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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets
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L’Iran rivendica attacchi contro siti militari USA in Bahrain e Kuwait.
L’IRGC afferma di aver colpito 85 obiettivi militari statunitensi in risposta ai raid USA, inclusa la sede della Quinta Flotta in Bahrein e la base aerea di Ali Al-Salem in Kuwait. L’operazione sarebbe stata condotta con più ondate di missili e droni da forze navali e aerospaziali iraniane.
Teheran sostiene inoltre di aver abbattuto un drone USA MQ-9 durante l’operazione. Per i mercati, il punto chiave è l’allargamento geografico dello scontro: rischio immediato su petrolio, shipping, assicurazioni marittime, difesa e asset del Golfo.
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Dentro i mercati, oltre i titoli.
8 luglio 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 -0,48% (7.501), Nasdaq 100 -1,77% (29.173), Dow Jones -0,25% (52.925), Russell 2000 -0,91% (2.982)
Europa: EuroStoxx 50 -1,24% (6.319), DAX -1,27%, CAC -0,51%, FTSE MIB -0,95%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Energy +3,01%, Health Care +1,55%, Real Estate +1,50%
Bottom 3: Industrial -1,67%, Technology -1,62%, Materials -0,98%
–– Takeaway veloci ––
• Wall Street debole, ma la frattura vera è nel Nasdaq: il sell-off parte dalla memoria dopo Samsung e colpisce il trade AI più affollato.
• Il petrolio torna driver macro: attacchi a Hormuz, revoca USA della licenza sul petrolio iraniano e Brent in area 74-76 $ riaprono il tema inflazione.
• I Treasury vendono su tutta la curva: geopolitica, petrolio e coperture legate alla maxi-emissione Amazon pesano sui tassi.
• Sotto la superficie il tech è più fragile degli indici: il 59% dei titoli tecnologici S&P 500 è già oltre -20% dai massimi a 252 giorni.
• Rotazione difensiva: Energy, Health Care e Real Estate salgono, mentre tecnologia e industriali pagano multipli e aspettative tirate.
–– Specifiche azioni ––
• Samsung crolla nonostante utili preliminari forti: il problema sono aspettative ormai troppo alte sulla memoria.
• Micron, SanDisk e Western Digital sotto pressione: il mercato riduce il premio al momentum su HBM, DRAM e storage.
• GE Vernova pesa sugli industriali: se rallenta il tema AI energy, il mercato lo legge anche sui data center.
• Amazon lancia una maxi-emissione bond in 8 tranche, circa 25 mld $.
• Microsoft sostituisce OpenAI e Anthropic con modelli AI interni in alcune app per ridurre i costi, dopo i tagli Xbox.
–– Prossimi eventi da monitorare ––
• Verbali FOMC di giugno.
• Aste Treasury 10Y e 30Y.
–– Focus del giorno ––
È stata una brutta sessione, ma non ancora una sessione da panico.
Il mercato non ha cambiato idea sull’AI. Ha cambiato idea sul prezzo da pagare per possederla. La visione fondamentale resta positiva, ma dopo settimane di acquisti frenetici la difesa del trade è diventata molto più selettiva.
La scintilla è arrivata da Samsung: titolo giù pesante in Corea nonostante risultati preliminari solidi. Il problema non era il dato in sé, ma il dato rispetto alle aspettative. Quando un settore corre così tanto, “buono” non basta più. Serve “perfetto”. E Samsung non è stata perfetta.
A peggiorare il sentiment è arrivata anche la notizia di DeepSeek al lavoro su propri chip AI. Il punto non è solo competitivo. È psicologico: se sempre più player cercano di internalizzare pezzi della catena AI, il mercato inizia a chiedersi se il pricing power dei fornitori sia davvero infinito.
Il sell-off dell’High Beta Momentum, oltre -20% in cinque sedute, racconta soprattutto una cosa: deleveraging. Non recessione. Non rottura degli utili. Non panico. Gli ETF e gli ETF a leva hanno amplificato il movimento, con volumi molto elevati su SOXL, DRAM e SMH. Quando questi prodotti diventano grandi, non seguono soltanto il mercato: lo accelerano.
È qualcosa che stiamo raccontando da settimane. Forse mesi. Chi ci segue, lo sa.
Per ora la liquidazione sembra ancora ordinata. I long-only vendono, gli hedge fund sono più tattici, il retail compra il ribasso e i sistematici amplificano. Lo conferma anche la breadth: 283 titoli dell’S&P 500 hanno chiuso positivi. Il mercato non ha venduto tutto. Ha venduto la parte più affollata: AI, semiconduttori, memoria, high beta e momentum. Per questo abbiamo revisionato più volte i nostri portafogli, in particolare la “Best Brands”, che oggi si difende benissimo da questi ribassi (anzi, ci sono giornate che chiude in positivo a fronte di un mercato negativo).
Comunque sia, l’AI non è morta. È stato bocciato il modo in cui il mercato la stava possedendo.
Troppa leva, troppi ETF, troppa correlazione tra AI, semiconduttori e momentum. Quando una tesi fondamentale diventa un fattore, smette di muoversi solo sulle notizie. Inizia a muoversi sui flussi.
~ About Markets
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⚠️ BREAKING NEWS | Alibaba vola a Hong Kong e trascina al rialzo il tech cinese.
Il titolo è arrivato a guadagnare fino al +9,6%, guidando il rally del settore internet cinese, mentre l’Hang Seng Tech è salito fino al +4,8%. Il movimento riflette una rotazione degli investitori verso i laggard cinesi e un ritorno di appetito sul comparto tech asiatico.
Il catalizzatore principale sembra essere l’ottimismo sugli utili: sul mercato circolano indicazioni di una possibile preview positiva di Alibaba con gli analisti sell-side in vista dei risultati del 1Q FY27. In più, la partnership tra Lazada e Meta rafforza l’idea che Alibaba stia puntando su una crescita internazionale più disciplinata e orientata alla redditività.
Da monitorare ora se il rally resterà solo una rotazione tattica sui titoli rimasti indietro o se gli utili confermeranno davvero un miglioramento strutturale della traiettoria di Alibaba.
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🔴 L'esercito statunitense annuncia il lancio di una serie di attacchi contro l'Iran 🔴
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⚠️ BREAKING NEWS | Il Brent balza sopra i 76 dollari dopo l’attacco iraniano nello Stretto di Hormuz.
I prezzi del petrolio accelerano al rialzo dopo che gli Stati Uniti hanno revocato la licenza generale concessa all’Iran per esportare petrolio, reintroducendo sanzioni complete su produzione e vendite.
La decisione arriva dopo l’attacco iraniano contro diverse navi commerciali nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi più importanti al mondo per il traffico energetico.
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AI a debito
▪️Amazon torna sul mercato obbligazionario con una maxi emissione da 25 miliardi di dollari. Il messaggio è chiaro: la corsa all’intelligenza artificiale non si finanzia più solo con cassa e utili, ma sempre di più anche con debito.
▪️Le emissioni globali di debito legate all’AI sono arrivate a circa 335 miliardi di dollari nel 2026, più del doppio rispetto al 2025. Amazon, da sola, ha già raccolto oltre 80 miliardi di dollari da inizio 2025 in varie valute.
▪️Il motivo è semplice: costruire data center, comprare chip, aumentare capacità cloud e sostenere la domanda AI costa tantissimo. Finché il mercato crede che questi investimenti genereranno ritorni adeguati, il debito viene assorbito senza troppi problemi.
▪️Ma il punto interessante è che Goldman Sachs avrebbe iniziato a suggerire ai clienti di coprirsi dal rischio di una possibile bolla del debito legata all’AI. Il problema non è solo quanto stanno spendendo gli hyperscaler, ma quanto velocemente stanno aumentando leva e fabbisogno di finanziamento.
▪️Questo non vuol dire che l’AI sia automaticamente una bolla. Vuol dire però che la storia sta cambiando: non è più solo una narrativa di crescita, innovazione e utili futuri. Sta diventando anche una storia di leva finanziaria.
▪️Per gli investitori il punto è importante: guardare solo azioni, multipli e semiconduttori non basta più. Bisogna monitorare anche il mercato del credito, perché se il debito degli hyperscaler inizia a prezzare più rischio, prima o poi anche l’azionario potrebbe doverne tenere conto.
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⚠️ BREAKING NEWS | Il rally del mercato si sta allargando: l’S&P 500 equal weight continua a segnare nuovi massimi storici.
L’indice S&P 500 a pari peso ha già registrato 31 nuovi massimi storici da inizio anno, contro i 24 dell’S&P 500 tradizionale. Il dato è importante perché l’indice equal weight pesa tutte le società allo stesso modo: quindi non misura solo la forza delle mega-cap, ma la partecipazione più ampia del mercato.
Da inizio anno l’equal weight è salito di circa +12,2%, battendo il +10,1% dell’S&P 500. A questo ritmo, potrebbe chiudere il 2026 con circa 60 nuovi massimi storici, il secondo totale annuale più alto di sempre dopo i 68 massimi del 2013.
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Ripreso il nostro commento di stamane riguardo alle trimestrali di settimana prossima.
👉🏼 https://www.finanzaonline.com/punto-dell-esperto/correzione-o-rotazione-6-temi-chiave
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AMAZON DÀ IL VIA A UN'EMISSIONE OBBLIGAZIONARIA STATUNITENSE IN OTTO TRANCHE CON RATING INVESTMENT GRADE.
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SpaceX entra nel Nasdaq 100: Wall Street è bullish, ma il mercato sta già prezzando molto
Secondo gli analisti di WS, SpaceX non viene più trattata solo come “storia spaziale”, ma come piattaforma AI/infrastrutturale.
Almeno sei broker hanno avviato la copertura con rating equivalenti a “Buy”. Morgan Stanley ha fissato un target price a 300 dollari, Goldman Sachs a 205 dollari, mentre Arete arriva fino a 401 dollari. Il target medio a 12 mesi è circa 217 dollari, quindi implica un upside di circa il 35% rispetto ai prezzi recenti. Wall Street sta provando a valutare SpaceX non solo per razzi e satelliti, ma per il potenziale di lungo periodo legato a Starlink, data center, servizi AI e infrastruttura orbitale.
L’ingresso nel Nasdaq 100 crea un supporto tecnico importante al titolo.
SpaceX entra nell’indice dopo una modifica delle regole Nasdaq che consente alle società appena quotate e di grande capitalizzazione di essere incluse molto più rapidamente. Questo conta perché molti ETF e fondi passivi devono comprare automaticamente i titoli presenti nell’indice. Secondo Bloomberg Intelligence, l’inclusione tra Nasdaq 100 e Russell potrebbe generare almeno 5,4 miliardi di dollari di domanda da fondi indicizzati. Quindi, nel breve termine, non è solo una storia fondamentale: è anche una storia di flussi forzati.
Il punto critico resta la valutazione: entusiasmo sì, ma non gratis.
Il titolo è ancora circa il 29% sotto i massimi intraday, ma resta valutato su aspettative molto elevate. Gli analisti sono ottimisti, però rimangono dubbi su redditività, capacità operativa e sostenibilità della valutazione. Inoltre, va ricordato che il sell-side tende strutturalmente a essere bullish: tra le grandi società USA, i rating “Buy” sono molto più frequenti dei “Sell”. Quindi il messaggio è semplice: l’ingresso nel Nasdaq 100 può sostenere il titolo nel breve, ma per giustificare target molto aggressivi SpaceX dovrà dimostrare che il business AI/infrastrutturale può diventare reale, scalabile e profittevole.
SpaceX oggi non è una società che ci convince dal punto di vista fondamentale. Parliamo di un’azienda con circa 18,7 miliardi di dollari di ricavi, EPS negativo, margine netto intorno al -43% e oltre 30 miliardi di debito. Non esiste ancora una redditività solida a cui ancorare la valutazione, né un P/E realmente utilizzabile. Il titolo vive soprattutto su una narrativa molto potente: spazio, difesa, satelliti, AI e connettività globale. Temi interessanti, ma che a nostro avviso non bastano per renderlo automaticamente un buon investimento. SpaceX può essere un’azienda straordinaria dal punto di vista industriale, ma un investimento poco interessante ai prezzi attuali. Troppa valutazione, poca redditività visibile e forte dipendenza da narrativa e flussi tecnici.
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A breve inizia la stagione degli utili. Chi sono i favoriti, i troppi favoriti e quelli che in realtà potrebbero veramente far bene?
Ne parliamo qui 👉🏼 https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_correzione-o-rotazione-1-la-prossima-share-7480132613714747392-SAOW/?utm_source=social_share_send&utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_campaign=copy_link
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Dentro i mercati, oltre i titoli.
7 luglio 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +0,72% (7.537), Nasdaq 100 +1,26% (29.698), Dow Jones +0,29% (53.061), Russell 2000 +0,45% (3.009)
Europa: EuroStoxx 50 -0,27% (6.396), DAX +0,15%, CAC -0,33%, FTSE MIB +0,27%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Communication Services +1,64%, Technology +1,34%, Consumer Discretionary +0,95%
Bottom 3: Health Care -1,17%, Utilities -1,06%, Consumer Staples/Real Estate -0,90%
–– Takeaway veloci ––
• Wall Street riparte risk-on: Nasdaq davanti a tutti, semiconduttori +3% e memorie circa +7% in attesa dei preliminari Samsung.
• Il mercato non ha comprato “tech” in generale: ha comprato conferme sul ciclo AI. Nvidia ha difeso la roadmap, Broadcom ha esteso con Apple.
• ISM servizi sotto attese, ma con prezzi in calo e occupazione di nuovo sopra 50: crescita meno brillante, ma non recessiva.
• Più rotazione che rally corale: vincono AI, communication e discretionary; perdono difensivi, healthcare, utilities e staples.
–– Specifiche azioni ––
• Nvidia: “roadmap intatta” dopo i timori su ritardi server.
• Broadcom: accordo esteso con Apple per chip ASIC custom fino al 2031.
• Samsung: preliminari attesi nella notte, lettura chiave per memorie e AI supply chain.
• SK Hynix: avviato il marketing per la quotazione USA.
• Dell: titolo sostenuto dai commenti di Trump.
• Strategy: venduti 3.500 BTC.
–– Focus del giorno ––
Il mercato non sta vendendo l’AI. Sta cambiando il modo in cui vuole comprarla.
Per mesi la regola è stata semplice: comprare chi vendeva i picconi. Semiconduttori, memoria, HBM, networking, packaging. Tutta la parte fisica dell’intelligenza artificiale. Ora però il trade è diventato molto più affollato. I semiconduttori pesano quasi un quinto dell’S&P 500 e il retail ha comprato call sui chip con un’aggressività enorme. Quando tutti comprano la stessa storia, anche una buona storia diventa fragile.
La parte interessante è che il capitale non è uscito dal mercato. Si è spostato. Ha punito le società che stanno spendendo di più in capex AI, soprattutto Microsoft e Meta, e ha premiato chi incassa subito dalla costruzione dell’infrastruttura. Il mercato non sta dicendo “l’AI non serve”. Sta dicendo “preferisco chi monetizza oggi rispetto a chi promette ritorni domani”.
Qui nasce l’incoerenza. Per anni gli investitori hanno applaudito i buyback: meno azioni, EPS più alto, multipli più facili da difendere. Oggi, quando quelle stesse aziende investono in data center, chip e cloud, il mercato diventa nervoso. Wall Street ama la certezza contabile di un riacquisto molto più della promessa industriale di un investimento.
Il punto vero è che il capex AI non è buono o cattivo in assoluto. È buono solo se il rendimento futuro supera il costo del capitale. Sul cloud, anni fa, il mercato aveva avuto lo stesso dubbio e si era sbagliato: quelle spese hanno costruito margini, ricavi e leadership. Sull’AI la domanda resta aperta. Potrebbe essere un replay del cloud. Oppure un ciclo di spesa troppo grande, troppo veloce e troppo competitivo.
Per questo la rotazione verso Mag 7 non è una dichiarazione d’amore. È un trade tattico. Dopo la sottoperformance recente, alcuni nomi hanno già scontato parecchio. Microsoft e Meta sono state penalizzate, mentre i multipli di diversi leader sono tornati più ragionevoli. La compressione è arrivata con utili ancora in crescita, quindi non è ancora deterioramento fondamentale. È revisione del prezzo.
Il rischio è che ormai tutti stiano vedendo la stessa rotazione. Quando una strategia “contrarian” viene raccontata da troppi desk, smette di essere davvero contrarian. Però il messaggio resta utile: dopo mesi in cui il mercato ha comprato solo i fornitori dell’AI, può iniziare una fase in cui torna a guardare anche a chi userà quell’infrastruttura.
La domanda non è più “AI sì o AI no?”. È: dove sono già prezzati utili perfetti, e dove il mercato ha già punito abbastanza il rischio?
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🔴 Samsung batte le stime. Ma non basta più. Mercati crollano.
▪️Samsung ha pubblicato risultati preliminari sopra le attese: utile operativo a 89,4 trilioni di won, meglio del consensus.
▪️In un mercato normale sarebbe una notizia molto positiva. Ma questo non è un mercato normale: il trade AI/memorie era già salito tantissimo e le aspettative erano diventate estreme.
▪️Il problema non è il dato appena uscito. Il problema è che la guidance e il messaggio sui prossimi trimestri non sono stati abbastanza forti da giustificare prezzi già molto tirati.
▪️Risultato: Samsung perde oltre il 10%, SK Hynix scende con lei e il Kospi arriva a crollare fino a -8%, con sospensione degli scambi per 20 minuti.
▪️Il segnale si sta allargando anche fuori dalla Corea: Nasdaq futures giù di oltre l’1%, chip stocks sotto pressione e vendite anche su altri mercati asiatici.
▪️Quando una società batte le stime e il titolo crolla, vuol dire che il mercato non sta più comprando il passato. Sta mettendo in discussione le aspettative future.
▪️Il memory trade resta fortissimo sul piano fondamentale: domanda elevata, prezzi in salita, margini enormi e shortage attesi ancora a lungo.
▪️Ma proprio perché la storia è fortissima, è diventata anche molto affollata. E quando tutti sono posizionati dalla stessa parte, basta una delusione marginale per trasformare un “beat” in un sell-off.
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Dopo Bofa, anche Morgan Stanley diventa negativa sui semiconduttori.
• Anche Morgan Stanley è giunta alla conclusione che stiamo avanzando da settimane/mesi, dicendo che, nel breve, il trade sui semiconduttori è diventato troppo affollato e vulnerabile a prese di profitto.
• La rotazione è dai semiconduttori agli hyperscaler. Quindi meno enfasi su chip/memorie e più attenzione a Microsoft, Amazon, Alphabet, Meta, Oracle e simili.
Il motivo principale è il capex AI. I semiconduttori dipendono dagli investimenti degli hyperscaler. Se questi ultimi iniziano anche solo a rallentare il ritmo di crescita del capex, i titoli chip rischiano una correzione.
•Meta è il segnale chiave. Il fatto che Meta voglia vendere capacità di calcolo in eccesso a clienti esterni suggerisce che forse alcuni hyperscaler hanno costruito molta capacità AI in anticipo. Questo può portare il mercato a chiedersi se la crescita futura degli ordini di chip sarà ancora così forte.
•Il problema non è il livello della domanda, ma il ritmo. Anche se la domanda AI resta elevata, il mercato punisce i semiconduttori se passa da “domanda in accelerazione” a “domanda ancora forte ma meno in accelerazione”.
•I semiconduttori hanno corso troppo. Morgan Stanley segnala momentum estremo, revisioni degli utili già molto alte e valutazioni legate a una crescita quasi perfetta.
•Le memorie sono il punto più fragile. Il comparto memory è più simile a una commodity: sale violentemente quando il ciclo è forte, ma può correggere altrettanto violentemente quando cambiano aspettative su prezzi, domanda o scorte.
•Gli hyperscaler sono più interessanti perché hanno già sottoperformato. Il mercato li ha già penalizzati per l’aumento del capex, mentre i semiconduttori hanno continuato a salire più a lungo.
•Gli hyperscaler hanno più modi per vincere. Non sono solo compratori di chip: hanno cloud, advertising, software, AI agentica, dati, distribuzione e possibilità di tagliare costi usando l’AI.
•Il tema più ampio è il “broadening”. Morgan Stanley pensa che la leadership di mercato si stia allargando: meno dipendenza da pochi titoli AI e più partecipazione di settori rimasti indietro.
•Settori favoriti da Morgan Stanley: beni discrezionali, trasporti, banche regionali e biotech. Sono comparti che possono beneficiare di petrolio più basso, tassi meno restrittivi e miglioramento della crescita degli utili.
•Petrolio più basso = tassi più stabili. Il calo dell’energia riduce il rischio inflazione e rende meno probabile una Fed troppo aggressiva.
•Fed meno hawkish = aiuto ai settori rimasti indietro. Se il mercato smette di prezzare nuovi rialzi dei tassi, possono recuperare aree sensibili ai tassi come biotech, banche regionali e consumer discretionary.
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BREAKING NEWS — Dell accelera a Wall Street
Dell Technologies accelera in Borsa dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che avrebbe detto che la donazione di Michael Dell ai “Trump Accounts” sarà “ripagata” e avrebbe invitato gli investitori ad acquistare il titolo.
Il movimento è immediato: DELL sale di circa il 6% intraday.
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I semiconduttori USA continuano a trattare su valutazioni molto tirate.
Il forward P/E dell’indice SOX è tornato intorno a 30x, vicino alla parte alta del range degli ultimi 15 anni. Anche rispetto all’S&P 500, il settore tratta a circa 1,4 volte la valutazione del mercato, un livello storicamente elevato.
Il punto è che queste valutazioni richiedono una conferma sempre più forte: l’enorme spesa in AI deve iniziare a trasformarsi in ritorni economici visibili.
E qui nasce il dubbio. Alcuni indicatori sui prezzi effettivamente pagati dalle aziende per i token AI sono scesi di quasi il 20% dai massimi di maggio, dopo essere quasi raddoppiati da dicembre. Potrebbe essere un primo segnale di minore pricing power, quindi di una narrativa meno solida sulla monetizzazione dell’AI.
In parallelo, Allianz Research stima che il divario tra investimenti in AI e crescita dei ricavi legati all’AI sia arrivato a circa 46%, più ampio del gap del 32% registrato durante la bolla telecom del 2001.
I semiconduttori non sono più prezzati solo sulla crescita, ma sulla capacità dell’AI di giustificare una spesa sempre più enorme.
La domanda ora è: stiamo vedendo i primi segnali di pressione sul pricing power dell’AI e, di conseguenza, sulle valutazioni dei semiconduttori?
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Breaking News | Aramco ha tagliato il prezzo ufficiale del greggio Arab Light per l’Asia di agosto di $1,10 al barile, portandolo a -1,50 dollari/barile rispetto al benchmark di riferimento.
Saudi Aramco venderà il suo petrolio principale ai clienti asiatici con uno sconto maggiore rispetto al mercato, invece che con un premio.
Il messaggio è importante perché l’Asia è il mercato chiave per il greggio saudita. Un taglio così aggressivo suggerisce che la domanda non è abbastanza forte oppure che Aramco vuole difendere quote di mercato contro altri produttori.
Per il petrolio è un segnale tendenzialmente negativo: meno potere di prezzo, più concorrenza e pressione ribassista sulle quotazioni.
Secondo il grafico dell’IEA, nel 2026 è successo qualcosa di raro: le esportazioni di petrolio dagli Stati Uniti hanno superato le importazioni cinesi via mare.
- La Cina importava 12-14 milioni di barili al giorno, poi è scesa verso 8,5 milioni.
- Gli Stati Uniti esportavano circa 9-10 milioni di barili al giorno, poi sono saliti oltre 12 milioni.
La Cina non ha semplicemente “comprato meno petrolio”: ha iniziato a usare le proprie scorte per compensare lo shock.
Le tensioni su Hormuz e la minore disponibilità di greggio del Golfo hanno colpito proprio il petrolio più adatto alle raffinerie cinesi.
Gli Stati Uniti hanno riempito parte del vuoto, ma il loro greggio più leggero non sostituisce perfettamente quello mediorientale.
Quindi il taglio di Aramco non è solo una notizia sui prezzi. È il segnale che il mercato asiatico del petrolio è sotto pressione: Cina più debole nelle importazioni, scorte in calo, Stati Uniti più centrali nell’offerta globale e Arabia Saudita costretta a difendere quote di mercato con sconti aggressivi.
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BREAKING NEWS — Broadcom sale nel pre-market
Broadcom estende la collaborazione con Apple fino al 2031 per lo sviluppo di prodotti custom ASIC silicon destinati al gruppo di Cupertino.
Il mercato la legge come una conferma della centralità di Broadcom nella filiera AI/custom chips di Apple: AVGO sale di circa il 4% nel pre-market, dopo il calo della seduta precedente.
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BREAKING NEWS — SK Hynix verso il Nasdaq
SK Hynix prepara la quotazione ADR negli Stati Uniti con ticker SKHY.
L’azienda prevede di offrire 17,79 milioni di nuovi ADR, con avvio del bookbuilding oggi e debutto atteso sul Nasdaq venerdì.
Il valore stimato dell’operazione scende a circa 28 miliardi di dollari, dopo il recente calo del titolo in Corea.
Wall Street avrà un accesso più diretto a uno dei principali beneficiari del boom AI-memory, accanto a Micron.
Il ciclo delle memorie è diventato estremamente forte, ma resta anche uno dei più ciclici del mercato.
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Cina, CXMT accelera sulle DRAM: il gap con la Corea si chiude più in fretta del previsto
1. Come sappiamo, i chip AI non hanno bisogno solo di potenza, ma anche di memoria.
Una GPU può essere potentissima, ma se non riesce a leggere e scrivere dati abbastanza velocemente, rallenta.
Per questo oggi le memorie avanzate, come DRAM, HBM e NAND, sono diventate strategiche quasi quanto le GPU.
2. La Cina non riesce ad accedere facilmente alle macchine più avanzate.
Le macchine EUV, prodotte da ASML, servono per fare chip molto sofisticati.
A causa delle restrizioni USA, la Cina fa molta più fatica ad averle. Quindi sta cercando una strada alternativa.
3. La strada alternativa si chiama “bonded DRAM”.
Invece di costruire tutto il chip su un unico “piano”, CXMT prova a costruire due parti separate e poi unirle.
È come fare una torta a strati: sotto metti la memoria, sopra metti i circuiti che la controllano. Così puoi aumentare capacità e prestazioni anche senza usare le macchine più avanzate.
4. Perché il mercato deve guardarla? Perché il gap si sta chiudendo.
I produttori cinesi di memoria erano considerati molto indietro rispetto a Samsung e SK Hynix. Ora però il ritardo si sarebbe ridotto da circa 5 anni a circa 3 anni.
Non vuol dire che la Cina sia già davanti, ma vuol dire che sta recuperando più velocemente del previsto.
5. Il rischio finale è sui prezzi delle memorie.
Oggi il mercato paga molto il tema “memoria per AI” perché c’è forte domanda e offerta limitata.
Ma se la Cina riesce ad aumentare rapidamente la produzione, tra qualche anno potremmo passare da scarsità a eccesso di offerta. E quando c’è troppa memoria disponibile, i prezzi scendono e i margini delle aziende del settore possono comprimersi.
Quello che vogliamo sottolineare oggi è che la Cina sta trovando modi creativi per aggirare i limiti tecnologici imposti dalle sanzioni.
E se ci riesce, il ciclo delle memorie AI potrebbe diventare meno “scarso e premium” e più competitivo, quindi più volatile.
