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Strappato dal flusso spaziotemporale e dal suo momento di presentificazione, Eddie Brock si trova ora a percorrere le orme di suo figlio - sopravvissuto a malapena allo scontro con il sé del passato, il terrificante e mostruoso Bedlam.
In questi due numeri, Ewing si concentra sul mostrare i grandi cambiamenti e il nuovo set di poteri di Eddie - più determinato che mai e sempre meno umano... fisicamente parlando, almeno.
CAFU è la scelta migliore per il dopo Hitch: tratto eccezionalmente dettagliato, ottima impostazione dei corpi e della recitazione... ma dura ahimè pochissimo, con Pere Perèz già pronto alla sostituzione.
Ora che Eddie Brock è diventato un simbionte umano, il Re in Nero è pronto a riprendere in mano la sua vita - e il simbionte che gli è stato strappato via dal suo arrivo nel limbo!
Con una seconda possibilità e una nuova vita da validare, Ewing e Cafu danno il via alla terza parte di Venom con il botto!
È interessante vedere un autore confrontarsi con i demoni - letterali o meno - del Cavaliere Oscuro.
Ram V ha tessuto una trama che giustifica a pieno il ritorno (e la riabilitazione) di Barbatos dopo Metal nel mito di Batman, restituendo mistica e fascino alla creatura primordiale, motore primigenio della paura.
La minaccia degli Orgham, come accennato qualche recensione fa, pesca da un mondo che si confà alla tradizione culturale di V e che si lega strettamente a quella di Ra's Al Ghul, al Medio Oriente letale e seducente. Da non sottovalutare inoltre la componente fantascientifica che duetta splendidamente bene con il fantasy e lo splendido lavoro di Ivan Reis e Joe Prado, artisti che stanno tenendo un ritmo incredibile nonostante gli impegni ravvicinati.
Per continuare con il trend Grandi pubblicazioni DC che non dovreste assolutamente perdervi... Ram V, Ivan Reis e Goran Sudzuka chiudono il secondo arco narrativo di Detective Comics con l'albo #1073, un giusto crescendo alla ripida ascesa degli Orgham a Gotham e l'ennesimo accento al lavoro certosino compiuto da V sin dal suo arrivo.
Una serie dal ritmo, dal tono e dall'atmosfera diversi dalla serie ammiraglia di Zdarsky ma che si difende strenuamente e si propone come vera leader delle pubblicazioni dedicate al Pipistrello.
Non so quali passaggi editoriali abbia fatto questa storia per atterrare su The Brave And The Bold ma certo è che, per il poco che si è visto finora, avrei veramente gradito tantissimo più pagine e più spazio pubblicitario - una serie Black Label sarebbe stata ideale.
Ma è anche vero che, se sto leggendo e spendendo i soldini per The Brave And The Bold, è anche e soprattutto per questo team di autori incredibile che mi lascia senza fiato a ogni passaggio.
Rodriguéz porta la sua visione moderna del fumetto Kirbyano al servizio di Superman, Cantwell dal canto suo inquadra meravigliosamente bene la voce del protagonista - fanciullo determinato, incorreggibile ottimista, esploratore indefesso, eroe nobilissimo.
Christopher Cantwell e Javier Rodriguéz non deludono nel secondo capitolo di Order Of The Black Lamp, un mistero intrigante che vede l'Uomo d'Acciaio solcare i cieli e i posti più impensabili della Terra alla ricerca di qualcuno da salvare... ma cosa c'entra il leggendario pilota di guerra Hop Harrigan, protagonista di tante storie lette in gioventù dal giovane Clark Kent?
Sul #2 di The Brave And The Bold continua la rinarrazione del primo incontro tra Batman e Joker.
In questo secondo appuntamento Tom King e Mitch Gerads spingono molto sulla violenza e la mostruosa natura di questo Joker - una creatura da incubo che non ha linee di dialogo ma solo spazi confinati dalle vignette, come una disturbante voce fuori campo.
Una storia grottesca e raccapricciante, forse il lavoro più disturbante della coppia d'autori. King sembra aver trovato un modo diverso di raccontare Batman restando coerente con la sua idea originale... ma è forse in questi piccoli attimi in cui i confini della continuity si assottigliano che riesce a inquadrare davvero bene il personaggio e il suo mondo.
Sono anche sequenze tali a ricordarmi quanto stessi apprezzando Wells prima di tutto l'ambaradan che ha irrimediabilmente guastato il sapore della run.
I #27 e #28 di Amazing Spider-Man devono purtroppo subito raddrizzare il tiro imbastendo nuove trame, riprendendo fili narrativi interrotti (hello, Ashley Kafka!), fare una corsa contro il tempo per riportare tutto su un binario più semplice, godibile e interessante.
Vedremo come finirà ma, al momento, sto già intuendo come questa sia una storia decisamente più vicina alle corde degli autori.
Come grandissimo fan di Octopus, ho sempre apprezzato l'idea che Wells ha di lui.
Per farvene un'idea più precisa, consiglio vivamente la lettura di Spider-Man/Doctor Octopus Year One, opera di parecchi anni fa scritta dallo stesso Wells e disegnata da un giovane e impetuoso Kaare Andrews.
Sarà difficilissimo per Wells creare un Octavius iconico e avvincente, soprattutto dopo il lungo periodo da protagonista pre, durante & post Superior ma l'autore conosce e rispetta il personaggio al punto tale da ispirarmi fiducia.
Poi ripeto... con un team artistico così in forma, difficile sbagliare e il nuovo look è davvero chef's kiss.
Gli Ocktoid sono una piccola ma deliziosa aggiunta all'arsenale di Octavius: uno strano liquame in blockchain permette al Dottore di trasmettere le parti più violente e rabbiose della sua coscienza ai tentacoli, ora un mix di alta tecnologia e nano-macchine gelatinose in grado di muoversi a proprio piacimento e di adattarsi ancor di più alla volontà del folle scienziato.
Sono anche convenientemente tenerissimi e vorrei trovarmeli in un Happy Meal.
Ma torniamo all'argomento principale di questo nuovo arco narrativo, una storia che Wells sta in realtà costruendo da un bel po' di tempo.
Il Dottor Octopus è tornato ed ha un nuovo piano: parte tutto da un necessario upgrade ai tentacoli, ora ancora più legati al loro padrone. Wells ci mette le idee, McGuinness (con Farmer e Menyz) le mette in atto.
Proprio il cambio d'artista rappresenta una ventata d'aria fresca che lascia respirare la storia e permette a tutti di voltare pagina più rapidamente. Lontano da JRJR, McGuinness lascia la sua cartoonosità esplodere con una pulizia del tratto ancor più raffinata ed elegante, elevata da una colorazione sopraffina.
Prima di fare qualsiasi altra cosa, Zeb Wells e Ed McGuinness (che sostituisce agilmente JRJR) si rivolgono direttamente all'elefante nella stanza aprendo il #27 con le conseguenze dirette della morte di Kamala Khan.
Quali sono queste conseguenze? Beh, Peter Parker e Norman Osborn sono decisamente giù di morale - e francamente non mi sento di aggiungerei altro. Entrambi si sentono responsabili per la morte di Ms. Marvel, entrambi la vivono in maniera piuttosto pesante com'è giusto che sia... ma neanche troppo, onestamente.
Torno a leggere ASM e torno a pensare che questa eclatante morte da giornaletto non facesse parte dei piani originali. Ma ahimè ormai è successo... tempo di viverne le conseguenze.
Dopo aver gustato insieme la bellezza di Planetary, è tempo di tornare nel presente e riprendere da dove ci eravamo lasciati... con Amazing Spider-Man!
Mentre Snow sembra ammorbidirsi, è Drummer ora a fare la voce grossa, ad assumersi le responsabilità. Drum somiglia più a Snow che somiglia più a Ellis: c'è un gioco di specchi in atto, con l'autore che si divide ora in un uomo che ha passato la sua infanzia e gioventù a studiare i misteri della fiction e della narrativa e un altro, più legato al presente, che vive una realtà frenetica e imperscrutabile e tuttavia riesce a mantenere il solido controllo sul flusso di informazioni costante a cui viene sottoposto.
Drums è un nuovo Century Baby, forse addirittura un Millennium Baby, il primo a vivere la nuova era digitale come un Superuomo.
Un milione di possibili futuri esiste ancora per Planetary... il #27 lo dichiara in maniera cristallina.
L'epilogo all'intera vicenda viene raccontato da un Ellis sorprendentemente ottimista: non c'è spazio per zone d'ombra o per oscuri presagi, non c'è un cinismo di fondo a lasciare l'amaro in bocca nonostante la vittoria.
Gli Archeologi del Mistero hanno l'opportunità di godersi il loro finale felice e di tentare un'ultima missione nell'impossibile... viaggiare nel tempo e salvare così il Terzo Uomo.
Con il #27, salutiamo definitivamente quest'opera incredibile.
Ancora oggi il mio fumetto preferito insieme al signorotto in rosso di Mike Mignola.
Snow si scioglie il nodo alla cravatta: Planetary ha vinto eppure la missione non è finita, tutt'altro.
In un mondo sempre più strano, Planetary ha finalmente conquistato tutta la conoscenza dei Quattro e ora può rendere il mondo un po' più strano e un po' migliore di come l'avevano lasciato.
Resta solo un'ultima cosa da fare...
Trovatevi un disegnatore che sa fare queste cose e avrete il mondo tra le mani.
