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> Persona normale che legge The Penguin #1 > "Oh, bello questo debutto, tutto teso, arrabbiato, King bravo nel mettere subito
> Persona normale che legge The Penguin #1 > "Oh, bello questo debutto, tutto teso, arrabbiato, King bravo nel mettere subito in piedi la premessa e De La Torre azzeccatissimo" > io che leggo The Penguin #1 > "ennò col cazzo che mi rileggo Killing Time"

Clamoroso omaggio di Stephanie Hans alla run di Lemire/Smallwood per la serie di copertine variant Death Of Moon Knight.
Clamoroso omaggio di Stephanie Hans alla run di Lemire/Smallwood per la serie di copertine variant Death Of Moon Knight.

Sbaglio o questo è il primo Deadpool mai disegnato da Frank Miller?
Sbaglio o questo è il primo Deadpool mai disegnato da Frank Miller?

I wish everyone who says Humberto Ramos non sa disegnare a happy fuck you
I wish everyone who says Humberto Ramos non sa disegnare a happy fuck you

Un #1 praticamente perfetto.
Un #1 praticamente perfetto.

In questo gioco d'ombre che costituisce il nostro punto di partenza, è straordinario notale con quale confidenza Martìn Cocco
In questo gioco d'ombre che costituisce il nostro punto di partenza, è straordinario notale con quale confidenza Martìn Coccolo si sia immediatamente calato nel ruolo a lui richiesto - quello di superstar. Supportato e probabilmente elevato da un colorista eccezionale che con il Tonante ha un bel po' d'esperienza, Matthew Wilson, Coccolo prende le parole di Ewing e le mette su carta con eleganza e magnitudine, gloria e pathos. Si passa da scene più classiche a mastodontiche splash page che mozzano il fiato; i personaggi recitano, si confrontano con naturalezza ma è soprattutto il suo Thor a ben impressionare perché traduce espressamente tutti i suoi aspetti - umani, divini, eroici, drammatici, patetici, epici. The Immortal Thor è un trampolino di lancio e allo stesso tempo uno straordinario punto d'arrivo per l'artista argentino.

Le prime quaranta pagine di Immortal Thor rappresentano un vero e proprio thesis statement. Che cos'è Thor, chi è Thor? C'è q
Le prime quaranta pagine di Immortal Thor rappresentano un vero e proprio thesis statement. Che cos'è Thor, chi è Thor? C'è quello che tutti sappiamo: il dio e re, supereroe e giustiziere, Vendicatore e asgardiano ma c'è anche quello che non sappiamo. Una storia infinita raccontata dalla notte dei tempi, un ininterrotto racconto di gesta e imprese più grandi e ricche della nostra immaginazione. Thor ha avuto molti nomi e molti volti quindi cosa c'è oltre ciò che conosciamo? Al Ewing si pone questa domanda e ne ricava il postulato su cui si regge apparentemente l'intera struttura narrativa. The Immortal Thor parla di storie e di come queste vengano tramandate, ascoltate, riproposte, sminuite o ingigantite. Parla della luce e dell'ombra che si riflette sulla parete della caverna, la Narrazione che tramanda a noi i nostri dei. Ma chi li ha creati? Soprattutto chi può oscurare la luce che li rende visibili ai nostri occhi?

Dev'essere liberatorio poter scrivere Thor: immaginate di avere a disposizione un numero infinito di personaggi e ambientazio
Dev'essere liberatorio poter scrivere Thor: immaginate di avere a disposizione un numero infinito di personaggi e ambientazioni, la possibilità di esplorare il mito e approfondirlo scavando alle sue radici. Studiare meticolosamente le edda nordiche per tradurre la loro epica al fumetto, reinventare la parola per un nuovo pubblico, lasciando che la tradizione si rinnovi costantemente. Dopo gli straordinari cinquanta numeri di Immortal Hulk, è facile capire perché Al Ewing abbia scelto di proseguire il suo cammino poggiando i piedi sul Bifrost.

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Se a qualcuno potesse mai interessare, sono tornato su Letterboxd.

Intanto, Melnikov sostituisce Campbell su Superman. We stay winning

Knight Terrors: Robin, (Porter/Mendonca) Il tie-in dedicato ai Robin focalizza l'attenzione su Tim Drake e Jason Todd - due R
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Knight Terrors: Robin, (Porter/Mendonca) Il tie-in dedicato ai Robin focalizza l'attenzione su Tim Drake e Jason Todd - due Robin agli antipodi che hanno affrontato terrificanti scenari e intrapreso strade completamente diverse. Il bravo Kenny Porter sfrutta l'occasione per metterli a confronto e farli dialogare in maniera approfondita e ponderata mentre l'azione scorre en passant grazie all'ottimo Miguel Mendonca. Gli autori sfruttano tutto ciò che Knight Terrors offre loro per portare il risultato a casa e ci riescono senza affanno, lasciando anzi un po' di acquolina in bocca per future interazioni tra i due protagonisti. VOTO 6,5

Una belva.
Una belva.

Dicevo di Ferreyra, ecco...
Dicevo di Ferreyra, ecco...

Knight Terrors: Wonder Woman, (Campbell/Ferreyra) Coppia d'albi riuscitissima e team creativo azzeccato: Josie Campbell è for
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Knight Terrors: Wonder Woman, (Campbell/Ferreyra) Coppia d'albi riuscitissima e team creativo azzeccato: Josie Campbell è forse una delle migliori autrici attualmente al lavoro nel comicdom, Ferreyra l'eterno sottovalutato che non si accontenta di sfornare lavori clamorosi. Wonder Woman e la Justice League Dark si trovano intrappolati nel labirinto Minoico, vittime degli incubi di Insomnia e delle proprie paure. Sebbene il messaggio finale che porta alla vittoria degli eroi sia scontato (un po' come tutti gli altri tie-in di Knight Terrors), l'esecuzione è eccezionale. Campbell ha qualcosa da dire per ogni membro della JLD e scrive un'ottima Wonder Woman - stereotipata certo ma sempre efficace e con alcuni guizzi nel climax. Ferreyra ha ancora una volta l'opportunità di lavorare sul suo terreno di gioco preferito tirando fuori visioni da incubo e creature spaventose. Composizione della tavola mai banale con alcuni scenari pazzeschi e d'alto impatto. VOTO 7,5

Ti amo proprio tanto.
Ti amo proprio tanto.

Tom, ti amo.
Tom, ti amo.

Yuck!
Yuck!