegram, 2+2 avresti già dovuto farlo... o no?
La potenza che si scatena nel non visibile, ogni volta che pensieri ed emozioni sono in coerenza, è deflagrante, sia in positivo che in negativo. E visto che sto perdendo il filo del discorso, torno a ripetere che il coperchio sulla pentola che ribolle, lo mettiamo quasi sempre noi.
Perché quel "Noi" è tremendamente e meravigliosamente potente e ci spaventa, quasi da non sentirsene all'altezza. E questo è una altro bel Recinto Percettivo in cui incappiamo tutti, è inutile che fate i fighi e negate. Vi vedo, perché tutti passiamo da lì.
Quindi? Quindi ogni volta che stai scappando da te stesso, chiediti perché lo fai. Ogni volta che neghi un impulso coraggioso e volitivo, chiediti quale responsabilità vuoi scansare. Ogni volta che ti tiri indietro e te la racconti, chiediti a cosa non sei ancora disposto a rinunciare.
Perché finché non tiriamo giù tutte quelle maschere, non ci vedremo mai, in tutte le nostre potenzialità.
https://t.me/Transformational_Experience
Capita anche a te?
Momenti di iper-attività pura, pregna di creatività, attività cerebrale e ispirazione... alternata a momenti di abulia pura, svogliatezza e demotivazione...?
Saranno anche ste lune piene e ste lune nuove (che francamente hanno anche un po' rotto er ca....) ma senz'altro si smuove qualcosa, dal fondo del barile, che necessita di essere visto.
Accogliamo tutto, anche le cose più strane, non smettendo mai di trovare il lato ironico (vi giuro, oggi ho visto Quasimodo! Non scherzo!!).
La realtà è piena di sorprese, e il limite lo mettiamo soltanto noi coi nostri #recintipercettivi.
È tutta la vita che mi interrogo su chi sono e su cosa sono qui a fare... e ho trovato risposte parziali e frammentate. Va bene. Va bene anche così, perché dannarsi e affannarsi non ci porta lontano.
A volte fermarsi, fare silenzio e respirare, funziona più di mille pippe mentali, che scattano per la paura di non farcela, non essere, non fare, non realizzare....
Tante volte, un bel bagno caldo, un bel 'fanculo tutti', un 'mo stacco il telefono', un 'qualche santo sarà', funziona più di altre cosiddette strategie mentali.
Relax, e fatte 'na risata.
E lo so che scateno le ire funeste degli iper razionali maniaci del fare e del controllo. Ero anch'io così, guarda un po', quindi avete tutta la mia comprensione. Ma si arriva a un punto in cui si capisce che il benessere DENTRO è la cosa più importante del mondo, e il resto viene da sé.
Post sconsiderato per viaggiatori del surreale 🫠
I miei assunti di base sono funzionali? Mi aiutano, nella vita? Mi fanno uscire in fretta dai drammi? Mi danno una chiave di lettura superiore, utile, veloce? Mi danno strumenti di comprensione e azione efficaci? Se la risposta è sì, benone. Se la risposta è no, attenzione a non scavarvi la fossa con le vostre stesse mani. E soprattutto, (e riprendo il tema dell'inizio del post) occhio agli assunti su voi stessi, perché prima di voler cambiare una realtà che vi fa schifo, occorre rimettere a posto un ambiente interno, intimo, nostro, in cui non manca nulla, in cui siamo pieni e centrati, con una sensazione - o per meglio dire certezza - di valere, di meritare, di essere capaci. Senza queste BASI, qualsiasi azione risulterà inefficace.
Bene, dopo sto pippone infinito, mi rendo conto che non ho ancora esaurito l'argomento, perciò vi do appuntamento nei prossimi giorni con ulteriori elucubrazioni farneticanti sul tema. 🤪
Stay tuned! 😎
P.S.: chi vuole fare una seduta individuale con me - così lo spremo bene - mi scriva a: info@elisarenaldin.it
P.P.S.: chi vuole partecipare a un incontro in presenza dia un'occhiata sui social perché forse ho trovato una sede a Mesero. E se non vi piace Mesero, a voi del nord, siete caldamente invitati a darmi suggerimenti per una location dove fare una giornata piena, pazza e ricca di Teatro Trasformativo & uscita dai Recinti Percettivi.
Bon, ho finito. Saludos!! 😁
Oggi riflettevo sulla necessità di ripristinare un Rapporto con noi stessi, che sia il più possibile amorevole, benefico, di sostegno.
Lo so, lo so.......già detto, già visto, già sentito.
Autostima, self concept, amor proprio e bla bla bla.
Però, gente, lasciate che ve lo dica. Io lavoro con le persone e con i gruppi da più di metà della mia vita. Francamente, è rarissimo trovare qualcuno che si senta forte, di valore, che senta di meritare veramente tutto quello che desidera, che si senta capace di ottenere ciò che vuole, che abbia un'opinione di sé alta, che abbia vinto le paure, che non tema il giudizio degli altri, e che - soprattutto - non abbia un dialogo interno negativo e che - altro aspetto fondamentale - non giudichi la realtà esterna considerandola una merda. Perdonate il francesismo, ma almeno vi tengo svegli nella lettura.
Anche ammesso che qualcuno non giudichi la realtà esterna in modo negativo, tantissimi hanno un'attitudine fatalista del tipo: un volere superiore ha deciso per me. Ecco, questa roba è molto simile alla delega, e la delega è ciò che ci mantiene schiavi e limitati.
A chi delego, e come delego? Lo faccio ogni volta che do la responsabilità a qualcun altro, Cielo compreso. E' colpa di mamma e papà, del trisavolo in carriola, del diavolo o della gente brutta e cattiva. Dipende dal destino, dal fato, dalle congiunzioni astrali, da dio la madonna e tutti i santi, dal signore dio onnipotente. Ecco, li ho elencati tutti. O quasi. Si continua a guardare fuori, anziché guardare dentro, dimenticandosi che TUTTO - ma proprio tutto - avviene dentro, e che FUORI è solo una manifestazione successiva e conseguente a ciò che ho accettato come assunto.
Cos'è un assunto? Una credenza, una convinzione, un'idea radicata che pilota la mia realtà, perché ciò che io intimamente credo, inevitabilmente si manifesterà nella realtà. Per questo è così importante sistemare DENTRO e lasciar perdere tutto ciò che avviene fuori, che è solo una conseguenza.
Come sistemo dentro?
1. Devo far caso a tutto ciò che mi passa per la testa, piantonare l'ingresso della mente e buttare fuori ogni pensiero che non ho scelto
2. Devo essere costantemente presente, vigile, attento, e questo lo faccio prestando attenzione alle sensazioni fisiche
3. Devo operare delle scelte, in merito alla realtà che sto osservando, comprendendo che si tratta di una manifestazione delle MIE credenze inconsce radicate, e quindi assumendomi la responsabilità di ciò che ho creato
4. Devo sciogliere ogni malessere e disagio che si offre alla mia attenzione, considerandolo come preziosa bussola che mi indica dove andare (e lo faccio con delle tecniche di rilascio emozionale, ad esempio)
5. Devo piantarla definitivamente di lamentarmi, giudicare e puntare il dito sugli altri e sulla realtà esterna, rendendomi responsabile di ciò in cui sono immerso (è una mia creazione, e se mi turba, mi ferisce, mi infastidisce, ecc... allora ci sono dentro fino al collo. Come dico sempre: se ti tocca, ti riguarda. Se non ti tocca è un altro discorso e ne parleremo in un altro post).
6. Devo comprendere che tutto si svolge nella realtà energetica non visibile, parte da dentro e da lì devo ripartire ogni volta.
A questo punto, siete liberi di dirmi:
- sì va beh ma non va sempre così
- sì però non dipende tutto da me
- sì però a me è successo questo e quello
- sì ma comunque certe cose sono fuori dal nostro controllo
- sì ma certe cose sono oggettivamente brutte e sbagliate
and so on.
Fate come vi pare. Io non vi sto dicendo che questa è LA VERITA'. Io vi sto dicendo: provate a cambiare riferimenti interni, prospettive, atteggiamenti e visioni. Provate a uscire dallo schema - Recinto Percettivo - in cui vi trovate ora. Provate a creare dei nuovi assunti. Provate a mollare la presa sulle situazioni e a osservarle con distacco. Provateci solo e unicamente per vedere cosa cambia, perché un atteggiamento diverso, cambia tutto. Le cose non devono essere tutte vere, verificabili e misurabili. Le cose devono essere funzionali.
"In qualunque cosa tu ti metta, tu e solo tu puoi tirartene fuori".
"Il dono che la Sorgente ci ha fatto è diventare la Sorgente di noi stessi"
"Quando accetterete di essere Sovrani, allora capirete come funziona la creazione"
"Siete qui per integrarvi. Dimenticatevi del resto del mondo. Siate qui per essere veri con voi stessi. Siate qui per innamorarvi di voi stessi. Siate qui per conoscere voi stessi in un modo che non avete mai osato fare prima. E siate qui per comprendere che voi stessi siete il vostro vero Uno".
"Voi siete lo Spirito che non è in contatto con se stesso per mancanza di fiducia".
- Adamus
C'è tanta roba, in queste frasi, gente. Si tratta di assumersi la responsabilità di ciò che si è fatto, riconoscendo innanzitutto di essere dei creatori. Se non accogliamo l'idea di aver creato noi anche le situazioni più assurde e dolorose, non possiamo impossessarci nuovamente e a pieno titolo di tutti i nostri poteri. Che sia per il nostro "bene" lo definiamo noi in seguito, perché acquisiamo la capacità di raddrizzare il tiro e reinterpretare l'accaduto.
Certamente esistono forze contrapposte che ci ostacolano di continuo e possono davvero danneggiarci, ma usano il nostro potere creativo per farlo, e ci portano a creare inconsapevolmente.
Lo ripeto: delle volte il nostro potere è usato a nostra insaputa per generare situazioni dolorose.
Quindi come si aggancia, qui, la questione del consenso? Nel non cedere più il nostro potere e nel non lasciarci più usare facendo dirigere le nostre energie contro di noi. Gli eventuali fatti negativi e dolorosi accaduti ci hanno fatto accorgere di cosa abbiamo creato, e in questo senso: "qualunque cosa succeda, l'avete creata per il vostro bene più alto".
L'attitudine a comprendere la vere ragioni di ogni accadimento, accogliere le situazioni anziché combatterle, accettarle anziché giudicarle, ci permette di rimetterci in bolla subito. E' un cambio di prospettiva immediato, come dire: ah, vedi? Sono così potente da aver creato perfino questo. Mi sono fatto un male del diavolo ma finalmente ho capito che dipende DA ME. Quindi, da ora in poi, diverrò Responsabile di come uso la mia energia.
In questo modo cambiano i potenziali e le energie si sbloccano: a questo serve considerare che noi l'abbiamo creato, bello o brutto che sia. Qualche interferenza energetica se n'è di certo approfittata, ma adesso che l'abbiamo visto possiamo affermare: adesso basta, vai pure, non ho più bisogno che mi tiri dei cazzotti. Non c'è più bisogno. Prendo in mano io il timone, governo io la nave, decido io la rotta. Questo apre i potenziali, ci fa sentire di nuovo padroni della nostra vita e ci fa fare pace con la vita.
Il sistema fa di tutto per tenerci all'oscuro delle nostre capacità creative, e ci sposta verso l'esterno, dirigendo la nostra attenzione verso i suoi scopi. E noi diamo il consenso, ignari di questo meccanismo sostitutivo: ti lascio gestire la mia energia e ti lascio creare danni per permetterti di nutrirti del dolore e delle sofferenze che ne derivano. Insomma, ci facciamo prendere a mazzate, e in tutto questo la vita non c'entra niente. Capite il giochino?
Lo so che possono sembrare farneticazioni da fuori di testa, e difatti ultimamente qualcheduno se n'è andato dal canale. 😁 Per chi sta capendo questo linguaggio, ci vediamo domani per l'ultima parte di questo lunghissimo post, dove ci saranno anche dei consigli pratici, perché qua non si parla di fuffa new age ma si cerca la strada per vivere una vita piena. 😎
Oggi, due amorevoli sberloni per tutti:
"Ora qualcuno mi dirà: 'ma non fa parte della vita?'
Assolutamente no. Se avete quel tipo di atteggiamento, allora vi capiteranno cose più grandi di voi. Non mi piace proprio sentirvi dire: 'doveva succedere'. Diavolo, no, assolutamente no. No!
'Non è, in realtà, un piano dell'universo per il mio bene più alto, ma che non capisco?'
Assolutamente no. Questo è un modo di pensare svilito del potere, piuttosto che un vivere creativo di Maestria. Voi dite: 'ma ci sono queste situazioni su cui non ho nessun controllo. Sono cose che succedono'. Andate oltre. Incominciate a creare per voi stessi. Non create per gli altri. Create solo quello che scegliete per voi.
A volte siete riluttanti a fare delle scelte chiare perché temete di fallire, avete ancora dei residui della vecchia energia e dei vecchi sistemi di credenza".
- dal libro "Vivi la tua divinità"
"Le energie dell'intera creazione rispondono sempre agli ordini. Eseguono ordini senza pensare. Quale ordine stai emettendo? Sei ogni momento in relazione con te stesso e le tue energie. Tu hai riscontro tangibile di ciò che crei, anche se crei in modo inconsapevole. Dai colpe e meriti a dio o a qualsiasi altra stupidaggine ti venga in mente per nasconderti. L'intera creazione supporta sempre il tuo segnale".
- Daniele Lorefice
"AHMYO è la fiducia in assoluto. Non nel mondo esteriore, non nelle altre persone, non in entità o alieni, ma in se stessi. Qualunque cosa succeda nella vostra vita, voi sapete di averla creata per il vostro bene più alto.
Non vi preoccupate più di cosa sta per succedere perché vi rendete conto che quello che succederà sarà assolutamente perfetto. Nel momento in cui siete nello stato di Ahmyo, cambiano i potenziali, e le energie bloccate e ferme cominciano a muoversi di nuovo. Aprite i potenziali. Quando dite: "io l'ho creato" si rivelano i veri potenziali più alti. Non immettete più i 'brutti scenari', perché non c'è più bisogno di loro"
- dal libro "Vivi la tua divinità"
E ora due paroline due, per fare chiarezza su quanto citato qua sopra.
Chi crea le situazioni in cui ci troviamo? Noi.
Chi crea, nella maggior parte dei casi, anche i casini in cui ci troviamo? Noi.
Chi genera i cosiddetti imprevisti, incidenti, rotture di palle & co.? Sempre noi.
Ma siamo sadici? No, siamo inconsapevoli. Non abbiamo nemmeno idea di cosa si mette in modo ogni volta che formuliamo dei pensieri unitamente a degli stati d'animo, e questo avviene in special modo a livello INCONSCIO. E' lì, il vero casino. Oltre al fatto che sì, ci sono anche interferenze psichiche a complicare le cose.
Ma di questo ne parliamo un'altra volta, e in ogni caso noi abbiamo dato il consenso. Nessuno può mai, in nessun caso, creare intralci, romperci le palle, generare problemi e gettarci nei casini senza il nostro consenso.
Come diamo questo consenso? E non avevamo detto che tutto ciò che creiamo è perfetto?
A questo rispondo nel prossimo post. Così venite a leggere.
Sem mia chi a pettinà i bambul!! (frase idiomatica per i lombardi).
- stay tuned - 😎
"Il risveglio significa togliere i filtri, e vivere pienamente con consapevolezza e gioia, con apertura e lucidità, con leggerezza.
Perché un animo sveglio è leggero.
Ed è leggero perché è libero.
Non prende mai nulla troppo sul serio, soprattutto sé stesso"
Marika Moretto
Verità profonde che queste lune piene e nuove stanno spingendo ad assimilare.
Meno è meglio.
Il valore della Leggerezza.
Non prendere niente troppo sul serio.
S-drammatizzare, agire una SDRAMMATIZZAZIONE (e, da attrice, lasciatemelo proprio dire!!) è una delle cose più difficili.
Per essere vicini allo Spirito occorre essere Semplici e Leggeri, il che non leva nulla all'Intensità e nemmeno alla Verità.
Per muoversi in questa matrice con destrezza, occorre sì avere armi affilate nello zaino, ma tenerle nel fodero e far finta che non servano.
Per scansare incagli, intoppi, rallentamenti, deviazioni, occorre dare per scontato che non ci saranno.
Per ricevere aiuti, occasioni, opportunità, possibilità, occorre sentirsene meritevoli con tutta l'ovvietà del mondo.
Per governare le energie anche nelle tempeste, occorre virare le vele in direzione del vento favorevole, cioè ripulirsi sempre e costantemente da pensieri preoccupati, arrabbiati e tristi, considerandoli inutili.
Per vedere attorno a sé gentilezza, armonia, apertura... bisogna... non tanto darne, ma esserne. E non è retorico, lo giuro sulla mia stessa testa.
Quando da noi scaturisce, a livello energetico puro, quello stato dell'essere, si torna un po' bambini, nel senso di innocenti, e si prende tutto come un fottutissimo gioco.
Perché a pensarci bene, più la vediamo così, più la vita ci avvantaggia, ci sostiene, ci agevola... perché si tratta sempre e solo di Energie.
Non c'è nient'altro. Ci siamo noi, nel nostro gioco, con gli attori sul nostro palco - ai quali consegniamo un copione - che recitano la parte che le nostre energie li inducono a recitare.
Ci sono le nostre energie - date dai nostri pensieri ricorrenti, credenze e assunti - che mettono in moto situazioni contrarie o a favore. La vita risponde e basta, il segnale lo emaniamo noi, il tono lo stabiliamo noi, il colore, la temperatura li definiamo noi.
Pare assurdo, ma è tutto qui.
Il casino è che non ce lo spiega nessuno, e passiamo la vita a dare la caccia al colpevole. Che non esiste. È un giallo senza soluzione perché non c'è l'omicidio e nemmeno l'assassino. Almeno, non è dove noi lo cerchiamo, vale a dire in "quelli là": gli altri.
Qualche fetentissimo killer c'è, ma è abilmente nascosto nel regno dell'invisibile, e l'unico modo per non finire tra le sue grinfie è di nuovo... volare alto, riprendere quota, spostarci emotivamente, raddrizzarci mentalmente, abbandonare ogni giudizio.
Perché?
Perché giudicare gli eventi ci preclude la possibilità di comprenderli, ci rende ciechi alla decodifica delle energie che abbiamo messo in atto.
Senza comprendere che tiriamo dadi a caso di continuo, non comprenderemo i numeri che escono sul tavolo da gioco perché veniamo resi ciechi alla dinamica di causa-effetto e dopo un po' facciamo su un mischione della madonna che non si capisce più una mazza di niente e sti cazzi.
E allora stop, fermi tutti.
Fly up (non fly down).
Respira.
Leva importanza alle cose.
Fai un sorriso fuori luogo.
Fai una gentilezza a caso.
Ma non perché devi fare il fottuto buono-buonista, ma perché ti senti bene, ti senti ergeticamente figo, ti fa star bene ESSERE così (e non FARE così: non so se mi spiego).
Va beh, mi fermo qui.
Mi sa che ci faccio un monologo.
La vostra attrice e regista che vuole giocare.
La vostra counselor che se ne sbatte delle convenzioni e del bon ton.
La vostra scrittrice di amenità.
Semplicemente Elisa.
https://t.me/Transformational_Experience
Abbiamo una parte spirituale che ci richiama all'ordine, quando scivoliamo nei meandri bui e tortuosi del nostro apparato psicofisico.
Sì, ci muoviamo all'interno di un involucro di carne e sangue che ha delle evidenti limitazioni e che facilmente è preso al laccio da automatismi, movimenti interiori, passaggi emotivi tumultuosi, e che manifesta sintomi fisici in perfetta sincronia con tutto ciò.
La vita, osservata soltanto dalla prospettiva umana e terrestre, appare davvero faticosa e spesso dolorosa, perfino incomprensibile. Ma se si fa lo sforzo di osservare da "più in alto" o da "più lontano", ecco che appaiono altre visioni, e giungono a noi altre interpretazioni con nuovi significati, che ridanno senso anche ai momenti più complicati e confusi.
Il segreto è, sempre, tornare Dentro e ricollegarsi alla propria parte Spirituale, che è quella autentica, che è sempre accanto a noi ma dalla quale a volte ci discostiamo per distrazione o per cattive abitudini mentali o emotive.
C'è sempre un significato altro.
C'è sempre una visione altra.
C'è sempre una via d'uscita, un aiuto, una Forza intrinseca che può venire in nostro soccorso.
Ma come per tutte le relazioni, anche quella con lo Spirito va tenuta viva e nutrita.
Non è mai lo Spirito ad allontanarsi da noi, siamo noi che alteriamo le nostre percezioni, quando cadiamo nella trappola della mente, dove risiedono tutti i tranelli, le menzogne, le distorsioni...
E allora, se caschiamo in una buca ove la luce non giunge, e accusiamo il colpo anche nel corpo, sono solo segnali che ci invitano ad alzarci nuovamente, rimettendo ordine e armonia al nostro interno, e la prima cosa da fare è occuparci di noi.
Con calma, con pazienza, con amore infinito per la nostra parte umana fallace e fragile, che è solo un piccolo frammento di Chi in realtà noi Siamo.
Allora, si apriranno nuovamente le percezioni sulla visione d'insieme, e si farà di nuovo spazio quella Forza Spirituale che vuole vedersi manifesta anche nella carne 🌟
https://t.me/Transformational_Experience
LA GENTE SI ODIA.
No, non parlo delle persone tra di loro.
Parlo delle persone tra sé e sé.
Lo vedo nei gruppi, tra i partecipanti dei miei corsi di teatro. Lo vedo nei i giovani, nelle scuole. Lo vedo negli adulti, nella vita di tutti i giorni.
C'è una profonda disconnessione dal proprio Sé Autentico, che incatena al proprio ego, che per sua natura è limitato e autogiudicante.
Questo giudizio falcia la naturalezza, la spontaneità, la libertà di espressione, e crea sofferenza e limite.
Non faccio un post facendo copia e incolla da altri o da frasi prese dal calendario filosofico, sapete. Rifletto su ciò che vedo e sento, e mi interrogo in continuazione su come le mie elaborazioni personali possano essere utili a chi mi sta vicino.
Perché se c'è qualcosa di utile che possiamo fare, è proprio manifestare la versione di noi più vera, più autentica, più infuocata, passionale, divertente, luminosa, veritiera, sensuale. Mettendo a tacere quei commenti feroci che il nostro giudice interiore sfodera in continuazione.
Dobbiamo proprio piantarla di limitarci per la paura del giudizio, e iniziare a darci il permesso di manifestarci in tutta la nostra potente Verità.
O così, o sarà sempre un'ombra di Chi Siamo, a parlare e agire per noi.
SE ANCHE TU HAI AVUTO UN PERIODO GRIGIO
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I PASSAGGI COSCIENZIALI NON FINISCONO MAI
Non è che per il fatto che una persona risolve dei nodi, non ne abbia altri da affrontare.
Non è che per il fatto che si sciolga una questione, non ce ne siano altre.
Non è che perché si sono superati dei varchi, non ce ne siano altri da oltrepassare.
Le prese di coscienza e i passaggi percettivi (o, se vogliamo, le uscite dai Recinti Percettivi) non finiscono mai. Sono talmente tante le soglie da oltrepassare, che possiamo tranquillamente dire che semplicemente si passa di livello in livello.
Quindi, esternamente, può sembrare che qualcuno oltrepassi una soglia, e finalmente stia perfettamente bene, centrato e in equilibrio, come se oramai nulla lo toccasse più. Mi spiace ma non è così. Specialmente per il Esseri Altamente Sensibili, il processo passa comunque e sempre dalla parte emozionale, perciò ci saranno sempre dei processi che ingaggiano le budella, se così vogliamo dire.
Magari saranno passaggi ad un altro livello, magari saranno meno pervasivi, con contenuti meno tossici, meno densi, meno "bassi", ma sempre comunque intensi. Chi è qui con lo scopo di Trasmutare, sarà sempre in un processo di Trasmutazione - per il bene individuale e collettivo - e avrà sempre dei contenuti da processare. La differenza sarà nel tempo che occorre per farlo e nella qualità dei processi. I "materiali" saranno sempre più sottili, fini, precisi, ma pur sempre intensi.
Perciò non pensate che chi appare "arrivato" o "realizzato" non abbia più un certo lavoro da fare. Certo, che ce l'ha, e spesso anche molto impegnativo. Ma si sposta su vibrazioni e comprensioni via via più elevate, e adeguate al suo stato coscienziale. Perciò forza e coraggio, che la strada è sempre in divenire. 💪❤️🔥
Voglio Bene a questa personcina qui ❤️🙏😍🌟
Non credo avrei mai scritto un post del genere anni fa. Non che non avessi stima di me e di chi sono, ma spesso - come tutti - sono caduta nell'autocritica e nella mancanza di apprezzamento. Vero apprezzamento. Quello per cui, qualsiasi cosa tu faccia o non faccia, puoi sempre contare su un Sentimento per te che ti sostiene e ti aiuta.
Certo, è molto connesso al percepire la propria dimensione spirituale, ma francamente anche quella banalmente umana, perché è qui che ci si fa il mazzo e tocca faticare per restare a galla in un mare di sfide e di difficoltà.
Ma ciò che definiamo dentro fa tutta la differenza del mondo. Il giardino interiore va tenuto pulito sempre, ed è nostra responsabilità. Poi può sempre succedere l'imprevisto, ma se siamo fortemente connessi alla nostra parte autentica, umana e divina, e se ci riconnettiamo al nostro luogo d'origine, che non è materiale, allora ce-la-potemo-fà.
Si suda sangue? Sì. Ma solo finché non abbiamo levato le erbacce più infestanti dal nostro giardino e non l'abbiamo curato con diserbanti e nutrimento adeguato. Acqua, luce, l'ombra che serve, attenzioni costanti.
E per costanti intendo H24, perché è necessario farlo, dopo anni, decenni, di trascuratezza dei nostri processi mentali ed emotivi.
I pensieri sono le prime piante da monitorare. Le emozioni sono i fiori da curare. Le azioni sono i frutti da proteggere che ne conseguono.
Bene, non voleva essere un post rivolto agli amanti del giardinaggio 😄 ma solo uno spunto di riflessione e un promemoria di ciò che ci tengo a passare nei miei corsi di #teatrotrasformativo e che desidero ricordare anche a me stessa.
Poi magari domattina mi guardo allo specchio e mi mando a quel paese, ma intanto, per stasera, rimaniamo qui e annaffiamo queste belle piantine 😁
Pensiero del giorno: ognuno riceve l'input e l'aiuto più congeniale per lui/lei.
Sembrerà una banalità, ma riflettevo sul fatto eclatante che molti autori hanno parlato degli stessi argomenti con parole diverse ed esempi diversi, e aiutato molte persone con tecniche diverse e metodi differenti. Ma spesso si rifacevamo agli stessi identici concetti.
Trovo questo estramente arricchente, perché se si ha la fortuna di incappare in autori diversi che sviluppano gli stessi argomenti, si riceve una visione multipla che consente una comprensione molto più vasta e profonda.
Idem per le soluzioni proposte. Mi è capitato di usare più metodi e strategie, più strumenti e diversi approcci, ma quando ho scoperto la convergenza di alcuni metodi, le mie sinapsi sono esplose (di felicità). ☺️🌟
Perché? Perché ho visto la complessità svelata e sminuzzata in tanti piccoli pezzi digeribili, e la bellezza di visioni diverse che si incastrano sostenendosi vicendevolmente.
Così se uno non comprende un aspetto attraverso una spiegazione, ne troverà un'altra, e se non riesce ad applicare un metodo, ne troverà un altro. L'importante è arrivare al risultato.
Nel mio lavoro non giro intorno alle cose ma ci vado dentro dritta, e così sia nei laboratori di #teatrotrasformativo, che nei percorsi per uscire dai #recintipercettivi, inserisco pezzetti di autori diversi e propongo tecniche diverse che collidono tra loro, e se non vedi un aspetto, te lo mostro da un'altra angolazione, e se non comprendi da un punto di osservazione, provo a mostrartelo da un altro, e se non funziona un approccio o un metodo, ne provo un altro.
Chi divulga informazioni e sparge "Energie salubri" è per forza uno sperimentatore, è proprio lì il bello.
Mi auguro di acquisire la maggior pratica e consapevolezza possibile per essere massimamente efficace con chi entrerà in contatto con me 🙏
https://t.me/Transformational_Experience
"Considera le tue convinzioni sulla vita, su di te e sugli altri. Sei ciò che sei, sei dove sei e sei chi sei, per via di quello che credi di te. Le tue convinzioni sono i pensieri che, consciamente o inconsciamente, continui ad accettare come legge nella tua vita. Che tu ne sia consapevole o meno, influenzano la tua realtà".
"Quindi se davvero vuoi una nuova realtà, inizia ad osservare tutti gli aspetti della tua personalità attuale. Devi fare attenzione ai pensieri inconsci, ai comportamenti e alle reazioni emotive automatiche: tutti elementi da mettere sotto osservazione".
"Quanto più osservi, tanto più ti risvegli dallo stato di mente inconscia. Diventare consapevole di sé è non permettere più a pensieri, azioni o emozioni che non vuoi vivere, di solcare la tua consapevolezza".
- Cambia l'abitudine di essere te stesso, Joe Dispenza
Da quando l'ho sperimentato su di me, ho introdotto nei miei corsi di Teatro Trasformativo diversi esercizi che portano ad una maggior consapevolezza e attenzione al corpo, alle emozioni, ai pensieri. È imprescindibile attivare un Osservatore Interno e piantonare l'ingresso per tenere fuori pensieri indesiderati!!
Non è possibile cambiare la propria realtà senza cambiare la propria identità, e non è possibile cambiare la propria identità senza monitorare costantemente che cacchio ci passa per la testa, che emozioni conseguenti stiamo provando e che risposte corporee abbiamo.
Recentemente ho sentito questa espressione: "dobbiamo diventare i cecchini dei nostri pensieri". E cazzarola, se è importante!! Un semplice, singolo pensiero orientato a riprodurre una realtà vecchia, ci sta già sabotando. Ci porta a reiterare il passato.
La gente non presta abbastanza attenzione a ciò che pensa, lascia le porte aperte a timori, dubbi, paure, ansie, preoccupazioni, sentimenti di svalutazione, giudizi e autogiudizi, paragoni, insofferenza e insoddisfazione, rabbia, lamentela e ripetizione in loop di scene catastrofiche vere, ricordate o immaginate.
Ma lo sappiamo quanta energia mettiamo in movimento e che razza di realtà ci apprestiamo a manifestare? Chi non coglie il nesso, ahimè, continuerà a guardare la realtà esterna dando la colpa a tizio e caio, e trovando una ragione per giustificare come si sente.
Lo capisco, è umano, lo facciamo tutti e nessuno ci ha insegnato quanta potenza energetica si sprigiona unendo pensieri, emozioni e sensazioni fisiche. Una reazione atomica, proprio, di cui non abbiamo contezza. L'unica possibilità è riappropriarci del totale dominio della nostra mente e inserire pensieri nuovi legati a Pace, Amore, Gratitudine, in primis verso noi stessi.
Da lì, parte il lavoro sull'Identità, il più tosto, che consiste nello scardinare tutte le immense cazzate che ci siamo detti e le infinite stronzate che ci hanno raccontato e a cui abbiamo creduto, di noi stessi.
Ci sto mettendo un po', a elaborare il video corso sui Recinti Percettivi perché, come vedete, voglio metterci proprio tutto quello che posso per far passare il concetto.
Nel frattempo, Stay Present!! 💪
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