3 036
订阅者
无数据24 小时
-27 天
-1230 天
帖子存档
3 035
Per il 31esimo anniversario della pietra miliare del metal, del suo album più venduto, volevo presentarvi "Wherever I May roam", quarto singolo uscito dal Black Album e prima vera ballad del disco. A tal proposito riporto le parole di James Hetfield:
"Quella canzone è stato un grande evento per noi. Dopotutto si trattava della nostra prima ballata e sapevamo che avrebbe spaventato la gente. Registrando quella canzone ho imparato quanto frustrante possa essere la chitarra acustica. Si sentiva ogni imprecisione, quindi dovevo essere attento. Ho scritto quella canzone a casa di un amico, nel New Jersey. Ero parecchio depresso perché i nostri strumenti erano stati rubati ed eravamo stati scacciati dalla casa del nostro manager per i danni provocati e per avergli svuotato il carrello dei liquori. E' una canzone che parla del suicidio e ricevemmo un sacco di critiche per questo, come se i bambini si suicidassero per via di quella canzone. Ma ricevemmo anche un sacco di lettere di ragazzi che dissero di ritrovarsi perfettamente nella canzone e che si sentivano bene ad ascoltarla.
Beh, buon ascolto con i Metallica, e buon compleanno Black Album 🖤
🔗 @rock_metalballad
3 035
È uno degli album più venduti di tutti i tempi, ma il disco omonimo dei Metallica (alias "The Black Album") ha segnato un importante punto di svolta per la band molto prima che fosse pubblicato il 12 agosto 1991. Era la prima solida indicazione che i Metallica non erano più interessati a scrivere puro thrash metal e volevano raggiungere un pubblico molto più vasto e mainstream.
I Metallica hanno trascorso più di otto mesi a registrare e ri-registrare canzoni per "The Black Album". Hanno registrato la maggior parte dell'album agli One on One Recording Studios di Los Angeles, ma hanno anche trascorso una settimana a lavorare ai Little Mountain Sound Studios di Vancouver, British Columbia. Anche dopo aver finito di registrare tutte le loro parti, i Metallica e il Rock non erano contenti del tono dell'album. Questo è venuto insieme solo dopo tre remix completi che sono costati oltre $ 1 milione.
3 035
La versione di Smith è profondamente femminile. L’intro è lenta e sensuale e lei entra con la ferma incazzatura di una donna forte e che ha già deciso, per quanto sia trepidante, febbricitante di attesa, che sul ritardo di Fred passerà sopra, perché è quello che vuole.
La batteria che entra con un boato dice proprio questo: in alcuni momenti l’attesa è quasi insopportabile, ti contorce, ma se sei Smith ne esce un pezzo da Dio. Quella batteria, nel momento in cui arriva, può contenere qualsiasi cosa.
Fred chiamerà e quell’attesa sarà diventata eccitazione, profonda eccitazione, accesa eccitazione.
Beh buon Ascolto con questo capolavoro immortale 🖤
@rock_metalballad
3 035
Nel 1978 Patti Smith e Bruce Springsteen si trovavano, per caso, a incidere i loro dischi in due stanze vicine dello stesso studio.
Mentre registrava, però, il Boss si rese conto che non sarebbe riuscito a inserire nell'album un brano a cui teneva particolarmente:
Because the Night.
Così, ascoltando la collega cantare, nella stanza accanto, decise di donarglielo. Patty inizialmente, si rifiutò quasi di ascoltarla.
Fu una chiamata notturna con il futuro marito Fred Smith a convincerla ad accettare il brano. Anche se, per il primo periodo, la cantante si ostinò a definirla "solo una merda commerciale". Non era cattiveria: Patti Smith temeva, accettando quel brano, di piegarsi troppo all'industria discografica. Voleva fare rock, non scrivere canzoni che piacessero al grande pubblico.
Nonostante i dubbi iniziali, Patti Smith adattò la canzone in modo che il punto di vista fosse femminile. Il brano uscì nel suo album EASTER e fu un successo. La cantante alla fine iniziò ad amare il pezzo, tanto da dedicarla al marito, Fred Smith, che l'aveva convinta a inciderlo.
@rock_metalballad
3 035
Lista ⚡️FLASH⚡️2K 🌟UNISCITI ANCHE TU AI MIGLIORI CANALI DI TELEGRAM CON 🔮 SPONSOR @MagicSponsor - 🌎 Network @CanaliFree
3 035
"Something to remind you", decima e ultima traccia del settimo album in studio degli Staind.
Il brano è struggente, fortissimo.
Narra di questo ragazzino abbastanza disinteressato verso la vita. Un giorno compra una chitarra, impara a suonarla in breve tempo. Scrive una canzone e la registra sul balcone di casa. I genitori sono abbastanza fieri di lui. Un giorno tornano a casa e sentono questa in canzone a volume altissimo in casa. Andava in loop, con il ragazzino che si era appena tolto la vita senza un motivo apparente dopo averla registrata.
Probabilmente voleva soltanto essere ricordato. Voleva fare qualcosa che ai posteri ricordasse lui.
Un brano pazzesco già di per sé, ma che l'incredibile voce di Aaron Lewis rende indimenticabile. Lui è uno dei pochi che ti entra sottopelle per non uscirne mai più.
Buon ascolto con questo capolavoro degli Staind, Something ti remind you ❤️
3 035
A Natale del 1998, come ogni anno, viene consegnato agli iscritti del Ten Club, il fan club ufficiale dei Pearl Jam, un singolo in vinile con due pezzi inediti. In copertina c’è una radiografia della mano di Eddie Vedder, infortunatosi mentre faceva surf.
Il lato B è una cover, intitolata Last Kiss, originariamente scritta da Wayne Cochran nel 1961, ritrovata da Eddie spulciando tra i dischi in un mercatino dell’usato a Seattle.
"Ed ci ha suonato la canzone e l’abbiamo provata insieme nel backstage un po’ di volte durante l’ultimo tour. Poi una sera l’abbiamo suonata davanti a un pubblico per la prima volta. Infine l’abbiamo suonata durante il soundcheck a Washington e quella è la versione finita sul singolo"
Last Kiss viene così pubblicata come singolo nel giugno del 1999, con l’indicazione che tutti i proventi saranno devoluti a CARE, un’organizzazione umanitaria che si occupa di assistere i profughi del Kosovo.
I Pearl Jam riescono a raccogliere circa dieci milioni di dollari dall’operazione e il singolo raggiunge la seconda posizione della Billboard Hot 100, diventando quello di maggior successo di sempre della band, e saltando tutti gli step che l'industria discografica prevede!
Last Kiss appartiene al filone noto come “teenage tragedy song” in voga negli anni cinquanta. In pratica, canzoni strappalacrime che parlano della morte di adolescenti. «L’ho sentita quando avevo sei o sette anni. Pensavo fosse una storia vera, e mi rendeva così triste», dice Vedder. «Anche Jeremy è una canzone sulla morte di un teenager. Siamo davvero bravi con i teenager morti»
Buon ascolto con questo capolavoro dei Pearl Jam ❤️
@rock_metalballad
现已上线!2025 年 Telegram 研究 — 年度关键洞察 
