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Quale futuro, se non lottiamo insieme?
La precarizzazione strutturale del lavoro di ricerca in Italia sta raggiungendo un punto critico. Con il disegno di legge AS 1240/2024, il Governo tenta di smantellare il contratto di ricerca introdotto con la legge 79/2022, vanificando anni di battaglie per i diritti nel preruolo accademico.
L’ADI ribadisce con forza: la ricerca è lavoro, e chi la svolge merita un contratto dignitoso, fondato su tutele effettive, retribuzioni adeguate e prospettive di carriera. Oggi, la vera urgenza è un piano strutturale di reclutamento, non il ritorno a modelli precari e inefficaci.
Il contratto di ricerca è già legge, già finanziato, già certificato. Bloccarne l’attuazione è una scelta politica che danneggia l’università pubblica, le giovani generazioni di ricercatori e il futuro del Paese.
Documento completo su www.dottorato.it
La PA con le scorciatoie la si affossa! servono competenze avanzate e ricerca,
non provvedimenti miopi.
https://dottorato.it/content/competenze-avanzate-ignorate-una-volta-pi%C3%B9-nella-pa-adi-critica-l%E2%80%99inclusione-dei-diplomati
📢 MOBILITARSI PER UNA LIBERA UNIVERSITÀ 📢
Il futuro dell’università pubblica passa attraverso il confronto e la mobilitazione! L’Assemblea Generale ADI sarà un momento di dialogo aperto con Tomaso Montanari (Magnifico Rettore di UNISTRASI e autore di Libera Università, Einaudi, 2025) e altre realtà impegnate nella difesa della libertà accademica e dei diritti di chi vive e lavora nell’università.
🔹 Chiara Occelli – Coordinamento PoliTo
🔹 Tuscia Sonzini – FLC-CGIL
🔹 Chiara Giubilaro – CUIR Palermo
🔹 Orlando Paris – Osservatorio Precariato UNISTRASI
🔹 Giacomo Gabbuti – Jacobin
📍 Circolo Le Panche, Firenze
🗓️ 6 aprile 2025 | ⏰ 10:00 - 13:00
Unisciti a noi per costruire insieme una università libera, inclusiva e democratica! www.dottorato.it
📢 Unisciti alla mobilitazione generale del 20 marzo!
In tantissimi aderiamo alla Giornata Nazionale di Mobilitazione per la ricerca e il lavoro indetta come Stati di Agitazione universitaria e assemblee precarie. Noi, come Associazione Dottorand* e Dottor* di Ricerca in Italia (ADI), saremo presenti in piazza, nelle aule, nei rettorati e con occupazioni simboliche.
Partecipiamo a cortei, lezioni in piazza, sospensioni simboliche dell’attività didattica, per rivendicare il nostro futuro e chiedere il riconoscimento di un diritto fondamentale: il lavoro dignitoso per i ricercatori e le ricercatrici.
🗓 20 marzo
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COMPATIBILITÀ TRA DOTTORATO, POSTDOC E PERCORSI DI ABILITAZIONE ALL'INSEGNAMENTO: Facciamo chiarezza!
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Finalmente il contratto di ricerca è stato sbloccato dal Consiglio dei Ministri. Ci sono voluti due anni e mezzo e un esposto alla Commissione europea che abbiamo presentato e che rimane tuttora valido.
Nei giorni scorsi, la Ministra Bernini ha dichiarato che eravamo strumentali e politicizzati, manipolando la realtà. Oggi, in Consiglio dei Ministri, ci attacca, chiedendo alla parte più retriva dell'accademia di correre in soccorso della sua scellerata riforma, che degrada il lavoro accademico, impone ulteriore precarietà e perpetua instabilità.
Noi diciamo NO. La ricerca in Italia ha bisogno di serenità, dignità e continuità. Ricerca è lavoro. E questo è solo il primo passo.
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📢 RICERCA E RIFORMA UNIVERSITARIA: L’ADI PRESENTA UN ESPOSTO ALLA COMMISSIONE EUROPEA SUL PNRR
L'ADI denuncia i ritardi nell'attuazione della riforma delle carriere accademiche e i rischi introdotti dal DDL 1240, che potrebbe compromettere i diritti dei ricercatori e gli impegni del PNRR. Richiesto l'intervento della Commissione Europea.
Professori e medici fino a 72 anni? No, grazie!
Mentre migliaia di giovani ricercatori, precari e specializzandi lottano per un'opportunità, c’è chi pensa a garantire poltrone a vita a chi già occupa i posti di potere. Basta con le università e gli ospedali trasformati in mummifici!
L’ADI dice NO a questo emendamento vergognoso che blocca il ricambio generazionale e soffoca il futuro di intere generazioni di professionisti in formazione.
Vogliamo opportunità, non privilegi! Vogliamo che sia riconosciuto il giusto diritto alla pensione, senza pressioni indebite per rimanere! È ora di dare spazio a chi ha idee ed energie per costruire il domani della ricerca e della sanità pubblica nel nostro Paese.
📢 Sant'Ivo occupata: NO al DDL Bernini!
ADI esprime il proprio pieno sostegno e partecipazione all’occupazione simbolica di Sant'Ivo alla Sapienza, un'iniziativa che si inserisce nell'ambito della settimana di agitazione universitaria (@agitazione_universitaria). Da quella sede, il 19 febbraio 1968, è partito il movimento studentesco, da quella sede partirà la fine del Disegno di legge Bernini. La protesta si oppone fermamente al DDL Bernini, un disegno di legge che, anziché promuovere i diritti e tutelare il futuro dei giovani ricercatori, aggrava ulteriormente le condizioni di precarietà e disuguaglianza nel nostro sistema accademico.
Crediamo in un’università pubblica, inclusiva e accessibile, che valorizzi il ruolo dei dottorandi e dei ricercatori e non li costringa a scelte di vita precarie e umilianti o a una continua emigrazione all’estero.
L’Università unita nella lotta per un'università migliore!
La Ministra Bernini non c’era.
Noi sì, insieme a studenti, precari, sindacati e docenti. Abbiamo denunciato il disegno di smantellamento dell’università pubblica: meno risorse, più precarietà, meno diritti per chi studia e lavora.
Il DDL 1240 è un attacco al futuro e alla libertà della ricerca: meno personale, didattica di qualità inferiore e ricerca inesistente. Un'università senza sapere è un Paese senza prospettive.
Noi resistiamo. Denunciamo. Lottiamo. Ci agitiamo. Perché il sapere non si tocca. @agitazione_universitaria, dal 27 al 31 gennaio, e oltre.
*Difendiamo l’università e la ricerca. Difendiamo l’esistenza della libertà accademica.*
Il DDL 1660, con l’art. 31, introduce la possibilità di stipulare convenzioni tra università, enti di ricerca e servizi segreti. Questo significa che attività di insegnamento e ricerca potrebbero essere controllate o strumentalizzate in nome della sicurezza, anche derogando alle normative di riservatezza.
Come possiamo accettare che i luoghi del sapere si trasformino in strumenti di controllo? L’università deve essere il baluardo della libertà di pensiero e della critica indipendente, non un’appendice di poteri esterni che minano l’autogoverno delle università.
L’art. 33 della Costituzione non è negoziabile: l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
L’ADI si oppone fermamente a questa deriva e chiede a tutta la comunità accademica di unirsi in una mobilitazione decisa. Nei Consigli di Dipartimento, nei Senati Accademici, al CNSU e al CUN dobbiamo far sentire la nostra voce: il DDL 1660 deve essere ritirato.
Università, saperi e conoscenza liberi costituiscono le fondamenta di una società democratica.
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Preruolo e FIS3: incompetenza e delirio al MUR
Assegni spariti, contratti bloccati, FAQ contraddittorie e precari lasciati senza certezze: il FIS3, finanziato con 435 milioni, si trasforma in un ennesimo paradosso tutto italiano, la cui responsabilità è addebitabile alla Ministra
Il risultato? Sistema paralizzato, progetti FIS impossibili da attuare e un futuro che pesa sulle spalle di ricercatrici e ricercatori precari.
L'ADI non smetterà di denunciare e chiedere chiarezza: è ora di ascoltare chi vive l’università ogni giorno. La competenza non è un optional!
📎 Link all'articolo completo: https://dottorato.it/content/preruolo-e-fis3-incompetenza-e-delirio-al-mur
Buon compleanno riforma Gelmini!
Nonostante le proteste di tutto il mondo scolastico e accademico, quindici anni fa, il 30 dicembre 2010 veniva approvata la legge 240/2010. Come anche ADI aveva ampiamente annunciato, la riforma ha portato a un drastico peggioramento delle condizioni di lavoro in accademia, rendendo precarie tutte le figure pre-associatura.
Oggi come allora lanciamo lo stesso allarme per la riforma Bernini-Resta, in discussione al Senato, che rischia di abbattersi sulle nostre vite in modo ancora più drammatico. Complici i tagli al comparto dell'università e della ricerca, di cui già iniziamo a vedere i catastrofici effetti, il panorama si annuncia addirittura peggiore del 2010: la Storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa.
Possiamo ancora fermare questo progetto di distruzione dell'università pubblica: il nostro futuro non si svende!
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Buon Natale a tutte e tutti voi, con i regali che quest'anno ahinoi troveremo sotto l'albero 🎄🍎
La vicenda legale che ha coinvolto Piero Graglia, professore ordinario all’Università Statale di Milano e tra i fondatori dell’ADI, conclusasi con l'archiviazione della querela per diffamazione intentata da Stefano Bandecchi (fondatore di Unicusano e sindaco di Terni) e il respingimento dell'opposizione, rappresenta un importante passo nella difesa della libertà di espressione.
In un periodo in cui sempre più frequentemente si tentano azioni legali per intimidire chi critica il potere, è essenziale non abbassare la guardia.
Per questo motivo, condividiamo l’articolo per il quale Piero è stato infondatamente denunciato e invitiamo tutte e tutti a leggerlo e condividerlo. Il diritto all’informazione e alla critica va salvaguardato da ogni tentativo di silenziare le voci dissidenti, dentro e fuori l’università:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/01/23/unicusano-linfelice-parabola-delle-universita-telematiche-i-frutti-malati-della-riforma-gelmini/6945151/
