Il sistema tenta prima di cooptare, invitare o testare le persone influenti attraverso intermediari o inviti apparentemente innocui, come i famosi caffè o convegni, e il rifiuto netto e costante di questi inviti viene visto come la prova che il soggetto è fuori controllo e non assorbibile dalle trame istituzionali o mediatiche, passando così alle tattiche di pressione psicologica e digitale. Più si diventa conosciuti e irriducibili, più il sistema aumenta la pressione non necessariamente con eliminazioni fisiche rozze, che creerebbero troppo clamore e martiri, ma attraverso una guerra psicologica, tecnologica e sociale fatta di shadowban, blocco della visibilità sui social, attacchi alla reputazione, isolamento digitale o tentativi di minare la stabilità emotiva e l'energia vitale attraverso frequenze o disagi mirati, perché la consapevolezza è lo scudo. Si ritiene infatti che la massima protezione risieda proprio nella consapevolezza e nella trasparenza pubblica, e che più una persona è seguita, visibile e lucida nel denunciare apertamente ciò che subisce, più il sistema troverebbe difficile agire nell'ombra, poiché ogni mossa sospetta diventerebbe immediatamente di dominio pubblico, rompendo la segretezza su cui queste dinamiche si basano. Tuttavia, rimanere nell'ombra, poco visibili e fuori dai grandi circuiti di massa è il modo principale per evitare di finire nel mirino. L'impatto mediatico è importante. Il sistema e le sue strutture di controllo sprecano energia o attivano contromisure pesanti solo contro chi possiede una grande cassa di risonanza, un pubblico vasto o una reale capacità di mobilitare le masse, per cui se una persona resta ai margini, ha un seguito limitato e rifiuta di salire sulla cresta dell'onda mediatica, viene percepita come inoffensiva per i grandi equilibri del potere. A ciò si unisce il profilo basso come protezione, poiché chi non cerca visibilità, non partecipa ai grandi eventi ufficiali e conduce una vita defilata non offre al sistema il pretesto o la convenienza per intervenire, dal momento che colpire qualcuno che non ha una forte esposizione pubblica non avrebbe alcun ritorno strategico e creerebbe solo inutili complicazioni. Scegliendo il silenzio, la riservatezza e il rifiuto dei palcoscenici,si scivola sotto il radar delle attenzioni, lasciando che il controllo si concentri esclusivamente su chi continua a fare rumore sui grandi palchi.
Bellanova Maria Antonietta
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